domenica 27 dicembre 2020

IL GOVERNO DEL CONTE E' COMPOSTO DA UNA MANICA DI INCAPACI E NON C'E' ALTERNATIVA

Carlo Biancheri


Siamo a Natale, tempo di riflessione, per scelta o obbligati, e di speranza per i cristiani.

La dappocaggine dei nostri politici si staglia in un frangente drammatico del nostro tempo caratterizzandoli come personaggi che assomigliano a dei fantasmi, quelli che nel film di Visconti, Il Gattopardo, appaiono essere il principe e la principessa di Salina all’entrata in chiesa per il Te Deum a Donnafugata, dopo il viaggio in carrozza nel calore estivo della Sicilia ‘pire qu’en Afrique,’ secondo M.lle Dombreuil, in mezzo alla polvere, da Palermo.

Personaggi polverosi ed inconsistenti i nostri politici, prodighi di parole come il Conte che non manca a tutte le ore di farci sapere quanto ami l’Italia, o il Ministro Provenzano che ha finalmente raggiunto il suo sogno di avere un posto al sole o il Boccia, economista degagé, già comparso in foto in costumi adamitici, che naturalmente (…) con le Regioni vuol stabilire un ‘ottimo rapporto’ a fronte di un’anarchia che svela l’inconsistenza dello Stato; si crede pure spiritoso quando propone di ‘far nascere Gesù Cristo due ore prima’ a causa del Lock down, mostrando così tutta la sua crassa ignoranza in quanto la festa di Natale fu scelta dalla Chiesa, nella notte dei tempi, in coincidenza col solstizio d’inverno, cioè il nuovo sole... e non è  il giorno della nascita di Gesù. Non parliamo dell’inconcludenza e dei pasticci di chi guida i trasporti o del professore di Storia che siede sulla  scrivania che fu di Quintino Sella e saltiamo a piè pari i ministri della setta in quanto emergono solo macerie: che si parli di giustizia (si fà per dire…) o di politica estera col giovinetto facente funzione di Ministro degli Esteri, umiliato in Libia, e che  riesce a rimpatriare i pescatori di Mazara del Vallo dopo centootto giorni di prigionia (o peggio…) nelle galere del cosiddetto generale Haftar, pare grazie all’aiuto di Putin -  nel Mediterraneo quello che i Romani chiamavano Mare nostrum contiamo ormai quanto  Malta o Cipro… -o del Lavoro, presieduto dalla famosa cuoca di Lenin che avrebbe potuto guidare i Soviet, macchine perfette… e così via.

La disgrazia consiste principalmente nell’influenza del D’Alema su almeno cinque ministri del governo e su non pochi esponenti del Pd e di Leu. Quel che conta sembra essere la gestione del potere, come aveva teorizzato Lenin col tram che si ferma ad ogni fermata e con gli ultimi a scendere... Leggiamo che anche il telepredicatore Arcuri sia della partita, ma soprattutto D’Alema pare il suggeritore del Vis-Conte. Ripercorrendo la politica dell’uomo, rileviamo, infatti, un’analogia con il governo attuale nella totale assenza di strategia, mascherata dall’astuzia delle chiacchiere perpetue: l’utilizzo dei 200 miliardi e passa della UE verrà definito in un piccolo ‘Club’ e ‘comunicato’ (…) al Parlamento.

E poi, come al tempo di D’Alema, l’enfasi sui servizi segreti…, quasi fossimo in un governo Andreotti che aveva tutti i ‘file’ dei politici per ricattarli.

Non va sottaciuto che l’alleanza organica con i grillini, voluta dal Pd, corrisponde alla dialettica di classe, teorizzata da Marx in base alla quale il proletariato svolge nella Storia una funzione messianica, liberatoria. Ora siccome i grillini raccolgono voti di protesta, provenienti da classi sociali svantaggiate, si prescinde dalle tesi politiche della formazione pentastellata e ci si allea nella convinzione, erronea, che le tesi del Pd prevarranno.

Invece di opporsi alla decadenza dell’Italia si gestisce l’esistente, si tirano fuori dai cassetti dei Ministeri i progetti approvati e non finanziati per dare un segno di vita e si risponde con contributi a pioggia – del tutto insufficienti a proteggere le aziende – alla epocale crisi economica.

Così può rinascere il paese?

No di certo.

Per rinascere occorre contrastare ideologie errate otto-novecentesche che hanno generato mostri e così pure quelle da New Age, stile Scientology, che hanno nutrito la setta che voleva aprire il Parlamento come una scatola di tonno e che ora è abbarbicata alle poltrone.

