sabato 5 agosto 2017

LE PAROLE E LE COSE


                                                                                                               Carlo Biancheri

“Il principio dell’azione è il proponimento, mentre per il proponimento lo sono il desiderare e il ragionamento mirante ad uno scopo…; perciò il proponimento non può esistere senza intelletto e razionalità, né senza disposizione etica: per questo nell’azione non può esistere la buona condotta ed il suo contrario senza la razionalità ed il costume. La razionalità muove in quanto ha uno scopo… cioè è pratica. È  il principio dell’attività creatrice: chiunque crea, crea per qualche scopo e ciò che egli fa non è il fine in sé, bensì solo in relazione ad altro o a causa di altro.
Nell’ambito dell’agire invece la cosa è diversa: infatti la buona condotta è il fine e a ciò tende il desiderare.
Quindi il proponimento può dirsi o intelletto appetitivo o appetito razionale e questo principio è l’uomo…”. Così Aristotele nell’Etica dedicata a suo figlio Nicomaco, cap. VI, 2.
Noi viviamo in una temperie culturale in cui si sono smarrite queste verità elementari e non storicizzabili  grazie, anche,  a duecento anni di influenza massonica in cultura che ha imposto come dogma il pensiero critico del loro affiliato Kant, tributario di Cartesio, che mal conosceva Aristotele e che ha separato il soggetto dalle cose e dalla natura che diviene nel suo argomentare una tavolozza per il soggetto stesso. La sua gnoseologia piena di dogmi, veri atti di fede, e di a-priori condiziona il nostro quotidiano sopprimendo ogni oggettività e portando all’anomia cui assistiamo: Chemins qui ne mènent nulle part… Sentieri interrotti, appunto… per dirla con Heidegger che da lui discende. La filosofia che è ‘lo stupore per le cose’, sempre per Aristotele, non è il discorso da bar che il cosiddetto  ‘pensiero debole’ del Vattimo di turno vorrebbe farci credere, non senza successo transeunte, ma la conoscenza del reale e dell’uomo: altro che le scienze comportamentali che sono descrittive e fondate sul positivismo!
In cultura è come nelle classi sociali: le idee si diffondono dapprima nell’aristocrazia intellettuale, poi si divulgano ed infine arrivano agli utenti privi di strumenti critici. Così tante crisi dell’uomo contemporaneo che sia religioso o che sia ateo hanno la loro radice qui. Inconsapevolmente, anche in politica  non si è immuni da questi principi che sono alla base del nostro ragionare: parvus error in principio magnus in termino.
Se notate non c’è quasi mai la necessità di giustificare con argomenti un’affermazione che si giustifica da sé: molti dei politici che vediamo nella comunicazione contemporanea che è ridotta in pillole e gestita da  conduttori, normalmente all’oscuro del tema di cui si discute,  si limitano ad affermare o a dare giudizi di valore: buono/cattivo, ladri/onesti ecc. senza dimostrazione di quanto si afferma.
Bisogna esser proprio dei disperati a continuare a sostenere un movimento come quello del comico in disarmo e del padrone del motore di ricerca bucato, il cui padre si dedicava  a quel certo pianeta, modello di politica, di cui ha tanto scritto il fondatore di Scientology, quello della setta e degli alieni per intenderci.
Roma è allo sfascio e il Casaleggio nelle sue periodiche visite ci assicura che la sindaca Raggi è perfettamente autonoma e che ha il sostegno del movimento cioè il suo: un’affermazione senza dimostrazione del merito… La giovanetta che ha sostituito ben quattordici persone nelle posizioni apicali al Comune di Roma in un solo anno ora ha scelto, come assessore, una signora che non crede ai vaccini e che sostiene le cure naturali per il cancro:  quando verrà affidata la Sanità al Dr. Frankestein nel Comune di Roma?
Possibile che ci sia gente che creda ancora al  refrain della Raggi ‘stiamo lavorando’? Temiamo che se non piove, a settembre, Roma sarà senz’acqua e già si vedono le autobotti in certe parti della città… e lei cosa fa, va in vacanza?Possibile che in altri comuni votino questi soggetti che nella loro linea politica dividono in modo manicheo le persone in ladri ed onesti, salvo  scoprire che anche tra loro c’è chi ha dei comportamenti oscuri: che dire di un  presidente di commissione che dà istruzioni/consigli… al direttore generale di una controllata del Comune su chi promuovere o raccomanda un’azienda per la bigliettazione, in quanto innovativa? Non importa:ciò che conta è apparire non essere. E’ post-verità…
La democrazia diretta non è democrazia, è dittatura della maggioranza. Se la maggioranza decidesse di sopprimere sei milioni di ebrei o i clandestini presenti in Italia sarebbe giusto? Il quadro costituzionale per loro, nonostante i loro improbabili esperti, scienziati/finanzieri, si tira a seconda delle convenienze e neppure lo capiscono perché  sono assolutamente impreparati .
Ma… se tutto questo è vero, dove stanno i nostri interlocutori?





sabato 29 luglio 2017

AGGRESSIVI INCOMPETENTI E INDIFFERENTI A VERITA' E MENZOGNA


Carlo Biancheri

Chi ci legge avrà capito a chi ci riferiamo.
Il movimento/setta che ubbidisce ad un pregiudicato e al proprietario di un motore di ricerca non eletti si caratterizza con la capacità dei suoi adepti di sputare sentenze e di accusare perennemente gli altri, specie quando sono in discussione tematiche che, all’evidenza, non conoscono e che affrontano privi di ogni equilibrio e con un’arroganza che rasenta il ridicolo.
Abbiamo appreso oggi che la sindaca Raggi ha svolto, a detta di uno dei loro, una mediazione preziosa per il problema dell’acqua a Roma.
Quale mediazione? L’ACEA non è una società controllata dal Comune di Roma? E di chi è il compito di occuparsi dei servizi essenziali come l’acqua anche in un’emergenza come quella che stiamo attraversando? La giovin signora che, evidentemente, si nutre di pane e volpe, non ha mancato di scaricare su tutti gli altri la responsabilità di una proposta, quella del razionamento, che avrebbe reso Roma lo zimbello del mondo: un sistema che perde il 40% dell’acqua in rete e lei, dopo un anno di governo, che ha fatto per invertire la tendenza, con ACEA che produce e distribuisce utili…? La mediazione? Ma cosa deve mediare questa? Le Olimpiadi ha deciso di non farle senza chiedere il parere dei romani anche se potevano portare risorse finanziarie molto importanti alla città; Parigi  è stata felicissima del ritiro e si prepara a conquistarle: dice nulla?
Per la raccolta dei rifiuti, Roma è costantemente sull’orlo della crisi di nervi con l’inoltro della spazzatura in Germania e costi esorbitanti per gli utenti.
Sempre pronta a farsi riprendere dalle telecamere come nel periodico incendio della pineta di Castelfusano o in occasione del crollo della palazzina a Ponte Milvio: appare, si lamenta e non propone alcunché.
A Ponte Milvio, del resto, è bene che non torni perché i residenti non paiono ben disposti; infatti, dopo che aveva promesso di ‘non lasciar nessuno indietro’, ha emesso un’ordinanza come se vi fosse stato un abuso edilizio, intimando ai proprietari di abbattere a loro spese la palazzina stessa, cosa che è stata fatta… Un grande aiuto, senz’altro…
L’azienda dei trasporti ATAC, partecipata dal Comune al 100%, non riesce più a pagare gli stipendi e si fà rubare biglietti per centinaia di migliaia di Euro: undicimila dipendenti ma solo seimila autisti e conduttori … e gli altri ? Il Direttore generale,  scelto da loro qualche mese fa, si è dimesso – e non è il primo a farlo…-denunciando una situazione di interferenze e di opacità da parte degli stessi aspiranti ‘sanculotti’… Andiamo bene: lo slogan non era il bene comune?
Come  attori dilettanti sono sulla buona strada ma affidare a questi anche la guida di un condominio fà rabbrividire.
Chi li ha votati? Gli arrabbiati, gli incolti, la sinistra caviar e parolaia e gli esclusi, ma ora la situazione si fà seria perché se si continua così, altro che mancanza d’acqua ad agosto ed alberi che cascano sulla gente e sulle macchine, non si assicura neppure l’ordinaria amministrazione e non parliamo della viabilità e dei controlli inesistenti.
Roma non è mai stata in un simile stato di degrado: stiamo lavorando è la risposta… ma non si vede!
Potremmo continuare con lo stadio, il piano trasporti inesistente: constatiamo astuzia, velleitarismo ed incapacità.
Del resto a Torino non ci sono stati 1.500 feriti ed un morto in un pomeriggio per una partita nel salotto della città? Cos’è il fato avverso? Act of God?
Il nostro è un grido accorato ma  le persone sono ormai assuefatte ed abituate a vivere l’istante, indifferenti cioè senza speranza.




