domenica 21 agosto 2011

IN CHE MANI SIAMO...

Carlo Biancheri


Più volte i lettori del blog si sono chiesti in che mani siamo..., chi ci governa... ed è gran tempo di formulare qualche riflessione sul punto.
Per esprimere la nostra valutazione, intendiamo prendere in considerazione chi ha un qualche peso nella vita pubblica del Paese e, quindi, innanzitutto il Governo, la rappresentanza parlamentare, opposizione inclusa, le istituzioni sopranazionali come l'UE e la Chiesa cattolica.

I nostri governanti
L'economista  Roubini in un'intervista per il “Washington Post” e “Repubblica” (19 Agosto c.a.) ad una domanda riguardante la crisi economica in atto del tipo: Ma in tutto ciò dove sono i saggi dell'economia?... Oggi chi c'è? così risponde: “...i Paesi economicamente più avanzati hanno Governi deboli... Negli Stati periferici dell'Eurozona i Governi minoritari di Portogallo e Spagna potrebbero finire per perdere l'accesso ai mercati. In Italia c'è un buffone come Silvio Berlusconi...”.
E tanto basti. Buffone, perché?
Per le scelte compiute in circa diciassette anni di partecipazione alla vita pubblica tutte rivolte al suo personale tornaconto e non certo al bene del Paese; per gli scandali, le chiacchere inconcludenti; per la perenne vacuità delle proposte quando formulate, spesso smentite a breve distanza ('sono stato frainteso'...); per gli interventi circensi in sede internazionale del tutto privi di valore aggiunto (anzi indecorosi per il Paese nelle forme, più consone ad un ambiente da balera...), non fondati sulla necessaria conoscenza degli argomenti in discussione. L'esito è visibile: persino in ambito UE siamo considerati meno della Spagna, paese  più piccolo del nostro, in termini di importanza economica. Vale per lui, vale per i Ministri del suo Governo. Giusto a mo’ d'esempio, sono famose a Bruxelles le filippiche del tributarista Tremonti sulla filosofia del libero scambio per nulla conferenti con i punti dell'ordine del giorno dei Ministri Ecofin. Nella filosofia 'piduista', dove l'organizzazione è fortemente strutturata e gli adepti controllati, ciò che è fondamentale è il rispetto maniacale delle  procedure..., a tutto scapito dei contenuti, naturalmente. Il popolo dei  libertini (...) si guarda bene dall'assumere iniziative ma si impegna a seguire le regole del Capo. Un quadro che ricorda il ben noto ' Duce, conduci'...
E che dire del Bossi che ha completamente sganciato il linguaggio dal reale, dalla corrispondenza tra parole e cose? Non come D'Annunzio o Marinetti... ma in un soliloquio degradante di difficile comprensione, data la malattia, condito di parolacce ed insulti (da ultimo 'nano veneziano' o 'stronzo'...) destinato ad un elettorato che si è stancato delle chiacchere da Bar Sport perché la situazione si fa sempre più dura (senza riferimenti alle durezze più volte proclamate dal Bossi stesso). E il dentista Calderoli? Come fa ad avventurarsi in questioni complesse come la semplificazione normativa o la crisi economica...? Parla di pensioni, di tagli su quale base? Uno che per anni si è dedicato alla medicina e ai denti, i primi rudimenti di Economia e Diritto quando li ha appresi? Alle scuole serali? E potremmo continuare così, col già responsabile dei giovani Lombardiani, Cicchitto, nell'allora PSI, la posizione più a sinistra, convertito dal succitato Conducator nella Loggia P2 o l'ex radicale Quagliariello, tuttologo, esperto di De Gaulle (!) ma divenuto sostenitore dei valori non negoziabili (che vuol dire... non quotati in borsa?) insieme agli atei devoti.
Una commedia all'italiana o forse un circo alla Fellini con 'nani e ballerine'..., come si diceva al tempo di Craxi. Appunto Craxi, la telenovela nasce lì.
Era un ausiliare di Nenni, certo non preparato come De Martino o Lombardi nel PSI. Tirò fuori Garibaldi, forse in un revival massonico, ed ebbe l'idea di combattere la 'balena bianca' (leggi DC) con i suoi stessi mezzi, vale a dire la corruzione ed il nepotismo, ma in modo molto più spregiudicato, se possibile... Da Presidente del Consiglio favorì gli 'amici', tra cui l'ex cantante sulle navi da crociera che poté avere le sue frequenze su Canale 5, da dove inondò gli italiani dei film porcheria del magazzino MGM, rilevato a seguito dello scandalo Parretti/Crédit Lyonnais, premessa per la politica spettacolo, di tipo piazzistico: 'paghi due, prendi tre...'. Sempre in era craxiana, ci fu anche BNL Atlanta, allora era presidente Cantoni, ora Pdl... E 'Tangentopoli'...: fine della storia. Gli orfani del Craxi e di Gelli si ritrovarono come un sol uomo alla creazione di Forza Italia: furono bravissimi a conciarla per le feste, l'Italia.
Adesso, tutta questa gente non sa che pesci prendere perché è travolta dai mercati finanziari ogni mattina e con loro noi... Eppure non cedono: basta vedere la sicumera del giovane avvocato Alfano, beddu di mamma, che serissimamente disquisisce su possibili mediazioni con la Lega (dei...) sulle pensioni piuttosto che sui tagli agli enti locali o sull'aumento di un punto dell'IVA che potrebbe avere effetti recessivi: è esattamente come se voi vi sedeste sulla poltrona del dentista o nello studio di un chirurgo e veniste a conoscenza che colui che deve curarvi si è occupato fino al giorno prima di idraulica... In queste mani siamo... Chi li ha votati?

