venerdì 19 maggio 2017

IMPUDENZA ED INAFFIDABILITA' DEL M5S

Carlo Biancheri

Ci scuseranno i nostri venticinque lettori  che non sono certo i destinatari dell’invettiva, giacché non pensiamo che chi legge il blog sostenga poi il gruppo 5S – sarebbe pura schizofrenia- ma lo sdegno e l’amor di verità non ci trattengono di fronte alla malafede o all’impreparazione delle tante persone in questo paese che pretendono di guidare i destini altrui.
I due ‘fuoricorso’ pentastellati che balbettano l’italiano e che hanno la testa piena di concetti confusi e contraddittori hanno iniziato la campagna elettorale per conquistare il governo e,secondo i famosi sondaggisti (sulla cui attendibilità…), sono in lizza grazie ad una pletora di sostenitori sciagurati,forse stanchi per l’inazione di uno Stato che non ha mai veramente funzionato dall’Unità del paese e che attualmente funziona pure peggio,se mai fosse possibile.
A Bruxelles si sostiene con ragione che i popoli latini (nella penisola iberica non lo sono veramente…) sono ingovernabili in quanto fondamentalmente anarchici e, per dirla col Guicciardini, specialmente gli italiani che ‘pensano solo al particulare’.Non c’è bisogno di scomodare Machiavelli per sapere che nel Bel Paese verità e menzogna sono senza soluzione di continuità.
A giudicare dalle quattro sciocchezze messe insieme nel programma del Grillo & c., si direbbe che si tratta della prova provata della dabbenaggine di chi li voterà.
Il motociclista, che ammira ad un tempo Mussolini e Che Guevara, sostiene che, per finanziarlo, bastano venti miliardi o giù di lì: ’si sono trovati per le banche  e non si trovano per il reddito di cittadinanza’? Si vede bene che il giovanotto ignora che il salvataggio di alcune banche ha comportato un esborso una tantum, mentre per finanziare quello che vuole lui i miliardi lo Stato li dovrebbe sborsare ogni anno… e c’è differenza,  no? Ancora non ha capito che il salvataggio delle banche serve per evitare un rischio sistemico, in quanto l’85% del finanziamento alle imprese e famiglie in Italia viene dal sistema creditizio, diversamente dagli altri paesi, e che la difesa di una banca, anche se gestita da disonesti e mal controllata (ma i controllori non si possono sostituire ai managers perché sarebbero loro i responsabili del buon esito delle singole operazioni!), è nell’interesse generale,dei depositanti e degli investitori.
Qual è l’oggetto della spesa di 20 miliardi? Ma il reddito di cittadinanza che solo noi non abbiamo in Europa… Già ma la cassa integrazione in caso di crisi aziendale chi ce l’ha? I membri della setta sono lesti nell’insultare gli altri circa le fonti di finanziamento illusorie contenute nelle varie leggi di stabilità o nel famoso decreto milleproproghe(…) e che cosa propongono loro? Abolizione delle auto blu; evidentemente non hanno mai lavorato, perché ignorano che nella Pubblica Amministrazione un certo numero di macchine a disposizione è necessario per assicurarne l’efficienza, altrimenti, per la partecipazione a riunioni frequentissime fuori sede, i dirigenti ed i funzionari o vanno con l’autobus o con i taxi e alla fine il risparmio è residuale se non