lunedì 24 marzo 2025

ITALIA: UN GREGGE DI PECORE SENZA PASTORE

Carlo Biancheri

Il riferimento evangelico non è alla Chiesa anche se la supponenza di certi prelati e la stupidità, il servilismo e l’ignoranza di molti commentatori fa sì che comunemente si assimili il ruolo alla santità: il papa stesso ebbe a dire, speriamo per celia (…), che il defunto papa Benedetto e lui stesso sono in lista d’attesa per la proclamazione sugli altari. Ci sono scandali colossali, specie in materia di morale sessuale, che denotano mancanza di fede, perché contraddicono quel che si predica, ma, dopo un rapido mea culpa, si procede nella routine quotidiana. La conseguenza è il disorientamento dei fedeli che si percepiscono come pecore senza pastore e, tuttavia, oggi l’attenzione alla gerarchia della Chiesa è inversamente proporzionale alla fede: sono soprattutto i non credenti a guardare ad un papa che predica fraternità e uguaglianza, trascurando non di rado di menzionare la croce – Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua, Mt 24 – che poi è la porta della Vita piena, l’altra vita (mai sentito?). Su questa Chiesa affannata nel ‘fare’ basti ricordare quel che scrisse nel Trecento un Dottore della Chiesa, Santa Caterina da Siena, ne Il dialogo della Divina provvidenza: ‘È vero che, per difetto di colui che tenesse il timone la fa andare a onde; ciò sono i gattivi e miserabili pastori, prelati posti dal Padrone di questa navicella’ (CLVIII), oppure Dante che nell’Inferno chiama Bonifacio VIII, 'lo Principe de li Novi Farisei' e, infine, senza scomodare nessun autore – e sono parecchi- basti richiamare i giudizi universali dentro alle Chiese medievali (si pensi al Duomo di Torcello) dove si vedono papi col triregno all’inferno insieme ad alti prelati, religiosi e suore. Senza alcuna contestazione del carisma, si vuole concludere che la funzione non fa il santo.
Lo smarrimento delle pecore, menzionato nel titolo, riguarda, soprattutto, la babele del bel paese in un momento in cui non si tornerà più come prima.
Negli Stati Uniti non c’è un amico, c’è un pregiudicato eletto presidente da una pletora di sconsiderati, che vuole stabilire un nuovo ordine mondiale tripolare: USA, Russia, Cina.
Per farlo non si guarda tanto per il sottile: menzogna, morte, minaccia, manipolazione, ricatto sono le armi usate da un soggetto aduso a non rispettare regole e non occorre rifarsi al Principe di Machiavelli che raccomandava ai reggitori di essere ad un tempo 'golpe e lione' perché l’arricchito di Mar a Lago Machiavelli, secondo noi, non lo ha letto e men che meno compreso. Comportarsi come lui, fa parte della natura/ombra dell’uomo, basti analizzare gli argomenti del lupo descritti da Fedro soltanto duemila anni fa: 'Mi sporchi l’acqua, non posso sono sotto di te, hai parlato male di me, non ero nato, tuo padre ha parlato male di me…' Così con l’Ucraina: Putin non ha iniziato la guerra (da chi è stata invasa l’Ucraina?), l’Ucraina stessa non esiste come paese: è Russia, Putin, ricercato per crimini di guerra, è tanto buono, ha persino pregato (!) dopo l’attentato al pregiudicato Trump, il presidente ucraino non è sostenuto dal popolo e va sostituito e via discorrendo.
E i nostri che fanno?
Abbiamo, come noto, una grande sventura che consiste nel partito della Lega, guidato da un manipolo di soggetti che si qualificavano comunisti padani, al tempo delle bevute dell’acqua alle sorgenti del Po con gli elmi con le corna nel revival celtico, aizzati dal Bossi, poi defenestrato. Non possiamo attardarci a descrivere tutte le malefatte compiute nel Lombardo Veneto (quest’ultima regione, guidata dall’azzimato Zaia, eterno Doge, che si vuole cultore del Manzoni e che pensa che I Promessi Sposi siano ambientati nella seconda metà del Seicento invece della prima, com’è