lunedì 17 luglio 2017

KERIGMA E STORIA

   
Rosa Elisa Giangoia

   Occorre tener sempre presente che il centro dell'annuncio cristiano del Vangelo è il kerigma  che consiste nella proclamazione della morte e risurrezione di Gesù Cristo fatta sotto l'azione dello Spirito Santo, da chi ne è stato testimone. Messaggio che viene quindi consegnato e affidato di generazione in generazione per essere custodito e trasmesso fino alla fine dei tempi.
   Per questo si può dire che il kerigma è la cerniera tra la vicenda di Gesù e quella della sua comunità che si perpetua nella storia fino a noi che ne siamo custodi nell’oggi.
   In questo modo il kerigma è entrato nella storia, ne è stato fermento e lievito, ma anche oggetto di appropriazione e strumento di potere, lungo i secoli in cui la storia ha dimostrato di essere ambivalente, fra salvezza e perdizione, tra bene e male.
   Il kerigma ha comunque fortemente influito nella storia stessa, contrapponendo alla visione di un umanesimo  antropocentrico un umanesimo teocentrico che riconosce Dio come centro dell’uomo, il che implica il concetto dell’uomo peccatore e redento, per cui fà propri i concetti di grazia e di libertà. Questo implica che dovere di ogni uomo sia volere un mondo migliore, pur nella consapevolezza che questa aspirazione, per quanto possa essere perseguita con ogni mezzo e ogni energia, non potrà che trovare nel migliore dei casi una realizzazione parziale, relativa, incompleta e contestata. Quindi, come dice Jacques Maritain in Umanesimo integrale il dovere del cristiano «non è di fare di questo mondo stesso il regno di Dio, bensì di fare di questo mondo secondo l'ideale storico richiesto dalle diverse età, il luogo di una vita terrena pienamente umana, cioè piena certamente di debolezze ma anche piena d'amore, le cui strutture sociali abbiano come misura la giustizia, la dignità della persona umana, l'amore fraterno e che pertanto prepara l'avvento del regno di Dio in modo filiale, non servile, cioè mediante il bene che fruttifica in bene, non mediante il male che serve al bene come mediante violenza» (cap. IV). Per questo, secondo il filosofo francese, la missione temporale del cristiano è di "transpenetrare" il mondo affinché «la rifrazione della grazia del mondo della grazia sia sempre più effettiva e l'uomo possa viverci meglio la sua vita temporale».
       Tutto questo sta ad indicare che, anche se il messaggio evangelico è oltre le ideologie, non significa che sia indifferente alle ideologie stesse, anzi, proprio partendo dal nucleo kerigmatico le ideologie vanno valutate e, in caso di contrarietà, combattute, come hanno fatto i primi cristiani nei confronti di mentalità e comportamenti del mondo pagano greco e romano (dall’esposizione dei neonati, ai giochi nel circo con vittime umane, all’adorazione dell’imperatore come dio, ecc.), come più vigorosamente si sarebbe dovuto fare nei confronti del Nazismo e come si dovrebbe continuare a fare oggi con chiarezza di pensiero e di parole nei confronti di posizioni contrarie al kerigma e alla sua continuità di vita nella storia, invece di privilegiare comportamenti caratterizzati da pragmatismo ed attivismo, in cui tutto si relativizza, la fede diviene fideismo, nell’incapacità di realizzare un vero umanesimo integrale. Ferma deve essere la consapevolezza che non tutto è compatibile con il messaggio cristiano, altrimenti la pace diviene irenismo, se non si rispetta la giustizia. Dirsi cristiani, cercare e creare aggregazioni su una semplice dichiarazione di appartenenza non serve; l’importante è condividere valori da cui far discendere scelte, azioni e comportamenti in spirito di fedeltà al kerigma, pur nella consapevolezza che nella realtà della storia possono essere condivisi anche da chi non si professa cristiano con cui si possono fare tratti di strada per il conseguimento di obiettivi specifici, come può essere oggi, ad esempio, la salvezza dei migranti, per quanto umanamente possibile.
      


giovedì 13 luglio 2017

UNA POLITICA DADAISTA

Carlo Biancheri


Che significa ‘dada’? Nulla, è un flatus vocis
Che dire di uno che dichiara che non verseremo più un soldo all’UE per la missione Triton perché li useremo per i rimpatri…? Dada
Per rifiutarsi di versare soldi bisogna uscire dalla missione in questione e l’Italia è l’approdo dei flussi migratori africani che durerà molto tempo in ogni circostanza… Dove li fà i rimpatri il giovanottello che nel paese dei gonzi vuol diventare Presidente del Consiglio? Ci sono già gli accordi con gli Stati africani che non hanno neppure l’anagrafe? Quanto costano? Come identifica i soggetti che arrivano spesso senza documenti? Come può sostenere che si tratti di cittadini di un certo Stato? Se ne arrivano duecentomila in un anno quanti ne rimpatria? Oppure pensa di fare un blocco navale, cioè sparare sui canotti? O violare le acque territoriali libiche accolti dai cannoni dei residui gruppi jadisti o da quelli del generale Haftar sostenuto dall’Egitto e dalla Russia? Dada
In compenso alla Camera le  comari del suo partito-setta urlano contro il governo che dà soldi ai banchieri – non si trattava di banche popolari…? -…, ma urlano anche perché non vengono risarciti i risparmiatori defraudati (e, in svariati casi, opportunisti…): delle due l’una o la botte piena o la moglie ubriaca… Ma già, si sa, credono all’esistenza delle sirene ed alle scie chimiche ed alla perniciosità dei vaccini… quindi non importa. Dada.
E che dire della promessa in campagna elettorale a Roma della famosa sindaca Raggi che sta così ben operando in una città abbandonata a sé stessa del miliardo di Euro risparmiabile soltanto con la mera valorizzazione del patrimonio immobiliare del Comune di Roma, cioè aumentando gli affitti, riorganizzando l’amministrazione, rivedendo le concessioni, razionalizzando non si capisce cosa…? ’Stiamo lavorando’… ma è passato un anno… Dada. Ed il progetto dello stadio della Roma che è già in Procura per pasticci ed irregolarità, grazie ai Radicali italiani? Dada.
Contrordine, camicie verdi, non si esce più dall’Euro, non si separa più lo stivale, stiamo insieme ai terroni… ma, come? La maestra Le Pen che confondeva l’Ecu con l’Euro e che costituiva un faro per questo paese dove questi sciagurati pensano di (s)governare non sosteneva il contrario? È complicato: Dada.
E che dire di chi favoleggia  da Rignano di aumentare il deficit pubblico al 2,9% per cinque anni per favorire la ripresa col debito pubblico che abbiamo, senza spiegare come si finanzia questo ulteriore deficit…? Aumentando il debito stesso? Il secondo maggior debito dell’area Euro dopo la Grecia , un paese fallito? Oppure si convincono i tedeschi a finanziarlo con gli Euro-bond? Dada.
La politica secondo S. Tommaso d’Aquino è al vertice della virtù  ma i politici italici, che non conoscono neppure l’italiano, ignorano  che virtù   equivale  a medietà – in medio stat virtus – così la definisce Aristotele nell’Etica Nicomachea. Per S. Tommaso suppone vera realizzazione del bene comune, secondo i criteri di due tipi di giustizia: commutativa (a tutti lo stesso) e distributiva (a ciascuno secondo la necessità ed il merito…).
In un tempo di vita esibita una politica Dada corrisponde ad un popolo di votanti dadaisti. Attenti al brusco risveglio, però…



domenica 2 luglio 2017

IL SALVATAGGIO DELLE BANCHE VENETE E LE SCIOCCHEZZE ITALICHE

Carlo Biancheri


Abbiamo ancora nelle orecchie le farneticazioni del Salvini e suoi adepti relative al regalo ai banchieri: quali? Non si trattava di banche  popolari fino all’altro giorno e cioè quelle dell’azione capitaria? Cosa ha in mente il giovanotto  formatosi sui quiz televisivi e probabilmente al bar Sport?Di che parla? E dopo la gestione formidabile del Zonin -avversario di Zaia per caso? Non ci risulta affatto…- che  i soldi li dava senza garanzie alle famose piccole e medie imprese, alle fabbrichette fai da te che, puta caso, diventavano insolventi? Oltre alle distrazioni, cioè i furti, beninteso… O di quella di Veneto banca? Lo stesso scenario, in un contesto economico che è dinamico ma sfiora spesso, nei comportamenti, il confine della legalità… Non menzioniamo neppure le sentenze  dei giovanotti del M5S perché si tratta di tempo sprecato.
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, se possibile, innanzitutto sul salvataggio.
Mucchetti, già giornalista… e ora presidente della decima Commissione permanente del Senato (Industria,Commercio,Turismo), sostiene sostanzialmente due cose: all’intervento costoso per i contribuenti esisteva l’alternativa  del fondo interbancario, alimentato dalle banche, per un ammontare di circa 1,3 miliardi di Euro; inoltre, se non si voleva percorrere questa strada, bisognava andare in contenzioso con la Commissione europea: tenuto conto dei tempi comunitari per aprire la procedura d’infrazione,nel frattempo, forse, si sarebbero potute appianare le cose.
Si tratta di due sciocchezze e vediamo perché. Il presidente di Banca Intesa Gros Pietro  ha fatto presente che l’intervento di cui parla il Mucchetti non poteva esser ipotizzato a causa della fragilità di molte banche italiane che sarebbero entrate in crisi, creando un effetto domino, se fossero state chiamate a ricapitalizzare il fondo, naturalmente per un importo ben maggiore di quello ipotizzato dal Mucchetti.
Inoltre, l’apertura di un contenzioso con la UE avrebbe messo in crisi sui mercati  l’intero sistema finanziario italiano con conseguenze sul rating del paese e maggiori oneri per il servizio del cospicuo debito pubblico. Non si comprende se il Presidente della Commissione del Senato abbia dimestichezza col contesto internazionale dei mercati finanziari dove il paese gode di pessima fama, cioè quella di gente che normalmente dice una cosa e ne fà un’altra, salvo rare eccezioni…
Zingales, professore, invece su Il sole 24 ore del 25 giugno c.a. è dell’avviso che si creerà un buco con la liquidazione coatta amministrativa delle banche perché in zona (Veneto) invece di tre linee di credito i clienti ne troveranno solo una e di gran lunga inferiore… E già…, il professore è evidentemente un partigiano delle 700 banche italiane che fanno ridere tutti ogni volta che si attraversino le Alpi, specie se comparate col numero di banche francesi o tedesche! Ci perderanno i dipendenti che hanno visto scappare i clienti ed i depositanti negli ultimi mesi e che nel consolidamento saranno ‘efficientati’, sostiene il professore…Veramente lo sanno anche i somari che il personale bancario è in esubero non foss’altro che per il progresso tecnologico… Forse il professore le banche non le frequenta e non sa che le filiali ormai non hanno più molti clienti in attesa: si fà a casa, con Internet… Questo dice nulla? Lo Stato italiano non aveva avuto la forza di ritardare la regola dell’entrata in vigore della normativa comunitaria, aggiunge il professore…Temiamo che   Bruxelles non la conosca, se ignora che le decisioni del Consiglio europeo si assumono con le maggioranze ponderate e che ci vogliono alleanze ed altri Stati membri che condividano la richiesta…: nella fattispecie non c’erano… I risparmiatori truffati avrebbero comunque ricevuto un rimborso, secondo il professore… E come? Dopo la causa civile sempreché ci sia capienza…? O forse chi fà un investimento in capitale di rischio deve esser comunque garantito? E che investimento è? L’Italia forse è il paese del Bengodi? Due banche sono morte, aggiunge il professore, uccise non solo dalla cattiva gestione precedente ma anche dall’incertezza sul futuro…sono state immolate sull’altare dell’unione bancaria e dell’Europa ma sono morte invano… Veramente abbiamo appreso dal portavoce della Commissione Europea che le banche sono state dichiarate non sistemiche, a livello europeo, e, pertanto, la liquidazione deve esser lasciata alle Autorità nazionali secondo le procedure del bail-in – su quella direttiva bisognava opporsi, diciamo noi, perché scritta con i piedi…-. Meglio era la liquidazione del vecchio Banco Ambrosiano, conclude il professore che evidentemente dimentica che l’intero sistema bancario italiano faceva il donatore di sangue ‘di professione’ ogni volta che una banca andava male, sotto la ‘moral suasion’ della Banca d’Italia! Quando all’estero si diceva che le banche italiane non fallivano c’erano delle risatine…
Chi è responsabile in tutto ciò? La vigilanza di Banca d’Italia, cartacea (anche se telematica…) e lenta non è stata né efficace né tempestiva e la Consob non è stata di certo ‘proactive’ nel controllare il comportamento dei dipendenti che agivano in violazione delle norme di correttezza ed in pieno conflitto di interessi. Ci sono state vittime ma anche molte connivenze di chi si voleva arricchire a tutti i costi. Dice nulla se un titolo frutta tre punti percentuali in più di un’obbligazione dello Stato?Non sarà più rischioso?

