martedì 12 gennaio 2016

CARLO BIANCHERI risponde a Lorenzo Lucchini

Egregio Signore,

noi siamo con la Chiesa, quella del Credo, per intenderci, anche se sappiamo che è “casta et meretrix” e bisognosa di continua purificazione, a detta del Magistero…
Intendiamo la Chiesa della Lumen Gentium che speriamo si ritrovi con le Chiese sorelle e recepisca le critiche di altre Chiese separate, quando fondate.
Certamente non siamo per la Chiesa “fai da te” alla Lefèvre.
Questa Chiesa “ufficiale”, come la chiama lei, non ci pare particolarmente convinta dalle argomentazioni della passionale Sig.na Cirinnà (v. intervento del Segretario di Stato), ben convinta delle sue idee ma del tutto ignara che, come dice Aristotele, il giudizio deve esser scevro da passione …
La Cirinnà, come  i signori e signore della LGBT ed altri, dice, a nostro debol parere, delle sciocchezze, ormai divenute patrimonio comune della stampa politically correct, in quanto sviluppa i diritti come rivendicazione individuale dove la Grundnorm è il benessere materiale o al più psicologico dell’individuo. Si prende in considerazione l’interesse dei due partners, partendo dall’assunto che il bambino si adegua, e trasformando la psicologia in un auspicio soggettivo che prescinde totalmente da evidenze che distinguono  un comportamento maschile da uno femminile.
Il discorso andrebbe molto lontano, in quanto la battaglia contro la nozione di ‘natura umana’, divenuta elastica, inizia con Rousseau e col suo fratello massone Lessing. Non a caso Edgar Morin intitola un suo libro Le paradygme perdu, la nature humaine.
Noi impariamo da Aristotele che occorre un’antropologia, fondata sul fatto che l’uomo è per sua natura un animale sociale, dove si realizza –  «chi vive solo è un dio o una bestia…» - prima nella famiglia, poi nel villaggio, poi nella città e nello Stato. In questo contesto si determina cos’è il bene comune che non vuol dire solo il bene individuale ma, come abbiamo già scritto e lei lo dovrebbe sapere se ci legge, un equilibrio tra proprium e comune e da questo equilibrio nasce la legge.
Così ci pare una insensatezza il primo emendamento della Costituzione americana che fà precedere il diritto di proprietà allo Stato – questo è sì il regno dell’individualismo e se ne vedono le conseguenze, da ultimo la questione della vendita delle armi…- come ci sembra poco plausibile che il bambino sia un oggetto e non possa scegliere quando abbia l’età della ragione se vuol continuare a vivere sotto l’egida del compagno/a del padre/madre nell’ ipotesi, ad esempio, che il proprio padre naturale  premuoia (si muore anche, cari signori, anche se si vorrebbe che la vita fosse una festa perenne…).


 Carlo Biancheri


Devo constatare con dispiacere che anche voi siete di quei cattolici che lasciano andare le cose come vanno, per il fatto che non prendete posizione contro la legge Cirinnà. Purtroppo siete con la Chiesa ufficiale, con il Papa e il Vaticano, che non condannano apertamente e non appoggiano chi si batte contro la Cirinnà. 
Si capisce che Renzi l’appoggia e la sostiene con determinazione per affrettarne l’iter parlamentare, in quanto crede così di fare qualcosa di sinistra, senza rendersi conto che questa delle libertà individuali di soddisfazione personale è una cosa del laicismo illuminista e massonico, per cui è chiaro che Renzi non sa neppure cosa vuol dire essere di sinistra.

