mercoledì 3 febbraio 2016

UNA GRANDE SCENEGGIATA


Carlo Biancheri

Probabilmente la società italiana si merita la classe politica che la rappresenta e che si esprime nella realtà virtuale spesso mistificata dei media ma forse i rappresentanti sono anche peggiori dei rappresentati.
Perché diciamo questo?
Ricorderete la questione delle banche, dei risparmiatori  truffati, delle manifestazioni organizzate da associazioni che ‘professionalmente’… proteggono i risparmiatori, sostenendo spesso cose inesatte, se non infondate, con la partecipazione di politici, in particolare  pentastellati, che subito dopo lo scandaletto in Campania (…)  sono stati presenti in tutte le piazze.
Scopriamo adesso quanto segue:
1. La maggior parte (circa il 75%) delle obbligazioni  subordinate  di Banca Etruria era stata collocata nel 2008, quando la situazione dell’Istituto era ben diversa dal 2015. Le obbligazioni subordinate erano collocate usualmente sul mercato europeo e, pertanto, la dichiarazione sprezzante del britannico Lord Hill, Commissario UE per i servizi finanziari, secondo cui i titoli non dovevano esser venduti al risparmiatore al dettaglio, ma ai soli investitori istituzionali, risulta una frottola.
2. I politici che si stracciano le vesti sul fatto che i  risparmiatori sono stati costretti a pagare la mala gestio delle banche non erano forse presenti in Parlamento europeo dove hanno votato a favore della direttiva, tutti contenti che non fosse più lo Stato a pagare? Per caso  i pentastellati e lo stesso Salvini (che succede col vicesegretario Rixi?) non hanno dato voto favorevole? Non si sono accorti dell’insensatezza di  chiamare i depositari  a rispondere dell’insolvenza di una banca giacché questi non hanno fatto alcun investimento in capitale di rischio? Non lo sapevano che l’elevata propensione al risparmio  delle famiglie esiste soprattutto in Italia e non certo nel Regno Unito che scrive i testi delle direttive in questo ambito? Ignoravano che la raccolta degli istituti di credito  entra  in crisi per il fatto che nessuno sottoscriverà più obbligazioni subordinate? Lo sapevano? Meglio dedicarsi all’ippica…
3. E se nella vigilanza ci fossero state delle imprudenze, come,  ad esempio, una riduzione eccessiva dei valori dei crediti non performing? Gli ispettori di Banca d’Italia a chi rispondono? Perché quasi nessuno menziona che c’è un’impugnativa in essere dove l’avvocato di parte ricorrente è l’ex Direttore Generale di Banca d’Italia Desario? Decisioni squilibrate? Nella ipotesi affermativa saremmo perfettamente in linea con gli standards italici…
4. Avete mai sentito gli imbonitori, che si tratti del martire Giannini, della sig.ra Gruber, di Flori o di giornalisti alla Travaglio, riconoscere che i loro politici  protegés sono corresponsabili per aver approvato una normativa sbagliata che crea danni seri? Sono propagandisti o cercano la verità? Forse pensano che la verità sia  dialettica, cioè un frullatore di idee: bianco, nero… facciamo grigio?
E noi dovremmo affidare le nostre sorti a personaggi immaturi o in mala fede?
Il candidato repubblicano Cruz (che non sosteniamo…) ha fatto una dichiarazione che ha colpito dopo la vittoria ai caucuses in Iowa: «media, non sarete voi a scegliere il candidato repubblicano alla Casa Bianca». Forse anche noi…