si determina una maggior spesa…, considerati i tempi del trasporto che sono a detrimento del lavoro d’ufficio, per chi lavora! Poi l’abolizione dei vitalizi…, poi il taglio delle pensioni d’oro, già soggette al contribuito di solidarietà: non avendo studiato legge in modo adeguato, ignorano che una norma del genere contrasterebbe con il dettato costituzionale  e  con l’elementare principio morale: pacta sunt servanda, senza il quale le proposte politiche sono puro arbitrio, anzi dittatura. Poi il taglio alla spesa pubblica. Dove? Come? Non se ne parla per caso da trent’anni? Indichino anche dove tagliare e poi vediamo le reazioni… Inoltre, l’abolizione del CNEL, quello sì un ente inutile, voluto dai sindacati e dal Pc, a suo tempo, ma con quale risibile risparmio? Ecc., ecc. Invece di preoccuparsi della produttività, della mancanza di investimenti d’impresa, della carenza di fondi nella ricerca, della inefficienza di tanta parte del settore pubblico, della mancanza di controlli prima che i buoi scappino dalla stalla, delle opere pubbliche  realizzate in modo fraudolento (quando le fanno)…,del vincolo del debito pubblico, si favoleggia, come si faceva nel ‘600 a Milano, quando c’era la carestia e la colpa era dei fornai che facevano incetta di grano per alzare i prezzi.... Cui prodest? Giova ai giornalisti saccenti, ai nostalgici della sinistra dura e pura che, con Lenin, giocano al tanto peggio tanto meglio,ai fuoriusciti della bocciofila che volevano dialogare con loro, agli intellettuali  - sedicenti tali…- che reputano che la verità sia dialettica e che in democrazia occorre sentire tutti… anche gli anti-sistema? E perché non gli esponenti dell’Isis? Noi non abbiamo alcun interesse a conoscere l’opinione di chi si professi nazista o stalinista e neppure degli adepti della dottrina di Scientology. L’errore è incomprensibile,scriveva Aristotele…
La soggettività della logica creativa, che propugnano, ha come riferimento di prima grandezza la sindaca di Roma che si rallegra che il Pd che ha sporcato Roma negli ultimi dieci anni, ora la pulisca… Alemanno non c’è stato? La poverina, quando si è candidata, non conosceva la situazione? E perché promettere allora che avrebbe cambiato le cose e dar sempre la colpa agli altri, mentre i romani subiscono ogni giorno la sua totale incapacità di dirigere? Il verde pubblico è abbandonato come non è mai stato, la spazzatura viaggia verso l’estero con costi elevatissimi, le strade sono ormai pericolose per le buche, l’illuminazione è vergognosa ed antiestetica, l’amministrazione comunale funziona molto peggio del solito,il debito del comune è una minaccia incombente e questa che vuol fare? La teleferica  ‘sostenuta dal 70% della popolazione’… -sembra che  siano stati contattati 1.200 residenti…-.
Qual è il male sottile che ha tolto lucidità e speranza a tanti, specie ai giovani? Non  ci riferiamo solo alla mancanza di lavoro,che non è poca cosa…, ma al saper giudicare, scegliere e comprendere che la vita non è un tempo illimitato, un bengodi dove tutto si aggiusta. ‘A nostro debol parere’ occorre imparare a  praticare la giustizia,rispettare l’altro  e combattere la violenza.

