lunedì 5 luglio 2021

IL DDL ZAN E LA POLITICA DELL'EFFIMERO

 

Carlo Biancheri


La premessa è, a scanso di equivoci, che ogni discriminazione ed aggressività porta dritto alle camere a gas come avvenuto in epoca hitleriana per il triangolo rosa o al confino del fascista Mussolini, col suo linguaggio priapeo, tanto per rifarsi a Gadda, o alla pena di morte in certi paesi islamici.
Si dà il caso, tuttavia, che non ci si limiti nel ddl a sanzionare ogni aggressività a livello animalesco ma si teorizzi il gender, cioè un concetto curioso in base al quale il sesso uno se lo sceglie a seconda del suo stato soggettivo e perciò bisogna insegnarlo ai bambini nelle scuole. È legittimo avere un’opinione diversa purché non porti alla violenza…: sic il testo amatoriale dello Zan e della Cirinnà, non propriamente una persona posata a giudicare dai suoi interventi che la fanno sembrare una Erinni.
Sull’omosessualità sono scorsi fiumi d’inchiostro e la causa è ancora ignota. In letteratura ne hanno scritto Proust (et pour cause…) allorché tratta, tra gli altri, del barone di Charlus nella Recherche, membro della ‘divina’ stirpe dei Guermantes, Thomas Mann in Morte a Venezia e Lettera sul matrimonio, Gide, Musil ne I turbamenti del giovane Torless e quanti ancora… da Commisso a Baldwin a Edmund White ecc. Ne emerge, a dire il vero, una condizione affatto diversa dall’immagine da fidanzatini di Peynet che ci viene imbandita in continuazione dalle manifestazioni Lgbt e dai media: si amano e l’amore vince su tutto.
La Cavani nel mirabile film su Nietzsche, Al di là del bene e del male- chi se lo ricorda? Chi lo conosce tra i nostri ciarlieri cosiddetti intellettuali odierni?- centra, invece, il tema sulla trasgressione come, infatti, fece Nietzsche dove la libertà, sovente confusa con licenza, vuole simboleggiare lo slancio di Icaro e così è tutta la letteratura del Novecento.
E già, trasgressione che suppone una natura, le paradygme perdu, dopo Kant che oppone natura e cultura, secondo Edgar Morin. E già…, perché il creato sta, per così dire, sotto la ragione a sentire Hegel che aveva visto Napoleone a Jena nel 1806 ‘Quest’anima del mondo cavalcare attraverso la città… un tale individuo che, concentrato in un punto, seduto su un cavallo, abbraccia il mondo e lo domina’. Profezia errata come dimostrò il ‘generale inverno’ russo e Waterloo e Sant’Elena: tornò l’Ancien Régime. Né soccorre la dialettica della Storia perché a veder bene, scendendo per li rami, nel secolo breve ci siamo trovati dinanzi alle peggiori dittature e massacri della Storia e neppur ora siamo in buona salute fisica e spirituale.
Ma da allora nel pensiero dominante, propalato dalle confraternite dei Lumi che dominano la cultura e le leve del potere, si è consolidata una tendenza al soggettivismo, cioè che il valore del reale è quello che io gli dò: Nietzsche dirà che la verità è interpretazione.
Così uno che nasce cieco o zoppo è diversamente abile perché è contento così: guai a dire che non si tratta della stessa vita di chi vede o corre.
Abbiamo detto che non si conoscono le cause ed è buona grazia fare epicheia sul rapporto omosessuale. Il problema se lo ponevano già gli etruschi: se uno visita una certa tomba a Tarquinia vedrà un toro pacifico dinanzi all’amplesso tra un uomo ed una donna ed un toro che carica di fronte ad un rapporto tra due uomini; la religione cristiana non c’entra per nulla perché parliamo di secoli prima della nascita di Cristo.
Se questo è il contesto, il dibattito nel bel paese è a livello di bassa cultura e di decadenza politica.
Abbiamo assistito per l’ennesima volta l’effimero Letta - quello che cita il personalista Mounier, espressione dell’esistenzialismo cristiano, molto meno engagé e solido di Maritain o di certi contributi apparsi su la rivista Esprit: viene dalla Francia e dalla decadenza di Sciences-Po – sentenziare che il ddl Zan va approvato così com’è. Il Letta che vuole introdurre l’imposta di successione al 20% senza capire che a quel punto dovrà pure modificare la tassazione sulla donazione, mettendo in crisi il sistema, inoltre dovrebbe esser in grado di svelare gli schermi societari per esser equo come chiacchiera di voler essere: è wishful thinking, in un regime di liberalizzazione di movimenti di capitali e di Stati non cooperativi. Con il segretario Pd concorda tutto lo stato maggiore dei democratici con i giovani lupetti da lui nominati. C’è un tale Provenzano, vice-Segretario, che ha dichiarato che vuole nazionalizzare i mezzi di produzione entro il 2026! Persino al gramsciano – memento: Gramsci era stalinista…- Cuperlo è parso eccessivo… eppure il Provenzano vuole la lista di proscrizione se gli esperti economici nominati da Draghi – ricordate: questo lo dice lei!- non sono abbastanza di sinistra…
Letta, quello dell’alleanza organica con la setta di Scientology, incapace di discutere di contenuti, ha adeguato il Pd ad un appiattimento a canoni che neppure Togliatti avrebbe sostenuto.
Non ci piace Renzi ma dobbiamo riconoscere che ancora una volta ha avuto coraggio a fermare un’idiozia dove le scuole cattoliche ma anche quelle statali (!) dovevano insegnare nella giornata anti-omofobia che il sesso uno se lo sceglie e probabilmente qualche giudice, a seguito di denunce, avrebbe dovuto far sequestrare la Bibbia e San Paolo perché non sono più politicamente corretti sull’argomento: sostengono il contrario.
È ora di finirla con l’idiozia che le ultime novità di successo debbano essere la Verità da imporre a tutti.

