mercoledì 7 marzo 2018

ANALFABETI DI RITORNO


 Rosa Elisa Giangoia
Dal mondo classico, superando d’un balzo l’arco di oltre due millenni, ci giunge un monito che oggi mi pare di grande attualità: «rem tene, verba sequentur». Sono le parole che l’austero e severo Catone il Censore rivolge al figlio Marco per educarlo alla vita politica nella Roma repubblicana, in quei tempi in cui i genitori si occupavano di educare i figli in base a solidi valori… Certamente molti altri saranno stati gli ammonimenti, ma a noi è giunto solo questo frammento, questo relitto ad indicarci che, prima di parlare, bisogna aver pieno possesso dell’argomento di cui si vuol trattare, poi le parole verranno da sé, di conseguenza, funzionali a quanto si vuol sostenere…
Che questo avvertimento oggi sia completamente dimenticato, o meglio ignorato,  ce ne rendiamo subito conto se assistiamo ai tanti dibattiti che si intrecciano in TV a seguito dei risultati elettorali: dibattitti che non possono che suscitare raccapriccio in chi ha la forma mentis di avere idee chiare su quello che deve dire e di pensare seriamente prima di parlare, basandosi sulla sua pregressa buona formazione linguistica e letteraria.
In questi dibattitti è tutto diverso, tutto va al contrario: gli intervenuti parlano sul nulla e, specie se al di sotto dei quarant’anni, non controllano il linguaggio di cui usano quasi esclusivamente stereotipi in maniera del tutto acritica e ripetitiva. Innanzitutto si servono di frasi e di parole di appoggio il cui valore semantico è caricato oltre ogni limite con perdita della reale funzione espressiva. Uno, ad esempio, è rappresentato dalla parola magica “percorso”. È termine di lontana reminiscenza hegeliana nel senso che, se tutto è storia, tutto è divenire, sviluppo, ma chi lo usa gli dà una sorta di significato conclusivo: il percorso è la soluzione, il cammino è la meta… col risultato che non esprime alcun contenuto, se non uno stato d’animo.
Altro modo corrente è calcare forzatamente sull’asseverativo con la formula oggi dilagante di “assolutamente sì!”. Sembra che non basti dire sì, perché sentito come  troppo debole. Bisogna rafforzarlo come se chi dicesse sì lo dicesse solo per scherzo, per cui, per ottenere credibilità, occorre rafforzarlo, sempre...
Tanti altri esempi si potrebbero portare, dall’aggettivo “particolare”, usato come “sublime”, per non parlare dell’uso insistito, quasi sfacciato, del sostantivo “condivisione”, termine non certo da usare a cuor leggere, in quanto implicherebbe impegno e azione… E ancora quelle parole alterate senza nessuna necessità e soprattutto senza nessuna modifica di significato, come l’abusato “attimino” che nulla aggiunge ad “attimo” che già include l’idea di istantaneità,  e poi  l’aggettivo “squisitissimo”, un vezzo di superlativo, davvero lezioso.
 Fino ad arrivare a espressioni che sfiorano il ridicolo, anche se denotano piuttosto insicurezza e senso della provvisorietà, come “metterci la faccia”: è ovvio, chi parla… ce la mette sempre la faccia, in quanto parla rivolgendosi ai suoi interlocutori e la mimesi facciale dice molto di colui che parla…
Ma la cosa più sconcertante è che a questo lessico si attengono tutti, al di là degli schieramenti politici, per cui viene a decadere l’affermazione di Buffon secondo cui «Le style est l'homme même»: tutti ugualmente banali a dire cose che non hanno fondamento. Il linguaggio, come sempre, è la spia di una realtà sottostante profonda  e, in questo caso, rivela che, sotto le parole, c’è il nulla, per cui il linguaggio si perde in suoni privi di contenuto. Quella che manca è una visione del mondo, un’antropologia a cui la politica si deve ancorare. La politica infatti –Aristotele docet- non è una scienza a sé stante, ma è l’applicazione organizzativa di una concezione filosofica alla vita di una comunità. Mancando questo rapporto non si riescono più a fare affermazioni assolute, ma tutto diventa relativo e provvisorio. Molti sono gli esempi che ce lo confermano: un esame che va male è pur sempre un “mettersi alla prova” o ancor meglio un “mettersi in gioco”, intanto tutto può essere “gioco”, occasionale e ripetibile; il suicidio assistito non è frutto di una decisione determinata e determinante, ma una semplice scelta personale dettata dal benessere fisico. Importanti sono le “esperienze”, sempre all’insegna della provvisorio e del momentaneo. Così, ad esempio, anche per l’omosessualità , il cui divulgarsi diventa interessante pure per gli eterosessuali, potendo rappresentare pur sempre un’esperienza!
Molto ci sarebbe ancora da dire sul linguaggio non verbale, soprattutto quello che coinvolge il corpo e che si adegua a ben precisi dettami della moda. E qui si va dal taglio dei capelli come quello degli indiani uroni per gli uomini, al tingerseli di viola, di rosso carmino, di verde o di giallo, come i pagliacci del circo, per le donne. E non parliamo dei funerali… Al di là del ripetitivo e privo di senso “partecipare al dolore di qualunque sconosciuto come se fosse il proprio”, cosa psicologicamente impossibile  per l’animo umano, tutti, anche quelli religiosi, si trasformano in un non sempre giustificato panegirico del defunto, invece di diventare occasione di riflessione sulla vita, sulla morte e sulla conseguente vita eterna, ovviamente in cielo, quel cielo verso cui ormai è uso far librare tanti palloncini bianchi, quasi potessero raggiungere il caro estinto e portargli il nostro ricordo… O forse ci si illude che sia così?
Riprendiamoci la nostra individualità, proponiamoci di pensare prima di parlare e auguriamoci che lo facciano anche i politici, soprattutto su solide fondamenta, in quanto decidono sulla vita di tutti...


