martedì 17 settembre 2019

IL NUOVO GOVERNO

E così ora tacete; ammutoliti, imbavagliati, non sapete più cosa scrivere perché non potete più criticare, dir male di chi sta al governo. Dovete accettare anche la Raggi di cui avete detto tutto il male possibile, ora ve la dovete tenere; anzi dovete sostenerla qualunque cosa faccia; ormai è "roba vostra"!

Mario Bortolotti




Carlo Biancheri


Non abbiamo perso l’uso della favella dinanzi ad una scelta che ci è parsa, nel frangente storico, la più prudente. E la prudenza per san Tommaso d’Aquino, il Doctor comunis, che il neofita ex ministro leghista Fontana ha voluto citare in Parlamento, a sproposito naturalmente, circa la natura del male e la sua consistenza ontologica, è la scelta adeguata dei mezzi rispetto al fine che ci si prefigge di ottenere. In questo caso, era quello di evitare che un esagitato, su cui pendono indagini pesanti, a cui si  chiede conto di quarantanove milioni di soldi pubblici spariti nel nulla, che ha avuto paura del processo per abuso d’ufficio ecc., potesse decidere il futuro presidente della Repubblica, i giudici costituzionali, tutte le nomine in scadenza nelle aziende pubbliche che rappresentano una fetta ancora rilevante dell’economia del paese e continuasse a far danni all’economia, promettendo abolizione delle tasse e maggior debito: pane per tutti a buon mercato avrebbe scritto il Manzoni, riecheggiando i tumulti di Milano. Del resto, chi non sa governare sé stesso non può governare neppure gli altri afferma sempre san Tommaso ed ha ragione da vendere…
Da quando il governo si è insediato lo spread si è dimezzato: cosa hanno risposto il Salvini e il branco, nonché la ruota di scorta piccola, piccola in tutti i sensi, della Meloni? Vedete? Il complotto dei banchieri contro un governo voluto dal popolo col quale hanno il filo diretto. Ancora una volta hanno perso l’occasione per tacere e non gridare parole al vento come un ululato. I due e i loro consiglieri da strapazzo ignorano che è impossibile manipolare il mercato secondario dei titoli di Stato italiani senza farsi male: a parte il fatto che si tratta di mercato vigilato e regolamentato, i volumi sono tali che nessun intermediario, operando anche di concerto, si azzarderebbe a prendere posizioni per condizionare lo spread ed anche i prezzi. Nel solo mese di luglio di quest’anno le transazioni, senza contare quelle over the counter (OTC), sono state pari a 25 miliardi di Euro (!) con oltre 500.000 transazioni… Se i due sono capaci a manipolare, per piacere ce lo spieghino! Il fatto è che non vogliono riconoscere o semplicemente ignorano che i mercati finanziari si basano sull’aspettativa e la fiducia e, in questo caso, hanno una fiducia ben diversa in un governo che non vuole smantellare l’Europa per indicazione di Putin, uscire dall’Euro, confliggere con i nostri partner naturali, contestare le regole comunitarie liberamente sottoscritte; non avendo studiato né lavorato, parlano sempre per sentito dire.
