venerdì 15 dicembre 2017

La performance di Vegas in Commissione interparlamentare sulle banche


Carlo Biancheri


Oggi i giornali sono pieni di titoli sulle dichiarazioni di Vegas che dopo sette anni lascia la Consob molto peggio di come l’abbia trovata, perché disunita, immotivata e burocratizzata. Sinceramente non ce ne importa molto se la Boschi che anche lei non dà prova di grande competenza – ma dove sono i politici competenti ?- vada a parlare col Presidente della Consob delle sue preoccupazioni circa la ventilata fusione tra Banca Etruria e la Banca Popolare di Vicenza in ragione della concorrenza dei distretti per la lavorazione dell’oro…; cosa c’entrasse la Consob lo sa solo la giovine avvenente Ministra.
Quel che vogliamo esaminare invece è l’aver affidato la guida di un’istituzione delicata come la Consob ad un politico di Forza Italia, Sottosegretario del Governo Berlusconi,esperto di contabilità dello Stato e non certo del mercato borsistico, che votò la fiducia, salvando il Governo , pur essendo già stato nominato Presidente e quindi obbligato ad essere indipendente dalle forze politiche.
Non entriamo nel merito delle decisioni della  Commissione, nelle quali il Presidente si è trovato spesso con Commissari contrari, né sul fatto che nella ristrutturazione egli abbia introdotto figure apicali di persone, all’oscuro del mercato di valori mobiliari, che, di fatto,  hanno ingessato la Consob  trasformandola in una sorta di Ministero.
Esaminiamo un po’ quel che ha detto nell’audizione, infilando qua e là qualche paroletta in inglese, come i neofiti .
Dunque per lui  la crisi  delle banche è stata determinata da una serie di fattori concomitanti, connessi alla crisi finanziaria iniziata nel 2008 ed all’improvvida decisione di applicare il bail-in anche ai titoli emessi prima della sua entrata in vigore, trasformandone la natura,  come nel caso delle obbligazioni subordinate che con il bail-in diventavano molto più rischiose per i piccoli investitori –investitori retail, li chiama Vegas, facendoci capire che ha studiato – e quindi  non vendibili ai piccoli risparmiatori, secondo i profili di rischio indicati dalla direttiva Mifid.
La Banca d’Italia non ha dato le informazioni alla Consob, derivanti  dall’obbligo di cooperazione previsto nel TUB (Testo unico bancario) e nel TUF (Testo unico sulla Finanza)? Beh… lui lo capisce benissimo, perché, se uno si occupa di stabilità, può ben sacrificare diecimila portatori di obbligazioni per salvare i correntisti; è l’eterno conflitto tra stabilità e trasparenza… e sembra quasi dire che è meglio la stabilità, salvo aggiungere che ci vuole un organo superiore di coordinamento tra Autorità di controllo, che esiste, ma  che non è mai stato convocato… Uhm… Del resto c’è un obbligo  di cooperazione, ma non c’è sanzione per il mancato rispetto di detto obbligo. C’è da chiedersi se in Parlamento siano dei mentecatti ad approvare leggi che prevedono obblighi non sanzionabili…
Il Presidente aggiunge, del resto, che è così dappertutto e che il sistema di Autorità unica, Single Regulator, è stato abbandonato dagli inglesi che l’avevano introdotto – è arcinoto che il Regno Unito in certi ambienti (…) è come Gerusalemme per Ebrei e cristiani, la luce…- mentre rimane solo in Germania ma … i tedeschi si sa come sono…
L’alternativa è quella di due Autorità, two peaks dice (e ci ricorda che ha studiato…). Peccato che questo sfoggio d’inglese non si sia tradotto in una presenza efficace in sede internazionale, a cominciare dall’ESMA, che riunisce le Commissioni di borsa europee, dove la Consob ha un ruolo residuale, come si è visto quando voleva sanzionare le Agenzie di rating che provocavano sfracelli sui mercati finanziari italiani,operando in palese conflitto di interesse.
Aggiunge pure, mostrando di non avere molta dimestichezza con i Regulators mondiali, che anche la cooperazione tra la FED americana e la SEC presenta discrasie e qui cominciano gli svarioni, perché il Presidente dimostra di non sapere che in realtà negli USA il controllo diuturno sulle banche non è prerogativa della Banca Centrale che si occupa di vigilanza dei grandi gruppi, ma del Comptroller of the Currency… e che i Regulators tra loro non si sognano di non scambiarsi informazioni, salvo che Trump riesca a creare lo sconquasso anche lì. Evidentemente, troppo occupato a tessere i rapporti con il sistema bancario italiano che lo ha sostenuto, non si è peritato di viaggiare e di comprendere meglio il quadro internazionale che è stato determinante in questi anni.
E poi la chicca degli scenari probabilistici ed il quadro europeo.
Il Presidente ha affermato che l’inclusione degli scenari, peraltro contestabilissimi, come giustamente hanno rilevato alcuni membri della Commissione parlamentare, in Portogallo è facoltativa  e non obbligatoria… rispondendo ai soliti membri della setta che credono di aver trovato l’Eldorado con questa sciocchezza. Vegas ha avuto buon gioco a dimostrare che nel caso di uno scenario,  accettato a suo tempo dalla Consob, per la vendita di titoli delle banche in questione non si prevedeva la perdita del capitale… anzi! Tuttavia qui ha mostrato di non aver compreso il concetto di massima armonizzazione della normativa comunitaria e del ruolo dell’ESMA che, secondo la procedura Lamfalussy, funge da consulente della Commissione Europea, abilitata ad emanare le norme applicative della direttiva o del Regolamento comunitari. Non è che gli emittenti italiani scappino all’estero se non c’è armonizzazione, come ha detto lui, ma, semplicemente, se non c’è armonizzazione  nel mercato interno circolerebbero prospetti, con passaporto europeo, con contenuti divergenti, imponendo ad altri paesi un’informazione che le Autorità del paese ospitanti giudicherebbero rischiosa e fuorviante: questo significa armonizzazione.
Il Portogallo lo fà? È stato chiarito che gli emittenti ‘possono’ e non sono obbligati ad includere gli scenari, come per incultura sostenevano i pentastellati, ma qui va aggiunto - e Vegas non lo ha fatto perché forse lo ignora- che il mercato portoghese  è considerato residuale, trattandosi di piccolo paese, e che, se la Commissione Portoghese lo consente, questo probabilmente avviene in violazione della normativa comunitaria; se il caso non è stato preso in carico dalla Commissione Europea la ragione è che si tratta  di una fattispecie con scarsissimo impatto sul mercato interno. Del resto, tante volte la Commissione Europea tarda a fare l’enforcement per violazione dell’acquis communautaire, in ragione dell’analisi costi/benefici.
Questo è quanto. La morale è che le persone contano a volte più delle istituzioni che  rappresentano…