venerdì 7 maggio 2021

RIUSCIRA' IL PAESE AD ATTUARE LA SCOMMESSA DI DRAGHI?

Carlo Biancheri

Il rischio calcolato, annunciato dal Presidente del Consiglio che gode di stima nel mondo non solo per quel che ha fatto, come sostengono molti commentatori, ma perché sa operare, merce rara sul mercato, non consiste solo nella riapertura di alcune attività, in contrasto con la politica del giovinetto Ministro della salute, il miglior ministro al mondo a detta del suo furbo compagno di partito Bersani, in costanza del virus, ma nel cercare di far sì che l’Italia cambi e faccia le riforme che erano necessarie fin dai governi Berlusconi e che non sono mai state attuate. Parliamo della Pubblica Amministrazione e delle procedure amministrative e dei controlli, della Giustizia, del fisco, della produttività nelle aziende, della scuola che fornisce mediamente una preparazione inadeguata, delle infrastrutture mai realizzate, della digitalizzazione, della sanità, della ricerca e del quadro istituzionale. Quasi tutto.
Senza alcune riforme il paese non avrà i fondi europei, ottenuti dopo la decisione di Francia e Germania di aiutare l’Europa del Sud e, segnatamente, l’Italia. Inoltre, il paese sarebbe avviato ad un declino che lo renderebbe, come già fu la Turchia alla fine dell’impero ottomano, il malato d’Europa e metterebbe in forse lo sviluppo della stessa costruzione europea. La novità consiste nel fatto che si paga solo su quanto realizzato, non più su impegni puntualmente disattesi. Si tratta di prestiti ma, contrariamente a quel che sostengono gli ignoranti, non avremmo potuto ottenerli sul mercato a queste condizioni, per questo ammontare e con queste scadenze e poi ci sono le elargizioni che restituiremo solo pro-quota in quanto partecipanti alla UE di cui siamo divenuti beneficiari netti: questo valga per coloro che continuano a predicare un distanziamento dall’Unione Europea, operando contro gli interessi del paese e ci riferiamo ai sovranisti, ai nazionalisti d’accatto.
Il ventennio della presenza di Berlusconi sulla scena politica ha marcato una generazione perché è stato un grande imbroglio. Il paese non ha fatto alcuna riforma ed è passato il messaggio che chi ha iniziativa e sa aggirare le leggi fa fortuna e cioè la furbizia ha soppiantato l’intelligenza ed il merito. La stagione dell’Ulivo e successivamente la nascita del Pd non hanno portato a molto, perché la fusione a freddo del Pc con la sinistra di ispirazione cristiana ed altre forze è stato un amalgama mal riuscito e lo si vede adesso. Tutti si riempiono la bocca di citazioni di De Gasperi, omettendo di dire che era uomo di centro, attento alle esigenze sociali. E già quel centro politico che non condivide che oltre il 60% dell’economia italiana sia in mano pubblica, perché dai pochi monopolisti ottocenteschi, di cui parlava Marx, si passa ai pochi burocrati, alle loggette di potere dei boiardi di Stato, che gestiscono le utilities (luce, gas elettricità, strade, ferrovie, poste, trasporti, industria bellica ecc.) senza nessun vero controllo di merito. Nessuno spazio per l’iniziativa privata che potrebbe ampliare l’offerta, anche se i nostri grandi imprenditori sono abituati a privatizzare i profitti e a socializzare le perdite, invece intralci di leggi demenziali e regolamenti ostativi.
Si ha l’impressione che negli ultimi trent’anni il paese sia convissuto con una classe politica di cui non aveva alcuna fiducia e che auspicava che non facesse danni, senza mai chiedere le riforme necessarie per far funzionare bene la cosa pubblica. Il Partito Democratico e i suoi intellettuali, che ora fanno autocritica, ha avuto responsabilità colossali insieme alla Lega per la riforma del titolo V della Costituzione che con l’autonomia regionale spinta ha creato tanti piccoli staterelli: la crisi pandemica ne ha mostrato l’inefficienza ed il disordine complessivo.