Il popolo ‘tradito’- da Salvini, perché il governo è caduto per causa sua…- è lo stesso che a Pontida è riuscito a menar le mani contro un giornalista e a chiamare Gad Lerner ‘ebreo’ (Gesù Cristo che citano spesso di che nazionalità era?). Questo popolo – ce lo ha detto in televisione un tizio da spiaggia con un bracciale di palline colorate – è andato a messa prima della manifestazione di Pontida, perché loro sono cattolici, messe celebrate evidentemente da preti che ricordano quelli bavaresi filonazisti nel periodo hitleriano, nell’ignavia dei vescovi da cui dipendono. E già perché il capitan Fracassa non ha esibito questa volta le croci – ne aveva due ha detto…- che diventano però corpi contundenti quando si rivolge alla ‘zingaraccia’ o alla ‘zecca tedesca’, espressioni che non abbiamo mai sentito dire ai santi che sono i modelli per i cristiani cattolici.
E già: italiani brava gente… Non ci pare proprio che lo siano, se pensiamo al comportamento di Graziani in Etiopia con la strage di Debre Libanos ed il massacro dei copti, all’omicidio Matteotti, ai fratelli Rosselli, alle leggi razziali e alle perversioni della Repubblica di Salò, ma anche ai tanti omicidi passati sotto silenzio ad opera di certi partigiani stalinisti dopo la liberazione.
Italiani individualisti se, a legger Guicciardini (cinquecento anni fa…), si trova che si ‘occupano solo del particulare’, cioè dei fatti loro, non del bene di tutti, non della giustizia commutativa -a tutti lo stesso- o di quella distributiva – a ciascuno secondo quel che gli spetta-; gente che si arrangia per aggirare leggi, molte volte, peraltro, inique, per eludere i controlli e dove l’astuzia viene scambiata per intelligenza. Non c’è solo una ragione sociale per il male, come ci hanno predicato per oltre cento anni intellettuali marxisti, c’è anche una scelta del tipo: chi se ne frega degli altri che mette in discussione il vivere sociale.
Al Nord Europa considerano i popoli latini degli anarchici… e le vicende di questo povero paese lo confermano.
Abbiamo scritto che siamo nell’era delle conseguenze. Cattivi governi hanno portato all’esplosione del debito pubblico che ingessa il paese; la pubblica amministrazione, centrale e periferica, troppo spesso è un potentato che applica con soggettività norme  astruse; la cultura è in condizioni lamentevoli giacché il 56% degli studenti delle superiori non è in grado di interpretare un testo italiano complesso; le periferie sono quasi abbandonate in certe aree; mancano controlli seri; la giustizia è inadeguata e troppo lenta; l’evasione fiscale è  elevatissima e la imposizione fiscale è troppo alta; la spesa pubblica equivale spesso a spendere soldi buttandoli dalla finestra; il sistema sanitario non tutela i più deboli; la malavita organizzata è molto potente e così via.
Questo governo farà un gran servizio se svolgerà l’ordinaria amministrazione senza provocare danni ulteriori: bisogna contentarsi. È anche qualificato per parlare in Europa in modo civile e non da trogloditi o da provocatori e questo può determinare maggior cooperazione da parte degli altri, specie per quanto riguarda i flussi migratori e le questioni economiche.
Noi crediamo, però, che per cambiare ci vorrà tempo e non si otterrà molto se non si creerà un grande movimento di persone disposte a ravvivare l’umano, come negli anni cinquanta. Un grande male del paese, secondo noi, è la solitudine, che sussiste anche negli eventi collettivi. Mancano anche ideali e contenuti forti che sono le premesse per vivere, per costruire la pace, la tranquillità dell’ordine, cioè la giustizia per ciascuno, la solidarietà, la vita secondo una dimensione umana e non animalesca: in una parola, la speranza.








