domenica 17 luglio 2022

IL PAESE ANCORA E SEMPRE IN BALIA DEI PAROLAI

 Carlo Biancheri


Ma guarda un po’! Un manipolo di sanculotti, ben pasciuti peraltro…, sono riusciti con

l’irresponsabilità degli incoscienti e degli ignoranti a buttar giù il governo in uno dei momenti

più difficili per il paese, certi di recuperare voti e di difendere le loro poverissime convinzioni,

del tutto simili a quelle della folla che l’amato Manzoni, nei tumulti di Milano, durante la

carestia descriveva così: ‘pane per tutti a buon mercato’ oppure: ‘Ora è scoperta l’impostura

infame di quei birboni che dicevano che non c’era né pane, né farina, né grano. Ora si vede

che la cosa è chiara e lampante e non ce la potranno più dare ad intendere. Viva 

 l’abbondanza!’ 

Ad essi rispondeva il Gran Cancelliere Ferrer, avventuratosi in carrozza tra la folla in tumulto

col cocchiere Pedro (‘adelante, Pedro, si puedes...’). Sì, sì pane, pane, abbondanza, lo

prometto io…’, mentre andava a salvare il Vicario di provvisione, rifugiatosi nella soffitta del

suo palazzo, e che la moltitudine voleva impiccare, usando la famosa scala che circolava

sulle teste come un serpente.

Dalla poesia di un raffinato genio del pensiero dell’Ottocento passiamo alla prosa del

populismo straccione di quel che resta del giorno dei pentastellati.

Si chiede scostamento di bilancio perché la gente non può pagare le bollette – profonda

valutazione economica in periodo di inflazione all’8%...-, no all’inceneritore a Roma perché

‘noi siamo per la transizione ecologica dura e pura’ – se ne deduce che in città, nel frattempo,

la monnezza resta per strada per la felicità di cinghiali e gabbiani feroci o va in Germania…

– non vogliamo la TAP – e così quest’inverno si avrà un’ibernazione di massa perché

l’amico Putin (no armi offensive (!) all’Ucraina, solo fionde...) il gas lo taglierà quando gli

farà comodo farlo; salario minimo a nove Euro all’ora, reddito di cittadinanza anche a chi

rifiuta un lavoro privato, superbonus per sempre a spese dello Stato, insomma la botte

piena e la moglie ubriaca, come quando si dice che si sostiene il Governo e non si vota

la fiducia: così ragionavano i pazienti di Basaglia…

Tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare in questa ‘serva Italia’, come la chiamava

Dante. Basta girare per Roma e vedere per strada murati gli ordini seicenteschi di Monsignor

Illustrissimo che fà divieto di deposito di immondizia…, del tutto simili alle Grida manzoniane

sui bravi nello Stato di Milano, il che dimostra che l’Italia, pur non essendo unita, lo è per

l’assoluto disprezzo della legge, spesso stupida…, va aggiunto…

Del resto il Guicciardini, lo abbiamo già menzionato, nel Cinquecento scriveva che: ‘Gli 

italiani si preoccupano solo del particulare…’, cioè dei fatti loro, evidentemente   anarchici 

nei geni,come si dice a Bruxelles.

Come nella Commedia dell’Arte, il vero genere di questo paese dove non albergano i tragici,

non è da escludere qualche altra piroetta in una crisi che, chi aveva conservato la lucidità,

non poteva non attendersi.

Altro che campo largo della sinistra, variazione dell’Ulivo dove stanno dentro tutti, il diavolo

e l’acqua santa.