lunedì 4 dicembre 2017

CUPIO DISSOLVI

Carlo Biancheri


Desiderio di annientamento, questo sembra essere il clima culturale politico del nostro paese.
In effetti, le statistiche denunciano un aumento del consumo della droga, l’abbassamento del livello di istruzione, la denatalità, la disoccupazione sempre oltre l’11%, la violenza, il linguaggio aggressivo in politica dei fascismi nero e rosso, la crisi religiosa con molti sacerdoti che svolgono attività da onlus o di intrattenimento: spettacoli teatrali, la banda musicale, le gite fuori porta, le attività sportive… non c’è ancora il commercio nel tempio, ma … è questione di tempo.
Un importante articolo de Il sole 24 ore denuncia ieri, tra l’altro, l’atteggiamento di certi intellettuali che non si vergognano di sostenere la setta 5S; da ultimo, Galli della Loggia su Il Corriere della Sera: l’assunto da cui partono è che la dialettica – di matrice hegeliana- in democrazia richiede che tutti debbano avere la loro chance. Analogo argomento è quello dietro cui si camuffano molti giornalisti.Abbiamo già avuto modo di spiegare in questo blog che il progresso della Storia che procede per fasi e per contrasti è, per noi, un mito romantico di due secoli fa. Non ci può esser dialettica seria con chi è eversivo e non rispetta le regole del gioco, incapace di confrontarsi con il principio di realtà, come lo chiamano gli psicologi, arrestandosi, invece, al mero desiderio che è fenomeno adolescenziale. Se io  sostengo che la violenza è la via corretta per risolvere le controversie o che la pedofilia è una paidéia da applicare ai giovani, non mi dovrebbe esser consentito di divulgare queste idee che minano le basi del bene comune. L’abbiamo sempre detto: democrazia non è mera quantità (numero dei voti), è anche qualità, e la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo – tutti gli uomini nascono liberi, ognuno ha diritto alla vita e a  professare il proprio credo, le proprie opinioni, non vi debbono esser discriminazioni di razza ecc…, ecc.- non è una variabile transeunte ma deve esser considerata acquisita al pensiero umano una volta per tutte. Per questo si dice che la democrazia debba operare nel quadro costituzionale che dovrebbe riflettere, appunto, questi diritti universali. Ecco il motivo per cui condanniamo Hitler e Stalin e Mussolini e ora, fatte le debite proporzioni, Trump.
Man mano che ci avviciniamo alle elezioni aumenta l’informazione di parte e la gente non può capire l’infondatezza e la cialtroneria di certe dichiarazioni perché semplicemente non sa.
Facciamo qualche esempio.
Il giovanottello Di Maio  vorrebbe, per diritto divino, divenire Presidente del Consiglio facendo finta di ignorare che, secondo Costituzione, è il Presidente della Repubblica che conferisce l’incarico a chi ragionevolmente sia in grado di formare un governo oppure a chi debba svolgere un compito esplorativo. Con chi si alleerà il Movimento per avere la fiducia in Parlamento?
Per l’intanto sulla questione delle banche sentenzia: Renzi e Boschi dovrebbero chiedere scusa al paese. Di che? Secondo il Pubblico Ministero di Arezzo, che conosce bene il caso Banca  Etruria, il padre della Boschi è entrato nel CdA della Banca nel 2014 mentre i fatti cruciali nella crisi della Banca, gestita in gran parte dalla massoneria aretina, risalgono al 2008/2010. Non solo, il padre della Boschi, che era vicepresidente, non aveva deleghe e non ha mai deliberato la concessione di mutui che era affidata all’apposito Comitato di cui non era membro. Questo per rispettare la verità dei fatti.Altra cosa è la responsabilità con tutto il CdA per falso in prospetto… La Boschi si è mossa per salvare la Banca quando era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio? Fatto inopportuno, ma ciò è sempre avvenuto da parte di tutti i politici di territorio in tutte, dicesi tutte, le crisi bancarie italiche. Ma tant’è questi sono quelli che traducono “judgement” con severità! Cosa volete che capiscano? Però sappiate che nel loro programma c’è sempre la follia della distanza dall’Europa e la patrimoniale che in un regime di liberalizzazione dei movimenti di capitale sarebbe una catastrofe per il Paese, perché tutti cercherebbero di sottrarsi, portando fuori i soldi, e, se il governo prendesse misure per bloccarli, usciremmo dal quadro degli investimenti esteri in Italia e chiuderemmo bottega. Un ritorno all’autarchia di infausta memoria…
La sovranista Meloni vuole che la Costituzione italiana abbia la supremazia sulle leggi europee per cui decideremo noi quel che va bene agli italiani. Bene… ma sono circa quarant’anni, ben prima del Trattato di Maastricht, che l’Italia ha rinunciato a parte della sua sovranità a favore della normativa europea… Gli amici della fascista Le Pen, in Parlamento europeo, lo ignorano? Sono le condizioni per sedersi al tavolo europeo... Come potrebbe funzionare il mercato interno, che comporta il riconoscimento reciproco delle autorizzazioni del paese di origine, se i paesi dicessero in ordine sparso: non mi sta bene? Gli altri che direbbero? Si accomodi alla porta… Non ha imparato da bambina che esistono anche doveri insieme ai diritti? Ci spiace, o mangi la minestra o salti la finestra…
Poi c’è il nuovo grande movimento della sinistra dura e pura.
A capo c’è Grasso: io ci sono! Tanto piacere, ma che proponi? La tassazione progressiva? Ma…c’è già, non lo sapevi? L’abolizione dei paradisi fiscali come tuonava uno di Banca Etica? E come si fà, con le cannoniere italiane a Jersey, Guernsey o all’isola di Man? Gli Stati Uniti non fanno quasi nulla al riguardo…: non è forse il caso che si rileggano accuratamente la favola di La Fontaine che tratta della mosca cocchiera? Non è la mosca che fà  avanzare il carro. Capisco l’epopea di bandiera rossa, ma qui si tratta di creare posti di lavoro… avete qualche idea? Per ora quelle portate avanti han provocato più danni che risultati e anche dire che lavorare è un diritto costituzionale ai sensi dell’art.1 della Costituzione è una bella cosa, ma qualcuno deve ancora spiegarmi come creare subito posti di lavoro senza nazionalizzare i mezzi di produzione… e qui gli esempi storici…subito dopo potremmo andare avanti a descrivere il programma – si fa per dire…- di una lista elettorale dei vecchi immarcescibili ,istituita col solo scopo di danneggiare il Pd…Per far vincere gli altri?
Sulle banche i giornalisti, anche quelli de Il sole…, continuano a domandarsi per quale arcana ragione la Consob non abbia consentito, nel caso di Banca Etruria, l’inclusione dei famosi scenari probabilistici, secondo i quali gli investitori, che non leggono mai nulla, sarebbero stati sicuramente ammoniti che la banca era sul punto di fallire. Perché non si poteva! Così prevede il diritto comunitario e non, come sosteneva il Minenna, che sarebbe stato consentito aggiungerlo anche se non previsto. Basta un minimo di logica: come posso io imporre ulteriori informazioni ad un prospetto che gode del passaporto europeo ad altri Stati membri, cioè quasi tutti, che non le vogliono incluse? Né per  il prospetto, che è settore armonizzato, cioè disciplinato dalla normativa europea, si può prevedere che ci siano parti che circolano solo in Italia, se non quelle espressamente previste dalla legislazione stessa. Prego studiare, prima di parlare.
La verità, a nostro debol parere, è che ci troviamo di fronte ad un’opportunità e cioè quella di ancorare il paese, sin qui molto mal gestito, al quadro europeo con l’integrazione bancaria che non ci esporrebbe a quei rischi che vediamo emergere ogni giorno nel caso del Regno Unito che pure ha uno standing internazionale molto superiore al nostro.
I ragazzi che pretendono di gestire la nostra politica non possono ricordarsi -perché bambini o non nati - quando l’Italia faceva ricorso alle svalutazioni competitive e con l’inflazione a due cifre…: ogni volta che si ricorreva al mercato per pagare le scadenze del debito pubblico gli importi offerti non venivano interamente sottoscritti.
Non si attraversa l’Atlantico con una caravella senza rischiare l’osso del collo…


venerdì 1 dicembre 2017

RITORNANO...


Rosa Elisa Giangoia

Si poteva aver l’impressione, fino a poco tempo fa, che, avendo attraversato il Fascismo nella Storia, avessimo acquisito gli anticorpi contro ogni suo riproporsi, nonostante le trame eversive nere che, dal Piano “Solo”, passando per piazza Fontana, hanno portato al golpe Borghese, alla Rosa dei venti, a piazza della Loggia, all’attentato al treno Italicus, al tentato golpe di Edgardo Sogno e a molte altre vicende e ad intrecci, spesso non ancora chiariti.  Nel giro di qualche decennio questi fatti sono sempre più venuti sfocandosi e confondendosi nella memoria collettiva, mentre il fuoco della fede fascista, covando sotto la cenere, si stava alimentando e rinvigorendo… E ora si vedono gli effetti e le conseguenze. Forza Nuova e CasaPound si stanno affermando sulla scena politica, con centinaia di migliaia di seguaci sui social network, con invadenti presenze nel dibattito pubblico, ma soprattutto con sempre più numerosi seggi nei consigli comunali (Bolzano, Lucca, Arezzo, Grosseto, ecc.). E poi, legami con altri movimenti e partiti europei e soprattutto notevole disponibilità economica per una serie di attività economiche e commerciali in un’ampia rete di legami con l’Inghilterra, la Francia di Marine Le Pen e anche la Russia di Putin, come hanno ben documentato i giornalisti Palladino, Tizian e Vergine nell’articolo CasaPound. Chi finanzia i partiti dell’estrema destra italiana, recentemente pubblicato da L’Espresso (n. 45 del 5/11/2017, p. 46).
Di fronte a tutto questo bisogna anche rilevare che oggi c’è in Italia una situazione sociale e una diffusa mentalità che possono favorire l’orientamento politico a destra. Per capirlo, basta interpretare l’affermazione historia magistra vitae in senso vichiano e non come facevano gli autori latini che individuavano nella storia modelli esemplari di valore morale e civile da imitare. Oggi, come negli anni successivi al primo conflitto mondiale, c’è un diffuso malessere sociale che riguarda soprattutto i giovani, troppo spesso insoddisfatti del loro ruolo marginale nella società, disillusi in relazione ai loro studi, come quelli di allora lo erano per il contributo dato in guerra; inoltre ci sono nemici da combattere, in questo caso gli immigrati, dietro cui si profila lo spauracchio degli attentati e dell’invasione, come allora erano i “rossi”, dietro cui si profilava quello della rivoluzione bolscevica; oggi, come allora, c’è poi una diffusa indifferenza che non è solo più quella della borghesia, efficacemente tratteggiata da Alberto Moravia nel suo romanzo Gli Indifferenti, ma coinvolge anche la piccola borghesia e il mondo operaio, come dimostrano il forte astensionismo in occasione di turni elettorali e la potenza attrattiva delle cose acquistabili (belle, brutte, utili o inutili che siano) come ben testimonia la forza attrattiva dei centri commerciali con la loro capacità di devastazione esistenziale.
Per tutte queste ragioni non ci deve stupire che si verifichino episodi come l’irruzione degli skinhead a Como in un centro per immigrati, provocazione di un gruppo che vuole affermarsi con un’azione provocatoria per avere visibilità e accreditamento. Quella che va considerata è invece la differenziata serie delle reazioni e delle prese di posizione da parte dei partiti politici.  La sinistra supera le divisioni e si ricompatta per una manifestazione sabato prossimo che non potrà certo andare alla radice del problema. I leader della Lega e di Fratelli d’Italia, invece di condannare con fermezza e decisione, prendendo le distanze da questi soggetti, si limitano a fare dei distinguo, per non pronunciarsi apertamente contro le idee razziste, entrate ormai nel loro bagaglio ideologico, tanto che Salvini si attira il plauso e la condivisione di Giordano Caracino, leader del gruppo Veneto Fronte Skinheads, autore dell’irruzione.
A preoccupare è quindi il timore che le varie anime della destra “fascistoide” (come dice Renzi) si ricompattino, diventando quanto mai pericolose…
Nello stesso tempo la questione dei migranti va gestita con senso della realtà, senza lasciarsi andare agli entusiasmi di mons. Galatino per l’arrivo di nuovi profughi eritrei, ma considerando che le nostre capacità e possibilità di accoglienza non sono infinite.

