domenica 26 febbraio 2017

LA CHIESA NON PUÒ ADOTTARE LO STILE DELLA COMPAGNIA DI GESÙ: È MOLTO DI PIÙ…

Mi sembra che prima i papi parlassero ogni tanto e si diceva che quello che dicevano era verità assoluta perché ispirata dallo Spirito Santo, mi sembra che questo si dicesse che parlavano ex cathedra. Adesso il papa parla in continuazione, ma quando è ex cathedra? cioè quando dice opinioni e quando dice verità inconfutabili? e poi adesso praticamente di papi ne abbiamo tre, il papa emerito Benedetto, che per fortuna al momento tace, il papa bianco, cioè ,e ora anche il papa nero Arturo Sosa che dice la sua alla grande. Ma se il papa Francesco è un gesuita, vale di più quello che dice lui o quello che dice Sosa che è il suo superiore in quanto gesuita?

Valentino Del Bene



E così il papa ha sdoganato il secondo matrimonio dei divorziati, ha accettato con misericordia gli omosessuali, ha invitato a non considerare più pubblici peccatori (come i diceva una volta) i conviventi (aboliamo concubini!), specie se giovani (perché c’è sempre la speranza che prima o poi si sposino), ma allora cos’è oggi peccato? Il furto e l’omicidio? o forse non fare la raccolta differenziata dell’immondizia perché si fa violenza al creato tutto? Noi che abbiamo sempre cercato di seguire la morale cattolica, tante volte con difficoltà, sacrifici e rinunce personali, siamo un po’ disorientati...
Giuseppe Grana