in realtà (…), è stata distrutta dalla cementificazione della campagna veneta) basti pensare che ancora adesso dobbiamo parlare, dopo decenni, dell’autonomia differenziata per far sì che i ricchi del Nord siano sempre più ricchi. La Lega del Ministro di ispirazione bar Sport Milano Rogoredo, quello che mandava baci alla Madonnina e brandiva rosari e Vangeli come fossero corpi contundenti da lanciare, è alleata di Putin col cui partito non ha mai interrotto i rapporti e sta cercando di far le scarpe al conte zio del Frusinate – sopire e sedare…- Ministro degli Esteri nell’illusione, novella mosca cocchiera, di avere un rapporto privilegiato con la ghenga di Trump che mira a disunire l’Europa per comandare meglio. È contro la difesa dell’Europa perché i ‘compagni’ russi sono brava gente: lo ha studiato al bar. Noi che abbiamo qualche anno più di lui ci ricordiamo benissimo cosa volesse dire guerra fredda e Vienna occupata dai russi dopo la seconda guerra mondiale. La sua presenza, a nostro debol parere, è un cavallo di Troia al governo ma soprattutto in Italia.
Poi abbiamo l’avvocato di Volturara Appula con pochette, erede del partito dell’adepto di Scientology, che ha scassato i conti pubblici per anni con un provvedimento giudicato da centri di analisi internazionale il più stupido che si potesse immaginare: il rifacimento della casa gratis a certi italiani. Bene, questo politico che vuole scavalcare a sinistra il Partito Democratico, è un figlio dei fiori: mettete dei fiori nei vostri cannoni e investite in sanità, pagate le bollette agli italiani e non spendete 800 miliardi di spese militari (veramente sono 150…, il resto è opzionale per quegli Stati che vogliono assumere un prestito: perché mentire?). Già, ma per vivere pacificamente occorre essere in due e se uno ti invade? Ma no! C’è la diplomazia! Lo stiamo vedendo: Trump, infatti, aveva detto che con lui la guerra finiva in due giorni: ne sono passati circa sessanta…se non si trattasse di un pregiudicato, in quanto condannato penalmente, bancarottiere, ci ricorderebbe molto un personaggio dei fumetti di tanti anni fa che si chiamava Superbone.
Restano le donzelle leopardiane.
A Giorgia, trapezista, le è caduto il ponte sotto i piedi e così il Governo italiano, ciarliero in casa, all’estero conta il due di picche. Non sa che pesci prendere: spera di risparmiare dazi al vino italiano con Trump ma con l’alluminio e l’acciaio siamo già in braghe di tela, come si suol dire. All’opposizione faceva la parte dell’impunita, si dice a Roma, adesso fa la statista ma in modo casereccio, all’amatriciana. Scompare in Parlamento, è per la difesa ma non a scapito di altri debiti che il Governo intende fare, non vuole rispondere ai dazi troppo in fretta…, difende la nazione ma non ci sono proposte, disegni, non c’è una politica industriale: si adira con la Francia di Macron ma non propone un’alternativa. Tanta amicizia per l’Ucraina invasa ma… tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Forse alla Garbatella e a Colle Oppio ha imparato la tattica ma non la strategia di cui il Paese ha urgentemente bisogno.
Resta la situazionista, vestita dall’esperto di colori, che ricorda la public relations nel famoso film Monsieur Hulot che si adeguava ad ogni situazione.
È radicale la girl, eletta in un modo un po’ inusuale per un partito, ma per ora ha partorito soltanto un campo largo che sembra non avere confini perché non si vede nessuno dentro…come nel Deserto dei Tartari(?).
Si fionda in ogni situazione per manifestare che è pacifista, difensora dei diritti (doveri?), il riarmo europeo lo vorrebbe solo se ci fosse un esercito unico europeo, cioè tra quindici anni, se va bene, e nel frattempo…? Tutti al mare o a Ventotene…
Mala tempora…





sabato 1 marzo 2025

SIAMO SOLI, NON LO SAPEVATE?