giovedì 30 novembre 2017

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE


Carlo Biancheri

No, non ci riferiamo a quelli della setta M5S, non vale la pena; è inutile sforzarsi a ridurre a logica  proposizioni del tutto insensate, anzi caratterizzate dal solo scopo di insultare chi la pensa diversamente da loro. Ci riferiamo, invece, a due interventi che abbiamo ascoltato in Parlamento in occasione della discussione della legge di bilancio: a quello della Gelmini di Forza Italia e a quello di Maria Cecilia Guerra di art 1 MDP.
La Gelmini è stata abile Ministro dell’istruzione nel peggiorare la crisi della scuola, come membro del governo del Cavaliere che ha così ben operato. Ha passato l’esame da procuratore legale in Calabria non per ragioni  turistiche ma perché lì è più difficile… e così lei ne sa di più degli altri.
Bene: dalla legge nelle province calabresi al Ministero, ora passa all’economia e allora si lancia a dire che non è il caso di vantarsi  per la ripresa, perché l’Italia resta il fanalino di coda dell’Europa. Ipse dixit. La lombarda evidentemente è all’oscuro dei dati dell’ISTAT  e dell’OCSE che ha appena rivisto al rialzo le proiezioni di crescita dell’Italia per il 2017 e 2018 secondo le quali quest’anno superiamo la Francia, la seconda economia europea, che si ferma all’1,5%, e questa è la prima perla.
Non contenta, contesta la creazione dei posti di lavoro in ragione del Jobs Act perché, secondo lei, si tratta di lavori a termine e comunque il numero  resta di molto inferiore ai livelli del 2008. Ci tocca ricordare alla sapiente procuratrice legale, già Ministra, che abbiamo attraversato una crisi economica epocale, provocata dalla finanza anglosassone deregolamenta che il Governo Berlusconi, paladino della deregulation, non ha mai contrastato, anzi, in sede europea, col non dimenticato Ministro Tremonti si è sovente schierato su posizioni vicine agli inglesi, interessati solo al libero mercato nell’Unione Europea e non, come si è visto, all’Unione stessa. Sappiamo tutti – si fà per dire…- che il lavoro fisso, non in Italia, ma financo nel modello tedesco, sta diminuendo, perché è il lavoro che si sta trasformando in modo sensibile e le imprese, oltre all’imposizione fiscale e contributiva troppo elevata, se  viene loro imposto un ulteriore onere, non assumono o chiudono. Questo si vuole? E’ doloroso dirlo, ma con questa realtà ci dobbiamo confrontare perché con la digitalizzazione stiamo vivendo un periodo comparabile a quello del passaggio dal treno alla diligenza o dal vapore alla elettricità. E’ chiaro?
La baggiana,come direbbe l’amato Manzoni,si turba per la mancata ricostruzione nelle zone terremotate –eh sì perché le case de L’Aquila con i balconi che cascavano,costruite dal Governo del Cavaliere poi oggetto di processi, se le ricorda?- fingendo di non sapere che molto del ritardo è connesso alla scelta,per noi sbagliata, di aver lasciato alle comunità locali le decisioni su come ricostruire e l’inventario dei danni…
Non ricorderemo che sotto il Governo del Cavaliere, impegnatissimo nelle cene eleganti, lo spread aveva superato i 550 punti base e ciò rendeva il nostro debito pubblico insostenibile… o quasi. Ci basta rilevare che la sig.ra mente altrimenti… beh… è pure peggio.
E parliamo della Guerra, seguace del profondo pensiero di Speranza, allievo di D’Alema, il protettore di Mussari alla guida di MPS (…) ora sotto processo, e nel gruppo dell’esperto di bocciofila dell’Emilia Romagna. Anche per lei siamo il fanalino di coda nella crescita e un simile atteggiamento a Roma si chiama ‘esser di coccio’… Soprattutto si lamenta che non abbiamo ancora raggiunto i livelli del 2008 in termini di PIL. Ma perché, lei ha la ricetta? Per caso la nazionalizzazione dei beni di produzione oppure un nuovo miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci? In effetti la Guerra, che dall’accento sembra esser mia conterranea, aggredisce il vice-Ministro Morando, uno dei pochi tecnici seri che siedono in Parlamento, per non aver accolto la lista della spesa. In un Parlamento  rispettabile uno che fà una proposta dovrebbe indicare nel contempo dove si trovano le risorse, non descrivere il libro dei sogni. Ma, come noto, in Italia basta l’enunciato non la verifica, non a caso siamo stati per decenni sotto la dittatura crociana, di marca idealistica, in cultura…
I posti di lavoro creati sono fasulli perché a tempo determinato – sarebbe interessante che andasse un po’ in Inghilterra e vedere quel che trova…-; lei vuole il posto fisso… ma… non c’è più l’articolo 18, ricorda? E allora la differenza è sempre così grande quando si può licenziare ad libitum?
Come si fà poi a pretendere per un paese, che ha un debito pubblico al 130% del PIL ed una Pubblica Amministrazione che funziona male e una giustizia di cui non parliamo, recuperare in fretta  i punti di PIL persi durante la più importante crisi economica dalla fine della seconda guerra mondiale? L’affermazione che la ripresa è solo dovuta ai bassi tassi d’interesse e alla liquidità immessa dalla BCE è smentita da tutti i centri di studio economici, tranne Baldassarri, che hanno analizzato il Paese, tanto che veniamo spronati da FMI e dalla UE e dall’OCSE a “continuare” il processo di riforme.
Non dire le cose chiaramente equivale a mentire.


martedì 28 novembre 2017

Per il movimento 5S la parola "Judgement" vuol dire "severità": la realtà è "così è se via pare..."


Carlo Biancheri

I nostri venticinque lettori conoscono la lingua inglese e quindi è bene che sappiano che sta cambiando e non poco. Judgement non significa più “giudizio”, “valutazione” – non vi fidate dell’Oxford Dictionary: è fake news – ma, “severità”. Chi lo ha detto? Ma naturalmente un focoso rappresentante del M5S in Commissione bicamerale sulle banche in occasione della testimonianza del Direttore Generale della Consob Angelo Apponi. Non vi è il minimo dubbio, ha esordito, che judgement voglia dire “severità”, e perché mai la Consob  che aveva chiesto lumi, tramite l’OIC (Organismo italiano di contabilità) all’organo dell’IASB (International Accounting Standards Board), incaricato di interpretare i principi contabili internazionali, non si è attenuta alla “severità” nel valutare se lo strumento finanziario che compariva nel bilancio MPS denominato Alexandria fosse un repo  piuttosto che un derivato? Veramente, controllando su Google, ha risposto Apponi, risulta “valutazione”, ma si può verificare anche su un altro vocabolario… Protesta il grillino col Presidente Casini che si osi mettere in dubbio qualcosa di incontrovertibile… - per lui si intende- e non c’è uno, dicesi uno, dei membri della Commissione che osi dire: “Ma che idiozie sta dicendo questo? Nessuno sa l’inglese?”
Non contento, il movimento, che si dichiara vittima di fake news (!), della risposta, in occasione della successiva audizione del Direttore generale del Tesoro, prof. La Via, la deputata Ruocco del movimento di cui sopra gli si rivolge in questo modo: “Lei, prof. La Via, che è un grande esperto in derivati e che ha lavorato per  dieci anni alla Banca Mondiale, come traduce la parola inglese judgement? E La Via risponde: “valutazione”… Cosa concluderne? Che i due sono solo ignoranti o che parlano un anglo-siculo? Molto di più, e cerchiamo di capire perché.
Questo movimento trasforma il reale in pretesto. Per esempio, a Roma si  annuncia sempre l’avvento della raccolta differenziata (entro il 2018 poi 2019 e 2020…) con la tizia catapultata da Genova all’assessorato e che doveva essere un mostro di efficienza, addirittura da prevedere il microcip col nome di ognuno per calcolare correttamente la tariffa da pagare! Il problema è che a Roma la differenziata funziona così: ci sono i bidoni per distinguere vetro, plastica, umido, ecc…, ma poi arriva il carro dei monatti che carica tutto insieme e porta via… e il tutto finisce in buona parte all’estero con costi naturalmente contenuti per gli utenti…
Ci sono dei rinviati a giudizio in Sicilia? Niente paura! Chi ha scelto i candidati, cioè il comico pregiudicato  ha un dubbio amletico: ma che gente abbiamo imbarcato? Ricordate ne I promessi sposi il notaio vestito di nero che va ad arrestare Renzo dopo i tumulti di Milano e che, circondato dalla folla, quando Renzo scappa, dice con fare innocente: “Che è stato?” Uh corvaccio… è la risposta della gente.
La sindaca di Torino è indagata per fatti gravissimi –parliamo di un morto e di millecinquecento feriti per l’insipienza e la mala gestio del Comune – e cosa annuncia al popolo? Ho fornito tutti i chiarimenti e sono dispostissima a collaborare con l’Autorità giudiziaria. Uhm… l’indagata è lei e almeno che non  sia una sprovveduta… sarebbe curioso che non collaborasse!
E ora la questioncella delle fake news col loro sodale Salvini, dopo l’articolo del New York Times… Se chiedete a quella faccina che compare sempre in televisione… il problema non è questo: è altrove…
E potremmo continuare col programma di questi distruttori, sostenuti dal Travaglio contro ogni evidenza, che annienterebbe il paese, se vincessero.

