sabato 9 febbraio 2019

ALLA SCUOLA DEI SOMARI: LA NOMINA DI SAVONA ALLA CONSOB

La nomina di Paolo Savona alla CONSOB è così scandalosa da diventare inquietante, fa supporre il retroterra di una rete di trame segrete... che ha impigliato anche Mattarella.

Giovanni Pellegrini


Il fatto che Savona sia stato nominato presidente della CONSOB indica che i giallo-verdi non hanno nessuno che ci capisca qualcosa in campo dell'economia e della finanza e così hanno preso il faccendiere buono per tutte le occasioni.

Gianmario Corte 



Il governo italiano, che in soli otto mesi ha profondamente danneggiato il paese, ingannando  chi è privo di conoscenze per giudicare in modo informato, ha scelto, da ultimo, l’ottantaduenne Paolo Savona come Presidente della Consob. La procedura è complessa perché Savona dovrà essere audito dalle Commissioni parlamentari – in passato il governo ha dovuto ritirare alcune nomine, come nel caso di Sammarco, perché bocciato dalle Commissioni stesse- e poi dopo le verifiche della Corte dei Conti dovrà esser nominato con decreto del Presidente della Repubblica.
L’anziano presidente designato è un macroeconomista con teorie bizzarre che, per quanto  coinvolto nel Board di un fondo di investimento, non si sa quanta dimestichezza abbia con i mercati borsistici che rientrano nella microeconomia, settore affatto diverso dal suo. Si tratta, altresì, nel caso della Consob, di un organo con rilevanti competenze giuridiche in quanto profondamente coinvolto nell’ambito del diritto societario per ciò che attiene alle società quotate o alle società che fanno ricorso al pubblico risparmio. Ci sono poi i principi di bilancio, quelli di revisione contabile, vigilanza sulle società di revisione, gli abusi di mercato, le OPA e in generale la trasparenza dell’informazione e la correttezza del comportamento degli intermediari nel quadro della protezione della parte debole e cioè i risparmiatori.
Siccome siamo nella UE – fino a quando?- la vigilanza è stellare a motivo della internazionalizzazione dei mercati (v. libertà dei movimenti di capitale, una delle libertà dei Trattati europei) e,  anche in ambito extra UE, sussistono accordi di cooperazione ed organizzazioni volte a ridurre i gap regolamentari da paese a paese. Il prof. Savona dovrà quindi viaggiare parecchio se vuol fare gli interessi dell’Italia in modo effettivo e non cialtronesco come fà l’attuale governo.
I suoi interlocutori avranno mediamente quarant’anni di meno dei suoi e, quindi, l’approccio, il contatto non sarà immediato. Qualcuno potrà sostituirlo ma il peso e l’impatto della presenza di un Presidente nelle riunioni internazionali non è il medesimo nel caso di un sostituto.
La Consob fà parte della IOCO, la International Organization of Securities Commissions che raggruppa gli organi di vigilanza dei mercati borsistici del mondo. Questa Organizzazione ha elaborato, su impulso dell’allora Presidente della Consob, Padoa Schioppa, dei principi internazionali che, come per quelli del Comitato  di Basilea per il settore bancario, costituiscono il Benchmark per le valutazioni che effettua il FMI quando periodicamente valuta i diversi paesi ed il loro grado di affidabilità. Il Salvini, che è un esperto di settore, come noto…, ha dichiarato che si sbagliano sempre ma i mercati continuano a credere più al Fondo che alle sue valutazioni.
I principi della IOSCO trattano subito delle caratteristiche su come debba essere il Regulator cioè l’ente che stabilisce le norme e su cui vigila e l’attenzione cade sui punti 2 ed 8.
2:The Regulator should be operationally independent and accountable on the exercise of its functions and powers;
La Metodologia relativa a questo principio  stabilisce che  il Regulator should be operationally independent from external political  and commercial interference. Without such independence investors and other market’s participants may come to doubt the Regulator’s objectivity and fairness with deleterious effect on the market’s integrity.
In altri termini, il Regolatore deve essere indipendente e deve render conto del suo operato. Non può essere soggetto  ad interferenze politiche o commerciali in quanto senza tale indipendenza gli investitori ed i partecipanti al mercato possono dubitare della obiettività e della correttezza del Regolatore con effetti deleteri sulla integrità del mercato stesso.
Savona è caratterizzato da una forte polemica politica portata avanti da  soggetti che considerano gli avversari dei nemici da abbattere. Sarà indipendente? A giudicare dagli attacchi che vengono in questi giorni contro Banca d’Italia e la proposta di azzerare i Commissari della Consob, il dubbio non è peregrino: si tratta di un approccio selvaggio come tutto quel che fà questo Governo.
8: The Regulator should seek to ensure that conflicts of interest… are avoided, eliminated, disclosed or otherwise managed.
Key questions nella Metodologia:
Does the Regulator have in place a process designed to identify and evaluate potential and actual conflict of interest regarding regulated entities?
Il prof. Savona era in una entità vigilata dalla Consob (non nel Board di società quotate?): sarà molto interessante vedere come si districherà allorché questi soggetti saranno, come avviene periodicamente, all’esame del Collegio dei Commissari Consob.
I principi IOSCO sono riconosciuti anche in sede europea e sono citati in alcune direttive.
Per i motivi sopraesposti certamente l’ingresso di Savona in sede internazionale  non sarà considerato senza riserve e non farà il bene dell’Italia.

