martedì 7 gennaio 2014

IL MALE NELL'OMBRA DELL'ANONIMATO Carlo Biancheri

Segnaliamo ai nostri venticinque lettori che, nel frattempo, sembrano essersi moltiplicati come conigli giacché abbiamo superato i venticinquemila contatti, che il nostro piccolo blog è stato oggetto di attacco da parte di anonimi,timorosi all’evidenza di quel che scriviamo.Cercare di ostacolare chi esprime le proprie idee è sintomo di vigliaccheria e di paura della realtà che suppone un confronto aperto.Caravaggio rappresenta molto bene il legame tra il male e l’ombra, come nel martirio di S. Pietro dove il volto dei carnefici silenziosi non si vede e si perde nel buio.Noi amiamo la luce perché crediamo che nulla umanamente debba esser celato a motivo della grandezza dell’uomo e continueremo ad avversare chi si cela e colpisce nel buio in modo sub-umano.

4 commenti:

  1. Pasquale Esposito11 gennaio 2014 14:16

    Ma allora la condanna di Berlusconi non vale niente? E lui, anche se interdetto dai pubblici uffici, può presentarsi capolista per le europee in tutte le circoscrizioni? Si ha l’impressione di vivere in un mondo dissociato con due realtà parallele, anche se non è ben chiaro chi siano gli avatar, anche per la situazione del Piemonte dove Cota governa quattro anni illegittimamente e la Corte Costituzionale dichiara incostituzionale la legge con cui il parlamento è stato eletto... Ma allora è tutto un bluf??




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    1. Carlo Biancheri11 gennaio 2014 14:20

      Paghiamo venti anni e più di furbizie. Gente senz’arte né parte o malavitosi che si sono occupati della cosa pubblica per loro personalissimo tornaconto. Poi le leggi fatte in modo sciagurato da gente che non sa, non capisce quel che vota o non vuole il bene comune…, una burocrazia potentissima perché assicura il ‘malfunzionamento’ della vita quotidiana, i controlli che non ci sono e nessuna sanzione se non processi per chi fa parte dell’Amministrazione, sia essa centrale o perifierica. Invece di chiedersi solo perché la magistratura e la giustizia funzionano male non c’è una parte politica che riconosca che le leggi sono pessime, strampalate. Poi abbiamo gli esperti di bondage, i guitti e quelle che han visto le sirene con le loro ricette da ‘pensatoio’di Archimede pitagorico… o i pasticci di chi vuol fare (e ha ragione…) ma fa male, propone, in ultima analisi, un gran pasticcio.Faccio un esempio: Renzi dice che biosogna sforare il 3% del debito pubblico sul PIL perché la Germania e la Francia alcuni anni fa lo hanno già fatto. Ritiene di avere il peso per ottenere una maggioranza ponderata in sede europea? A noi risulta che l’Italia conti sempre di meno per il suo provincialismo, incultura e pressapochismo. Gli intellettuali continuano con l’approccio analitico, ormai riconosciuto fasullo, di Hegel che concepisce una Storia per soggetti e quindi dibattiti interminabili su quel che farà Renzi o Berlusconi, sulla tattica,sulla strategia,sulla legge elettorale:viene in mente Marx che credeva che la liberazione sarebbe venuta se il’soggetto’ proletariato avesse conquistato il potere... (si è visto l’esito…).Nessuno che parli dei problemi e delle soluzioni se non: patrimoniale, job act finanziato con soldi che non ci sono… ecc.ecc. In Italia ormai si mette seriamente sullo stesso piano il trattamento dei partners dei diplomatici gay e la crisi economica…Un paese senza bussola. Ciò detto va benissimo per il Piemonte: non si vincono le elezioni con l’imbroglio e la Lega dei malavitosi, cui ci tocca pagare diamanti e mutande verdi, si distingue una volta di più!

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  2. Lorenzo Springhetti12 gennaio 2014 09:21

    Quello che Biancheri dice è tutto vero e giusto, ma forse bisognerebbe non più rinvangare sul passato e cercare di costruire il nuovo, il futuro, mettendo in chiaro i problemi e impegnandosi a risolverli. Mi pare sia quello che sta facendo Renzi. Le pare che si possa aver fiducia in questo nuovo personaggio della scena politica? Forse c’è il rischio che gli altri lo fagocitino e neutralizzino. O magari lui è solo un velleitario: tra il dire e il fare...

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    1. Carlo Biancheri12 gennaio 2014 09:26

      Vede, come abbiamo già detto, noi non crediamo che la Storia si esaurisca negli attori, nei soggetti, hegelianamente. Noi partiamo dai problemi e il giovane Renzi e i ragazzi che lo attorniano fanno proposte pasticciate e velleitarie. Don Ferrante diceva alla moglie Donna Prassede: "La si ingegni, la faccia da sé giacchè la cosa le par tanto chiara..." Questo è il rischio da evitare: la precipitazione e la superficialità. Bisogna agire senza essere degli attivisti. Non basta citare La Pira, come ha fatto uno dei giovanotti che circonda il Renzi, per diventare erede di un patrimonio nobilissimo della sinistra cattolica che aveva Aristotele e Tommaso d'Aquino come retroterra culturale: La Pira, poi canonizzato, era studioso di Tommaso. C'è qualcuno del giro di Renzi che lo conosce? Al contrario ha scelto come assessore alla cultura a Firenze il Givone, un heideggeriano che va molto meglio con Vattimo e Cacciari o Severino che con S.Tommaso... E poi un filosofo deve fare l'assessore? E' meglio un uomo d'azione che si consigli con studiosi, no? Noi crediamo che bisogna andare contro-corrente perché stiamo dalla parte delle cose e bisogna fare proposte serie e fattibili... sui gravissimi problemi del Paese senza scassare tutto il quadro istituzionale, altrimenti riduciamo la politica a come la vede il conduttore de La gabbia ... o la Lega, i grillini, Fratelli d'Italia o gli adepti del pregiudicato che ha tanto ben operato. E' la qualità delle proposizioni che rende autorevoli non le persone. Quindi niente proposte 'trendy', ma pensate, se ci si propone come leader...

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