giovedì 3 gennaio 2013

NEBBIA

Carlo Biancheri

Andiamo alle elezioni con una  buona dose di confusione. Le ragioni sono di ordine generale (tanti anni di annunci politici ad effetto, di diffusione di una cultura edonistica e narcisistica, di una realtà virtuale in cui fuggire dalla durezza di quella reale, di mancanza di comunità, di solidarietà - molte forme solidali contemporanee diventano auto-gratificazioni o parcheggi sociali in attesa di migliore sistemazione -), ma dipendono anche dalla difficoltà obiettiva in cui ci troviamo in Italia a causa dell'enorme debito pubblico e dall'esistenza di posizioni dominanti che falsano il mercato produttivo. A ciò si aggiunga un quadro internazionale scevro di grandi progetti e caratterizzato da poca solidarietà tra gli Stati.
Se l'Italia fosse un paese serio dovrebbe cominciare con l'anamnesi. Chi ha creato il debito pubblico? I vecchi partiti, il piazzista e gli scherani, i sindacati: tutti insieme appassionatamente han scaricato in modo cinico sulle future generazioni, l'attuale e le successive..., i problemi del momento indebitandoci. Ricordate Craxi, Andreotti, il nobile Ciampi e l'ineguagliabile presidente che ci manca tanto, la Lega dei malfattori con la meravigliosa autonomia regionale? Se dobbiamo seguire Cartesio, col suo Discours sur la méthode, sarebbe bene che tutti coloro che sono i successori di detti soggetti, fossero inibiti dal parlare, essendo i principali responsabili dei mali attuali. Invece, anche per l'ignoranza di gran parte degli operatori dei media..., vengono quotidianamente intervistati, perché si deve 'creare' una notizia, non per far conoscere il vero, ma per vendere un prodotto!
Così tra i prodotti dobbiamo scegliere il Professore, macroeconomista, autoreferenziale che ha avuto il merito non trascurabile di consentirci di esser qui a continuare a scrivere e non a cercare di vendere e raccogliere stracci... come dopo la repubblica di Weimar. Aver fatto sloggiare il piazzista che grida ora al complotto, con la sua nuova fidanzatina di solo cinquant'anni più giovane, non è stata impresa da poco, anche e soprattutto perché associazioni segrete e malavita organizzata hanno avuto il tempo di impiantarsi allegramente in tutta l'Amministrazione, centrale e periferica. Come può un tecnico di macroeconomia esser nel contempo esperto di mercati finanziari, cioè di microeconomia? Sono cose diversissime... E per quanto Vendola e la Camusso o Fassina non perdano occasione per demonizzare l'economia finanziaria in sé (ma anche Benedetto XVI, pessimamente consigliato da Focolarini e opificio, parla di 'mercato etico', contaddicendo le Encicliche dei suoi predecessori che non han mai condannato il mercato in sé, ma piuttosto il profitto come motore 'essenziale'... v. Populorum Progressio...) non si aiuta l'economia se si crede di poter vivere senza mercati finanziari.Tutti questi signori ignorano che il vero problema è quello di regolamentare i mercati a livello internazionale (e qui sta il punto...) in un quadro di libera circolazione dei flussi finanziari e di vigilarli, non quello di additarli al pubblico ludibrio come il male in sé: senza credito torniamo al baratto... Il Professore ci propone l'Europa quasi si trattasse di un atto di fede come i radicali fanno con Spinelli, antesignano del federalismo europeo. Certo avendo uno Stato così sgangherato come il nostro, dove la Pubblica Amministrazione è stata a lungo legibus soluta e in Parlamento si è fatto di tutto..., l'Europa è parsa  una speranza per migliorare agganciandosi ad essa. Ma... le direttive europeee non venivano trasposte nell'ordinamento interno o erano stravolte e la giustizia italiana non le applicava e per decenni chi andava a Bruxelles ci andava