...e la rappresentanza parlamentare
Se il Governo non va bene almeno in Parlamento avremo degni rappresentanti che ovvieranno alle sue deficienze.
Sembra che Scilipuoti, Straquadanio o uno con piglio  intellettuale... come Gasparri corrispondano alla media 'statura' degli eletti/cooptati. Né c'è da brindare con l'opposizione. Il segretario del PD, umore sul dimesso, vola basso e  ha aspettato più di un anno per capire che l'opposizione si fa con le proposte, le sole in grado di svelare l'inconsistenza altrui. L'economia affidata ad un perenne 'assistente' (di Andreatta...) Letta, che non sembra prenderci molto e che non conosce affatto i mercati finanziari. La Bindi, di professione cattolica (ma non può mica esser un piedistallo!) che sembra limitare le proposte alla correttezza personale o al metodo... (Cartesio va alla grande... con le sue false geometrie). Degli altri non facciamo menzione perché il difensore delle famiglie Casini (gli piacciono perché ne ha più d'una), doroteo da sempre... cioè pronto a mediare anche con Mefistofele, non si sa come la pensi: è disposto anche a sostenere le proposte ragionevoli (?) del Conducator; né Di Pietro  (Scilipuoti non lo aveva scelto lui?), novello barone di Munchausen, con scarsissime proposte.

...le istituzioni sovranazionali
Meno male che c'è la UE, direte, che ci impone  di esser più seri...
Veramente abbiamo, come ha ricordato sulla stampa oggi Prodi, una Commissione indebolita con a capo un portoghese messo lì a bella posta per contar poco e rispondere a Germania e Francia, prima di tutto: si nomina uno di uno Stato piccolo perché non abbia forza sufficiente di proposta e di governo. A seguito del Trattato di Lisbona c'è ora un Presidente del Consiglio Europeo, che dura in carica a lungo, il belga Van Rompuy, ma... ricorda tanto Mr. Bean... e per parlare guarda prima la Merkel e Sarkozy per capire se gli è concesso... Poi c'è Mr. Euro, Junker lussemburghese...: lo sapete che gli abitanti del Lussemburgo sono meno di cinquecentomila, stranieri inclusi? Il sindaco di una media città italiana è come il Granduca...
Della Merkel e Sarkozy abbiamo già parlato. Il loro background di provenienza da un  Paese dell'Est, lo abbiamo già detto in questo blog, costituisce una palla al piede. In questi Paesi occorrerà ancora una generazione per imparare  a rispettare ed interiorizzare il valore della norma e comprendere che i rapporti di ogni tipo (commerciali, professionali, personali) non possono esser esclusivamente basati sulle relazioni. Non hanno chiaro il loro futuro, questi Paesi, sono ancora sotto shock (con l'eccezione, forse, della Polonia...) per il retaggio di sistemi dove bisognava obbedire e basta e dove il proprio destino, programmato e controllato  (i capi caseggiato schedavano tutti) era a rischio ad ogni istante... In Bulgaria ricordo che un interprete professionale mi raccontò che per anni non riusciva a trovare lavoro perché denunciato da suo padre... e non era insolito quanto accaduto a lui... Come volete che la Merkel, pugnalatrice di Kohl che l'aveva creata, abbia una visione europea? Cerca di mediare a livello nazionale nei vari Laender di una Repubblica che è federale sul serio. Forse la serietà della situazione rappresenterà un'opportunità in ambito europeo ma non si vedono leader all'orizzonte del calibro di Schuman, Monnet in grado di gestire.