Per la verità gli utopisti e i marxisti d’antan insieme a talk show del genere avanspettacolo

con la smania di semplificare tutto a vantaggio di tesi precostituite, per citare la fine di 

Guerra e pace di Tolstoj, hanno tirato la volata per anni a questi enfant prodige, anzi questi

sono sostenuti anche da un giornaletto di partito che fà della menzogna la chiave di

interpretazione del reale- del resto il comunista Pajetta, dopo l’invasione della Cecoslovacchia,

ebbe a sostenere che la verità è rivoluzionaria perché i fatti contraddicevano le sue tesi…

- per cui la crisi di governo è colpa di Draghi! La guerra in Ucraina è provocata dalla Nato che,

a detta di qualcuno, ‘abbaiava ai confini…’ e chi se ne frega della favola del lupo e dell’agnello,

dei crimini di guerra, dei deportati, dell’aggredito e dell’aggressore… Le guerre, si sa, sono

complesse, ci dicono gli ‘esperti’ (!), per cui facciamola finita e non rompete le tasche

ulteriormente…

Senonché, in questo caso, l’irresponsabilità dell’avvocato di Volturara Appula, approdato

alla metropoli Roma e dei suoi seguaci, con le loro scelte, mandano il paese a carte

quarantotto, come si suol dire, e le loro idiozie ricadono su di noi. Protesta senza proposta

 è la loro politica.

Se si andrà al voto, con un elettorato scarso. vista l’astensione e il livello culturale da

analfabeti, è possibile che si caschi in mano a donzellette vocianti che non hanno la minima

idea della soluzione a problemi complessi: parlano di Nazione, che è un concetto indefinito,

anche perché, se la donzelletta in questione non lo sapesse, dopo oltre centosessant’ anni

l’unità d’Italia non si è ancora realizzata, ahimè!

 

 

 

martedì 7 giugno 2022

LA PACE SENZA GIUSTIZIA E' LATROCINIO (SANT'AGOSTINO)

 Carlo Biancheri

Nel nostro paesello da Commedia dell’arte - in effetti non ci sono tragici in Italia…

- tutto si trasforma in celia, in sceneggiata alla barone di Munchausen, anche la

guerra.

Il giovanotto educato al bar Sport di Milano Rogoredo e ai quiz televisivi, il tale

che stava meglio a Mosca che a Bruxelles e che nutre stima profonda per Putin

tanto da indossarne una maglietta propagandistica, ci informa che non vuole una

guerra alle porte del nostro paese… Caspita, ma la guerra c’è già… chi lo informa?

Non bisogna invadere la Russia, dichiara…: veramente è la Russia che ha invaso 

l’Ucraina…

Troppo poco si è fatto a livello europeo… oppure l’Europa ‘deve’…, sentenzia;

già ma l’Europa per certa destra o sinistra italica è considerata una specie di ‘colf’

tuttofare che deve rispondere alle esigenze del padrone cioè noi, titolari di diritti

ma mai sottoposti a doveri, anche se viviamo in uno Stato sgangherato che non

riesce neppure ad assicurare l’essenziale come la sanità, il lavoro, l’ordine

pubblico, l’educazione, la giustizia, i servizi per i cittadini peraltro vessati da

un’imposizione fiscale tra le più alte, per chi paga le tasse, si intende.

In questo quadro bisogna fare di più e più presto… sentiamo ancora.

Bisogna organizzare una Conferenza di pace a Roma con tutti e del resto il Santo

Padre… e così siamo passati al tango argentino, trascinando la fede in un fandango

come quando a Milano nei comizi affidava tutto al cuore della Madonnina, esibiva

il rosario senza recitarlo o la Bibbia senza leggerla, proferendo nel contempo frasi

contrarie al contenuto del Vangelo ma ostentando il segno del Tau di francescana

memoria: un francescanesimo promiscuo, diciamo così… Infine il viaggio in

Russia quale paciere dall’alto della sua autorità e da certi collegamenti e rapporti

(economici?) mai chiariti col regime di Putin del suo partito, si fa per dire…

Ma non è il solo, intendiamoci, anche il volpino avvocato del popolo, ’Giuseppi’,

l’amico di Trump, che per odio a Draghi si è inventato la differenza tra armi

offensive e difensive, leggasi: fionda e non carri armati; non fà che invocare

un’azione diplomatica – non capendoci niente al riguardo, anche perché non passò

l’esame di inglese (...)-, invoca qualcosa di irrealizzabile, allo stato. Vuol far cadere

Draghi a tutti i costi perché l’Italia merita uno come lui che ha così bene operato

con i servizi di intelligence e la pletora dei suoi amici tra cui il telepredicatore

durante la pandemia, quello delle mascherine cinesi strapagate e non a norma, o

i militari russi con libero accesso ovunque in un momento tragico per il paese,

oppure i mirabili provvedimenti economici che non hanno fatto che aumentare

il debito, quello cattivo, oltre all’incapacità di legiferare come acclarato col

provvedimento del 110% che ha reso il mercato delle costruzioni fuori controllo.