Carlo Biancheri




martedì 5 febbraio 2019

UN GOVERNO MADURISTA

Carlo Biancheri

L’Italia ha bloccato ripetutamente una risoluzione approvata da tutti gli altri Stati membri della UE sulla situazione venezuelana per non danneggiare il compagno Maduro che ringrazia Roma insieme al compagno Putin, a Erdogan, il democratico turco, e agli ayatollah di Teheran. Uno schieramento inedito che non si era mai verificato. Ormai la politica estera è condotta dal Dibba, il Che Guevara all’amatriciana, da un tal Di Stefano, sottosegretario agli Esteri, famoso per le castronerie espresse in ambito internazionale. L’isolamento del paese è visibile e la Spagna con Sanchez che, seguendo la tradizione (da Aznàr in poi) della politica spagnola di scalzare il peso di Roma nella UE, propone che se non si riesce ad approvare un documento di politica estera all’unanimità lo firmino tutti gli altri, rendendo visibile la solitudine italiana, in pratica fuori dalla UE. I belati di Mattarella lasciano il tempo che trovano: non ha fermato un governo di spregiudicati, non votato dagli italiani, e, adesso, queste sono le conseguenze. Lo fanno, dicono loro, per evitare la guerra civile: certamente! Avrebbero fatto lo stesso con Hitler o con Stalin? Salvini si agita tanto, ma non ha affatto impedito che il passacarte Moavero votasse contro ogni critica a Maduro al tavolo europeo: qualche connection col tovarich Putin? Oppure una virata in vista del viaggio negli USA? Sembra una costante la sua: è capacissimo a fare un quarantotto, ma non è mai conseguente, perché segue i 5S. Vedremo sulla TAV e, tuttavia, la sceneggiata -la parte in commedia è sempre la stessa ed è venuta a noia…- non sortisce effetti apprezzabili. 
Il Toninelli si permette di dire ‘chi se frega di andare a Lione’, perché nella sua povera testa il mondo finisce, evidentemente, a Cremona. Provocatore come il ragazzetto di cui abbiamo perso il conto delle frottole che ci propina, oltre alle sciocchezze che dice non ha capito cosa sia il diritto europeo per cui se la Commissione chiede indietro i soldi se li prende dal nostro contributo o dai fondi che ci sospende, non c’entra affatto la sovranità, Toninelli, abbiamo già rinunciato a parte della sovranità in forza dei Trattati europei: impara qualcosa! Non sa neppure che le sentenze della Corte di Giustizia europea sono applicabili nel diritto interno per cui in caso di condanna del paese… ma sono problemi che non lo sfiorano perché ricopre un ruolo troppo complesso per la sua preparazione.
La commedia delle liti – ricordano i ladri di Pisa: di giorno fanno finta di litigare e di notte vanno a rubare assieme…- non dura tanto perché  quel che unisce i disgraziati che hanno portato l’Italia in recessione e che hanno firmato cambiali stratosferiche con le clausole di salvaguardia (ventitré miliardi a fine 2019 e poi altrettanti l’anno dopo, altrimenti aumenta l’IVA…), che hanno scoraggiato la ricerca del lavoro col reddito di cittadinanza, superiore al salario, che hanno reso il sistema pensionistico, finanziato dai tagli ai pensionati, insostenibile, specie per un paese che invecchia e decresce, che hanno scoraggiato gli investimenti, nazionali ed esteri, perché hanno messo in forse la certezza del diritto con leggi arbitrarie e retroattive, senza un disegno coerente, che intendono distruggere la democrazia rappresentativa con le leggi di iniziativa popolare, che vogliono centralizzare le decisioni indebolendo lo Stato di diritto e favorendo, con l’autonomia, la secessione delle regioni ricche del Nord a scapito di quelle povere del Sud! Un capolavoro, no?
E noi dovremmo partecipare alla festa?
O presepe nun me piace, recitava il grande Eduardo: ma erano altri tempi.




