venerdì 24 aprile 2015

LANCIARE FIORI IN MARE NON SERVE A NULLA


Carlo Biancheri

Così il giovanotto di Pontassieve, forse deluso dall’esito del vertice di Brussels sull’emigrazione, si è espresso all’inizio della conferenza stampa, ieri sera.
Chi ha lanciato i fiori in mare a Lampedusa ? Papa Francesco, per caso?
Cominciamo col dire  qualcosa che il pressapochismo del nostro giovine che sta imparando i primi rudimenti della politica interna ed internazionale (a spese nostre…), al di là dei trabocchetti e della tattica che conosce benissimo, ma che fà al massimo vincere scaramucce o battaglie, ma non la guerra…, probabilmente ignora.
Ci sono gesti che parlano alle coscienze, come la marcia in Alabama contro il razzismo, come il dialogo di Francesco ‘piccolino’ col Saladino, durante le Crociate (!), quel Saladino che  gli regalò oggetti che sono esposti ancor adesso a Santa Chiara ad Assisi, anche se non portano a risultati politici immediati. Forse il nostro, contagiato dal modo di ragionare del mondo massonico con cui è costretto a confrontarsi quotidianamente, considera le cose solo in termini di potere, di rapporti di forza… Anche Stalin la pensava così quando chiese quante divisioni avesse il papa, alla fine della seconda guerra mondiale… Ma è un ragionare sciocco, perché tiene conto solo dell’immediato, non del futuro. Così i suoi disegni di legge sono dei pasticci  come l'Italicum, come la riforma del Senato, come l’abolizione nominale delle province.
‘Ringrazio David che rappresenta un paese che siede nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite…  per il suo appoggio’...
Due osservazioni: David, che fà delle belle vacanze in Toscana con Samantha, considera l’Italia - mi voglio rovinare… - come un popolo di albergatori e di osti. Anzi forse pensa che  gli albergatori sono spesso disorganizzati e confusionari e poco efficienti, ma il paesaggio è ancora bello e c’è il sole e quindi si può fare, tanto più che il vino è buono e ci si sbronza volentieri. Ma per il resto… underdogs… Quindi gli immigrati  ve li tenete, altrimenti sparate loro o buttateli in mare come fanno quei gentiluomini degli australiani che tra l’altro a difenderli hanno un oceano di mezzo… e non un ‘canale’.
Il Regno Unito (ma per quanto ancora?) siede sì nel Consiglio di sicurezza ma conta il due di picche; quindi citare il gran peso della Gran Bretagna è sinonimo di apprendista di paese …; avesse parlato di Cina o financo di Russia per non menzionare gli USA…  sarebbe stato diverso. E poi David, il caro amico David…; come tutti gli italici che considerano i forestieri esseri superiori, l’attor giovine non ha ancora capito che chiamarsi per nome nel mondo anglosassone non vuol dire essere amici, ma soltanto colleghi… quelli stessi che non necessariamente ti sostengono… anzi.
Non penserete mica che l’approccio sbagliato del nostro  che confonde pubblico e privato non sia in sintonia con il linguaggio degli oppositori. Non parliamo dei leghisti perché non c’è alcunché che meriti di esser detto, salvo ricordare le osservazioni di Gadda sulla mimesi ed il linguaggio del dittatore Mussolini… Ma gli altri, gli adepti del pianeta Gaia, quelli che secondo Nietzsche sarebbero al di là del bene e del male…, prima parlano e poi pensano ed è una confusione continua di pineapples and oranges come dicono gli anglosassoni… Quel che manca in questi giovani che si sono trovati troppo presto in posti apicali è la criticità su sé stessi: sinceramente io cerco di parlare solo di quel che conosco un po’ e non pretendo di padroneggiare lo scibile umano, né desidero fare del moralismo a buon mercato. Non sarebbe meglio che ciascuno esaminasse sé stesso e ci si confrontasse su proposte e progetti invece che su accuse alla persona o ai partiti?
Non ci sono soluzioni al problema dei flussi migratori per un paese che è uno stivale nel mar Mediterraneo…, salvo fare  politica con i paesi arabi che noi avremmo potuto mettere in pratica da decenni anche perché non avevamo, con loro, il pesante retaggio colonialista dei francesi, poco amati in Tunisia e detestati in Algeria e Marocco, ma…  soli interlocutori fidati perché costanti… Gli inglesi, si sa, sono mercanti che spesso imbrogliano come nei servizi finanziari…; noi abbiamo fatto le cicale, abbiamo tollerato e patteggiato con le mafie, abbiamo dato la politica in mano a mestieranti ed attori di avanspettacolo ed eccoci qua: lo Stato dov’è? Monsù Travett tanto svillaneggiato ci sembra un eroe di altri tempi. C’è qualcuno che cerchi disperatamente nella cosa pubblica di perseguire l’interesse generale al di là delle perenni emergenze dovute ad imbrogli od incapacità? Io credo che ci siano tanti in Italia cui si possa dire: ti pago poco per fare qualcosa che resti e che sia utile a tutti…, ma credo che invece di continuare la litania del ‘bisogna farsi valere in Europa’ non sarebbe male se  si cominciasse a valutare quali sono i benefici ed i costi dello stare in questa Europa trasformatasi in un libero mercato senza solidarietà.