Con i pizzaioli, gli impiegati di concetto, i venditori di bibite, i professori di liceo, i laureati in sociologia, i giovani avvocati di provincia o gli odontotecnici e i funzionari di partito non si può guidare un paese di sessanta milioni di abitanti senza farlo regredire, sarebbe come sostituire un chirurgo con un infermiere.

I problemi dell’Italia sono arcinoti e vanno dalla scarsa produttività, dalla penuria di investimenti produttivi, ricerca inclusa, scoraggiati da una giustizia fino ad oggi irriformabile, da un’amministrazione pubblica bloccata anche grazie a leggi stupide e demagogiche di quelli che hanno gridato per anni che uno vale uno, da un livello culturale basso e decrescente della popolazione che invecchia rapidamente, dall’incapacità di eliminare dal bilancio dello Stato gli sprechi, dall’inerzia nella riforma fiscale e nella lotta all’evasione, dall’assenza di voci forti, eticamente capaci di proporre sacrifici per una società migliore, in grado di contrastare la malavita organizzata. Il regionalismo eccessivo è anche una delle cause del disordine per la duplicazione con i poteri dello Stato e la creazione di tante piccole repubbliche che agiscono in competizione col centro.

Il settore privato va all’estero da solo e fatica; nel suo insieme il paese resta provinciale e lo svelano gli atteggiamenti lesivi dell’interesse nazionale come dimostrato, da ultimo, nello scarso sostegno al candidato italiano, il più votato, alla presidenza dell’organo europeo che raccoglie le Consob (ESMA) a vantaggio di una donna inglese, con passaporto tedesco: dopo la Brexit! Un capolavoro politico…

Il dramma è che l’alternativa è peggiore del male. E non ci riferiamo agli scandali comparsi sui giornali che riguardano la Lega o altri, ma alla totale mancanza di proposte economiche serie, all’astio nei confronti dell’Europa che ci ha salvati in questo frangente di grave difficoltà, all’ignoranza sul funzionamento e gli obiettivi degli organismi europei, alle alleanze con i fascisti o con la Russia del KGB.

Continuiamo a vivere di rendita su un passato che non c’è più.

Forse occorre una rinascita morale per voltar pagina e sacrificarsi per preparare il domani ma, come nella famosa pièce di Pirandello, siamo alla ricerca dell’autore che non c’è.

 

 

 



giovedì 24 dicembre 2020

AUGURI di BUON NATALE e BUON ANNO

 



Facciamoci forza tutti insieme e cerchiamo di trascorrere il Santo Natale in serenità e speranza.

Renato Delpino

 

Auguro anche a voi un Buon Natale, nonostante tutto.

Enzo Perugi

 

Buon Natale, con fiducia e coraggio.

Mario Sensini

 

Un augurio di bene in questo Natale molto particolare.

Fabio Mazzei

 

Anche se il Natale ci viene negato, cerchiamo di riuscire a vivero santamente nei nostri cuori.

Federica Ricci

 

Che la speranza possa vincere sulla tristezza, che l'amore possa alleviare ogni dolore! 

Pietro Antonelli 

Tanti cari auguri di Buon Natale! 

Pasquale Salvi 


Che questo Natale sia per tutti un inizio di pace, serenità e speranza. 
Roberto Bisi 

Buon Natale anche a voi. 

Fulvio Nicastro 


Auguri di un 2021 sereno e felice.
Alessandro Mussi


BUON ANNO NUOVO!
Antonio Picchi


Con gli auguri più sinceri di un felice 2021.
Marco Pedemonte


Tanti auguri di ogni bene per il Nuovo Anno.
Giuseppe Bergamaschi


Vi auguro un 2021 di felicità.
Fabio Mazzei

 


venerdì 27 novembre 2020

LA SALUTE FA PARTE DELLA VITA E NON VICEVERSA

 Carlo Biancheri

La classe politica italiana è espressione della società che l’ha votata e cioè quella di un paese composto a maggioranza da individualisti.

Il rancore diffuso è giustificato per chi vive in condizioni molto disagiate, come in certe periferie urbane o centri storici degradati, oppure è escluso dalla società in quanto privo di un qualsivoglia sbocco lavorativo; ciò si traduce in protesta che non riesce a farsi proposta e diventa, invece, mera rivendicazione.