...e la Chiesa
Si è sempre detto che la Chiesa in Italia ha esercitato un compito di supplenza nei confronti di un potere politico inadeguato. Dopo un trentennio di papi stranieri che si sono disinteressati alla Chiesa italiana, lasciandola alla gestione di un Ruini e facendo largo spazio ai movimenti che rappresentano una frattura, col loro attivismo, con la ricchissima tradizione della Chiesa in Italia, abbiamo al vertice dell'istituzione una gerarchia di burocrati.
Il meeting della GMG di Madrid se manifesta senz'altro un'esigenza ed una ricerca interiore nei giovani è anche carico di ambiguità per la dimensione di effimero e di sensazionale. I giovani intervistati mettevano l'accento sulla contentezza di esser insieme a coetanei di tutto il mondo, come in un qualsiasi altro raduno...
Da Madrid il Presidente della Conferenza episcopale italiana, l'arcivescovo di Genova Bagnasco, ha dato consigli tecnico-politici su come deve articolarsi la manovra del Governo.
Non lo sentiamo parlar spesso del 'Signore poverello', come Lo chiama Francesco piccolino. Ci viene in mente quel personaggio  nel racconto The displaced person della grande Flannery O' Connor che, sentendo parlare di Cristo,  nel contesto di una conversazione, era così imbarazzato come se  gli avessero parlato dei rapporti sessuali di sua madre! Dunque i vescovi italiani ci elargiscono dotti consigli su come devono organizzarsi i cattolici in politica, indicono anche riunioni per ricostituire la DC..., in perfetto contrasto con la Costituzione conciliare Gaudium et Spes che affida ai laici l'animazione delle realtà create e quindi della politica.
Questa reticenza dei Vescovi a trattare di argomenti spirituali che significa? Non se ne intendono? Cambiano argomento?
Non c'è da attendersi molto neppure da questa parte...

...un consiglio
In un contesto serio come quello che attraversiamo ci limitiamo ai consigli della nonna: cominciamo a mettere nei posti chiave almeno persone competenti e in grado di operare nel contesto internazionale senza esser considerati dei buffoni. Non basta ma è una pre-condizione: il fatto di esser eletti non significa che uno debba prendere il posto di uno scienziato se è un ignorante...
Ma... per ottenere questo è necessario che gli attuali sgombrino... E non sarà facile perché il potere si confonde con il loro 'povero' Io.