RISPONDE CARLO BIANCHERI


Già nel nome, compagnia, c’è qualcosa di militaresco, di metallico,di freddo e di … volontaristico.
La scelta da subito, per cristianizzare il mondo, è stata quella efficientista di evangelizzare le classi dirigenti, non i poveracci, con l’insegnamento… S. Ignazio, inoltre, raccomandava ai suoi di non avere contatti con le donne tranne… quelle ‘altolocate’. Nessuna accoglienza umana, ma obbedienza ‘perinde ac cadaver’ ed introspezione, controllo psicologico… da qui la casistica – in certi casi bisogna dire anche utile  nell’elaborazione di  principi, come quello del ‘doppio effetto’, ma per lo più una costruzione razionalistica che ricorda le pseudo-simmetrie architettoniche francesi post-cartesiane e che in materia di sesto comandamento si trasformava in  un sofisticato manuale erotico con l’attribuzione delle pene per ogni singolo peccato, descritto minuziosamente – se facessimo un esempio, sarebbe pornografia pura…- . Si privilegia il risultato e si è agnostici sul metodo per raggiungerlo, come in Marx. In letteratura troviamo una miriade di conferme a quanto sopra. Non è casuale che il Grande Inquisitore di Dostoievskij sia un cardinale gesuita nella calura della Spagna, che incontra il Cristo nella sua seconda venuta: ’Perché sei tornato’? Ci pensiamo noi a questa gente che vuol essere guidata…, l’apparato, non la Chiesa intesa come discepoli ardenti che attendono il Maestro…
Da noi, basti citare i gesuiti di Sciascia… o quel brav’uomo del padre Pirrone ne Il gattopardo che sapeva benissimo dove fermarsi nel rimproverare don Fabrizio…: tutti al rosario la sera, anche i donnaioli…
Quando la compagnia fu sciolta, sembra che moltissimi padri confluissero nelle Logge in Europa… Conoscevano la dialettica ed il gioco razionalistico cui erano stati addestrati. Poi nell’Ottocento la gran tenzone contro i massoni e lo Stato unitario – estremamente interessante il discorso alla Camera dei deputati di Gramsci nel 1925 che difendeva la massoneria (!) contro il fascismo che introduceva le leggi anti-massoniche (di facciata…) in cui si parla, appunto, del ruolo e della politica dei gesuiti avverso ai massoni …- ma… durò poco perché i dialoghi con i massoni del p. Caprile sono arcinoti ed i massoni, per noi, sono deisti, gnostici che leggono il Vangelo di Giovanni come un testo gnostico;  della vita futura e della Trascendenza poco gliene cale… di guidare gli altri, questo si.
La smania di convertire tutti e di trovare buoni compromessi, all’occorrenza, sembra essere la dominante nella compagnia. C’era un tempo che ad ogni morte importante spuntava fuori all’ultimo momento un qualche padre gesuita che aveva raccolto la confessione in punto di morte di un non credente… Il fondatore del Cineforum, il famoso p. Arpa, che conosceva  e si reputava buon amico di Fellini (…), quando uscì Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini, si affrettò ad affermare in un dibattito: ’io voglio te’, quasi riconoscendogli  una fede cristiana (implicita,come avrebbe detto  il gesuita p. Rahner?) esemplare. Ma quel film non aveva nulla di trascendente, perché il bell’attore spagnolo nel ruolo di Cristo, che piaceva tanto a Pasolini, era un giustiziere, uno preoccupato di fustigare  i vizi degli uomini, non certo uno che sapesse dire: ’Venite a me voi che siete stanchi ed affaticati ed Io vi consolerò’ o ‘Io sono dolce ed umile di cuore’… Pasolini, in realtà, non era proprio quello che speravano il p.Arpa e don Giovanni Rossi tanto che dopo Il Vangelo fece  Teorema (un angelo che libera tutti con i rapporti sessuali…), Il Decamerone… e, cupio dissolvi, Salò e le 120 giornate di Sodoma… Forse il suo Dio  era il ventre?
C’è un continuo adeguarsi per ottenere il risultato. L’esatto contrario di quel che si trova nei contemplativi e, in particolare, di quelli che mettono al centro l’umiltà. E’ vero che S. Ignazio dice fai come se tutto dipendesse da te e nulla dipendesse da te… ma, sei sempre tu che scegli, come direbbe Schopenhauer…
I giovani che convivono non se lo pongono proprio il problema  di essere accolti perché, in maggioranza, in Chiesa non ci vanno; poi non credo proprio che si tratti di una grande novità l’accoglienza: non c’è un solo peccato che non sarà perdonato? Né vedo le frotte di coppie risposate che anelano ai sacramenti: tutta questa storia dell’Amoris laetitia è stata forse un suggerimento dei tedeschi (i principali sponsor) le cui chiese sono ormai sale da concerti e balletti… Abbiamo scoperto che questi signori che danno lezioni al mondo sono pure imbroglioni, sia sotto sotto Hitler che, da ultimo,… con la Volkswagen! Veramente bastava leggere Hegel per capirlo… o  riflettere su quanto ha scritto Kant a proposito dei neri: hanno un quoziente intellettuale inferiore a quello dei bianchi…
Il papa è assistito dallo Spirito Santo quando parla ex cathedra, come dice lei, casi rarissimi, ma anche nel magistero ordinario gli si deve  ossequio.
Il problema è che la Chiesa come comunità è sbrindellata e ancora una volta il clero se ne è appropriato mentre nella Lumen gentium del Concilio  Vaticano II leggiamo che  la Chiesa è un popolo… mentre i laici che consultano le gerarchie non sono più i Maritain  e i Gilson, uditori del Concilio Vaticano II, ma dei laici generalmente  clericali…
San Francesco, come risulta da Le fonti francescane, imponeva ai suoi di sdraiarsi a terra quando incontravano un prete perché erano i ministri che rendevano il ’Signore poverello’ presente in mezzo a noi ma ciò non gli impediva di rifiutare il cibo  in casa del cardinale a Roma, o di prendersela con la verbosità dei preti o di minacciare il canonico Gedeone di Rieti, ’uomo sensuale e mondano’, che se non si fosse convertito gli sarebbe successo di peggio  della malattia che lo aflliggeva – infatti morì poco dopo per il crollo della casa a seguito di un terremoto, mentre tutti gli altri si salvarono -.
Forse ci vorrebbe un messa a punto del Concilio per riflettere sulla fede nel nostro tempo, visto che il Vaticano II non è stato attuato o è stato travisato.Tuttavia, noi crediamo che una risposta vera di fede passi attraverso ciascuno di noi: dite quello che credete veramente, diceva San Francesco ai suoi.

