domenica 19 marzo 2017

UNO VALE UNO MA... COME LUI NON C'E' NESSUNO


Carlo Biancheri

Non intendiamo attardarci su quel che abbiamo ripetuto da anni e cioè che la setta non è democratica per definizione (‘fidatevi di me…’) e che la sua organizzazione interna contrasta con i principi costituzionali sull’organizzazione stessa dei partiti politici o movimenti che dir si voglia, pur in assenza di una legge  in attesa di approvazione dal Parlamento. Il fatto è presto detto. Quando i bambini giocavano a nascondino o ai quattro cantoni e non con Internet, succedeva, non di rado, che il perdente dicesse: basta, non gioco più oppure che volesse modificare a posteriori le regole del gioco per vincere lui. Ecco, di questo si è trattato a Genova nella selezione del candidato sindaco nel M5S: se non si riesce a vincere con una consultazione locale la si rifà nazionale… tanto i votanti che ne sanno? Mica leggono i giornali… La sola differenza è che i protagonisti in ‘commedia’ sono (o dovrebbero essere…) degli adulti…
Leggiamo, invece, su la Repubblica del 18 marzo 2017 l’intervento del direttore di MicroMega, Paolo Flores d’Arcais, intitolato: Ma così il movimento non è più votabile! Poffarbacco, è caduto dal pero! E con lui tutta la pletora delle quinte colonne di sedicenti intellettuali sinistri ben pasciuti, per non parlare del foglietto quotidiano… L’atteggiamento di questi signori che si pongono come intelligentzia, ripetendo formulette di soggetti paludati, da strapaese, che reputano la loro visione del reale come la conclusione del sapere, un clima che ricorda  la dittatura di Croce in cultura quando nessuno aveva il coraggio di smarcarsi e dire come nella novella di Pirandello: “il treno ha fischiato…” Ciò ha fatto sì che  non si andasse oltre, in filosofia, all’idealismo, marxismo incluso…, alla fenomenologia e a Heidegger, al positivismo, al kantismo e a un po’ di popperismo, rimanendo il paese attardato rispetto ai centri di cultura europei.
Quanto ci voleva a capire che protesta e proposta sono cose diverse? O forse si ventilava la famosa palingenesi degli oppressi che, una volta mandata a gambe all’aria la ‘struttura di potere’ attuale, avrebbero poi ricostruito l’Eden dove pace e giustizia regneranno, il lupo e l’agnello si abbracceranno… e vissero tutti felici e contenti.
Noi poveretti a sentire parlare nell’italiano ‘creativo’ il giovane Di Maio o il Dibba, l’eminente Tominelli, scienziato costituzionale, la Lombardi, sempre aggraziata, la capretta sacrificale a Roma (‘stiamo lavorando’…), Madamìn a Torino che farà mangiare tutti vegano nella sua città (quantomeno i bambini a scuola…), avevamo già capito come sarebbe andata a finire.
Avremmo voluto parlare di cosa ci succederà  quando la BCE smetterà di comprare titoli per sessanta miliardi di Euro al mese (non milioni come dicono le giornaliste televisive più esperte di cucito che di economia) e che conseguenze ci saranno per un paese come il nostro che, per evitare la rivoluzione,  ha alimentato un debito pubblico mostruoso. C’è una interessante intervista sull’ultimo numero de l’Espresso a Valery Giscard d’Estaing, novantunenne, già presidente francese, che, pur sottacendo i suoi errori…, dice con una chiarezza fulminante come sia andata veramente in Europa. Dalla sua analisi emerge  che i politici che sono venuti dopo erano dei principianti in confronto di quelli della sua generazione. In pratica, sostiene quel che anche noi, poveretti, abbiamo scritto in questo blog e cioè che lo scopo dell’ingresso del Regno Unito nella UE, per pressione americana (e massonica…, aggiungiamo noi), era quello di trasformare la CEE in un mercato di libero scambio e non certo in un’unione. L’allargamento a ventotto è stato molto mal gestito, anche da Prodi, che fà la figura del facilone, per non aver previsto alcunché nell’assunto che ‘siamo tutti fratelli’… Un giro nei paesi ex comunisti non se l’erano neppure fatto e quindi hanno lasciato credere loro che sarebbe arrivata  la ‘panacea’ con l’adesione alla UE. La Merkel, con la durezza di una donna cresciuta all’Est nella DDR, non ha compreso che distruggeva il giocattolo se metteva gente come Santer, Barroso o Juncker, esponenti di paesi insignificanti o piccoli, alla guida della Commissione: certo nessuno l’ha disturbata, ma ora che se la deve vedere da sola con Trump e poi con Pechino e, fra poco, con Delhi o financo col sultano, comincia a capire che l’Europa serve a qualcosa…
Chi conosce i meccanismi europei sa benissimo che non si ottengono risultati se non c’è buona volontà e solidarietà da parte degli Stati membri e questo è possibile solo se i paesi fondatori sviluppano una vera convergenza che comporta anche un cambiamento di atteggiamenti umani e di cultura, di soggetti che ragionano ‘europeo’ (Erasmus vuol dire poco…). Giscard traccia l’ambito di una vera armonizzazione che fatalmente può avvenire inizialmente solo tra pochi – ma noi ce la faremo? Secondo me, i nostri politici non ne hanno la minima idea, perché non capiscono ancora adesso cosa significhi attuare la normativa comunitaria e rispettarla… - che poi si estende agli altri per osmosi. Ci vuole una visione, a cominciare dal Ministro dell’Economia che è certo un rispettabile economista e funzionario di organismi internazionali, ma che non sembra marcare una linea di sviluppo per il Paese: il cambiamento che viviamo è epocale, ma questo non è un motivo per rinunciare a trovare sbocchi di mercato e di migliore produttività, riqualificando le persone. Ci vuole molta lucidità nel conoscere e consapevolezza che l’inazione vuol dire lasciar spazio al malaffare che sguazza nel nostro paese proprio per l’irresponsabilità dei politici.