lunedì 5 marzo 2018

UN VOTO STUPIDO DI UN PAESE ANARCHICO



 Carlo Biancheri

Al di là delle Alpi il pensiero corrente delle classi dirigenti sugli italiani è quello di gente appartenente ad un paese anarchico, ingovernabile, inaffidabile che non sa delineare una linea strategica portata avanti negli anni con determinazione. Un paese isolato, incapace di stabilire solidarietà durevoli con altri paesi, rappresentato da personaggi estemporanei, raramente focused to the point e capaci di improvvisare e di contraddirsi. L’ammirazione di Roosevelt per Mussolini ma anche di primi ministri britannici era certamente connessa alla convinzione che il paese avesse bisogno di un dittatore, essendo incapace di vivere la democrazia: così la pensava Churchill.
Questa sorta di maledizione, salvo brevi parentesi come quella di De Gasperi, sembra essere una costante del destino di questo paese.
Cosa hanno fatto i votanti?
Hanno dato credito a chi consigliava loro di arrabbiarsi assicurando  che tutto  sarebbe cambiato e che  le sofferenze sarebbero finite un po’ come ‘pane per tutti a buon mercato’ e ‘i colpevoli saranno puniti’ di manzoniana memoria, durante i tumulti di Milano.
Le circostanze erano favorevoli perché stiamo uscendo da una crisi economica epocale i cui effetti tuttora permangono, causata dall’avidità e dall’insipienza dei grandi intermediari finanziari internazionali; gli stessi che hanno condizionato i governi a cominciare da quello americano, ma soprattutto quello inglese, per deregolamentare il sistema finanziario e far sì che i controlli fossero pochissimi ed inefficaci: tutti coinvolti, a cominciare da Clinton e da noi c’era l’amico della Lega, Tremonti.
Ma, come insegna il Manzoni, se c’è la carestia la colpa è dei fornai che fanno incetta di pane per aumentare i prezzi…Un pensiero che non sfiora neppure il Di Maio o il Di Battista, piacioni, che non sanno niente ma che corrispondono a tanti loro elettori la cui filosofia si può riassumere così: viviamo il momento, diamo una botta per vedere l’effetto che fà.
Il giovanotto di Rignano ambiziosissimo ha tirato la volata alla grande agli oppositori: prima col referendum che ha capito solo lui, poi con nomine improvvide e per lo più sbagliate, alcune delle quali gli si sono ritorte contro, poi con provvedimenti spot non convincenti;  le amicizie col massone Verdini e tutto l’establishment di certo non hanno giovato .Abbagliato da Obama, un presidente inconcludente, disastroso in politica estera, ossessionato dal mito di Blair un altro campione di liberismo stupido a favore delle multinazionali e di arroganza oltreché guerrafondaio.
Resta il fatto che nonostante l’incapacità acclarata dei pentastellati a governare, come dimostra ampiamente il caso di Roma che si trova in condizioni lamentevoli, con una giovane alla guida del Comune che non ne azzecca una ma si crede ingiudicabile o il caso di Torino dove per l’incapacità del sindaco e della sua giunta ci sono stati un morto e millecinquecento feriti per un evento pubblico: mai accaduto prima un fatto del genere…una gran parte del Sud e del centro hanno scelto Masaniello.