In questo contesto si pone la sfida epocale di Draghi che non ha solo scritto in modo accettabile il Recovery Plan e cacciato i telepredicatori incapaci, ma ha cambiato metodo nel senso che ha imposto che la politica si giudichi sulle cose fatte, non sugli annunci di quel che si spera.
I politici che avrebbero dovuto fare tutto ciò da un pezzo come si situano?
Da Parigi è tornato ‘l’eterno adolescente’ Letta che ha subito dichiarato che vuole dare il voto ai sedicenni (…) istituire lo ius soli e che, per la parità di genere, ha cacciato i capigruppo del Pd mettendo due donne, quasi fossero la ‘riserva indiana’ da tutelare: le donne se sono brave, come Tina Anselmi, si impongono, altrimenti per quale arcano motivo debbono, d’ufficio, ricoprire incarichi? Per un merito di sesso? Mi viene in mente l’atteggiamento analogo di certi avversari del razzismo che considerano le razze diverse dalla bianca superiori: chi è scevro da pregiudizi razziali considera semplicemente gli altri uguali, senza negare le discriminazioni, che tuttora esistono, e combatterle.
Il Partito Democratico, sotto l’alta ispirazione del guru Bettini, propugna l’alleanza organica con i 5S nell’assunto di ricostruire l’unità di classe e prescindendo del tutto dalla cosiddetta proposta politica di un movimento del Vaffà, fondato dal comico in declino pregiudicato e da un visionario dedito ai testi di Scientology.
Sempre il Bettini propone un’alleanza larga di sinistra-centro e cita persino una corrispondenza di Maritain con un personaggio di sinistra negli Stati Uniti, strizzando l’occhio ai cattolici. Si dà il caso che, se il Bettini fosse meno ciarliero e più profondo, avrebbe letto del Maritain I gradi del sapere e Umanesimo integrale: saprebbe che tutta la linea maritainiana si fonda, ohibò!, sulla metafisica di san Tommaso e di Aristotele e che Maritain, di conseguenza, centra il suo discorso sul bene comune tanto sulla giustizia commutativa -a tutti lo stesso- tanto cara a Marx e alla sinistra storica, che su quella distributiva –a ciascuno secondo il merito e la necessità- che non è propriamente consona alla tradizione marxista dove manca la nozione di persona e dominano quelle contrapposte di individuo e di massa.
Per questo la linea del Letta che si butta sulle ultime novità di successo, come la difesa a testa bassa del ddl Zan, giusta nei propositi ma errata nell’ideologia e nella pedagogia che vuole imporre, è profondamente sbagliata.
Non si può proporre alcuna alleanza organica, prescindendo dai contenuti e negoziando con mediatori opportunisti che si vogliono capi di movimenti in fase di sfaldamento.
I voti si recuperano se si ha una linea politica e si sanno spiegare le ragioni dei sacrifici, invece, se si gareggia coi Salvini e coi populisti, si continua con la politica dell’auspicio e non con quella delle scelte ponderate.
Le forze morali, che hanno avuto tanto peso in questo paese perché hanno esercitato per decenni una funzione di supplenza, attraversano una crisi profonda, a cominciare dalla Chiesa.
Il papa, peronista da giovane, riscuote successi più al di fuori che all’interno della Chiesa, troppo orientata al ‘fare’ a scapito del ‘supplemento d’anima’ di cui è privo il mondo moderno, sostanzialmente materialista: la vita deve essere goduta – per chi se lo può permettere (…)- e quando finisce, beh c’è l’eutanasia, no? Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza…
La Chiesa italiana è imbelle e i movimenti tanto caldeggiati dal papa polacco non hanno prodotto nulla di serio, comparato all’elaborazione culturale precedente. Del resto in Germania, in linea con la Chiesa nazionale nel periodo nazista, si propone una Chiesa sintonizzata con la Storia e con la contemporaneità e cioè secondo le esigenze degli uomini del tempo che non è necessariamente un progresso, con buona pace di Hegel. Si tratta del modernismo di cui alcuni chiedono la rivalutazione.
Il quadro sembrerebbe negativo, ma l’istinto di sopravvivenza e la serietà della crisi economica, non compresa appieno da sinistra e 5S, impongono l’ottimismo della volontà: non c’è alternativa.



