domenica 2 luglio 2017

IL SALVATAGGIO DELLE BANCHE VENETE E LE SCIOCCHEZZE ITALICHE

Carlo Biancheri


Abbiamo ancora nelle orecchie le farneticazioni del Salvini e suoi adepti relative al regalo ai banchieri: quali? Non si trattava di banche  popolari fino all’altro giorno e cioè quelle dell’azione capitaria? Cosa ha in mente il giovanotto  formatosi sui quiz televisivi e probabilmente al bar Sport?Di che parla? E dopo la gestione formidabile del Zonin -avversario di Zaia per caso? Non ci risulta affatto…- che  i soldi li dava senza garanzie alle famose piccole e medie imprese, alle fabbrichette fai da te che, puta caso, diventavano insolventi? Oltre alle distrazioni, cioè i furti, beninteso… O di quella di Veneto banca? Lo stesso scenario, in un contesto economico che è dinamico ma sfiora spesso, nei comportamenti, il confine della legalità… Non menzioniamo neppure le sentenze  dei giovanotti del M5S perché si tratta di tempo sprecato.
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, se possibile, innanzitutto sul salvataggio.
Mucchetti, già giornalista… e ora presidente della decima Commissione permanente del Senato (Industria,Commercio,Turismo), sostiene sostanzialmente due cose: all’intervento costoso per i contribuenti esisteva l’alternativa  del fondo interbancario, alimentato dalle banche, per un ammontare di circa 1,3 miliardi di Euro; inoltre, se non si voleva percorrere questa strada, bisognava andare in contenzioso con la Commissione europea: tenuto conto dei tempi comunitari per aprire la procedura d’infrazione,nel frattempo, forse, si sarebbero potute appianare le cose.
Si tratta di due sciocchezze e vediamo perché. Il presidente di Banca Intesa Gros Pietro  ha fatto presente che l’intervento di cui parla il Mucchetti non poteva esser ipotizzato a causa della fragilità di molte banche italiane che sarebbero entrate in crisi, creando un effetto domino, se fossero state chiamate a ricapitalizzare il fondo, naturalmente per un importo ben maggiore di quello ipotizzato dal Mucchetti.
Inoltre, l’apertura di un contenzioso con la UE avrebbe messo in crisi sui mercati  l’intero sistema finanziario italiano con conseguenze sul rating del paese e maggiori oneri per il servizio del cospicuo debito pubblico. Non si comprende se il Presidente della Commissione del Senato abbia dimestichezza col contesto internazionale dei mercati finanziari dove il paese gode di pessima fama, cioè quella di gente che normalmente dice una cosa e ne fà un’altra, salvo rare eccezioni…
Zingales, professore, invece su Il sole 24 ore del 25 giugno c.a. è dell’avviso che si creerà un buco con la liquidazione coatta amministrativa delle banche perché in zona (Veneto) invece di tre linee di credito i clienti ne troveranno solo una e di gran lunga inferiore… E già…, il professore è evidentemente un partigiano delle 700 banche italiane che fanno ridere tutti ogni volta che si attraversino le Alpi, specie se comparate col numero di banche francesi o tedesche! Ci perderanno i dipendenti che hanno visto scappare i clienti ed i depositanti negli ultimi mesi e che nel consolidamento saranno ‘efficientati’, sostiene il professore…Veramente lo sanno anche i somari che il personale bancario è in esubero non foss’altro che per il progresso tecnologico… Forse il professore le banche non le frequenta e non sa che le filiali ormai non hanno più molti clienti in attesa: si fà a casa, con Internet… Questo dice nulla? Lo Stato italiano non aveva avuto la forza di ritardare la regola dell’entrata in vigore della normativa comunitaria, aggiunge il professore…Temiamo che   Bruxelles non la conosca, se ignora che le decisioni del Consiglio europeo si assumono con le maggioranze ponderate e che ci vogliono alleanze ed altri Stati membri che condividano la richiesta…: nella fattispecie non c’erano… I risparmiatori truffati avrebbero comunque ricevuto un rimborso, secondo il professore… E come? Dopo la causa civile sempreché ci sia capienza…? O forse chi fà un investimento in capitale di rischio deve esser comunque garantito? E che investimento è? L’Italia forse è il paese del Bengodi? Due banche sono morte, aggiunge il professore, uccise non solo dalla cattiva gestione precedente ma anche dall’incertezza sul futuro…sono state immolate sull’altare dell’unione bancaria e dell’Europa ma sono morte invano… Veramente abbiamo appreso dal portavoce della Commissione Europea che le banche sono state dichiarate non sistemiche, a livello europeo, e, pertanto, la liquidazione deve esser lasciata alle Autorità nazionali secondo le procedure del bail-in – su quella direttiva bisognava opporsi, diciamo noi, perché scritta con i piedi…-. Meglio era la liquidazione del vecchio Banco Ambrosiano, conclude il professore che evidentemente dimentica che l’intero sistema bancario italiano faceva il donatore di sangue ‘di professione’ ogni volta che una banca andava male, sotto la ‘moral suasion’ della Banca d’Italia! Quando all’estero si diceva che le banche italiane non fallivano c’erano delle risatine…
Chi è responsabile in tutto ciò? La vigilanza di Banca d’Italia, cartacea (anche se telematica…) e lenta non è stata né efficace né tempestiva e la Consob non è stata di certo ‘proactive’ nel controllare il comportamento dei dipendenti che agivano in violazione delle norme di correttezza ed in pieno conflitto di interessi. Ci sono state vittime ma anche molte connivenze di chi si voleva arricchire a tutti i costi. Dice nulla se un titolo frutta tre punti percentuali in più di un’obbligazione dello Stato?Non sarà più rischioso?