sabato 17 giugno 2017

M5S E SALVINI, UN'ALLEANZA NATURALE

Carlo Biancheri

Che si siano incontrati o no, poco ci importa ma che ci sia una convergenza è sotto gli occhi di tutti.
Forse qualche imbarazzo in più e qualche scrupolo, tenuto celato, naturalmente, in ossequio alla dottrina leninista che reputa che ciò che conta è la conquista del potere con tutti i mezzi, per gli intellettuali alla Micromega, come Asor Rosa che li ha votati, o per i dialoganti alla Zagrebelski o per i fuoriusciti dal Pd che hanno così ben interloquito con la setta ad inizio legislatura…, o per i divulgatori di sciocchezze come il fatterello quotidiano.
No, la cittadinanza a chi è nato e vive qui non la vogliono dare: ci vuole il sangue… Ma quella Lega che chiamava Roma ladrona e terrun i provenienti da una certa latitudine adesso ha spostato i confini in quanto accoglie tutti gli italiani? Ah, no chiede l’autonomia in vista dell’indipendenza con l’azzimato Zaia che non vuole sanzioni per chi non fà i vaccini… - oltre a non conoscere i Promessi sposi, malgrado le dichiarazioni in contrario, ignora che il Ministro della Sanità francese sta rendendo obbligatori  ben undici vaccini…- e col batterista Maroni: autonomia sì ma la difesa, l’ordine pubblico, le scuole, le opere pubbliche, le strade e i trasporti quelli li paga lo Stato cioè noi: come si dice? La botte piena e la moglie ubriaca.
La setta/ movimento  ci ha ormai stancati con le dichiarazioni di questi ragazzotti che fanno danni tremendi per imperizia - come  Torino e Roma insegnano - e  si  rifugiano in affermazioni apodittiche in un italiano spesso approssimativo, poi smentiscono o dichiarano che anche loro hanno il diritto di sbagliare… ma… chi paga i danni dell’apprendistato?
Erano alleati di Farage (Ukip) nel Parlamento europeo, il fascista inglese della Brexit che ha buttato il Regno Unito in una situazione  veramente difficile e la condizione della May , dopo le elezioni, lo indica chiaramente:sterlina a picco dopo un anno dal referendum, aumento del 2,3% dei prezzi sui prodotti non alimentari,salari in diminuzione… Hanno festeggiato l’arrivo di Trump che una persona sensata, fin dalla campagna elettorale, poteva ben comprendere dove avrebbe condotto l’America ed il mondo… Sono sostenitori di Putin, cioè Kgb -  non lo conoscono perché giovanottelli - eppure con sfrontatezza e sicurezza impartiscono lezioni senza  comprendere o addirittura conoscere i problemi.
Salvini ha tra i suoi adepti un tizio corpulento che in Parlamento, sedendosi con violenza e, in spregio alle regole, sui banchi del governo, ha mandato in infermeria la Fedeli. Questo soggetto ha sentenziato baldanzoso in televisione, dopo il fatto, che stava conducendo una battaglia che diventa anche ‘fisica, quando si vogliono difendere le proprie idee’, come fà l’Isis, appunto… La democrazia si difende con le mani per questa gente? Cosa hanno in mente, le purghe? I fascisti avevano organizzato il delitto Matteotti… La proposta politica consiste nell’alleanza con Trump, Putin e l’uscita dall’Euro: se la sterlina che era fuori si è svalutata, noi quanto svaluteremo con la liretta? Il 30%? Da mangiare poi ce ne porta lui? E caccia libera ai migranti…
Gli italiani non reagiscono, perché sono storditi. La giusta riforma della Chiesa, innescata da papa Francesco, è portata avanti in modo pasticciato e confuso;  non si capisce più quali siano i punti fermi: il generale dei gesuiti  ci spiega che non c’era il registratore al tempo di Cristo per esser certi di quel che abbia detto e che il diavolo è una figura simbolica e anche il male molte volte… Ci riferiamo alla Chiesa perché ha sempre  esercitato un compito di supplenza, almeno tra il 1950 e l’avvento del papa polacco e il Ruini,quello che ha distrutto quel che c’era di valido nel mondo cattolico a vantaggio dei movimenti, in questo povero paese. Se la Chiesa non insegna più molto ad una società che è concentrata soltanto sull’edonismo ed è ripiegata su sé stessa, la società come si rialzerà? Il problema dei migranti non è quello di accogliere tutti, impossibile per noi, e neppure, come dice la setta, di iniziare i rimpatri –come,con la polizia? dove? In paesi dove non esiste l’anagrafe? Con gente senza documenti? E quanto ci costerà l’accordo con lo Stato di origine ‘presunto’ che accetti di riprenderseli?- E poi per i rifugiati… Dovremo  denunciare le Convenzioni internazionali cui abbiamo liberamente aderito? Un bel problema…

Se manca un umanesimo integrale…, c’è solo la reazione e questo accomuna Salvini e la setta: l’alleanza è naturale.

venerdì 16 giugno 2017

IN QUALI MANI METTIAMO GENOVA?


Rosa Elisa Giangoia



Il fatto che 88.781 genovesi abbiano votato per Marco Bucci al primo turno delle elezioni comunali lascia piuttosto stupiti per il fatto che il suddetto candidato, pochi giorni prima, aveva dichiarato in un’intervista a “Panorama” che Genova può diventare il più bel sobborgo di Milano, indicando così una linea di decadimento della nostra città che, privata della sua antica connotazione di Superba, verrebbe ridotta ad un sobborgo, entrando in competizione con altri comuni satelliti di Milano, come, ad esempio, Abbiategrasso, entrambi a 45 minuti dal centro del capoluogo lombardo, con la costruzione del Terzo valico nel giro di pochi anni. Evidentemente questi genovesi hanno poco amore per la loro città, per la sua identità storica e culturale e privilegiano il fatto che ad Abbiategrasso ci siano gelaterie che producono gelati di oltre 60 gusti, mentre a Genova, tradizionalisti e poco fantasiosi, si rimane legati alla panera e al paciugo!  Ma, scherzi a parte, prospettare una tale evoluzione per Genova vuol dire privilegiare per il futuro i collegamenti ferroviari veloci con Milano, con molte conseguenze per l’assetto cittadino, in primo luogo la rivitalizzazione delle zone abitative vicine alle stazioni ferroviarie e l’abbandono delle altre ad un loro non meglio precisato destino…
Domenica 25 Marco Bucci dovrà vedersela al ballottaggio con il candidato della sinistra Gianni Crivello che ha realizzato circa 12.000 voti in meno. La competizione per il Comune di Genova è dura e indubbiamente la sinistra, a guida PD, deve fare un intenso sforzo di convincimento e di propaganda per sperare di poter continuare a governare il Comune di Genova. Al momento non ci pare lo stia facendo. Indubbiamente i cinque anni in Comune di Marco Doria non aiutano, in quanto riverberano sulla sinistra un’immagine di immobilismo e di assenteismo dai problemi cittadini, aureolati solo dal mito della sua onestà. Siamo però convinti che serva poco agitare nei confronti di Bucci lo spauracchio della peggiore destra o il becerume trumpiano di troppi consiglieri e affini, appoggiandosi su foto di Bucci stretto tra Salvini e Meloni, accusando tutti loro e il governatore regionale Toti di xenofobia neofascista.
Ci sembra che il discorso da fare ai genovesi dovrebbe essere molto diverso, alternativo anche alle generiche promesse di una città più pulita e ordinata, di un ipotetico sviluppo che dovrebbe portare nuovi posti di lavoro in città. Occorre prendere atto con consapevolezza e sincerità dei problemi che l’amministrazione Doria ha lasciato insoluti e/o inaffrontati e proporre documentate ipotesi di soluzione, suffragate da precise ipotesi  e possibilità di spesa. Alle promesse elettorali non ci crede più nessuno, come non serve la demonizzazione dell’avversario. Per vincere servono delle idee, gli spauracchi non bastano Ai genovesi bisogna dire qualcosa di chiaro e risolutivo su AMT, sui rapporti AMIU IREN, sulla gestione dell’immigrazione e sulla sicurezza; occorre concludere opere che si  trascinano da troppo tempo, come la copertura del Bisagno o lo scolmatore del Fereggiano e dar inizio ad altre.
Ma occorre anche mettere Marco Bucci difronte a precise e responsabili scelte. Lui si è sempre dichiarato cattolico e recentemente ha presenziato alla Messa di papa Francesco. E allora, come concilia questa sua scelta con le dichiarazioni del suo patronus politico Matteo Salvini che ha affermato che “per i migranti serve una pulizia via per via, quartiere per quartiere e con le maniere forti, se serve, perché ci sono interi pezzi d’Italia fuori controllo”. Le posizioni del papa sono completamente diverse e Bucci deve dire da che parte sta.