Lo Stato funziona sempre peggio; lo dimostra ampiamente la gestione della pandemia che ha messo a dura prova tutti i paesi ma che da noi è stata caratterizzata da improvvisazione, sovrapposizioni, incompetenza, chiacchiere a non finire, senza mai arrivare al risultato richiesto, mentre il fattore tempo sembra essere ritenuto una variabile indipendente: si farà quando si potrà, incuranti delle conseguenze.

Per realizzare qualcosa, come la ricostruzione del ponte autostradale a Genova, è stato necessario operare in deroga a tutte le leggi e ciò dimostra che esse sono per la gran parte inutili, anzi di ostacolo per ogni iniziativa.

Del resto sono state proposte e votate da gente che si esprime in un italiano zoppicante, ha normalmente un basso livello di competenza sull’argomento trattato, gente spesso priva di qualifiche professionali, per non parlare di coloro che della politica hanno fatto una professione e non dispongono di esperienze lavorative significative.

La scuola è stata massacrata ed il livello culturale degli italiani in un paio di lustri si è abbassato considerevolmente. Non è questione di conoscere greco o latino, lingue che facilitano, peraltro, il ragionamento: semplicemente molti dei nostri giovani al termine della scuola superiore non comprendono un testo complesso.

Come si colloca il governo del Conte bis in questo quadro?

Bisogna ricordare che l’alternativa all’attuale governo era quella di consegnare il paese ad uno che in mutande sulla spiaggia dell’Adriatico rivendicava i pieni poteri. Il comunista padano grande amico ed alleato di fascisti nazionali ed esteri, sostenitore di Trump e con legami consolidati che ancor oggi attendiamo di conoscere con la Russia – Savoini chi? –, paese governato da una ‘banda di criminali’, come li ha definiti il dissidente Navalny, avvelenato in Siberia e trasferito in Germania per sopravvivere. Uno che, insieme alla ‘moderata’ di Predappio… Meloni, proponeva l’uscita dall’Euro, dall’Europa, quella della Troika (…), senza la quale oggi saremmo nella condizione dell’Argentina. Pensavano di salvare l’Italia col ricorso ai diritti speciali di prelievo del Fondo Monetario Internazionale, in mancanza di aiuti dalla BCE: economisti di vaglia, no?

Così Renzi fece da levatrice al Governo, mettendo tra parentesi la circostanza che l’alleanza fosse formata con gli adepti di Scientology, a giudicare dal fondatore… autore di scritti sul pianeta Gaia.

Un anno e mezzo di governo ha mostrato la completa mancanza di capacità di realizzare qualcosa che non fosse limitato alla gestione dell’ordinario: immobilismo puro, anzi un governo che produce slogans: Salva Italia, Cura Italia ecc., ecc.

Il partito dell’odontotecnico temporeggiatore Zingaretti, consigliato dal guru formatosi nel PC della scuola delle Frattocchie e quindi a suo tempo stalinista, ha ceduto ai ricatti della setta pentastellata anche a scapito del bene del paese: la seconda fase dell’epidemia non sarebbe stata meglio gestita se avessimo speso subito per la Sanità un certo numero di miliardi che ci sarebbero stati messi a disposizione dai fondi del MES? Non si è fatto perché i 5S non vogliono…

Si è abolita la prescrizione perché contestualmente doveva farsi la riforma del processo penale, che è successo? Ma… nulla.

Si sono diminuiti i parlamentari a scapito di una rappresentanza adeguata di partiti minori e di un rapporto corretto con gli elettori che ora avranno parlamentari radicati in più regioni e cioè in nessuna; si era detto che era necessaria la riforma del sistema elettorale. Cosa è stato fatto? Ma…nulla.

E potremmo continuare con la riforma del Trattato di Dublino, del MES in sede europea dove il partito democratico vota in contrasto con l’alleato 5S.

Il partito democratico che ha prodotto un’autonomia regionale disordinata, come svelato dalla crisi provocata dalla pandemia, sembra incapace di avere un disegno per lo sviluppo del paese,per la crescita della produttività e di porre limiti invalicabili agli alleati di governo: si potrebbe sempre tornare al voto…

Va detto che viviamo un tempo di crisi culturale nel quale chi svolgeva compiti di supplenza, come la Chiesa, non è alieno da derive populiste, da proposte amatoriali per economie alternative, mentre mancano prese di posizione su ciò che sia giusto od ingiusto, hic et nunc, alla luce del Vangelo.

Il governo del Conte ha così buon gioco, con la sua conventicola di scienziati, telepredicatori, a chiudere in casa una regione o l’altra, a non pubblicare i dati completi della pandemia in modo trasparente per non suscitare dibattiti, a centrare tutto sulla tutela della salute fisica,anche a scapito di disumanità quando si impedisce il contatto delle persone care con i moribondi.