Carlo Biancheri

L’incredibile vicenda occorsa ieri a Washington DC, alla Casa Bianca, dove il frequentatore di prostitute, difensore della famiglia tradizionale che ama, avendone, infatti, più di una, pregiudicato, mentitore abituale, nonché Presidente pro-tempore degli Stati Uniti, votato da una pletora di mentecatti, insieme ad un vice neoconvertito al cattolicesimo - dice lui… - che cita a sproposito sant’Agostino e san Tommaso, comportandosi come un salumaio dinanzi alla Divina Commedia aperta sul bancone: strappa una pagina ed incarta il salame…, hanno aggredito in diretta mondiale il Presidente di un popolo eroico che ha resistito con molti morti e feriti al criminale di guerra Putin per tre anni, ci ha resi edotti che con quei banditi c’è poco da sperare.
La violenza è il solo argomento cui tutto deve cedere: il giusto, lo fa dire Platone ad un sofista nel dialogo la Repubblica, è la ragione del più forte.
Nessun rispetto per alcunché in quei due con la loro sceneggiata, preparata a tavolino che fa capire più che mai cosa significasse quell’ ‘umanesimo’ che si proclamava negli anni ’50 del secolo breve, dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale che ha provocato 60-68 milioni di morti tra civili e militari e che portò alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Nietzsche sosteneva che la Verità è interpretazione – di questa bella teoria vediamo i frutti nel nostro tempo - ma i due alla Casa Bianca, che hanno il solo obiettivo di ricucire con la Russia per staccarla dalla Cina, più che ‘interpretare’, manipolano il reale.
Il gesto vale anche per noi europei e, tuttavia, c’è una fioritura di utili idioti nel nostro paese che sperano di esser risparmiati schierandosi con un violento privo di regole: chi non sa governare sé stesso non può neppure governare gli altri, scriveva san Tommaso, lo sapeva il cultore Vance che si permette di giudicare e di dare lezioni di morale agli altri?
Vale per noi perché lo scopo di Trump e del suo alleato Putin è quello di dividere l’Europa divenuta troppo ingombrante per le loro mire.
Il popolo americano reagisce blandamente a queste cose: si fanno i fatti loro, il paese è immenso e non pensano a quel che accade lontano.
Altro che scudo americano e articolo 5 della NATO, dobbiamo diventare adulti e non pensare più di avere qualcuno che in caso di emergenza intervenga.
A parte il solito comunista padano, formatosi al bar Sport di Milano Rogoredo, tra la Meloni cui è caduto il ‘ponte’ e che non potrà più sfoggiare ovunque il suo inglese garbatelliano e il Ministro degli Esteri che ricorda il Conte zio dell’amato Manzoni la cui filosofia era: sopire e sedare (anche con soggetti come Hitler?) l’Italia è diventata afona? Pensa di avere un ruolo in questo frangente? Oppure preferisce cantare Chist’è o Paese do Sole! e pensare che: a da passa la nuttata. No non passa la nuttata non si può sfuggire alla realtà che poi è una fuga dalla libertà, per dirla con Fromm.
Per associazione di idee ci torna alla memoria la sinfonia di Haydn, Les adieux (Sinfonia degli addii) dove gli strumenti se ne vanno uno alla volta…
Coraggio!