domenica 31 gennaio 2016

RENZI, L'EUROPA E LA CULTURA ILLUMINISTA

Carlo Biancheri

I nostri venticinque lettori sanno che abbiamo sin qui esitato a sparare sulla Croce Rossa, nella fattispecie il governetto, cioè la cerchia di amici che vanno dal Chianti al Casentino, alle contrade senesi che gestiscono con attitudine  Rodomontesca un paese che, nonostante le aspirazioni dei massoni sabaudi, non si è ancora formato, unificato e non riesce a funzionare.
L’alternativa è infatti quella di un’armata tipo Brancaleone (del film per intenderci) con l’ottantenne che ha così ben operato per il paese, specie nelle cenette eleganti o nei suoi affari, o di quelli che vogliono  fare il blocco navale per i migranti e uscire dall’Euro (e poi…? E il debito?), oppure di un gruppo che esitiamo a definire di volenterosi in quanto supponenti, certo incompetenti, coordinati in setta non si capisce bene se dagli adepti del pianeta Gaia, vedi Scientology, o dagli umori di un furbacchione, comico in disarmo. Ci sono poi i duri e puri che non accettano il mondo così com’ è ma vagheggiano il ritorno ad una comune che non è mai esistita se non nei loro desideri…
Rodomonte vuol contare di più sulla scena internazionale ed allora alza la voce in Europa, specie quando è lontano dagli interlocutori. Cosa si propone? Sviare l’attenzione dai problemi interni? Far capire agli incappucciati del Nord Europa, tutti “persone per bene” che perseguono ostinatamente il loro interesse, infischiandosene degli altri, che non siamo più disposti ad esser trattati come è avvenuto per lustri con i governi precedenti?
Di chi è la colpa?
Molto va addebitato a chi si è servito di cariche pubbliche governative per accreditare il proprio profilo in sede internazionale: diciamo che se non è stata la regola si è trattato, quantomeno, della maggior parte dei casi (forse Monti, commissario al mercato interno, si è preoccupato degli interessi italiani? O la Bonino, seguace dello sciagurato liberista Bolkenstein, in materia di servizi che linea ha preso? Anche come Ministro delle politiche comunitarie… Non merita menzionare il Frattini e il Trattato di Dublino…). Invece di far l’interesse del Paese, i soggetti in questione si sono adeguati alle parole d’ordine dominanti. Inoltre, abbiamo mandato in posti chiave  bassa forza (ad es. giornalisti della cronaca di Roma) che hanno imparato il mestiere e la lingua dopo anni…, danneggiando l’interesse nazionale (ci riferiamo, tra gli altri, alle nomine in Commissione). Ma molto si deve anche alla mancanza di serietà interna. Per quanti decenni si è considerata la legislazione europea una superfetazione? I regolamenti e le direttive qualcosa di lontano che non venivano regolarmente trasposte, tanto che l’Italia era tra i Paesi con maggior numero di infrazioni comunitarie; norme  spesso stupide, come dice ora il governatore Visco, caduto dal pero e all’evidenza poco informato dai suoi uffici, a proposito del bail-in delle banche, ma sempre approvate da noi. Chi ci rappresentava nelle discussioni al Consiglio Europeo? Dei funzionari ministeriali (o di amministrazioni competenti) trafelati; a malapena conoscevano i problemi, facendosi istruire con un meccanismo del tipo “telefono senza fili”, spessissimo digiuni di qualsiasi lingua, incluso l’italiano corretto, e mandati all’estero,per lustri, in viaggio premio a motivo della diaria e per comprare i mediocri cioccolatini belgi. Poi i diplomatici, e qui oscilliamo dalle stelle, le eccezioni, alle stalle…, di norma portatori del disegno personale del Rappresentante permanente di turno, attento ad evitare conflitti con le Amministrazioni italiane, ma anche capace di far passare qualsiasi cosa, non si sa bene per quale recondita ragione… Roma lontana, non in grado di monitorare ad ogni istante gli sviluppi della normativa in fieri e delle decisioni nel caso dei provvedimenti in materia di concorrenza. E, poi, quanti sono gli italiani competenti ed alti in grado in Commissione ed in Consiglio o al Parlamento Europeo dove si scrivono i testi? Si incontrano, periodicamente, come i tedeschi ,francesi ed inglesi con i loro governi? Certo che no: per anni si sono vergognati del loro Paese di origine…, salvo eccezioni.
Conditio sine qua non… è la competenza sugli argomenti in discussione… e qui noi siamo già con un handicap per via della competizione tra le Amministrazioni,gelose delle loro competenze... Poi l’esperienza internazionale che si acquista con gli anni e la capacità di parlare  e convincere che suppone diplomazia.
Questa è la via per acquistare rispetto altrui, col tempo... La pre-condizione è quella di non adeguarsi alle confraternite o agli slogans in voga nei centri di potere internazionale, come, adesso, ‘matrimonio per tutti’, diritti per tutti… se si vuole sfidare gli equilibri consolidati anche dalla nostra ignavia.
Sempre più si manifestano i limiti di una cultura illuminista, che ha avuto i suoi meriti, ma che si è fermata alla rivendicazione dei diritti individuali senza,cioè, saper costruire una comunità di persone,  affrontando i problemi in termini formali e cioè di maggioranza/minoranza come fà Rodomonte; ha studiato pochino, a sentirlo parlare, perché non affronta mai la qualità, il merito del tema in esame. Sempre più è tramontato, tranne che per pochi sciocchi, il mito storicistico che vede un progresso nella Storia quasi si trattasse di un fil rouge, ineluttabile come il  Fato: i tempi durissimi in cui viviamo non ci lasciano intravvedere,allo stato, alcun progresso; al contrario assistiamo ad una massificazione, ad un conformismo accentuati che si combattono solo riacquistando una identità rubata, peso nella cosa pubblica e ritessendo i rapporti umani.