Nei tempi storici ci sono state ben altre pandemie. La peste di Atene, al tempo di Pericle decimò la città e lui stesso morì di peste perché si gettò sul cadavere del figlio e nessuno lo trattenne.

Una delle pagine più toccanti de I promessi sposi è quella della madre di Cecilia che mette la bambina senza vita, vestita elegantemente, sul carro dei monatti a Milano e dalla finestra con la piccolina malata in braccio dice al monatto, improvvisamente divenuto rispettoso, “e voi più tardi verrete a prendere anche noi…”: il cuore.

Il governo e l’informazione corrente hanno ridotto la vita a salutismo, per il quale vanno sospese tutte le libertà individuali, anzi il governo in solitudine, o meglio il presidente Conte e i suoi  fidi (…) stanno predisponendo piani di utilizzo di ben duecento miliardi di Euro di fonte europea senza peritarsi di informarne il Parlamento: tanto a questo governo non c’è alternativa…

Noi crediamo, invece, che, come avveniva sotto i bombardamenti in guerra, la vita continua, anche in periodi di ‘peste’: la salute è un bene da tutelare insieme ad altri, come la sopravvivenza psicologica, quella economica.  È proprio per questo che non si possono sacrificare tutti i giovani adolescenti costringendoli a casa davanti ad un computer, per chi ce l’ha (!), quando si sa che a scuola il numero dei contagi è esiguo e che il problema consiste nel trasporto pubblico.

Se il governo non sa metter mano a tutto ciò, significa che ha fallito, perché non è in grado di assicurare un approccio umano, equilibrato nell’affrontare la pandemia.

 


martedì 27 ottobre 2020

L’ULTIMA MISTIFICAZIONE: LA DAD

 Rosa Elisa Giangoia

 