Bisogna aiutare l’Ucraina a sedersi al tavolo … cioè arrendersi?

Non c’è automatismo per l’invio di armi, si sente dire, che va inquadrato in una

prospettiva ‘strategica’: la mirabile strategia in che consisterebbe?

Gli amici di Putin da noi vanno dalla destra alla sinistra comunista e cioè

Berlusconi con Santoro, Salvini e Travaglio, giornaletti come Il Fatto quotidiano

di Padellaro e La Verità di Belpietro (interscambiabili), oppure filosofi del nulla

che passeranno alla Storia per l’incendio de La Fenice sotto la loro sindacatura,

storici squinternati, esperti d’arte che non conoscono neppure la differenza tra

monaci e frati e che in tv parlano indifferentemente di conventi e monasteri 

ignorando che i monaci sono nati mille anni prima dei frati (conventi)…, eroine

rosse da salotto, bastian contrari, esperti internazionali la cui scienza consiste solo

nell’aria corrucciata in televisione.

I consigli dei grandi vecchi della realpolitik all’Ucraina consistono nel cedere i

territori migliori senza tante storie, sorvolando sui massacri, i crimini di guerra dei

russi e le distruzioni di intere città: fecerunt desertum et appellaverunt eum pacem 

vale per i romani e vale anche adesso; tali consigli denotano un cinismo ed una

mancanza di rispetto per la persona, per l’altro ed il fastidio di fronte a individui che

preferiscono morire pur di non subire la violenza, l’oltraggio. 

Il mondo tragico e immanentista della loro visione considera gli uomini, i popoli

come pedine cioè come cose non come persone, l’opposto di quello che si legge

nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite.

In questo disordine sarà d’uopo tornare ai grandi come sant’Agostino il quale

reputa che la pace senza giustizia è un latrocinio… e questo deriva dalla definizione

che dà di pace nel De Civitate Dei quella di tranquillitas ordinis (De Civit. Dei 

19,13) una definizione geniale e molto profonda che spiega che la pace non è

mera assenza di guerra ma si fonda sul giusto: unicuique suum e del resto Agostino,

idolatrato dai kantiani per la sua nozione di tempo, è spesso ‘usato’ da certi cattolici 

in antagonismo a Tommaso, aristotelico. 

Nella crassa ignoranza diffusa, ahimè, da decenni nel pensiero cattolico tutto volto

alle ultime novità di successo nello spasimo di voler conciliare Chiesa e mondo, si

scambia spesso la pace con l’irenismo come quando si fanno marciare assieme con 

furbizia, tutta politica contingente, i pope ucraini con quelli moldavi che dipendono

dal Patriarcato di Mosca, tacendo sul fatto che i moldavi dipendono si da Mosca ma

nell’attuale frangente sono assolutamente contrari all’invasione russa, temendo per

loro stessi.

Agostino e Tommaso sul tema della pace sono convergenti anche se Tommaso, 

Doctor communis, definisce la legge umana rationis ordinatio ad bonum commune,

ab eo qui curam communitatis habet promulgata (Summa th. I-II q.90, a 4) e cioè la

legge umana deve rispondere alla ragione ed una norma ha valore di legge nella misura

in cui è giusta, con buona pace del relativisimo e del positivismo corrente incapaci di

definire ciò che è giusto se non in termini statistici. La legge umana intanto ha natura

di legge in quanto si uniforma alla ‘retta’ ragione e non vi possono essere sovrani

(v. dittatori come Putin) legibus soluti cioè al di sopra della legge perché il sovrano

non può essere al di sopra della giustizia e della legge naturale, come il rispetto per

la vita, che richiedono sempre la difesa del bene comune; dire che l’uomo deve agire

secondo ragione o secondo virtù è lo stesso che dire agire secondo il suo fine o le leggi

dell’Essere che regolano e dominano il mondo della vita-pensiero sia quello della

vita-azione (cfr. R. Pizzorni, Diritto naturale e diritto positivo in s. Tommaso

d’Aquino, ESD, Bologna,1999).