La presenza della malavita organizzata, la legge normalmente considerata un consiglio non un obbligo, la permanenza dei feudi che oggi si chiamano pubblica amministrazione o potentati, le conoscenze che servono a sbrogliare i problemi, in una parola l’incapacità di prendere atto della realtà per decidere cosa fare per migliorare il presente ha lasciato spazio alla dimensione onirica: abbiamo trovato il Professor Laqualunque che risolverà i nostri problemi.
Il Nord invece si affida ad uno che pensa di stabilire solidarietà con Putin, che considera la Corea del Nord come la Svizzera, che non fà che ripetere gli italiani prima di tutto e che presenta un nuovo governatore che considera la razza bianca un valore: se questo è un uomo…scriveva Levi. Dichiara costui che a Bruxelles sbatterà i pugni sul tavolo ma, in Parlamento europeo, quando è stato ripreso in malo modo perché accusato di essere un fannullone per non aver prodotto quel che gli era stato richiesto si è scusato come uno scolaretto.
La Merkel e Macron accelerano sull’integrazione tra i due paesi -ora parlano di armonizzazione di fiscalità in materia di società-che significa che noi dovremo obbedire a quel che ci imporranno e non sarà il gruppo di Visegrad a salvarci perché comunque i due grandi stati europei andranno avanti da soli ed aggregheranno anche il Benelux,la Spagna ed il Portogallo ed i satelliti per fare massa critica.
Affidare la maggioranza relativa degli eletti a dei ragazzi senza preparazione né un quadro di valori al di là di un giustizialismo da regime del terrore è stata una follia. Ce ne accorgeremo molto presto con i mercati finanziari. Già oggi Milano è di segno inverso rispetto agli altri mercati europei e lo spread nonostante l’intervento della BCE è il peggiore in Europa dopo la Grecia… Ci saranno le montagne russe.
Manca un’autorità morale che i massoni ottocenteschi che governavano tenevano in gran conto: la Chiesa.
Sembra sia preoccupata da altre cose piuttosto che dalla diffusione della fede, dalla vita eterna. La gestione gesuitica sudamericana la sta trasformando in un centro attivistico che si traduce in forme di  solidarietà umana e smarrisce la ragione, il ritmo spirituale dell’operare. Non sono forse i gesuiti esentati dalla recitazione del breviario nell’ansia di agire? La preghiera è residuale e così la predicazione domenicale si risolve spesso nella descrizione sociologica dei mali del mondo e su come porvi rimedio…Qualche quesito i preti in Veneto o in Lombardia dovrebbero porselo dinanzi ad un’assemblea che vota tranquillamente un partito che contraddice il precetto dell’amore di Dio e del prossimo, anche se il capo brandisce il rosario… O si comportano come fecero i preti bavaresi che predicavano agli iscritti al partito nazista? Anche per loro, come già avvenuto  per il papa, un po’ di psicoanalisi potrebbe giovare anche per evitare certi scandaletti sessuali o la doppia vita… Non predicò diversamente da come visse (san Gregorio Magno su san Benedetto)…
Da qui bisogna ripartire. Il tessuto umano degli italiani attenti innanzitutto al proprio io, ai diritti non ai doveri, al denaro a tutti i costi, al piacere, alla visibilità narcisistica, al divertimento, al rifiuto dell’approfondimento culturale, alla solidarietà  spesso estemporanea…, non  genera le premesse di un cambiamento.
Non si cambierà la società con la novità ma solo cambiando le persone: il resto seguirà.



martedì 27 febbraio 2018

LA DONZELLETTA VIEN DALLA CAMPAGNA...