come viaggio premio, senza neppur comprendere di cosa si stesse discutendo nelle riunioni del Consiglio o della Commissione!Adesso l'Europa è cambiata: c'è competizione tra gli Stati membri, non c'è più solidarietà, ci sono poche idee e la Germania ed altri la fanno da padrone. La burocrazia europea, importantissima perché tiene la penna..., ha pochi italiani in posti chiave e si adegua ai diktat dei potenti di turno. Il piazzista si lamenta che la Germania pesa troppo:e allora? Cosa propone? Quali sono le sue  alternative oltre alle follie del Brunetta, economista di statura... dice Monti, e chi le ascolta (non diciamo chi le segue...) in Europa? Meglio tornare all'autarchia? A coltivare il prato a piazza Venezia a Roma?
L'armata del Professore non ha dato una gran prova a parte l'intervento drastico,doloroso ma importante sulle pensioni. La discesa dello spread molto rilevante (con buona pace del piazzista che farebbe meglio a tacere quando non capisce le cose...) perché significa pagar un minor tasso d'interesse al rinnovo di ben 400 miliardi annuali di debito pubblico (!) e liberar risorse per altri fini..., non è stata interamente merito suo: la BCE e Draghi, in primis, han giocato un gran ruolo. La scelta di ministri come Passera che non è banchiere ma un bancario... (essendo stato segretario di Bazoli - che non è neppure economista...-  di Banca Intesa)  al Ministero dello Sviluppo economico non ha generato alcuna scossa .Né si sono mossi meglio altri ministri. La Severino non ha proposto riforme della Giustizia né ha migliorato la situazione carceraria. Certo la maggioranza... e sempre quel personaggio incombente... Ci domandiamo se invece di portare a spasso la propria 'autorevolezza', come la statua della madonna di Pompei, sarebbe stato meglio parlar chiaro agli italiani in un frangente così duro e spiegare perché si è stati costretti a tassare e basta... Invece no. Forti di benedizioni, come quelle passate peraltro..., in perfetto contrasto con la Costituzione Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II che affida ai laici (e non al clero o ai vescovi!) l'animazione cristiana delle realtà create, col sostegno dei cattolici di professione(esiste forse un club di santi?) si sdottoreggia.
Ci troviamo "a nostro debol parere", per riprendere l'espressione di fra' Cristoforo dell'amato Manzoni, tra l'incudine e il martello: da un lato un liberismo economico darwiniano dove sembra che debba esservi una sorta di selezione naturale: un terzo o forse più dei partecipanti sarà decimato? Peccato, ma... andiamo avanti. Dall'altro uno statalismo che si culla del mito Stato/bene comune. E' forse un gran progresso se il capitale passa dalle mani di pochi privati a quella di pochi politici/ burocrati? I principi rossi (e da noi i vassalli, i valvassori e i valvassini della burocazia...) insegnano alcunché? Certo bisognerà scegliere ma senza troppa speranza perché le soluzioni vengono soltanto da chi conosce i problemi e sceglie in modo corretto e equilibrato. Si ha invece l'impressione di essere di fronte  a concorrenti della famosa trasmissione televisiva, la Corrida (dilettanti allo sbaraglio). Volete un esempio? Il cardinale Ruini, gran sostenitore di Berlusconi a causa dei famosi valori non negoziabili (alcuni dei quali frutto di sua elaborazione e di una teologia d'accatto...), ha dichiarato in tv che  il comportamento personale non incide sulla posizione politica di un individuo. E bravo il nostro Ruini che contraddice in pieno un Dottore della Chiesa, San Tommaso d'Aquino, fino al pontificato del trascinatore... Woityla e di Benedetto XVI, considerato Dottore comune... San Tommaso sostiene che chi non sa governare sé stesso non può governare neppure gli altri!