lunedì 2 settembre 2019

CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA


Carlo Biancheri

Salvini e i sovranisti suoi sodali farebbero bene –non facessero…, come dicono loro: è un errore da semi-analfabeti…- a riflettere sul profeta Osea che parla, appunto, di vento e di tempesta.
Hanno cominciato con un giro di valzer e cioè rompendo le alleanze, con le quali avevano raccolto i voti, e formando un governo con gli avversari; esattamente lo schema che definiscono adesso truffaldino e cioè l’inedito accordo -per necessità- della setta 5S e del Pd. Ma, si sa, hanno il filo diretto con il popolo di cui interpretano la volontà: lo stesso argomentare di Hitler, Mussolini, Stalin, Ceaucescu, Pol Pot, Mao, Castro, Guevara, tutta gente che ‘sapeva’ cosa chiedesse il popolo, specie se ignorante, quello stesso popolo sacrificato a milioni dalle follie hitleriane, dalle guerre stupide, come le nostre, dagli ‘inconvenienti della Storia’ che si frapponevano alla realizzazione di quel che loro intendevano per ‘volere del popolo’, come la colonizzazione delle terre vergini di Stalin, la lunga marcia  o la rivoluzione dei libretti rossi di Mao, gli stermini di Pol Pot. Non dimenticherò  la paura degli africani, negli anni Settanta, degli Stati dell’Africa Centrale nei confronti dei cubani, neri come loro e quindi non distinguibili, mandati lì da Castro allo scopo di prendere dalle famiglie  bambini di cinque o sei anni per essere educati a Cuba: tornavano a vent’anni, radicalizzati, perfetti quadri di partito e spietati; generavano dittatori maoisti alla Marien Ngouabi nella Repubblica Centrafricana, per esempio.
Ora che la campagna elettorale del cubista del Papeete, crudele con dei poveretti e inetto nei rimpatri di tunisini o algerini (…), si è attenuata, emerge con tutta chiarezza il disastro di questi quattordici mesi di governo gialloverde.
Il paese cresceva quando lo presero e adesso la crescita è  pari zero, i conti pubblici sono peggiorati, nonostante le rassicurazioni di Tria; il debito pubblico, in valore assoluto, è aumentato, gli investimenti sono diminuiti drasticamente, specie quelli esteri, il servizio del debito ci è costato molto di più per via dello spread con i titoli tedeschi, con conseguenze a catena sui tassi dei mutui alle famiglie e sulla capitalizzazione delle banche per via dei requisiti di capitale, la sfiducia è diffusa e i soldi, invece di circolare, restano nei conti correnti come liquidità. Le opere pubbliche avanzano a fatica inenarrabile con le Commissioni ad hoc (…) sui costi benefici, i fondi comunitari non vengono utilizzati interamente, soprattutto per l’incapacità delle amministrazioni di formulare progetti adeguati – siamo in ritardo rispetto ai francesi di trent’anni: avevano lo stesso problema e lo risolsero con la Caisse des depots et consignations la nostra Cassa depositi e prestiti…-. I provvedimenti adottati sono stati degli spot pubblicitari: che si tratti di quota 100 –solo il 37% è stato rimpiazzato con giovani e quindi il provvedimento ha fallito lo scopo- o del reddito di cittadinanza, che doveva esser formulato in ben altro modo,  del decreto c.d. ‘dignità’ o lo ‘spazzacorrotti’ oppure il diktat: prescrizione mai! La Giustizia non è migliorata: ci vogliono anni, troppi anni per avere una sentenza definitiva, la scuola è il solito caos, mentre non c’è alcuna politica seria per l’impiego dei giovani e la tutela delle famiglie. La Pubblica Amministrazione, costretta ad applicare leggi improvvide e regolamenti borbonici, peggiora nell’efficienza e, poi, sanità…, trasporti…  assenza di controlli pubblici efficaci, evasione fiscale, malavita organizzata potente,assenza di una politica seria per l’immigrazione.