Si lamentano che all’estero non sono considerati o mal capiti: disgraziatamente fuori dal paese ci sono pochi cretini, specie tra fabbricanti di notizie, che abbiano tempo da perdere per consentire loro di farsi le ossa ed imparare, come dicono benevolmente molti media da noi. La vita continua e non può aspettare che questi crescano, studino e la smettano di fare danni.

mercoledì 22 novembre 2017

ANCORA SU CONSOB E MPS

Carlo Biancheri

L’audizione del  Direttore Generale della Consob dinanzi alla Commissione di inchiesta bicamerale sul caso MPS  fornisce uno spaccato impressionante dello stato della politica in questo povero Paese e fà riflettere sul seguito che continuano ad avere certi gruppi che esprimono il niente.
La premessa è che il ruolo della Consob, una delle due autorità di controllo sulla borsa in Europa che hanno competenza in materia di impugnativa dei bilanci, grazie alla preveggenza di Guido Rossi, il padre della legge istitutiva della Consob e suo primo presidente, nel caso MPS è consistito sostanzialmente nella valutazione dei bilanci – e del prospetto per l’offerta di titoli-  dell’istituto ed in particolare di uno strumento finanziario rivelatosi fraudolento.
La Consob ha ritenuto, in una prima fase, che lo strumento in questione non dovesse esser iscritto a bilancio come un derivato,applicando il principio contabile  internazionale IAS (ora IFRS) – detti principi in Italia (nella UE…) sono legge per le società quotate - in base al quale la sostanza prevale sulla forma e ciò comporta che si debba indagare sulle intenzioni reali dei contraenti un contratto per qualificarlo in un senso o nell’altro.
La Consob è addivenuta alla conclusione iniziale di non ritenere lo strumento in questione un derivato dopo aver chiesto lumi ,per il tramite dell’organismo italiano di contabilità, OIC, all’IFRIC l’organismo istituito per interpretare i principi contabili dallo IASB, organizzazione internazionale con sede a Londra, a dominanza anglosassone. L’IFRIC ha risposto che lo strumento in questione non dovesse automaticamente esser considerato un derivato, in quanto si doveva conoscere la reale intenzione dei contraenti nell’applicare il principio della substance over form e cioè il business purpose. Per inciso va detto che il sistema Italia è riuscito ad ottenere una risposta dall’IFRIC,in tempi ragionevoli,solo grazie al fatto che la Consob per moltissimi anni ha svolto un ruolo di primo piano nell’elaborazione dei principi contabili internazionali ed anche in sede europea.La Consob stessa ha coordinato a lungo gli europei nel processo di endorsement dei principi contabili internazionali, mediante l’elaborazione di commenti sul merito,in sede mondiale e cioè la IOSCO- International Oganization of Securities Commissions,ed il Direttore Generale Apponi ha svolto un compito assai rilevante al riguardo,tanto che in ambito europeo ha poi elaborato i principi di enforcement in materia contabile poi adottati dall’ESMA.
Tuttavia, la Consob ha imposto, ad abundantiam, che venisse rappresentato pro-forma l’impatto che avrebbe avuto in bilancio lo strumento in questione, qualora lo strumento finanziario fosse stato considerato un derivato piuttosto che un repo, assicurando così la corretta informativa al pubblico.
Successivamente, considerato il ruolo di Deutsche Bank ed i provvedimenti assunti dalla Bafin,  in relazione all’operazione in questione, la Consob ha chiesto la cooperazione internazionale alla Bafin stessa,che, in violazione delle norme europee – direttiva Transparency- si è rifiutata di fornire le informazioni in suo possesso,accampando un presunto divieto da parte della Costituzione tedesca;come noto alcuni sono più uguali degli altri... Per inciso va detto che secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia europea, il Trattato non è incompatibile con le Costituzioni degli Stati membri e, di conseguenza, anche la normativa comunitaria in vigore.La Consob ha poi ottenuto l’informazione,per il tramite dell’Autorità giudiziaria italiana che l’aveva ricevuta, nell’ambito degli accordi di assistenza giudiziaria.A quel punto la Consob scopre la frode perché di frode si trattava cioè di falso con tutto ciò che comporta in materia penale,incluso il reato di ostacolo alla vigilanza.In pratica il repo che portava guadagni rilevantissimi alla controparte di MPS era un derivato che doveva esser soggetto al fair value, la cui valutazione si sarebbe ripercossa,  naturalmente, sul conto economico, anche se MPS lo aveva sempre negato.
Questo l’assunto.
Le domande che hanno fatto seguito nel dibattito in Commissione al Direttore Apponi svelano la pochezza,l’incompetenza e la presunzione di molti parlamentari dell’opposizione che fà preoccupare grandemente sul futuro di questo povero paese, affidato a questa gente.
Incomincia uno della setta 5S che obietta che l’IFRIC nel suo parere afferma che la valutazione va fatta con ‘judgement’ che, per il poveretto, significa ‘severità’ (!) al che Apponi risponde che basta controllare Google per vedere qual è la traduzione! It is my judgement, è espressione corrente nel settore contabile e significa ovviamente ‘valutazione’ ma il tizio non ci voleva stare e riteneva con ciò di aver rinvenuto la prova provata del cattivo operare della Consob.
Interviene un altro che  pretende la documentazione relativa all’approvazione del prospetto informativo di MPS in Commissione – la documentazione era già stata consegnata…- e poi commenta:è stato approvato da due Commissari con il voto del Presidente che valeva doppio!A questo punto va chiesto dov’era il Parlamento  quando ha approvato il provvedimento del Governo Monti che riduceva a tre,in modo sciagurato, i Commissari della Consob e,in caso di parità, il voto del Presidente vale doppio!Per una volta il governo Renzi ha fatto la cosa giusta riportando a cinque membri i Commissari e il caso in questione lo prova.
Interviene un altro ,un veneto,che, con un italiano non certo corrispondente a quello del Foscolo, era interessato allo ‘scavalco’ nei rimborsi per le banche venete… mentre si parlava di MPS…
Un altro ancora si chiede come mai la Consob intervenga sempre dopo e non prima. I nostri venticinque lettori sanno benissimo che  una frode è una frode – così disse il presidente dello IASB,Sir  David Tweedie alla Consob dopo il caso Parmalat ma lo stesso vale per il caso Enron o Worldcom o quando la SEC soppresse l’Arthur Anderson…- e che è difficile sapere prima che uno con una pistola in tasca sparerà…Ma tant’è,la gente vuole che la protezione significhi che quando investi devi guadagnarci, sempre. Così avviene, anzi avveniva, nelle economie stataliste dove non c’è rischio né mercato.
Si può affidare la sorte di tutti noi a della gente che ragiona così?














lunedì 13 novembre 2017

CONSOB/BANCA d'ITALIA: la chiave del problema è nella "unsolicited assistance" (aiuto non richiesto)


Carlo Biancheri

Sulla vicenda della vigilanza delle banche venete, commissariate e poi cedute, sono stati scritti fiumi di inchiostro ed abbiamo ascoltato profluvi di parole, la maggior parte a sproposito, come ormai avviene di consueto nelle analisi che si vogliono documentate o nei proclami politici del paese di Pulcinella.
Ne trattiamo, soprattutto, per svelare non ai nostri venticinque lettori che già lo sanno, ma a chi  si aggiungesse a loro che l’opinione pubblica è spesso sviata da faziosi, incompetenti o manipolatori.
Abbiamo sentito fino alla noia nei programmi televisivi dei moralizzatori della sinistra dura e pura, segnatamente la Gabanelli, ribadire che, se ci fossero stati i famosi scenari probabilistici nell’informazione contenuta nel prospetto di offerta dei titoli emessi dalle banche fallite, i poveri risparmiatori non sarebbero stati tratti in inganno. Di più, Giannini di Repubblica ha scritto che,  a fronte della risposta della Consob, in base alla quale gli scenari non si potevano inserire, in ragione delle disposizioni comunitarie -va ricordato agli immemori che la legge nazionale non può contrastare con quella europea, pena la condanna da parte della Corte di Giustizia e financo la disapplicazione  della norma in contrasto  con il diritto comunitario da parte degli stessi giudici italiani, a seguito della giurisprudenza della Corte Costituzionale- seppure non fossero previsti dalla normativa UE, nulla vietava che potessero esser aggiunti al prospetto.
Premesso che quasi nessun investitore legge i prospetti e se li legge sarebbe utile verificare quel che ha capito, le cose non stanno affatto come  hanno sostenuto i due giornalisti, evidentemente “imboccati” da qualche quinta colonna che mal conosce la regolamentazione europea, in quanto, in virtù della cosiddetta procedura Lamfalussy che regge ormai la normativa europea nel settore finanziario e cioè:
primo livello (Regolamento o direttiva comunitaria) dove si stabiliscono i principi; 
seguono le norme applicative e cioè il secondo  livello, in base al quale le Autorità europee di settore, ESMA nella fattispecie, propongono alla Commissione europea le disposizioni applicative e la Commissione normalmente le adotta e tutte le norme di cui sopra sono giustiziabili dinanzi alla Corte di Giustizia, la Consob ha chiesto di inserire gli scenari, fondati su ipotesi controverse, che nessuno applica in sede internazionale - negli Stati Uniti la SEC lo consente, ma vuole che i collocatori dei titoli, cioè gli intermediari, siano corresponsabili con l’emittente i titoli di quanto descritto, col risultato che nessuno si sogna di prevederli nel prospetto, temendo una class action – ma è rimasta completamente isolata in ambito ESMA e, pertanto, la Commissione europea non li ha previsti nell’emanare le norme di livello 2.
Perché non si può aggiungere nulla al prospetto? Perché il prospetto vale per tutta Europa senza bisogno di approvazione ulteriore da parte di un’altra autorità competente e cioè gode del passaporto europeo. Se i cosiddetti “opinionisti”, ma soprattutto i parlamentari pentastellati o della Lega che si sono lanciati nel dibattito della Commissione  bicamerale sulle banche con una serie di castronerie, studiassero e si documentassero – sono pagati per questo…- prima di scrivere o di parlare, ne godrebbe il paese. Basterebbe che dessero un’occhiata al considerando 4 del Regolamento 2017/1129  sul prospetto di offerta pubblica (che non aggiunge nulla di nuovo sul punto alla precedente direttiva 2003/71/CE, ora abrogata) e che qui riportiamo: ”Approcci divergenti determinerebbero la frammentazione del mercato interno, in quanto gli emittenti, gli offerenti e le persone che chiedono l’ammissione alla negoziazione su un mercato regolamentato sarebbero sottoposti a norme diverse nei diversi Stati membri, il che potrebbe impedire che i prospetti approvati in uno Stato membro possano essere utilizzati negli altri Stati membri”. Bisogna essere Einstein per capirlo? E tant’è…
Nella Commissione bicamerale in questione naturalmente i parlamentari di quel gruppo, che non riusciamo a definire e che cresce nei sondaggi nel paese dei… , questo argomento lo hanno ripreso, con la conoscenza e l’equilibrio che li contraddistingue.
Ma c’è di più, uno del M5S,dal tono un novello Torquemada, voleva a tutti i costi mettere in crisi una della due Autorità di vigilanza e quindi ha chiesto in tono perentorio al Direttore Generale della Consob, Apponi, perché mai la Consob stessa non avesse chiesto il parere alla Banca d’Italia nel 2012 in occasione dell’emissione di obbligazioni subordinate da parte di una delle banche, essendo la richiesta di parere obbligatoria ai sensi del Testo Unico sugli intermediari finanziari… ”Perché non lo abbiamo autorizzato noi quel prospetto”. La risposta ha spiazzato il deputato evidentemente provvisto di una conoscenza amatoriale del settore ed infatti, non fidandosi della risposta e credendo di esser stato ingannato, ha ripetuto la domanda al Direttore della Vigilanza di Banca d’Italia Barbagallo, il quale non aveva elementi per rispondere.
L’incauto gridava ma non conosceva la normativa europea che nella direttiva 2003/71 CE all’art.2 m (ii) prevede appunto che per i titoli diversi dal capitale – come le obbligazioni subordinate in questione – ammessi a negoziazione od offerti al pubblico è consentito all’emittente di scegliere lo Stato membro dove l’Autorità competente approverà il prospetto, in quanto, trattandosi di titoli di debito, sono considerati meno rischiosi della partecipazione al capitale come sono le azioni; solitamente  lo Stato è il Lussemburgo che approva tutto in quattro e quattrotto. La stessa disposizione, peraltro, si ritrova nel Regolamento del 2017 al considerando 69. Ragazzi, una ripassata?
Che è successo nella vigilanza? Guido Carli vedeva nel ruolo di Consob e di Banca d’Italia in materia di vigilanza l’esemplificazione dell’aquila a due teste degli Asburgo. E questo sarebbe anche vero se  le due Autorità si parlassero… Ma le autorità che vigilano sulla stabilità sono troppo preoccupate di tutelare i correntisti, come è stato giustamente scritto da qualcuno, e se ne infischiano degli investitori se l’intermediario non fallisce. Forse negli Stati Uniti il Comptroller of Currency che fà la vigilanza sulle banche  - non è la Federal Reserve come comunemente si crede in Italia…- dà informazioni alla SEC che vigila sui mercati ed intermediari di borsa? Si, col contagocce…
O nello stesso Bafin, Single Regulator, ci si passa agevolmente l’informazione tra chi vigila sulla stabilità degli intermediari – pensiamo al caso Deutsche Bank ed ai suoi investimenti in derivati…-  con quelli che vigilano sui mercati finanziari? Abbiamo ragioni per non crederlo… Non parliamo della Banque de France e della AMF. Si tratta di preoccupazioni e di finalità diverse dei vigilanti che nei decenni non si è riusciti a riconciliare, anche perché chi non è del settore ignora che il quadro cambia in continuazione… ”Pensavamo di risolvere noi il problema …” ha dichiarato Barbagallo.
Per questa ragione, tra l’altro, i principi internazionali della IOSCO-International Organization of Securities Commissions con i quali il FMI valuta gli Stati periodicamente, sia per quanto attiene alla legislazione che alla prassi di vigilanza per verificarne l’adeguatezza ed il rischio sistemico, prevedono che tra le autorità di vigilanza del settore bancario e di quello del mercato borsistico, vi sia la cosiddetta “unsolicited assistance” oltreché tra Autorità omologhe, nazionali ed internazionali. L’assistenza consiste nel fatto che se un’autorità trova nel corso, ad esempio, di un’ispezione una violazione della normativa di competenza dell’altra Autorità la debba informare, anche senza esserne stata richiesta. Detto approccio è contenuto nel famoso protocollo di cooperazione in essere tra la Consob e la Banca d’Italia che evidentemente non ha funzionato perché la Consob è stata informata con grave ritardo circa le violazioni nel metodo di determinazione del prezzo delle azioni offerte al pubblico di una delle banche in questione. La unsolicited assistance è confluita, peraltro, nella normativa comunitaria del settore dei servizi finanziari.
Questo è l’arcano. Certo la Consob poteva essere maggiormente proactive, avendone i mezzi…, ma si sconta la mentalità delle consorterie di questo povero paese che certo non merita  - o forse sì…- di cadere nelle mani di un Grillo o del Cavaliere che ha così ben operato o del Salvini…