COMMENTI

Sarebbe bene evidenziare gli svarioni che si trovano nell’Agenda Monti. Innanzitutto si afferma che il costo degli interessi sul debito pubblico ammonta nel 2012 a 75 miliardi di euro. Una bella cifra, peccato sia inferiore di 11 miliardi e 119 milioni a quanto sta scritto nella “Nota di aggiornamento” del Def (Documento di Economia e Finanza), datata settembre 2012, a firma Monti e Grilli. E nello stesso documento si precisa l’aumento previsto per i prossimi anni, fino agli impressionanti 105 miliardi e 394 milioni indicati per il 2015. Qual è allora la cifra giusta, quella del Monti di settembre o quella che lo stesso ha indicato a dicembre? Noi sappiamo che è la prima, mentre sul perché abbia sparato la seconda bisognerebbe chiedere all’interessato. Il secondo svarione è in realtà un’autentica truffa. C’è scritto che: «Ridurre di 100 punti base il tasso di interesse che paghiamo sul debito, vale 20 miliardi di euro a regime. E da novembre 2011 il tasso di interesse è calato di oltre 250 punti». Ora, se tutto ciò fosse vero, e considerato che 20 x 2,5 = 50, Monti potrebbe davvero presentarsi come il salvatore tanto propagandato dalla stampa che lo sostiene. Cinquanta miliardi annui sarebbero davvero un bel gruzzolo. Ed una bella smentita alle cifre di cui sopra del duo… Monti-Grilli. Che invece, statene certi, verranno smentite sì, ma perché sottostimate, non il contrario. Nel ragionamento del professorone ci sono infatti due trucchi. Il primo è che parlare di quanto le variazioni dei tassi (e dunque dello spread) si riflettano sul costo degli interessi è in realtà assai complesso. Valutare l’incidenza a “regime” di una variazione di 100 punti base nel breve, proiettandola sull’insieme dello stock di titoli che hanno spesso una scadenza ultra-decennale (e comunque una vita media di oltre 7 anni) non ha molto senso. Ancora meno senso ha – e qui l’intento truffaldino è macroscopico – riferirsi alla variazione dei tassi rispetto al solo picco del novembre 2011. Quel che conta infatti, ai fini della proiezione di lungo periodo, è il tasso medio di un determinato periodo (ad esempio di un anno). E’ evidente che il picco x della durata di un giorno, incide davvero sul costo degli interessi solo se quel giorno il Tesoro emette nuovi titoli. Solo in quel caso, un aumento di 100 punti base (pari all’1%) sul mercato secondario si rifletterà all’ingrosso su un incremento simile dei tassi applicati ai titoli emessi quella giornata. Ora si da il caso che lo spread medio del periodo gennaio 2008 – giugno 2011 è stato pari a 113. E che solo successivamente lo spread ha preso a galoppare, per arrivare a quota 574 il famoso 9 novembre 2011, per ridiscendere a 447 il 1° dicembre (a Monti appena insediato), risalire  a 515 il 23 dicembre, scendere sotto i 300 punti l’8 marzo 2012, riprendere quota 490 il 12 giugno, arrivare a 537 il 24 luglio, ridiscendere sotto i 400 a settembre, scendere ancora a 300 a dicembre, per poi risalire all’attuale 320. I tassi medi (e dunque gli spread medi) del governo Monti sono stati certamente assai più alti di quelli del precedente gabinetto Berlusconi. La vanteria del candidato professore è dunque del tutto fuori luogo. Tant’è che lo stesso Def prevede per i prossimi anni una crescita piuttosto forte del costo del debito, sia in termini assoluti che in rapporto al Pil. Ma questo falso serve  per introdurne un altro non meno importante. Leggiamo allora il terzo svarione: «Ridurre lo stock del debito» – iniziando la pazzesca manovra di rientro prevista dal Fiscal compact – «tenuto conto del fatto che realizzato il pareggio di bilancio e in presenza di un tasso anche modesto di crescita, l’obiettivo di riduzione di stock del debito sarebbe già automaticamente rispettato». Una cosa da ragazzi, dunque. Peccato si tratti di una balla colossale. Intanto il pareggio di bilancio è di là da venire. Per il 2013 lo stesso governo Monti prevede un deficit pari all’1,6% del Pil, ma siccome si valuta che esso contenga un -1,9% dovuto al ciclo economico negativo, si dirà di aver ottenuto un avanzo pari allo 0,3% «al netto del ciclo». Qui siamo davvero vicini alla stregoneria dei numeri. Del resto le cronache ci parlano di quanto sia bravo il ministro Grilli ad imbrogliar le carte dei suoi affari immobiliari privati… Il giochino architettato per far tornare i conti potrà anche funzionare, ma il deficit rimarrà un deficit e circa 25 miliardi di euro veri (ciclo o non ciclo) andranno ad aggiungersi alla massa del debito. Ma fingiamo pure di arrivare al pareggio di bilancio. Bene, sarà chiaro a tutti che (sempre in rapporto al Pil) pareggio di bilancio significa debito invariato a crescita zero, debito in riduzione di un punto con una crescita del Pil dell’1%, debito in aumento di un punto con una crescita negativa del Pil del -1%, e così via. Ora il Fiscal Compact prevede una riduzione annua dello stock del debito pari al 3% del Pil (qualcosa come 47 miliardi di euro). In realtà un po’ di più, dato che il rapporto debito/Pil non è più al 120% ma già oltre il 126%. Ne consegue che solo una crescita costante attorno al 3% garantirebbe la riuscita dell’operazione «rientro». Un tasso di crescita che l’Italia non conosce più da decenni, lontano anni luce dalla crescita zero arrivata – chissà perché! – in parallelo con l’euro, cioè da ben 11 anni. Come si può allora affermare che basterebbe «un tasso anche modesto di crescita»? Si può, perché si deve. Perché altrimenti si dovrebbe dire la verità: che nuovi e più pesanti sacrifici saranno necessari, anno dopo anno, sull’altare dell’euro e dell’Unione europea.
Tommaso Acerbi