lunedì 8 maggio 2017

BUONISMO CLERICALE

Rosa Elisa Giangoia

Anche se il papa si tiene fuori per quanto riguarda la politica italiana, lasciando, come abbiamo visto recentemente, alla CEI e al suo giornale le aperture nei confronti del M5S, ha voluto dire qualcosa sull’acceso dibattito tra i candidati alla presidenza della repubblica in Francia e, per non essere accusato d'ingerenza nelle questioni politiche  del paese, cosa che, come prevede la Gaudium et Spes, dovrebbe essere lasciata ai laici, ha premesso, parlando ai giovani, che avrebbe fatto una considerazione «non da Papa ma come una persona che ha sentito cosa è successo in un dialogo televisivo pre-elettorale»: strana questa situazione di uscire dall’essere papa per riservarsi una possibilità da “semplice” uomo… E poi si è chiesto: «dove era il dialogo lì? - riferendosi allo scontro in tv fra Marine Le Pen ed Emmanuel Macron in vista delle presidenziali francesi -. Si buttavano pietre, non si lasciava finire l'altro, parole forti. Ma se ad un livello così alto si arriva a non sapere dialogare, la sfida al dialogo diventa grande. È più facile insultare, distruggere. No, no, ascoltare con mitezza e rispetto».
A parte la conoscenza ‘indiretta’, a prima vista sembra un’osservazione analoga a quella di  Fra’ Cristoforo a pranzo da don Rodrigo nei Promessi  Sposi,  allorché sostiene : «il mio debol parere sarebbe che non vi fossero né sfide, né portatori, né bastonate» cui il conte Attilio risponde: «si vede che non conosce il mondo…».
In realtà il Manzoni, con la risposta di fra’ Cristoforo, vuol uscire dalla logica della violenza per risolvere le controversie in modo pacifico, ragionevole, ma si tratta di un auspicio!
Invece il papa sembra ipotizzare che sia normale che due nemici si parlino tranquillamente e si ascoltino. La Le Pen, nel dibattito televisivo con 16 milioni di spettatori, ha iniziato il discorso insultando l’avversario e poi gli ha persino detto che avvilisce il corpo di una donna, sua moglie, ipotizzando una presunta relazione omosessuale… a cui Macron avrebbe potuto rispondere con la stessa logica che la Le Pen ha rapporti incestuosi, cioè accuse senza prove… Secondo il papa, Macron non avrebbe dovuto rispondere per le rime per ristabilire la giustizia, smascherando la calunnia e la malafede dell’avversaria? Invece la linea sembra essere: hanno torto tutti e due.
Si mette tra parentesi tutto, ormai, mentre il male è in noi, ad ogni istante e non lo si vince come pensavano Rousseau o Kant, con la sola ragione. Il papa fa il peana della famiglia, ma ci sono moltissime famiglie dove regna la violenza, dove non c’è rispetto per l’altro. L’amore della madre per i figli è diffuso, ma non è scontato: molte madri vedono nel figlio un ostacolo, se non oggetto di sfruttamento. E allora? Vuol dire che la famiglia è un traguardo come tutto nella vita, non un punto di partenza scontato: Bergoglio è stato amato da sua madre? Buon per lui, ma non è così per tutti e non se ne può fare una regola naturale… Lo scacco, la croce, la trascendenza è anche qui.
La riflessione  torna sulla legittima difesa – da non confondere con la libertà di sparare alla Salvini…- di fronte alla violenza: deve esser proporzionata, deve rispondere ad un’offesa e deve mirare a ristabilire, a reintegrare la giustizia, come insegna Aristotele nell’Etica dedicata al figlio Nicomaco.
Alzare gli occhi al cielo non vuol dire facile irenismo: “volemoce bene”, per intendersi… Quel che si perde con questo approccio è la dimensione del mistero. Chi ha peccato? Lui i suoi genitori? Chiedono gli apostoli a Cristo? Né lui né i suoi genitori, ma perché si manifesti la gloria di Dio. Mistero fitto, altro che spiegazioni buoniste!
Oggi, certo, lo scontro tra le nazioni può salire al massimo livello distruttivo, perché l’uomo si è dotato di armi di distruzione di massa, quelle armi che hanno mantenuto la forte tensione degli anni della “guerra fredda” senza scontri armati, per la consapevolezza, da parte di entrambi i contendenti, USA e URRS, che da uno scontro nucleare nessuno sarebbe uscito vincitore. Bisogna quindi auspicare che questa consapevolezza ritorni a guidare le decisioni di chi ha in mano armi potentissime: le scoperte della scienza e della tecniche sono in sé neutre, è la coscienza degli uomini che può e deve decidere se utilizzarle per il bene o per il male, per cui il discorso ritorna alla centralità della coscienza umana e alla sua corretta formazione  secondo una consapevolezza etica per il bene dell’umanità tutta. La “madre” di tutto è la coscienza che deve saper decidere sulla “madre” di tutte le bombe e in ogni altra situazione.