venerdì 1 febbraio 2019

SIAMO IN RECESSIONE: E' COLPA DI NERONE

Carlo Biancheri

Vi ricordate del ragazzetto di Pomigliano d’Arco, facente funzione di vice-Presidente del Consiglio pro-tempore del governo del Vis-Conte dimezzato’?
Ma sì, l’autore del condono edilizio tombale di Ischia, mascherato dietro al crollo del ponte Morandi, assurto alle cronache non per burrascose vicende domestiche, con il padre costretto a chieder scusa mediaticamente per certe malefatte, ma per asserite competenze economiche in quanto aveva irriso le previsioni ottimistiche di Banca d’Italia che aveva fissato la crescita del Pil italiano per il 2019 allo 0,6% e non all’1% come pretendeva il governo: si sbagliano sempre, aveva sentenziato.
E’ amico del Vis-Conte dimezzato da san Giovanni Rotondo che non è preoccupato per la recessione tecnica, sancita dall’ISTAT dopo due trimestri consecutivi con segno negativo, in quanto nella seconda parte dell’anno ci sarà il boom dell’economia: basta la parola, la sua…! E’ un famoso giurista e mediatore internazionale; infatti il paese gode di molte amicizie al di là delle Alpi che debbono rimanere invalicabili: i 47 migranti in ostaggio sulla Sea Watch saranno accolti da paesi di prima grandezza nella UE e cioè la Lituania, Malta, la Romania e il Portogallo… e ciò la dice lunga sul credito internazionale che gode il governo del cambiamento (in peggio).
Sempre il ragazzetto che, oltre ad essere economista provetto, è anche ardito nelle sue teorie, ha sentenziato che la recessione tecnica dimostra che il governo precedente aveva mentito a sostenere che eravamo fuori dalla crisi; come dire, la colpa, se le cose non vanno, è sempre degli altri, financo Nerone!
Il fatto che lo spread continui ad essere quasi il doppio di quello del governo precedente e che gli investimenti siano drammaticamente diminuiti, perché non c’è fiducia in un governo di  piazzisti che non sanno neppure da che parte incominciare a governare, con tre o quattro linee di politica estera, non rileva.Neppure rileva che l’Italia sia il solo paese in recessione nella UE. Intanto, sulla dittatura di Maduro, in Parlamento europeo, i compagni della setta 5S  (ma anche la Lega… che pure dichiara di sostenere il presidente del Parlamento venezuelano…), insieme alla quinta colonna dei deputati del Pd che si rifanno a Zingaretti – così abbiamo capito dove si andrà a parare…- si sono astenuti sulla proposta di  riconoscere  Guaidò, che ha dato prova di coraggio e si è fatto da sé, essendo il padre un tassista. Quella venezuelana è una feroce dittatura che ha distrutto un paese, potenzialmente ricco, e loro si astengono dal combatterla, emuli di Quisling che collaborò in Norvegia con Hitler… En vertu de leur bons principes dicono i francesi, da loro odiati senza motivo se non quello di dover trovare a tutti i costi un avversario per distogliere l’attenzione dai disastri del loro operare in Italia. Sulle opere pubbliche abbiamo già detto, ma soprattutto il pericolo è l’ideologia estremista che ha già ‘normalizzato’ il servizio di informazione pubblica, pagato da noi e che ricorda ormai l’EIAR fascista, quella ideologia che porterà alle leggi di iniziativa popolare con quorum basso e che di fatto saranno in concorrenza con quelle del Parlamento: una democrazia semplificata, come la voleva Rousseau, finito pazzo, assolutamente manipolabile in quanto plebiscitaria: Duce,conduci!
A proposito di Duce non è che il barone di Munchausen, che cambia divisa ad ogni circostanza, ha tratto ispirazione dai fatti di quella località sul lago di Como con il Duce che scappa, nascosto e mascherato? Non aveva annunciato a tutti che voleva farsi processare e che i sostenitori dovevano prepararsi a portargli le arance? No, contrordine camerati: non deve esser processato perché lo ha fatto per noi, per difendere i sacri confini, tenendo in sofferenza tanti inermi. Non essendo colto, non sembra aver letto Il deserto dei Tartari e, quindi, ignora che l’attesa dell’invasione delle orde dei barbari è quella di un fantasma... Appunto, gli imbonitori degli allocchi che sono disgraziatamente in maggioranza in questo paese, corrono dietro ai fantasmi invece di rimboccarsi le maniche e creare condizioni favorevoli all’economia e sostenere riforme serie di cui abbiamo bisogno. Solo chiacchiera… che presto dovremo pagare tutti perché i conti non tornano.