martedì 13 giugno 2017

AVVENIRE, AMORIS LAETITIA E LA SOLITA ASTUZIA GESUITICA


Carlo Biancheri


La premessa è che: ‘Non chi dice Signore, Signore entrerà nel Regno dei cieli ma colui che fà la volontà del Padre mio che è nei cieli…’ (Mt 7,21); ne deriva che l’esser cristiani non è una professione, è prima di tutto una prassi, ‘giacché le prostitute vi precederanno nel Regno…’(Mt.21). Si vedrà alla fine della vita chi lo è stato veramente, inclusi papi, vescovi e presbiteri.
Perciò è con molto sospetto che leggiamo ‘Avvenire’ (venerdì 9 giugno 2017), di proprietà della Conferenza episcopale italiana, che si pone come voce semi-ufficiale dei cattolici italiani, pur non avendone titolo, né  retroterra culturale e teologico adeguati, allorché sostiene con il suo ineffabile direttore, quello, per chi non se ne ricorda, che trovava consonanza tra il programma politico di Scientology/grillino e quello cattolico…, la sussistenza della pari dignità di fronte a Dio di ogni orientamento sessuale in Amoris laetitia, l’enciclica del papa Francesco.
Anzi, il Tarquinio, che probabilmente pensa che la Verità si fondi sul ‘consenso’ allorché cita le molte missive ricevute dai lettori a sostegno di questa tesi…, pubblica la lettera di chi, secondo lui, sarebbe invece  sostenitore dello status quo – noi leggiamo  semplicemente che non ha trovato in alcun documento  pontificio un’affermazione del genere e che una cosa è il comportamento e un’altra l’accoglienza della persona…- ed una di un gesuita, Piva, a sostegno della pari dignità.
Crediamo che occorra soffermarsi un poco su quanto, emblematicamente, scrive il gesuita Piva per formulare qualche riflessione.
Il dibattito nasce da un articolo di Luciano Moia che scrive tra l’altro: ‘Meno rilevanza al normativo, più evidenza all’umano in un atteggiamento di carità e di misericordia, secondo quella legge della gradualità che non intende cancellare i principi ma indicarli – senza trasformarli in pesi insopportabili per la vita delle persone -come punti di arrivo in un cammino di fede’. In ‘politichese’ vorrebbe dire che non si può esser casti subito… Secondo il gesuita ‘questa è una delle chiavi per intendere Amoris Laetitia: una nuova prospettiva della norma, che non cambia, in un atteggiamento più pastorale e attento all’umano; così essa diventa più efficace per la vita delle persone e delle famiglie…’.
Prima considerazione: siete certi che la gente di Lgbt concordi che ‘la norma non cambia’? O non vuole che piuttosto sia riconosciuto come moralmente lecito il proprio comportamento sessuale? E allora a cosa si riduce il cambiamento, al fatto che il prete in Chiesa non si metta ad imprecare se vede entrare un transessuale? Perché, se lo avesse fatto prima di Amoris laetitia, era lecito? Non incontrava il Cristo i pubblicani e le prostitute? E non ci sono ordini religiosi  nella Chiesa, da molto tempo, che uniscono ex-prostitute ed altre donne senza distinguerle? Se mai nella storia della Chiesa si fossero cacciati tutti i peccatori, le Chiese sarebbero state sempre vuote, a cominciare dai preti. Ma il gesuita sottilizza, secondo la tradizione suareziana e la casistica: ‘si personalizzano i cammini perché ciascuno nella condizione esistenziale concretamente data o ormai definita possa praticare quella vita-in-Dio a lui possibile. In questo senso leggo anche l’affermazione della pari dignità di fronte a Dio di ogni orientamento sessuale. Lo sappiamo: in senso ‘oggettivo’ questa affermazione non corrisponde letteralmente all’attuale magistero; ma in senso ‘soggettivo’ l’orientamento, come condizione data e definita, qualsiasi esso sia, rimane l’unico qui-ed-ora a partire dal quale la persona può rivolgersi a Dio e attuare il bene a lei possibile…’.
A nostro debol parere, gli apologeti, nell’ansia di difendere una posizione, semplificano e talora falsificano. Quel che lascia sconcertati è la totale  carenza di ‘esperienza umana’.
Innanzitutto tra gli orientamenti sessuali esiste anche la pedofilia che è una pulsione incoercibile, dicono gli psicologi…, ma potremmo ampliare la gamma dei comportamenti istintuali e citare anche la zoofilia. Qual è la dirimente che porta ad escludere un comportamento a favore di un altro? E il famoso terreno da cui ci si rivolge a Dio perché vale in alcuni casi ed in altri no? E qui vien fuori il personalismo cui si rifà il Piva che sarebbe anche alla base della Gaudium et Spes. Veramente la Costituzione conciliare è stata scritta, in gran parte, dal p.Chenu, o.p., che proprio un seguace di Mounier non era. È tutta tomista ma certo di un tomismo che prende sul serio l’umano e non come fanno i gesuiti da un lato con l’evoluzionista Teilhard, più che altro uno che identifica evoluzione umana ed azione di Dio, dall’altro con i Maréchal, Rahner, i von Balthasar che leggono l’umano in chiave soggettivistica, ‘idealistica’ dice Wittgenstein nel Tractatus. ‘Gradualità’ sembra esser la parola magica per portare poi sulle posizioni prefissate: in altri termini, la conquista del ‘mondo’ con i mezzi del mondo, una vecchia storia…
Nel discorrere di questi argomenti non si prende in considerazione che il male consiste in una violenza, in un’ingiustizia verso un altro o sé stessi e qui è l’origine dell’oggettività contro il soggettivismo. Senza scomodare un’antropologia teologica corretta, è opinione diffusa  tra gli psicologi che il comportamento istintuale maschile e femminile sono cose ben distinte. Si può bene avere un’omeostasi in certi comportamenti ma i ruoli si riproducono artificialmente in ciò che ciascuno cerca nell’altro, protezione o possesso, e c’è da chiedersi se nella gran parte dei casi non ci sia un’ingiustizia, un furto di possibilità, di un’alternativa per uno dei due partners. Uomo e donna li creò… e la vita si trasmette così; i figli hanno bisogno di entrambi i ruoli; possono, certo, sopravvivere a tragedie ed essere anche senza genitori, tuttavia, rimarranno marcati per sempre. C’è una smania a voler trovare soluzioni a tutto per suscitare consenso, peccato, però, che per un cieco nato od uno zoppo non ci siano risposte…


martedì 6 giugno 2017

MADAMIN NON E' CAPACE?


Rosa Elisa Giangoia


Per la prima volta nella storia di questo nostro povero paese si è verificato quello che si poteva temere in occasione di grandi assembramenti di persone, non sufficientemente organizzati e controllati:  ci sono stati 1.500 feriti in una piazza di Torino dove 60 mila persone assistevano ad una manifestazione sportiva sui maxischermi. Ci sarebbe da chiedersi se chi ha deciso di assegnare piazza S. Carlo, il salotto buono di Torino, ad un evento del genere dove alle famiglie si  mescolano tifosi provenienti da mezza Italia, tutti rigorosamente in divisa, non propriamente famosi per il tratto rispettoso dell’altro, sapesse quel che faceva. I circenses, si sa, sono la religione del tempo, così Madamin anche lei ha abbandonato la piazza della sua città al popolo e si è affrettata ad andare nel Galles a vedere una finale sportiva conclusasi assai male per la città che governa, anche se poi è dovuta rientrare precipitosamente per le notizie che provenivano da Torino. Non serviva a nulla far credere che fosse un complotto il numero dei feriti, come sosteneva uno degli ineffabili della setta, mentre occorreva prendere coscienza che fosse l’esito di un’impreparazione, di un’incapacità gestionale, di un’immaturità amministrativa della sindaca a cui si aggiungeva la colpevolezza di chi l’aveva votata: la realtà è stato un disastro, divulgato in  tutto il mondo, che ha riverberato ovunque un’immagine negativa del nostro paese.
Madamin, nelle prime dichiarazioni tra una frase d’appoggio e l’altra –‘ovviamente’, ’sicuramente’, c’è stato un attimo di panico… Act of God !- ha scaricato tutto su Nizza et similia, poi  sulla controllata del Comune al 100% che aveva organizzato l’evento; si è persino vantata di aver adottato le stesse misure di sicurezza  della precedente amministrazione  di due anni prima. Ma in realtà la situazione era un’altra: le misure di sicurezza due anni fa erano ben diverse, lo schermo non era posizionato in modo da bloccare le vie di fuga e, soprattutto, non c’erano stati gli eventi di terrorismo che impongono ormai, in simili circostanze, ben altra circospezione, soprattutto i vigili urbani erano pochi, non si era pensato al posteggio sotterraneo, né ai venditori abusivi di bevande in contenitori di vetro… e a molte altre cose, in primis, garantire adeguate vie di fuga.
Quanto è accaduto porta ad una riflessione più generale su una forza politica che arriva al governo di una città come Torino senza la minima preparazione, competenza ed assennatezza per farlo.
I giornali ci parlano quotidianamente con serietà del giovanottello fuoricorso che dovrebbe diventare il presidente del Consiglio nel governo del paese (!), se (malauguratamente!) vincesse la setta. Ci hanno riempito la testa insieme a quei personaggi… che gestiscono i talk shows televisivi  di lodi per questa sindaca che era la più popolare d’Italia, mentre non faceva altro che ordinaria amministrazione o meglio una pessima ordinaria amministrazione, senza nessuna capacità di far fronte a situazioni nuove, complesse e impegnative da gestire..
Da quanto è purtroppo accaduto emerge il vuoto di questi giovani che voglionogovernare con l’improvvisazione, l’immaturità e l’incompetenza: in prima fila, in una gioiosa macchina da guerra, nelle manifestazioni no TAV o Gay pride, ma incapaci di comprendere che una piazza come quella non doveva esser data per  manifestazioni sportive che rasentano spesso il vandalismo e la rissa, che una massa enorme di persone non può essere lasciata in balia di se stessa, specie nell’attuale situazione in cui dominano insicurezza e paura per il ripetersi di attentati. Se almeno avessero letto le pagine del Manzoni sulla folla…
Tutto questo deve rappresentare un monito per tutti quelli che voteranno alle prossime elezioni, in primo luogo a quelle amministrative di domenica prossima. Se hanno a cuore il futuro di questo paese per sé e per i propri figli, riflettano sulle persone a cui dare il voto, considerino attentamente la loro integrità, sincerità, maturità e soprattutto la loro competenza riguardo agli incarichi di cui vogliono farsi carico. Ci vogliono persone che abbiano progetti precisi, solidi e validi per lo sviluppo delle nostre città e del nostro paese, non che si limitino a gestire l’ordinario quotidiano e che siano poi impreparati e incapaci di fronte a eventi eccezionali e a emergenze.