venerdì 3 novembre 2017

DUE PAROLE SUL VOTO IN SICILIA

Carlo Biancheri

Tra i nostri venticinque appassionati lettori non sappiamo se ci siano dei siciliani, se così fosse ad essi intendiamo rivolgerci perché ci è capitato di ascoltare per radio il comizio del candidato Cancelleri di 5S col pregiudicato Grillo.
Se i votanti affideranno la Sicilia a questo signore possono star certi che la situazione peggiorerà profondamente. La questione è tanto più allarmante perché quanto si adombra in Sicilia potrebbe avverarsi sul piano nazionale, grazie ad una sinistra incapace di assumersi responsabilità di governo.
Il Cancelleri ha sostenuto che  manderà in giro per il mondo funzionari a propagandare il turismo in Sicilia di modo che la regione diventi il luogo più turistico del mondo… Uhm… E dove andranno? A Sofia a casa Sicilia, per caso? Oppure in ciascuno degli Stati americani dove c’è una rappresentanza pagata dalla Regione? Per organizzare manifestazioni in loco con i carretti siciliani? Naturalmente disporrà di un nucleo di gente poliglotta assolutamente capace di confrontarsi sul piano internazionale, non vogliamo dubitarne ma a giudicare dai suoi compari di setta/partito ci sorge qualche dubbio…
Infatti, non vuole più chiudere la costosissima Rappresentanza della Sicilia a Bruxelles dove vuol mandare, per la metà del personale, funzionari che facciano lobbying con i parlamentari europei, per avere contratti ed opportunità di lavoro in Sicilia, e per l’altra metà, udite, udite  managers, parola magica passepartout che nella fattispecie vuol dire nulla. Cosa dirigeranno i poveretti a Bruxelles? E cosa c’entrano i parlamentari europei? Come noto, l’Italia a fatica riesce a far sentire la sua voce,  tenuto conto del peso specifico del paese, della sua scarsissima efficienza, ma i parlamentari europei, quando ci vanno…-bisognerebbe interrogare il Salvini sul punto…- non li vediamo benevolmente attenti ai desiderata di una regione dello Stivale, tanto più che nell’immaginario nordico  la zona è reputata esser marcata dal crimine organizzato e neppure dei minori... Quel che stupisce è che il Cancelleri sembri ignorare che non bastano i parlamentari europei ma ci vuole anche la maggioranza degli Stati membri che siedono in Consiglio e la benevolenza della Commissione, guardiana dei Trattati. La legislazione si approva così ed i Commissari adottano i provvedimenti esecutivi, lo sa il Cancelleri? Sembra di no, perché con i grillini i Trattati comunitari cambieranno! Come no… Arrivano loro e dicono a tutti gli altri che votano secondo le maggioranze ponderate del Consiglio: si cambia e come vogliamo noi… e tutti gli altri? Amen.
La sanità non va in Sicilia perché i migliori medici siciliani vanno al Nord. Cosa propone Cancelleri? Ci vuole un anno per fare una visita? Bene, la regione Sicilia, che vanta un debito di cinque miliardi di Euro, pagherà le strutture private per le visite. E così discorrendo…
Per fortuna che c’era il pregiudicato che ci ha assicurato che se uno compra un’auto elettrica ci guadagna e con l’energia elettrica che rivende  si ripaga il leasing della macchina. Il futuro del mondo sarà di posti come Dubai, una città meravigliosa –sarei più cauto e chiederei consiglio a chi ci vive…- multirazziale dove tutti guadagnano un sacco  – anche gli schiavi di Sri Lanka e quelli del Bangladesh o delle Filippine?-  perché è il tipico esempio in cui le risorse, quando si mettono, fruttano… Uhm… ma il pregiudicato lo sa che si produce petrolio da quella parti e che l’economia mondiale funziona ancora con quello? Parlava alle mucche e quindi la cosa era del tutto incomprensibile agli astanti, però per noi e per i siciliani compresi nei venticinque lettori, diciamo di fare attenzione!