mercoledì 8 marzo 2017

IL PREGIUDICATO CHE VUOLE TRASFORMARE L'ITALIA COME L'EQUADOR E LA SINISTRA COMPLICE

Carlo Biancheri



Se tutto va bene – cioè, se vinciamo…-  l’Italia sarà trasformata come l’Equador, sic Grillo.
A Genova vi è una grande comunità di immigrati provenienti da quel paese che svolgono principalmente compiti di badanti, colf e addetti alle pulizie dei condomini. Di quando in quando vengono fuori eventi connessi alle bande di giovani latinos, risse e ferimenti, specie nei locali notturni, ma non episodi di attacchi col machete come accaduto nel milanese.
In pratica, costituiscono la forza d’urto del lavoro domestico e di assistenza in una citta di anziani, in un settore abbandonato dagli italiani che preferiscono  il sussidio di disoccupazione.
L’ex comico pregiudicato Grillo, è, come noto, uomo di cultura, non foss’altro per aver frequentato vari teatri in occasione dei suoi spettacolini, ma non risulta che abbia un rapporto speciale con la classe politica e la presidenza equadoriana:  ci riferiamo al Correa che lascia passare un turno, facendo eleggere un suo uomo, ma che ha già dichiarato che nel caso vincesse l’opposizione ritornerà al potere nel 2021… L’Equador che costituisce l’esempio per il nostro paese e a  cui si ispira il pregiudicato - forse conosce la situazione, in quanto ne avrà sentito parlare da qualche collaboratore domestico nel suo villone con vista mozzafiato sulle alture di Genova? -  è uno Stato poverissimo, con corruzione diffusa, come nel regime chavista del vicino Venezuela. Nelle periferie di Quito e di Guayaquìl il contenzioso si risolve con le armi da fuoco e per uno straniero o un possidente non è propriamente raccomandabile prendere il taxi dal centro di una di queste città per andare in periferia, se vuole arrivare sano e salvo  nel luogo prescelto.
Considerato il tasso di analfabetismo e la diffusione delle popolazioni indigene, il ruolo dello Stato è onnipresente con la burocrazia: la corruzione pure.
Forse non saprete che tre deputati della setta stanno incontrando in Sud America gli italiani per farsi conoscere in vista della vittoria alle elezioni politiche italiane. Dopo l’Argentina sono andati a Caracas in segno di apprezzamento per il regime chavista che ha ridotto il paese a livello di sussistenza. Di fronte alle proteste dei residenti italiani, come apprendiamo da notizie di stampa, che lamentavano di vivere in un regime fascista, i tre hanno risposto che anche in Italia si sta male, perché c’è la disoccupazione giovanile, quindi Chavez… del resto il generale dei gesuiti non era uno dei consiglieri?