giovedì 20 febbraio 2025

SEI MESI FA HAI DETTO MALE DI ME... TUO PADRE DISSE MALE DI ME

   Carlo Biancheri

   La logica del presidente degli Stati Uniti in carica è precisamente quella del lupo nella favola di Fedro: semplicemente non c’è logica – mi sporchi l’acqua, ma come faccio se 
l’acqua scende dalle tue labbra…, hai parlato male di me, non ero nato…- solo menzogna e prepotenza e cioè la ragione della forza.
   Questo tale che alterna un linguaggio da piazzista -mi compro la Groenlandia, il Canada deve diventare uno Stato in più degli Stati Uniti, mi riprendo il canale di Panama, Gaza deve diventare la riviera del Medio Oriente e due milioni di persone staranno meglio da un’altra parte (nel deserto egiziano?)- a quello di venditore di tappeti, si diceva un tempo, lo stesso che fa finta di pregare, attorniato da predicatori /sciamani, si è permesso di dire che l’Ucraina, cioè l’agnello della favola, si è rifiutata di negoziare dopo l’invasione (…) russa per tre anni e che bisogna sostituire il presidente che, a suo dire, ha il sostegno del 4% della popolazione. Un politico che ignora del tutto la gravitas, che un presidente degli Stati Uniti dovrebbe avere, rilascia interviste in modo cialtronesco con un soggetto, sudafricano di origine che ha tutta la cultura dell’apartheid. Ricordo che a Johannesburg ai primi degli anni ’80, quando esisteva ancora Soweto, le grandi società o le banche avevano un ristorante interno e la colazione era servita da cameriere nere in divisa con la crestina bianca in testa e che facevano la riverenza dopo aver chiesto se la carne doveva esser cotta raw medium o well done e i neri la sera non avevano il diritto di pernottare in città, pena l’arresto. Per chi è cresciuto da bianco in quel contesto il minimo che possa capitare è di essere uno 
squilibrato, di padre in figlio. E, infatti...
    L’abbiamo già scritto in questo blog: nel 1968. in piena rivoluzione studentesca, il filosofo
Alberto Caracciolo, cattedratico di Filosofia teoretica a Genova, ci consigliava di studiare i metodi delle assemblee naziste, pubblicate da Paideia, per comprendere come si possano manipolare le opinioni. Il bullo negli USA col suo fido uomo più ricco del mondo, autore di una sfilza di figli in provetta, di certo non ha effettuato letture al riguardo – ma legge…?- tuttavia usa metodi di comunicazione del tutto analoghi: menzogna ripetuta fino a che la gente creda che sia verità, negazione della realtà, attacco personale senza mai entrare nel merito dei problemi, uso sfacciato dei social media dove si comunicano solo stati d’animo o verità apodittiche.
    Sarebbe uno stupido gioco se non avesse conseguenze importantissime
non soltanto su vita e morte ma anche  sulla vita della gente: l’economia, come diceva Marguerite Yourcenar, giustificando così il suo interesse per l’imperatore Adriano che si era  preoccupato  del vivere quotidiano dei suoi sudditi. E, soprattutto, se non avesse sdoganato il criminale di guerra che, poveretto (…), ha dovuto invadere un altro paese sovrano che lo aveva provocato con la minaccia della Nato - non risulta essere organizzazione offensiva…- 
Le monde à l’envers dicono i francesi, alla rovescia, appunto.
    Ovunque si parla di riarmo perché la guerra sembra esser diventata
 dinanzi alla volontà di potenza (…) la sola via; del resto in questi anni la vita nell’edonismo dilagante non è stata mai considerata il bene in sé o comunque è sempre stata posposta al 
benessere individuale, alla performance, all’amore di sé.
    Non mi pare che in questo contesto drammatico, la nostra signora
 Presidente del Consiglio si distingua per visione o per segnali di leadership ed abbia la men che minima influenza sul bullo di Mar a Lago o sull’italocubano di origine, ora facente funzione di Segretario di Stato, traditore dei suoi maggiori (…), glaciale come tutti i complessati. Anzi, si guarda bene dal criticare il bullo che insulta l’Europa: ma l’Italia dov’è?
Mala tempora currunt e bisognerebbe esser uniti e, invece...,
abbiamo le consuete quinte colonne, immancabili nella nostra Storia. Non ci riferiamo soltanto a ministri formatisi al bar Sport di Milano Rogoredo, ora esperti di treni che arrivano troppo spesso in ritardo, diversamente da prima, le sue visite a Mosca e i legami col compagno Putin (del resto anche lui era comunista padano…) o in Corea del Nord, comparata alla Svizzera, sono arcinote. Ma anche Giuseppi e tanti pacifisti nostrani sono ben lieti che l’amico bullo dica: l’Ucraina deve diventare Russia, fine della storia. C’è stata Bucha, c’è stata Mariupol, centinaia di migliaia di morti? Colpa loro: mi sporchi l’acqua… tuo padre mi ha insultato anche se non eri nato… e lo divorò.