Abbiamo dovuto sprecare non poche energie a contrastare le idiozie relative all’uscita dall’Euro di soggetti vicini al Salvini. Su tutto campeggiano, però, i rapporti con la fascista Le Pen o col russo Putin che restano una pagina nerissima, perché quel che è emerso è solo la punta di un iceberg, cioè un non detto che non conosciamo, ma possiamo intuire, e  che ha spostato le alleanze tradizionali del paese, in conflitto con l’Europa di cui siamo Stato membro fondatore, insieme ad altri. Forse il governo doveva essere la testa d’ariete per creare lo scompiglio in Europa, cominciando a rovesciare il tavolo delle regole, liberamente sottoscritte? Chi era il mandante? Peccato che l’esecutore fosse un incapace, in quanto la qualità degli studi al bar Sport non ha aiutato… Eppure continua con la flat tax,a debito si intende…, e l’invettiva contro la Merkel e Macron,colpevoli di non voler pagare i nostri ‘buffi’.A questo punto è il caso di ricordare ai leghisti normodotati che Francia e Germania sono i nostri partner commerciali naturali,senza i quali noi faremo affari con la Russia,la Georgia,l’Armenia,la Turchia che non costituirebbero lo sbocco ideale dei prodotti italiani e neppure un’alleanza politica che porterebbe lontano.
Si è cercato soprattutto di generare odio nel paese, di dividerlo: altro che la pace come ‘tranquillitas ordinis’, col supporto di un’informazione pubblica asservita da giornalisti, quasi sempre ignoranti o senza dignità. il capitano da ridere, quello col filo diretto col popolo-del Papeete, immaginiamo…- annuncia che tornerà e che i suoi collaboratori al Ministero dell’Interno, dove, peraltro, non è quasi mai andato, piangevano per la sua partenza; va ricordato che l’eccessiva autostima tradisce tratti …che non qualificheremo, specie da parte di un leone trasformatosi in topolino col ritiro della mozione di sfiducia e le preghiere a Di Maio di riprenderlo: materia per psicologi, se non dovessimo pagare noi il conto.Lo slogan di bassa lega:’prima gli italiani’  omette di  considerare che non c’è alcuna invasione in uno Stato dove i cittadini sono certi dei loro valori e li praticano mentre il timore per il diverso,per lo straniero,invece di includerlo e di rendergli noti i doveri imprescindibili per vivere in Italia,denota il fatto che i nostri valori li abbiamo persi da un pezzo come si può vedere ogni domenica nel comportamento bestiale alle partite di calcio di tanti nostri concittadini…
Non c’è da aspettarsi alcunché di epocale dal nuovo governo, perché manca quel sentire comune  che è la premessa di ogni agire collettivo. Avrà, se non altro, una funzione di decantazione dinanzi ad un pericolo di regime fascista e di rientro nel quadro europeo, per noi indispensabile.
Sono anni che sosteniamo che occorre ricostruire l’umano per migliorare il paese: Marx non se ne abbia a male, ma cambiare le strutture non significa ottenere un progresso: la storia dei regimi nei paesi comunisti lo ha ampiamente dimostrato.
E tuttavia, a mali estremi estremi rimedi.