 Carlo Biancheri

La donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole
col suo fascio dell’erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde siccome suole
ornare ella s’appresta
dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Così il grande poeta.
La foto della sindaca di Roma a Città del Messico in bicicletta mentre Roma era sotto la buriana siberiana ci ha subito fatto  pensare alla spensierata incoscienza della donzelletta pronta ad adornarsi «il petto e il crine», «dimani, al dì di festa».
Una città spaventata e bloccata malgrado che  la giornalista, si fà per dire, del Tg 24 simpatizzante grillina, assicurasse che il piano del Comune aveva perfettamente funzionato: infatti, ai Fori imperiali e a piazza Venezia non c’erano macchine…  ma solo turisti entusiasti, intenti  a scattar foto… I servizi pubblici erano funzionanti a suo dire –essendo gli autobus privi di catene non potevano fare le salite e quindi non passavano, aggiungiamo noi-.
Il vice sindaco Bergamo, supremo reggitore delle sorti capitoline, in assenza della donzelletta che partecipava al convegno mondiale su donne e clima- a spese di chi?- di grande interesse per i cittadini romani, si intende, rispondeva seccato, col solito stile aggressivo e saccente della setta , che l’esercito non lo aveva chiesto il Comune e che, per  quanto sapesse, si trattava di tre spazzaneve ed altri tre in arrivo; come dire, roba da poco… E già perché, secondo la stampa, gli spazzaneve del Comune, acquistati in tutta fretta con un’assegnazione fuori gara, sono inservibili perché inadatti per Roma: un milione di Euro, pare…
La donzelletta, in passato, quando era consigliera comunale di opposizione, scriveva: «A Roma piove, preparate il canotto». Noi aggiorniamo il suo consiglio: «A Roma nevica, andate a Città del Messico al sole».
E proprio il  sole ha salvato la città bloccata con tutti tappati in casa, perché alle undici di mattina il grosso della neve era sciolta. I soliti alberi caduti sulle macchine, ma nessun morto o ferito, per cui c’è da stare allegri. Sugli alberi è iniziata una deforestazione selvaggia che rischia di cambiare il volto secolare di Roma. Le decisioni sono prese da incompetenti che riducono a moncherini dei pini secolari o abbattono selvaggiamente, come a Roma nord, alberi del pepe, presunti malati… Che succederebbe a Bruxelles se si chiudessero le scuole, pochissimi andassero a lavorare e i negozi in maggioranza chiudessero ogni volta che nevica? Roma è una città moderna?
Potremmo continuare con le gesta della donzelletta che si reca ben due volte alla voragine della Balduina che ha comportato lo sgombero di tre palazzine con le famiglie in albergo, deciso dal Comune, a seguito di un’autorizzazione edilizia  rilasciata improvvidamente dall’ amministrazione grillina. È venuta ben due volte, ci annunciavano entusiaste le intervistatrici…, per dire che l’area era sotto sequestro della magistratura e che i responsabili verranno puniti. La scoperta dell’acqua calda e soprattutto la sua  totale estraneità  in termini di responsabilità.
Lo stile della donzelletta è paradigmatico e corrisponde a  quello della sua parte politica a cui milioni di incoscienti pensano di affidare le sorti del paese che si riassume così: apparire piuttosto che essere.




domenica 25 febbraio 2018

LA GLOBALIZZAZIONE SECONDO I SOVRANISTI

Per decidere sul voto bisogna anche pensare che noi siamo uno degli stati che hanno ceduto ampie fette di sovranità all’Unione Europea. Tutti gli stati, compresa l’istituzione europea, avendo accettato la globalizzazione come dogma, cioè in maniera acritica, non sono in grado di difendere molti settori produttivi con conseguente crisi economica. Gli Stati componenti l’UE hanno ceduto la sovranità monetaria alla BCE che però non l’esercita finanziando il debito degli Stati per gli importi richiesti oltre ai finanziamenti da parte dei loro cittadini. Ne consegue che i Paesi più indebitati sono soggetti a speculazione da parte di operatori extraeuropei con gravi conseguenze sull’economia dei Paesi interessati. In pratica la nostra sovranità economico-finanziaria non è finita nell’UE, che come Stato non esiste, ma è direttamente asservita al potere internazionale delle forze mondialiste che impongono le loro regole all’UE e di conseguenza agli Stati membri.  La crisi economica artificiosamente creata durerà ancora a lungo perché serve alle forze mondialiste – grandi multinazionali e alta finanza – che dalla crisi traggono arricchimento e potere. Continuando di questo passo nei prossimi dieci anni perderemo buona parte del settore produttivo a causa di chiusure, delocalizzazioni e vendite a stranieri per cui, con questo modello impostoci, l’Italia rischia di diventare un paese del Terzo Mondo. Se vogliamo salvare l’UE bisogna che il settore produttivo dei vari Stati sia difeso principalmente dalla concorrenza sleale.  Per di più l’UE deve esercitare, attraverso la BCE, la sovranità monetaria e finanziaria, togliendo i vari Stati dal pericolo dello strozzinaggio della speculazione extraeuropea. Le politiche adottate finora dai nostri governi di semplice adeguamento alle decisioni dell’UE non hanno impedito il declino, con la perdita in questi ultimi anni di 27000 aziende. Per questo bisogna scegliere partiti che optino per staccarsi da questa sudditanza, recuperando la sovranità nazionale totale, partiti che sappiano portare l’Europa, e quindi i singoli paesi, fuori dalla crisi, mettendo nell’angolo le lobby mondialiste, partiti che vogliano un’Europa diversa da quella attuale.
Riccardo Fenga