giovedì 2 novembre 2017

CAMINANTE, NO HAY CAMINO




Carlo Biancheri e Rosa Elisa Giangoia


Caminante, no hay camino («Tu che cammini, non c’è cammino…»). Così recita la bellissima poesia di Antonio Machado che ben si attaglia al libro intervista di papa Francesco Adesso fate le vostre domande sulla cui copertina campeggia la foto del papa in cammino, appunto, come un puntino, visto dall’alto: verso dove? El camino es el andar («Il cammino è il camminare stesso»), continua Machado, «vedi le  orme se ti volti indietro ma son estelas (scie) en el mar ».
Questo papa dichiara di esser in cammino, in uscita verso le periferie del mondo, per cui all’inizio avevamo pensato alla Galilea delle genti… ma adesso ci sembra che sia un camminare in chemins qui ne mènent nulle part, in sentieri interrotti, dove il cammino è la meta. Vediamo perché.
Quando i contenuti filosofici e teologici sono incerti si centra tutto sul metodo, come faceva Cartesio e dietro a lui tutti appassionatamente, in particolare i fautori del pensiero critico che ci ha svegliati dal sonno dogmatico… Ebbene Cartesio parte dall’assunto, ispirandosi alle idee innate di Platone, che la definizione cristiana di Dio è universalmente innata, una reminiscenza…, mentre per lui la filosofia è una catena ininterrotta di conseguenze dimostrate e derivate da principi evidenti. Cambiate soltanto, non dico uno degli anelli, ma il loro posto e la catena cadrà in pezzi, sosteneva (Principes de la philosophie, Préface).
Quando il valore di una verità è inseparabile dal suo posto nell’ordine della deduzione, perché inquietarsi sulla sua origine? Così l’idea di Dio che è la chiave di volta del suo pensiero – l’idea di Dio giustifica anche la fondatezza dei principi della fisica…-  che però si vuole scientifico per cui, applicando tale metodo (scientifico), per i suoi seguaci diviene residuale l’idea stessa; si tratta, cioè, di un Dio nato morto in quanto è ridotto alla condizione di principio filosofico, in sintesi non “Colui che è”, come il Dio ebraico-cristiano, ma piuttosto l’”Autore della natura”.
In piena epoca deista, nella quale ancora viviamo, il Dio dei deisti, come lo descriveva John Dryden nel celebre poema Religio laici. Or a Layman’s Faith Background , era un Essere supremo, adorato universalmente, degno di lode e di preghiera, che poteva esser offeso dal crimine ma attendeva che gli uomini  si ravvedessero pentendosi. Questo Dio diventa con i deisti Voltaire e Rousseau, più superficiali, il grande orologiaio che fà funzionare gli ingranaggi del mondo… Non c’è più l’analogia dell’Essere e, quindi, resta solo il metodo, il cammino, e poi ognuno si sceglie il mito che desidera (v. ÈGilson, Dieu et la philosophie, Petrus a Stella, 2013).
Questo il contesto.
Che risposte dà Francesco?
L’operare vale di più della verità... intesa come enunciazione astratta. Ci permettiamo di notare che l’avversione all’astratto, corrente  nel nostro tempo, è del tutto infondata in quanto la nostra conoscenza avviene proprio per astrazione; vedendo uno con i capelli bianchi che cammina a fatica noi diciamo che questo è dovuto alla vecchiaia che è un termine astratto in quanto non esiste ‘vecchiaia’… e dell’astrazione non possiamo fare a meno, altrimenti finiamo come quei sofisti, di cui ci parla Socrate/Platone, che erano ridotti all’afasia. Diverso è l’abuso di costruzioni logiche che si impongono, per così dire al reale… che, comunque, richiede sempre di esser spiegato, interpretato: non funziona il ‘parla come magni’ ricorrente nelle trattorie romane di un tempo.
La Verità per noi è densa di conseguenze, perché può generare una coscienza erronea e ben lo sapevano i gesuiti che avevano inventato nel  Seicento la casistica, con tutte le degenerazioni che ciò ha determinato e che ha scatenato le ire, per noi  giustificate, di Pascal che li accusava di ‘situazionismo’ (ante litteram, va precisato…) e cioè un’azione anche intrinsecamente malvagia cambia di segno a seconda delle circostanze- tutt’altra fattispecie quella che menziona san Tommaso che ritiene non essere un omicidio fermare il pazzo che maneggia una spada -.
La Chiesa è poliedrica, sostiene il papa.
Forse noi non capiamo bene cosa significhi: che nella Chiesa ci siano tanti carismi ce lo spiega san Paolo e anche la pluralità di interpretazioni è giustificata nella misura in cui non diventa dicotomica e cioè: in Polonia si vive la fede in un modo ed in Germania in un altro oppure in Africa… L’uomo è sempre lo stesso? Oppure ciò che è violenza per l’uomo europeo non lo è per un africano e viceversa?
L’ecumenismo come lo descrive il Concilio è ben impostato perché non equivale all’irenismo.
Non c’è nessun debito politico (…) da pagare per doversi riconciliare in tutta fretta con Lutero fino a che i sacramenti da sette diventano due o tre e la Bibbia è interpretata singolarmente mentre la Tradizione è una fonte residuale; oppure se si sostiene che ci si salvi per sola fede perché è impossibile umanamente non peccare - ma sempre nella Lettera ai Romani sembra che la fede senza le opere sia morta - e soprattutto il pecca fortiter sed crede fortius contraddice molti Padri della Chiesa che sostengono che non si possa neppure dire ‘Cristo Signore’ quando il proprio cuore sia  prigioniero del peccato. La Grazia non consente di rispettare la Legge? Come si vede un orientamento un po’ alla Carlona: si sa che Carlo Magno aveva abbigliamento e atteggiamenti poco ricercati, per nulla regali, così come veniva...
Con la Chiesa ortodossa si richiama giustamente la  fraternità con Andrea, cioè con il Fanar, ma la questione del Filioque, sbrigativamente liquidata da molti  in quanto viene da quei barbari Visigoti della Spagna, trascura il fatto che, se la terza persona della Trinità proviene dal Padre e non anche dal Figlio, la Rivelazione non è conclusa, mentre la Costituzione Dei Verbum del Concilio Vaticano II al par. 4 dice espressamente che «non è da aspettarsi alcun’altra Rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo».
Non a caso nella Chiesa ortodossa ci sono i monaci idioritmi, tra cui gli staretz nella Chiesa russa, che si comportano come se avessero una Rivelazione diretta; un po’ come gli alumbrados che si aggiravano nella Castiglia del Cinquecento, condannati dalla Chiesa –anche Ignazio ebbe processi perché sospettato di aver aderito…
Il papa legge Bauman, abbiamo appreso, ma non troverà lì dei fondamenti dell’umano al di là dell’aspetto fattuale, comportamentale o sociologico che non dice nulla sulla qualità, sul valore.
Quello che manca, a nostro debol parere, come già anche in Benedetto XVI, esponente della scuola di Tubinga, è il presupposto ed il fondamento che non si esaurisce in una mera fenomenologia che porta dritto al fideismo o all’affettività che sono moneta corrente:la fede esperienziale…
Noi non abbiamo nessun complesso perché non temiamo, come san Tommaso, alla scuola di Aristotele – non ha per caso scritto il Commentario alla Metafisica?- più che di Platone, di cercare l’uomo (v. F.Calvo, Cercare l’uomo, Il Mulino, 2014),ed il suo fondamento che porta poi a formulare un’antropologia corretta.
Non sembra necessario che il papa si affanni dietro a troppe cose: la tutela del creato, la fame, la soppressione delle armi nucleari, il futuro dell’Europa…  Non ci sono risposte per tutto e questi problemi sono importantissimi come occasione profetica con la consapevolezza che la ricerca di soluzioni immediate e definitive è illusoria, perché, per un cristiano almeno, i problemi permarranno fino alla fine del mondo. Non c’è un’altra vita? Un tempo si faceva riferimento al ‘già e non ancora’…
Caminante, no hay camino… per un cristiano, invece, è il Maran hatà, Vieni Signore.

venerdì 20 ottobre 2017

VISCO / RENZI

Cosa ne pensi dell’affaire Renzi-Visco?
Bruno Esposito

Grazie per la domanda.
La difesa di Visco da parte della maggior parte dei giornali dell’establishment e di personalità così diverse, da Prodi a Napolitano, a Dini e a Monti  e di buona parte del Pd, la dice lunga sulla solidarietà della “fraternità”, diciamo così…, e sulla sensibilità per certi centri di potere intoccabili. La Banca d’Italia deve esser autonoma, secondo i principi internazionali adottati dal FMI, non solo perché fà parte di una rete di banche centrali che esercitano anche la funzione di controllo sul sistema bancario e lo regolamentano e, peraltro, siedono nel Consiglio della BCE, ma perché se dipende dal potere politico non può esercitare le proprie funzioni in modo indipendente. Ciò non significa che qualsiasi sprovveduto possa farne il presidente (già governatore). Visco, proveniente dall’ufficio studi, poi per lungo tempo distaccato all’OCSE, non è certo un esperto di vigilanza o di regolamentazione  e si è dimostrato un governatore senza bussola; soprattutto non ha messo mano alla supponenza, all’autoreferenzialità degli uffici che spesso fanno valutazioni profondamente errate, è parso timido con i forti ed imprudente con i “ladri di polli”. Far parte di un club non deve esser la garanzia di impunità quando si è inadeguati; purtroppo in questo paese è andata così fin dall’unità d’Italia, con qualche breve parentesi come quella di De Gasperi, dove nessuno paga. Pensate un po’ alla valanga di soldi pubblici buttati per coprire le perdite dell’IRI, ogni anno, per decenni… con i boiardi di Stato che ci sono tuttora ed infatti si manifestano in caso di attacco. Visco va sostituito eccome, perché la vigilanza è stata  carente, intempestiva e squilibrata, in certi casi, nella valutazione dei  crediti in sofferenza, imponendo requisiti patrimoniali che hanno determinato il commissariamento; sul piano internazionale, è caduto dal pero quando a Bruxelles hanno approvato una direttiva sul bail-in che penalizza solo gli italiani nel coinvolgimento dei depositanti. Soprattutto in Italia, infatti, si lasciano somme rilevanti in conto corrente senza investirle… Forse i depositanti, prima di aprire un conto corrente, dovrebbero mettersi a valutare la rischiosità della banca come si fà quando si acquista un’azione che è capitale di rischio? Questo è un errore concettuale gravissimo, sufficiente per dargli il ben servito per non essersi opposto efficacemente alla direttiva. Ciò detto, Renzi sbaglia anche quando ha ragione, perché è irritante nei modi come superbone, il personaggio dei fumetti che forse ha letto  troppo in gioventù a Rignano.