domenica 14 marzo 2021

PERCHE' L'ALLEANZA ORGANICA CON LA SETTA 5S E' UNA SCELTA SBAGLIATA

 

Ma Enrico Letta che ha sempre dimostrato di essere un incapace a reggere ruoli di rilievo, sarà in grado di fare il segretario del PD? Non c'era proprio di meglio?

Antonio Risi


E così da oggi va di nuovo in scena lo psicodramma dentro al PD e ricominciano ad asfissiare gli italiani con le loro questioni interne. Bisognerebbe avvisare il PD che gli italiani hanno ben altri problemi da risolvere, molto più seri, gravi e importanti, e che se ne infischiano del loro organigramma.

Emilio Pitto
  


Carlo Biancheri



Si racconta che il principe di Condé dormì profondamente la notte avanti la battaglia di Rocroi: ma, in primo luogo era molto affaticato; secondariamente aveva già date tutte le disposizioni necessarie, e stabilito ciò che si dovesse fare la mattina.
Eravamo nel quadro di una guerra che durò trent’anni nel ‘600 e che metteva in gioco gli equilibri politici per il predominio in Europa tra Francia e Spagna. Con questa citazione arcinota dell’amato Manzoni ne I promessi sposi il neo segretario nominato dai maggiorenti del Pd, Enrico Letta, è entrato nella sede del partito in via del Nazareno a Roma: siamo all’inizio del capitolo secondo su trentotto e si spera che l’arguto citatore non si sia fermato lì o al passo altrettanto famoso dell’Addio ai monti della povera Lucia che deve lasciare in barca Pescarenico. Tuttavia, la giornalista di Rainews 24 comincia a spiegare, con fare materno pari solo all’ignoranza dell’argomento in parola, che si tratta di personaggio (!) de I promessi sposi, quello citato da Letta – evidentemente all’oscuro che viene nominato una volta sola nel romanzo– che dorme alla vigilia di una ‘battaglia feroce’, per tracciare il paragone col Letta, incoronato, invece, pacificamente all’unanimità… Questa signora, già entusiasta dei prodigi della setta grillina e del Conte e portavoce della linea della sinistra dura e pura, ampiamente retribuita dal canone che siamo costretti a pagare, non sapeva, all’evidenza, che l’amato Manzoni aggiunge subito dopo: Don Abbondio invece non sapeva altro ancora se non che l’indomani sarebbe giorno di battaglia; quindi una gran parte della notte fu spesa in consulte angosciose… c’era stato l’incontro con i bravi e ‘Signor curato, questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai…’. Incomincia così l’ironia dell’autore di un romanzo purtroppo studiato pochissimo nelle scuole, con i frutti evidenti, ma questo spaccato dà l’idea dell’informazione radiotelevisiva che semplifica ogni cosa ed è distorsiva e non citeremo a riprova il salotto delle Barbie attempate o delle badesse che pretendono di dare la linea prendendo fischi per fiaschi.
Letta, prodigo di parole e di visioni quanto incerto nel concludere, si propone di rifondare il Pd. Succede all’odontotecnico che teorizzava, imboccato dai cosiddetti intellettuali di scuola delle Frattocchie, gente di un solo libro, l’alleanza organica con la setta populista e giustizialista dei 5S.Per una volta siamo d’accordo col D’Alema che ebbe a sentenziare quando nacque il partito che si trattava di un amalgama mal riuscito e, in effetti, si trattava di unire due Weltanshauung diverse, mai discusse in prosieguo: una