La pochezza e lo squallore delle pseudo-posizioni politiche dei giovanotti e delle signorine M5S che continuano, secondo i sondaggi, ad esser sostenuti dal 30% di sciagurati votanti che sfogano la loro rabbia col ‘tanto peggio, tanto meglio’…, mediante una protesta  incapace di farsi proposta, sono sostenuti da una squadra di professionisti della sinistra politica, ben pasciuti, che li trattano con i guanti: preferibili a Renzi, secondo il gruppo capitanato dall’esperto di bocciofila dell’Appennino emiliano…
Abbiamo già detto della figlia di Berlinguer che non sa niente, come appare dai suoi interventi, salvo continuare a sostenere la ‘santità’ di una posizione politica  per nulla sganciata dal marxismo-leninismo che, a suo tempo, ebbe il solo merito di non  dare una spallata ad un regime fatiscente come quello della DC; continua ad intervistare il Di Battista, ferito di guerra…, che non si può neppure ascoltare perché non fà che accusare, ma è del tutto incapace di svolgere un’analisi seria, di governo, cioè adulta.
Gli intellettuali di professione alla Rodotà hanno a lungo tirato la volata a questa gente come anche i giornaletti del tipo Il fatto quotidiano, stile ciclostile da Pc d’altri tempi, infischiandosene  che la vita quotidiana continui… e che qualcuno dovrà pur provvedere alla collettività.
L’esempio di Roma è la prova provata che i dilettanti allo sbaraglio, tipo ‘Corrida’,non sono in grado di gestire la cosa pubblica anche con l’ausilio di tecnici con cui entrano in conflitto e neppure quando sono teleguidati dai guru.
Il conte Gentiloni è un momento di calma in un periodo di esagitati, ma ci vuole una visione senza retorica sull’Europa dove la competizione è fortissima e alcuni sono più uguali degli altri.
E’ significativo che sia il volgare Trump che  Trudeau, furbo e prestante ma inconsistente (del resto il Canada è molto esteso, ma gli abitanti sono pochi ed il PIL è inferiore a quello italiano; i giornali non ve lo diranno…), scelgano il loro ambasciatore a Berlino per trattare con l’Europa a Bruxelles: in altri tempi questo sarebbe stato del tutto inaccettabile.
L’amato Manzoni nella biblioteca di don Ferrante ricorda che la Storia senza la Politica è una guida che cammina, cammina, senza che nessuno impari la strada e per conseguenze butta via i suoi passi...

domenica 26 febbraio 2017

LA CHIESA NON PUÒ ADOTTARE LO STILE DELLA COMPAGNIA DI GESÙ: È MOLTO DI PIÙ…

Mi sembra che prima i papi parlassero ogni tanto e si diceva che quello che dicevano era verità assoluta perché ispirata dallo Spirito Santo, mi sembra che questo si dicesse che parlavano ex cathedra. Adesso il papa parla in continuazione, ma quando è ex cathedra? cioè quando dice opinioni e quando dice verità inconfutabili? e poi adesso praticamente di papi ne abbiamo tre, il papa emerito Benedetto, che per fortuna al momento tace, il papa bianco, cioè ,e ora anche il papa nero Arturo Sosa che dice la sua alla grande. Ma se il papa Francesco è un gesuita, vale di più quello che dice lui o quello che dice Sosa che è il suo superiore in quanto gesuita?