14 commenti:

  1. Pietro Fancelli3 luglio 2017 11:49

    Veneto Banca e Popolare di Vicenza sono state cedute a 50 centesimi a Banca. Il salvataggio passerà dall’intervento pubblico: bad bank del governo che consentirà di ripulire i bilanci dei due istituti. L’operazione costerà 5-6 miliardi agli italiani, mentre i cattivi dirigenti delle banche non avranno problemi. Come si fa ad avere ancora fiducia nelle banche se i debiti li devono pagare i correntisti e i truffati delle obbligazioni subordinate?

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    1. Carlo Biancheri3 luglio 2017 11:52

      I cattivi dirigenti sono sotto azione di responsabilità, se non andiamo errati, per bancarotta fraudolenta se non truffa. Certo con i tempi della giustizia italiana…
      I correntisti non hanno pagato nulla e le obbligazioni SUBORDINATE (il nome dice niente…?) neppure. Sui 5/6 miliardi si vedrà alla fine perché i crediti ‘non-performing’ sono valutati da chi li compra, solitamente fondi avvoltoio internazionali, al 25/30% del valore nominale, mentre, normalmente, chi li recupera supera il 50% e a volte arriva anche al 70% del valore stesso, a motivo delle garanzie. Certi slogans lasciamoli a leghisti e M5S. Del resto queste banche operavano in Veneto zona, disgraziatamente, leghista ed erano perfettamente funzionali al contesto…



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  2. Vittorio Falchi5 luglio 2017 16:40

    Perché i quotidiani continuano a riportare storie di persone che con le banche venete hanno perso un mucchio di soldi, mentre lei dice che nessuno perde niente? e i soldi che lo Stato impiega per il salvataggio di queste banche non si potevano impiegare meglio, a vantaggio di tutti?

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    1. Carlo Biancheri5 luglio 2017 16:42

      Scusi, lei non lo sa che sui giornali normalmente si scrivono cose approssimative da parte di soggetti che parlano per sentito dire come fanno molti politici poco seri? Non ho detto che nessuno ha perso nulla: chi ha comprato azioni per avere un mutuo, come condizione..., ha perso di certo. In tal caso direi: caveat emptor... Ma prima erano delle banche popolari cioè il capitale rappresentato da azioni capitarie... Inoltre, non c'è stato il bail-in che avrebbe comportato un bagno di sangue per i portatori di obbligazioni subordinate e in poca parte per i depositanti... Quindi... Se la prenda piuttosto con l'azzimato Zaia che ha messo i bastoni tra le ruote al salvataggio, come è stato autorevolmente ricordato in Parlamento...

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  3. Lillo Nicastro7 luglio 2017 16:43

    Con il decreto Salva Banche Venete diciamo che a rimetterci subito sono gli azionisti e gran parte degli obbligazionisti subordinati. Lo Stato ci mette subito 5 miliardi che difficilmente saranno recuperati, quindi dire che non incideranno sul debito pubblico non è sostenibile. Altre perdite verranno dal recupero dei crediti in sofferenza, quindi il costo dell’operazione sarà ancora più alto per cui l’impegno del Tesoro fino a 17 miliardi ha una sua giustificazione. Dire che si sono salvati risparmi per 50 miliardi vuol dire riconoscere solo l’aspetto positivo, negando le urgenti perdite sopportate da soci e obbligazionisti, pagate in parte dallo Stato, cioè dai contribuenti.

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    1. Carlo Biancheri7 luglio 2017 16:46

      Scusi, ma lei che certezze ha sul futuro e sul recupero crediti? Quelli inesigibili vengono valutati al 25-30% del loro valore e le statistiche di recupero crediti in altri casi hanno dimostrato che in Italia, diversamente dall’estero,la realizzazione effettiva dell’escussione delle garanzie porta ad un recupero che arriva anche al 70%... Quindi sui 5 miliardi lasci perdere. Quanto agli azionisti, quanti e quali sono? Non erano per caso delle popolari fino a poco tempo fa? Dice nulla? Sulle obbligazioni subordinate fino al 2014 mi dispiace dirle che si sbaglia; dopo tale data era su tutti i giornali che le banche erano problematiche… Gli investimenti in capitale di rischio debbono esser garantiti a tutti i costi per lei? E che investimento sarebbe?
      Soprattutto quel che lei non dice è che il mercato finanziario italiano sarebbe stato soggetto a turbolenze gravissime in caso di liquidazione e conseguente bail in dove i portatori di obbligazioni subordinate avrebbero perso tutto e in parte anche i depositanti. Basta slogans privi di senso.