giovedì 15 agosto 2019

BASTA CON LE BALLE DEL SALVINI!


Carlo Biancheri

Povero paese in mano a questa gente! È una vergogna per chi lavora e si impegna mentre il governo è affidato a chi non ha mai lavorato e non sa nulla e parla per sentito dire.
Facciamo qualche esempio.
La Rai/EIAR fascista si è accorta improvvisamente che censurava la crisi e così si è finalmente affrettata –festina lente…- a trasmettere il dibattito indecoroso, svoltosi in Senato sul calendario dei lavori.
C’è voluta l’aula perché l’avvocatessa massaia veneta Casellati, che presiede il Senato e che cambia vistosissimi orecchini ogni giorno - senza costrutto perché l’immagine è quella di una a suo agio in cucina - e che fà anche qualche forzatura a favore degli amici perché decide, forse consigliata dal Segretario generale dai capelli gialli, di discutere il calendario in aula, non bastandole il voto a maggioranza nella riunione dei capigruppo. Sostenitrice, a suo tempo, in Parlamento che Ruby fosse la nipote di Mubarak (…), ha convocato il Senato ad horas – che problema c’è nell’era di whatsapp, si chiede l’ineffabile Romeo della Lega…? -per cui chi si trovava a Timbuctù è risultato assente. I leghisti c’erano con Capitan Fracassa, scesi dalle valli lombarde o calati dalle spiagge di Bibione, distinguibili dall’orribile spilla o da molteplici braccialetti colorati tipo quelli della Madonna di Bomfin in Brasile dove probabilmente sono andati una volta, in viaggio organizzato – moglie, oh...pardon, compagna permettendo -.
Nella riunione in Senato in cui il Capitano ha avuto una malaparata, la liturgia prevedeva un intervento del Romeo che parla, parla snocciolando una parola dopo l’altra ma senza mai arrivare al punto di realtà: descrive l’immaginario, novello Gauguin. Poi la Bernini, la mosca cocchiera che grida, si dimena con trucco pesantissimo e ciglia non vere, ahimé…, taglio vagamente alla Vergottini, uniforme crema. Dà dell’ipocrita al Pd la giovine attempata anzi «non voglio essere offensiva… il loro comportamento è opaco perché non vogliono ridare voce agli italiani …» che, secondo lei, sono ansiosissimi di correre al voto per affidarsi interamente al Salvini e a alla Meloni e Berlusca, all’occorrenza... Se avesse letto il romanzo francese un po’ cochon, Les demi-vierges, si sarebbe guardata bene dall’ esprimersi  in modo così costruito, inautentico.
