lunedì 30 giugno 2014
TRUFFERIA DI PAROLE Carlo Biancheri
Nei primi mesi del 1630 (non nella seconda metà del Seicento come diceva l’azzimato governatore leghista del Veneto, sedicente esperto de I Promessi Sposi) apprendiamo dall’amato Manzoni, a proposito della peste a Milano, che veniva negata per scansare problemi, non senza episodi diffusi di corruzione dei becchini e dei loro superiori (!) per evitare di finire al lazzeretto e di aver bruciate vesti e suppellettili, «I medici opposti alla opinion del contagio, non volendo ora confessare ciò che avevano deriso, e dovendo pur dare un nome generico alla nuova malattia, divenuta troppo comune e troppo palese per andarne senza, trovarono quello di febbri maligne, di febbri pestilenti: miserabile transazione, anzi trufferia di parole, e che pur faceva un gran danno; perché figurando di riconoscere la verità, riusciva ancora a non lasciar credere ciò che più importava di credere, di vedere, che il male s’attaccava per mezzo del contatto.»
Poche righe magistrali: cosa concluderne? Che nel patrimonio genetico italico alberga un misto di furbizia e di furfanteria? O non è forse la natura umana ad esser non tanto come si dice nell’Arcadia culturale contemporanea ambigua, “trufferia di parole”, ma soggetta al proprio tornaconto immediato, alla soddisfazione esclusiva dei propri bisogni nell’universo del proprio io: e chi se ne importa degli altri?
Ha ragione il papa, una volta di più, siamo ad un cambio di epoca non in un’epoca di cambiamento e tutto traballa.
La gente pare stanca di correr dietro alle luminarie di Renzi, alla Boschi, al medico onnisciente in quanto spazia da temi di diritto amministrativo, costituzionale, a quelli economici, ai Trattati dell’Unione, e tralasciamo gli altri perché espressivi di nulla o meglio rileviamo la diffusione della violenza, pubblica e privata come quella dei fascisti picchiatori; leggiamo dalle cronache di violenze su quelli che costituiscono una minaccia per loro e financo omicidi in occasione di eventi sportivi.
Si nota così che i maitres à penser si interroghino finalmente sulle cause di un simile decadimento: leggiamo riferimenti a Montaigne, a Nietzsche e financo a
Veltroni (!) oppure auspici, dopo gli ultimi scandali, ad una moralità, ad un diverso costume civile. Come spiegare che il colto Nord del paese si sia fatto guidare da uno che andava a prendere l’acqua sul Monviso e che faceva adunate celtiche con gente con elmi con le corna, si chiedeva Deaglio? Si è fatto di peggio, crediamo, trasformando le assemblee regionali in luoghi dove i consiglieri erano Renzo la trota, la Sig.ra Minetti della cui partecipazione alle cene eleganti sappiamo ogni dettaglio, o la ex hostess entrata in politica con IDV che avrebbe messo in conto rimborsi le creme di bellezza e quanti, quanti altri casi analoghi…
Certo Razzi e Scilipoti…, ma può un Parlamento votare a maggioranza che in coscienza il Presidente del Consiglio era convinto che Ruby Rubacuori fosse la nipote dell’ex Presidente della Repubblica Araba d’Egitto, Mubarak? Tutti assolti per quel voto che avvilisce tutti noi?
Come per i medici dell’amato Manzoni, l’Arcadia culturale si guarda bene dal dire che anche in cultura si va per classi sociali: le idee si diffondono nell’aristocrazia culturale e poi lentamente scendono fino a quello che i poeti chiamano «volgo profano, e i capocomici, rispettabile pubblico»(sic Manzoni, I Promessi Sposi cap. XXXI) dopo più di due secoli e mezzo dal risveglio dal sonno metafisico, cui è seguita una visione trionfante e progressiva della Storia, quella Storia che invera, dopo fiumi d’inchiostro sul soggetto che crea, dà valore al reale, peraltro inconoscibile; dopo un progresso tecnologico senza uguali in un arco di tempo così ristretto, di comunicazione globale, virtuale, l’idolatria del soggetto è arrivata al volgo.
Reputiamo la personalità di Kant non immune da turbe paranoiche, come le recenti biografie segnalano; certamente il suo pensiero è servito da manifesto per secoli ai suoi fratelli di loggia per combattere ogni oscurantismo in vista di una libertà totale che a ben vedere non porta da nessuna parte.