lunedì 1 agosto 2011

SCAMPATA CATASTROFE SUI MERCATI FINANZIARI INTERNAZIONALI


Carlo Biancheri

Sembra che  il mondo non  sarà costretto   ad affrontare  un'altra crisi finanziaria dai risvolti imprevedibili a seguito del primo default nella storia degli Stati Uniti d'America per l'impossibilità del Governo federale di far fronte ai suoi impegni finanziari. E' noto che il Governo federale non può aumentare il livello del debito pubblico, senza l'accordo di Congresso e Senato e un mancato accordo provocherebbe  conseguenze catastrofiche su tutti i mercati finanziari mondiali, tenuto conto dell'internazionalizzazione dei  mercati stessi. Va ricordato che nel preambolo alle Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar sostiene che non sarebbe stata attratta da Adriano se questi non si fosse interessato all'economia, la vita quotidiana della gente...: il nostro destino, appunto, in mano ai nuovi imperatori. Obama non somiglia neppure lontanamente ad Adriano... che cercava la 'mediazione' tra popoli e culture diverse con ben altra finezza e spessore: basta visitare la sua villa a Tivoli e vedere quel che resta della biblioteca latina e di quella greca per comprenderlo o, più semplicemente, ammirare la raffinatezza delle statue che gli appartennero o soffermarsi dinanzi alle colonne che restano sotto all'Acropoli, ad Atene...
E' noto che in America si affrontano due weltanschauung: quella dei wasp (bianchi anglosassoni protestanti) per lo più repubblicani, comprensivi  delle posizioni becere dei sostenitori  dei tea party di cui era  rappresentante quella Sarah Palin, la governatrice dell'Alaska, candidata come vice-presidente contro Obama alle ultime elezioni americane, per certi versi, assimilabili alla nostra Lega, quanto a rozzezza di proposte e di linguaggio. Gente da televisione Fox, che non si riesce a vedere neppure due minuti, perché già il tratto, il modo  di esprimersi del presentatore, il linguaggio da bettola rinvia all'aspetto animalesco dell'uomo - animale razionale diceva Aristotele... - e quella dei democratici, non necessariamente tutti dei liberals ma consapevoli, almeno, che la proprietà privata, il benessere individuale non costituiscono il valore assoluto della vita: esistono altri beni, quali la convivenza, il rispetto degli altri, la solidarietà umana. I repubblicani in questione esprimono bene  quella mentalità di vita on the road, di cui, urbanisticamente, è perfetta espressione un agglomerato urbano allucinante, senza centro, come Los Angeles (altro che piazza medievale dove ci si incontra e si scambiano le idee, si negozia...). Una visione del mondo 'sulla strada' che incide profondamente nei rapporti umani: famiglia, lavoro, qualità dell'amicizia; tutto si fonda sul temporaneo e sul precario, fin  dai tempi della conquista del West, dove ogni tanto qualcuno cascava morto dai carri e non era la regola che la carovana  si fermasse a seppellirlo...; i processi erano sommari, gestiti da un giudice eletto a furor di popolo..., che decideva, per lo più, secondo le sue personali convinzioni: l'esito era spesso l'impiccagione. La proprietà privata 'precedeva' lo Stato nell'ordine dei valori, la volontà della maggioranza era la legge, senza tante costrizioni: molta violenza insieme a molte libertà individuali. Una violenza presente nella cultura quotidiana; per fare un esempio, se uno entra nel giardino non cintato di una casa privata ed il padrone gli dice “Freeze” (fermati) e l'intruso non sente e va avanti, il padrone di casa ha diritto di sparargli ed ammazzarlo e va assolto..., nell'assunto che l'intrusione possa costituire una potenziale minaccia alla sua incolumità: il fatto successe in Virginia alcuni anni fa e lo ricordo bene perché lo lessi sui giornali di Washington DC.
Nel dibattito americano, una sceneggiata politica in vista delle prossime elezioni presidenziali..., emerge però, anche in questa occasione, una  discussione tecnica che non chiarisce bene, come in molte altre occasioni, le scelte politiche sottostanti.
Volete un esempio?
Avete mai letto sui giornali le cause vere del disastro finanziario che ha scatenato forse la maggior crisi economica dalla fine della seconda guerra mondiale e che stiamo tuttora vivendo? Qualcuno  ha detto chiaramente come sia stata possibile una bolla finanziaria del genere che ha distrutto la vita e le speranze di milioni di persone?
Keynes diceva che un mercato senza regole non è un mercato ma una giungla. I grandi intermediari finanziari del mondo, principalmente le banche ma anche le compagnie di assicurazione, i fondi ecc. .., per lo più di matrice anglosassone, hanno operato indisturbati e sono riusciti a far sì che non si analizzasse veramente il cuore dei problemi  e vi si mettesse mano, Europa inclusa.
Abbiamo avuto le analisi macroeconomiche del Presidente della FSA, Lord Turner, considerate ormai come la bibbia... che non spiegano affatto le ragioni del disastro; non c'è stato nessuno che abbia individuato chiaramente come  sia stato possibile per i più grandi  intermediari del mondo (per inciso, gli stessi coinvolti nelle truffe Enron prima e Parmalat poi...) spacciare così a lungo i prodotti finanziari fraudolenti come  i c.d. sub-prime, senza che nessun controllore intervenisse. Perché, in molti Paesi chiave, nessuno ha verificato la sussistenza di adeguati  requisiti patrimoniali degli intermediari, il mancato rispetto dei quali ha favorito il fallimento dell'intero sistema bancario inglese, irlandese ecc...? (la ministra spagnola dell'economia ci ha annunciato, di recente, dopo l'esito degli stress-tests sulle banche, che in caso di crisi rilevante i requisiti patrimoniali delle banche non servono: è vero. Ma qual è la conclusione? E' inutile prevederli?).
In verità, c'è stata una precisa scelta politica: quella del lasciar fare l'industria finanziaria a spese dei risparmiatori, le pecore da tosare.