9 commenti:

  1. Fabrizio Melilli27 febbraio 2017 13:32

    Può anche essere giusto essere misericordiosi e accogliere, ma qual è il messaggio facile che passa in larga parte dell’opinione pubblica? Le convivenze sono accettate, se non proprio "benedette" dal Papa e dalla Chiesa. Tutto diventa relativo perché la grazia la troviamo così anche in situazioni che prima si ritenevano di peccato. Non credo sia questo il messaggio, ma è questo quello che passa.
    Possibile che la Chiesa non si rende conto che a parte i contenuti è importante il messaggio che passa e che il popolo interpreta.

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    1. Carlo Biancheri27 febbraio 2017 13:33

      Purtroppo c'è una mirabile sintesi di una pastorale centroeuropea dove Lutero e la libera interpretazione delle Scritture sono di moda (ma anche in Vaticano dove è stato appena emesso un francobollo con Lutero...) e i superstiti di quelli che cantavano: "el pueblo unido, jamàs serà vencido..."

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  2. Armando Bellini27 febbraio 2017 13:34

    Ma i cristiani non dovrebbero mostrare un altro stile di vita, essere sale del mondo, per conquistare la vita eterna, invece di uniformarsi al mondo?

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    1. Carlo Biancheri27 febbraio 2017 13:37

      Pare di sì... Infatti noi non ci muoviamo, per esempio, dalla Regola di San Benedetto, dagli Apophtegmata Patrum e dal Doctor communis che sono attualissimi, come dimostra il libro importante di Francesco Calvo,Cercare ĺ'uomo, (ed Il Mulino) con la prefazione di Paul Ricoeur che non era propriamente l'ultimo venuto...

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  3. Filippo Berganzoni27 febbraio 2017 13:38

    Pare che lei abbia studiato dai gesuiti e abbia il dente un po’ avvelenato!

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    1. Carlo Biancheri27 febbraio 2017 13:39

      Io credo che la fede sia un dono e non volontà di potenza ... mi passi l'esagerazione...
      In effetti conosco bene la Compagnia e mi sta pure simpatico Francesco Saverio... ma per il resto, ho lo stesso sentimento che il nostro amato Manzoni aveva per i Somaschi...

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  4. Roberto Lorenzi27 febbraio 2017 13:40

    Solo per amore di cronaca, già oggi ai corsi prematrimoniali organizzati dalle parrocchie su 20 coppie che vanno circa 18 o già convivono o già hanno rapporti sessuali, e non solo vengono accolti, ma la questione non viene neppure sollevata. Quindi il tema accoglienza almeno in Italia è superato da qualche decennio.

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  5. Luciano Consoli2 marzo 2017 15:53

    Ma no! “Compagnia” è una gran bella parola, perché vuol dire mangiare il pane insieme. Quindi dividere l’essenziale della vita... e anche il sostanziale e poi il pane , per noi cristiani, è il Corpo di Gesù.


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    1. Carlo Biancheri2 marzo 2017 15:54

      Due osservazioni.
      Il fondatore era un militare e l’obbedienza senza discutere è stato storicamente il cardine della struttura: fino agli anni’70 il superiore poteva tranquillamente comandare ad un subordinato di fare fagotto e di partire il giorno dopo per Katmandù e così nella scelta dell’insegnamento: diventavano professori in materie dove c’era necessità col risultato che i professori erano per lo più delle schiappe.
      Quanto a noi cristiani… beh… si vedrà nell’eschaton se lo siamo stati veramente…


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