che si incentra sulla razionalità della Storia che segue un suo corso e che inevitabilmente porterà al potere gli oppressi che non sono ‘alienati’ come le classi dirigenti borghesi, e con i quali si può stabilire soltanto un’alleanza ‘tattica’ (…), e l’altra che ha una visione non utopistica ma realistica che cerca il bene comune possibile in un dato frangente storico, secondo i criteri del bene maggiore/male minore, ma nella consapevolezza che non si può operare ciò che è intrinsice malum, in contrasto con l’altra visione che reputa puro moralismo tutto ciò che non favorisce od ostacola la liberazione degli oppressi, criterio totalizzante dell’agire politico. Citano Gramsci i Cuperlo, gli Orlando come testo sacro, omettendo di aggiungere che Gramsci era stalinista, che si era pronunciato in difesa della massoneria in Parlamento, in contrasto col Mussolini, in quanto espressione della ‘fase’ liberale, destinata ad esser superata dalle fasi storiche.
Nel bellissimo libro di Giulio Girardi Marxismo e Cristianesimo tutte le differenze sono state ben esplicitate insieme alle convergenze, ma quel libro fu letto dagli intellettuali cattolici e poco dai marxisti. Certo in questo tempo si tratta di problemi quasi sconosciuti per il semplice fatto che si è semplificato tutto, eppure i problemi restano, perché la realtà non è ‘pensata’ come volevano gli idealisti… e il Pd non potrà mai diventare un partito democratico del tipo di quello americano, sbandierato dal Veltroni, se non chiarisce, in qualche modo, i valori a cui si ispira e i programmi conseguenti. Lo Zingaretti aveva portato il partito su una linea sola, copiando Togliatti in modo maldestro: per battere le destre bisogna fare blocco a sinistra, il programma seguirà (…). Invece il programma deve precedere perché la politica è per definizione ciò che riesce. Perciò si spiega la battaglia forsennata con chi vuole ampliare il centro, in quanto non funzionale al disegno egemonico. E’ lecito chiedersi che cosa si possa condividere con chi scambia il reale col proprio velleitarismo…
In tale visione di blocco politico non importa sbagliare, contano l’appartenenza e, in una visione manichea, quali nemici abbattere: Conte era incompetente per il ruolo –ma come, ha portato a casa il Recovery Plan!... dopo che era stato deciso dalla sig.ra Merkel e da Macron…- non ha importanza: o Conte o il voto. Arcuri un telepredicatore, procacciatore di mascherine fasulle e dedito alle primule? Ma perché mai è stato cacciato?! E giù per li rami…
Il chiarimento per Letta non sarà facile da operare in quanto ci sono le quinte colonne in una delle due componenti maggiori del Pd (e fuori di esso) tra gli intellettuali (si fà per dire…) e cioè coloro che sono privi di una forte identità e considerano tutto ciò superato in ragione di una filosofia (talora di una teologia, ahimè…) che teorizza il nulla e che corrisponde perfettamente alla crisi attuale nella quale si cercano valori ma soltanto se funzionali al vivere e quindi frutto di pragmatismo.
Questo il quadro da cui partire nel periodo di un governo che è sostanzialmente tecnico. Platone del resto sosteneva: se si fà la guerra si cerca uno stratega, se si costruisce una casa un architetto, ma nella cosa pubblica ognuno vuol mettere bocca…