Lorenzo Lucchini  

domenica 27 dicembre 2015

ANCORA SULLE BANCHE E... SUL BEL PAESE


Risposta di Carlo Biancheri a Danilo Fioravanti

Continuano a circolare informazioni da parte di chi si impanca a maestro e dispone al massimo di un’infarinatura su questioni complesse che richiedono molto studio prima di pronunciarsi.
Proviamo a mettere in fila alcune considerazioni.
1.La Banca d’Italia, organo della vigilanza prudenziale, cioè della stabilità degli intermediari finanziari, escluse le assicurazioni, ha deciso che le  quattro banche popolari non potessero esser salvate con accesso al credito, come avvenuto in passato, per sofferenze ben maggiori, ad esempio nel caso del Monte dei Paschi di Siena: l’istituto ebbe un prestito dal Tesoro, poi rimborsato. Se ben capiamo la norma comunitaria che attiene al salvataggio delle banche entrerà in vigore a decorrere dal primo gennaio 2016 ma in questo caso si è deciso… di allinearsi alla normativa con due mesi di anticipo, nel timore di cadere negli strali di Lord Hill, il Commissario europeo, rappresentante dell’industria finanziaria inglese, non propriamente benevolo col paese della pizza e del mandolino, così la pensa lui…
Il Governatore della Banca d’Italia, caduto inopinatamente dal pero, scopre che la direttiva comunitaria all’Italia non andava bene ma che ci furono pressioni per approvarla…
Un momento, Signor Governatore, i funzionari della Banca d’Italia, come lei sa o dovrebbe sapere, partecipano a tutte le riunioni indette dalla Commissione prima e dal Consiglio europeo poi, dove si discutono le bozze delle direttive, e naturalmente all’EBA, l’Autorità bancaria europea. Nella normativa comunitaria si prevede che in caso di bail in di una banca, i portatori di obbligazioni subordinate siano chiamati a concorrere alla stregua degli azionisti per far fronte al passivo, così come i titolari di conti correnti con ammontare superiore ai centomila Euro (fino a centomila Euro i depositi sono garantiti, in caso di insolvenza delle banche), seppure pro-quota. È noto che l’Italia, malgrado la crisi, registra una rilevante propensione al risparmio delle famiglie, superiore a quella degli altri paesi europei, in nessuno dei quali un privato detiene in un conto corrente  un ammontare  superiore ai centomila Euro. La norma è quindi di interesse quasi esclusivamente italiano… dove ci sono privati che dispongono di liquidità che non investono più in titoli di Stato nell’attuale incertezza: perché non ci si è opposti al tavolo dei negoziati? Tanto più che si tratta di  castroneria madornale:  un correntista prima di aprire un conto corrente deve esser costretto a fare un’analisi dei bilanci di una banca per valutarne la rischiosità… e, nel contempo, non fà alcun investimento! Al Governatore, a sentirlo adesso, non andava bene neppure il concorso dei portatori di obbligazioni subordinate; allora perché votare a favore del testo? Qual era la contropartita negoziale? Forse i suoi funzionari, convinti delle proprie posizioni, erano autoreferenziali, non in grado, cioè, di stabilire alleanze con altri Stati membri, congiuntamente al MEF, per determinare minoranze di blocco? E il Parlamento, nelle sue Commissioni - mi riferisco in specie ai bellimbusti seguaci del pianeta Gaia capaci di protestare ma non avvezzi ad usare gli strumenti di cui dispongono - non  riceve periodiche comunicazioni  sull’andamento del negoziato? Non fornisce indicazioni? Ha approvato senza fiatare?
2.A sentire i procacciatori di cause delle associazioni dei consumatori, i vigilanti non hanno svolto correttamente il compito loro affidato nel caso delle quattro banche.
Sull’operato di Banca d’Italia riesce difficile comprendere la tempistica dell’ intervento e, sotto le righe, par di capire che il bail in rientra in un più ampio disegno di accorpamenti e diminuzione dei soggetti creditizi, troppo numerosi… Inoltre, la Banca, custode della stabilità del sistema e dei soggetti vigilati, non si interessa se nel cammino  vengono sacrificati i risparmiatori…