...negli Stati Uniti

Si cominciò con Clinton (non è che i democratici siano tutti delle mammolette...) che nominò a capo della SEC americana, fino ad allora molto rigorosa, Arthur Levitt, un milionario suo amico e finanziatore della campagna elettorale, che ebbe come approccio quello del controllo  light touch, insieme a Howard Davies (dimessosi di recente da Presidente della London School of Economics, a seguito dei soldi ricevuti dal figlio di Gheddafi per il dottorato...) della FSA nel Regno Unito che propugnava, sulla scia della Thatcher e poi di Blair la de-regulation o meglio la regolamentazione basata su principi e non su regole: gli intermediari dovevano decidere caso per caso come  attuare i 'principi', al loro buon cuore...; in pratica il mercato si doveva auto-regolamentare per raggiungere la miglior efficienza: si è visto come è andata... Contemporaneamente, alla Commodity Futures Trading Commission, che controlla il mercato dei prodotti derivati statunitensi, Chicago principalmente per intendersi..., che tanta parte hanno avuto nelle varie crisi, si decideva, con la presidente Brooksley Born, di disinteressarsi delle posizioni assunte dagli intermediari fuori mercato (over the counter), facendo finta di ignorare il peso  di questo segmento sui prezzi negoziati sul mercato. Un po’ come in Italia, prima che si introducesse l'obbligo di concentrazione (poi fatto abolire dalla direttiva Mifid, grazie agli inglesi e tedeschi...) delle transazioni sul mercato di borsa: sul mercato andava circa il 30/40% del volume totale delle transazioni ed il resto si faceva 'al buio', fuori mercato. Il ”Financial Times” scriveva giustamente: non investite sul mercato italiano perché è un mercato di 'insiders' (leggi , di imbroglioni), in quanto i prezzi che si pubblicano sul mercato non sono significativi rappresentando solo il 30% del totale delle transazioni. Pensate un po’ se il valore al mq del mercato immobiliare nel centro storico di Roma o Milano fosse determinato dal 30% delle transazioni effettuate in quella zona...
Poi venne Bush e i presidenti della SEC erano addirittura membri del Congresso (abbiamo imparato da lì anche noi?) o amici suoi che avevano il mandato  specifico di far sì che i controllori non disturbassero l'industria finanziaria; regnante al Tesoro era il 'mago' Alan Greenspan, che ampliava la liquidità a dismisura per mantenere la vita 'a prestito' degli americani (meriterebbe un processo, allo stesso titolo dei presidenti del Consiglio italiani che  hanno aumentato in modo demenziale il debito pubblico italiano, scaricandone le conseguenze sulle generazioni future, cioè noi, adesso...). Si fecero grandi proclami sui revisori contabili, dopo lo scandalo Enron, si soppresse  la Arthur Andersen (all'epoca il maggior consulente e revisore mondiale), si formularono  principi di revisione internazionali, d'indipendenza dei revisori, si  adottarono in Europa principi contabili internazionali, si votò in tutta fretta negli USA il Sarbanes Oxley Act... eppure, quando si trattò di verificare quel che avesse fatto Madoff, la SEC (i suoi ispettori...) fu del tutto inefficace se non  acquiescente: il cane da guardia dei mercati, il protettore degli investitori risultava un buon amico  dei profittatori. Da qui gli annunci di sfracelli di Obama, in campagna elettorale e l'imbarazzo dei repubblicani. Ma una volta eletto, il Presidente nominò a capo della SEC,  Mary Shapiro, molto amata dall'industria..., nella sua veste di vigilante del Nasdaq, già presidente della CFTC e commissaria SEC, creando, nel contempo, un nuovo organo federale per la protezione dei consumatori (il Presidente è stato appena nominato dopo due anni...) con duplicazioni di controlli rispetto a quelli posti in essere  dalla SEC stessa: una confusione.

...in Europa

Mica  si è operato meglio in Europa col Commissario del mercato interno, il francese Barnier, che è riuscito nell'impresa di far nominare come direttore esecutivo della nuova autorità di vigilanza sui mercati di borsa, ESMA, una inglese, tedesco-inglese, che viene da una cultura di bassa regolamentazione e vigilanza (il grande argomento inglese control'introduzione di maggiore regolamentazione è sempre quello che il mercato emigrerebbe su piazze meno controllate. E allora? I prodotti dove si vendono? Nelle isole caraibiche?).
Il Commissario in questione ha annunciato al mondo di voler controllare le Agenzie di rating, affidandone la vigilanza all'ESMA, che deve esser ancora a lungo rodata... (sia detto per inciso i nostri parlamentari della Commissione finanze della Camera sono così provinciali che hanno, secondo i giornali, denunciato le agenzie di rating all'ESMA per le valutazioni espresse sui titoli pubblici italiani... Le prove di un abuso di mercato, chi le raccoglie? La Consob che rappresenta l'Italia in un ruolo minore...nell'ESMA? su commissione del Parlamento...?).

...che fare?

