venerdì 3 maggio 2013

IL PROFESSORE DEL GUITTO

Carlo Biancheri

Abbiamo sentito parlare un certo professore universitario che insegna all'Universita' di Genova, vicino al guitto, che, dopo aver fatto dichiarazioni tra il paleomarxismo e l'idiozia, ha cercato di interpretare / giustificare un atto folle e vigliacco: sparare a poveri carabinieri di guardia e a una passante incinta. Quel che fa specie è che l'Università abbia chiamato un tal personaggio a insegnare! Costui ha sostenuto che la Banca nazionale (leggi Banca d'Italia) è a tutti gli effetti una banca privata e si comporta come altre banche! Ma questo insegna all'Università e non sa neppure che la Banca d'Italia ha sì capitale privato (per motivi troppo lunghi da spiegare...), ma le funzioni sono disciplinate per legge, inclusa la vigilanza. E' per questo che un governatore è stato processato e con lui alti dirigenti...: per omessa vigilanza! Si tratta di dati elementari: c'è da chiedersi chi lo ha chiamato ad insegnare! Sono corresponsabili...

4 commenti:

  1. Marco Cardinali7 maggio 2013 18:16

    Poiché nel Pd l'unico obiettivo da sempre è quello di mettere fuori gioco Berlusconi, come si è visto in campagna elettorale, in cui non hanno saputo elaborare nessuna idea, ora nel governo Letta insistono

    per impedire che l'Imu sulla prima casa sia totalmente cancellata. Così dicono che è più importante ridurre le imposte su salari e stipendi. Questa contrapposizione è un falso problema. Abbassare il costo del lavoro e contemporaneamente dare più denaro in busta paga è un’operazione difficile e se possibile, per essere significativa, è anche costosa. Mentre, la correzione dell'Imu costerebbe 4 miliardi, non difficilmente reperibili ed avrebbe un impatto positivo sulla piccola proprietà. Per rendere competitivo il lavoro, o se ne diminuisce il costo o si aumenta la produttività. Alle imprese serve ridurre il costo complessivo e riducendo il carico fiscale si lascerebbe invariata la retribuzione netta. In questo caso il dipendente non avrebbe nessun vantaggio. Se invece si lascia invariato il costo complessivo e si riducono le imposte, la retribuzione netta aumenterebbe con un vantaggio solo per il dipendente, senza alcun vantaggio per le imprese. La terza scelta sarebbe una via di mezzo, riduzione del costo complessivo, riduzione del carico fiscale, per dare un vantaggio sia all'impresa che al dipendente. In questo caso il risultato sarebbe del tutto modesto, pur causando al fisco un minor gettito ben più alto del costo dell'Imu sulla prima casa. Tenuto conto del grado di litigiosità della maggioranza di governo credo che anche questi piccoli alleggerimenti del fisco saranno difficile da realizzare.





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    1. Carlo Biancheri7 maggio 2013 20:16

      Come vede, le scelte politiche sono complesse, se anche lei non indica quale sia la via migliore da scegliere…; ha ragione da vendere quando denuncia la mancanza di una capacità propositiva seria..., complessiva del Pd.
      Il dramma della politica di questo Paese è che ascoltiamo una serie di proposte parcellizzate che non approfondiscono, né indicano le modalità di attuazione, né l’impatto che hanno sul sistema nel suo insieme. Finite le chiacchere (in primis quelle del c.d. Movimento a cinque stelle…), le decisioni, ahimé, vengono assunte dai tecnici e soprattutto lasciano le cose come stanno o si prendono provvedimenti improvvidi e pasticciati, come fece il Monti, di cui giustamente più nessuno parla, anche perché il suo pensiero ha lasciato poca traccia. Per fare un esempio: si fa un gran parlare di federalismo, di democrazia diretta, che non è mai stata attuata negli Stati moderni, tranne che tra le mucche e le montagne svizzere (e coi referundum col 40%, in media, dei votanti…), ma fino ad ora il federalismo, da noi, si è tradotto in una moltiplicazione di costi e ha consentito alle regioni di interagire a livello internazionale; i risultati sono da dilettanti allo sbaraglio. Non parliamo poi degli scandali locali…
      Si aggiunga che nel modo virtuale ognuno dice quel che vuole e non c’è alcuna verifica: i giovani sono ormai abituati a parlare acriticamente, scambiando per la realtà le loro idee; nel contempo manifestano un’incertezza di fondo che traduce le proposte in gioco, cioè in prova… Se si facesse lo stesso in sala operatoria che succederebbe?
      Ci vuole non soltanto un supplemento d’anima, come diceva Bergson, ma anche ascolto, approfondimento, serietà… aggiungiamo…

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  2. La verità viene fuori dalla realtà: sono bastati 100 giorni di M5S in parlamento per capire che dietro il vaffan... e l’urlare di Grillo non c’è nulla, né capacità progettuale, né consistenza operativa. Alla prima verifica il Movimento è apparso come un pallone che iniziasse a sgonfiarsi! Bene! Speriamo di poter ancora confidare nell’intelligenza e nella capacità critica degli elettori.



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    1. Carlo Biancheri29 maggio 2013 20:09

      Il movimento sorge da un malessere diffuso che ha origine nel rifiuto di una classe politica nazionale e locale, dove si entra per cooptazione e che, tranne in casi macroscopici, non risponde a nessuno anche perché nella maggior parte dei casi non vi è un controllo sociale:quando si riceve una carica è come un canonicato… in altri secoli…Peraltro, la giustizia italiana è ridotta in uno stato miserevole:leggi malfatte,giudici autoreferenziali e spesso impreparati, imprudenti,sprechi e inefficienze,tre gradi di giudizio quando dovevano essere due…,un sistema di sanzioni che si attaglia al disegno originario nato quando esistevano reati come l’abigeato quando cioè l’Italia era un grande paese agricolo… e anche una litigiosità abnorme.E poi una classe dirigente chiusissima, abituata a gestire tutti i problemi con le relazioni,infischiandosene delle leggi e ben consapevole che i controlli pubblici sono inefficaci anche per le appartenenze alle varie consorterie/confraternite…

      La risposta a tutto ciò data dal movimento è da fantascienza…,da fuga dalla realtà: un gruppo /setta che propone una palingenesi manichea (buoni e cattivi),arruolando dilettanti allo sbaraglio…;sia detto con cautela…, ma per fare il deputato ci vuol qualche preparazione:il Parlamento non è un training per aspiranti…perché il legislatore è colui che dovrebbe decidere la miglior soluzione che impatta su tutti, andando anche oltre i limiti del programma indicati agli elettori, specie quando il programma è infarcito di sciocchezze…Ma viviamo in un universo virtuale in cui ci si sveglia la mattina e qualsiasi delirio di onnipotenza non ha riscontro,appunto perché non ci si confronta e non si sa neppure definire cosa sia bene comune che si fonda su due concetti:giustizia commutativa (a ciascuno lo stesso) e giustizia distributiva (a ciascuno quel che gli spetta) e sulla loro combinanzione che è la politica…

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