Sulla Consob vale la pena di spendere qualche parola. Va detto che in passato, molto prima di Vegas…, la Commissione ha avuto il grande merito di divulgare la cultura del mercato dei valori mobiliari in un paese dove il mercato di borsa era un mercatino di insiders, a detta del Financial Times. Poi Tremonti, Ministro dell’Economia, fà nominare un suo sottosegretario alla presidenza, in spregio a tutti i principi internazionali sull’indipendenza del controllore. Lo stesso che votò, pur nominato presidente della Consob…, la fiducia al Governo Berlusconi! Venne poi l’idolo di tutte le  confraternite internazionali, il prof. Monti che, nella sua saggezza, pensò bene di ridurre il numero dei Commissari Consob da cinque a tre… Il prof. Monti di mercati finanziari non ha mai capito un’acca, pur essendo stato Commissario per il mercato interno, dove ha svolto tendenzialmente una politica filo-inglese, cioè di libero scambio senza controlli ed intralci burocratici; non capiva, di certo, perché alla SEC i Commissari fossero cinque… e, pour cause …; per lui tre potevano bastare. Il Parlamento, parco buoi, approvò pedissequamente: spending review, diminuzione di poltrone… che volete di più?
Il successore Letta non ci mise mano… Avvenne che i Commissari rimasero in due: il Presidente ed un altro ed in caso di parità il voto del Presidente prevale… In pratica, il famoso Monti trasformò un organo, per sua natura collegiale, data la delicatezza del compito – altro che ente inutile come gridano gli incolti – in organo monocratico: un capolavoro. Alcune delle operazioni incriminate avvennero precisamente in questa fase. Solo l’attuale governo ha avvertito la necessità di riportare a cinque i Commissari, di cui due appena nominati…
La Consob aspettava, a suo dire, gli esposti…, per avviare ispezioni sul collocamento dei titoli. Un atteggiamento non precisamente proactive, come dicono gli inglesi. Non poteva per caso prevedere che i titoli fossero collocati tra  gli investitori istituzionali soltanto?
È vero che il calcolo probabilistico su cui si sono fiondati tutti i commentatori è una sciocchezza che gli inglesi usano in casi limitati, anche se a stretto rigore non potrebbero aggiungere alcunché ad un regolamento UE, quello sul prospetto, ma si sa che, nel settore, loro sono più uguali degli altri oltreché furbi… La SEC lo vieta e questo è significativo o rende responsabili i collocatori…
Rispetto delle procedure, competenze sembrano il fine ultimo delle Amministrazioni in Italia, sul merito… de minimis non curat praetor!
3.In Europa non contiamo abbastanza e la burocrazia europea ci è ostile. Oh,davvero? Da quanto tempo? Quanti italiani lavorano nella Commissione? E chi ci rappresenta conosce i dossiers, il diritto comunitario? È capace a negoziare? Quante lingue parla? Capisce la mentalità di chi ha di fronte, per trovare il punto debole?
I pugni sul tavolo sono perfino controproducenti se  si viene dipinti come velleitari, inconcludenti. Non si sarà mai abbastanza grati al Cavaliere di aver inviato in Europa Commissari che hanno imparato l’inglese in quella sede e che, quindi, ci hanno messo un bel po’ per inserirsi oppure giornalisti provenienti da giornali romani (cronaca nella fattispecie) che all’evidenza non avevano alcuna competenza! Abbiamo votato Barroso (bella roba per l’Italia), Juncker (che viene da uno Stato confinante con la Germania di  trecentocinquantamila persone…), l’allargamento a staterelli baltici, ovviamente filo-tedeschi…
In Italia, per decenni si diceva: chi se ne importa se ci fanno la procedura d’infrazione? Noi continuiamo con la nostra legge nazionale e i nostri ‘impicci’… Le direttive non si recepivano… Poi avevamo i federalisti, cioè i fautori degli Stati Uniti d’Europa che consideravano gli altri dei fratelli… -coltelli, aggiungiamo noi… - come si è visto nelle negoziazioni dove il nostro interesse nazionale veniva difeso debolmente e maldestramente solo quando imposto da qualche gruppo potente in Italia. Questo, il quadro.
4.Probabilmente alcuni piccoli risparmiatori sono stati truffati perché non è stato rispettato il profilo di rischio da parte dei collocatori e loro non han capito cosa volesse dire conflitto d’interessi… Questo va sanato. Ci sono, tuttavia, anche i furbi che volevano guadagnare senza capire il rischio che correvano e che ora vogliono che lo Stato assicuri loro l’investimento, come gli azionisti, cioè quelli che hanno investito in capitale di rischio! Che la Popolare dell’Etruria fosse una confraternita è noto a tutti, come spessissimo succede in questo povero Paese e qui stà il male.