Fino a che non si affronterà il toro per le corna e non si capirà che :
- i mercati finanziari che operano correttamente e che sono vigilati in modo efficace e tempestivo sono la condizione necessaria per consentire la raccolta di capitali senza cadere in una giungla;
- la concorrenza tra Stati, anche all'interno dell'UE, tra  paesi esportatori ed importatori di servizi finanziari rischia di vanificare le regole del gioco: si pensi al Lussemburgo che vive da parassita di arbitraggio regolamentare, 'di fatto', cioè nei controlli quotidiani..., ma anche altri Paesi esportatori di servizi come Austria (Banca Medici dice nulla?), Regno Unito... e, prima della caduta..., l'Irlanda;
- se non opera una efficace cooperazione internazionale costante e non sollecitata tra organi vigilanza, si possono continuare a perpetrare frodi o  creare un doping nel sistema per eludere le maglie strette della vigilanza di un singolo Paese: non solo opera il passaporto europeo nel settore finanziario ed il controllo del Paese di origine (prodotti come fondi comuni d'investimento oppure offerta di servizi d'investimento) ma esistono accordi in tal senso anche con Paesi al di fuori della UE, dove i controlli sono del tutto teorici (qualcuno conosce come operano i controllori dei mercati in Cina, India o Russia? o a Singapore?);
- bisogna esercitare pressione sui  centri off-shore (isole caraibiche, isole del canale, Svizzera, Gibilterra... Monaco, Liechtenstein, San Marino...ecc. Ricordo che un contadino del Liechtenstein era membro del consiglio di amministrazione di venticinquemila società...) che sono un vulnus nel sistema di connessione dei mercati internazionali e non solo per ciò che attiene al riciclaggio del denaro sporco o all'antiterrorismo o alle frodi fiscali ma anche alla mancanza di regolamentazione e di controlli dei vigilanti locali. Si pensi agli Hedge funds domiciliati in tutti i paesi off-shore che offrono servizi a residenti di Paesi non off-shore e che hanno tanta parte nelle crisi ricorrenti. Gli interessi a mantenere lo status quo sono stati fin qui preponderanti...;
- occorrono regole comuni poste in essere in ogni Paese per cui se in Italia si proibisce di vendere allo scoperto un titolo non deve esser consentito che lo stesso si possa tranquillamente a vendere a Londra, ad esempio...;
- il buon fine delle transazioni deve esser assicurato da organismi che rispondano a standards e  metodi di vigilanza internazionalmente accettati;
ecc.,ecc.
Un programma così dovrebbe esser posto in essere da chi? Leader in Europa sono la Merkel e Sarkozy, non certo chi ha a cuore la nipotina di Mubarak...; ma la prima è cresciuta in un paese dell'Est, dove la norma era una variabile nelle mani del capo di turno e l'arbitrio la regola...; il secondo è figlio di immigrati ungheresi che ancora deve capire che la Francia, essendo al cuore dell'Europa occidentale, se non svolge un ruolo di guida per tutti smarrisce la propria identità.




