mercoledì 1 marzo 2023

ELLY SCHLEIN OVVERO IL RITORNO AL PASSATO PER INCAPACITA' DI DELINEARE IL FUTURO

 Carlo Biancheri

La vittoria della giovane Schlein, per età e per ponderatezza nel pensiero, patrocinata da vecchi cacicchi, cattolici per ragioni ereditarie o guru asiatici il cui fine politico è la gestione del potere, come insegna Lenin, o falsi bonaccioni marxisti duri e puri, sembra aver dato il colpo di grazia all’intento iniziale del Pd e cioè quello di costruire un partito caratterizzato da ispirazioni diverse ma che convergesse su alcuni temi forti, come avviene nel partito democratico negli Stati Uniti.
La prossimità con la formazione ex-grillina del Conte dimezzato, uomo per tutte le stagioni, da ultimo propagatore del rifacimento della casa gratis con il conto da inviare a Pantalone…, non è solo questione di alleanze ma è volontà di ripristinare un blocco sociale e cioè quello delle classi subalterne che voterebbero Pd e 5S, teorizzato storicamente dal Partito Comunista Italiano: se la classe operaia non è più, oggi, portatrice di istanze liberatorie per l’intera società, si delineano, invece, le marginalità, le ‘disuguaglianze’ di cui parlano tutti, papa incluso, e il ‘blocco sociale’ dovrebbe consentire, a loro avviso, di porvi mano.
Sappiamo bene che esistono disuguaglianze nella nostra società e si dà il caso che si possano riscontrare in tutte le epoche storiche: forse il feudatario, nel Medio Evo, aveva gli stessi diritti e possibilità dei suoi sudditi?
Eppure sentiamo solo denunciare quel che non va quando, invece, occorrerebbe proporre soluzioni per mettervi mano.
Eccoci al punto: la politica è soprattutto l’arte del ‘come fare’ e qui emerge clamorosamente la debolezza di coloro che si sentono investiti di un compito messianico senza saper proporre soluzioni attendibili.
A sinistra si vagheggia un ritorno allo Stato: c’è chi propone la ‘nazionalizzazione dei mezzi di produzione’ in Italia, cioè un sistema socialista, entro breve tempo (Provenzano, vicesegretario Pd), omettendo di dire che lo Stato, ahimè…,non funziona e che un simile progetto è stato rifiutato da tutti i paesi dell’Europa dell’Est che lo hanno sperimentato; persistono casi di questa bella visione ottocentesca in Asia ed in America latina ma non ce n’è uno compatibile con un sistema democratico, nonostante le dichiarazioni del ‘comunista padano’ Salvini, nel suo viaggio nella Corea del Nord: si trovava benissimo lì, come in Svizzera… si parva licet…
L’idea che sottende un tale approccio consiste nel trasferire il potere economico dalle mani dei privati ‘monopolisti’ a politici burocrati.
I giovinetti alla Schlein non hanno avuto alcuna esperienza del socialismo reale e dei potentati che si sono creati e del successivo rifiuto dei cittadini di quei paesi. Non è solo una questione di gestione burocratica, di nomenklatura o di principi rossi, come in Cina, o di oligarchi, come nella Russia di Putin. È la proposta che mortifica l’iniziativa privata e pretende di creare ricchezza semplicemente togliendo a qualcuno per dare ad altri.
È la crescita della ricchezza, invece, che permette una redistribuzione fondata su equità.
La Schlein vuole spostare la tassazione alle rendite dal lavoro e si parla anche di patrimoniale e di tassazione dell’eredità: restiamo nella logica di dividere la torta esistente; si potrà fare una volta ma si genererà sviluppo?
Uno degli scandali peggiori di questo paese è il prelievo fiscale dove la visibilità attiene solo a chi è lavoratore dipendente o pensionato, mentre i controlli per gli altri contribuenti non si riescono a fare: l’evasione fiscale si quota a 100 miliardi di Euro annui. È mai possibile che chi dichiara più di 100.000 Euro annui sia soltanto composto da 498.000 persone? Cioè l’1,2 % dei contribuenti? È il paese di Pulcinella…?
Lo Stato non dispone del personale idoneo per i controlli, le leggi sono malfatte, il carico fiscale è già molto elevato. I ricchi poi evadono con facilità perché nella UE, ma anche in sedi multilaterali come OCSE E GATS cui l’Italia aderisce con accordi ratificati dal Parlamento, esiste un regime di liberalizzazione dei movimenti di capitali, caratteristica imprescindibile del mondo moderno. Purtroppo i paradisi fiscali e cioè i Paesi non cooperativi o con strumenti societari opachi come i Trust sono tanti e non prestano la cooperazione internazionale necessaria ai controlli fiscali. La cooperazione funziona nei grandi casi di riciclaggio ma non senza ostacoli.
E allora la Schlein e compagni che vogliono fare?
Vogliono metter mano alla Sanità, vogliono mantenere i bonus edilizi, già ma con quali soldi? I famosi fondi europei?
Vogliono impieghi stabili…. ma… per legge si crea il lavoro?
Spingono sulle società partecipate, ignorando che tutti i buchi dell’IRI li pagava sempre Pantalone cioè i contribuenti, le pecore da tosare, solo quelle note allo Stato…
La sinistra-sinistra è declamatoria ma quando opera non sembra aver creato una società migliore.
Vedremo se in ambito internazionale porterà il Pd su posizioni pacifiste quando esiste un aggressore russo che ha violato tutte le leggi internazionali e si è macchiato di crimini di guerra, se non peggio. Un pacifismo che ignora cosa voglia dire pace ‘giusta’ e legittima difesa quando la risposta alla violenza è controllata.
Per noi la verità è corrispondenza alle cose mediante l’intelletto e non mera interpretazione, quindi che sia donna o che non sia eterosessuale, secondo le ultime tendenze in voga nello spirito del tempo, Geistzeit di hegeliana memoria, poco ci importa.
La sua vittoria ha chiuso l’era di un centro-sinistra e creerà molti problemi al paese.