sabato 23 gennaio 2016

DOVE VA LA STORIA, PROFESSOR CACCIARI?


Carlo Biancheri

Il professor Cacciari, di professione filosofo… - nella nostra pochezza diremmo “storico della filosofia”,   perché lo stabiliranno i posteri se è stato filosofo veramente oppure no… - ci annuncia oggi che la legge della Sig.na Cirinnà va approvata perché è nel senso della Storia…
Il papa si è pronunciato? Cosa volevate che dicesse? Quel che sostiene Scalfari? È il suo ruolo…
Oh professore, questa è bella davvero! Secondo lei il papa deve difendere il suo ruolo e continuare a sostenere una tradizione sclerotizzata? Se non la si condivide vuol dire, allora, che è una sciocchezza? Non le passa neppure per la sua (profonda) mente di ritenere che ciò che sostiene sia vero e che, cioè, come dice  Aristotele, diversi secoli prima di Cristo, la famiglia è il primo nucleo naturale dove l’uomo entra in relazione e si identifica? E il papa aggiunge che deve esser indissolubile e che deve difendere la prole…, cioè la vita.
No, il papa ha il suo ‘ruolo’ come dicevano i massoni piemontesi…”Previ e carabiné fan sté el mund en pé …’, anche  se dicono stupidaggini…
Per lei, invece, la Verità è la Storia ( quale Storia, quella degli ‘ottimati’, come sosteneva Croce?)! Questa sciocchezza, questa sì, inventata dal visionario Hegel, del resto, lei professore, reputa che il solo grande filosofo italiano del Novecento sia Gentile, un seguace, di cui parla con religioso ossequio…, in base al quale c’è progresso nella Storia e quindi anche il matrimonio gay – attendiamo quello tra specie diverse? – e la stepchild adoption.
Dove stava, egregio professore, il progresso nel periodo nazista con l’eugenetica e la Shoah o in quello stalinista e fascista? E se lei giustifica ciò con la dialettica della Storia, sappia che in Italia lo sviluppo ci ha portato, per esempio,  alla DC… Un progresso? E in Russia a Putin… E l’Isis oggi, come la mettiamo?
Un progresso anche quello?
Prima di scrivere certe cose la gente dovrebbe pensare un po’, specie in un tempo di Arcadia che equivale oggi al politically correct, cioè al conformismo.
Noi siamo con Wittgenstein che sostiene che in filosofia o si è realisti o idealisti, tertium non datur e certo non crediamo che “la vera realtà sia l’intelligibile”… e men che meno che il vero sia la Storia che non è come la macchina di Ryle, in quanto è l’esito delle scelte umane.