giovedì 14 luglio 2011

GLI APPRENDISTI STREGONI

Carlo Biancheri


In una risposta del 2007 ad un quesito della Conferenza Episcopale statunitense sulla liceità di interrompere nei pazienti, in stato vegetativo, l'alimentazione e l'idratazione forzata, la Congregazione della Dottrina della fede (ex Sant'Uffizio...) risponde che l'alimentazione e l'idratazione sono obbligatorie nella misura in cui  esse dimostrano di raggiungere la loro finalità propria...: procurare l'idratazione ed il nutrimento del paziente. “In tal modo si evitano sofferenze e la morte dovute all'inanizione e alla disidratazione”.
Stiamo parlando di sospendere qualcosa che è in atto (non si parla di introduzione di un nuovo impianto...), dove il paziente si nutre regolarmente..., e l'intento, si legge nella dichiarazione, è quello di evitare il dolore e le sofferenze che l'interruzione potrebbe provocare. Si rileva, inoltre, si deve dimostrare che alimentazione ed idratazione sono in grado di raggiungere la finalità propria, cioè la tutela della vita.
Nella nota esplicativa, non senza avvertirci che la pronuncia era stata approvata dal Papa (in perfetta solitudine, immaginiamo...e osiamo chiederci se questo sia il corretto esercizio della collegialità, invocato dal Concilio Vaticano II...), si citano i precedenti.
Svetta, tra tutti, il famoso discorso di Pio XII del 1957 agli anestesisti, nel quale il Pontefice ribadisce il dovere di assicurare tutte le cure al paziente (si riferiva al caso della rianimazione) che, però..., debbono comprendere i c.d. mezzi ordinari avuto riguardo sia al paziente  che agli altri (!).
Un obbligo più severo, continua il Pontefice, sarebbe troppo pesante per la maggioranza delle persone e renderebbe troppo difficile il raggiungimento  di beni più importanti. Il Papa introduce poi un concetto fondamentale: la vita, la salute e tutte le attività temporali sono subordinate a fini spirituali.
E' noto che al tempo di Pio XII, che si avvaleva, tra gli altri, del domenicano Garrigou-Lagrange, San Tommaso si studiava ancora seriamente e non in chiave agostiniano/fabriana (Cornelio Fabro). A dimostrazione del fatto, si rileva che  il Papa, in armonia con la tradizione tomista, considera tutti i beni in questione: il bene del paziente e quello dei vicini al paziente... la praticabilità e l'onerosità della norma rispetto ai fini che ci si prefigge di raggiungere, e, poi, dice che la vita umana deve esser subordinata al raggiungimento di fini spirituali; in altre parole il contrario di una vita meccanicista... Quanto distante dal disegno di legge approvato dalla c.d. Camera dei deputati italiana che sceglie come criterio dirimente assoluto la morte cerebrale: elettroencefalogramma piatto!
Mezzi ordinari, dice il Papa, proporzionati in tutti i sensi. In altri termini, no all'accanimento terapeutico e soprattutto sottolineatura che la finalità della vita è il raggiungimento di fini spirituali non la prosecuzione della respirazione!
Il 5 maggio del 1980 abbiamo poi una dichiarazione del Sant'Uffizio sull'eutanasia dove correttamente si introduce una distinzione tra mezzi proporzionati e mezzi sproporzionati e si afferma che è lecito rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto il prolungamento precario e penoso della vita (!), senza, con ciò, interrompere le cure normali.
Il 27 giugno 1981 il Pontificio Consiglio Cor Unum, trattando di questioni relative ai malati gravi ed ai morenti, afferma che resta l'obbligo di proseguire le cure coi mezzi c.d. minimali (alimentazioni, trasfusioni di sangue, iniezioni): non si parla di alimentazione forzata...
E fin qui ci muoviamo in un ambito di saggezza umana e cristiana ad un tempo, come direbbe il Maritain de L'Umanesimo integrale...
Quando nasce il problema, indovinate un po’?
Sotto il regno di Giovanni Paolo II. Si sa che si era laureato su Max Scheler..., che aveva studiacchiato il personalismo;  il tomismo che conosceva era quello dei manuali e neppure dei migliori. La sottigliezza intellettuale non era certo una delle virtù che lo ha portato alla beatificazione; i concetti li tagliava  con l'accetta..., all'ingrosso. Infatti, nel 1985, introduce tra i mezzi ordinari... la somministrazione di liquidi e di cibo, che non è lecito sospendere per abbreviare le sofferenze (veramente  in articulo mortis, sembra che  il Papa avesse un'idea diversa...), se poi le vene si rompono o la cannula s'infetta... de minimis non curat praetor... conta poco.
Da qui, poi, un florilegio di glosse che ha portato all'evidente sciocchezza di sostenere che alimentazione ed idratazione forzata non sono terapie.
A questo punto si inserisce il braccio secolare:  il professor Buttiglione (Bottiglione lo chiama il computer...quando digitate), cultore di Hegel, che cita sempre... (che sia segretamente panenteista?), la ex psichiatra (verrebbe da dire: medice cura te ipsum) Binetti, che ora si dedica ad alta teologia o, quantomeno, a concetti di metafisica (ad esempio, la nozione di vita/non vita) e poi la Roccella, madre di famiglia (?) con il supporto dei piduisti del Pdl (!), hanno portato all'approvazione di un disegno di legge, sicuramente anti-costituzionale laddove impone un trattamento - loro negano che lo sia - obbligatorio, ma anche difforme dalla tradizione della Chiesa sotto Pio XII e alcuni dei suoi successori.
Perché ce la prendiamo tanto in questo blog con la decadenza della teologia, con gli eminentissimi Bagnasco, Bertone, Scola,  Ruini e il non ancora eminentissimo Fisichella, coi volontaristi dell'Opificio e con il fatto che un Papa spirituale si circondi di questi signori ?
Perché hanno generato 'mostri giuridici',  confusione nelle coscienze dei credenti, un mancato servizio alla Chiesa e all'uomo, come gli apprendisti stregoni.



mercoledì 13 luglio 2011

COME SIAMO CADUTI IN BASSO!