Carlo Biancheri


mercoledì 18 ottobre 2017

SMARRIMENTO GENERALE

Carlo Biancheri


Viviamo in un tempo strano che sembra essere di smarrimento più che di cambiamento.
L’economia nel mondo va avanti con lo sviluppo dell’innovazione tecnologica, concentrata in poche mani e sotto il controllo di chi dispone di capitali importanti, mentre la ricchezza è sempre meno distribuita.
Il capitale finanziario persegue, secondo le consuete logiche, la massimizzazione del profitto ed i grandi intermediari, cinicamente immemori della crisi del 2008 da loro stessi provocata, chiedono nuovamente minori regole di mercato e trovano la sponda negli USA  di un presidente, chiaramente squilibrato, che non dimostra il minimo interesse per il bene generale, il bene comune  si diceva in altri tempi e, per giunta, quello dell’umanità stessa, dato il ruolo e la potenza americani.
La dimensione religiosa sembra avverare la profezia di Feuerbach e cioè che verrà il tempo in cui la fede in un Dio razionalistico verrà considerata superstizione…, il tempo in cui ad illuminare e riscaldare l’umanità non sarà la candela dell’ingenua fede, né la luce crepuscolare della fede razionale ma la pura luce della natura e della ragione (da L’essenza della religione). Sebbene gli avvenimenti successivi smentiscano la fede dogmatica nella ragione dell’uomo dell’Ottocento, ampiamente addormentata al tempo di Hitler, Mussolini, Lenin e Stalin e  di tutti i dittatori asiatici e latinoamericani e di molti capi africani che abbiamo conosciuti nel “secolo breve”, tuttavia si assiste ad una rincorsa da parte delle religioni, in particolare di alcune confessioni cristiane, ad un adeguarsi ai desideri del “mondo”, caratterizzato nelle società occidentali e non solo quelle… da narcisismo, edonismo sfrenato, dal rifiuto del sacrificio, dalla corruzione, dall’assenza di un progetto: in una parola, la vita vissuta come un istante e non come durata.
Sembra che tutti siano discepoli di Cartesio e di Kant perché incentrano le tematiche, i discorsi su questioni di “metodo” - i percorsi…- e non di contenuti e, quindi, in ossequio a Kant, le analisi sono “vuote”, formali: un bambino non dovrà più dire “ho fatto una marachella perché volevo la marmellata che mi piaceva, ma bensì… perché ho voluto la mia volizione”… Un metodo disumano … e stupido.
Questo bel metodo, insieme ad uno sconquasso sociale causato dal progresso tecnologico, comparabile al passaggio dai cavalli alla ferrovia e poi alla meccanizzazione, sembra  aver generato tante solitudini e lo smarrimento di molti senza neppure la saggezza degli epicurei che cercavano solo il piacere possibile… Rimane soltanto una cosa: l’attesa messianica di una palingenesi e la sciocca fiducia nel progresso nella Storia che, secondo Hegel, porterà senz’altro ad un traguardo ulteriore per l’umanità, superato l’ostacolo/l’opposizione…
Nuovo diventa allora sinonimo di positivo e così in politica il rifiuto dell’esistente ci porta nel mondo di chi gestisce la cosa pubblica ad una pletora di  giovani, chiaramente acerbi, cioè non preparati né umanamente e neppure professionalmente ma… non importa. Si fanno forzature come in Catalogna con una minoranza combattiva che si impone agli altri con lo stile dei soviet… E va bene… viva l’indipendenza, è un altro giorno, anche se il risveglio sarà amarissimo perché significherà una vita piena di problemi per ora inesistenti: l’atteggiamento ricorda  quello onirico della libera Repubblica di Fiume… Oppure in Austria, dove il trentunenne di bell’aspetto del partito popolare, che si alleerà probabilmente con i nazisti, non sa dire altro che bisogna fermare l’immigrazione: non conosce, l’incauto, Ammiano Marcellino che sul finire dell’impero romano vedeva il fiume di gente che traversava il Danubio sulle zattere e  le legioni romane sopraffatte che  osservavano inerti. Poi i nazionalisti, ex-comunisti dei paesi dell’Est Europa, che, con perfetta doppiezza, prendono i soldi dalla UE e chiudono i confini.
E da noi che succede? Che il M5S è accerchiato, a detta del candidato Presidente già aspirante ingegnere, poi aspirante avvocato e poi niente, Di Maio, perché la Appendino ha problemi giudiziari per falso ideologico – è indagata insieme a tutti i loro sindaci più rilevanti-… dopo aver avuto la responsabilità della mala organizzazione dell’evento a Torino che ha causato un morto ed oltre 1.500 feriti… ma ha un avvenire politico, a detta dell’autorevole giornalista Concita De Gregorio che l’ha intervistata… Caspita! All’evidenza, malgrado l’assistenza dell’ex seminarista, Torino non va bene e questa non sa che fare per combattere la crisi ma fà scena, quella sì: meglio apparire che essere? Grillo bestemmia sul blog? Il direttore di “Avvenire” che vedeva tante convergenze con i grillini suggerirà anche lui, come fece il Mons. Fisichella con Berlusconi a suo tempo in analoga fattispecie, che bisogna “contestualizzare”? Questi soggetti non sono in grado di formulare contenuti politici credibili e quando lo fanno sono risibili, malgrado i suggerimenti che all’evidenza non comprendono perché in tutti i loro interventi tecnici ci sono svarioni che denunciano ignoranza ed impreparazione. E poi la legge elettorale è una truffa perché li danneggia: non si discute del merito o si compara con quelle di Francia, Germania e Spagna che non prevedono le preferenze…, no ci danneggia quindi… è scandalosa, come dire se li avvantaggiasse andrebbe bene. Vorremmo sapere chi, sano di mente, può votare per chi ragiona così.
E Berlusconi? Ritorna come la mummia di Tutankamon e per far piacere ai trogloditi che lo votano ci racconta che gli africani sono grandi “scopatori” ma che lui ha insegnato ai libici l’uso dei bidet, perché esistono anche i preliminari erotici! A questo siamo e questo esprime il paese nella vita politica!
Perché san Tommaso scriveva che chi non sa governare sé stesso non può governare neppure gli altri? Perché, come spiega Aristotele nell’Etica Nicomachea, chi non sa governare sé stesso o è intemperante, cioè fa prevalere la parte animale dell’anima su quella razionale, o è imprudente, cioè si lascia trascinare dalle passioni. Tirate voi la conclusione.


giovedì 12 ottobre 2017

L'INFORMAZIONE PUBBLICA E' FAZIOSA?


Carlo Biancheri

Abbiamo assistito ad una intervista di Rainews24 ad Achille Occhetto  ed a Paolo Cirino Pomicino. L’intervista era inframezzata da collegamenti con la “piazza” di Montecitorio, dove impazzavano i giovanotti della setta, e con quella di Barcellona (deserta).
A dire il vero i due personaggi, anziani della politica, si sono espressi con una chiarezza, lucidità e profondità che non è moneta corrente nel dibattito politico attuale: la legge elettorale in discussione in Parlamento non va bene ma è un male minore rispetto al nulla che porterebbe all’ingovernabilità assoluta; la situazione attuale non è assolutamente fascista perché altrimenti gli sprovveduti non potrebbero proferire le dappocaggini che proclamano alle ‘folle’ dei loro adepti; la manifestazione in atto a Montecitorio, per il Pc sarebbe stata considerata un fallimento dato l’esiguo numero dei partecipanti, mentre una cattiva informazione fa sì che si continui a trasmettere per ore la diretta come se si trattasse di un evento rilevante. Così Occhetto. A questo punto il conduttore, che cercava di buttarla in burla, essendo stato in qualche modo oggetto delle critiche, si collega con la nota giornalista Agostini -sulla quale ci siamo intrattenuti in altro post- sempre lì in piazza Montecitorio a “cantare le gesta del pelide” arruffa-popolo di turno della setta e ad annunciare l’imminente arrivo – un vero suspense- del personaggio di grande spessore: il pregiudicato Grillo (con il piede in spalla?). Per tutta risposta alla critica di Occhetto la giornalista, con dolce sorriso, si avventura a dire: ’E già, perché il Pd le piazze le riempie’…, tanto che il conduttore si affretta a proferir qualcosa per assicurare che la tale era neutrale, naturalmente… Sia detto per inciso, chi conosce Roma sa benissimo che la porzione di piazza Montecitorio dove sono ammesse le manifestazioni è ben piccola: conterrà mille persone; si tratta di “piazza”o di cortile di caseggiato? Forse anche noi con famigliari ed amici riusciremmo col passaparola a riempirla… ed è tutto dire.
La questione suggerisce due considerazioni: l’informazione è pilotata e fà credere che un piccolo evento sia invece rilevante; non c’è alcun controllo nel servizio pubblico, né sanzione per informazioni scorrette, così come del resto nella maggior parte dei casi nel nostro paese. Già l’amato Manzoni ci ammoniva che “i colpi cascano sempre all’ingiù”, cioè che volano gli stracci che servono da capri espiatori, ma per gli altri…
Pomicino si domandava, giustamente, il perché di questa crisi profonda delle istituzioni. Sosteneva che i partiti erano pessimi ma che nella storia non vi è nulla di meglio – con buona pace delle teorie fantastiche del click- in quanto centro di mediazione di interessi e, soprattutto, di formazione politica. Nel nostro paese ci sono margherite, alberi, forza qui o forza là, stelle, articoli, ma non c’è una visione del mondo, un orizzonte verso cui operare e, aggiungiamo noi, si gioca sempre di rimessa perché non si sa formulare una proposta complessa e sensata. La classe dirigente d’antan ha avuto grandi responsabilità e difetti ma non è comparabile con quel che ci passa oggi il mercato…


giovedì 5 ottobre 2017

ABUSO DEL NOME DI DEMOCRAZIA

Rosa Elisa Giangoia
   Quello che sta succedendo in Catalogna evidenzia quei rischi insiti nel concetto stesso di democrazia nei cui confronti, fin dalle origini della sua teorizzazione e della pratica nella polis greca, menti accorte e sagge, come quelle di Platone e Aristotele, misero in guardia, privilegiando le capacità di analisi e di decisione di pochi di fronte alla prevaricazione di quanti potessero facilmente farsi trascinatori sfruttando l’incompetenza, l’irrazionalità e l’emotività.
   In Catalogna tutto questo sta avvenendo. Infatti ci troviamo di fronte ad una minoranza del 40% dei votanti che, avendo ottenuto un’adesione del 90% alla separazione dalla Spagna, vuole imporre la propria volontà, facendola passare per una decisione democratica, mentre si tratta dello stravolgimento stesso del concetto di democrazia, in quanto la soggettività di una decisione viene imposta come maggioritaria. Nello stesso tempo si infrange unilateralmente un patto di coesione sociale e politica che si era stretto di comune accordo quando si era unitariamente sottoscritta la costituzione spagnola.
   Un’accettabile decisione di separazione di una regione da uno Stato nazionale potrebbe avvenire solo nel caso in cui in quello Stato si promuovesse un referundum tra tutti i cittadini dello Stato stesso con un alto quorum di partecipanti per la sua validità e in tale votazione i favorevoli alla separazione fossero maggioranza.  E questo dovrebbe essere buon metodo di determinazione per tutti, anche qui da noi in Italia per evitare fughe velleitarie nella prospettiva del prossimo referendum del lombardo-veneto.
   La riflessione deve essere profonda, in quanto si stanno iniziando a mettere in discussione il patto sociale e la coesione nazionale a cui si legano i diritti dell’uomo e la solidarietà. Il pericolo è quello dell’affermarsi di una mentalità che privilegia i diritti e accantona i doveri verso il resto della comunità, incentrandosi in modo marcatamente esclusivo sul singolo e sulla sua sfera soggettiva nell’intreccio di imporre ciascuno le proprie convinzioni in una situazione di prepotenza ammantata di democrazia.