mercoledì 17 febbraio 2021

LA CADUTA DEL CONTE E L'ARRIVO DI DRAGHI

Carlo Biancheri

La premessa è che la classe politica corrisponde a chi la vota per cui si potrà progredire solo se le persone miglioreranno e questo miglioramento è certo connesso a dati oggettivi e cioè alla possibilità di vivere una vita a dimensione umana, cioè libertà, lavoro, abitazione, istruzione, a non essere sudditi dello Stato ma cittadini, ad avere giustizia ecc., ecc., ma le condizioni esterne non sono permanenti senza una visione del mondo che dia un senso ai diritti e ai doveri, al sacrificio, alla malattia, al dolore, in una parola al limite umano. Siamo invece vissuti negli ultimi decenni nella leggerezza dell’essere e cioè nell’idolatria dell’io, delle sensazioni individuali, della performance narcisistica, una cultura del niente che ha generato l’illusione dell’onnipotenza, di un diritto alla felicità e di una promessa di un nuovo Eden, tributaria delle utopie otto/novecentesche che, come nei regimi ispirati al marxismo o nel nazismo, proponevano soluzioni finali...
Noi, invece, siamo gradualisti e riteniamo, come ha detto Biden, che la democrazia sia fragile e vada protetta facendo crescere le persone, inculcando il rispetto per l’altro e la consapevolezza dei doveri di ciascuno oltre ai diritti.
La caduta del Conte e la soluzione Draghi impone qualche considerazione.
Il governo era ormai nelle mani di pochissime persone del tutto inadatte ad affrontare problemi complessi in un contesto di crisi epocale. Alla povertà delle decisioni adottate con un metodo piramidale, da setta del tipo Scientology o da Komintern (i famosi Dpcm ripetuti a raffica) corrispondeva una dovizia di narrazioni che disegnavano un futuro radioso, con telepredicatori che ci avrebbero persino consigliato cosa mangiare oltre a non uscire, a lavarsi le mani, a metterci la mascherina, a tenere le distanze, a correre nel parco ma… soli, a visitare i partner, non meglio precisati et similia. Il presidente del Consiglio, già avvocato del popolo, quel popolo descritto da Rousseau, si intende, riconoscibile nella ‘volontà generale’ e non certo nella democrazia rappresentativa, voleva tenere per sé e per i fidi le scelte sui fondi Next generation EU ma, avendo in vita sua svolto arbitrati ed insegnato all’Università, non aveva la benché minima idea di che farci se non usarli come ristori, sussidi, progetti già approvati o tirati fuori dai cassetti delle scrivanie ministeriali e desueti, senza un disegno, senza un’analisi legata allo sviluppo del paese.
Né poteva venirgli il benché minimo ausilio dai graziati della politica, cioè i venditori di bibite, i pizzaioli, gli impiegati di concetto, gli avvocati di provincia che avevano una missione ben più alta: uccidere i privilegiati ed instaurare la giustizia ‘popolare’.
Il partito democratico, nel frattempo, teleguidato dagli uomini di D’Alema che non ne azzecca una, come noto (‘il politico più impopolare… e il politico più popolare d’Italia…), si è trasformato sotto la guida dell’odontotecnico, consigliato dal guru Bettini, che gestisce mediocremente la regione Lazio, in un neo-Pc, riducendo all’afasia le componenti di matrice non marxista e statalista. La strategia che il Pd perseguiva ed ancora persegue consiste nell’alleanza ‘strategica’ con la setta 5S e i sinistri duri e puri di LEU, con teorie economiche bizzarre alla Fassina. Un’alleanza di classe, nel loro intento, dove, come insegna Lenin, avrebbero avuto l’ultima parola. Naturalmente tutto ciò sotto il manto dell’immagine del partito responsabile che tiene in piedi il sistema.