martedì 12 gennaio 2016

CARLO BIANCHERI risponde a Lorenzo Lucchini

Egregio Signore,

noi siamo con la Chiesa, quella del Credo, per intenderci, anche se sappiamo che è “casta et meretrix” e bisognosa di continua purificazione, a detta del Magistero…
Intendiamo la Chiesa della Lumen Gentium che speriamo si ritrovi con le Chiese sorelle e recepisca le critiche di altre Chiese separate, quando fondate.
Certamente non siamo per la Chiesa “fai da te” alla Lefèvre.
Questa Chiesa “ufficiale”, come la chiama lei, non ci pare particolarmente convinta dalle argomentazioni della passionale Sig.na Cirinnà (v. intervento del Segretario di Stato), ben convinta delle sue idee ma del tutto ignara che, come dice Aristotele, il giudizio deve esser scevro da passione …
La Cirinnà, come  i signori e signore della LGBT ed altri, dice, a nostro debol parere, delle sciocchezze, ormai divenute patrimonio comune della stampa politically correct, in quanto sviluppa i diritti come rivendicazione individuale dove la Grundnorm è il benessere materiale o al più psicologico dell’individuo. Si prende in considerazione l’interesse dei due partners, partendo dall’assunto che il bambino si adegua, e trasformando la psicologia in un auspicio soggettivo che prescinde totalmente da evidenze che distinguono  un comportamento maschile da uno femminile.
Il discorso andrebbe molto lontano, in quanto la battaglia contro la nozione di ‘natura umana’, divenuta elastica, inizia con Rousseau e col suo fratello massone Lessing. Non a caso Edgar Morin intitola un suo libro Le paradygme perdu, la nature humaine.
Noi impariamo da Aristotele che occorre un’antropologia, fondata sul fatto che l’uomo è per sua natura un animale sociale, dove si realizza –  «chi vive solo è un dio o una bestia…» - prima nella famiglia, poi nel villaggio, poi nella città e nello Stato. In questo contesto si determina cos’è il bene comune che non vuol dire solo il bene individuale ma, come abbiamo già scritto e lei lo dovrebbe sapere se ci legge, un equilibrio tra proprium e comune e da questo equilibrio nasce la legge.
Così ci pare una insensatezza il primo emendamento della Costituzione americana che fà precedere il diritto di proprietà allo Stato – questo è sì il regno dell’individualismo e se ne vedono le conseguenze, da ultimo la questione della vendita delle armi…- come ci sembra poco plausibile che il bambino sia un oggetto e non possa scegliere quando abbia l’età della ragione se vuol continuare a vivere sotto l’egida del compagno/a del padre/madre nell’ ipotesi, ad esempio, che il proprio padre naturale  premuoia (si muore anche, cari signori, anche se si vorrebbe che la vita fosse una festa perenne…).


 Carlo Biancheri


Devo constatare con dispiacere che anche voi siete di quei cattolici che lasciano andare le cose come vanno, per il fatto che non prendete posizione contro la legge Cirinnà. Purtroppo siete con la Chiesa ufficiale, con il Papa e il Vaticano, che non condannano apertamente e non appoggiano chi si batte contro la Cirinnà. 
Si capisce che Renzi l’appoggia e la sostiene con determinazione per affrettarne l’iter parlamentare, in quanto crede così di fare qualcosa di sinistra, senza rendersi conto che questa delle libertà individuali di soddisfazione personale è una cosa del laicismo illuminista e massonico, per cui è chiaro che Renzi non sa neppure cosa vuol dire essere di sinistra.