Poi prende la parola il Capitano che accusa gli altri di essere abbronzati mentre lui è stato perennemente in spiaggia in mutande a far divertire il ‘bimbo’ quindicenne o a ballare sulle note di Fratelli d’Italia con le cubiste… «Qualcuno dovrà spiegare l’aumento dell’IVA» ha sentenziato… Ma ci è o ci fà? La clausola di salvaguardia non l’ha forse confermata il suo governo nel 2018? Se non la voleva perché non l’ha tolta? Tanto lui parla a gente che non capisce queste cose… Secondo lui l’IVA non deve aumentare mentre ci vuole la flat tax a go-go… Bene! Ma dove trova le risorse? Sì, la fatturazione elettronica, voluta dal Pd, ha dato maggior gettito ma non tale da coprire tutto quel che annuncia. E poi non ha ancora capito che la UE non c’entra nulla,non blocca… il problema sono i mercati finanziari che possono non fidarsi più di un paese di dilettanti, specie nel quadro di una crisi economica diffusa, e, allora, non si pagano più né stipendi pubblici né pensioni, se non vengono sottoscritte le nuove emissioni di debito pubblico. E la famosa spending review, cioè soldi pubblici buttati dalla finestra…, non se ne parla più?
Cosa c’è di più bello che dare la parola al popolo, ha detto. La Costituzione prevede che la sovranità popolare appartenga al popolo ma… nell’ambito delle leggi che la regolano… e che hanno consentito appunto alla Lega di tradire il voto popolare, alleandosi con quelli che in campagna elettorale aveva combattuto. Forse il nostro ha in mente lo schema del ristorante dove si sceglie dal menu, à la carte… : se ne deduce che, secondo lui, il popolo si convoca quando fà comodo a lui. Ha provato a fare il furbo con la mossa del cavallo-azzoppato però… -proponendo di accogliere il taglio dei parlamentari e poi subito al voto: non si può, Salvini!Si potrà solo nella repubblica del Papeete…
Non ha risposto ad un mare di insulti, povero martire, né alle minacce, lui che è così parco e rispettoso nei confronti del prossimo, non perché tiri fuori i santini o il rosario – diabolicamente -, ma perché si appella alla dignità dell’aula, riconoscendo di non essere una persona perfetta; infatti, quando sbaglia chiede scusa! E già come se i gerarchi nazisti a Norimberga avessero detto: scusate, non siamo perfetti, chiediamo scusa per i sei milioni di Ebrei, per i Rom, i down ed i Sinti,i gay che abbiamo saponificato. Non parliamo, nel suo caso, di omicidio ma di mendacio sistematico come quando i minori rimangono in balia di una nave che vaga nel Mediterraneo per quindici giorni, come ha rilevato il TAR del Lazio: una nave in acque maltesi perché vuole venire in Italia? Il fatto è che il Salvini, una volta di più, mente perché la nave in questione non era in acque maltesi ma internazionali.
Da ultimo ci assicura che tutti i problemi del paese si risolveranno perché ha come Ministro dell’Economia uno riconosciuto mondialmente, come il Giorgetti, quello di Cazzago. Abbia pazienza, noi non lo capiamo quando parla in italiano, figurarsi in inglese…
Se Salvini avesse letto Collodi, chissà…

sabato 10 agosto 2019

È caduto - o sta cadendo...- il peggior governo repubblicano guidato dal cubista putiniano del Papeete e dalle cavallette bibliche