11 commenti:

  1. Stefano Floriani24 aprile 2015 15:11

    E così anche lei, Biancheri, pensa che si possa ipotizzare di lasciare questa Europa dei banchieri? Non pensa che se ne possa costruire una della solidarietà tra i popoli standoci dentro?

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    1. Carlo Biancheri24 aprile 2015 15:15

      Interessante quesito. Non sono solo i banchieri, ma anche le grandi industrie, chi dispone di grandi fortune, le società occulte di mutuo soccorso tra ricchi o rampanti… a caldeggiare una finta Europa con libertà di mercato, di movimenti di capitali con poche regole e, soprattutto, con controlli squilibrati da Stato membro a Stato membro ed inefficaci, specie quando l’operatore non è residente.L’abbiamo detto più volte: i liberalizzatori alla Bolkenstein hanno seminato catastrofi e con ciò non si vogliono affatto difendere i monopoli nazionali, si vuol rifiutare, invece, la filosofia darwiniana della selezione naturale, una filosofia cioè che obbliga a correre il centrometrista di professione con chi ha un handicap e poi…vinca il migliore.E’ stato nazionalizzato quasi l’intero sistema bancario inglese dopo la crisi: qualcuno ha fiatato o si è chiesto cosa sia andato storto? Ci sono forse stati cambi radicali nel mercato unico? La sola conseguenza è stata che il Club Med in Europa che difendeva alcuni principi si è quasi dissolto, anche grazie a coloro che hanno così ben operato in Italia per vent’anni e che hanno messo in posizioni apicali giornalisti della cronaca di Roma, o amministrativisti di seconda fascia che hanno più o meno imparato l’inglese da Commissari europei… Le pare che l’Italia sia stata ben rappresentata e se non lo è stata il conto non si paga adesso? Invece di proclamare un fideismo federalista inconcludente perché trascura rilevantissime differenze economiche e culturali sarebbe stato molto più saggio ritornare allo stile dei padri fondatori ed al loro metodo: il consenso, la solidarietà. Per fare questo bisognava sbarazzarsi delle quinte colonne messe lì dalla protervia americana per controllare il processo: gli inglesi che hanno sempre boicottato l’Unione. La crisi della Francia ha fatto il resto. il partito socialista di Hollande è più che altro un teatro di pochade alla Feydau, altro che lo stile Mazzarino del cinico Mitterand! E le anime belle alla Delors han fatto dei gran pasticci. Non si fanno unioni con i nipotini dell’Illuminismo che non hanno capito la critica marxiana alle libertà formali. Gli Stati Uniti si sono uniti dopo una guerra…Bisogna ripartire dalle cose e dai problemi, ma per far ciò bisogna esser preparati e crederci: non basta dire che il Brunello è tanto buono… per una servile "captatio benevolentiae".

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  2. Roberto Bellucci24 aprile 2015 15:16

    Il tentativo di Renzi di coinvolgere l’Europa è fallito e noi ci terremo gli immigrati, i rifugiati e tutti quelli che vorranno venire qui da noi. ma è possibile che non ci sia una soluzione per questo problema? E’ vero che la storia è fatta di migrazioni da cui sempre sono nati grossi mutamenti sociali e politici, ma ora non si potrebbero aprire le frontiere e dare la possibilità a chi vuole di venire in Italia o in altri paesi in aereo o in nave, poi di fare un’accettazione entro certi limiti, poi eventualmente chiudere di nuovo le frontiere finché quelli di prima non sono sistemati e così via... Almeno eviteremmo tutti questi morti in mare, con le conseguenti lacrime e le corone di fiori.