Sì, reputiamo che i fondamenti, i presupposti siano sbagliati e anche nel linguaggio comune sono diffusi errori: ad esempio, astratto è divenuto sinonimo di irreale; si dice: ci vogliono fatti concreti. Bene, d’ora in poi sarà opportuno non parlar più di giovinezza o di vecchiaia anzi sarà meglio esprimersi a gesti.
Come si può pretendere che ci si adegui ad una norma morale se manca il presupposto? Oppure se il presupposto è pragmatico, rilevato sociologicamente? Attenzione, in passato la gente credeva alle streghe e le bruciava, anche nel Nuovo mondo… E in Asia adesso non si sopprimono le bambine perché sono reputate inferiori (zone rurali dell’India)? Questo sta a significare che il dato sociologico non può esser la norma come la volontà della maggioranza se viola i diritti della persona umana (v. Dichiarazione universale sui diritti dell’uomo). Manca un’antropologia e se nel secolo passato si è abusato dell’ideologia perché nel suo nome sono state perpetrate barbarie, non se ne deve concludere, come fanno gli esistenzialisti, che si possa prescindere da una visione del mondo, da una Weltanschauung che fondi/riconosca una morale, piuttosto di cercarla dentro di sé, come diceva il Kant.
Come ampiamente previsto, l’apprendista segretario fiorentino ha appreso, alla stregua di donna Prassede, che le cose non sono tanto semplici e chiare («La si ingegni la faccia da sé, giacché la cosa le par tanto chiara»); abbiamo la sensazione che a Bruxelles abbia ottenuto certo molto, ma molto di più di quel che avesse ottenuto l’ex cavaliere pregiudicato nel ventennio, e, tuttavia, ancora poco perché la frasetta sulla flessibilità va interpretata di volta in volta e allora contano le maggioranze. Lo hanno capito gli italici che non tutto dipende da noi? L’Italia ha un certo numero di voti e poi il resto è frutto di alleanze e di contatti, di capacità di far convergere le posizioni, di conoscenza di lingue, culture, mentalità e perciò non aiuta l’Italia l’apprendistato della Mogherini, se mai la faranno Alto rappresentante della Politica internazionale in Europa, in un posto che può esser di qualche importanza se uno ci sa fare non se sta seduto come un pesce lesso.
Certo l’apprendista viene dopo una classe politica che la Storia ha già giudicato: degli inetti e molti furbi; per questo abbiamo esitato a criticare l’attor giovine da subito. D’altronde, i giovanotti e le signorine dell’opposizione, stile setta, hanno un concetto di loro stessi degno di miglior causa. Conoscono poco o nulla. Volete un esempio? Nel dibattito sulla legge elettorale con Renzi, la loro conoscenza storica non andava oltre il caso Mastella del Governo Prodi. Non si è mai menzionato che per quarant’anni l’Italia aveva un governo all’anno perché un partitino o una corrente DC di due o tre deputati faceva regolarmente cadere il Governo. E poi le analogie con gli altri sistemi: da brivido! Ripetiamo che ci rifiutiamo di considerare le regioni, che si sono rivelate centro di corruzione e che pretendono di fare anche la politica estera (!), analoghe ai Lander tedeschi.
Se l’aspirante Segretario ha coraggio dovrebbe veramente modificare la Pubblica Amministrazione (non solo svecchiarla come vuole la Madia, anche perché l’anagrafe non aggiunge nulla alla qualità) e non solo i Ministeri, ma anche le Amministrazioni locali, organizzare uno Stato/Enti locali basato sui controlli non sulle gestioni, foriere di corruzione: è finita l’epoca dello Stato pasticciere (ricordate Motta?). Si tratta di un programma molto ambizioso e ci vuole buona volontà , un cambiamento di mentalità mentre si vede in giro stanchezza.
La Chiesa potrebbe svegliare le coscienze, ma siamo sicuri che il clero in maggioranza segua quel che dice questo grande papa? Neppure lo capiscono, temo… Volete un esempio? Il Cardinale di Milano si dovrebbe rifiutare di stringere la mano al governatore lombardo perché la Lombardia ospita il 7% dei richiedenti asilo che arrivano via mare e il Patriarca di Venezia lo stesso con quello veneto che ne ospita il 3%; la Sicilia da sola ne ospita il 33%. La mancata accoglienza, con buona pace del segretario leghista alleato in Europa del Fronte nazionale francese cioè erede di Vichy, quelli che stavano coi nazisti, non è cristiana.
venerdì 30 maggio 2014
SCAMPATO PERICOLO MA CHE LEZIONE TRARNE?