domenica 4 giugno 2017

IL GENERALE DEI GESUITI E IL DIAVOLO


Carlo Biancheri

Domanda:… ’il male è un processo di psicologia umana o proviene da un’entità superiore’?
Risposta: ‘Abbiamo creato figure simboliche, come il diavolo, per esprimere il male. Anche i condizionamenti sociali rappresentano questa figura, dal momento che ci sono persone che agiscono come fanno perché si trovano in un contesto in cui è molto difficile fare altrimenti’  (Intervista concessa a El Mundo pubblicata il 31/5/2017).
‘Io credo che il diavolo non esista e, quindi, se è stato l’uomo ad inventarlo, questi lo ha creato a sua immagine e somiglianza’… E’ sempre il generale dei gesuiti p. Sosa  Abascal che parla? Corrisponde a quanto ha appena detto sopra…, invece, è Ivan Karamazov, quello dei tre fratelli che ha come assoluto, prima di Nietzsche, il proprio ‘io’ e come corollario ‘tutto è permesso’… e che non teme il confronto col diavolo stesso che gli compare.
Già, ma il primo è un prete, e non da poco, che reputa che abbiamo creato una figura simbolica… Tra l’altro, Satana è un angelo, secondo la dottrina della Chiesa, ne consegue che anche gli angeli sono creature simboliche… Perciò l’Annunciazione – spiace per quella meraviglia dipinta dal Beato Angelico e per Della  Robbia sul tema- va soppressa: l'ha semplicemente pensata Maria… Gli angeli del sepolcro vuoto, anche quelli sono allucinazioni… E quelli dopo l’Ascensione che mandano gli Apostoli nella Galilea delle genti? Beh… fà parte del folclore, altrimenti Raffaello come faceva a dipingere un quadro così bello? Tocca ripensare tutto? Scusate, ma al tempo di Gesù non c’era mica il registratore!
Chi è questo personaggio incolto, teologicamente parlando, che sembra ignorare che le fonti, dopo tutto, siano due: la Scrittura e la Tradizione (…)?
E’ figlio di un banchiere, ex-ministro del Venezuela. In Sud America con quel censo  ti chiamano Senor fin dalla prima infanzia e poi ti si rivolgono con Usted che sarebbe  per noi ‘Vossignoria’… Usted, Senor General, no nos entiende… si canta nella canzone degli Intillimani e sono i contadini a farlo… C’è una distanza stellare tra questi discendenti di Hidalgos e la gente, specie se india, che li vede come Santiago a cavallo che li scaccia con la spada: il Santiago Matamoros della Spagna diventa nelle Chiese coloniali dell’America latina Santiago Mataindios… Porta i baffi: a chi deve piacere? E quando parla lo fà con distacco, come quando dice che la sociologia è ormai una scienza da cent’anni e quindi può sostituire, nell'elaborare la teologia, il ruolo sin qui svolto dalla filosofia che ha come fondamento la ricerca del ‘che cos’è delle cose’, le cause… Credevamo che la sociologia fosse, come l’antropologia, una scienza descrittiva che non si ponesse proprio il problema  della ricerca delle cause, arrestandosi al livello comportamentale: nelle isole Fiji vige la poliandria, il sistema funziona e quindi va benissimo così. In altri paesi vige la poligamia: nessuno si lamenta? E va bene. Veramente Maometto qualche problema nell’autorizzare la poligamia se lo poneva (…), perché nel sostenere che un uomo può  avere fino a cinque mogli, aggiunge subito dopo ’a  condizione che sia giusto con ciascuna di esse’… e poi ‘ma nessun uomo è giusto’…
Dove ha studiato costui? Forse a Macondo o in un clima analogo? Il problema della ‘qualità’della scelta al di là di ciò che è descrittivo se lo è mai posto? Avrà anche studiato alla Gregoriana dove ormai si insegnano Heidegger e Lévinas per diventar preti e cioè che l’Essere è indefinibile e tutto è affettivo. Ma non si va dritti al fideismo per questa via? E  come faccio a dire che Dio è buono se non posso definire cosa sia buono e, come direbbe perfino Dostoevskji, io stesso non ho esperienza di ciò che è buono?
O forse, come sostenevano i modernisti, è  la Storia, hegelianamente intesa, il criterio di tutto per cui la liberazione degli oppressi coincide con l’evangelizzazione?
San Filippo Neri nell’organizzare il metodo dell’Oratorio grande con i due sermoni si raccomandava che non venisse usato il ‘modo parisino’ o ‘sorbonista’ – S. Ignazio voleva che le scuole della Compagnia si stabilissero nel ‘modo parisiense’ quanto agli ordinamenti ed alla didattica – ‘senza che ci si mettesse profundo et meditato diuturno studio et risolutione di libri et di diversi authori et scholastici…’ a favore della semplicità e dell’autenticità. Sebbene il Cistellini (San Filippo Neri, L’oratorio e la congregazione oratoriana, vol.I, pag. 88) si affretti  a precisare che ciò non deve esser inteso come polemica verso i gesuiti, che venivano appunto detti 'maestri parisini’, menziona solo il p. Lainez come esempio di spiritualità che contraddice l’approccio ‘parisino’. Si tratta infatti, con questo metodo, di trasformare il ‘sistema’ in logica dove la volontà/volontarismo, ma anche la preoccupazione del risultato, non hanno un ruolo minore e se ci si preoccupa del risultato si diventa necessariamente dei propagandisti, degli apologeti perché c’è un conflitto di interessi  e non si prende sul serio l’umano: la filosofia, scrive Aristotele, inizia con lo stupore delle cose… Preferiamo  una descrizione del comportamento umano come fattualità?
Il papa a Fatima, nel riconoscere i propri peccati, ha menzionato quello di non sapersi scegliere i collaboratori… Veda un po’ se in questo caso… e non dimentichi che, al tempo dei bombardamenti americani in Vietnam, in Europa, si gridava nelle manifestazioni: chi tace acconsente.

lunedì 22 maggio 2017

IL COMICO PREGIUDICATO E SAN FRANCESCO

Carlo Biancheri


Genova è una città poco conosciuta in Italia.  Divisa dalla pianura celtica dagli Appennini, ha rotto l’isolamento, nel ventennio fascista, quando venne costruita la camionale che consentiva di collegare il porto di Genova a Serravalle e quindi alla pianura padana. Chi viveva in quelle zone di pianura  fino agli anni ’60, sebbene distante una cinquantina di chilometri dalla città, apparteneva ad  un altro universo e la canzone Genova per noi…  rende molto bene l’idea. Pochi sanno  che la gente di campagna non andava al mare e anche i contadini delle Cinque Terre, che lo avevano davanti agli occhi con quella luce che solo i quadri di Rubaldo Merello hanno espresso così bene, stavano sulle ‘fasce’ a coltivare, mentre i pescatori vivevano nel borgo ed il mare era il loro elemento.
La storia di Genova è quella di una città, repubblica oligarchica, che  è stata tale per settecento anni. Dopo il bombardamento  del 1684  da parte delle navi francesi, per punire la città  alleata degli Spagnoli e che resistette all’invasione di ben quattromila fanti, il Doge Francesco Maria Lercari Imperiale si recò a Versailles  come riparazione per i presunti torti inflitti dalla Repubblica ai Francesi. I cortigiani del Re Sole gli chiesero che cosa lo avesse colpito di più della Reggia, considerata l’edificio più importante del tempo : “Mi chi” rispose, intendendo ’il fatto di trovarmi qui in queste condizioni’.
Estote omnes marchiones’ aveva detto l’astuto politico Carlo V, entrando in città, ai nobili/mercanti che volevano primeggiare tra loro e che avevano costituito delle sorte di grandi aziende di cui facevano parte famiglia e ‘clienti’ che vivevano tutti nella stessa zona, accanto al palazzo… A Istanbul avevano costruito la Torre dei Galati, per difendere i loro beni, lavorando continuativamente uomini, donne e bambini (…) per ventiquattro ore al giorno. Furono facilmente giansenisti i genovesi, cioè i calvinisti cattolici, e Genova, non a caso, è la città più simile a Ginevra , perché i simboli sono quasi gli stessi:  i palazzi segno di rispettabilità, la ricchezza come valore e riuscita nella vita, l’austerità; se si ostentava era per ricavarne prestigio: la vita sembra essere un duro compito per i genovesi.  La buona fama è sempre stata molto importante, tanto che l’espressione ‘essere col culo per terra, che qualificava i falliti, significava aver  ‘tradito’ la fiducia dei creditori. I falliti nel commercio, infatti, venivano sbattuti per terra per tre volte in piazza Banchi, nel cuore della città antica, fratturandosi il bacino, nella maggior parte dei casi. Sulle navi genovesi c’era il diritto al ‘mugugno’, cioè a lamentarsi di tutto e ancor oggi, se chiedete ad un vero genovese come va, facilmente vi dirà che ci sono diverse cose che non vanno… Govi è stato un maestro al riguardo. Gente a parte, odiati da Dante e poco popolari nel paese,  come dimostra lo scarso sostegno del governo centrale negli ultimi cinquant’anni.
Non ritroviamo quasi niente di tutto ciò nel pregiudicato Grillo; riteniamo che non abbia dimestichezza con questi argomenti, tranne per uno:  la continua lamentela che diventa una cantilena orientale come le terre dove i genovesi avevano le loro piazzeforti, Smirne, ad esempio.
Apprendiamo, dunque, che gli esponenti della setta, non a caso costituita il 4 di Ottobre… -ma veramente san Francesco è morto il 3 Ottobre …, il 4 Ottobre si celebra la festa…- si considerano i moderni francescani!
Uhm…  vediamo un po’.
Innanzitutto sapranno delle nozze tra Francesco piccolino e Madonna povertà, ma…  il comico Grillo dove abita? Non sa che Francesco  voleva vivere solo in capanne e che tornando da un viaggio alla Porziuncola lo trattennero a fatica perché buttava via le tegole dal convento dei frati che il Comune di Assisi, in sua assenza, aveva fatto costruire?
La villa con vista mozzafiato sulle alture di Genova la diamo alla fondazione Raoul Foullereau per l’opera lebbrosi che Francesco abbracciava?
Gli occhiali griffati che il comico in disarmo sfoggia in ogni occasione, quelli occorre abbandonarli subito, giacché Francesco piccolino portava una tonaca, il vestito dei contadini del tempo, e le ‘braghe’, rattoppate e ci teneva…: se il comico Grillo è interessato, può andare a vederle al santuario de La Verna, il luogo delle stimmate, dove sono conservate…
Contrariamente a quel che si crede, Francesco non era pauperista. Aveva dato tutto perché voleva identificarsi col Signore poverello e Dante esprime ciò molto bene con i seguaci che corrono scalzi dietro a Francesco e alla sua Sposa; “la Sua voluntade sia la vostra pace”, si legge a La Verna. Come lui  i suoi seguaci, in primis, Bernardo, l’uomo più ricco di Assisi, che distribuì tutti i suoi beni ai poveri molto rapidamente. Era bello Bernardo e infatti durante la questua a lui, che suscitava la simpatia della gente, davano pani interi, mentre a Francesco piccolino pezzetti avanzati di cui era felicissimo, perché ciò significava essere con gli ultimi. Un giorno arriva uno vestito di ricche vesti e i frati corrono ad annunciarlo a Francesco stupiti…, ma lui risponde che va benissimo, perché potrà aiutare gli altri… Per la verità noi vediamo il comico in disarmo trascorrere il suo tempo in resorts di lusso a Malindi, in Sardegna tra uno yacht e l’altro, mentre il giovanottello fuoricorso, aspirante premier, viene fotografato a Montecarlo… Uhm… nessuna assonanza, ci pare…
Francesco piccolino amava la vita, il creato, dono di Dio, e a Greccio inventa il presepio umano per ricordare la nascita del Signore ‘poverello’. Il comico in disarmo sentenzia che non ci sono risposte semplici su vita e morte: che vuol dire? Che qualche iniezioncina, ogni tanto, per accelerare il trapasso non guasta? Proprio come san Francesco?
Se di moderni francescani si tratta, saranno tutti casti quelli della setta. Francesco piccolino su questo era fermissimo, perché a chi deviava diceva di lasciar subito la veste e di tornare nel mondo… Condivide Grillo?
E finiamo con l’inno alle virtù di Francesco:
Dov’è carità e sapienza,
ivi non è timore né ignoranza.
Dov’è pazienza e umiltà,
ivi non è ira né turbamento.
Dov’è povertà con letizia,
ivi non è cupidigia né avarizia.                                                               
Dov’è quiete e meditazione,
ivi non è né preoccupazione né dissipazione.
Dov’è il timore del Signore a custodire la casa,
ivi il nemico non può trovare la via d’entrata.
Dov’è misericordia e discrezione,
ivi non è superfluità né durezza.
Proprio lo spirito dei cinquestelle…