Carlo Biancheri risponde:

Uhm...attenzione con le proiezioni e le stime che non tengono affatto conto del quadro complessivo, del contesto...
Concordo su due punti: ridurre il deficit al 60% del PIL sarà un'impresa molto difficile... Se la UE tornerà a fare la UE si dovrà riconsiderare il Fiscal compact, dettato dalla Merkel in assenza di interlocutori italiani presentabili...: i nostri erano in altre faccende affacendati!
Il tasso di interesse si calcola al momento in cui il Tesoro rinnova i titoli in scadenza..., il resto o è previsione o è consuntivo. Ma...bisogna continuamente prevedere e fare aggiustamenti... sulle previsioni stesse perché le aspettative di mercato cambiano e le variabili aumentano.
Come si fà a comparare lo spread nel periodo del governo del piazzista con quello del governo Monti? Queste comparazioni/panzane lasciamole al grande economista Brunetta. I mercati affabulati dall'amico di Milanesi..., gran liberalizzatore poi... pentito, tenevano gli spreads bassi in attesa di promesse mai realizzate (le chiacchere sono durate anni dalle cartolarizzazioni in poi...) e poi c'è stato lo scoglio Grecia ed è scoppiata la tempesta per l'imperizia tedesca. Se il piazzista fosse rimasto ancora un mese, l'Italia sarebbe andata in default e la BCE non avrebbe avuto il tempo di convincere i partners europei né di fare alcunché per salvare la moneta europea. Quali erano le posizioni in derivati sui titoli pubblici italiani nel novembre 2011? Lunghe o corte? E non considero quelle over the counter...! Lo spread ha galoppato perché all'estero, dove pure ci sono fior di imbroglioni, come ampiamente dimostrato dagli scandali da BCCI a Enron a Barings a Madoff a Worldcom (che fanno un baffo per dimensioni a Parmalat...), nessuno si fidava più di cialtroni. E siccome gli investitori esteri detenevano circa il 50% del debito pubblico... il gioco è presto fatto...
Ora la situazione è più calma perché al governo c'è stata gente forse incapace, ma normale... e comunque in grado  di sedersi ad un tavolo internazionale, senza far le corna e parlare di sesso e quant'altro e soprattutto perché la BCE è intervenuta ed i tedeschi, dopo la cacciata dell'ungherese/franco Sarkozy, con la esasperante lentezza abituale han capito che non conveniva far saltare il banco...

lunedì 24 dicembre 2012

AUGURI di NATALE


Che la luce del Natale vi illumini sempre sulla via della verità. Buon Natale!
Maurizio Carena
I più sentiti e fervidi auguri di buon Natale con molti ringraziamenti per il vostro lavoro e complimenti per l’impegno.
Filippo Nicora
Con ammirazione vi ringrazio e vi auguro ogni bene, nella speranza che il Natale porti un po’ di luce nella confusione politica del nostro paese.
Michele Torre
Con tutta la mia simpatia vi auguro Buon Natale e Buon Anno, di tutto cuore.
Paolo Guerra
Con l’augurio di tenerci tutti uniti per essere forti contro le difficoltà.
Angelo Perfumo
Buon Natale e Buon Anno!
Paolo Sogno
Facciamo a vicenda gli auguri auguri auspicando che l’anno nuovo ci porti qualcosa di meglio. Ma??
Giuseppe Scotti
In questo giorno voglio salutare tutti. Ho nel cuore un albero con appesi al posto dellepalline i nomi di tutti i miei amici. Quelli vicini e quelli lontani. Quelli recenti e quelli passati. Coloro che vedo ogni giorno e quelli che incontro raramente, quelli ricordati sempre e quelli qualche volta dimenticati. Chi inavvertitamente mi ha fatto soffrire, chi conosco profondamente e chi a malapena. I miei amici umili ed i miei amici più importanti. I nomi di tutti quelli che, sono passati nella mia vita. Un albero con radici profonde in modo che i loro nomi non vengano mai strappati dal mio cuore ai quali l’anno prossimo la fioritura porti speranza, amore e pace. Vi voglio bene, Vi auguro Buon Natale!
Giovanni Ventura