Carlo Biancheri
Ci siamo molte volte soffermati sui
vizi che per secoli hanno caratterizzato questa penisola ed abbiamo ricordato
quella “serva Italia… non donna di provincie ma bordello”, come la
definisce Dante, nel canto VI del Purgatorio.
Questa volta, invece, in un
soprassalto di resipiscenza dinanzi al ‘nulla’ che incombeva, è apparsa una
qualche saggezza che rannoda i fili con quel modo di essere di grandi maestri
dell’arte italiana che, comparati ai loro contemporanei d’Oltralpe, rappresentano
una visione ‘a tutto tondo’, più serena dell’esistere; pensiamo a Nicola
Pisano, a Giovanni Bellini, al Beato Angelico, a Raffaello, al Perugino, a
Piero e a quanti, quanti altri, anche in tempi recenti: valgano per tutti
Manzù, Messina, Rosai, Morandi…
Dunque il comico del ‘vinciamo
…poi’… ci fa sapere che non lo meritiamo: sì siamo pensionati ,e, udite,
udite…, siamo anche presuntuosi nella nostra vecchiaia perché
pensiamo di saperne più di lui! Lesa maestà? Anche il compare che inspiegabilmente
ha avuto il premio Nobel (per Mistero
buffo, forse? Buffo per lui…) parla di noi come di coprofili allegri:
grazie, grazie…Ma il suo non è forse un’ pensiero unico’? E poi una pletora di
fabbricanti di notizie, vere o finte non importa ,tutto fà brodo, che
discettano se il Pd abbia veramente vinto o se invece il quadro sia
rimasto sostanzialmente immutato. E’ incredibile vedere quelli che
avevano sbagliato i conti girare la frittata come spesso si fà nella Storia,
per partigianeria: i pentastellati persone a modo, ci vuole tempo…, fanno
proposte… Per associazione di idee pensiamo a quel lupo e a quell’agnello che
stava sotto a bere nel ruscello e che veniva accusato dal lupo di sporcargli
l’acqua. C’è capitato di leggere su qualche giornale l’analisi dei disegni di
legge presentati in Parlamento dai cittadini (ma lo siamo anche noi e siamo
tanti di più di quelli che partecipano al sito…, un po’ come i ‘vandeani’,
poveretti… dopo il 1789…). Dall’analisi
ci sembrano, ahimé, dilettanteschi: una studentessa parlamentare propone
che si dia il reddito di cittadinanza finanziandolo con cespiti
incapienti (le pensioni d’oro…, le multe sui giochi d’azzardo…) senza
menzionare il finanziamento della cassa integrazione in deroga…; si
mantiene anche quella? O si abolisce? Lo sanno i cassintegrati che li hanno
votati? Sull’Euro poi si propone un referendum, come vuole la donna di estrema
destra francese del cui partito fanno parte i picchiatori, che farebbero
tornare, in caso di vittoria, il paese alla situazione del dopo-guerra, cioè
alla miseria… Non ripetiamo quanto scritto sul punto e tuttavia ci fa piacere
notare che ormai tutti i professori, eccettuati i bastian contrari per
‘natura’…, confermino che l’uscita dall’Euro sarebbe un grave errore e che,
caso mai, occorre modificarne le regole di funzionamento: meglio tardi che mai!
Circola un documento di analisi del voto nelle file degli adepti della stella:
sono arrivati alla conclusione che abbiamo sostenuto in questo piccolo blog:
non si dà protesta senza proposta! Che ci abbiano letti?
Il cammino solitario del leader lo
porta ad infilare uno svarione in fila all’altro: lo sa chi è l’alleato
inglese? Un liberista selvaggio che protegge la City e le famigerate banche,
causa di tutti i mali del paese, secondo l’ex comico. Come la mettiamo?
Sentiremo i pentastellati nel Parlamento europeo propalare la de-regulation nel settore dei servizi
finanziari, malgrado la crisi? Il direttore de” Il fatto quotidiano”,
sostenitore, se non andiamo errati, del movimento, è al corrente?
Sempre nell’area della reazione
europea abbiamo visto che i separatisti italici (fautori del ducato o
dello zecchino?) fanno comunella con gli eredi di Vichy: gli immigrati da
cacciare perché vadano a pescare il pesce a casa loro (caso mai gli diamo una
canna), la moneta da distruggere come l’Europa… Non capiremo mai perché si
precipitino all’alba alla messa del papa che sostiene l’esatto contrario di
quel che dicono: che siano masochisti? Per definire la reazione ci piace
ricordare il Carducci con quel suo “asin bigio” che al fischio del treno
“rosicchiando un cardo rosso e turchino, non si scomodò”…
Il tempo che resta va utilizzato
bene ma… come?