E così siamo arrivati all’ultima mistificazione, quella di imporre la Didattica a Distanza (DAD) con un’astuta e pretestuosa motivazione. Si sa che uno dei principali luoghi di contagio sono i mezzi di trasporto urbano ed extraurbano, non la scuola, o almeno non dovrebbe esserlo dopo i tanti sagaci e dispendiosi accorgimenti che il governo, e in particolare la ministra Azzolina, dicono di aver messo in atto, impegnandosi in calcoli ingegneristici sulla disposizione dei banchi e nell’invenzione di ridicole espressioni, come “il metro di distanza «dalle rime buccali»”. Ma cosa ce ne facciamo di persone che perdono tempo in certe cose? Intanto dobbiamo constatare che alle parole non corrispondono i fatti, dato che in molte scuole i banchi monoposto non sono ancora arrivati, tanto meno quelli a rotelle (per fortuna!), e mancano molti insegnanti…Cercando di arginare i contagi, determinati, oltre che dall’affollamento dei mezzi di trasporto, dall’incapacità di attuare i tracciamenti, il governo ritorna ad imporre la Didattica a Distanza, un surrogato di scuola, che, ripetendosi ormai per un secondo anno, priva i ragazzi e gli adolescenti della possibilità di avere una proficua formazione umana, culturale e professionale.
Che ci sia la chiara consapevolezza, da parte del governo, che i luoghi di contagio siano i mezzi pubblici e non le aule scolastiche, lo dimostra il fatto che la didattica a distanza sia stata imposta solo per gli studenti delle superiori che molto spesso frequentano istituti lontani dalla loro abitazione e quindi devono spostarsi con metropolitane, autobus, tram e treni, mentre quelli delle elementari e medie hanno quasi sempre la scuola raggiungibile a piedi. Se ci fosse la consapevolezza che le aule sono i più pericolosi luoghi di contagio, avrebbero chiuso tutte le scuole… e poi i bambini e i ragazzini vanno custoditi per cui lasciarli a casa avrebbe creato problemi ai genitori che devono andare a lavorare, ci sarebbe stato malcontento e sarebbero nate proteste…
Ma il governo e gli enti locali non ci dovevano pensare nei mesi scorsi a risolvere il problema dei trasporti? Non potrebbero ancora sopperire noleggiando mezzi privati, al momento per di più impossibilitati a svolgere altri servizi?
Si ha l’impressione che il Governo abbia tacitamente voluto bloccare la circolazione sul territorio in modo indiscriminato. Decisioni di questo tipo vanno prese sulla base di dati certi, non avventatamente. Per chiudere 'di fatto' la scuola bisognerebbe prima capire se sia la scuola, che dovrebbe esser l'ultima realtà da chiudere, una fonte importante di contagio. Atteso che temiamo (nonostante le promesse di vaccino!) di dover convivere per molti mesi con la pandemia, occorre salvare il salvabile e la scuola è una priorità, perché in essa è in gioco il futuro del paese. 
Un discorso serio va fatto per la valutazione della Didattica a Distanza, metodo che può facilmente far entrare in crisi la crescita culturale, intellettuale e professionale di un’intera generazione, per molti motivi. Innanzitutto gli insegnanti, anche se in molti casi attuano questa nuova forma d’insegnamento con una dedizione che va al di là dei dispositivi contrattuali, sono completamente sprovvisti di preparazione e di competenze specifiche, per cui improvvisano e procedono ciascuno su una propria linea, con scarsi supporti reciproci e sommarie linee guida, in percorsi individuali e solitari.
Solitaria anche la vita e l’esperienza dei ragazzi. Chiusi in casa per molto tempo, costretti a vivere un’innaturale condizione di isolamento e di immobilità, devono fare i conti con una malattia che può colpire loro, la loro famiglia, i loro parenti, i loro amici, vittime di una paura che può diventare angoscia, che impone domande sul senso della vita, sul futuro, su se stessi... Ciascuno deve poi affrontare la difficoltà di organizzare la sua giornata, non più scandita da luoghi, né soprattutto da incontri, in cui è difficile separare studio, lavoro e tempo libero, vita virtuale e vita reale. Tutto questo può facilmente creare demotivazioni allo studio, ma anche all’impegno in generale, talvolta persino nei confronti della vita. Si è data troppa importanza alla tecnologia, non certo capace di garantire interattività, tendente a privilegiare il momento frontale, la videoconferenza, con scarsa possibilità di scambi, di confronti, di dialogo, senza coinvolgimento attivo, personale e autonomo, senza protagonismo dei ragazzi…
Particolarmente penalizzati sono i ragazzi con problematiche di apprendimenti, ma molto, per tutti, viene lasciato ai genitori e alla famiglia in generale, con necessità di ricorrere a fratelli più grandi, a nonni, a zii…, sempre che abbiano competenze e disponibilità. Bisogna poi tenere conto di chi vive in zone dove la connessione è difficile o di chi si trova in condizioni economiche disagiate di fronte alla necessità di avere un computer, un tablet o uno smartphone, di chi vive in appartamenti piccoli, affollati, rumorosi, dove magari ci sono più ragazzi che devono seguire le lezioni con lo stesso strumento…
Molti sono poi i problemi legati a didattiche particolari di discipline specifiche, cioè di tutte quelle che richiedono laboratori (Fisica, di Chimica, di Biologia, di Informatica, ecc.), aule speciali (Lingue, Disegno, Cucina, ecc.), palestre per l’Educazione Fisica. A tutto questo si aggiunge l’impossibilità di fruire di visite guidate a luoghi di interesse artistico, culturale e professionale. E poi l’alternanza scuola-lavoro, tanto raccomandata negli anni precedenti, non serve più? Forse si è capito che non serviva affatto e che la scusa è buona per poterla accantonare!
Bastano queste poche considerazioni per capire che stiamo privando una generazione di ragazzi della formazione a cui avrebbero diritto e che lo Stato si è impegnato a garantire loro. Gli unici che si atteggiano a fingere di non capirlo sono i politici. A loro sostegno intervengono i Gesuiti con esaltazione della DAD come occasione di rinnovamento e miglioramento della scuola, capace di potenziare la crescita personale dei ragazzi, con un articolo sul n. 4086 della “Civiltà Cattolica” di Vitangelo Carlo Maria Denora S.I. (La didattica a distanza e il futuro della scuola, p. 458). Ci auguriamo che sia così almeno nelle loro scuole e ci dispiace per la loro incapacità di vedere la realtà!

martedì 20 ottobre 2020

LA RISIBILE ESIBIZIONE DEL VIS-CONTE E CONSIGLIERI SUL MES

Carlo Biancheri


 Lo tsunami della pandemia, con i morti, l’impatto gravissimo sull’economia, l’incertezza diffusa,  lentamente  fa prendere coscienza alle persone che le chiacchiere, le esibizioni televisive cominciano finalmente a perdere peso a vantaggio di una presa di coscienza della realtà.