Il Natale è speranza e luce in ogni tempo della storia. Abbiamo detto tante volte che questo nostro tempo è caratterizzato da un vuoto di speranza, perché si è smarrito il senso delle cose, un motivo per sacrificarsi e costruire il futuro nel tempo. Viviamo l'istante ,il piacere tutto e subito e una egolatria e un narcisismo smisurati, uniti ad un'incapacità di autocritica. Per questo l'illegalità la fà da padrone, l'ambiente non è rispettato e soprattutto i diritti dell'altro sono conculcati: è possibile che se uno mette sotto una persona con la macchina, se può scappa? E' esser uomini questo? Anni fà abbiamo imparato da Maritain che è cristiano ciò che è pienamente umano e questo comporta vivere l'avventura umana pienamente, un umanesimo insomma, ma...integrale... Se lo ricordino i cattolici di professione, gli etichettati, e i prelati si ricordino questo passo di Savonarola che andrebbe giustamente canonizzato: "Dimmi: se tu vai là a Roma, e vedi quelle belle cerimonie, e poi dall'altro canto vedi la mala vita delli prelati, che onore dirati tu che Dio riceva in quelle pompe e belle cerimonie? Coloro che sono deboli, vedendo la mala vita delli prelati e la tanta abbondanzia de peccati che vi si fanno ,dicono: se fussi vera la fede per certo è non si faria così, e Dio non sopporteria che nelle sue cerimonie della Chiesa fussi mescolata tanta feccia. E però ti dico che questo onore esteriore è nocivo qualche volta allo onore di Dio più che utile. El ben vivere è quello che fa ogni cosa..." (Dalla Sesta predica sull'Esodo). Anche noi siamo per il ben vivere, almeno come tentative direbbero i professori in inglese (a volte vuoto di contenuti)...
Buon Natale ai nostri saggi lettori!
Carlo Biancheri

Con l’augurio che il Signore ci aiuti ad allargare i nostri orizzonti, a non chiuderci nel nostro egocentrismo, ad essere sempre aperti e disponibili verso tutti!
Buon Natale!
Massimo Nebbia

Vi auguro di continuare sempre in questo vostro impegno così serio e rigoroso nei confronti della verità. Grazie.
Marco Pizzi


 

domenica 9 dicembre 2012

Ah! rieccolo!