giovedì 4 maggio 2017

PER FORTUNA CHE C'E' MACRON


Carlo Biancheri

Abbiamo sentito il dibattito in diretta e senza traduttori/traditori tra Macron e la Le Pen e possiamo subito dire che la differenza tra un economista e una populista consiste in questo: uno sa di cosa parla e l’altra no.
Vale per la Francia ma vale i per i nostri Grillo, Di Maio, Di Battista, Raggi, Appendino, Salvini, Meloni ecc., ma anche per quelli di Articolo1 per i quali la Repubblica fondata sul lavoro significa che io ho diritto al lavoro anche se non c’è.
La Le Pen, con una faccia tosta come pochi, non ha programma se non quello di chiudere le frontiere, le moschee, arrestare tutti i terroristi, organizzare la produzione in modo autarchico, mandare tutti in pensione a 60 anni dopo 40 anni di contributi senza diminuire le pensioni, organizzare la produzione non in grandi gruppi, ma in piccole e medie imprese, boicottare il mondialismo, chiudere  le industrie che delocalizzano ecc., ma, quando deve spiegare come finanzierà tutto ciò, risponde: rifiutandosi di pagare  i contributi in eccedenza versati dalla Francia alla UE.
E’ bastata una battuta a Macron per sbugiardare un castello di idiozie che giornalisti ignoranti e opportunisti, in Francia come da noi, si sono ben guardati, nel tempo, di  criticare: in Francia l’80% dei medicinali è importato, se tutto dovesse esser prodotto all’interno del Paese, quanto tempo ci vorrebbe per realizzare la produzione autarchica? E quanto costerebbe ai francesi? Evidentemente la Le Pen non è una camminatrice, perché ignora del tutto che la frontiera solo tra Italia e Francia  non è governabile a meno di schierare panzer e di fare recinzioni col filo spinato – per quanti chilometri? e in montagna?- e… anche in questo caso…
Come la May, pensa che la Francia autarchica potrebbe continuare a godere di tutti i vantaggi senza che i partners commerciali applichino contromisure: la botte piena e la moglie ubriaca…
Il metodo usato è quello dell’attacco personale, esattamente quello adottato nelle Assemblee naziste nel periodo di conquista del potere, delle frasi ad effetto, anche se basate su dati di fatto falsi,  delle semplificazioni che celano la complessità del reale, insomma  un vero e proprio inganno nei confronti di quelli cui si rivolge e che spesso non hanno gli strumenti culturali per comprenderne la cialtroneria. L’analisi dei costi/benefici è del tutto esclusa per cui, come sentiamo spesso da noi, si fanno delle asserzioni senza dire mai come realizzare quel che si propone e, quando lo si fà, gli argomenti sono risibili.
La crisi economica epocale, generata da soggetti incompetenti e disonesti  che hanno spinto per una liberalizzazione senza regole adeguate e controlli, ed il cambio tecnologico sono tali da incidere in modo crudele sulla società e questo richiede molta solidarietà ma non giustifica in nessun modo l’irrazionalità, l’intemperanza ed il manicheismo per cui il mondo si divide in due: i buoni ed i cattivi; non rilevano le proposte e gli argomenti perché quelli dell’avversario debbono esser cattivi per definizione.
A questo siamo, in Francia, in Europa, in Italia. Ci vogliono nocchieri come Macron che conoscano in che direzione deve andare  la nave, senza sfracellarsi sulle secche di una società complessa dove l’internazionalizzazione è irreversibile anche se va governata molto meglio che in passato, ma si deve anche prendere atto da adulti della legge dell’economia che è quella della domanda e dell’offerta. Altro che: duce conduci! Dove ci ha condotto quello sciagurato?
L’accecamento persiste, specie da noi, dove si continua ad ipotizzare seriamente un possibile governo 5S: per contrasto  la Francia  è in grado di svolgere un dibattito politico di oltre due ore infinitamente più sensato dei nostri dove i conduttori incompetenti interrompono ad ogni pié sospinto con osservazioni incongrue o domande stupide. Forse abbiamo toccato il fondo ed incomincia qualche resipiscenza, ma il cammino è lungo: En marche, appunto.

domenica 23 aprile 2017

PD / M5S UNITI? NON CI PARE...