Valentino Del Bene



E così il papa ha sdoganato il secondo matrimonio dei divorziati, ha accettato con misericordia gli omosessuali, ha invitato a non considerare più pubblici peccatori (come i diceva una volta) i conviventi (aboliamo concubini!), specie se giovani (perché c’è sempre la speranza che prima o poi si sposino), ma allora cos’è oggi peccato? Il furto e l’omicidio? o forse non fare la raccolta differenziata dell’immondizia perché si fa violenza al creato tutto? Noi che abbiamo sempre cercato di seguire la morale cattolica, tante volte con difficoltà, sacrifici e rinunce personali, siamo un po’ disorientati...
Giuseppe Grana


RISPONDE CARLO BIANCHERI


Già nel nome, compagnia, c’è qualcosa di militaresco, di metallico,di freddo e di … volontaristico.
La scelta da subito, per cristianizzare il mondo, è stata quella efficientista di evangelizzare le classi dirigenti, non i poveracci, con l’insegnamento… S. Ignazio, inoltre, raccomandava ai suoi di non avere contatti con le donne tranne… quelle ‘altolocate’. Nessuna accoglienza umana, ma obbedienza ‘perinde ac cadaver’ ed introspezione, controllo psicologico… da qui la casistica – in certi casi bisogna dire anche utile  nell’elaborazione di  principi, come quello del ‘doppio effetto’, ma per lo più una costruzione razionalistica che ricorda le pseudo-simmetrie architettoniche francesi post-cartesiane e che in materia di sesto comandamento si trasformava in  un sofisticato manuale erotico con l’attribuzione delle pene per ogni singolo peccato, descritto minuziosamente – se facessimo un esempio, sarebbe pornografia pura…- . Si privilegia il risultato e si è agnostici sul metodo per raggiungerlo, come in Marx. In letteratura troviamo una miriade di conferme a quanto sopra. Non è casuale che il Grande Inquisitore di Dostoievskij sia un cardinale gesuita nella calura della Spagna, che incontra il Cristo nella sua seconda venuta: ’Perché sei tornato’? Ci pensiamo noi a questa gente che vuol essere guidata…, l’apparato, non la Chiesa intesa come discepoli ardenti che attendono il Maestro…
Da noi, basti citare i gesuiti di Sciascia… o quel brav’uomo del padre Pirrone ne Il gattopardo che sapeva benissimo dove fermarsi nel rimproverare don Fabrizio…: tutti al rosario la sera, anche i donnaioli…
Quando la compagnia fu sciolta, sembra che moltissimi padri confluissero nelle Logge in Europa… Conoscevano la dialettica ed il gioco razionalistico cui erano stati addestrati. Poi nell’Ottocento la gran tenzone contro i massoni e lo Stato unitario – estremamente interessante il discorso alla Camera dei deputati di Gramsci nel 1925 che difendeva la massoneria (!) contro il fascismo che introduceva le leggi anti-massoniche (di facciata…) in cui si parla, appunto, del ruolo e della politica dei gesuiti avverso ai massoni …- ma… durò poco perché i dialoghi con i massoni del p. Caprile sono arcinoti ed i massoni, per noi, sono deisti, gnostici che leggono il Vangelo di Giovanni come un testo gnostico;  della vita futura e della Trascendenza poco gliene cale… di guidare gli altri, questo si.