venerdì 19 maggio 2017

IMPUDENZA ED INAFFIDABILITA' DEL M5S

Carlo Biancheri

Ci scuseranno i nostri venticinque lettori  che non sono certo i destinatari dell’invettiva, giacché non pensiamo che chi legge il blog sostenga poi il gruppo 5S – sarebbe pura schizofrenia- ma lo sdegno e l’amor di verità non ci trattengono di fronte alla malafede o all’impreparazione delle tante persone in questo paese che pretendono di guidare i destini altrui.
I due ‘fuoricorso’ pentastellati che balbettano l’italiano e che hanno la testa piena di concetti confusi e contraddittori hanno iniziato la campagna elettorale per conquistare il governo e,secondo i famosi sondaggisti (sulla cui attendibilità…), sono in lizza grazie ad una pletora di sostenitori sciagurati,forse stanchi per l’inazione di uno Stato che non ha mai veramente funzionato dall’Unità del paese e che attualmente funziona pure peggio,se mai fosse possibile.
A Bruxelles si sostiene con ragione che i popoli latini (nella penisola iberica non lo sono veramente…) sono ingovernabili in quanto fondamentalmente anarchici e, per dirla col Guicciardini, specialmente gli italiani che ‘pensano solo al particulare’.Non c’è bisogno di scomodare Machiavelli per sapere che nel Bel Paese verità e menzogna sono senza soluzione di continuità.
A giudicare dalle quattro sciocchezze messe insieme nel programma del Grillo & c., si direbbe che si tratta della prova provata della dabbenaggine di chi li voterà.
Il motociclista, che ammira ad un tempo Mussolini e Che Guevara, sostiene che, per finanziarlo, bastano venti miliardi o giù di lì: ’si sono trovati per le banche  e non si trovano per il reddito di cittadinanza’? Si vede bene che il giovanotto ignora che il salvataggio di alcune banche ha comportato un esborso una tantum, mentre per finanziare quello che vuole lui i miliardi lo Stato li dovrebbe sborsare ogni anno… e c’è differenza,  no? Ancora non ha capito che il salvataggio delle banche serve per evitare un rischio sistemico, in quanto l’85% del finanziamento alle imprese e famiglie in Italia viene dal sistema creditizio, diversamente dagli altri paesi, e che la difesa di una banca, anche se gestita da disonesti e mal controllata (ma i controllori non si possono sostituire ai managers perché sarebbero loro i responsabili del buon esito delle singole operazioni!), è nell’interesse generale,dei depositanti e degli investitori.
Qual è l’oggetto della spesa di 20 miliardi? Ma il reddito di cittadinanza che solo noi non abbiamo in Europa… Già ma la cassa integrazione in caso di crisi aziendale chi ce l’ha? I membri della setta sono lesti nell’insultare gli altri circa le fonti di finanziamento illusorie contenute nelle varie leggi di stabilità o nel famoso decreto milleproproghe(…) e che cosa propongono loro? Abolizione delle auto blu; evidentemente non hanno mai lavorato, perché ignorano che nella Pubblica Amministrazione un certo numero di macchine a disposizione è necessario per assicurarne l’efficienza, altrimenti, per la partecipazione a riunioni frequentissime fuori sede, i dirigenti ed i funzionari o vanno con l’autobus o con i taxi e alla fine il risparmio è residuale se non si determina una maggior spesa…, considerati i tempi del trasporto che sono a detrimento del lavoro d’ufficio, per chi lavora! Poi l’abolizione dei vitalizi…, poi il taglio delle pensioni d’oro, già soggette al contribuito di solidarietà: non avendo studiato legge in modo adeguato, ignorano che una norma del genere contrasterebbe con il dettato costituzionale  e  con l’elementare principio morale: pacta sunt servanda, senza il quale le proposte politiche sono puro arbitrio, anzi dittatura. Poi il taglio alla spesa pubblica. Dove? Come? Non se ne parla per caso da trent’anni? Indichino anche dove tagliare e poi vediamo le reazioni… Inoltre, l’abolizione del CNEL, quello sì un ente inutile, voluto dai sindacati e dal Pc, a suo tempo, ma con quale risibile risparmio? Ecc., ecc. Invece di preoccuparsi della produttività, della mancanza di investimenti d’impresa, della carenza di fondi nella ricerca, della inefficienza di tanta parte del settore pubblico, della mancanza di controlli prima che i buoi scappino dalla stalla, delle opere pubbliche  realizzate in modo fraudolento (quando le fanno)…,del vincolo del debito pubblico, si favoleggia, come si faceva nel ‘600 a Milano, quando c’era la carestia e la colpa era dei fornai che facevano incetta di grano per alzare i prezzi.... Cui prodest? Giova ai giornalisti saccenti, ai nostalgici della sinistra dura e pura che, con Lenin, giocano al tanto peggio tanto meglio,ai fuoriusciti della bocciofila che volevano dialogare con loro, agli intellettuali  - sedicenti tali…- che reputano che la verità sia dialettica e che in democrazia occorre sentire tutti… anche gli anti-sistema? E perché non gli esponenti dell’Isis? Noi non abbiamo alcun interesse a conoscere l’opinione di chi si professi nazista o stalinista e neppure degli adepti della dottrina di Scientology. L’errore è incomprensibile,scriveva Aristotele…
La soggettività della logica creativa, che propugnano, ha come riferimento di prima grandezza la sindaca di Roma che si rallegra che il Pd che ha sporcato Roma negli ultimi dieci anni, ora la pulisca… Alemanno non c’è stato? La poverina, quando si è candidata, non conosceva la situazione? E perché promettere allora che avrebbe cambiato le cose e dar sempre la colpa agli altri, mentre i romani subiscono ogni giorno la sua totale incapacità di dirigere? Il verde pubblico è abbandonato come non è mai stato, la spazzatura viaggia verso l’estero con costi elevatissimi, le strade sono ormai pericolose per le buche, l’illuminazione è vergognosa ed antiestetica, l’amministrazione comunale funziona molto peggio del solito,il debito del comune è una minaccia incombente e questa che vuol fare? La teleferica  ‘sostenuta dal 70% della popolazione’… -sembra che  siano stati contattati 1.200 residenti…-.
Qual è il male sottile che ha tolto lucidità e speranza a tanti, specie ai giovani? Non  ci riferiamo solo alla mancanza di lavoro,che non è poca cosa…, ma al saper giudicare, scegliere e comprendere che la vita non è un tempo illimitato, un bengodi dove tutto si aggiusta. ‘A nostro debol parere’ occorre imparare a  praticare la giustizia,rispettare l’altro  e combattere la violenza.