Carlo Biancheri

“Per senso di responsabilità mi ricandido, perché non abbiamo trovato un altro leader bravo come me!”
Vi chiederete se si tratti della dichiarazione di un qualche ricoverato in un luogo protetto dove stanno persone che di tanto in tanto dicono: ”Io sono  Napoleone”.
No, Signori, è il capomanipolo che con gli scherani, le amazzoni e le ballerine plaudenti, torna a fare un po’ di bene all'Italia (non avendone fatto abbastanza...). Si sa che agli uomini il bene  bisogna, le più volte, farlo per forza, scriveva l'amato Manzoni a proposito di Donna Prassede, quella nobildonna che di idee, come gli amici, ne aveva poche ma vi era molto affezionata...; due famiglie e tre conventi cercavano di tenerla all'oscuro di tutto per scansare le sue premure... Ma noi non riusciamo col piazzista, tormentato dalla responsabilità del destino del Paese, che incombe sulle sue spalle. Per chi non ricordasse come stavamo quando lui con gesto di mirabile generosità lasciò il campo, senza proferire verbo, si pensi che non si potevano più pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e le pensioni, perché il Paese era sull'orlo del baratro. Ci assicura che la storia dello spread è, come si dice a Roma, una bufala e che quel che conta è l'economia reale fatta a pezzi dal governo dei tecnici: attendiamo le sue ricette da Paese della cuccagna per affondare definitivamente. Con la Merkel, poi, bisogna dirgliene quattro... Ma non gliene aveva già dette qualcuna diffusa in tutto il mondo per la palese buffoneria di un premier che si esprime con quel gergo? Ha fatto sì che ormai quando si apre una casa chiusa in Canada (non propriamente nel vicinato...) la chiamano Berlusconi palace... Sì, passerà alla Storia, ma per motivi affatto diversi da quelli divisati. Passerà alla Storia per esser colui che ha raccolto l'eredità della P2 che voleva stravolgere la Costituzione per metter sotto tutela gli Italiani, che ha avuto come stalliere/protettore il mafioso Mangano, che è stato implicato in innumerevoli processi nella maggior parte prescritti, che ha acquistato dal tutore di una fanciulla minorenne una villa principesca per due lire, con arredi inclusi, dopo un tragico fatto di sangue, che ha promesso strabilianti progressi e ha lasciato l'Italia peggio di come l'aveva trovata, che ha operato in perfetto conflitto di interessi e non ha messo mano ad una riforma, dicesi una, di cui l'Italia avrebbe avuto bisogno. Con l'appoggio di non pochi membri della gerarchia cattolica ha degradato moralmente il Paese solleticandone  i bassi istinti e predicando che la ricchezza è un valore in sé e che se le ragazze hanno problemi sarà bene che sposino qualche facoltoso, purché non racchie, è ovvio! Anche la bellezza è un dovere. Quel che impressiona sono i clienti che lo hanno accompagnato nell'avventura, quelli che assentono  ad una cena a cominciare dalla minestra con la bocca con gli occhi e con le orecchie e che alle frutta non sanno più neppure come si possa dire di no, degli zombie... Le primarie si fanno, si fanno: a metà dicembre...; contrordine camerati/compagni (?), si presenta il capo e ubi major...
In un paese sfiduciato, senza speranza, possono succedere cose di questo tipo: il clima è da Catilinariae, forse peggio, perché almeno allora c'era l'indignazione e il confronto coi valori dell'antica virtù romana, adesso no, tutto scorre; siamo divenuti fatalisti, come in Oriente.
Attesi i guasti che il generoso ritorno può determinare, specie perché il Paese è sotto terapia e sul fronte internazionale non ci sono filantropi, sarebbe bene che gli uomini di buona volontà, come sotto l'occupazione tedesca, si svegliassero dal torpore ed adottassero tutte le iniziative volte a scoraggiare simili gesti di altruismo. Adesso però...



venerdì 7 dicembre 2012

DE HAC NOSTRA PRAESENTI REPUBLICA

Una delle tante disastrose conseguenze dell’aver affidato il governo del Paese alla follia distruttiva della tecnocrazia europea e all’ingordigia delle banche, è quella di aver resuscitato Berlusconi, permettendogli addirittura di poter sfruttare la forza mediatica di cui dispone per riproporsi all’opinione pubblica come salvatore della Patria. Anche di questo dovremo ringraziare l’ “Europa”.
Luca Lodi

Attenti a non correr dietro ai luoghi comuni. L'Europa è una istituzione fatta di persone dove si affermano alla fine le proposte sostenute da chi ha più potere o quelle più sensate. Troppo spesso per decenni in Europa abbiamo mandato burocrati o incapaci, guitti e ballerine: avrebbero dovuto difendere gli interessi nazionali! Gli esiti sono dinanzi agli occhi di tutti .Anche se uno si sente qualcuno a Palermo, a Roma o Abbiate Grasso... per ciò stesso non acquista diritto di ascolto dai Finnici, dai Danesi, dagli Olandesi, per non parlare degli Inglesi. Questa è la realtà come il nostro enorme debito pubblico, come il fatto che nella pubblica Amministrazione centrale e negli enti locali si lavora spesso male e poco (la maggioranza...) con pochi controlli seri e molta corruzione. Chi fa politica normalmente? Chi vuol crearsi una posizione, non chi vuol servire... Quanto alle banche non esiste l'entità banche che agiscono di concerto: esistono banche più o meno grandi, alcune con molto peso in ambito nazionale ed internazionale: hanno creato la crisi e ne sono uscite quasi indenni in termini di responsabilità... L'agenda Monti è stata dettata dai mercati finanziari che non ci avrebbero prestato più un Euro (mica sono obbligati a farlo!). La gente parla di spread ma ancora non sa cosa implichi... Ogni volta che sale lo paghiamo tutti, nei mutui e in mille cose della vita quotidiana. Piaccia o non piaccia questa è la realtà e non se ne dà una diversa per quanto sia sgradevole. Ciò detto è il tono che fà la canzone e i tecnici sono inadempienti su alcuni provvedimenti che avrebbero potuto favorire lo sviluppo...
Carlo Biancheri