Lorenzo Lucchini  

domenica 27 dicembre 2015

ANCORA SULLE BANCHE E... SUL BEL PAESE


Risposta di Carlo Biancheri a Danilo Fioravanti

Continuano a circolare informazioni da parte di chi si impanca a maestro e dispone al massimo di un’infarinatura su questioni complesse che richiedono molto studio prima di pronunciarsi.
Proviamo a mettere in fila alcune considerazioni.
1.La Banca d’Italia, organo della vigilanza prudenziale, cioè della stabilità degli intermediari finanziari, escluse le assicurazioni, ha deciso che le  quattro banche popolari non potessero esser salvate con accesso al credito, come avvenuto in passato, per sofferenze ben maggiori, ad esempio nel caso del Monte dei Paschi di Siena: l’istituto ebbe un prestito dal Tesoro, poi rimborsato. Se ben capiamo la norma comunitaria che attiene al salvataggio delle banche entrerà in vigore a decorrere dal primo gennaio 2016 ma in questo caso si è deciso… di allinearsi alla normativa con due mesi di anticipo, nel timore di cadere negli strali di Lord Hill, il Commissario europeo, rappresentante dell’industria finanziaria inglese, non propriamente benevolo col paese della pizza e del mandolino, così la pensa lui…
Il Governatore della Banca d’Italia, caduto inopinatamente dal pero, scopre che la direttiva comunitaria all’Italia non andava bene ma che ci furono pressioni per approvarla…
Un momento, Signor Governatore, i funzionari della Banca d’Italia, come lei sa o dovrebbe sapere, partecipano a tutte le riunioni indette dalla Commissione prima e dal Consiglio europeo poi, dove si discutono le bozze delle direttive, e naturalmente all’EBA, l’Autorità bancaria europea. Nella normativa comunitaria si prevede che in caso di bail in di una banca, i portatori di obbligazioni subordinate siano chiamati a concorrere alla stregua degli azionisti per far fronte al passivo, così come i titolari di conti correnti con ammontare superiore ai centomila Euro (fino a centomila Euro i depositi sono garantiti, in caso di insolvenza delle banche), seppure pro-quota. È noto che l’Italia, malgrado la crisi, registra una rilevante propensione al risparmio delle famiglie, superiore a quella degli altri paesi europei, in nessuno dei quali un privato detiene in un conto corrente  un ammontare  superiore ai centomila Euro. La norma è quindi di interesse quasi esclusivamente italiano… dove ci sono privati che dispongono di liquidità che non investono più in titoli di Stato nell’attuale incertezza: perché non ci si è opposti al tavolo dei negoziati? Tanto più che si tratta di  castroneria madornale:  un correntista prima di aprire un conto corrente deve esser costretto a fare un’analisi dei bilanci di una banca per valutarne la rischiosità… e, nel contempo, non fà alcun investimento! Al Governatore, a sentirlo adesso, non andava bene neppure il concorso dei portatori di obbligazioni subordinate; allora perché votare a favore del testo? Qual era la contropartita negoziale? Forse i suoi funzionari, convinti delle proprie posizioni, erano autoreferenziali, non in grado, cioè, di stabilire alleanze con altri Stati membri, congiuntamente al MEF, per determinare minoranze di blocco? E il Parlamento, nelle sue Commissioni - mi riferisco in specie ai bellimbusti seguaci del pianeta Gaia capaci di protestare ma non avvezzi ad usare gli strumenti di cui dispongono - non  riceve periodiche comunicazioni  sull’andamento del negoziato? Non fornisce indicazioni? Ha approvato senza fiatare?
2.A sentire i procacciatori di cause delle associazioni dei consumatori, i vigilanti non hanno svolto correttamente il compito loro affidato nel caso delle quattro banche.
Sull’operato di Banca d’Italia riesce difficile comprendere la tempistica dell’ intervento e, sotto le righe, par di capire che il bail in rientra in un più ampio disegno di accorpamenti e diminuzione dei soggetti creditizi, troppo numerosi… Inoltre, la Banca, custode della stabilità del sistema e dei soggetti vigilati, non si interessa se nel cammino  vengono sacrificati i risparmiatori…
