giovedì 18 giugno 2015

IL SALUMAIO E LA DIVINA COMMEDIA


Carlo Biancheri

Al tempo in cui si leggevano e, soprattutto, si studiavano i libri, un grande teologo della provincia piemontese, Alba, Natale Bussi, compagno di liceo di Fenoglio e di Pavese, cui il primo, morendo, affidò la figlia, in grado di leggere in tedesco Heidegger (c'erano solo lui e Chiodi, allora, che lo sapessero fare in un paese provinciale come il nostro) e Barth, soleva fare l'esempio, a proposito di certi teologi della liberazione che imperversavano  alla fine degli anni ‘60, del salumaio e della Divina Commedia: il salumaio ha davanti a sé la Divina Commedia aperta sul banco, arriva un avventore che gli chiede un etto di salame, lui lo taglia, strappa una pagina della Divina Commedia e lo incarta... Per analogia,  ci vengono in mente le dichiarazioni odierne del Salvini, già studente fuoricorso con l'orecchino paragonabile alla «canizie vituperosa» del vecchio malvissuto dell'amato Manzoni, stile Griso o Nibbio: anche se loro non potevano farsi fotografare nudi in cravatta, li immaginiamo di uguale sentire o mood, come direbbero le signorine/signore in tv che augurano buon pomeriggio (ma non buona mattina) ad ogni pié sospinto... No, il Salvini non ha bisogno del perdono per il trattamento riservato a chi ha solo i vestiti che indossa e scappa con bambini, rischiando la morte e sfidando l'incerto: lo fanno perché non perdono alcunché. Anzi, lo studente fuori corso che scambia gerundio e participio presente, ma dà lezioni, caspita, chiede al papa quanti migranti ospiti in Vaticano in modo subdolo e noi diciamo canagliesco. Perché? È al corrente lo studente fuoricorso di quanto sia grande il Vaticano? I migranti il papa li dovrebbe mettere  nella sede, patrimonio dell'umanità, della Pontificia Accademia delle Scienze? O nella Sistina? O in San Pietro magari accanto alla Pietà di Michelangelo già presa a martellate? Il papa che svolge compiti di supplenza rispetto a tutte le amministrazioni (si fà per dire...) della città di Roma, che fosse sindaco il laico... Rutelli, il Veltroni, il già fascista Alemanno o l'efficientissimo Marino, occupandosi per la prima volta (o quasi ) dei barboni. I predetti sindaci se ne sono forse mai interessati? E adesso il papa che parla al suo gregge, in primis, ed è corretto da un'alta autorità morale..., vestito questa volta, il Salvini, dovrebbe tacere sull'egoismo che ci ha reso incapaci in questo mondo edonistico e senza  futuro di vivere umanamente? Gli incolti e gli sciocchi pensano che la libertà consista nel fare quel che ci pare e non nel controllare gli istinti (consigliamo al riguardo il film La grande abbuffata...), nel contenere la violenza, nel realizzare quella fraternità che i massoni francesi dal 1789 in poi hanno sempre proclamato e mai vissuto, come tutti i proclami illuministici, del resto, che si fermano alle asserzioni senza prassi... e, quindi, sono pura retorica.
   Il Trattato di Dublino fu una sciocchezza, approvato dal Parlamento italiano improvvidamente e patrocinato da quel Ministro degli Esteri e Commissario europeo che ha lasciato una profonda traccia... Frattini. Se lo studente fuori corso sapesse chi è Ammiano Marcellino forse rifletterebbe su quanto scrive sulle migrazioni epocali dei barbari nel tardo impero: flussi ininterrotti di gente su chiatte di legno, uomini donne e bambini che attraversavano il Danubio e che le legioni romane non potevano fermare. È ora di finirla con sciocchezze da bar Sport dove si commentano le partite il lunedì: rimpatri (ma dove sono gli accordi con i paesi di origine?), campi in Libia (come no? Bombardiamo prima? Senza ok dell'Onu? Perché non mandiamo lui ad organizzare una maggioranza  di Stati favorevole, visto che è già così rinomato al Parlamento Europeo?), blocco navale (magari dichiariamo la guerra prima...). Disgraziatamente l'Italietta ha ratificato  tutte le Convenzioni dell'Onu su immigrati: non è il caso di denunciarle in attesa di fare una nuova Comunità internazionale con la Corea del Nord, la Russia e la Transnizia? In tutta questa storia quel che è sconvolgente è il silenzio dei cattolici veneti, se ce n'è ancora..., che hanno votato l' azzimato Zaia o dei lombardi che sostengono il suonatore d' orchestrina avvocato Maroni. Che vergogna, umanamente...



3 commenti:

  1. Maria Cristina Castellani18 giugno 2015 20:19

    molto lucido e purtroppo vero

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  2. Walther Tripoli19 giugno 2015 10:29

    Ma lei, Biancheri, oltre a esporre queste mozioni di buoni sentimenti e
    a criticare gli altri, cosa fa di concreto e soprattutto di cristiano
    per i migranti?


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    1. Carlo Biancheri19 giugno 2015 10:30

      Ma scusi lei mi interroga come se fosse un commissario del popolo tipo Beria. Quel che io faccio non rileva e non lo racconterò a lei; qui parliamo di un problema collettivo che esige risposte di tutti cioè politiche. Quelle della Lega non sono proposte ma grida scomposte.

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