Ora l’ex avvocato del popolo, Vis-Conte dimezzato, si è esibito in una valutazione sulla convenienza di far ricorso al fondo salvaStati europeo, MES, formulando considerazioni da esperto di mercati finanziari. L’argomento addotto dal neofita di emissioni e di mercato secondario di titoli pubblici consiste nel fatto che l’utilizzo del MES sarebbe uno stigma per l’Italia sui mercati e quindi svantaggioso per il paese. Inoltre, costituirebbe un aumento del debito pubblico e, infine,  il tasso d’interesse dei titoli di Stato è sceso, insieme alla caduta dello spread tra i BTP italiani e i Bund tedeschi :ne deriverebbe, secondo il neo-esperto, che non è più conveniente ricorrere al MES.

La tesi sembra condivisa dal Ministro dell’Economia, laureato in Lettere, nominato in quanto presiedeva il Comitato Econ in Parlamento europeo che si occupa di mercati finanziari. Chi scrive è stato audito dall’Econ, sotto la Presidenza della socialista francese Pervenche Bérès, e sa benissimo che presiedere burocraticamente un Comitato non significa affatto capire quello che gli esperti espongono, ma tant’è in Italia il provincialismo e la disinformazione - o meglio l’informazione approssimativa - la fanno da padrone e il Gualtieri, tributario del personaggio da scuola delle Frattocchie del Pc, Bettini, fa il Ministro dell’Economia. Né lo soccorre il Direttore Generale del Tesoro che di emissioni sui mercati finanziari non è esperto.

Ora lo stigma è un’invenzione, perché gli analisti sanno benissimo qual è la situazione debitoria del paese Italia ed il ricorso ad una fonte pubblica europea giova e non danneggia il paese. Gli altri Stati non attivano il MES semplicemente perché godono di condizioni di mercato migliori di quelle assicurate all’Italia (Spagna, Portogallo), essendo il loro debito pubblico (debt outstanding) ben inferiore al nostro. Per inciso va aggiunto che la caduta dello spread dipende dall’acquisto massiccio di titoli di Stato da parte della Banca Centrale Europea che acquista massicciamente titoli del mercato obbligazionario italiano ma… l’albero della cuccagna non è perenne, è a termine.

Le risorse che sono indispensabili alla sanità pubblica, come stiamo vedendo in questi giorni, secondo il Vis-Conte da dove dovrebbero venire? Con una patrimoniale per dare una mazzata definitiva all’economia? Aumentando le tasse che sono già molto elevate? Evidentemente col ricorso al mercato e cioè con nuovo indebitamento pubblico, lo stesso che il Conte paventava col ricorso al MES. Ora si dà il caso che se Il Tesoro raccoglie denaro fresco, come in questo caso, che si aggiunge a quello che dipende dalle scadenze delle vecchie emissioni che vanno rinnovate perché lo Stato non riesce a diminuire il debito, specie in una situazione di emergenza come questa, i prestatori ne tengono conto e, in prospettiva, il costo dell’indebitamento facilmente aumenterà. A questo si aggiunga che, in caso malaugurato di difficoltà dei pagamenti da parte dello Stato, una cosa è trattare con un’entità pubblica come il MES, un’altra, con operatori di mercato che mirano solo a massimizzare i profitti e rientrare dei capitali concessi in prestito, in altri termini le condizioni sarebbero molto più dure.

La verità è che la ragione della sparata, rimbeccata dal Pd per mere ragioni di bandiera, si giustifica nel fatto che si vuole compiacere il movimento 5S, responsabile del caos che stiamo vivendo in questo paese da oltre due anni, autore di provvedimenti demagogici e sbagliati che hanno danneggiato economia, giustizia, scuola, trasporti, industria.

Il Pd  sta tornando sotto la guida dei superstiti e dei neofiti del  Pc mediante i richiami al Gramsci di cent’anni fa e  alla sua tesi della crisi organica – il vecchio tarda a morire e il nuovo non è ancor nato – che si fonda su un’illusione hegeliana della dialettica storica a cui quasi nessuno ormai crede più, mentre i cattolici  che sopravvivono in quel partito sembrano essere tali perché da bambini facevano i chierichetti…

Sembra che l’assioma che spinge per l’alleanza organica tra Pd e 5S consista nel fatto di una ricomposizione di classe sociale,senza aver compreso che chi vive nel degrado delle periferie abbandonate da decenni  in molte grandi città vota a destra.

La dialettica delle classi sociali di matrice marxiana non  sembra un buon viatico per orientare una linea politica che va giudicata sui programmi e sulle verifiche della loro attuazione.