Carlo Biancheri

Fà caldo al centro–sud del Paese, molto caldo, probabilmente connesso al riscaldamento globale, dinanzi al quale la codardia e l’inazione dei governanti di svariati paesi, che si infischiano del destino delle future generazioni, non lasciano presagire un miglioramento: a loro interessa il consenso momentaneo senza affrontare i problemi veri; si tratta, in pratica, della parodia della politica.
In questo clima rovente abbiamo appreso dal ministro -si fà per dire-in mutande da Milano Marittima, direttamente connessa al bar Sport di Milano Rogoredo, che «il governo ha fatto tante cose buone ma ora basta con i no». Il ministro -si fà per dire- doveva essere accaldato oppure ancora ipnotizzato dalla cubista che a venti centimetri da lui si dimenava sulle note dell’inno nazionale: la foto che lo ritrae rimarrà nella Storia e già perché il ministro -si fà per dire- ci ricorda il governatore spagnolo di Milano don Gonzalo Fernandez de Cordoba, nella prima metà del Seicento (non nella seconda, Zaia, impara!) che aveva una gran smania di acquistarsi un posto nella Storia, in occasione dell’assedio di Casale, la quale (storia) «non poté non occuparsi di lui ma (come spesso le accade) non conobbe o non si curò di registrare l’atto di lui più degno di memoria…» - così l’amato Manzoni.
E già perché sinceramente le cose buone fatte dal governo del cambiamento, del sacro contratto, novello giuramento di Pontida, in che consistono?
Nell’economia bloccata? Nell’Italia ridicolizzata in Europa e nel mondo e del tutto irrilevante nelle sedi che contano? Retta da un governo che blocca i porti a centocinquanta migranti e non ne espelle seicentomila come aveva annunciato alle genti in campagna elettorale? Un governo che viola i Trattati internazionali sottoscritti dall’Italia – vedi richiamo di Mattarella-, in contrasto con la Costituzione, sfornando decreti legge bestiali che introducono il reato di soccorso in mare e giù di lì? E lo scippo ai pensionati? La pensione per tutti senza sostituzione dei pensionandi (anzi fra tre anni considerati i tempi di sostituzione…)? E la manovra di autunno? Per farla a debito usciamo dall’Euro come vogliono i due sedicenti economisti amici suoi che associamo allo smemorato di Collegno? Trenta/quaranta per cento di svalutazione della nuova moneta, tutto ok? Ci aiuta Putin o è troppo impegnato a casa sua con le rivolte in piazza? Vuole i pieni poteri? È compos sui?  
Il ragazzetto di Pomigliano d’Arco – secondo Macaluso, anziano, grande maestro, sarebbe un ‘ignorantello’ che ha vinto alla lotteria e che non ha mai letto un libro…- è dispiaciuto come il ministro della giustizia, quello della mai prescrizione, che ride sempre – alcuni animali  fanno uguale…- e non ascolta nessun altro che sé stesso: stavamo per risolvere il problema dei riders (!), abbiamo trovato la soluzione per  il caso Pernigotti (92 dipendenti…), volevamo togliere le concessioni autostradali ai Benetton – e qui casca l’asino perché i Benetton sono solo azionisti di maggioranza relativa di società capogruppo, per giunta quotata…-. Su ILVA e Alitalia… beh… l’intreccio si infittisce… E poi: Salvini ha messo i suoi interessi davanti a quelli del Paese!
Risponde il ministro – si fà per dire- Salvini: non so quale partito al mondo sia disposto a rinunciare a 7 ministeri perché il governo non lavora bene…’Come visione politica non c’è male: il potere per il potere, quale presupposto. Lo avevamo capito, giovanotto! Ha scoperto adesso il Salvini che c’erano troppe divergenze con i 5S…: tanti anni in politica non gli hanno insegnato nulla? Non poteva pensarci prima ed evitare che con lo spread a 240 punti lo Stato dovesse buttare dalla finestra un miliardo di Euro di costi aggiuntivi per le sue velleità da sovranista in mutande? O pensa ancora di essere ai giochi televisivi che lo hanno lanciato?
Il Cavaliere inesistente, più che Vis-Conte dimezzato…, ha fatto sentire la sua voce: in Parlamento si dovrà dire la verità, ha sentenziato… Perché? sino ad ora sono state raccontate menzogne? Questo governo ha parlato poco e ha lavorato bene! Oste! Il vino è buono?
Il ministro – si fà per dire- Salvini afferma che: «agli insulti dei grillini e dei kompagni rispondo con le idee!». Quali, di grazia? Ce ne dica una! Piuttosto ci racconti qualcosa della Russia, perché la questione non è affatto chiara e la sua richiesta di pieni poteri impensierisce non poco noi italiani che non cerchiamo un posto al sole, capitano dei miei stivali, specie con un’informazione televisiva, pagata da noi, che ricorda l’EIAR fascista o TeleKabul, in quanto non fà altro che propagandare i messaggi squallidi di quelli che gestiscono il potere, anche scegliendo le informazioni da divulgare.
La crisi va parlamentarizzata per evitare che si vada ad un plebiscito sul Salvini e sui neri fratelli e sorelle d’Italia che sostengono di difendere i valori tradizionali insieme a propositi violenti che ricordano un passato da dimenticare.
Il fatto è che, come insegna Annah Arendt, è la plebe che ha preso il sopravvento in un momento di crisi economica e non ha identità, come, invece, aveva il proletariato, e cerca un capo  che al pensiero e alla realtà sostituisca l’illusione, l’evasione, occorre un nemico da abbattere. I nostri lettori non sono di questa categoria; quel che in un anno sono riusciti a fare i leghisti e le cavallette bibliche, che hanno distrutto tutto e si sono mangiate i grilli, è rendere il paese più povero, favorire l’odio, la disgregazione sociale, la violenza e non la vita. Da qui si riparte se non è già tardi:bisogna ricostruire il terreno umano;non occorrono capipopolo e giustizieri.


