mercoledì 20 agosto 2014

NEL MONDO DI TWITTER


 Carlo Biancheri

Noi non siamo affatto tra i cantori della superiorità del sistema statunitense, del sogno americano. Ci siamo stati là e abbiamo potuto renderci conto che c'è chi vive bene in senso materiale e chi vive malissimo. Colpisce l'appartenenza ad un gruppo quale che sia, come condizione di sopravvivenza. Non c'è vera solidarietà, c'è invece molta retorica e soprattutto un equilibrio nel fare delle cose, la famosa performance, in altri termini nell'avere e non nell'essere... La mancanza di un futuro, che non sia secondo i canoni di Disneyland, suscita angoscia, nevrosi nella gente. Le case, salvo rare eccezioni per i super ricchi, sono tutte uguali, come quelle dei quadri di Hopper; si può sognare qualcosa che non sia di celluloide in quel paese? Tra le molte meraviglie che abbiamo importato da loro e che ci hanno svuotato, c'è anche twitter: si comunica con 140 caratteri. Che senso ha? Slogans... basta. Tipico esempio di questo tipo di cultura è la teorica del giovane degagé, parlamentare di 5 stelle che si è avventurato ad analizzare gli atti di terrorismo con mezzi culturali rudimentali, non dissimili da quelli del capo-comico, guida e fondatore del movimento. E sì, secondo il nostro parlamentare, non resta che farsi saltare in aria in una metropolitana se non si può, in altri modi, far valere le proprie ragioni. L'ineffabile Pannella ha tenuto subito bordone ricordando che lui voleva dialogare con le Brigate rosse... Peccato che Bonhoeffer non avesse alcuna intenzione di dialogare con i nazisti...; e quello "era un uomo"... Il disprezzo per la vita umana, forse sarebbe meglio dire la totale nescienza di questo valore, porta a privilegiare l'obiettivo, di per sé abietto perché basato sulla prevaricazione e sulla violenza - qualsiasi cosa uno sostenga è legittima?-, a scapito dei mezzi. Nella mente di chi formula certi interrogativi la morte degli innocenti e il suicidio sono poca cosa rispetto al risultato: colpire l'avversario. Riconoscere uno status culturale a questi dell'ISIS è di per sé aberrante: gente da twitter, appunto. I terroristi sono capaci di una messinscena disgustosa, come quando fanno lanciare ad un prigioniero accuse tremende contro i suoi, subito prima di ucciderlo. Se si dà un minimo di credito a questi soggetti che hanno smarrito la loro umanità, significa che ciò che conta nella vita è il successo, l'obiettivo da raggiungere, quale che sia, o l'immagine di sé come in Narciso e Boccadoro... E' per questo che si può trasgredire ed insultare gli altri in un dibattito politico perché non c'è più alcuna norma comune che ci consenta di riconoscerci. Se io devo provocare un male ingiusto ad un altro per raggiungere il mio obiettivo, che problema c'è? Fa' parte dei costi del mio operare...; creerò, forse, una società più giusta con la violenza, le uccisioni ecc. quando avrò raggiunto il mio obiettivo? Quel che ci preoccupa è che ci si debba confrontare con simili riflessioni: significa che siamo caduti molto in basso e che abbiamo affidato i nostri destini a persone la cui maturità umana è del tutto inadeguata.

7 commenti:

  1. Giorgio Mattioli1 settembre 2014 15:04

    Caro Biancheri, scrivo a lei per sfogarmi un po', perché, anche in base a questo suo ultimo post, mi sento sempre molto in sintonia con lei. Vede io mi sento molto spaesato e confuso, perché adesso che ho superato i 70 anni tutto quello che era male quando ero giovane adesso non lo è più e non solo a livello civile, ma anche per la Chiesa, cosa che mi disturba molto, perché io sono e sono sempre stato un cattolico osservante e praticante e direi anche di idee piuttosto aperte. Ma adesso su certe cose non mi ritrovo proprio più! Ad esempio, adesso i giovani convivono magari anche una decina di anni, evitando accuratamente di avere figli, poi ad un certo punto (fulminati sulla via di Damasco!) vanno a sposarsi in Chiesa e va tutto bene, nessuno dice niente, l'idea di scandalo (per la convivenza) non esiste più. Certo che la Chiesa li sposa, sempre meglio che niente, dato che oggi in Chiesa si sposano in pochissimi. Quelli che vorrebbero sposarsi sono i gay e finirà che la Chiesa li sposerà (temo!), in mancanza di meglio! Non vorrei che si facesse solo per fare cassa! Ora i gay potranno anche adottare i bambini, figli naturali di uno dei due: a me sembra già una cosa aberrante la fecondazione eterologa, perché mi pare che tanto varrebbe avere un rapporto sessuale normale con un'altra persona, ma che poi venga fatta dai gay tanto per avere un pupattolo con cui giocare, mettendo i bambini in una situazione innaturale, non mi va proprio... ma quello che mi dispiace di più è che oggi tutto questo viene accettato dall'opinione pubblica, mentre la Chiesa sembra astenersi dal pronunciarsi e chi si pronuncia sono i politici di estrema destra, per cui non mi piace dover essere uno di destra (non lo sono mai stato) per queste idee di morale sessuale. Sono proprio confuso.

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    1. Carlo Biancheri1 settembre 2014 15:08

      Grazie per la fiducia: sia detto senza infingimenti, non so quanto meritata... A mio debol parere la morale sessuale è stata tracciata in tempi in cui non c'era sovrapopolazione, ci si sposava a diciassette anni, se non prima per le donne e in qualche modo si seguiva un ciclo naturale (uso questo aggettivo con buona pace dello sciagurato Kant ed adepti che hanno rotto il rapporto tra natura e cultura per cui oggi si discute bellamente dell'equiparazione di un rapporto gay che si prefigge amore e piacere con un rapporto eterosessuale dove potenzialmente nasce la vita -come diceva Thomas Mann che di queste cose se ne intendeva, essendo bisessuale...- per tacere dell'alterità del rapporto maschio/femmina che costituisce un plus anche psicologico, quando non è l'inferno...). Adesso i maschi si sposano a trent'anni, se va bene, e quindi c'è una sorta di violenza alla natura e da qui, inconsciamente, la risposta di un 'fai da te'... Cosa intendo dire con ciò? Se leggo S. Paolo o i Vangeli, la Scrittura è chiarissima: non vi illudete... oppure offrite i vostri corpi in sacrificio perché il tempo si fà breve... Ma c'è una storia ed una pedagogia di ciascuno di noi, anche per i più brutali e animaleschi che in sé, per la Creazione, sono ad immagine di Dio. E qui ci vuole pedagogia, molta pedagogia e anche l'esercizio dell'epicheia, se ci fosse la Comunità... I preti che esercitano certe funzioni ed amministrano i sacramenti si ritirano spaventati, i più, come al tempo di S. Francesco; non sono certi del loro ruolo. Che siano divenuti dei funzionari come dice il papa? Certo spesso non sono padri, specie i giovani, formati su una teologia affettiva, d'accatto... Tutto si tiene. La storia della fede è sempre quella di un piccolo resto, al di là dei trionfalismi..., ma a quel piccolo resto non mancherà il sostegno: è questione di fede.

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  2. Alessandro Facchioni2 settembre 2014 20:45

    Lei, Biancheri, ha ragione quando dice che la morale sessuale è stata codificata in epoche in cui i tempi, i ritmi e le situazioni della vita soprattutto giovanile erano molto diversi, però di questo fatto dovrebbe farsene carico la Chiesa nel suo insieme in quanto tale e dare delle nuove diverse norme di comportamento morale su cui ci si potesse basare anche a livello educativo, in famiglia, in parrocchia, ecc. ecc., non lasciar circolare una morale "fai da te", secondo cui ognuno fa come gli fa più comodo e gli viene meglio, per cui anche i sacerdoti sono più o meno rigidi o accomodanti a loro personale giudizio, con valutazioni molto diverse da una parrocchia ad un'altra.