La smania di convertire tutti e di trovare buoni compromessi, all’occorrenza, sembra essere la dominante nella compagnia. C’era un tempo che ad ogni morte importante spuntava fuori all’ultimo momento un qualche padre gesuita che aveva raccolto la confessione in punto di morte di un non credente… Il fondatore del Cineforum, il famoso p. Arpa, che conosceva  e si reputava buon amico di Fellini (…), quando uscì Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini, si affrettò ad affermare in un dibattito: ’io voglio te’, quasi riconoscendogli  una fede cristiana (implicita,come avrebbe detto  il gesuita p. Rahner?) esemplare. Ma quel film non aveva nulla di trascendente, perché il bell’attore spagnolo nel ruolo di Cristo, che piaceva tanto a Pasolini, era un giustiziere, uno preoccupato di fustigare  i vizi degli uomini, non certo uno che sapesse dire: ’Venite a me voi che siete stanchi ed affaticati ed Io vi consolerò’ o ‘Io sono dolce ed umile di cuore’… Pasolini, in realtà, non era proprio quello che speravano il p.Arpa e don Giovanni Rossi tanto che dopo Il Vangelo fece  Teorema (un angelo che libera tutti con i rapporti sessuali…), Il Decamerone… e, cupio dissolvi, Salò e le 120 giornate di Sodoma… Forse il suo Dio  era il ventre?
C’è un continuo adeguarsi per ottenere il risultato. L’esatto contrario di quel che si trova nei contemplativi e, in particolare, di quelli che mettono al centro l’umiltà. E’ vero che S. Ignazio dice fai come se tutto dipendesse da te e nulla dipendesse da te… ma, sei sempre tu che scegli, come direbbe Schopenhauer…
I giovani che convivono non se lo pongono proprio il problema  di essere accolti perché, in maggioranza, in Chiesa non ci vanno; poi non credo proprio che si tratti di una grande novità l’accoglienza: non c’è un solo peccato che non sarà perdonato? Né vedo le frotte di coppie risposate che anelano ai sacramenti: tutta questa storia dell’Amoris laetitia è stata forse un suggerimento dei tedeschi (i principali sponsor) le cui chiese sono ormai sale da concerti e balletti… Abbiamo scoperto che questi signori che danno lezioni al mondo sono pure imbroglioni, sia sotto sotto Hitler che, da ultimo,… con la Volkswagen! Veramente bastava leggere Hegel per capirlo… o  riflettere su quanto ha scritto Kant a proposito dei neri: hanno un quoziente intellettuale inferiore a quello dei bianchi…
Il papa è assistito dallo Spirito Santo quando parla ex cathedra, come dice lei, casi rarissimi, ma anche nel magistero ordinario gli si deve  ossequio.
Il problema è che la Chiesa come comunità è sbrindellata e ancora una volta il clero se ne è appropriato mentre nella Lumen gentium del Concilio  Vaticano II leggiamo che  la Chiesa è un popolo… mentre i laici che consultano le gerarchie non sono più i Maritain  e i Gilson, uditori del Concilio Vaticano II, ma dei laici generalmente  clericali…
San Francesco, come risulta da Le fonti francescane, imponeva ai suoi di sdraiarsi a terra quando incontravano un prete perché erano i ministri che rendevano il ’Signore poverello’ presente in mezzo a noi ma ciò non gli impediva di rifiutare il cibo  in casa del cardinale a Roma, o di prendersela con la verbosità dei preti o di minacciare il canonico Gedeone di Rieti, ’uomo sensuale e mondano’, che se non si fosse convertito gli sarebbe successo di peggio  della malattia che lo aflliggeva – infatti morì poco dopo per il crollo della casa a seguito di un terremoto, mentre tutti gli altri si salvarono -.
Forse ci vorrebbe un messa a punto del Concilio per riflettere sulla fede nel nostro tempo, visto che il Vaticano II non è stato attuato o è stato travisato.Tuttavia, noi crediamo che una risposta vera di fede passi attraverso ciascuno di noi: dite quello che credete veramente, diceva San Francesco ai suoi.

giovedì 23 febbraio 2017

CORSI E RICORSI DI POST-VERITA'