lunedì 8 maggio 2017

BUONISMO CLERICALE

Rosa Elisa Giangoia

Anche se il papa si tiene fuori per quanto riguarda la politica italiana, lasciando, come abbiamo visto recentemente, alla CEI e al suo giornale le aperture nei confronti del M5S, ha voluto dire qualcosa sull’acceso dibattito tra i candidati alla presidenza della repubblica in Francia e, per non essere accusato d'ingerenza nelle questioni politiche  del paese, cosa che, come prevede la Gaudium et Spes, dovrebbe essere lasciata ai laici, ha premesso, parlando ai giovani, che avrebbe fatto una considerazione «non da Papa ma come una persona che ha sentito cosa è successo in un dialogo televisivo pre-elettorale»: strana questa situazione di uscire dall’essere papa per riservarsi una possibilità da “semplice” uomo… E poi si è chiesto: «dove era il dialogo lì? - riferendosi allo scontro in tv fra Marine Le Pen ed Emmanuel Macron in vista delle presidenziali francesi -. Si buttavano pietre, non si lasciava finire l'altro, parole forti. Ma se ad un livello così alto si arriva a non sapere dialogare, la sfida al dialogo diventa grande. È più facile insultare, distruggere. No, no, ascoltare con mitezza e rispetto».
A parte la conoscenza ‘indiretta’, a prima vista sembra un’osservazione analoga a quella di  Fra’ Cristoforo a pranzo da don Rodrigo nei Promessi  Sposi,  allorché sostiene : «il mio debol parere sarebbe che non vi fossero né sfide, né portatori, né bastonate» cui il conte Attilio risponde: «si vede che non conosce il mondo…».
In realtà il Manzoni, con la risposta di fra’ Cristoforo, vuol uscire dalla logica della violenza per risolvere le controversie in modo pacifico, ragionevole, ma si tratta di un auspicio!
Invece il papa sembra ipotizzare che sia normale che due nemici si parlino tranquillamente e si ascoltino. La Le Pen, nel dibattito televisivo con 16 milioni di spettatori, ha iniziato il discorso insultando l’avversario e poi gli ha persino detto che avvilisce il corpo di una donna, sua moglie, ipotizzando una presunta relazione omosessuale… a cui Macron avrebbe potuto rispondere con la stessa logica che la Le Pen ha rapporti incestuosi, cioè accuse senza prove… Secondo il papa, Macron non avrebbe dovuto rispondere per le rime per ristabilire la giustizia, smascherando la calunnia e la malafede dell’avversaria? Invece la linea sembra essere: hanno torto tutti e due.
Si mette tra parentesi tutto, ormai, mentre il male è in noi, ad ogni istante e non lo si vince come pensavano Rousseau o Kant, con la sola ragione. Il papa fa il peana della famiglia, ma ci sono moltissime famiglie dove regna la violenza, dove non c’è rispetto per l’altro. L’amore della madre per i figli è diffuso, ma non è scontato: molte madri vedono nel figlio un ostacolo, se non oggetto di sfruttamento. E allora? Vuol dire che la famiglia è un traguardo come tutto nella vita, non un punto di partenza scontato: Bergoglio è stato amato da sua madre? Buon per lui, ma non è così per tutti e non se ne può fare una regola naturale… Lo scacco, la croce, la trascendenza è anche qui.
La riflessione  torna sulla legittima difesa – da non confondere con la libertà di sparare alla Salvini…- di fronte alla violenza: deve esser proporzionata, deve rispondere ad un’offesa e deve mirare a ristabilire, a reintegrare la giustizia, come insegna Aristotele nell’Etica dedicata al figlio Nicomaco.
Alzare gli occhi al cielo non vuol dire facile irenismo: “volemoce bene”, per intendersi… Quel che si perde con questo approccio è la dimensione del mistero. Chi ha peccato? Lui i suoi genitori? Chiedono gli apostoli a Cristo? Né lui né i suoi genitori, ma perché si manifesti la gloria di Dio. Mistero fitto, altro che spiegazioni buoniste!
Oggi, certo, lo scontro tra le nazioni può salire al massimo livello distruttivo, perché l’uomo si è dotato di armi di distruzione di massa, quelle armi che hanno mantenuto la forte tensione degli anni della “guerra fredda” senza scontri armati, per la consapevolezza, da parte di entrambi i contendenti, USA e URRS, che da uno scontro nucleare nessuno sarebbe uscito vincitore. Bisogna quindi auspicare che questa consapevolezza ritorni a guidare le decisioni di chi ha in mano armi potentissime: le scoperte della scienza e della tecniche sono in sé neutre, è la coscienza degli uomini che può e deve decidere se utilizzarle per il bene o per il male, per cui il discorso ritorna alla centralità della coscienza umana e alla sua corretta formazione  secondo una consapevolezza etica per il bene dell’umanità tutta. La “madre” di tutto è la coscienza che deve saper decidere sulla “madre” di tutte le bombe e in ogni altra situazione.



giovedì 4 maggio 2017

PER FORTUNA CHE C'E' MACRON


Carlo Biancheri

Abbiamo sentito il dibattito in diretta e senza traduttori/traditori tra Macron e la Le Pen e possiamo subito dire che la differenza tra un economista e una populista consiste in questo: uno sa di cosa parla e l’altra no.
Vale per la Francia ma vale i per i nostri Grillo, Di Maio, Di Battista, Raggi, Appendino, Salvini, Meloni ecc., ma anche per quelli di Articolo1 per i quali la Repubblica fondata sul lavoro significa che io ho diritto al lavoro anche se non c’è.
La Le Pen, con una faccia tosta come pochi, non ha programma se non quello di chiudere le frontiere, le moschee, arrestare tutti i terroristi, organizzare la produzione in modo autarchico, mandare tutti in pensione a 60 anni dopo 40 anni di contributi senza diminuire le pensioni, organizzare la produzione non in grandi gruppi, ma in piccole e medie imprese, boicottare il mondialismo, chiudere  le industrie che delocalizzano ecc., ma, quando deve spiegare come finanzierà tutto ciò, risponde: rifiutandosi di pagare  i contributi in eccedenza versati dalla Francia alla UE.
E’ bastata una battuta a Macron per sbugiardare un castello di idiozie che giornalisti ignoranti e opportunisti, in Francia come da noi, si sono ben guardati, nel tempo, di  criticare: in Francia l’80% dei medicinali è importato, se tutto dovesse esser prodotto all’interno del Paese, quanto tempo ci vorrebbe per realizzare la produzione autarchica? E quanto costerebbe ai francesi? Evidentemente la Le Pen non è una camminatrice, perché ignora del tutto che la frontiera solo tra Italia e Francia  non è governabile a meno di schierare panzer e di fare recinzioni col filo spinato – per quanti chilometri? e in montagna?- e… anche in questo caso…
Come la May, pensa che la Francia autarchica potrebbe continuare a godere di tutti i vantaggi senza che i partners commerciali applichino contromisure: la botte piena e la moglie ubriaca…
Il metodo usato è quello dell’attacco personale, esattamente quello adottato nelle Assemblee naziste nel periodo di conquista del potere, delle frasi ad effetto, anche se basate su dati di fatto falsi,  delle semplificazioni che celano la complessità del reale, insomma  un vero e proprio inganno nei confronti di quelli cui si rivolge e che spesso non hanno gli strumenti culturali per comprenderne la cialtroneria. L’analisi dei costi/benefici è del tutto esclusa per cui, come sentiamo spesso da noi, si fanno delle asserzioni senza dire mai come realizzare quel che si propone e, quando lo si fà, gli argomenti sono risibili.
La crisi economica epocale, generata da soggetti incompetenti e disonesti  che hanno spinto per una liberalizzazione senza regole adeguate e controlli, ed il cambio tecnologico sono tali da incidere in modo crudele sulla società e questo richiede molta solidarietà ma non giustifica in nessun modo l’irrazionalità, l’intemperanza ed il manicheismo per cui il mondo si divide in due: i buoni ed i cattivi; non rilevano le proposte e gli argomenti perché quelli dell’avversario debbono esser cattivi per definizione.
A questo siamo, in Francia, in Europa, in Italia. Ci vogliono nocchieri come Macron che conoscano in che direzione deve andare  la nave, senza sfracellarsi sulle secche di una società complessa dove l’internazionalizzazione è irreversibile anche se va governata molto meglio che in passato, ma si deve anche prendere atto da adulti della legge dell’economia che è quella della domanda e dell’offerta. Altro che: duce conduci! Dove ci ha condotto quello sciagurato?
L’accecamento persiste, specie da noi, dove si continua ad ipotizzare seriamente un possibile governo 5S: per contrasto  la Francia  è in grado di svolgere un dibattito politico di oltre due ore infinitamente più sensato dei nostri dove i conduttori incompetenti interrompono ad ogni pié sospinto con osservazioni incongrue o domande stupide. Forse abbiamo toccato il fondo ed incomincia qualche resipiscenza, ma il cammino è lungo: En marche, appunto.

domenica 23 aprile 2017

PD / M5S UNITI? NON CI PARE...

La campagna contro il M5S ce la dobbiamo fare noi da soli, con gente dalle idee chiare e coraggiosa come voi, perché ormai è chiaro che c’è il rischio che si vada a un’alleanza tra 5S e PD contro Berlusconi, Salvini e Meloni. Un’anticipazione è l’accordo alla Camera tra dem e grillini sul biotestamento e anche Marco Travaglio sul Fatto quotidiano, il quotidiano più filogrillino che ci sia, dice chiaramente che fra tutte le soluzioni difficili è la meno impossibile e anche la più auspicabile. Il PD poi sembra sempre più morbido con i grillini, per cui, se non vogliamo finire nelle loro mani, dobbiamo darci da fare da soli, facendo emergere tutti i loro errori e difetti possibili, perché ai politici del PD interessa solo rimanere al potere, per cui machiavellici come sono, per il loro fine, userebbero qualunque mezzo, anche l’alleanza con Grillo.