Finalmente la verità sta emergendo! Un lungo elenco di finanziamenti in pieno conflitto di interessi. Al cui centro c'è Banca Etruria.

E tutto intorno un fitto reticolo di spa e cooperative collegate all'ex presidente dell'istituto, Lorenzo Rosi, e a esponenti di spicco del governo. Nel lungo elenco di nomi, che a primo impatto potrebbero non voler dire nulla e che la Guardia di Finanza sta cercando di ordinare, non spunta soltanto Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena e fino a qualche mese fa vice presidente di Banca Etruria. Tiziano Renzi, padre del premier Matteo, detiene insieme a Rosi la Party Srl. Della stessa società Laura Bovoli, madre del presidente del Consiglio, è amministratore unico. La Banca d'Italia sta cercando di far luce sui presiti della Banca Etruria in conflitto di interessi. Prestito che sono costati ai risparmiatori la bellezza di 18 milioni di euro. Nel mirino sono finite ben 198 posizioni del valore di 185 milioni di euro. E non è finita qui. Altri 90 milioni sarebbero, poi, stati infognati tra le posizioni in sofferenza. Un brutto pasticcio, insomma, che riconduce direttamente a spa e cooperative vicine a Rosi. Tra queste, come ricostruisce il Messaggero, spiccano (non certo positivamente) il Consorzio Etruria srl, l'Etruria Investimenti srl, l'Immofin srl e la Città Sant'Angelo Sviluppo spa. C'è poi la Città Sant'Angelo Outlet Village nel cui cda sedevano sia Rosi sia l'ex componente del cda di Banca Etruria Lorenzo Nataloni. Il 40% della Città Sant'Angelo Outlet Village è controllato dalla Castelnuovese, cooperativa presieduta da Rosi fino al 2014. Per costruire un outlet alle porte di Pescara la Castelnuovese avrebbe ricevuto finanziamenti sospetti. Nel mirino delle Fiamme Gialle ci sono poi la Td Group spa, la Casprini Holding spa, la Cd Holding spa, la Cdg srl, la Praha Invest srl, la Casprini Gruppo Industriale spa, la Naos srl e la Gianosa srl. Il lavoro dei finanzieri ora sta nel rintracciare i reali proprietari di questo immondo groviglio. Alcuni nomi sono già venuti fuori. E non fanno certo dormire sonni tranquilli. Perché, come ricostruisce Valentina Errante sul Messaggero, Rosi è "amministratore anche della Egnazia Shopping Mall, controllata al 12% dalla Castelnuovese e al 31% dalla Nikila Invest, che, a sua volta, insieme a Tiziano Renzi, padre del premier Matteo, detiene il 40% della Party srl, mentre Laura Bovoli, madre del presidente del Consiglio, è l'amministratore unico della società".
Danilo Fioravanti

martedì 15 dicembre 2015

MALVERSAZIONI POPOLARI...