Va sfatata la leggenda che con la
Presidenza italiana si metteranno le cose a posto: la Presidenza stabilisce
l’ordine del giorno del Consiglio ed indica le proposte normative che intende
privilegiare, ma… deve negoziare con la Commissione che ha pure delle priorità
e poi si vota sulla base delle maggioranze, calcolate per gli Stati membri con
voto ponderato. Deve anche raccordarsi con Van Rompuy e poi, qual è
l’opinione del Parlamento visto che la procedura di approvazione delle norme è
in co-decisione tra Consiglio e Parlamento? In altre parole c’è un certo potere
di orientamento (per inciso, è pronta l’Amministrazione a designare
persone capaci a presiedere i gruppi di lavoro al Consiglio europeo?) da
parte della Presidenza di turno, specie se di un grande Paese ma ci vuole il
seguito, il follow-up, cioè una
strategia chiara: la buona volontà non basta.
Sull’economia le considerazioni
finali di quest’anno del Governatore della Banca d’Italia ci sono parse
chiarissime: dopo tante chiacchere e numeri al lotto, abbiamo finalmente dati
certi e vediamo che il ritardo è dovunque: le grandi imprese, le banche, l’apparato
pubblico, il funzionamento burocratico e giudiziario che costituiscono
condizion necessaria per attrarre investimenti esteri: in un’era di
globalizzazione ogni proposta autarchica è risibile…
E allora? Non c’è tempo da perdere,
bisogna monitorare tutte le proposte del Segretario fiorentino, visto che dagli
altri gruppi politici c’è poco da attendersi, e sapere che una visione ideale,
non temiamo di parlare di ideologia, è imprescindibile perché è il faro
che orienta le scelte: se io sono persuaso di far parte di una civiltà
superiore proporrò leggi conseguenti… Questo vale sia per la riforma
costituzionale che per la legge elettorale dove non è il caso di
trasformare la politica in one man show,
ma in una vera rappresentanza dove i rappresentati possano esprimersi senza
esser prigionieri dei professionisti della politica collusi col malaffare come
avvenuto troppe volte per tanti anni.
sabato 24 maggio 2014
RIFLESSIONE
Carlo Biancheri
Dai
sondaggi sembra che un numero consistente di voti vada a Grillo. Ancora una
volta si protesta in modo irrazionale e si segue chi grida e non chi propone:
non c'è da brindare... Si capisce bene che molta gente è esaperata dinanzi ad
una situazione che grazie a Berlusconi, Tremonti e soci, ex fascisti inclusi,
che hanno così ben operato, ma anche a tanta parte del Pd, è degenerata: va
detto però che il paese è fatto da corporazioni, potentati, sacche di territorio
ingovernabili, un apparato pubblico con eroici testimoni, come qualche
carabiniere alla Salvo D'Acquisto, insieme a tanti furbi e conniventi o
incapaci: ciò vale per le forze dell'ordine, ma ugualmente per l'amministrazione
centrale e periferica. I nuovi strumenti telematici sono una opportunità per
mettere un po' di ordine nel caos, ma si tratta di condizione necessaria, non
sufficiente. La crisi economica ha fatto il resto: ha impedito la necessaria
riflessione trasformando tutto in un grido, un insulto. A quanti voteranno così,
pensando che le elezioni europee non contano, diciamo che si sbagliano di grosso
e che le conseguenze ricadranno su di loro e su tutti quanti sono incolpevoli.
Forse l'Italia non esiste ancora, ma la cultura in tutte le terre della penisola
è comune e impone un vivere insieme, una solidarietà. E' per questo che a
Bruxelles bisogna mandare persone consapevoli, interessate al bene di tutti, a
cominciare da chi ha maggiori necessità, e non dei mestatori impreparati.