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mercoledì 23 gennaio 2019

UNA LETTERA

Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo, anche perché il modo ricorda il periodo tremendo per l'Italia che è stato quello fascista. Nella fattispecie la "setta", che incita i paesi del gruppo CFA a ribellarsi alla Francia, tace e quindi acconsente.

"Salve. Mi trovo in una situazione incredibile. Lavoro nel Comune di Castelnuovo di Porto, dove c'è il secondo centro rifugiati più grande d'Italia. Martedì 22.01.2019 il Ministero dell'Interno manderà l'esercito (?) a sgomberare il centro rifugiati che si trova nel Comune dove lavoro. Verranno portate via 320 persone. Sono stati divisi per uomini, donne e bambini... mi ricorda qualcosa... Nessuno sa che fine faranno, né sindaco né Comune, né i rifugiati stessi. Non hanno voluto dircelo. Non c'è stata nessuna comunicazione. Il tutto è stato organizzato in 24 h. Sappiamo solo che i ragazzi verranno dislocati in altre Regioni, ma non sappiamo dove li ricollocheranno, in quale città, in che tipo di struttura... I migranti sono stati avvisati solo oggi che domani mattina alle 09:00 verranno portati via, dopo anni di integrazione, e dovranno lasciare i loro alloggi. Molti non hanno nemmeno la valigia.Qui erano stati fatti progetti di integrazione che avevano funzionato benissimo. I bambini dovranno interrompere gli studi (c'è chi era arrivato alle seconda media). Chi aveva trovato lavoro dovrà lasciarlo. Ci sono donne che sono state vittime di ogni sorta di abuso e di Violenza e molte hanno un bimbo con sé. Chi verrà portato via perderà il diritto di difendersi perché l' avvocato è di nomina regionale e cambiando Regione...Verranno sul tg24 e Rai tre in mattinata. Domani sarà l'unico giorno in cui i riflettori saranno accesi anche su chi non è d'accordo. Stiamo organizzando una marcia silenziosa che partirà alle 17:00 dalla Chiesa di Santa Lucia, Via Tiberina Km 14 (sul navigatore si può mettere piazzale Santa Lucia). La marcia silenziosa non ha nessun colore politico, NESSUNO. Parteciperà il parroco. Il vescovo è già venuto qui a passare il Natale. Per capirci questo centro è quello dove il Papa si è recato a fare la lavanda dei piedi a Pasqua di qualche anno fa. Vi sarei grata se qualcuno partecipasse e volesse coinvolgere altri perché sarà l'unica volta in cui avremo l'occasione di comunicare il profondo dolore nel vedere esseri umani trattati come bestie. Ribadisco la marcia sarà silenziosa e senza nessun simbolo distintivo di appartenenza a qualche gruppo".