Rosa Elisa Giangoia

Se scorriamo l’elenco dei Ministri della Pubblica Istruzione dell’Italia unita, possiamo notare che, nel 1861 al momento della sua creazione, nel primo governo Cavour, questo dicastero è stato affidato a chi allora rappresentava la figura di intellettuale più prestigioso, Francesco De Sanctis, che proprio con i suoi studi ed il suo insegnamento di critica letteraria aveva contribuito a creare una prospettiva culturale per l’Italia come nazione. Nei governi successivi, quasi sempre, questo ministero è stato affidato a personaggi di lunga carriera accademica e culturale, seppure in campi diversi e con orientamenti politici differenti, come gli storici Michele Amari, Pasquale Villari e Adolfo Omodeo,  i giuristi Giuseppe Natoli, Vittorio Emanuele Orlando e Vincenzo Arangio Ruiz, i letterati Michele Coppino e Ferdinando Martini, lo scienziato ed economista Quintino Sella, oltre ai filosofi Benedetto Croce, Guido De Ruggiero e Giovanni Gentile. Con l’avvento della Repubblica, anche se sono sempre prevalse le logiche di spartizione partitica nell’assegnazione dei dicasteri, alla Pubblica Istruzione sono state ancora sovente assegnate figure di prestigio, come Guido Gonella, Paolo Rossi, Aldo Moro, Giovanni Spadolini, fino al linguista Tullio De Mauro, anche se come Ministro non ha dato grandi prove. Comunque sempre persone che avevano temprato la loro vita negli studi e nella militanza politica. Ma ora tutto è cambiato! Al Ministero, ormai da diversi anni, siede una bella ragazza, che prima ostenta il pancione e annuncia la nascita di una bimba, poi si sposa e così, primo caso in Italia di Ministro che convoli a nozze durante il mandato, inaugura la nuova stagione dei matrimoni ministeriali, per dare occasione ai giornaletti di gossip di avere possibilità di variazioni, consumate ormai fino in fondo le vicende delle veline, dei personaggi del sottobosco del mondo dello spettacolo, dei calciatori, ecc. ecc. Magari anche per fornire al Presidente del Consiglio occasioni per esibirsi nel ricevere la comunione in pubblico, a dimostrazione della sua fede ed osservanza cattolica, nonché della buona considerazione da parte della gerarchia. Ecco, il mondo della politica usato per i periodici di costume di basso livello, sempre più numerosi e naturalmente prodotti dalle case editrici del premier e dati in pasto al pubblico per… distrarlo dalla riflessione, dall’esame critico, insomma dalle cose serie. Tutto questo sarebbe ancora poco se questa signora Gelmini, ben insediata ormai da anni al Ministero della Pubblica Istruzione, avesse una buona cultura, ma… così non è e sempre più ne dà prova! Altro che la serietà autorevole, gli studi approfonditi, le lunghe bibliografie dei Ministri precedenti, che davano essi stessi lustro alla carica che ricoprivano ed avevano in sé autorevolezza e prestigio per la loro precedente carriera. Qui siamo di fronte ad una giovane senza esperienza, che della scuola conosce solo quelle private che ha frequentato, che sa solo dove in Italia gli esami si superano più facilmente perché gli esaminatori sono di manica più larga, che quando pronuncia parole di uso non troppo frequente, sbaglia anche gli accenti e, di fronte al rumoreggiare dell’aula parlamentare, nemmeno se ne rendo conto, per cui prosegue come se niente fosse, una donna che non ha la minima idea di cosa siano le percentuali, che sbaglia pure a fare il plurale di vocaboli comuni, che, quando parla usa espressioni e locuzioni improprie (come quando ha detto “credo che abbia affermato la realtà giusta” nella recente tavola rotonda a Mirabello), al di là dei contenuti e delle argomentazioni politiche, inesistenti. Ma cosa ce ne facciamo di un Ministro della Pubblica Istruzione così? Lo vogliamo proporre come modello di meritocrazia ai nostri studenti? Purtroppo è come i peggiori di loro e se ha fatto una prestigiosa e rapida carriera lei, allora… Le conseguenze per la scuola si pagheranno nei lustri a venire perché ha creato un marasma, ha tolto una prospettiva pedagogica, cioè il futuro di un paese. La politica, stile celluloide/caimano, ha perso del tutto la sua sacralità, come gestione cioè del bene collettivo per ridursi a  tentative a performance individuale, soddisfazione personale. La Gelmini si atteggia a maestrina,  buttando, nel contempo, da irresponsabile, nel panico le famiglie più disagiate coi suoi tagli orizzontali e rendendo veramente molto difficile l'apprendimento di chi in futuro dovrà reggere il paese e proteggere la vita di tutti.

domenica 3 luglio 2011


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