Sulla Consob vale la pena di spendere qualche parola. Va detto che in passato, molto prima di Vegas…, la Commissione ha avuto il grande merito di divulgare la cultura del mercato dei valori mobiliari in un paese dove il mercato di borsa era un mercatino di insiders, a detta del Financial Times. Poi Tremonti, Ministro dell’Economia, fà nominare un suo sottosegretario alla presidenza, in spregio a tutti i principi internazionali sull’indipendenza del controllore. Lo stesso che votò, pur nominato presidente della Consob…, la fiducia al Governo Berlusconi! Venne poi l’idolo di tutte le  confraternite internazionali, il prof. Monti che, nella sua saggezza, pensò bene di ridurre il numero dei Commissari Consob da cinque a tre… Il prof. Monti di mercati finanziari non ha mai capito un’acca, pur essendo stato Commissario per il mercato interno, dove ha svolto tendenzialmente una politica filo-inglese, cioè di libero scambio senza controlli ed intralci burocratici; non capiva, di certo, perché alla SEC i Commissari fossero cinque… e, pour cause …; per lui tre potevano bastare. Il Parlamento, parco buoi, approvò pedissequamente: spending review, diminuzione di poltrone… che volete di più?
Il successore Letta non ci mise mano… Avvenne che i Commissari rimasero in due: il Presidente ed un altro ed in caso di parità il voto del Presidente prevale… In pratica, il famoso Monti trasformò un organo, per sua natura collegiale, data la delicatezza del compito – altro che ente inutile come gridano gli incolti – in organo monocratico: un capolavoro. Alcune delle operazioni incriminate avvennero precisamente in questa fase. Solo l’attuale governo ha avvertito la necessità di riportare a cinque i Commissari, di cui due appena nominati…
La Consob aspettava, a suo dire, gli esposti…, per avviare ispezioni sul collocamento dei titoli. Un atteggiamento non precisamente proactive, come dicono gli inglesi. Non poteva per caso prevedere che i titoli fossero collocati tra  gli investitori istituzionali soltanto?
È vero che il calcolo probabilistico su cui si sono fiondati tutti i commentatori è una sciocchezza che gli inglesi usano in casi limitati, anche se a stretto rigore non potrebbero aggiungere alcunché ad un regolamento UE, quello sul prospetto, ma si sa che, nel settore, loro sono più uguali degli altri oltreché furbi… La SEC lo vieta e questo è significativo o rende responsabili i collocatori…
Rispetto delle procedure, competenze sembrano il fine ultimo delle Amministrazioni in Italia, sul merito… de minimis non curat praetor!
3.In Europa non contiamo abbastanza e la burocrazia europea ci è ostile. Oh,davvero? Da quanto tempo? Quanti italiani lavorano nella Commissione? E chi ci rappresenta conosce i dossiers, il diritto comunitario? È capace a negoziare? Quante lingue parla? Capisce la mentalità di chi ha di fronte, per trovare il punto debole?
I pugni sul tavolo sono perfino controproducenti se  si viene dipinti come velleitari, inconcludenti. Non si sarà mai abbastanza grati al Cavaliere di aver inviato in Europa Commissari che hanno imparato l’inglese in quella sede e che, quindi, ci hanno messo un bel po’ per inserirsi oppure giornalisti provenienti da giornali romani (cronaca nella fattispecie) che all’evidenza non avevano alcuna competenza! Abbiamo votato Barroso (bella roba per l’Italia), Juncker (che viene da uno Stato confinante con la Germania di  trecentocinquantamila persone…), l’allargamento a staterelli baltici, ovviamente filo-tedeschi…
In Italia, per decenni si diceva: chi se ne importa se ci fanno la procedura d’infrazione? Noi continuiamo con la nostra legge nazionale e i nostri ‘impicci’… Le direttive non si recepivano… Poi avevamo i federalisti, cioè i fautori degli Stati Uniti d’Europa che consideravano gli altri dei fratelli… -coltelli, aggiungiamo noi… - come si è visto nelle negoziazioni dove il nostro interesse nazionale veniva difeso debolmente e maldestramente solo quando imposto da qualche gruppo potente in Italia. Questo, il quadro.
4.Probabilmente alcuni piccoli risparmiatori sono stati truffati perché non è stato rispettato il profilo di rischio da parte dei collocatori e loro non han capito cosa volesse dire conflitto d’interessi… Questo va sanato. Ci sono, tuttavia, anche i furbi che volevano guadagnare senza capire il rischio che correvano e che ora vogliono che lo Stato assicuri loro l’investimento, come gli azionisti, cioè quelli che hanno investito in capitale di rischio! Che la Popolare dell’Etruria fosse una confraternita è noto a tutti, come spessissimo succede in questo povero Paese e qui stà il male.