Risposta di Carlo Biancheri a Michele Angelini

Egregio Signore,

   lei vola basso. Noi non siamo gli agit prop dei Monsignori ma sosteniamo una visione del mondo, una fede.
   Degli imbrogli dei vescovi infedeli o simoniaci poco ci cale… «Verrà un giorno…» scriveva l’amato Manzoni… e quello attendiamo.
   Ciò premesso lei m’invita a reagire sulle banche popolari oggetto di salvataggio.
   La  questione è complessa e, a sentire il profluvio di sciocchezze propalate dai politici demagoghi ed incolti e anche dall’attor giovine, nonché dai giornalisti che conoscono le cose per sentito dire e che vivono, nel migliore dei casi…, sulla leggerezza dell’Essere…, c’è da disperare sulle sorti di questo paese perché non si riesce o non si vuole approfondire l’argomento: si fà solo polemica strumentale.
   Innanzitutto queste Banche popolari hanno abbandonato da molti anni la loro funzione originaria e cioè quella di raccogliere il risparmio localmente per sovvenire ai bisogni dei piccoli imprenditori della zona o delle famiglie o, in generale, per finalità sociali. Erano banche della finanza bianca che si opponeva allo strapotere di quella massonica che governava le grandi banche, come, ad esempio, il Credito italiano, nato da capitali dei massoni tedeschi, o la Banca Commerciale Italiana di chiara fede laicista, diciamo così…
   Si cercava di incentivare l’azionariato col voto capitario che invogliava alla partecipazione ed al controllo di gestione dal basso… ma la società cambiava e questi istituti divennero presto preda dei cacciatori di deleghe, dei  dipendenti, dei sindacati e di avventurieri come si vide all’epoca della caduta del Governatore Fazio, poi assolto.
   In Veneto hanno fatto da sostegno alla politica locale e ci appaiono risibili le dichiarazioni dello Zaia sul tessuto sano del sistema in regione. Uno Zonin chi lo conosceva? Le stesse mammolette che oggi chiedono la testa della improvvida Boschi per via del padre (il salvataggio, cari adepti del pianeta Gaia, non c’entra un fico secco. Preferivate il fallimento? Fateci capire o meglio cercate di capire voi…)?
   Banche affidate ad avventurieri, loro sì in conflitto d’interesse, e diremmo anche  distrattori degli assets della banca.
   Il comportamento di questi soggetti e di molti loro clienti ricorda molto quello dei magliari. Ci sono vittime innocenti, certo, che hanno comprato prodotti ad alto rischio, in deroga al profilo di rischio previsto dalla normativa Mifid. Ma… quando uno si compra una macchina raccoglie centomila informazioni e ci pensa e ripensa prima di scegliere, mentre qui molti sono andati dall’oste a chiedere: scusi il suo vino è buono? Non si sono minimamente preoccupati  perché l’investimento rendesse almeno quattro punti in più dei BOT… Ci sarà un rischio o no? E i prospetti della Consob non avevano un caveat bello chiaro che diceva (in neretto?): chi compra questi prodotti può perdere il capitale?
   Ah…., ma le Autorità di vigilanza dovevano proteggerci… È solo nei paesi socialisti che il buon esito dell’investimento è garantito dalle Autorità pubbliche. In Bulgaria, in passato (!), le Autorità di vigilanza  approvavano le transazioni delle società quotate una per una… A quel punto chi si prendeva il rischio dell’investimento? lo Stato? Cosa vuol dire economia di mercato?
   Certo La Banca d’Italia e la Consob potevano fare di più (magari con presidenti diversi da un ex sottosegretario all’Economia con Tremonti, quello dello scandaletto…, esperto di contabilità pubblica… che con la borsa ha poco a che vedere) ma è risibile che l’inglese, Commissario  UE, Jonathan Hill, dia una lezioni all’Italia sulla protezione degli investitori , dicendo che quei prodotti non dovevano esser venduti; al tempo, signorotto.
   Per millenni gli inglesi hanno proclamato che la regolamentazione doveva esser by principles e non con norme uguali per tutti: disturbava la City…, il più grande mercato off-shore del mondo, e che bisognava proteggere la libertà di mercato, vedi l’industria finanziaria. La crisi finanziaria è stata generata soprattutto da loro e dai loro prodotti, con le banche americane (le filiali) che facevano a Londra tutto quello che era vietato loro in patria, grazie a quel che restava della separazione del Glass Steagall Act: nessuno le controllava perché  gli americani, a patto che non operassero con americani (…) non residenti, si fidavano delle autorità inglesi che al massimo le invitavano per un lunch a Canary Wharf, per conoscere i loro problemi…. Con questi bei metodi, sbandierati a Bruxelles dove l’Italia si indeboliva col famoso governo del cavaliere…, nel picco della crisi tutto il sistema bancario inglese è stato nazionalizzato e poi riprivatizzato e nessuno ha fiatato!
 In forza dei principi del Trattato e della liberalizzazione a go-go sostenuta dai nord-europei, non si  possono vietare tout-court prodotti venduti in tutto il mondo: sarebbe una discriminazione. Al massimo si potrebbero vietare ai clienti cd retail ma non facilmente…
   La Banca d’Italia in passato autorizzava le emissioni e dinanzi a flussi così cospicui di obbligazioni subordinate…, qualche pensierino avrebbe dovuto farselo. Ha fatto ispezioni? E in che tempi? Con quali esiti?
   E la Consob aspettava i reclami per avviare accertamenti preventivi sulle violazioni della normativa Mifid? Uhm… Certo la Banca d’Italia si adombra se la Consob manda i suoi ispettori nelle banche (specie di certe regioni…) ma, se manca il coraggio, forse è meglio  fare un altro mestiere…
   Non si può, in ragione della stabilità finanziaria, che è bene essenziale in una società di mercato, chiudere tutti gli occhi perché la verità dei comportamenti fraudolenti prima o poi emerge.
   È un boomerang, come è avvenuto.