A svegliare l’allegra brigata non è stato solo Renzi che aveva una strategia opposta e cioè mirava a ricreare uno spazio ai partiti di centro e non a costringere l’Italia ad un bipolarismo con gente povera di idee ed incapace di por mano alle riforme indispensabili che Draghi sarà chiamato ad avviare, ma anche il conte, quello vero, Gentiloni Silveri, da Bruxelles ha fatto capire che la trippa pe’ li gatti, come si dice a Roma, non c’era più e che i fondi l’Italia non li avrebbe avuti con i piani pasticciati ed insufficienti inviati in Europa.
L’odio che giornaletti come “Il fatto quotidiano”, formazioni politiche, come il Pd, i 5S e Leu, e i presentatori televisivi di ogni risma, badesse e Barbie attempate incluse, hanno scatenato contro Renzi ed Italia viva, che ha tenuto botta, è dovuto al fatto che il giocattolo si è rotto con la crisi.
A riprova di quanto sopra, emerge che la politica italiana da sola non è più in grado di risolvere crisi gravi senza dover ricorrere ai cosiddetti tecnici e ciò non solo perché non si va oltre gli slogan ma perché semplicemente non ci sono proposte serie al di là delle chiacchiere infinite.
Sono responsabili di aver dato carta bianca ad una Pubblica Amministrazione centrale e periferica autoreferenziale, fatiscente, legibus soluta, trincerata nelle procedure e non nel merito, che non controlla nulla e che non conosce le leggi che deve applicare, quelle leggi, lo scriviamo da anni, sono fatte con i piedi e non per risolvere i problemi, anzi per crearli.
Facciamo un esempio minore.
Se voi avete un locale commerciale di proprietà, sfitto, e lo volete vendere, dovete ugualmente pagare la tassa sui rifiuti (TARI) anche se non li producete. La legge, infatti, predisposta da un mentecatto, presume che sia occupato. Si tratta, in termine tecnico, di ‘presunzione semplice’, soggetta cioè a prova contraria, che però deve esser fornita non dall’amministrazione, ma dal proprietario e la Pubblica Amministrazione, in tal caso quella comunale, reputa che per considerare il locale vuoto vadano tagliate tutte le utenze. Per cui il locale potrebbe esser visitato da potenziali acquirenti solo con le torce e con i cappotti…. Ove voi proviate, in forza della giurisprudenza fiscale, sulla base dei consumi energetici, che il locale sia vuoto, per non pagare una tassa arbitraria dovete far ricorso e allora ci vuole normalmente un anno e mezzo e poi l’appello… Questa legge chi l’ha fatta? Chi l’ha votata?
Queste sono le scelte politiche.
Per questo speriamo che Draghi possa cambiare un po’, in senso pedagogico, dopo sussurri e grida…, il metodo di lavoro e la testa di tanta gente.
Per inciso, ineffabili i vescovi che prima si sono lanciati alla difesa di Conte e ora applaudono a Draghi… I primi cristiani o san Francesco, se li vedessero, direbbero: ma questi chi sono? La fede ridotta ad etica…

