Il riferimento evangelico non è alla Chiesa anche se la supponenza di certi prelati e la stupidità, il servilismo e l’ignoranza di molti commentatori fa sì che comunemente si assimili il ruolo alla santità: il papa stesso ebbe a dire, speriamo per celia (…), che il defunto papa Benedetto e lui stesso sono in lista d’attesa per la proclamazione sugli altari. Ci sono scandali colossali, specie in materia di morale sessuale, che denotano mancanza di fede, perché contraddicono quel che si predica, ma, dopo un rapido mea culpa, si procede nella routine quotidiana. La conseguenza è il disorientamento dei fedeli che si percepiscono come pecore senza pastore e, tuttavia, oggi l’attenzione alla gerarchia della Chiesa è inversamente proporzionale alla fede: sono soprattutto i non credenti a guardare ad un papa che predica fraternità e uguaglianza, trascurando non di rado di menzionare la croce – Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua, Mt 24 – che poi è la porta della Vita piena, l’altra vita (mai sentito?). Su questa Chiesa affannata nel ‘fare’ basti ricordare quel che scrisse nel Trecento un Dottore della Chiesa, Santa Caterina da Siena, ne Il dialogo della Divina provvidenza: ‘È vero che, per difetto di colui che tenesse il timone la fa andare a onde; ciò sono i gattivi e miserabili pastori, prelati posti dal Padrone di questa navicella’ (CLVIII), oppure Dante che nell’Inferno chiama Bonifacio VIII, 'lo Principe de li Novi Farisei' e, infine, senza scomodare nessun autore – e sono parecchi- basti richiamare i giudizi universali dentro alle Chiese medievali (si pensi al Duomo di Torcello) dove si vedono papi col triregno all’inferno insieme ad alti prelati, religiosi e suore. Senza alcuna contestazione del carisma, si vuole concludere che la funzione non fa il santo.
Lo smarrimento delle pecore, menzionato nel titolo, riguarda, soprattutto, la babele del bel paese in un momento in cui non si tornerà più come prima.
Negli Stati Uniti non c’è un amico, c’è un pregiudicato eletto presidente da una pletora di sconsiderati, che vuole stabilire un nuovo ordine mondiale tripolare: USA, Russia, Cina.
Per farlo non si guarda tanto per il sottile: menzogna, morte, minaccia, manipolazione, ricatto sono le armi usate da un soggetto aduso a non rispettare regole e non occorre rifarsi al Principe di Machiavelli che raccomandava ai reggitori di essere ad un tempo 'golpe e lione' perché l’arricchito di Mar a Lago Machiavelli, secondo noi, non lo ha letto e men che meno compreso. Comportarsi come lui, fa parte della natura/ombra dell’uomo, basti analizzare gli argomenti del lupo descritti da Fedro soltanto duemila anni fa: 'Mi sporchi l’acqua, non posso sono sotto di te, hai parlato male di me, non ero nato, tuo padre ha parlato male di me…' Così con l’Ucraina: Putin non ha iniziato la guerra (da chi è stata invasa l’Ucraina?), l’Ucraina stessa non esiste come paese: è Russia, Putin, ricercato per crimini di guerra, è tanto buono, ha persino pregato (!) dopo l’attentato al pregiudicato Trump, il presidente ucraino non è sostenuto dal popolo e va sostituito e via discorrendo.
E i nostri che fanno?
Abbiamo, come noto, una grande sventura che consiste nel partito della Lega, guidato da un manipolo di soggetti che si qualificavano comunisti padani, al tempo delle bevute dell’acqua alle sorgenti del Po con gli elmi con le corna nel revival celtico, aizzati dal Bossi, poi defenestrato. Non possiamo attardarci a descrivere tutte le malefatte compiute nel Lombardo Veneto (quest’ultima regione, guidata dall’azzimato Zaia, eterno Doge, che si vuole cultore del Manzoni e che pensa che I Promessi Sposi siano ambientati nella seconda metà del Seicento invece della prima, com’è in realtà (…), è stata distrutta dalla cementificazione della campagna veneta) basti pensare che ancora adesso dobbiamo parlare, dopo decenni, dell’autonomia differenziata per far sì che i ricchi del Nord siano sempre più ricchi. La Lega del Ministro di ispirazione bar Sport Milano Rogoredo, quello che mandava baci alla Madonnina e brandiva rosari e Vangeli come fossero corpi contundenti da lanciare, è alleata di Putin col cui partito non ha mai interrotto i rapporti e sta cercando di far le scarpe al conte zio del Frusinate – sopire e sedare…- Ministro degli Esteri nell’illusione, novella mosca cocchiera, di avere un rapporto privilegiato con la ghenga di Trump che mira a disunire l’Europa per comandare meglio. È contro la difesa dell’Europa perché i ‘compagni’ russi sono brava gente: lo ha studiato al bar. Noi che abbiamo qualche anno più di lui ci ricordiamo benissimo cosa volesse dire guerra fredda e Vienna occupata dai russi dopo la seconda guerra mondiale. La sua presenza, a nostro debol parere, è un cavallo di Troia al governo ma soprattutto in Italia.
Restano le donzelle leopardiane.
A Giorgia, trapezista, le è caduto il ponte sotto i piedi e così il Governo italiano, ciarliero in casa, all’estero conta il due di picche. Non sa che pesci prendere: spera di risparmiare dazi al vino italiano con Trump ma con l’alluminio e l’acciaio siamo già in braghe di tela, come si suol dire. All’opposizione faceva la parte dell’impunita, si dice a Roma, adesso fa la statista ma in modo casereccio, all’amatriciana. Scompare in Parlamento, è per la difesa ma non a scapito di altri debiti che il Governo intende fare, non vuole rispondere ai dazi troppo in fretta…, difende la nazione ma non ci sono proposte, disegni, non c’è una politica industriale: si adira con la Francia di Macron ma non propone un’alternativa. Tanta amicizia per l’Ucraina invasa ma… tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Forse alla Garbatella e a Colle Oppio ha imparato la tattica ma non la strategia di cui il Paese ha urgentemente bisogno.
Resta la situazionista, vestita dall’esperto di colori, che ricorda la public relations nel famoso film Monsieur Hulot che si adeguava ad ogni situazione.
È radicale la girl, eletta in un modo un po’ inusuale per un partito, ma per ora ha partorito soltanto un campo largo che sembra non avere confini perché non si vede nessuno dentro…come nel Deserto dei Tartari(?).
Si fionda in ogni situazione per manifestare che è pacifista, difensora dei diritti (doveri?), il riarmo europeo lo vorrebbe solo se ci fosse un esercito unico europeo, cioè tra quindici anni, se va bene, e nel frattempo…? Tutti al mare o a Ventotene…
Mala tempora…