La campagna contro il M5S ce la dobbiamo fare noi da soli, con gente dalle idee chiare e coraggiosa come voi, perché ormai è chiaro che c’è il rischio che si vada a un’alleanza tra 5S e PD contro Berlusconi, Salvini e Meloni. Un’anticipazione è l’accordo alla Camera tra dem e grillini sul biotestamento e anche Marco Travaglio sul Fatto quotidiano, il quotidiano più filogrillino che ci sia, dice chiaramente che fra tutte le soluzioni difficili è la meno impossibile e anche la più auspicabile. Il PD poi sembra sempre più morbido con i grillini, per cui, se non vogliamo finire nelle loro mani, dobbiamo darci da fare da soli, facendo emergere tutti i loro errori e difetti possibili, perché ai politici del PD interessa solo rimanere al potere, per cui machiavellici come sono, per il loro fine, userebbero qualunque mezzo, anche l’alleanza con Grillo.


Raffaele Caviglia


Carlo Biancheri


Si tratterebbe di un’alleanza contro natura.
E noi siamo così antiquati che crediamo che esista ancora una natura per cui gli alberi, salvo eccezioni, crescono all’insù, un grave  normalmente cade all’ingiù, il gatto solitamente caccia il topo, il predatore azzanna la sua preda, i figli nascono senza artifizi dall’unione di maschio e femmina… e via discorrendo. Per Kant no, la natura è una tavolozza e ad essa si oppone la cultura che la forgia…, salvo generare Frankestein…
Purtroppo non mancano le analisi di persone prive di equilibrio che leggiamo sui media, incolte o in mala fede, o  quelle di molti politici.
Il M5S, come acclarato, non sa governare e rischia di trovarsi, perlomeno a Roma, nella posizione di Cola di Rienzo al suo ritorno da Avignone: si sa che fine fece… Necessita, quindi, di qualcuno che sappia di che si stia parlando sui problemi in essere... La preparazione di un  Travaglio, della Gabanelli e, dispiace dirlo, anche di un Giannini è disperante se in buona fede. Volete un esempio? In materia finanziaria continuano ad accusare i controllori del mercato finanziario che, per quanto attiene all’informazione da dare agli investitori, se avessero lasciato pubblicare sul prospetto informativo (il foglietto dei medicinali per intenderci…) gli ‘scenari probabilistici’, patrocinati dal Minenna che fece una breve apparizione sul carro grillino al Comune di Roma come assessore, i vari scandali come MPS e le banche venete non sarebbero successi. Noi normalmente non ci avventuriamo a dar giudizi in materia medica o di fisica, perché non siamo competenti, invece questi ed altri, in primis i cantori pentastellati, sostengono che l’Unione europea non vietava la pubblicazione, si limitava semplicemente a non prescriverla. A questi scienziati ci limiteremo a ricordare che:
1. Il prospetto è disciplinato da un regolamento comunitario ed è direttamente applicabile in ciascuno Stato, quindi, ai sensi del Trattato, gli Stati membri non possono esercitare le opzioni che sono talora consentite nelle direttive nel trasporre la normativa comunitaria in normativa interna, pena la condanna da parte della Corte di Giustizia che annullerebbe la legge nazionale, o il regolamento amministrativo, che introducesse tali aggiunte.
2. Il contenuto del prospetto è stabilito dalle norme di secondo livello approvate dalla c.d. procedura Lamfalussy e cioè dall’ESMA che raccoglie tutte le Autorità di controllo dell’UE, più quelle dello spazio economico europeo (EEA). Gli Stati membri non possono prevedere informazioni aggiuntive anche perché il documento circola all’interno dello spazio economico europeo senza bisogno di ulteriore autorizzazione nel paese ospitante, ma con mera notifica tra Autorità; se si aggiungessero informazioni che le altre Autorità non condividono non potrebbe più operare il passaporto europeo, che è la pietra miliare del sistema, insieme all’armonizzazione ed al c.d. controllo del paese di origine.
3. Lo scenario probabilistico è contestabile, perché se non si verifica, l’informazione potrebbe esser soggetta a contenzioso da parte degli investitori nei confronti di chi esercita il controllo e le Autorità pubbliche, salvo che nei regimi socialisti, non possono garantire il buon fine dell’investimento del capitale di rischio… Ciò è tanto più vero che negli Stati Uniti è consentita la pubblicazione di tali scenari solo nell’ipotesi in cui i collocatori (da noi banche e Sim) si assumano la responsabilità in caso di Civil Action, in modo da rifondere i danni agli investitori; con l’esito che nessun emittente di titoli pubblica gli scenari perché i collocatori non si assumono questo rischio…
Così va la Storia fatta di fake news, come si dice adesso…; il dramma è che la gente non sa o non vuol saper nulla, crede al Di Battista di turno che da ultimo ha acquisito il grande e laborioso merito di divenire padre, come apprendiamo dai giornali.