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  3. Francesco Greco24 aprile 2015 15:17

    Ormai sembra chiaro che sia la barca di Renzi a far acqua da tutte le parti, le sue promesse non bastano più, la situazione economica e quella del lavoro non migliorano, in Europa non abbiamo credito, rischiamo di essere invasi dagli immigrati riguardo ai quali stiamo sostenendo spese per noi forse non sopportabili. Forse ci sarebbe da sperare che con il voto all’Italicum questo governo andasse a bagno, anche se poi sulla scena politica non sembra emergere nessuno di rilievo.

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  4. In questi giorni non si sentono altro che dibattiti sulla questione degli immigrati, ma mi pare che non venga fuori nessuna idea buona, accettabile, costruttiva, quella che va per la maggiore di andare in Libia a distruggere i barconi mi sembra la peggiore di tutte, poco attuabile, foriera di ritorsioni, di fatto un’azione di guerra. Interessante invece mi sembra quanto ha scritto in un precedente commento Roberto Bellucci, cioé di trovare un modo per far entrare questi migranti in modo non illegale (di fatto l’illegalità è già sospesa con il salvataggio e l’accoglienza), non pericoloso per loro e non remunerativo per gli scafisti. Non sono esperto di Diritto Internazionale, ma penso che forse ci vorrebbe una modifica del Trattato di Shengen o qualcosa del genere, ma è possibile che nessuno pensi ad una via di questo genere?

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    1. Carlo Biancheri25 aprile 2015 12:49

      A me sembra che certe proposte piene di buon senso, all'apparenza, prescindano totalmente dal fatto che non disponiamo di alcuna autorità fuori dal nostro territorio dove i richiedenti asilo potrebbero esser ascoltati. Gli interventi delle Nazioni Unite, difficili da attivare da parte di un paese che non ha molta gente preparata e coraggiosa capace di fare politica internazionale -il caso dell'Ambasciatore Fulci che bloccò per anni l'ampliamento del Consiglio di sicurezza a nostro danno, dovrebbe far riflettere; si tratta di un’eccezione… -, sono pochi e suppongono un ampio consenso. E che consenso volete che abbiamo noi in sede ONU dopo aver soppresso, di fatto, l' aiuto allo sviluppo? Non abbiamo una massa d'urto dei paesi emergenti che ci sostenga: ’italiani prima di tutto’ spesso è uno slogan autolesionistico e il risultato è l’isolamento in sede internazionale... Chi conosce il mondo sa benissimo che ogni paese cerca il proprio tornaconto e che la generosità e l'accoglienza non sono moneta corrente. In un tempo di chiusura dei confini e di terrorismo chi accetterebbe di aprire frontiere e presidi di accoglienza sull’altra sponda del mare? Quanto al trattato di Dublino più che Schengen, l’abbiamo approvato con la superficialità abituale di molti politici e diplomatici che invece di fare l’interesse nazionale obbediscono alle appartenenze sovranazionali…

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  5. Emilio GANDINI26 aprile 2015 10:01

    Un bell’esempio di solidarietà e di integrazione viene da Parma dove da maggio cinque famiglie accoglieranno in casa loro un profugo, percependo solo 300 euro al mese di rimborso spese. Un modello di accoglienza da estendere, se vogliamo essere veramente generosi e far vedere all’Europa quale è lo spirito e il cuore degli Italiani.

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  6. Raffaele Baldini27 aprile 2015 08:13

    In un’Italia in cui si moltiplicano le pagine sui social network e nei siti per gridare “fuori tutti i migranti dall’Italia!”, non so quanti sarebbero disposti a prendersi un rifugiato in casa.

    Dobbiamo, però, tener presente che è arrivato l’ultimo rapporto annuale del Centro Astalli, il servizio dei Gesuiti per i rifugiati, che fa il punto della situazione. Nel mondo ci sono 50 milioni di persone che hanno dovuto scappare dalla loro casa e dal paese in cui vivevano. Una cifra così non la si raggiungeva dalla seconda guerra mondiale, a dimostrazione che, come ha detto Papa Francesco, stiamo vivendo una terza guerra mondiale. Il Libano ospita due milioni di rifugiati dalla Siria, su quattro milioni di abitanti. Da noi, nel 2014, sono sbarcati 170.800 migranti circa, di cui meno di 65mila hanno presentato domanda di asilo, perché gli altri hanno proseguito per altri Paesi europei.