Rosa Elisa Giangoia


Nella sua diffusione ad gentes il Cristianesimo delle origini, rivolgendosi ad un mondo che aveva elaborato un ampio patrimonio culturale, si è confrontato con esso in modo molto accorto, da un lato accogliendo quanto poteva essere funzionale ad un’accettazione del messaggio evangelico, in primis la metafisica, ma anche ponendosi come la risposta sicura e convincente alla diffusa aspettativa di vita eterna con certa ricompensa, aspirazione  molto sentita dalla mentalità del tempo, a cui né i culti misterici, né le varie soteriologie di derivazione filosofica sapevano dare soddisfazione.
C’erano, però, nella visione culturale del tempo altre concezioni, condivise e radicate, che contrastavano con il messaggio evangelico e tra queste di particolare rilievo erano le diseguaglianze tra gli uomini con l’inferiorità della donna e l’accettazione della schiavitù, oltre alla mentalità bellicista. Il nucleo del superamento della condizione di schiavitù nella nuova visione di fraternità tra tutti gli uomini è nella Lettera a Filemone (16) di San Paolo, in cui chiede all’amico di accogliere nuovamente Onesimo, non più come schiavo ma come fratello nel Signore.
Sostenendo l’idea dell’uguaglianza di tutti gli uomini, in quanto tutti figli di Dio, il Cristianesimo ha portato da culturalmente elitaria a visione di massa la critica nei confronti della schiavitù per cui quello che era un orientamento filosofico dello stoicismo romano, ben rappresentato da Seneca (ad Luc., V, 47), è diventato un principio condiviso e rivendicato che con la sua attuazione, pur non risolvendo le disparità socio-economiche, ha elevato in dignità gli uomini tutti, come ha conferito un livello di parità alla donna, seppure con residue limitazioni, attestate nelle lettere di San Paolo (1 Cor 11, 7-8; 14, 34-35; Col 3, 18; I Tim 2,12; Tit 2,5; Ef 5,22).
Per quanto riguarda il superiore valore della pace, la questione è stata resa più complicata per la svolta costantiniana  con la divisione del lavoro tra clero e laicato, che trova terreno fertile con il diffondersi progressivo del cristianesimo nell’area germanica e per la successiva contrapposizione con l’Islam occupante la Terra Santa. Infatti nei primi tre secoli dell’Impero al militarismo dominante nella mentalità Romana si contrappone il rifiuto della violenza in generale, specie della violenza istituzionalizzata, che si manifesta attraverso le guerre, da parte dei cristiani che arrivano in diversi casi anche a subire il martirio per la loro obiezione di coscienza al servizio militare e in molti altri si fanno obiettori di fronte a singoli ordini ritenuti ingiusti.
Attraverso un cammino di riflessione in ambito patristico,  che trovò piena teorizzazione nella Demonstratio evangelica di Eusebio, si venne poi affermando la divisione tra preti e monaci, esentati da ogni obbligo militare, e laici, chiamati agli affari e anche, se necessario, alla guerra, attività progressivamente valorizzata dalle classi elevate germaniche anche per ragioni dinastiche. E la non violenza venne recuperata solo dopo molti secoli come valore…
In parallelo va sottolineato il fatto che il Cristianesimo abbia opposto fin dalle origini un deciso rifiuto di quella violenza che impedisce la libera espressione di un proprio convincimento, in quanto la libertà di coscienza non è un privilegio di pochi intellettuali, ma un diritto fondamentale di ogni persona, anche di quelle socialmente e culturalmente più sprovvedute.
Queste sono le linee guida che sono prevalse e  che ancora oggi devono servire d’orientamento nei processi d’inculturazione del Cristianesimo in nuove aree territoriali.