Il grande Pieper reputa che la giustizia sia rivolta all’uomo nel suo centro spirituale;

intanto egli è soggetto della giustizia in quanto è spirituale.

Per questo san Tommaso ritiene che una legge tirannica (in senso lato, v. l’operazione

Speciale in Ucraina di Putin) essendo difforme dalla ragione non è una legge in senso

assoluto ma piuttosto una perversione della legge (Summa th. I-II, q.92, a.1 ad 4).

Purtroppo nel mondo cattolico invece di riflettere su queste cose si dice altro, a tutti

i livelli, e così ci si si espone a quel che certi pensatori atei pensano della religione:

il papa fa bene a parlare così della pace perché predica il dover essere cioè ha una

funzione regolatoria ma la realtà è altra cosa. 

L’esatto contrario del pensiero della Chiesa fino al secolo scorso che ha centrato

il suo operare sulla vera efficacia che si fonda sulla prudenza che vuol dire scelta

dei mezzi appropriati per raggiungere il fine e non sull’utopia.

 

 

 

sabato 7 maggio 2022

LA GUERRA, L'IRENISMO E LE VITTIME

Carlo Biancheri 

Aristotele ripete in più occasioni, ivi incluse le Etiche, che il giudizio deve esser scevro da passione perché governato da intelletto e ragione, anche se va difeso con passione.
Si tratta dell’esatto contrario dell’atteggiamento che ha generato molte opinioni, espresse nel nostro paese, sulla bruttissima guerra scatenata dal dittatore russo e dalla sua banda in Ucraina.
Ci sono quelli che con viso serio, sui media, vogliono far valere le buone ragioni di Putin: bastian contrari di professione, come storici squilibrati i cui libri sono accuratamente da evitare, perché se il metodo del giudizio è quello dell’umore e della passione non vi è alcuna garanzia che le loro analisi siano in qualche modo aderenti alla realtà o quantomeno plausibili, esperti internazionali supponenti con l’aria di saper bene come stiano le cose e che invece formulano ipotesi che corrispondono a quelle dell’uomo della strada, oppure professorelli bisognosi di ulteriori studi, perché affetti da crassa ignoranza e presunzione o addirittura gli stessi complici russi di Putin, intervistati da conduttori in modo demente nei talk show televisivi, situazioni paragonabili, nell’ultima guerra mondiale, ad interviste radiofoniche ipotetiche nelle quali si fosse chiesto a Goebbels come mai volesse sopprimere gli ebrei, i disabili, i Rom e gli omosessuali. Purtroppo dal pensiero idealistico discende che la verità è 
dialettica e, quindi, la ‘plebe’ culturale, cioè i conduttori degli show, pone tutte le opinioni, che dovrebbero generare il vero, sullo stesso piano: un’emerita idiozia, un po’ come l’assunto che non si possa conoscere il noumeno, cioè la vera realtà, proferito da uno che scriveva che il quoziente intellettuale dei neri è inferiore a quello dei bianchi e si tratta…, ahimè, di Kant!
C’è poi la categoria di marxisti d’antan che rivivono l’ubriacatura felice della giovinezza sessantottina e che, dinanzi al ‘vento della Storia’, non stanno molto a sottilizzare sui massacri: il nemico è la Nato dei capitalisti che associano alla guerra degli americani in Vietnam. Se poi ci sono fatti concludenti di orrori allora citano esempi di altri massacri, pensando che sia una giustificazione, fondata com’è sulla sapienza popolare del proverbio italico: mal comune mezzo gaudio che, lo abbiamo già scritto, si traduce in spagnolo mal de todos remedio de tontos (male di tutti, rimedio da cretini). Mascheroni di donne mal vissute, già belle eroine rosse da salotto, insinuano che le vittime se la siano andata a