mercoledì 4 ottobre 2017

OLTRE MISURA

Carlo Biancheri


Nel quadro della ben nota lottizzazione del servizio pubblico RAI, il cui canone ci viene addebitato unitamente alla bolletta elettrica, per evitare evasioni, c’è una rete che spicca per avere dei collaboratori “creativi” ed è RAInews 24.
Ci sono giornaliste, sempre perfettamente pettinate che sfoggiano moda e monili, che proferiscono con aria dolce castronerie madornali e fanno sostanzialmente disinformazione, probabilmente senza saperlo, a giudicare dal livello culturale che emerge dal loro eloquio.
Da Barcellona siamo bombardati quotidianamente dall’inviata, una tale che sprizza entusiasmo per il governo indipendentista catalano che raccoglie il consenso del 40% dei residenti, se non andiamo errati… Dopo averci descritto l’eroica resistenza del popolo alla guardia civil, il fiume di folla, compiaciuta, all’evidenza, per la ventilata nascita di una nuova nazioncella (che cosa gliene venga non è ben chiaro, perlomeno a chi scrive…)  annuncia trionfante che il ‘parlamento’ catalano proclamerà l’indipendenza e che la UE – la poveretta ignora che ci sono la Commissione e poi il Consiglio ed il Parlamento e ancora Autorità come la BCE, non irrilevanti nella fattispecie…, ciascuno con i propri poteri- ha già acconsentito a favorire il dialogo (!) tra le parti  anche se  nel rispetto della legge –problema minore, aggiungiamo noi.
Ma cosa ha capito questa? E’ di oggi la dichiarazione del vice presidente della Commissione Timmermans che lo stato di diritto – leggi quello spagnolo…- va rispettato. A chi si riferisce la giornalista, al nuovo stato di diritto, quello del costituendo Stato Catalogna? Detto Stato però, come ha chiarito Juncker, sempre che trovi qualche altro Stato che lo riconosca –sappia la signora che senza il riconoscimento di almeno un altro Stato, nel diritto internazionale uno Stato non esiste, v. il caso della Transnistria, riconosciuta solo dalla Russia- dovrà fare domanda di adesione alla UE come paese terzo e l’adesione è approvata all’unanimità degli Stati membri… E allora? Inoltre, occorre aggiungere  che la Commissione,a norma del Trattato, in mancanza del consenso di Consiglio e Parlamento europei, può fare ben poco…
Mi spiace deludere le smanie della  poverina, ma per il momento c’è la Spagna e basta e per l’indipendenza… probabilmente ci vorranno tempo e quattrini…
Un’altra giornalista della rete è specializzata in questioni parlamentari e non perde occasione per dare la parola al M5S con fare materno, pur essendo stata contestata dalla loro “bassa forza”,diciamo così… Oggi abbiamo appreso da una deputata ‘intellettuale’ di quel gruppo che  con la nota del governo al Def non ci sarà nessun investimento, ma il documento servirà solo a non far scattare le clausole di salvaguardia-  imposte dalla UE, leggi per evitare l’ aumento dell’IVA- e volute dal Governo Renzi!! Questa è una menzogna che la parlamentare con sfacciataggine ed improntitudine  ha propalato in tv certa che gli spettatori, composti dal parco buoi…, non avrebbero capito. Per sua scienza sappiano la grillina e la gentile intervistatrice (…) che le clausole di salvaguardia sono antiche e rimontano  al 2011 ai tempi del governo del Cavaliere che ha così ben operato e del famigerato governo Monti, se non andiamo errati, e  si trascinano nel tempo perché la UE si fida poco – giustamente - degli impegni assunti dall’Italia: è sufficiente assistere a  certe trasmissioni televisive per esser diffidenti!
La morale qual è?

Che il servizio pubblico, forzosamente finanziato da noi, non ha controlli e che un giornalista può dire qualsiasi sciocchezza che gli passi per la testa o fornire informazioni parziali e fuorvianti,orientando l’opinione pubblica. Esiste pure una Commissione parlamentare di controllo presieduta dal Fico, notoriamente  dégagé… evidentemente del tutto inefficace.

domenica 1 ottobre 2017

LA COMICA FINALE



Carlo Biancheri

Ci tocca tornare sui ragazzotti e ‘segnorine’ che vogliono bruciare le tappe e fare i governatori del paese come nei videogiochi o più semplicemente come nel film, che probabilmente non hanno visto, Il grande dittatore di Chaplin.
L’occasione  sono le ultime esternazioni della giovine avvocata Raggi che esulta per il  fatto che venga archiviata l’accusa contro di lei per abuso di ufficio, a fronte di un comportamento qualificato comunque come ‘illegittimo’ dalla Procura di Roma, mentre si compiace di esser  rinviata a giudizio, soltanto (…), per falso in atto pubblico che comporta una pena di reclusione superiore  di due anni rispetto a quella per abuso d’ufficio…: se la logica ha un senso…
Si duole la Raggi della mancanza di indipendenza, a suo dire, dell’Oreb, l’organo di revisione contabile del Comune di Roma, e con lei l’assessore paracadutato da Livorno con qualche rinvio a giudizio sulle spalle e che ha risolto brillantemente il problema dei trasporti locali, facendo pagare il conto ai livornesi. L’indipendenza i membri dell’Oreb la hanno persa in fretta perché la Raggi, allora all’opposizione, li lodava per contrastare il sindaco Marino: delle due l’una , o ci è o ci fà, come si dice a Roma.
Incolpa il governo ora che non può più incolpare i predecessori perché il tempo trascorso comincia ad essere troppo per il degrado di Roma: vuole incontrare i ministri da un anno, dichiara, perché risolvano tutti i suoi problemi: le buche nelle strade, la sporcizia dovunque, le case popolari, le periferie degradate, la viabilità, gli stupri dove occorrono leggi speciali, a suo dire…, la manutenzione del verde, i cimiteri, i municipi che non funzionano, la decadenza della vita culturale e via discorrendo… Se il governo non la incontra ne scapiteranno i romani, aggiunge in tono minaccioso. Ma… non aveva sostenuto che con lei cambiava il vento? Che c’era una palingenesi?
È questo il vento?
A livello nazionale l’incoronato Di Maio svela il suo vero volto e minaccia i sindacati: se non si autoriformano ci penseremo noi quando saremo al governo, dando il tutto per cotto e mangiato… L’approccio  è autoritario come quello del Ventennio di cui portiamo ancora le ferite. Non sapendo niente di niente gioca sull’immagine, sulle dichiarazioni, ingannando gli analfabeti o i faziosi che lo votano. Ricorda la donna sindaco di Barcellona che, a fronte di un Referendum che è fuori dal quadro costituzionale della Spagna, perché pretende di costituire una nuova nazione, denuncia un’aggressione da parte del governo spagnolo. Aoh! Svegliati! Qual è il patto sociale della Spagna? Se vuoi distruggere la Costituzione spagnola devi anche sentire cosa ne pensano quelli con cui hai convissuto oppure soffri un’occupazione straniera? È sempre la solita storia: tutti i vantaggi senza pagare dazio.
I misfatti dei 5S richiedono però una riflessione sui motivi per cui siamo giunti a questo segno.
La premessa è che i partiti si sono distaccati da un pezzo dai territori e dalla gente e hanno subito gli avvenimenti senza formulare proposte adeguate se non un’Europa politica che non può nascere dall’alto ma dai comportamenti convergenti:ancora una volta l’approccio illuministico è sbagliato; questo ha avvantaggiato le compagnie di giro, per dirla in gergo teatrale, specie quella del pregiudicato, comico in disarmo.
Si è cominciato con l’idea fasulla che, giacché siamo tutti uguali, uno vale uno…, basti un click per decidere se stare o meno nell’Euro, se cambiare la Costituzione, se uccidere tutti i corrotti… Naturalmente un click ‘gestito’, per così dire… e questa idea è maturata nella mente del guru, già del gruppo Olivetti, poi dedito agli studi sui pianeti di cui si occupa la setta di Scientology. Mai che sia passato per la mente che certe scelte hanno una complessità paragonabile alla cura della leucemia sulla quale noi, personalmente, non oseremmo proferire verbo, e che non sono suscettibili di click; la mala genesi della Brexit dovrebbe insegnare qualcosa…, evidentemente non a loro.
Dietro a lui si è inserito il comico che voleva passare alla Storia, stanco dei suoi siparietti dove andavano ormai in pochi, e felice di esser riconosciuto ‘garante’ (di che?), padre nobile...
Poi i sinistri duri e puri entusiasti degli innovatori che avrebbero distrutto il sistema –leggi: la vita quotidiana di ciascuno di noi- non paghi della lezione della Storia sulle dittature del proletariato che non hanno realizzato alcuna società felice ma gulag. Loro, per la verità, paiono ben pasciuti e per nulla afflitti da problemi siffatti, anche considerato che esiste una distanza siderale tra le parole e le cose…
Poi il ciclostile di partito come il “Fatto quotidiano” e  i giornalisti/e entusiasti della novità che non hanno cessato di intervistare ragazzini che non avevano nulla da dire, salvo gli insulti, ma che costituivano comunque il nuovo come se la Storia consistesse nella novità purchessia: anche Mussolini era nuovo…
Le leggi, il quadro istituzionale non sono significativi per loro: è di oggi l’intimazione del consigliere pentastellato di liberare subito Andrea, uno degli anarchici fermati  in relazione ai disordini di Torino per il G7 sul lavoro.
La democrazia per funzionare suppone molta prudenza e maturità e non può esser affidata a chi sia privo di equilibrio.
Lo abbiamo ricordato: Marx sosteneva,  a proposito di Napoleone III, che ogni tragedia finisce in farsa; non vorremmo che, da noi, la farsa attuale finisse in tragedia per  cittadini ignavi o intemperanti.