Il Cristianesimo ha una scala di valori che non possono essere messi da parte, per cui il suo inculturarsi non può essere indiscriminato: i discrimina vanno individuati soprattutto per esercitare, quando sia necessario, quell’azione di ribaltamento nei loro confronti, come appunto è avvenuto in certi casi (schiavitù, donne) nei confronti del mondo greco-romano. Di conseguenza, se facciamo nostro il fondamento che tutti gli uomini sono liberi, che tutti sono uguali, che vale di più la vita che la non vita (principi basilari anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo) come possiamo inculturare il Cristianesimo in quelle aree dell’India dove persiste la mentalità che non sia reato uccidere gli appartenenti alla casta degli intoccabili senza operare un ribaltamento di valori? O dove permanga l’idea dell’inferiorità della donna e quindi del diritto di qualunque sopruso, abuso e violenza nei suoi confronti? O in Cina dove Confucio insegna che la morale va rispettata principalmente all’interno della famiglia …, in una visione di scarsa soteriologia trascendente? Per non parlare di concezioni molto radicate nella visione della famiglia così lontane dal modello cristiano, come la poligamia nel mondo musulmano o la poliandria in Oceania… E peggio ancora la necessità di sopprimere chi professa una diversa fede, presente in una certa interpretazione dell’Islam, nei confronti della quale anche noi giustifichiamo la guerra…, come è stato per secoli con la colonizzazione.
L’elemento base della differenziazione è la visione del mondo inclusiva di una corretta antropologia. Per capire meglio questo concetto possiamo rivedere quanto diceva Jacques Maritain  in Il contadino della Garonna (ma il concetto era già in Umanesimo integrale e ne I gradi del sapere ), secondo cui, per una corretta teologia occorre una filosofia adeguata, riprendendo il concetto medievale di philosophia ancilla theologiae. La filosofia, infatti, secondo il filosofo francese, è come il missile che mette in orbita la navicella spaziale. Se la filosofia non è corretta, la teologia – navicella - non va in orbita… Finché si è usata una filosofia funzionale, cioè l’aristotelismo, tutto è andato bene, quando invece ci si è serviti di altre filosofie per elaborare una teologia cristiana, le cose sono andate diversamente… Sintomatica al riguardo è l’intervista rilasciata dal venezuelano generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa di recente su L’Espresso. Secondo lui anche le parole di Cristo nel Vangelo a riguardo del libello del ripudio vanno reinterpretate in quanto recepite da uomini… Ma con quale canone ‘ermeneutico’? Forse l’inopportuna idea ottocentesca di matrice tedesca del progresso della Storia? Come interpreteremo, allora, San Paolo che sostiene che  l’impudicizia è idolatria, perché è totalizzare il corpo come valore, il piacere come sufficiente a sé stesso (I Cor 6, 12-20; I Ts 4, 3-7; Gal 5, 19-21; Col 3, 5-6; Ef 5, 3-5), con precisa associazione all’avarizia: perché mai? Perché l’avaro trattiene le cose per la sua sicurezza, per il suo egoismo, e l’impudicizia significa trasformare l’altro in cosa per il proprio piacere. Anche Aristotele nell’Etica Nicomachea dice la stessa cosa che verrà ripresa da San Tommaso nella Summa, I, Secundae. Basta leggere Sade o Edmund White o Proust per trovare conferma del fatto che l’impudicizia è idolatria,in quanto totalizzante. Non assume consistenza proprio con questi argomenti capziosi il relativismo?