Raffaele Caviglia


Carlo Biancheri


Si tratterebbe di un’alleanza contro natura.
E noi siamo così antiquati che crediamo che esista ancora una natura per cui gli alberi, salvo eccezioni, crescono all’insù, un grave  normalmente cade all’ingiù, il gatto solitamente caccia il topo, il predatore azzanna la sua preda, i figli nascono senza artifizi dall’unione di maschio e femmina… e via discorrendo. Per Kant no, la natura è una tavolozza e ad essa si oppone la cultura che la forgia…, salvo generare Frankestein…
Purtroppo non mancano le analisi di persone prive di equilibrio che leggiamo sui media, incolte o in mala fede, o  quelle di molti politici.
Il M5S, come acclarato, non sa governare e rischia di trovarsi, perlomeno a Roma, nella posizione di Cola di Rienzo al suo ritorno da Avignone: si sa che fine fece… Necessita, quindi, di qualcuno che sappia di che si stia parlando sui problemi in essere... La preparazione di un  Travaglio, della Gabanelli e, dispiace dirlo, anche di un Giannini è disperante se in buona fede. Volete un esempio? In materia finanziaria continuano ad accusare i controllori del mercato finanziario che, per quanto attiene all’informazione da dare agli investitori, se avessero lasciato pubblicare sul prospetto informativo (il foglietto dei medicinali per intenderci…) gli ‘scenari probabilistici’, patrocinati dal Minenna che fece una breve apparizione sul carro grillino al Comune di Roma come assessore, i vari scandali come MPS e le banche venete non sarebbero successi. Noi normalmente non ci avventuriamo a dar giudizi in materia medica o di fisica, perché non siamo competenti, invece questi ed altri, in primis i cantori pentastellati, sostengono che l’Unione europea non vietava la pubblicazione, si limitava semplicemente a non prescriverla. A questi scienziati ci limiteremo a ricordare che:
1. Il prospetto è disciplinato da un regolamento comunitario ed è direttamente applicabile in ciascuno Stato, quindi, ai sensi del Trattato, gli Stati membri non possono esercitare le opzioni che sono talora consentite nelle direttive nel trasporre la normativa comunitaria in normativa interna, pena la condanna da parte della Corte di Giustizia che annullerebbe la legge nazionale, o il regolamento amministrativo, che introducesse tali aggiunte.
2. Il contenuto del prospetto è stabilito dalle norme di secondo livello approvate dalla c.d. procedura Lamfalussy e cioè dall’ESMA che raccoglie tutte le Autorità di controllo dell’UE, più quelle dello spazio economico europeo (EEA). Gli Stati membri non possono prevedere informazioni aggiuntive anche perché il documento circola all’interno dello spazio economico europeo senza bisogno di ulteriore autorizzazione nel paese ospitante, ma con mera notifica tra Autorità; se si aggiungessero informazioni che le altre Autorità non condividono non potrebbe più operare il passaporto europeo, che è la pietra miliare del sistema, insieme all’armonizzazione ed al c.d. controllo del paese di origine.
3. Lo scenario probabilistico è contestabile, perché se non si verifica, l’informazione potrebbe esser soggetta a contenzioso da parte degli investitori nei confronti di chi esercita il controllo e le Autorità pubbliche, salvo che nei regimi socialisti, non possono garantire il buon fine dell’investimento del capitale di rischio… Ciò è tanto più vero che negli Stati Uniti è consentita la pubblicazione di tali scenari solo nell’ipotesi in cui i collocatori (da noi banche e Sim) si assumano la responsabilità in caso di Civil Action, in modo da rifondere i danni agli investitori; con l’esito che nessun emittente di titoli pubblica gli scenari perché i collocatori non si assumono questo rischio…
Così va la Storia fatta di fake news, come si dice adesso…; il dramma è che la gente non sa o non vuol saper nulla, crede al Di Battista di turno che da ultimo ha acquisito il grande e laborioso merito di divenire padre, come apprendiamo dai giornali.



giovedì 20 aprile 2017

DI PROFESSIONE CATTOLICI

Rosa Elisa Giangoia

La Chiesa Cattolica italiana, nel ristretto provincialismo del suo orizzonte, per l’ennesima volta sta prendendo lo slancio per salire sul carro del presunto vincitore, per cui, dopo la risibile liaison in mano ad Irene Pivetti, l’acquiescenza  nei confronti di Berlusconi, omaggiato dal cardinal Bertone e salutato all’aeroporto da papa Benedetto, e l’apprezzamento per il cattolicesimo scoutistico di Renzi, ora, terminato l’impegno per le celebrazioni pasquali, sono iniziate le grandi manovre di avvicinamento al movimento di Beppe Grillo, di cui veramente, proprio nei riti della Settimana Santa c’erano state le prime avvisaglie con la cordiale accoglienza da parte di papa Francesco alla sindaca di Roma Virginia Raggi - ma non era inconcludente ? - a cui, secondo i quotidiani, avrebbe fatto seguito un faccia a faccia improvvisato su temi top secret e la presenza in prima fila di Luigi di Maio (con la fidanzata…; va detto che ormai è desueto sposarsi) alla Messa di Pasqua in piazza San Pietro.  Ma l’apertura vera e propria della marcia di avvicinamento è avvenuta ieri con gli interventi mirati di Marco Tarquinio che sull’”Avvenire”, di cui è direttore, ha intervistato Beppe Grillo e sul “Corriere della Sera” ha risposto ad un’intervista per chiarire le sue idee sul M5S.
Su “Avvenire” Beppe Grillo dà un’immagine del Movimento che non corrisponde alla realtà dei fatti, soprattutto alla luce di recenti vicende. Parlare di “onestà e competenza al servizio dei cittadini” è dire qualcosa smentito da molti fatti in situazioni locali in cui il M5S è al potere o ha cercato di acquisirlo anche con mezzi illegali, bastino i casi di Roma e Palermo; dire che il M5S ”sarà l’espressione di elezioni libere” è un’affermazione totalmente smentita dalle recenti vicende di Genova, interne al movimento.  Tutto il resto è fumoso e inconsistente. A proposito dei temi etici, il Movimento è per l’”autodeterminazione, intesa come la possibilità data ai cittadini di essere cittadini’, il che è è un flatus vocis privo di contenuto, come parlare di “reddito di dignità”, espressione usata ora da Grillo invece di “reddito di cittadinanza” per adombrare in prospettiva una più equa distribuzione del reddito sempre con la critica allo Stato attuale che paga “vitalizi ai politici e bonus super-milionari ai manager”, ma forse anche per recuperare l’idea che al reddito sia collegato il lavorare, come nell’attuale forma del “reddito d’inclusione”, per essere esente dall’accusa di quel populismo, fatto di panem et circenses, tipico del Basso Impero e delle dittature… Un correggere progressivamente la rotta da parte di Beppe Grillo per rendersi più facilmente accettabile in vista del confronto elettorale, poi si vedrà…, sembra pensare!
Particolarmente debole e confusa appare la proposta del Movimento per quanto riguarda la politica estera, con decisioni affidate agli iscritti in estemporanee consultazioni on line che fanno prevalere un antieuropeismo, ben rimarcato da Grillo anche nella sua intervista, nella prospettiva di un paese che dal suo isolamento suppone di potere modificare l’assetto della politica internazionale. Posizione molto illusoria, ma anche molto pericolosa per l’idea di uscire dall’euro, le cui disastrose conseguenze sono già state più volte evidenziate in questo blog. E qui nasce l’interrogativo: sono così sprovveduti che non se ne rendono conto? O cavalcano una posizione di cui conoscono le negative conseguenze solo perché populisticamente capace di raccogliere consensi, senza preoccuparsi di quali danni potrebbe portare al paese? Sprovvedutezza o cinico gioco al massacro?
Ma ora veniamo all’intervista a Marco Tarquinio sul “Corriere”, rilevante perché molto probabilmente dà voce a idee non solo sue,  ma ispirate da qualche vertice. L’intervista inizia un po’ sottotono, sul tema del lavoro domenicale, in evidenza in questi giorni per le proteste in alcuni centri commerciali, come quello di Serravalle Scrivia, non certo uno dei problemi nodali della situazione italiana, per cui il ritrovarsi in consonanza con il M5S non mi pare di determinante rilievo.  Sembra piuttosto un escamotage per arrivare ad un elogio di Luigi Di Maio e a un’annessione del M5S nell’area cattolica. Ma che bisogno c’è di dare una patente di cattolicità al M5S? E poi che autorità ha Tarquinio per parlare a nome dei cattolici e affermare che “nei tre quarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità”? Per additarlo come partito da votare ai cattolici? Ma ciascun cattolico, adulto e non tale per “intruppamento” dovrebbe essere capace di scegliere chi votare, senza indicazioni “dall’alto”. E poi non si capisce cosa ci sia di cristiano nello scegliere se sia meglio mantenere l’Euro oppure no… Non vorremmo che Grillo diventasse il nuovo “uomo della Provvidenza”. Ne abbiamo già avuto abbastanza, da quello in auge nell’infausto ventennio, quando solo la FUCI a Camaldoli fece sì che non ci si dovesse vergognare di essere cattolici, fino a tempi a noi più vicini, ugualmente infausti... Le parole di Tarquinio danno l’impressione che in certi gruppi cattolici l'essere credenti sia una sorta di appartenenza ad un modo di essere familistico-borghese dove tutto si trasforma in melassa e opportunismo in un generico buonismo, in semplicioneria, mentre alla gerarchia è attribuito uno status che sembra essere quello di tuttologi. A questo proposito è opportuno richiamarsi al Concilio, in quanto nella  Gaudium et Spes (76) si dice che nessuno rivendichi l'autorità  della Chiesa a difesa delle proprie idee e nel contempo si riconosce l'autonomia dei laici cristianamente ispirati nel fare le loro scelte con l’obiettivo del bene comune. Additare il M5S è  tanto più biasimevole perché  il dialogo avviene con persone che amministrano molto male le realtà locali (basti pensare a Roma, completamente bloccata da troppo tempo), si avvalgono di  procedure democraticistiche che si sostanziano in like, con un Movimento affine per comportamenti alla Chiesa di Scientology con gli alieni e l'instaurazione del pianeta Gaia dove tutte le religioni avranno il loro ruolo.
Ci rallegriamo che “Famiglia Cristiana” abbia sostenuto il contrario  di  quel che ha detto il Tarquinio. Anche  la Conferenza episcopale sembra aver reagito  freddamente. Lo stesso direttore ha dichiarato che si trattava di opinioni personali  –alla buon’ora! Aveva  detto noi… Noi chi? -. Da tutto ciò  ricaviamo che ormai esser cattolici non vuol più dire per i media vivere una fede ed aderire a quel che i cattolici chiamano il  depositum fidei ed essere in comunione  con la Chiesa. Basta che uno si dichiari tale, anche se professa idee razziste o è divorziato, come la Le Pen e altri anche in Italia. 
Quanto al Tarquinio, mandato callidamente in avanscoperta o avventuratosi per stoltezza ed ignoranza, sappia che questa linea non è conforme a quanto sancito dal Concilio che prendeva sul serio l’umano, nel quadro di un nuovo umanesimo che ripudia integrismo  – cioè deduzione dai dogmi delle scelte politiche- e giochetti, sostanzialmente amorali, oltreché infantili.