Finalmente la verità sta emergendo! Un lungo elenco di finanziamenti in pieno conflitto di interessi. Al cui centro c'è Banca Etruria.

E tutto intorno un fitto reticolo di spa e cooperative collegate all'ex presidente dell'istituto, Lorenzo Rosi, e a esponenti di spicco del governo. Nel lungo elenco di nomi, che a primo impatto potrebbero non voler dire nulla e che la Guardia di Finanza sta cercando di ordinare, non spunta soltanto Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena e fino a qualche mese fa vice presidente di Banca Etruria. Tiziano Renzi, padre del premier Matteo, detiene insieme a Rosi la Party Srl. Della stessa società Laura Bovoli, madre del presidente del Consiglio, è amministratore unico. La Banca d'Italia sta cercando di far luce sui presiti della Banca Etruria in conflitto di interessi. Prestito che sono costati ai risparmiatori la bellezza di 18 milioni di euro. Nel mirino sono finite ben 198 posizioni del valore di 185 milioni di euro. E non è finita qui. Altri 90 milioni sarebbero, poi, stati infognati tra le posizioni in sofferenza. Un brutto pasticcio, insomma, che riconduce direttamente a spa e cooperative vicine a Rosi. Tra queste, come ricostruisce il Messaggero, spiccano (non certo positivamente) il Consorzio Etruria srl, l'Etruria Investimenti srl, l'Immofin srl e la Città Sant'Angelo Sviluppo spa. C'è poi la Città Sant'Angelo Outlet Village nel cui cda sedevano sia Rosi sia l'ex componente del cda di Banca Etruria Lorenzo Nataloni. Il 40% della Città Sant'Angelo Outlet Village è controllato dalla Castelnuovese, cooperativa presieduta da Rosi fino al 2014. Per costruire un outlet alle porte di Pescara la Castelnuovese avrebbe ricevuto finanziamenti sospetti. Nel mirino delle Fiamme Gialle ci sono poi la Td Group spa, la Casprini Holding spa, la Cd Holding spa, la Cdg srl, la Praha Invest srl, la Casprini Gruppo Industriale spa, la Naos srl e la Gianosa srl. Il lavoro dei finanzieri ora sta nel rintracciare i reali proprietari di questo immondo groviglio. Alcuni nomi sono già venuti fuori. E non fanno certo dormire sonni tranquilli. Perché, come ricostruisce Valentina Errante sul Messaggero, Rosi è "amministratore anche della Egnazia Shopping Mall, controllata al 12% dalla Castelnuovese e al 31% dalla Nikila Invest, che, a sua volta, insieme a Tiziano Renzi, padre del premier Matteo, detiene il 40% della Party srl, mentre Laura Bovoli, madre del presidente del Consiglio, è l'amministratore unico della società".
Danilo Fioravanti