sabato 18 febbraio 2017

PANE AL PANE

Secondo me questa ventilata scissione del PD è una sceneggiata che fanno tutti d’accordo tra di loro nel partito, per far finire il paese in mano al M5S, perché non sanno più come fare per risolvere i problemi dell’Italia, così se ne lavano le mani e se l’Europa metterà delle regole dure se la vedranno i 5S, mentre loro si godranno le prebende in parlamento senza più problemi... e noi poveretti ne porteremo tutte le conseguenze.

Federico Sorrento


Risponde Carlo Biancheri


Lo abbiamo già scritto: lo scenario è desolante in questo paese e chi guida sembra del tutto inadeguato al ruolo che svolge e non ci riferiamo  ai dilettanti/fai da te  in politica della setta, ma all’intero arco costituzionale, perché non si percepisce la capacità tecnica né il senso di responsabilità di fronte ai problemi rilevanti che l’Italia deve affrontare subito.
Nel PD, che non è mai stato un vero partito, perché le due anime non si sono mai fuse – se uno resta convinto che la lotta di classe sia la chiave della Storia e che la democrazia sia semplicemente una fase tattica in vista della conquista del potere, come può accordarsi con chi mette al centro il primato della ‘persona’, il rispetto per la sua dignità, la realizzazione della giustizia non solo commutativa (a tutti lo stesso) ma anche distributiva (a ciascuno secondo il merito e le esigenze specifiche:  sul punto rinviamo ad Aristotele nella più volte citata Etica a Nicomaco, Aristotele che Marx stimava…, ma quelli della sinistra PD non sono al corrente di queste cose…)- ; da una parte abbiamo una vaga ispirazione ad un laburismo blairista che ha fatto sufficienti danni con guerre improvvide ed una liberalizzazione non governata, non guidata nelle sedi internazionali, come gli accordi OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) od OCSE (Organizzazione per lo Sviluppo Economico), in quanto disegnata a beneficio delle grandi imprese multinazionali; dall’altra abbiamo gente come il nobile Governatore della Toscana Rossi, uno dei capi della rivolta, che legge la Costituzione italiana così: la Repubblica è fondata sul lavoro, ergo tutti hanno diritto ad avere un lavoro ed una giusta retribuzione che consenta una vita dignitosa. Si, ma… se non c’è lavoro? E la legge del mercato, la domanda e l’offerta? Le imprese lavoreranno in perdita o si nazionalizzeranno i mezzi di produzione? Le imprese pubbliche hanno dato sin qui buona prova in tutto il mondo? Non sono per caso passate dalle mani di pochi privati a quelle di pochi appartenenti alla Nomenklatura (o da noi a certe combriccole… come in  IRI, ENI, nelle partecipate degli enti locali e compagnia cantante…)? E perché in Cina cambiano? Per caso per timore dell’insurrezione per fame nelle campagne? Vogliamo fare un’analisi della situazione attuale in un paio di paesi Est-europei come Polonia e Bulgaria per capire come è andata? Siamo pronti.
Perché tutto deve ridursi a sceneggiata, a grida in questo paese e non c’è mai una riflessione meditata? Certo stiamo faticosamente uscendo da una crisi epocale, causata dalla finanza de-regolamentata dei paesi anglosassoni che per decenni si sono opposti ad ogni forma di regolamentazione e controllo, Stati Uniti inclusi – per gli ingenui…- in quanto anche loro hanno le Self Regulatory Organizations come il Nasd che non fanno quasi mai l’enforcement, cioè applicano sanzioni…, crisi poi trasformatasi in  economica e ora l’impatto delle nuove tecnologie che diminuiscono i posti di lavoro, le migrazioni bibliche e le guerre, il terrorismo.
Invece di lanciare accuse sul piano personale, specie quando non si sono sufficientemente elaborate le problematiche, non sarebbe meglio scontrarsi sulle soluzioni da dare ad alcuni problemi del tipo di quelli sopraenunciati? Invece sui grandi temi, tutti allineati e coperti: la NATO non si discute… ma Trump la mette in discussione e dice: difendetevi da voi… L’ Europa è una realtà irreversibile, si ma come starci dentro?Senza italiani in posti chiave nella Commissione ed in Consiglio? O meglio quei pochi che ci sono si mimetizzano e non favoriscono l’Italia come fanno invece tutti gli altri con i loro paesi? Problemi antichi, direte… ma sempre irrisolti.
Dopo diversi lustri di una società permissiva, edonista, fatta di immagini e di narcisismo perché mai occorre sacrificarsi?
La giunta Raggi a Roma è paradigmatica: si fanno pasticci? Si dà la colpa agli altri, come insegnavano i nazisti al momento della conquista del potere. Del resto una bugia ripetuta mille volte diventa una verità, o no?
Vorremmo le proposte da discutere, le persone vengono dopo. E’ chiedere troppo?