sabato 27 luglio 2019

ELOGIO DELLA PRUDENZA


Rosa Elisa Giangoia

 La prudenza non è solo una delle quattro virtù cardinali della fede cattolica, ma è una sorta di “saggezza pratica”, individuata e teorizzata dalla filosofia della Grecia classica (Platone e Aristotele), che indica il saper agire rettamente, un’attitudine che valuta ciò che è bene per l’uomo. Dato che etimologicamente deriva da *pro-videre con il significato di comprendere quello che può accadere con anticipazione temporale, è senz’altro l’atteggiamento che più dovrebbe caratterizzare gli uomini politici, soprattutto quanti hanno responsabilità di governo, come già consigliava saggiamente Cicerone. Di tutto questo non hanno dato prova i nostri uomini politici che di fronte all’efferato omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega si sono subito gettati in manifestazioni di cordoglio con finalità di propaganda politica, senza avere la prudenza di accertare i fatti e i loro attori prima di rincorrersi nella mischia delle posizioni ideologiche precostituite.
Il peggio, naturalmente, è venuto da Matteo Salvini, che, appena appresa la notizia dell’uccisione del povero carabiniere, si è lanciato in twitter ed esternazioni davvero al di fuori del suo ruolo di Ministro della Repubblica, di cui evidentemente non è consapevole. Tono triviale, soliti vocaboli gergali (“bastardo”, “questi infami”, "stronzi") da discussioni al bar, non certo il linguaggio che si addice ad un vice-presidente del Consiglio dei Ministri e ministro, ma soprattutto affermazioni al di fuori delle sue competenze e della legislazione italiana: “lavori forzati in carcere finché campa”, “fargliela pagare cara”. Non spetta al Ministro degli Interni comminare pene senza processo e i “lavori forzati”, non sono una pena prevista dall’ordinamento della Repubblica Italiana, nel quale la pena deve avere funzione di recupero, non essere una vendetta.  
Ma cosa vuol dire tutto questo, aprioristicamente diretto contro un ipotetico “negro” assassino, nella precostituita certezza che tale fosse il colpevole?
Da un lato che Salvini si lancia imprudentemente in esternazioni estemporanee, senza sicure informazioni, il che per un Ministro degli Interni è davvero grave… Ma soprattutto indica che ha aspirazioni dittatoriali in cui lui, qualunque carica ricopra, può arrogarsi competenze e poteri a suo piacere, scavalcando anche la tripartizione tra potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario, cardine di tutte le moderne democrazie, dopo la teorizzazione di Montesquieu nello Spirito delle leggi (1748). Salvini dimentica che come Ministro della Repubblica Italiana ho solo il potere esecutivo nell’ambito del suo Ministero, cioè quello di rendere operative le decisioni del parlamento, in cui come componente può solo fare proposte che devono essere approvate. Ma chiaramente l’intento di Salvini nel fare queste esternazioni è ben altro: è quello della strumentalizzazione politica al fine di fomentare gli animi, soprattutto di configurare una categoria di persone, nel caso specifico gli immigrati di colore, come i nemici contro cui ci si deve coalizzare per combatterli. Atteggiamenti molto pericolosi, come ci insegna la Storia, in quanto in passato hanno portato solo a guerre, persecuzioni, stragi e genocidi. È l’atteggiamento di una mente squilibrata (di cui abbiamo esempi recenti nella storia europea) o chiaramente programmato per far leva sulla componente irrazionale delle persone al fine di compattarle contro un nemico comune, fomentando le divisioni nel tessuto sociale, invece di finalizzare la propria azione politica a quella tranquillitas ordinis, caratteristica di ogni buon governo. Questo comportamento, conflittuale e divisivo, è tipico dell’agire irrazionale degli animali che realizzano la coesione del branco per la contrapposizione contro gli avversari.
Tutte queste esternazioni sono poi risultate un'inutile fatica di Salvini, nel momento in cui si è appurato che gli aggressori del carabiniere erano cittadini americani, ricchi e drogati...
Al comportamento di Salvini si aggiunge, come aggravante, l’utilizzo da parte sua di simbolici cattolici, in quanto ostenta, oltre alle sue donne seminude, Bibbie e rosari e richiede l’intervento della Madonna per i suoi fini… Molto di più della religione come instrumentum regni, teorizzata dal Machiavelli con quell’acutezza e astuzia intellettuale che a Salvini manca. La sua è una vera e propria appropriazione indebita dei simboli del cattolicesimo, soprattutto di quelli più legati ad una devozione popolare, mentre si contrappone a papa Francesco, vero interprete del precetto evangelico “ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25, 35), scagliandosi contro i migranti. Con questo suo agire lancia un messaggio di regressione e di odio e corrompe il tessuto umano: di conseguenza dà scandalo e crea una divisione pericolosa anche all’interno della Chiesa. Gli pseudocattolici che lo votano e che si fanno sostenitori e diffusori delle sue posizioni sono dei falsi fratelli nei confronti dei quali solo l'ignavia e la pavidità della gerarchia impediscono di parlar chiaro ed esercitare il ruolo che dovrebbe esser il loro.