giovedì 20 aprile 2017

DI PROFESSIONE CATTOLICI

Rosa Elisa Giangoia

La Chiesa Cattolica italiana, nel ristretto provincialismo del suo orizzonte, per l’ennesima volta sta prendendo lo slancio per salire sul carro del presunto vincitore, per cui, dopo la risibile liaison in mano ad Irene Pivetti, l’acquiescenza  nei confronti di Berlusconi, omaggiato dal cardinal Bertone e salutato all’aeroporto da papa Benedetto, e l’apprezzamento per il cattolicesimo scoutistico di Renzi, ora, terminato l’impegno per le celebrazioni pasquali, sono iniziate le grandi manovre di avvicinamento al movimento di Beppe Grillo, di cui veramente, proprio nei riti della Settimana Santa c’erano state le prime avvisaglie con la cordiale accoglienza da parte di papa Francesco alla sindaca di Roma Virginia Raggi - ma non era inconcludente ? - a cui, secondo i quotidiani, avrebbe fatto seguito un faccia a faccia improvvisato su temi top secret e la presenza in prima fila di Luigi di Maio (con la fidanzata…; va detto che ormai è desueto sposarsi) alla Messa di Pasqua in piazza San Pietro.  Ma l’apertura vera e propria della marcia di avvicinamento è avvenuta ieri con gli interventi mirati di Marco Tarquinio che sull’”Avvenire”, di cui è direttore, ha intervistato Beppe Grillo e sul “Corriere della Sera” ha risposto ad un’intervista per chiarire le sue idee sul M5S.
Su “Avvenire” Beppe Grillo dà un’immagine del Movimento che non corrisponde alla realtà dei fatti, soprattutto alla luce di recenti vicende. Parlare di “onestà e competenza al servizio dei cittadini” è dire qualcosa smentito da molti fatti in situazioni locali in cui il M5S è al potere o ha cercato di acquisirlo anche con mezzi illegali, bastino i casi di Roma e Palermo; dire che il M5S ”sarà l’espressione di elezioni libere” è un’affermazione totalmente smentita dalle recenti vicende di Genova, interne al movimento.  Tutto il resto è fumoso e inconsistente. A proposito dei temi etici, il Movimento è per l’”autodeterminazione, intesa come la possibilità data ai cittadini di essere cittadini’, il che è è un flatus vocis privo di contenuto, come parlare di “reddito di dignità”, espressione usata ora da Grillo invece di “reddito di cittadinanza” per adombrare in prospettiva una più equa distribuzione del reddito sempre con la critica allo Stato attuale che paga “vitalizi ai politici e bonus super-milionari ai manager”, ma forse anche per recuperare l’idea che al reddito sia collegato il lavorare, come nell’attuale forma del “reddito d’inclusione”, per essere esente dall’accusa di quel populismo, fatto di panem et circenses, tipico del Basso Impero e delle dittature… Un correggere progressivamente la rotta da parte di Beppe Grillo per rendersi più facilmente accettabile in vista del confronto elettorale, poi si vedrà…, sembra pensare!
Particolarmente debole e confusa appare la proposta del Movimento per quanto riguarda la politica estera, con decisioni affidate agli iscritti in estemporanee consultazioni on line che fanno prevalere un antieuropeismo, ben rimarcato da Grillo anche nella sua intervista, nella prospettiva di un paese che dal suo isolamento suppone di potere modificare l’assetto della politica internazionale. Posizione molto illusoria, ma anche molto pericolosa per l’idea di uscire dall’euro, le cui disastrose conseguenze sono già state più volte evidenziate in questo blog. E qui nasce l’interrogativo: sono così sprovveduti che non se ne rendono conto? O cavalcano una posizione di cui conoscono le negative conseguenze solo perché populisticamente capace di raccogliere consensi, senza preoccuparsi di quali danni potrebbe portare al paese? Sprovvedutezza o cinico gioco al massacro?