Che strano che lei, Biancheri, taccia su questa questione delle banche, dato che è un argomento che sembrava che le interessasse molto e su cui avesse anche delle competenze. Non sarà che non vuol mettere in cattiva luce la Chiesa, dato che si legge sui giornali che Mario La Via, ora indagato, ha dato ha enti cattolici oltre 300 mila euro, un po’ alla diocesi di Civitavecchia, un po’ a quella di Tarquinia, un po’ ad un arcivescovo ucraino dal nome difficile, e poi ai focolarini e al collegio Madre del Divino Pastore, tanto per non fare torti... Naturalmente tutti per opere di bene e finiti, di sicuro, in beneficenza! Non ne dubitano i poveri risparmiatori truffati e derubati.

Michele Angelini




sabato 28 novembre 2015

CARLO BIANCHERI RISPONDE AD ALESSANDRO BACCINI


In effetti questa  associazione di mutuo soccorso dove  sono presentissimi l’interesse  personale, la carriera e gli affari, velata da un vago umanitarismo con riti che sono un insulto alla criticità ed all’intelligenza umana, ci sta scocciando.
Per anni hanno propalato i valori superiori del sistema americano che ha provocato guerre stupide oltreché  un modo di vivere vuoto, materialista, egoista  che genera tutte le nevrosi rappresentate quotidianamente nella valanga di films americani che ci vengono propinati. Per cinquat’anni si è creduto  alla favoletta degli americani generosi ed ingenui; in letteratura venivano spacciati come modello Hemingway o Scott Fitzgerald, omettendo di  menzionare L’Antologia di Spoon River, Kerouac e compagni o  Caldwell o James Baldwin che danno un’immagine un po’ diversa della società d’ oltreatlantico…
Perché parliamo degli Stati Uniti? Perché è il loro ‘stronghold’, la loro piazzaforte: chi non era dei loro tra i Presidenti USA? Fatevi un giretto al Masonic Temple di Alexandria, vicinissimo a Washington DC…
Ma anche in Europa, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Scandinavi, Olanda e Belgio, il Sud America… e l’Italia, naturalmente... In questo contesto è nato l’ideologismo europeo basato su un federalismo che è un atto di fede perché prescinde totalmente dal riconoscimento delle diversità culturali ed economiche dei singoli paesi e, infatti, sta generando l’impasse di fronte alla quale ci troviamo: un tipico modello illuminista… partito da istanze corrette e poi dirottato.
In effetti, tutte le Convenzioni e gli accordi internazionali sono gestiti da  associazioni (…), Think tanks che propongono a livello istituzionale soluzioni ai problemi piene di falle: che si tratti dei codici OCSE o degli accordi GATS o di Carte di principi ci si scontra sempre con un’ideologia ancorata al mercantilismo, ad un  liberismo sfrenato, condito da un generico umanitarismo. Le religioni debbono esser messe tutte sullo stesso piano ed una vale l’altra; sono privilegiate quelle che non si occupano della dimensione pubblica: meglio se confinate nel privato. Soprattutto non debbono inficiare la sovrana libertà della scelta individuale, intesa in senso rousseauiano…
L’uomo, come dicevano i massoni nel ‘700, deve conoscere il limite alla sua libertà solo dove inizia la libertà altrui: cioè un regolamento di confini, una libertà negativa. Da ciò la proclamazione di tutte le libertà come l’aborto, il matrimonio trasformato in un riconoscimento del piacere individuale (attendiamo quello tra specie diverse…), dove si prescinde dalla dimensione del comune: si resta al proprio, all’individuale…
Nietzsche, che era matto (per noi non solo in fine vita…), ritiene che Zarathustra sia il modello dell’uomo forte: sa vivere in un mondo con cieli vuoti dove cioè l’uomo non alzi più lo sguardo al cielo. La norma fondamentale per la società, per dirla col linguaggio del massone Kelsen, deve essere la realizzazione del proprio ‘io’ senza ostacoli, creativo, fraterno in una ideologia materialistica. Secondo loro, la vita bisogna darla  per la bandiera, in una società in cui si obbedisce a ciò che è politicamente corretto  anche se non si condividono le ragioni. Noi, invece, crediamo che si possa morire per un ideale forte come proteggere un inerme, per un amore, per amicizia come la descrive Aristotele o per nostalgia e difesa di ciò che è bene, del giusto.
Una società come quella dove l’individuo si illude di costruire la sua felicità assoluta genera quel che vediamo ogni giorno.