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  4. E’ vero quello che dice Grillo che con i 17 miliardi di denaro pubblico messi dal governo verranno salvati solo i banchieri delle banche venete, mentre i risparmiatori rischiano di perdere tutto?

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    1. Carlo Biancheri13 luglio 2017 08:43

      E’ raccapricciante sentire parlare questi di argomenti tecnici. E’ vero che si rivolgono solo alla marea di gonzi che li votano che conoscono la materia come loro… ma la cantilena si incentra su questi argomenti:
      i soldi vanno ai banchieri ladri… anche se si tratta di banche popolari fino alla sacrosanta riforma delle popolari stesse e cioè un’azione un voto! Dove stanno i banchieri? E’ vero che ci sono le azioni prive del diritto di voto in assemblea ordinaria ma questo è un altro discorso;
      i risparmiatori sono stati defraudati… Solo alcuni che sono stati ingannati da chi agiva in conflitto d’interesse e violava le regole di comportamento! Gli altri? Gli investimenti debbono rendere sempre?Viviamo nel paese delle meraviglie? Non si tratta di investimento in capitale di rischio?
      si poteva fare con quei soldi… come ha detto oggi il Governatore Visco, allo Stato, cioè ai contribuenti, il salvataggio sarebbe costato molto di più dei 5 miliardi su cui lo Stato dà garanzia (!) e cioè non li tira fuori. Non si sa ancora alla fine quanto sborserà effettivamente lo Stato perché bisognerà vedere l’esito del recupero crediti che attualmente sono stimati per quelli inesigibili o critici al 25% del loro valore e normalmente il recupero, secondo Visco, raggiunge almeno il 40% del loro valore… i 17 miliardi sono calcolati (Grillo non è in grado di farlo) su cifre ipotetiche che sono tirate fuori in base a scenari… Soprattutto il mendacio consiste nel fatto che non si dice quali sarebbero state le conseguenze su tutto il sistema bancario, contagio o effetto domino..., se non si fosse posto mano al salvataggio con rischi anche per i depositanti e quindi avremmo visto una corsa al ritiro dei depositi stessi del tipo di quella che le televisioni ci hanno mostrato per le banche greche con conseguenze sull’economia che uno che non sia cretino può agevolmente comprendere.
      Ci sono alcuni mascalzoni nei media e poteri occulti che tirano la volata a questi disgraziati che sicuramente distruggerebbero quel che resta di questo povero paese in quattro e quattr’otto.

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  5. Franco Menarini13 luglio 2017 08:08

    Le sembra giusto che non ci sia stata, per le modifiche della Commissione Finanze, quella stretta sulla responsabilità dei manager delle due banche venete e quell’ampliamento della platea dei risparmiatori che, come prevedeva la proposta del relatore Giovanni Sanga, avrebbero potuto accedere al rimborso forfettario delle obbligazioni subordinate?

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    1. Carlo Biancheri13 luglio 2017 08:10

      Torno a dire: quale altro paese al mondo di libero mercato garantisce un investimento? Se lei compra una macchina che poi la delude vuole il rimborso totale della macchina? E chi glielo dà? Chi ha comprato un’obbligazione subordinata sapeva cosa stava facendo o pensava di essere in un ente caritatevole con il venditore che era lì per fare l’interesse del cliente? Secondo la Mifid (la direttiva europea…) l’intermediario deve agire nell’interesse del cliente ma quante violazioni di norme ci sono ad ogni istante? Non è forse proibito tirare giù un muro portante in un immobile? E se uno lo fà lo stesso? La casa casca e il colpevole dovrebbe esser perseguito…Perché nel sistema finanziario dovrebbe esser diverso? La Repubblica tutela il risparmio ma mica garantisce il buon esito di un investimento o che non ci siano frodi!

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  6. Ma non lo sa lei, Biancheri, che le auto e tanti altri manufatti hanno la garanzia per l’acquirente?

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    1. Carlo Biancheri14 luglio 2017 07:57

      Per gli strumenti finanziari no. C'è il prospetto... per chi lo capisce...


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  7. Se, come dice lei, le banche venete erano banche popolari e quindi non c’erano dietro banchieri-manovratori, perché oggi Gentiloni ha detto che i responsabili del disastro saranno puniti?

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    1. Carlo Biancheri14 luglio 2017 08:00

      I responsabili sono gli Zonin e i Consoli (nemici dell' azzimato Zaia ?Non pare...) che hanno organizzato la truffa/disastro e i sindaci e i revisori e gli organi di controllo non propriamente 'proactive'...


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