Ma cosa dice?  di votare i partiti che recuperino la sovranità nazionale (l’autarchia intende…?) nell’oceano della globalizzazione da cui nessuno esce? La vede l’Italia da sola a discutere con USA, Cina, Russia, India ecc.? Conteremmo come la Slovacchia. La sua descrizione del quadro è molto parziale e, come spesso succede con gli studenti che cascano nello stesso errore, fuorviante. Lei non ha trovato il bandolo della matassa e le spiego il perché. Mi sono occupato di questi problemi per circa trent’anni e ho partecipato anche ai negoziati GATS che hanno gettato le premesse della globalizzazione in ambito WTO, oltreché all’elaborazione di tutta la legislazione europea in materia di servizi finanziari e dei principi di vigilanza in sede mondiale, ai lavori dell’OCSE, altro organismo che con i codici di liberalizzazione ci ha portati nel contesto attuale. L’adesione alla UE comporta per tutti gli Stati membri, e non solo per alcuni, come dice lei, cessione di sovranità: la legislazione europea prevale su quella nazionale e la Corte di Giustizia si preoccupa dell’applicazione corretta nei singoli Stati. Ci sono poi gradi diversi di cessione di sovranità nel senso che i Paesi dell’Euro o dell’area Schengen sono soggetti ad un coordinamento, diciamo così, comunitario rafforzato. Si capisce che lei non ha mai messo piede ad un negoziato comunitario, come molti tromboni politici italici o i ragazzotti che vogliono improvvisamente sedersi nella poltrona di comando. Se ogni Stato membro non fosse soggetto a regole prestabilite, lei  pensa che si giungerebbe mai al benché minimo accordo specie quando gli interessi degli Stati stessi sono contrastanti? La UE è stata molto mal gestita da dodici anni a questa parte, grazie alla sig.ra Merkel, a Sarkozy e a Blair, ma senza la UE saremmo una penisola alla deriva nel Mediterraneo, perché il contesto mondiale è quello che è. Si immagina lei una controversia tra l’Italia e la Turchia per il petrolio o il gas di Cipro senza la UE? Lo sa quante volte è più grande l’esercito turco rispetto a quello italiano? E’ auspicabile riflettere prima di esprimersi. Certo la liberalizzazione è stata voluta dalle multinazionali e fatta grazie agli anglosassoni nel peggiore dei modi. Ma non c’è quel disegno preciso a cui lei pensa e di cui parlano quelli (…) dei 5S o il Salvini, senza capire, senza sapere. Sicuramente quando un big truck della finanza si muove sui mercati ha lo stesso effetto  di un elefante in una cristalleria. Per quanto le massonerie internazionali si sforzino di coordinare e di comandare  e così i grandi miliardari, il mondo è così vasto e le variabili sono tali che non è possibile pensare ad un complotto preordinato come si poteva fare un tempo, in contesti molto più piccoli. Ecco l’errore. Anche i grandi intermediari finanziari lo sanno e spesso si prendono delle bevute  come è successo con la crisi nel 2008. Quale la soluzione? Si tratta di  saper navigare e di adottare un atteggiamento pragmatico, duttile, ed esser presenti in tutte le sedi con persone qualificate  –l’opposto di quel fa l’Italia in molti casi…- per massimizzare gli interessi nazionali:  Padoan e Gentiloni hanno operato in questo senso. Ma i votanti non capiscono adesso tutto questo; temo che lo capiranno dopo, come gli inglesi, quando vedranno le conseguenze del voto. Ma sarà tardi.

Carlo Biancheri

giovedì 22 febbraio 2018

GAUDETE! GIOITE!