Carlo Biancheri





venerdì 20 novembre 2015

EFEMERIDI: I PENTASTELLATI E IL PROBLEMA DELL'ISIS

  Carlo Biancheri

   Il comico in disarmo è scomparso: niente di nuovo dal Fronte occidentale. Che scruti il mare dal suo villone  con vista mozzafiato sulle alture di Genova?
   Trattandosi della prima forza di opposizione in termini numerici  - non di proposte serie – e  in predicato, secondo i sondaggi, di arrivare quasi al governo del paese ci tocca occuparcene.
   Con la questioncella dell’Isis ci ricordiamo ancora dell’ex catechista Di Battista che sosteneva l’opportunità di comprendere le ragioni dei tagliatori di teste…; lo stesso che oggi afferma che il Renzi fà affari con  gli Stati che finanziano l’Isis e cioè Arabia Saudita e Kuwait (ce ne sono anche altri, aggiungiamo noi…): che affari fà? Promuove gli investimenti in Italia dei loro fondi, in ragione della congiuntura economica? Vende loro…? Nulla di diverso da Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, Stati Uniti e Spagna…, se non andiamo errati.
   Ma qual è il giudizio sull’Isis? Occorre potenziare le forze dell’ordine… Uhm… Che c’entra, direte voi?
Bene il giovine Di Maio, futuro presidente del Consiglio di una Italia che si ridurrebbe  alla condizione di  paese balcanico in breve tempo, si lamenta che noi non abbiamo più un’ambasciata siriana con cui parlare e che sicuramente ci aiuterebbe ad identificare chi siriano non è… Noi capiamo, allora,  che, come Putin, il giovine campano sostenga il Governo di Assad… No, lui pretende lo scambio di informazioni e si lamenta che  non ci sia un data-base europeo dove uno possa mettere un nome e sappia subito chi sbarca qui, da dove venga, per quale motivo e, magari…, chi sono i suoi parenti. Ma il data-base i dati da chi li prende? Dal governo libico (quale…) o da quello di N’Djamena, cioè il Tchad? O da Yamussukro dove si susseguono i presidenti per colpi di Stato?
   Il giovine in questione, con l’aria perbenino, dà l’impressione di non essersi avventurato all’estero oltre Bruxelles: ha mai viaggiato in Asia, fuori dai circuiti dei villaggi turistici? O nei paesi sub-sahariani? Qualcuno lo ha informato che in molte regioni del mondo non esiste l’anagrafe o non è affidabile? Lo sa che l’UE non riesce dopo anni a formulare la famosa lista dei ‘paesi certi’ dove rimandare i ‘presunti’ fuoriusciti? Lo hanno informato che il vertice di Malta con i dittatori/capi di Stato degli Stati africani è stato un fiasco perché  gli Stati membri UE non sono riusciti neppure a mettere insieme 100 milioni di Euro  (l’Italia ne ha offerti 10…) da dare in contropartita per ottenere la loro cooperazione e cioè riprendersi  i migranti economici che noi ‘reputiamo’ essere cittadini di quei  paesi? Come facciamo ad esser certi che lo siano veramente ? Con la cooperazione internazionale… Hanno idea i giovanotti e le signorine della stella di quali interlocutori (e quanti!) siano incaricati a ciò nei paesi asiatici o africani? E in che lingua comunichino e in quali tempi? Per dare un’idea della profondità delle proposte politiche del Movimento , il Di Maio vuole assumere 15.000 addetti. Chi sbarca, afferma, deve venir identificato entro un mese… e non in due anni, come adesso. Ci permettiamo di chiedere come… in mancanza di riscontri…, forse con la palla di vetro?
   E poi i servizi, l’Intelligence, che risolveranno tutto. È giovane il Di Maio e mal conosce la storia di questo paese dove i servizi d’Intelligence, definiti dalla stampa ‘deviati’, per carità di patria…, manca poco fanno un colpo di stato… La gente è certo stanca di molti politici di professione che sanno poco e sono coinvolti in scandali di corruzione ma quelli che vengono dalla società civile non ci rassicurano.

    Voi vi affidereste ad un chirurgo che fino al giorno prima dell’operazione faceva il  macellaio?