E’ chiaro che Monti non poteva fare di più di quello che ha fatto per risanare la situazione italiana, dopo vent’anni di malgoverno, ma è difficile capire perché Berlusconi che in ottobre diceva che Monti avrebbe potuto continuare anche dopo le elezioni a governare come presidente di centro-destro, essendo da sempre un liberale, ora l’abbia voluto far cadere e voglia ritornare lui al potere, cosa che è anche possibile che gli riesca grazie ad una campagna elettorale demagogica, piena di promesse, e giocata sullo spauracchio del comunista Bersani. Così avremo di nuovo una situazione in caduta libera con scarsissima credibilità in Europa e poi...????
Valentino Bellandi



E la Chiesa tornerà ad appoggiare Berlusconi? Bertone, che sembrava uscito di scena, ritornerà in campo per sostenerlo? O lo farà Scola da Milano, con ripresa di potere da parte di CL? Staremo a vedere: ci sarà da divertirsi!
Marco Pizzi


Liberalismo è una parola ambigua: era liberale Gobetti, Einaudi e si dice tale il piazzista: sono la stessa cosa? Non ci pare. Se si vuol dire che l'iniziativa economica privata deve esser libera, è un'ovvietà; lo dice la Costituzione, ma se si aggiunge che di conseguenza non ci devono esser limiti né controlli, è la giungla, quella che piace al circo delle amazzoni, nani e ballerine, come si diceva al tempo di Craxi... Certo la macchina burocratica dell'Amministrazione è ancora troppo borbonica, ma il Conducator non ci ha messo mano: si è interessato al potere, non al bene operare. Il problema è che questi signori, a forza di predicare sciocchezze con la prosopopea di Pericle, fanno sì che ci andiamo di mezzo tutti, affidati come siamo alle Minetti, alla famiglia Bossi e ai vari Frankestein che sentiamo ogni sera in tv: gli argomenti ricorrenti dei seguaci del capobanda sono: mal comune mezzo gaudio, abbiamo ben operato (ma chi credono di celiare?), troppe tasse, bengodi per tutti, stranieri cattivi e magari una canzoncina napoletana, sì pizza e mandolino, come dicono all'estero, un balletto in cene eleganti e via: il sogno s'avvera... Spero proprio che con la crisi prevalga il principio di realtà rispetto alla fuga, ma un'intera generazione ha perso la criticità. Ci vuole un umanesimo integrale... Quanto ai farisei, come li chiamava San Gerolamo(!), cioé la gerarchia, hanno di che pentirsi per aver sostenuto il piduista anticristiano e per aver portato avanti una teologia da baraccone tipo CL ma anche opificio. Volete comparare quelli che girano ora con uno Chenu, un Congar, un Pieper, Barth (ma non von Balthasar...), Sertillanges e quanti altri? Al massimo conoscono Platone e Husserl, come lo sciagurato Bontadini, stimato da Gentile(...), che ha stravolto San Tommaso... platonizzandolo! Che fare? La soluzione sta in noi, basta non esser conformisti.
Carlo Biancheri



E così ritorna Berlusconi e tutto andrà a catafascio! Lui farà una campagna elettorale dicendo che Monti con le tasse ha dissanguato le famiglie italiane, che lo spread non dipendeva da lui, che la disoccupazione cresce sempre di più, che Monti non è stato capace di migliorare la situazione, ma ha solo peggiorato le pensioni, poi si scaglierà contro Bersani dicendo che è un vetero-comunista, che farà tutto male e via dicendo e così è anche molto probabile che prenda un mucchio di voti e magari vinca pure. E tanto per far vedere subito com’è, si apre la strada  facendo cadere Monti prima che si faccia la legge che chi come lui è stato condannato (sperando che lo sia anche nei gradi successivi) non è candidabile e decade dall’incarico di governo. E allora cosa possiamo fare per evitare di tornare indietro e fare una figuraccia in Europa?
Giovanni Ventura