giovedì 22 maggio 2014
SAN FRANCESCO SUL PIANETA GAIA
Rosa Elisa Giangoia
E’ certo ragione di disagio profondo sentire che un personaggio come Gianroberto Casaleggio, che all’apparenza sembra uscito momentaneamente da un quadro di Bosch, dica di aver frequentato scuole cattoliche, in cui evidentemente ha avuto informazioni distorte sul cattolicesimo che lo portano ad appropriarsi della figura di san Francesco, utilizzandone il nome magari in un gioco di omonimia con il Papa. Certo che san Francesco sul pianeta Gaia non lo possiamo proprio immaginare! Questo riferimento, anche se furbesco, è senz’altro dimostrazione di insipienza e di confusione, proprio di chi suppone che tutte le religioni vadano bene, di chi scambia il dialogo per sincretismo. Allo stesso modo imprecisa ed impropria è da parte del movimento politico che in Casaleggio idolatra il suo capo l’idea di democrazia, confusa con un rapporto ispirato da settorialità e discriminazioni, sostenuto da immediatezza emotiva che si identifica con l’attivismo in rete, situazione che sembra sempre più decadere verso quella degenerazione della democrazia che nella teorizzazione classica ha il nome di oclocrazia, in quanto le prese di posizione ed i comportamenti sono determinati dallo sfruttamento della rabbia mediatica che porta l’io individuale al centro di tutto, oltre che dall’utilizzare improbabili esperti per teorie costose e prive di seri fondamenti concettuali e culturali.
Bisogna avere ben chiaro e ricordarsi che il governare
suppone e richiede conoscenza, prudenza e maturità, per cui non basta un
giovanilistico spontaneismo, in quanto il nuovo non ha valore in sé, come già la
storia ha dimostrato anche nel secolo scorso nel nostro paese.
In questo momento in cui ci troviamo a dover assumere una
posizione nei confronti dell’Europa, dobbiamo responsabilmente ricordarci che
proprio il nostro essere nell’Unione Europea ha impedito che l’Italia cadesse in
una situazione ancora peggiore quando, al tempo delle svalutazioni competitive,
l'inflazione era a due cifre e i BOT non erano sottoscritti – cose che i giovani
non sanno.
In
questa situazione di contrapposizione è scandaloso che un cristiano (e a fortiori un sacerdote come don Paolo
Farinella) caldeggi la scelta politica di un pseudocomico come Grillo,
dall’atteggiamento sempre aggressivo e incapace di proposte serie e costruttive
che vadano nella direzione del bene comune. Già di per sé è criticabile che un
sacerdote dia indirizzi politici, in quanto ciò contrasta con la Gaudium et Spes e con quel che va
dicendo il Papa: bisogna ricordare che è stato sintomo di decadenza accettare
Baget Bozzo come tuttologo dalla Terza Persona della Trinità a Berlusconi!
Sostenere Grillo è
da immaturi, da saccenti, da gente che ha disimparato a
confrontarsi…
Però sta anche emergendo l'insipienza di una certa
sinistra per aver dato credito al fine di eventuali alleanze ad una forza che si
basa sul nulla, salvo il giovanilismo. E’ roba da apprendisti stregoni: essendo
sceso il livello culturale ed anche lo spessore umano delle persone, sempre più
del tutto ripiegate sull'affermazione egoista del proprio io, le grida insensate
e disarticolate, il mendacio, complice l'ignoranza di tanti giornalisti,
fabbricanti di notizie, fanno purtroppo facilmente presa sulle vittime
designate. C'è il rischio che il risveglio, dopo quest’ubriacatura
d’insensatezza, sia amarissimo giacché non è bastato lo show dei tirocinanti in
Parlamento a dimostrare di cosa sono capaci. L’unico messaggio che resta è
grave, essendo incentrato sull’autodistruzione, atteggiamento tipico delle
sette...
domenica 11 maggio 2014
ROBESPIERRE AMATORIALI
Carlo Biancheri
Ci tocca, disgraziatamente, di
occuparci ancora degli adepti del comico Grillo e aspiranti abitanti del
pianeta Gaia di cui parla Scientology.
C’è un florilegio di interviste
televisive, connotato da uno stile nuovo: sono caduti insulti e parolacce
dirette da parte dei pentastellati (ma la stella a cinque punte non è un
simbolo massonico?) e, tuttavia, permangono contumelie indirette non meno feroci.
Lo stile è ora quello dei bravi ragazzi che hanno imparato: sanno tutto ormai,
si direbbe... Abbiamo appreso che c’è Di Maio che a vent’otto anni dirige
la Camera da par suo! Ergo, sono pronti a governare.
E cosa farete come prima cosa?