sabato 15 febbraio 2025

UNA PACE SENZA GIUSTIZIA NEGOZIATA DA UN CRIMINALE DI GUERRA E DA UN PREGIUDICATO PER TRUFFA

 Carlo Biancheri


     La nuova politica americana del bullo che è stato eletto presidente negli Stati Uniti segue e peggiora grandemente una linea già tracciata dal teorico Obama: priorità all’Asia e fastidio per un’Europa poco unita, incapace di avere una visione ed un ruolo attivo nel mondo. Le condizioni della pace in Ucraina, ingiustamente aggredita, le stabilisce lui col criminale Putin.
     Da noi ci sono cantori della superiorità americana a causa del progresso tecnologico, trascurando del tutto la visione del mondo che oscilla tra il cinico negli ambienti sofisticati e l’infantile: deal, looser, performance le parole più ricorrenti, insieme a benedizioni e preghiere non si sa bene a quale divinità, se si tratti, cioè, del Dio cristiano o di Krishna, in un contesto di materialismo assoluto: cibo, soldi, sesso, football, alcool e successo. Lo avevano ben compreso quasi cento anni fa scrittori ed artisti come Flannery O’Connor – penso ai Racconti: La vita che salvi potrebbe essere la tua - Baldwin – Next time the fire, La prossima volta il fuoco -o un pittore come Hopper che manifesta tutta l’angoscia e la solitudine di quelle persone alla finestra che guardano nel vuoto, in un’attesa senza fine; solo l’oceano e le vele illuminano la vita, sembra suggerire, il vento, il mare senza confini.
     Poi ci sono i manichei (cioè quelli che sostengono che tutto il bene sia da una parte e tutto il male dall’altra), gli estremisti (malattia infantile del comunismo li definiva Marx) che in modo aperto o subdolo accusano gli Stati Uniti di tutto quanto accade nel mondo di negativo.
     I bulli del Maga, una compagine di miliardari opportunisti, di gente senza alcun rispetto per l’umano e di una cultura di bassissimo livello, incluso il giovanotto neoconvertito al cattolicesimo, il Vice Presidente, che ha creduto di dare lezioni di democrazia all’Europa a Monaco di Baviera. Ha scoperto sant’Agostino, san Tommaso, che avrà letto in chissà quali traduzioni perché dubitiamo fortemente che conosca il latino, e persino Maritain.
     Nella sua sicumera ha di certo frainteso sia Agostino che Tommaso a proposito dell’amore del prossimo: certo che si ama naturalmente i più vicini – lo dice Aristotele- ma Cristo ha insegnato ad amare i più piccoli, gli ultimi se si intende amare Lui e persino i nemici! Non lo ha letto nelle traduzioni dei Vangeli? Come tutti gli americani va avanti a standards che usa in modo universale ma è privo non solo di umiltà - senza la quale, attenzione, non si va in paradiso, diceva san Filippo Neri nel XVI secolo a Roma… – ma anche della conoscenza dei contesti: è apparso chiaramente quando ha criticato l’annullamento del voto presidenziale in Romania da parte della Corte costituzionale rumena a seguito degli imbrogli russi. Ha qualche idea di come funzioni la democrazia in Romania – e in moltissimi paesi dell’Est diciamo noi…- di come assumano le decisioni i votanti? Li ha mai visti? C’è mai stato? Oppure gli bastano gli slogans insensati come il suo: Make America great again?
     Il nostro amato Manzoni descrive benissimo i politici che turlupinano il popolo allorché il gran Cancelliere di Milano, durante la carestia, va a salvare il Vicario di provvigione, assediato nel suo palazzo dalla folla che voleva impiccarlo: ’Si; pane, pane,’ rispondeva Ferrer: ’abbondanza, lo prometto io e metteva la mano sul petto’ e poi, scendendo dalla carrozza: ’salutò con un inchino la moltitudine, come da un pulpito, e messa la mano sinistra sul petto, gridò: ‘pane e giustizia’ ‘.
     Come a Yalta si intende tracciare linee, confini degli Stati perché quel che conta è la potenza non la gente che subisce le decisioni, a cominciare dagli eroici ucraini, e quindi la logica è come quella che descriveva Tacito circa l’atteggiamento dei Romani: Desertum fecerunt et pacem appellaverunt (fecero un deserto e lo chiamarono pace).
     Dobbiamo imparare da questi maestri? O invece capire che ci inoltriamo in un terreno inesplorato nel quale dobbiamo diventare adulti e sapere che la vita è preziosa ma che si può perdere a causa della malvagità o della insania altrui.
     Al governo va detto che troppe parti in Commedia per accontentare i comunisti padani, entusiasti di Putin, le cui posizioni sul punto sono vicine ai loro amici seguaci dell’Avvocato del popolo di Volturara Appula, non hanno più spazio: altro che mediatori coll’immobiliarista truffatore, impariamo ad essere uniti con i paesi d’Europa per affrontare pericoli futuri.