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    1. Carlo Biancheri2 settembre 2014 20:46

      Certo, ma non ci sono norme che coprano tutte le casistiche specie in morale... e l'applicazione della norma sarà sempre pastorale... come insegna il papa... e qui sorge il problema per eccellenza perché la comunità, salvo gruppi/sette(?), esiste solo di nome...

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  3. Sul consenso espresso da tribunale all'adozione di una bambina da parte di una coppia di lesbiche bisognerebbe essere molto critici. Prima di tutto perché non c'è una legge in merito e il tribunale ha oltrepassato le sue competenze, anche perché il matrimonio e la fecondazione erano avvenuti all'estero, poi per la cosa in sé, senz'altro negativa.
    Infatti affidare la crescita e l’educazione di un bambino a due persone delle stesso sesso, significa far venire meno al bambino quelle caratteristiche complementari per una crescita ordinata e armoniosa. Due uomini non saranno in grado di trasmettere al bambino quelle caratteristiche di dolcezza e affetto tipiche del mondo femminile. Due donne non riusciranno mai ad esercitare verso il bambino quella autorità caratteristica della figura maschile. Per questo non si può fare appello a statistiche o a pregiudizi (come faceva riferimento la sentenza). È sufficiente un naturale spirito di osservazione per capire come sia indispensabile per un bambino, avere una padre e una madre capaci di educarlo e accompagnarlo nella vita. Le caratteristiche maschili e femminili sono fondamentali per una sana crescita ed un equilibrato sviluppo umano e spirituale.

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  4. Francesco Cassisnis7 settembre 2014 21:48

    Lei dice, caro Biancheri, che la morale sessuale è stata formulata in tempi in cui la realtà di vita, soprattutto giovanile, era molto diversa per cui ipotizzerebbe una revisione da parte della Chiesa sulla materia. Ma, secondo lei, ci sono molti casi nella storia in cui la Chiesa ha cambiato le sue posizioni a proposito del peccato? A me pare di ricordare solo la questione del prestito ad interesse, che dalla medievale condanna dell'usura, è poi diventato attività permessa con la nascita delle banche e quindi lo sviluppo di tutta l'economia moderna.

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    1. Carlo Biancheri7 settembre 2014 21:55

      Lei pone un problema serio che si dibatteva ampiamente durante e dopo il Concilio, poi con Giovanni Paolo II, certo un santuomo, ma teologicamente discutibile..., c'è stata una sorta di censura e non si dibatteva più alcunché; si sono privilegiati gli attivisti, i raduni di massa e lo show: le conseguenze le vediamo. A mio debol parere, come dice il Concilio, c'è una progressiva comprensione del Vero che non cambia però il contenuto. Si veda a proposito il magistrale libro di Congar: Teologia, estratto dal Dictionnaire de Theologie catholique, dove spiega da par suo il ruolo della ragione non solo in Tommaso ma anche in Agostino e nei Padri, in generale. Da subito si è usata la ragione nelle Verità di fede che certo è 'ancilla' ma dotata di una sua autonomia e questo valga per i fideisti moderni... Nella fattispecie, si tratta di applicare l'ermeneutica, cioé fatte salve le finalità, approfondire le circostanze per verificare in che modo è possibile raggiungere lo stesso fine: la primazia dello spirito, come avrebbe detto Platone... Esercizio complicato.
      Per le banche il divieto d'usura rimane ma si è compreso che una remunerazione del prestito è legittima essendo le banche imprese e dovendo sostenere dei costi. Istruttivo al riguardo è il comportamento delle banche islamiche che seguono la sharia: il divieto di prestare ad interesse è assoluto ma si paga una commissione... che corrisponde esattamente al tasso d' interesse per la durata del prestito... anche se spesso è una sorta di 'lump sum'... Bisogna guardarsi dal fondamentalismo, come in questo caso.

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