Linda Bussotti
Impiegata del Comune di Castelnuovo di Porto (Roma)

lunedì 21 gennaio 2019

I PROVOCATORI DELLA SETTA DIMOSTRANO TUTTA LA LORO IGNORANZA

Carlo Biancheri

Robespierre alla pummarola e Che Guevara all’amatriciana hanno scoperto il franco CFA e colgono l’occasione per insultare la Francia che  dalla creazione della Comunità europea, poi divenuta, in forza dei Trattati europei, l’ Unione, è stata l’alleato più forte dell’Italia tanto che si parlava del Club Med che serviva a controbilanciare la forza inflessibile dei tedeschi che, con il loro ordine interno, rappresentavano circa il 40% del PIL europeo. L’Italia (la Spagna non c’era ancora) era determinante negli equilibri ed avendo noi un codice civile che risale a Napoleone, pur essendo stati influenzati dalla dottrina tedesca all’inizio del secolo scorso, specie nel diritto amministrativo, avevamo per forza una grande comunanza di opinioni con i francesi ai tavoli comunitari: il sistema era omogeneo. E fin qui anche uno sciocco arriva a capirlo…
Per attaccare Macron e non sfigurare di fronte all’alleato della fascista Le Pen, cioè l’ex comunista padano, il Salvini, i due uomini di pensiero non hanno trovato nulla di meglio che spiegare i flussi migratori con la politica monetaria adottata dai paesi che aderiscono al franco CFA che sarebbe dettata dai francesi. Non ci attarderemo a descrivere in che consiste l’accordo che non è vincolante, nel senso che i  quattordici paesi africani che vi aderiscono possono uscirne quando vogliono -se mai lo volessero…-. All’evidenza i due giovanotti non hanno mai messo piede in un paese sub-Sahariano, né parlato  con un membro del governo (in che lingua poi?) locale.
Chi scrive, per dieci anni ha viaggiato in tutti i paesi dell’Africa, per ragioni di lavoro, e sa benissimo che nella grandissima maggioranza dei casi, specie per quelli dell’area francofona, ma anche in quelli anglofoni (membri del Commonwealth con quel che ne deriva…), detti paesi, con l’eccezione del Sud Africa e pochi altri, non hanno una legislazione organica autonoma: per tutti valga il caso del Gabon, paese esportatore di petrolio. Nella Costituzione gabonese c’è scritto che, ove la legge gabonese non  disponga, si applica la legge francese! Lo stesso vale per gli altri che magari la legge francese la copiano e poi la chiamano senegalese, del Benin, del Burkina Fasò ecc., ecc.
Questi paesi non sono ancora in grado di avere una legislazione nazionale complessa; persino noi facciamo una fatica incredibile ad adeguarci alla normativa europea e non siamo in grado di utilizzarne i fondi, semplicemente perché non siamo capaci a predisporre  progetti corrispondenti a quelli richiesti… Immaginiamoci un paese sub-sahariano… I loro economisti hanno studiato nei paesi francofoni alla Sorbona e, tuttavia, l’Amministrazione nel suo complesso non è in grado di gestire una politica monetaria che porterebbe il paese al fallimento nel giro di due giorni, a causa degli attacchi della speculazione. Da qui lo scudo del franco CFA che ha le sue regole e di cui la Francia approfitta in parte, perché non è del tutto disinteressata, ma che assicura la stabilità economica della regione e permette il commercio internazionale.
I due ragazzi ignorano - o fanno finta di ignorarlo - che molti dei migranti in Italia vengono da paesi come la Nigeria o l’Eritrea  o da paesi  arabi che con il franco CFA non hanno nulla a che vedere.
E allora?
Allora sembra che questi allegri ‘creativi’ giovanotti lavorino per far affondare il paese e buttare tutto in caciara ,come si dice a Roma,specie adesso che l’intreccio si infittisce in quanto entriamo in recessione e le loro cambiali vanno all’incasso.