In un mondo di matti i savi sono reputati matti, dice Aristotele. Certo, se la maggioranza dei votanti è disposta a credere che Ruby (ora definita "sgradevole e maleodorante"...) è la nipotina di Mubarak, tocca forse abbandonare la città per protesta, come i monaci della Tebaide nei primi secoli dopo Cristo, perchè le città vivevano a livello istintuale, come più tardi dirà Agostino. Per quanto questa Italia sia resa più cinica dalla separazione tra il dire e il fare, specie in tempi di crisi della dimensione spirituale (ben fanno i vescovi a mettersi un copricapo che risale al culto del dio Mitra... roba da gnosi e immanentismo!) e di totale dimenticanza della morte e quindi del relativo, della nozione del tempo... No! si vuole un'eternità virtuale, come il piazzista con la lucidità mefistofelica vuol darci da bere... Per dire stop occorre fegato e capacità di rinuncia, anche con se stessi...
Carlo Biancheri

venerdì 30 novembre 2012

Sulle primarie del PD

Perché non dite nulla sulle primarie? pensate che sia tutta una sceneggiata taroccata e che tanto si sappia già chi sarà il vincitore, sostenuto con manovre ridicole sulle regole dall’apparato del partito? o piuttosto pensate che siano inutili perché continuerà Monti in quanto tutti (i politici) capiscono che sia l’unico capace di reggere la situazione a livello internazionale e quindi sia meglio lasciare a lui la grana di sbrogliare le matasse e continuare a fare cose anche molto impopolari?

Giovanni Ventura

Bisognerà fare una riflessione sulle primarie e sul linguaggio politico dei contendenti. Da una parte, un apparato autoreferenziale che non affronta veramente il reale con l'intento di modificarlo (il grande politico è colui che prende atto della realtà e che nel contempo cerca di cambiarla, scrisse "Le Monde" quando morì J.F. Kennedy); sembra esser caratterizzato da un approccio minimalista a fronte di un contesto incancrenito da 17 anni di mafia e di bunga bunga penetrato nel sentire comune... e da una sostanziale rassegnazione ed ignavia dinanzi a inefficienza, stupidità, pressapochismo. Dall'altra, una cultura da New Age con proposte flashing o del tutto prive di contenuto, svianti o irrealizzabili e soprattutto fondate su una logica machiavellica che non esita a barare sulle regole del gioco. Ci vuol altro che una brutta copia di un Blair qualunque per dare un nuovo afflato, un supplemento d'anima, diceva Bergson, alla gente... Questo è il contesto in cui siamo chiamati a scegliere: meglio cercare di lavorare sull'usato sicuro che su Bakugan...

Carlo Biancheri


Né Renzi né Bersani sono pienamente convincenti: Renzi dà l’impressione di uno che parla parla, ma poi cosa farà? a lui nuoce anche quel suo fare localistico, cioè quell’aria da macchietta toscana, che tant’è ci fa venire in mente se non proprio Calandrino, almeno i suoi amici Bruno e Buffalmacco, per cui dà sempre l’idea di uno che stia scherzando; Bersani ha soltanto una sottile vena di sanguignità romagnola, che appare ogni tanto, ma non lo definirei “usato sicuro”, perché quest’espressione si usa per automobili che hanno dato buona prova di sé e che sono poi state messe a punto con una seria revisione: lui, con i suoi amici che tornerebbero al governo con lui, non ha davvero dato molte buone prove di conduzione politica e non è che abbia fatto una gran revisione del suo comunismo, soprattutto ci sarebbe da dire che, caduto il comunismo, non è restato nulla.
 
Marco Puccini
 
 
Interessante commento. Va detto che come ministro dell'industria qualcosa fu fatto da Bersani e il clima al Ministero non era quello di cosche e di malaffare e di dirigenti 'improbabili'... riscontrato con altri ministri. I medievali (ma anche Aristotele) davano molta importanza alla prudenza che consiste nella scelta adeguata dei mezzi per raggiungere il fine, in un contesto dato: siamo, infatti, chiamati a scegliere ad ogni istante, anche tra usato sicuro e New Age. Francamente non crediamo proprio che il New Age sia un progresso rispetto all'usato che non ci farà certo correre le Mille Miglia...
 
Carlo Biancheri