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mercoledì 30 ottobre 2024

PAESE SICURO: UNA MANICA DI INCOMPETENTI CHE FA DISPERARE SULLE SORTI DEL NOSTRO PAESE


Carlo Biancheri

A seguito della decisione del Tribunale di Roma che, in modo oscuro, ha disapplicato un provvedimento amministrativo, nell’assunto che gli emigranti inviati in Albania non potessero esser rimpatriati nel paese di origine in quanto i rispettivi paesi non sarebbero sicuri in tutte le loro parti, ai sensi della sentenza della Corte di Giustizia n. C406/22, emanata in risposta ad una questione pregiudiziale, sottoposta alla Corte dal Tribunale di Brno nella Repubblica Ceca e riguardante la richiesta d’asilo di un cittadino moldavo, avuto riguardo a quella parte della Moldavia, c.d, Repubblica di Transnistria, riconosciuta soltanto dalla Russia di Putin in ambito internazionale, in quanto occupata da truppe russe, dopo lo sfaldamento dell’Unione sovietica, ci siamo presi la briga di vedere la sentenza in questione.
Si tratta di argomento di urgente attualità in quando adesso il Tribunale di Bologna ha contestato dinanzi alla Corte di giustizia il decreto legge del governo sui paesi sicuri con dei quesiti che forse uno studente di legge che affronti il diritto comunitario al primo anno di giurisprudenza sarebbe reticente a formulare.
Preliminarmente avvertiamo che la sentenza in questione è disponibile soltanto in lingua ceca e in francese: non esiste la versione inglese.
Siamo certi che al Tribunale di Roma conoscano perfettamente la lingua ceca giuridica ed il diritto comunitario … per essersi formati un’opinione.
Conoscendo la piazza dubitiamo fortemente, peraltro, che capiscano il jargon del francese comunitario, oltre a non essere avvezzi a trattare di direttive e di regolamenti abrogati in parte o tuttora vigenti: né ci sono a Roma interpreti che in così breve tempo dalla pubblicazione siano in grado di tradurre correttamente in italiano giuridico una sentenza redatta in francese, peraltro complessa. Dagli anni ’70 in poi in Italia pochissimi conoscono il francese decentemente…
La prima conseguenza è: fischi per fiaschi.
In Egitto e Bangladesh quali sono le parti di territorio cui non si applichi la legislazione di tutela che vige nelle altre parti del Paese, giacché di questo si tratta? Che elementi hanno i giudici per avventurarsi in simili considerazioni? Qualche turista italiano in vacanza li ha informati?
A Bologna invece hanno scoperto l’acqua calda.
I giudici si chiedono: prevale il diritto comunitario o quello nazionale? È inquietante la domanda in quanto formulata da giudici che dovrebbero ben conoscere queste cose perché obbligati ad applicarle. Non staremo a citare tutte le sentenze della Corte di giustizia che affermano che i giudici nazionali debbono disapplicare le norme dello Stato membro quando siano contrastanti esplicitamente con la normativa comunitaria. Inoltre, i Regolamenti comunitari sono direttamente applicabili anche senza necessità di norma di recepimento interno, quando precisi e quando non necessitino di chiarimenti, mentre le direttive, anche se non recepite allorché dispongono obblighi specifici, possono essere direttamente applicate dal giudice, disattendendo le norme nazionali. Altro che emendamento della Lega per sancire la superiorità del diritto interno su quello comunitario; ciò comporterebbe l’uscita dai Trattati europei e in questo contesto internazionale solo degli amici di Putin possono proporre una simile sciocchezza.
