sabato 20 aprile 2013

LA CORRIDA


E. Lucas, Corrida
Carlo Biancheri


Nell’elezione del Presidente della Repubblica i nodi, "a nostro debol parere", sono venuti al pettine. Ma di che nodi si tratta?
Si è insistito fino alla noia sulla necessità del rinnovamento che deve  passare necessariamente su un ricambio generazionale, perché, come sosteneva Mussolini (…) l’esser giovani è un valore in sé! (…abbiamo visto infatti i giovani di Casa Pound…). I rottamatori, in primis, vogliono far sloggiare i ‘vecchi’ perché in trent’anni non hanno prodotto alcunché se non squallida tattica, priva di strategia che non mirasse ad altro che al quieta non movere; la modernità, poi, consiste nell’uso dei mezzi di comunicazione telematici, dei tweet ed altre simili trovate :il contenuto del messaggio non rileva...
Lo stratega di matrice e formazione da ‘disciplina di partito’ più idoneo  alla bocciofila e alla partita a scopone che alla guida di un  partito di maggioranza relativa, circondato da ‘scienziati’ che sembrano ‘autisti', incapaci come sono di confrontarsi col reale e di ascoltare gli altri, han realizzato un capolavoro in fila all’altro. Si sono alleati col Vendola che si sente intellettuale gramsciano…: i concetti che esprime sono chiari solo a lui, per la verità, che si definisce cattolico praticante, ma convivente more uxorio con un giovane canadese, in perfetto contrasto col San Paolo della lettera ai Colossesi, se non andiamo errati…. Costui è persuaso che il prof. Rodotà che, nel suo ‘illuminismo’ auto-referenziale, non si vergogna di farsi sostenere da un partito/setta del tipo di Scientology, guidato da un furbastro genovese che sta in un villone sulle alture di Genova con vista mozzafiato e che prende per i fondelli tutti quanti sostenendo che consulta il popolo in ‘rete’- aggancia all’amo gonzi e preti squilibrati, pseudo-intellettuali… - debba esser il prossimo Presidente della Repubblica. Il Rodotà, che detesta la Metafisica e ritiene che astratto sia sinonimo di irreale(…), è un epigono di un pensiero alla Hume o più prosaicamente del materialismo :le esigenze dell’individuo (non della persona…) sono il paradigma di ogni scelta pur nel quadro di uno Stato  regolatore di interessi. Non lo vediamo il professore dialogare di alta politica con altri Capi di Stato, anche perché occorrono qualità relazionali, di mediazione, di ascolto e di prudenza…
Avrete capito che ci riferiamo al Pd ed alla sua dirigenza che si è dimessa in blocco, creando uno sconquasso nel Paese, anche perché l’alternativa è impresentabile, come abbiamo sostenuto per tre anni in questo blog. I giovani del partito democratico, però, somigliano a quei soggetti che Nietzsche ipotizzava in Al di là del bene e del male, cioè gente che ‘fa come gli pare’, come si dice a Roma, senza avere contezza di ciò che è bene e ciò che è male perché loro stessi sono norma normans… Le loro convinzioni, le loro ideuzze - poche come gli amici…come diceva l’amato Manzoni a proposito di Donna Prassede – sono il Verbo e se si sbagliano, si limitano a dire come Renzo :’posso aver fallato’…senza tuttavia pagarne le conseguenze… Credevamo che appartenere ad un partito significasse accettare di seguire le decisioni prese a maggioranza :bisognerà spiegare a tutti quegli ‘Einstein’ dei commentatori/giornalisti che il fatto di dichiarare il dissenso non autorizza ad operare in contrasto con le decisioni prese a maggioranza in un partito, altrimenti che cosa si sta a fare insieme? Ecco la prepotenza dei ‘lupetti’, ma anche delle vecchie volpi che han fatto sì che nel Pd uno su quattro sia un traditore, come ha detto il dimissionario; ma… perché non accorgersene prima? Machiavelli, in questo, ha ragione a sostenere che la politica è per definizione l’arte di ciò che riesce…
Lo stesso quadro lo troviamo nei giovani deputati/cittadini grillini che neppure si rendono conto di prevaricare i diritti altrui imponendo con l’occupazione  delle aule parlamentari agli altri il loro punto di vista: io ho ragione e sono gli altri che debbono adeguarsi: basta spiegar loro bene i motivi del mio operare…; amiamo la Costituzione, infatti la leggiamo… Si divertono con le dichiarazioni alla televisione questi soggetti tanto non sono loro a pagare il conto di questo vuoto  ma noi. La capo-gruppo della Camera  del Movimento a cinque stelle Lombardi, si esprime - si parva licet… - con costante aria di sfida, da giustiziera…, un po’ come  immaginiamo  facessero les tricoteuses, quelle donne sedute a fare la maglia attorno alla ghigliottina e pronte a sghignazzare ogni volta che cadeva la testa di un condannato… La Rivoluzione che doveva por fine al governo di quelli che pensavano che se non c’era pane per il popolo bisognava distribuire brioches… è poi sfociata nel Direttorio e in Napoleone… Ma le sanno queste cose i ‘ragazzi’ cui siamo affidati? Non ci pare proprio: sembra che il loro fine sia l’ ‘apparire’  piuttosto che  ‘essere’…
Andiamo predicando ai nostri venticinque lettori che non ci sarà nessuna soluzione alla disgrazia di questo Paese, allo sbando fino a che non si ricostruisce l’umano. E’ ben vero che il Sig. Cardinale Bagnasco, invece di dire queste cose, scopre che il fatto che non ci sia un governo è intollerabile: bene Eminenza..., che governo propone? Con quali alleanze? Tutto qui il suo pensiero?
Di sacrifici se ne fanno tanti soprattutto da parte di quelli che nella società subiscono le ingiustizie sociali: ’i colpi cascano sempre all’ingiù’… dice l’amato Manzoni, ma i nostri campioni politici sembrano soddisfatti di loro stessi, delle loro ‘gratificazioni’ narcisistiche, incapaci di fare una proposta semplicemente perché non conoscono, non sanno, come i ‘professori’ del resto !Loro a sacrificarsi, a pensare, a studiare, ad approfondire i problemi e a formulare proposte per attuare il bene comune poco ci pensano… Da tutto questo scenario quel che emerge chiaramente è il fallimento della massoneria nazionale che pretende di tessere le fila e di guidare dietro le quinte i destini di noi poveretti: i loro leader sono dei fasulli, è il caso di dirlo. Molta presunzione e prepotenza e poca dedizione. Hanno coperto il vuoto lasciato dalla Chiesa cattolica che dopo la cura trentennale dei Ruini e poi di Bertone sotto i regni di Woityla e di Ratzinger hanno fatto tabula rasa di una dimensione di Chiesa e di popolo che ha ridotto il dibatto teologico ai livelli di Ruini, appunto.., di Cl, di Opus Dei  o di personaggi alla Mancuso: roba da New Age!
La via d’uscita è stretta, ma è fatta di umiltà, serietà e non di ‘effetti speciali’: molti dei giovanotti e signorine del Parlamento non hanno ben capito Marx se pensano che la conquista del potere consentirà loro, di per sé (…) di realizzare la giustizia in terra, un po’ come Scientology che separa  la pars destruens dalla pars construens: che ne verrà dopo se prima ‘ho fatto un deserto’…? Fecerunt desertum et appellaverunt eum pacem. Per noi i mezzi adoperati pre-giudicano il fine che ci si prefigge di raggiungere…