    Noi comunque abbiamo grosse difficoltà ad accoglierli. Lo SPRAR (il sistema di accoglienza e protezione per richiedenti asilo e rifugiati) offre oggi 22mila posti, da 3500 che erano. Ma quali sono le Regioni che collaborano di meno? Il Veneto e la Lombardia, che accolgono un rifugiato ogni 2mila abitanti, meno della metà rispetto alla media nazionale.

    Il Veneto e la Lombardia, cioè le Regioni che hanno il Pil più alto e il welfare migliore. Ma anche quelle in cui la Chiesa è più presente... Una situazione su cui c’è molto da riflettere…




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    1. Carlo Biancheri27 aprile 2015 08:16

      Lei ha perfettamente ragione.E i vescovi che fanno? Li ha sentiti? In perfetto contrasto con quel che dice il papa che oggi, nella bellissima omelia in San Pietro per l’ordinazione di sacerdoti, ha ricordato loro di non predicare in modo noioso, di non spiegare un’idea, ma di parlare col cuore… come faceva il curato d’Ars, del resto, che non era colto, ma illuminato…
      Mi viene in mente il bellissimo film della Cavani su San Francesco dove i primi seguaci, che vengono mandati a due a due chiedono: ma cosa diremo? Siamo ignoranti… Dite quello che credete veramente… Ecco il punto. Anche gli ex scismatici della fraternità di Lefevre non fanno che mettere i punti sulle i quanto alla dottrina, ma la carità non emerge affatto e, se manca questo, il Vangelo a cosa si riduce? Se bisogna mandare avanti un apparato, io ho altro da fare…

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  7. Michele Gatteschi1 maggio 2015 21:15

    Quella di cercare di far entrare in Europa profughi e rifugiati in modo legale sarebbe, a mio giudizio, senz’altro l’idea migliore, mentre quelle dei blocchi navali e della distruzione in Libia dei barconi, oltre ad essere difficili da praticare, possono diventare foriere di conseguenze molto negative anche per il nostro paese. Facendo entrare legalmente le persone si toglierebbe agli scafisti un’enorme fonte di guadagno che va ad alimentare sovente l’islamismo radicale e sovversivo, inoltre si eliminerebbero i pericoli di naufragio e le occasioni di vessazione e di sofferenza alle persone migranti. Ci sono, però, due questioni da esaminare: ora un viaggio illegale, tramite gli scafisti, cosa mediamente dai 5000 ai 15000 euro per persona, ragion per cui è possibile solo per un numero limitato di individui, mentre se si aprissero vie legali, dato che, ad esempio, un biglietto aereo dall’Asmara a Roma, passando per Il Cairo, avrebbe un costo intorno ai 500 euro, la massa d’afflusso diventerebbe enorme e quindi forse non sostenibile per l’Europa. In secondo luogo la maggior parte dei paesi da cui provengono i migranti ha le frontiere chiuse e non concede visti di uscita. A questo aveva cercato di ovviare l’avvocato Alessandra Ballerini rivolgendo un appello a papa Francesco affinché la Santa Sede, attraverso le sue Nunziature apostoliche in Africa, Asia e Medio Oriente, concedesse visti umanitari, ma, anche se sembra che al Papa i problemi dei migranti stiano a cuore, non è stata data una risposta concreta all’appello e anche la Santa Sede è rimasta alle parole di solidarietà e ai buoni propositi...

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    1. Carlo Biancheri1 maggio 2015 21:17

      Ma…le Nunziature in quei paesi sono composte di due o tre persone: si devono, secondo lei, trasformare in uffici di verifica sui requisiti per chiedere asilo? Con procedure complesse? Dubito.E poi mi ricordo gli argomenti, diciamo così…, del Salvini che continua a dire che il papa se li dovrebbe prender tutti in Vaticano…Centomila? E il corpulento arcivescovo di Milano è contento di queste affermazioni? Oggi all’Expo si impadroniva di ogni microfono per dire…

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