Reddito di cittadinanza (ma…come si
finanzia?), legge sul conflitto d’interessi, niente finanziamento ai partiti…
Ma l’economia del paese? Le
imposte…, vanno riviste? Se sì, come? E ancora, come arrestare l’emorragia dei
posti di lavoro? Bloccando l’innovazione, come dice il guru? Agli inizi del
secolo scorso ci sarebbero stati tanti posti di lavoro in più se ci si fosse
rifiutati di favorire il motore a scoppio: carri e carrozze e cocchieri e,
(perché no?…), palafrenieri e maniscalchi…
Ricordate la mosca cocchiera di La
Fontaine che si dava tanto da fare che sembrava che fosse lei a tirare il
carro?
Il capo manipolo, che vive nel
villone con vista mozzafiato su Genova e che considera ottanta Euro una mancia,
ci dice di esser stato comunista e che tutti han votato comunista, via! Lo
vogliamo rassicurare, noi no. Perché no? Perché non siamo mai stati marxisti,
pur riconoscendo a Marx i suoi meriti, né convinti che nella Storia vi fosse un
progresso, specie se lineare…, né che occorresse un suicidio di classe per
ritrovare un’identità palingenetica nel proletariato, portatore
dell’istanza di un uomo nuovo. Forse eravamo cinici, come Lenin del resto…, e
avevamo capito, ante litteram, che
‘nel cuore di ogni proletario cova l’animo di un borghese’… Sta di fatto che
non eravamo della partita, Grillo, e forse Marx lo conosciamo un po’ meglio di
te…
La trappola politica è semplice:
noi, pentastellati, siamo gli onesti di fronte a dei politici di professione
(bisogna dire che hanno fatto di tutto questi ultimi per tirare la volata ai
Robespierre amatoriali…) e quindi vinceremo e poi sarà una nuova era,
come nel pianeta Gaia.
Peccato che leggano poco questi
signori e ignorino che i movimenti millenaristi nella Storia sembrano una
costante…
E’ vero il quadro italiano che hanno
lasciato i poteri ispirati alla massoneria che tanto contano, la Chiesa,
finalmente in via di riforma con questo grande papa, i sindacati/corporazione,
le professioni (avvocati, notai, commercialisti ecc.), certi industriali
oligopolisti, con sostegni politici, è desolante. La malavita organizzata,
presente da sempre, in questo povero Paese, con fasi alterne, in combutta con
molti politici e governi, ma anche con amministratori locali e funzionari
pubblici, in un tempo di annullamento dei valori etici, si è diffusa
grandemente. In assenza di una informazione seria, onesta( e non gridata…) si è
diffuso un sentire comune, in base al quale non ci sono più motivi per
sacrificarsi ed è lecito infischiarsi del prossimo. È vivere insieme questo?
L’ultimo scandalo dell’Expo a Milano
è sconfortante perché è indice di corruzione regolare; quando non c’è
corruzione c’è incapacità dei vertici. Ma chi ha selezionato gli incapaci?
Lasciamo da parte l’Avv.to batterista, governatore lombardo che vuole
ricacciare gli immigrati sulle coste dell’Africa, salvo i suoi precipitarsi
all’alba alla messa del papa (!),ma il sindaco di Milano, certo migliore dei
suoi predecessori,dov’era? Dire che si deve rinunciare al progetto adesso
significa non capire un bel niente del quadro internazionale: forse c’è
chi vuole che il Paese torni a contare come il Regno sabaudo prima della guerra
di Crimea…; la manifestazione successiva si farebbe col Sudan del sud,
con Malta, Burkina Faso…, se accettassero…
Dedicarsi un po’ al bene pubblico
impedirebbe che una pletora di sciocchi o lestofanti gestisca per noi,
abusivamente, la cosa pubblica.
Il rimedio a questi mali non è
quello palingenetico: i nostri venticinque lettori sanno che siamo partigiani
del fare ogni giorno qualche cosa, agere
contra direbbe il papa Francesco… , fossanco spiegando al leader che si
autodefinisce ‘ambizioso’ che la giovane età non basta: occorre proporre cose
serie che non sono quelle di Robespierre che non hanno durato… Lavorare
stanca…, ma…
Ci sono elezioni europee e non si è
parlato di Europa. Per chi ne parla, non basta dire quel che desideriamo
dall’Europa (ad es. che l’Europa si occupi delle migrazioni di massa, che
finisca l’austerità…), ma quali sono gli strumenti necessari per far sì che si
ottengano questi risultati: non è un’assemblea caritatevole quella europea,
esistono maggioranze e minoranze: forse qualcuno non l’ha capito e i
divulgatori dei media men che meno…
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