Post Scriptum
C'è stata la rielezione di Napolitano. Chiaramente è stato il male minore e di certo non crediamo affatto che il 'radicale' Rodotà, che si è fatto portare da un personaggio come Grillo, sarebbe stato un Presidente di equlibrio: lo provi la genericità e la fatica con cui ha preso le distanze dai propositi fascisti del Grillo. Ci preme, però, dire due parole su quel che ha scritto il "maestro di vita" Travaglio. Questo seguace di Montanelli (!), uomo di destra, poi passato alle posizioni di un'allegra macchina da guerra, pronta a bombardare tutto in vista di una una 'nuova' società di puri, usa un linguaggio che ondeggia tra coprofilia e necrofilia e il linguaggio manifesta ,voce dal sen sfuggiata..., il proprio essere...Viva Rodotà, dice lui, come tanti 'illuministi' che pensano che il problema dell'uomo è solo un problema razionale (...), di logica...; ci ricorda Rousseau e lo stato di natura. Ci verrebbe da dire: 'auguri'..., se una simile sciocchezza ottocentesca non impattasse su tutti noi... giacché viviamo assieme...


4 commenti:

  1. Gennaro Carbone21 aprile 2013 13:26

    La colpa di questa sciagurata situazione politica in cui siamo venuti a trovarci è in stragrande misura colpa di Bersani che non ha capito niente, a cominciare da quando in grosse città (Milano, Genova, Palermo) i suoi candidati non hanno vinto le primarie per le comunali. Infatti, doveva capire che la base, gli elettori non erano con lui, doveva rendersi conto che la questione Renzi non si componeva con la sua vittoria delle primarie, per cui doveva essere molto più attento (ma, diciamolo, più furbo!) nel fare le liste elettorali, con cui si è tirato in parlamento un mucchio di gente infida e anche senza capacità. Ora non dovrebbero dimettersi solo lui e la Bindi, ma dovrebbero dimettersi tutti dal parlamento.