 Carlo Biancheri

Ci avviciniamo al 4 marzo, non a Natale, quando il colore viola della liturgia cattolica del periodo di Avvento si interrompe con il rosaceo, appunto per significare la gioia per un evento grande.
Siccome i partecipanti all’agone di questa elezione, al di là delle dichiarazioni meri flatus vocis e delle photo opportunity…, non mostrano alcun interesse nella maggior parte di loro per valori religiosi, ma anche soltanto umani, il riferimento alla terza domenica  di Avvento, sta solo a significare che, invece di una grande notizia, rischiamo di trovarci in un tempo anche peggiore di quello della crisi, appena superata.
Sentiamo dichiarare da molti, come asini che si impancano a maestri,  di voler cambiare l’Italia –che siano sostenitori dello Stato etico, cioè che stabilisce la morale?- ma non  capiscono che nessuno glielo ha chiesto e che invece loro debbono esser in grado soltanto di fare proposte serie per poi  realizzarle.
Certo per elettori non sofisticati riesce difficile farsi un’opinione, specie alla televisione, dove troviamo  giornaliste, diciamo così…, mielose che ci assicurano con letizia che il ragazzo Di Maio annuncerà presto la lista dei Ministri per rassicurare Mattarella, diceva la poverina con sorriso smagliante: la malcapitata, all’evidenza, non conosce la Costituzione italiana che prevede che il Presidente incaricato sottoponga al Presidente della Repubblica la lista dei ministri da lui redatta e che quest’ultimo può tranquillamente modificarla, come avvenuto moltissime volte in passato… Ma il suo capo dalla sede centrale non fà una piega e dà per buona una castroneria spacciata dalla setta per pura propaganda per i gonzi. Come volete che i votanti si formino un’opinione?
Il noto costituzionalista della setta, Tominelli, si è avventurato a parlare di tasse e ha affermato tra l’altro che con loro al governo ci saranno solo tre aliquote fiscali; alla domanda con quali risorse pensano di finanziare tutto ciò la risposta è stata che, secondo lui che se ne intende…, lo Stato non verserà più contributi alle compagnie petrolifere e del gas e che gli italiani non pagheranno più la bolletta, perché in casa si riscalderanno con le energie rinnovabili: sole, vento et similia. Mi dispiace di non poter vivere in questo Disneyland, perché morirò prima, ma nel frattempo penso che ci saranno case gelide d’inverno e soffocanti d’estate…
Sulla riduzione del debito pubblico italiano non riusciranno a farla pagare ai soli parlamentari ed alle pensioni sopra un certo importo: sono quattro spiccioli per ridurre il debito di ben quaranta punti percentuali, come sostengono; una patrimoniale  è dietro l’angolo…, con quali conseguenze sulla fuga di capitali? Robespierre da gioco del Monopoli…
Del resto amano Pirandello e…  Così è, se vi pare… giacché la Raggi, che ha così ben operato, come arcinoto ai romani, ha affermato che è finita con l’assoluzione per la questione delle polizze a lei intestate a sua insaputa la persecuzione che le ha gettato tanto fango addosso…; ha un altro procedimento aperto per falso, ma de minimis non curat praetor… Del resto, tanti nemici tanto onore, no? Chi lo diceva?
Non penserete mica che l’anfitrione delle cene eleganti sia di un’altra pasta? I suoi dichiarano che con la flat tax negli USA Reagan ha reso ricca l’America (quella bianca e danarosa…), mentre la sinistra ha fatto aumentare il debito pubblico in percentuale. Con queste nozioni di economia il personaggio dichiarante pensa che gli uditori siano tutti scemi, giacché, se il prodotto interno lordo è diminuito diciamo di dieci punti per la crisi, la percentuale di un debito costante non aumenterà forse?
Del resto sono in coalizione, ma se uno dice una cosa l’altro, che vuole uscire dall’Euro (la setta concorda?), si affretta  a dire il contrario e questa è una sicura premessa positiva per il governo del paese in un periodo che rimane molto  difficile a livello internazionale in generale ed europeo in particolare.
Natalia Ginzburg scrisse un romanzo amaro intitolato Ti ho sposato per allegria (…), i votanti che secondo i sondaggi sosterranno questi bei soggetti forse non sono dissimili da loro nel compiere atti gratuiti, insensati: non c’è lavoro? Non pensiamoci, andiamo a ‘farci’ in discoteca…; si litiga in una coppia, beh… forse la soluzione sono le botte, se non una coltellata, e poi la sacralità della partita domenicale che è al di sopra di tutto.
Forse non c’è soluzione di continuità tra il reale ed il pensato per cui ciò che io affermo è vero in assoluto. Talmente vero che, per affermarlo, si arriva anche a prendere a botte l’insegnante, se il figlio ha avuto un rimprovero...
Auguri per il paese!