domenica 17 gennaio 2021

Pd o Pc?

 Carlo Biancheri

La gestione di questa crisi da parte del partito democratico fà dubitare fortemente che sussistano ancora al suo interno tutte le diverse componenti che lo avevano istituito e cioè quella comunista, quella di ispirazione cristiana e quella di area progressista inclusiva di ‘liberals’, allo scopo di creare una sorta di partito democratico simile a quello americano.

Se analizziamo il comportamento dei vertici, prima e durante la crisi, innescata da Italia Viva, la prima cosa che emerge è l’opacità, la scarsa attitudine a trattare dei problemi, limitandosi a questioni di schieramento, a comunicati ambigui e sibillini, salvo attaccare frontalmente chi cerchi di coprire uno spazio di centro.

Chi conosce un po’ la storia del comunismo sa bene che la teoria di Lenin era quella per cui la conquista del potere fosse un fine in sé. Come Marx, riteneva che si trattasse di puro ‘moralismo’, cioè morale borghese, il rispetto di principi etici, in quanto la morale era inquadrata nell’ambito della lotta di classe per cui un’azione va considerata moralmente corretta se porta un beneficio alla causa del proletariato, mentre è del tutto indifferente se si tratta di comportamento che attiene ad una scelta individuale, senza impatto sulla dimensione politica. In questo contesto, dopo la conquista del potere vi sarebbe stata la dittatura del proletariato e, solo dopo questa fase di durata incerta, il nuovo Eden immanente e cioè il lavoro non più merce ma creazione senza costrizioni, e si è visto come sono andate le cose storicamente…

Il modus operandi, solitamente caratterizzato da assenza di un dibattito vero e dalla tendenza a gerarchizzare tutto, è necessario a rendere efficiente la lotta rivoluzionaria.

Le scelte dello Zingaretti da tempo sono ancorate ad un fattore centrale: l’alleanza col movimento 5S. Si reputa infatti che esso sia stato votato da ceti popolari che il Pd vuole rappresentare in via esclusiva, se possibile, reputando irrilevante l’assenza di programmi seri del movimento al di là di slogans, trattandosi di soggetti che necessitano di essere guidati. Consiglieri del segretario, di formazione odontotecnica, sono quelli formatisi alla scuola delle Frattocchie del Pc, come il Bettini, il D’Alema e poi giovani ‘lupi’ che hanno letto Gramsci che considerano la Bibbia.

La componente di ispirazione cristiana, originaria della sinistra DC, che a suo tempo si era nutrita dell’Umanesimo integrale di Maritain o del personalismo di Mounier e, in taluni casi, di riviste e giornali francesi come Esprit o la Croix, è oggi rappresentata da gente che da bambino faceva il chierichetto, da Scout prolifici, da poligami, ma non c’è n’è uno che proclami che è cristiano ciò che è ‘pienamente umano’, in linea con la Gaudium et Spes perché quel ‘pienamente umano’ comporta tutta una serie di parametri per realizzare il bene comune e suppone una metafisica, sì, cari amici, una metafisica – sia detto per inciso: pochissimi sanno come nasce questa parola, quando con Andronico di Rodi furono trovati certi libri senza nome di Aristotele, persi da secoli e che venivano dopo quelli della Fisica, non sapendo come chiamarli li chiamarono Meta-Fisica e metà in greco significa ‘dopo’…, dopo i libri della Fisica-.

La conseguenza di ciò qual è? Che invece di discutere di politica e di strategia - uso sensato dei fondi europei per cambiare il paese, mettendo finalmente mano alle riforme, che attendono da decenni, dove il cittadino è ostaggio di una pubblica amministrazione inefficiente, i progetti/investimenti, tranne il ponte di Genova, realizzato in deroga a tutte le leggi, mai effettuati, i controlli pubblici  per lo più inesistenti e, quando ci sono, per lo più sono  vessatori, le leggi  piene di strafalcioni ed illogicità, accresciute dalla pletora di ragazzi parlamentari della setta che si ispira a  Scientology, del tutto incompetenti - ci si limita alla discussione sulla tattica.

Sembra che al Pd/Pc interessi poco se la giustizia non funziona, se la scuola è a pezzi e forma dei semianalfabeti che non si sanno neppure esprimere correttamente in italiano, se il paese non cresce e la produttività non migliora: come si ripagherà l’enorme debito pubblico in queste condizioni?

Sappiamo benissimo che Salvini e la destra trumpiana ci porterebbero fuori dell’Europa, ma non si può appoggiare un governo di incapaci, votato da ‘costruttori’ (o muratori?) del tipo della moglie di Mastella o degli italiani all’estero, da forze oscure…, si fa per dire (!), e da una CEI giubilante che non predica più ‘l’altra vita’ e si concentra se sia preferibile che il governo italiano debba essere sostenuto da Renzi o da Mastella! E bravo il nostro Bassetti.

Tra la peste e il colera ci sarà pure una terza via?