Non solo, a Bologna chiedono anche di conoscere quali siano gli Stati sicuri per i richiedenti asilo. Evidentemente anche nella dotta Bologna non si parla ceco ma neppure il francese perché è tutto ben indicato nella sentenza succitata.
La sentenza fa tutta la storia dell’acquis comunitario al riguardo.
Si parte dalla direttiva del 2005/85/CE (poi abrogata dalla direttiva 2013/22) che al paragrafo 1 dà facoltà agli Stati membri di designare i paesi sicuri (…). Ma i giudici di Bologna cosa chiedono?
Si mettano l’animo in pace: vale il principio di sussidiarietà.
Esistono tuttavia dei criteri che sono gli art.29 e 30:
il richiedente asilo deve esser originario del paese in questione, oppure apolide ma con residenza in quel paese e non deve aver fatto valere ragioni personali specifiche che portino a non considerare quel paese come sicuro.
Le condizioni minime per pretendere lo statuto di rifugiati sono contenute in un’altra direttiva 2004/85/CE.
Con direttiva 2011/95/UE vengono indicai gli atti persecutori all’art.9 dove compaiono anche vessazioni a carattere psicologico e sessuale e quindi il quesito sui gay del tribunale di Bologna appare del tutto ultroneo.
C’è di più.
La direttiva 2013/32 all’art.37, scrive la Corte di giustizia, al par.1 indica:
un paese di origine è considerato sicuro allorché sulla base dell’applicazione della legge e del diritto nel quadro di un regime democratico e delle circostanze politiche generali, come definita dall’art.9 della direttiva 2011/95, si può dimostrare che in modo generale ed uniforme non si è mai fatto ricorso alla persecuzione, né alla tortura né a pene e trattamenti inumani e degradanti e che non sussistono minacce a motivo di una violenza cieca, determinata da situazioni di conflitto armato internazionale o interno. Inoltre, nella valutazione del paese si fa rinvio alle decisioni e alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla tortura per il rispetto delle libertà fondamentali e se sussistano nel paese in questione sanzioni efficaci per punire eventuali violazioni.
Nel 2024 è stato, peraltro, approvato un Regolamento (2024/1348) che abroga la direttiva 2013/32 che consente agli Stati membri di considerare uno Stato sicuro anche se una delle sue parti non lo sia: quindi un allentamento della norma…
Detto Regolamento tuttavia entrerà in vigore il 12 giugno 2026,ne consegue che attualmente la normativa applicabile è ancora quella precedente.

Come appare a nostro debol parere, la quasi totalità dei quesiti dei giudici è contenuta nella famosa sentenza in questione che dubitiamo sia stata letta e compresa.

Ma questo è gravissimo per il Paese.

 

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