Ma ora veniamo all’intervista a Marco Tarquinio sul “Corriere”, rilevante perché molto probabilmente dà voce a idee non solo sue,  ma ispirate da qualche vertice. L’intervista inizia un po’ sottotono, sul tema del lavoro domenicale, in evidenza in questi giorni per le proteste in alcuni centri commerciali, come quello di Serravalle Scrivia, non certo uno dei problemi nodali della situazione italiana, per cui il ritrovarsi in consonanza con il M5S non mi pare di determinante rilievo.  Sembra piuttosto un escamotage per arrivare ad un elogio di Luigi Di Maio e a un’annessione del M5S nell’area cattolica. Ma che bisogno c’è di dare una patente di cattolicità al M5S? E poi che autorità ha Tarquinio per parlare a nome dei cattolici e affermare che “nei tre quarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità”? Per additarlo come partito da votare ai cattolici? Ma ciascun cattolico, adulto e non tale per “intruppamento” dovrebbe essere capace di scegliere chi votare, senza indicazioni “dall’alto”. E poi non si capisce cosa ci sia di cristiano nello scegliere se sia meglio mantenere l’Euro oppure no… Non vorremmo che Grillo diventasse il nuovo “uomo della Provvidenza”. Ne abbiamo già avuto abbastanza, da quello in auge nell’infausto ventennio, quando solo la FUCI a Camaldoli fece sì che non ci si dovesse vergognare di essere cattolici, fino a tempi a noi più vicini, ugualmente infausti... Le parole di Tarquinio danno l’impressione che in certi gruppi cattolici l'essere credenti sia una sorta di appartenenza ad un modo di essere familistico-borghese dove tutto si trasforma in melassa e opportunismo in un generico buonismo, in semplicioneria, mentre alla gerarchia è attribuito uno status che sembra essere quello di tuttologi. A questo proposito è opportuno richiamarsi al Concilio, in quanto nella  Gaudium et Spes (76) si dice che nessuno rivendichi l'autorità  della Chiesa a difesa delle proprie idee e nel contempo si riconosce l'autonomia dei laici cristianamente ispirati nel fare le loro scelte con l’obiettivo del bene comune. Additare il M5S è  tanto più biasimevole perché  il dialogo avviene con persone che amministrano molto male le realtà locali (basti pensare a Roma, completamente bloccata da troppo tempo), si avvalgono di  procedure democraticistiche che si sostanziano in like, con un Movimento affine per comportamenti alla Chiesa di Scientology con gli alieni e l'instaurazione del pianeta Gaia dove tutte le religioni avranno il loro ruolo.
Ci rallegriamo che “Famiglia Cristiana” abbia sostenuto il contrario  di  quel che ha detto il Tarquinio. Anche  la Conferenza episcopale sembra aver reagito  freddamente. Lo stesso direttore ha dichiarato che si trattava di opinioni personali  –alla buon’ora! Aveva  detto noi… Noi chi? -. Da tutto ciò  ricaviamo che ormai esser cattolici non vuol più dire per i media vivere una fede ed aderire a quel che i cattolici chiamano il  depositum fidei ed essere in comunione  con la Chiesa. Basta che uno si dichiari tale, anche se professa idee razziste o è divorziato, come la Le Pen e altri anche in Italia. 
Quanto al Tarquinio, mandato callidamente in avanscoperta o avventuratosi per stoltezza ed ignoranza, sappia che questa linea non è conforme a quanto sancito dal Concilio che prendeva sul serio l’umano, nel quadro di un nuovo umanesimo che ripudia integrismo  – cioè deduzione dai dogmi delle scelte politiche- e giochetti, sostanzialmente amorali, oltreché infantili.