...

6 commenti:

  1. Il PD è finito nella critica situazione in cui si trova perché ha privilegiato questioni civili, tipo lo stepchild, che riguardano delle minoranze, invece di occuparsi dei grandi problemi sociali che interessano alla maggior parte delle persone, così esso stesso da maggioranza è diventato minoranza.
    Franco Grillodi

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    1. Aggiungerei che non c'è una visione politica che vada oltre l'ordinaria amministrazione dell'esistente.
      Non sarà la vociante giovinetta segretaria aliena a indicare una direzione approfondita e consapevole.
      Carlo Biancheri

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  2. Ma dei problemi che avrebbe dato il bonus delle ristrutturazioni edilizie Mario Draghi non se n'è accorto? Ci voleva proprio la destra a farli emergere? oppure non sono veri...
    Filippo Draghi

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    1. L'intervento in Parlamento fu durissimo perché Draghi, per primo, disse che il Superbonus aveva drogato il mercato edilizio facendo sì che il prezzo fosse una variabile indipendente, ma era sotto ricatto della banda dei piazzisti ex grillini che non consentivano alcun intervento pena la caduta del governo e in piena guerra...
      Carlo Biancheri

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  3. Ma cosa dice lei Biancheri! Quando, dove, come Draghi avrebbe fatto un durissimo intervento? Il superbonus edilizio 110% fa parte del cosiddetto decreto Rilancio ed è nell'art. 119 del DL n. 34 del 2020. In quell'anno Draghi non era presidente del consiglio (il suo mandato va dal 13 febbraio 2021 al 22 ottobre 2022) e non sedeva in parlamento, per cui non aveva nessun motivo, né alcuna occasione per parlare...Era, come adesso, "disoccupato", ovviamente in attesa di un nuovo prestigioso incarico...
    Eugenio Pardini

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    1. Scusi ma lei non ha sentito Draghi prima di cadere dichiarare in Parlamento che la legge era mal fatta perché aveva drogato il mercato edilizio?Aveva spiegato altresì il perché e cioè il prezzo diveniva irrilevante nel caso del bonus 110% per il committente...
      Certo che il Superbonus era stato fatto dal governo Conte/Einstein...

      Carlo Biancheri

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