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  2. Vincenzo Santi21 aprile 2013 16:31

    Ora c’è molto lavoro cultural-politico da fare, soprattutto perché sulle macerie del nostro sistema politico non si accampi a spadroneggiare Grillo, con il rischio che faccia il pieno alle prossime elezioni, e ci porti non si sa dove. Pericoloso è il suo delirio di onnipotenza che lo porta a dire: «Il nostro Movimento è nato il giorno di San Francesco. Noi siamo stati i primi francescani. Ci tengo a dirlo: è il papa che è grillino». Serve altro per capire il delirio di onnipotenza di questa persona? Ora non gli basta considerarsi l'unica forza politica democratica del paese (lo diceva di sé anche il Partito Comunista Sovietico), ma pretendono addirittura anche l'opzione su San Francesco.
    A mio giudizio, il lavoro da fare è capillare e un’azione come quella di questo blog, se continua a proseguire con costanza, perseveranza e tenacia, è quanto mai importante: anzi dovreste scrivere più spesso, su più tante questioni, dato che siete bravi.

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  3. Massimo Bianciardi22 aprile 2013 11:09

    A mio giudizio il vero errore di Bersani è stato l’esordio: aver proposto per la Presidenza della Repubblica una personalità negoziata col solo Berlusconi, senza potere credibilmente escludere un governo futuro così allineato.

    Anch’io ho partecipato alla reazione che c’è stata, più che comprensibile: un Pd che partecipasse ad un altro Governo con “questo” centrodestra non sarebbe più nemmeno il mio partito.

    A questo errore è seguito il secondo: il passaggio ad una linea opposta, in un partito composito come il Pd, oltretutto verificando il consenso a quella linea per acclamazione, un sistema che non facilita l’emersione delle posizioni critiche.

    Sullo sfondo un partito senza veri vincoli ideali e programmatici. Mi ha molto colpito, in tante trasmissioni televisive, l’imbarazzo degli esponenti del Pd alla domanda dei parlamentari del M5S: ma voi perché non ve la sentite di votare per Rodotà? L’imbarazzo era reale: l’imbarazzo di dover far ricorso alle idee per giudicare un interlocutore, di dover riconoscere l’assenza di un profilo di governabilità del nostro sistema politico nella cultura costituzionale del candidato alla Presidenza della Repubblica del M5S.

    E tuttavia non possiamo certo archiviare l’esperienza del Partito democratico!

    Nell’immediato dobbiamo preservare il Pd (anche scongiurando le cure del sindaco pasticcione e arrivista di Firenze) da un impegno diretto e a qualunque costo in imprese delle quali sia corresponsabile il centrodestra di Berlusconi.

    Il Presidente Napolitano, accettando la candidatura, ha dichiarato di confidare che, alla disponibilità richiestagli, corrisponda una “analoga collettiva assunzione di responsabilità”. Il comunicato presidenziale aveva tuttavia così esordito: “Naturalmente, nei colloqui di questa mattina, non si è discusso di argomenti estranei al tema dell’elezione del Presidente della Repubblica”.

    Ecco appunto: possiamo sperare e invocare che, nelle condizioni date, il prossimo Governo sia non solo un Governo di “transizione” (verso le elezioni), ma anche di “fiducia” provvisoria e condizionata, senza rinunciare, se fosse il caso, a ben motivate e ponderate “opposizioni” ?

    Che responsabilità sarebbe la nostra assicurando qualcosa di più, senza benefici per la comunità (non li ha recati granché il Governo Monti, figurarsi un Governo con Berlusconi!) e facendo precipitare le cose nel nostro interno?







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    1. Carlo Biancheri22 aprile 2013 11:14

      Questo piccolo blog ha cercato di mostrare che la crisi attuale della politica è anche culturale cioé dell'umano.E la crisi culturale qual è? E' quella dell'illuminismo e dell'idealismo di cui è tributario anche Marx, suo malgrado... Una via che ha portato al soggettivismo, al solipsismo a cominciare da quel Kant, la cui biografia fa dubitare dell'equilibrio mentale... Il Pd non è mai nato perché le componenti illuministico/massoniche e quelle leniniste (la vita politica ha come scopo la conquista del potere ed è come un tram che si ferma a tante fermate dove la gente sale e scende...; noi saremo gli ultimi a scendere! diceva Lenin...)non hanno mai seriamente dialogato con quella tradizione cristiana che si rifà a Mounier e Maritain, al di là dei posti di potere (o forse i rappresentanti o presunti tali di questa linea non erano all'altezza. Rodotà per nulla, sia umanamente sia per il suo azionismo divisivo e non inclusivo. Anche noi detestiamo Berlicche e la banda bassotti e gli scherani e le amazzoni e i fascisti, ma la casa brucia e da soli con un secchio non spegniamo l'incendio... Le ritirate strategiche, senza scomodare Mao, sono a volte necessarie e bisogna accettare quel che passa il Convento: il resto è purismo che soddisfa il proprio narcisismo. Del resto Lenin non ha forse scritto:"Estremismo:malattia infantile del Comunismo"?

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