cercare e non si capisce perché non cedano per una buona volta i loro territori migliori ai prepotenti che vogliono controbilanciare il potere degli americani e rendere così, finalmente, il mondo multipolare… Ci sono anche gli ex maoisti, divi televisivi, del tutto indifferenti al vero in quanto loro stessi con la loro prassi, il loro operare, sono il criterio di verità…, sostenuti da cattolici di professione che nulla hanno a che vedere con san Francesco, santa Caterina da Siena, san Filippo Neri, per non parlare del Doctor communis, che criticano senza conoscerlo e capirlo, spicca tra tutti il Tarquinio, direttore di “Avvenire”, giornale aziendale, prono alla gerarchia e che ignora che san Gerolamo (!) fin dai primi secoli definiva farisei la gerarchia dell’epoca... Soprattutto si confonde credenza religiosa e clericalismo: infatti, si saprà solo alla fine della vita chi abbia veramente praticato una fede, non chi si definisce tale. Che abbia ragione don Milani che scriveva che l’obbedienza non è più una virtù? Certamente non lo è, come insegna Tommaso, quando viene comandato il male…
Del resto c’è un coro irenista diffuso che vuole la pace a tutti i costi, senza se e senza ma, ma per far la pace bisogna che entrambi i belligeranti la vogliano ed occorre anche un terreno comune su cui accordarsi e Putin non la vuole per il momento. Non solo, la pace non significa imporre ad una parte di arrendersi, né ipotizzare che vi siano Stati che impongano agli altri quel che debbano fare: dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, non a caso, nella Carta istitutiva delle Nazioni Unite è prevista l’autodeterminazione dei popoli e l’autonomia degli Stati, contraddetta dai russi che vogliono ridisegnare i confini territoriali a seconda delle loro convenienze: la logica del lupo e dell’agnello. Perfino il vescovo Bruno Forte, stella della teologia idealisticheggiante, ha ricordato che un pacifismo a tutti i costi contraddice la legittima difesa con le armi, da applicare con il criterio della proporzionalità e senza la quale si sacrificano gli inermi, gli ultimi.
Il pontificato gesuitico, fedele alla sua tradizione che scandalizzava san Carlo Borromeo - ‘pretendono di dar consigli ai principi’… - imposta tutto in chiave politica. Non c’è nulla di spirituale che avrebbe fatto capire immediatamente chi è l’aggredito e chi è l’aggressore e, invece, si cita la provocazione della Nato che abbaiava ai confini, avallando così che alcuni Stati siano ‘più uguali’ degli altri,in altri termini l’equilibrio della forza. Anche il dialogo con l’ortodossia è molto male impostato e diversissimo da quello prefigurato al tempo del Vaticano II. Invece di porre l’enfasi sulla tradizione spirituale e su linee teologiche, come quelle di Evdokimov, si parla con un Kirill, già membro del Kgb, cioè dei servizi segreti. Può il capo di una Chiesa esser stato membro dei servizi segreti? Cosa predicherà? È l’esito del cesaropapismo e, purtroppo, anche in altre Chiese ortodosse, come quella bulgara fino a dieci anni fa, la situazione era la stessa.
La realpolitik vaticana contraddice l’insegnamento di altri papi del XX secolo che avevano sempre riconosciuto il diritto di difendersi da parte di un popolo aggredito, Pio XII e Giovanni Paolo II. La cattolicità non si è mai identificata con la sola gerarchia, come ampiamente dimostrato al tempo di san Francesco e non solo. Del resto chi conosce i giudizi universali all’interno delle Chiese medievali vedrà all’inferno una pletora di ecclesiastici, papi e vescovi inclusi… e, probabilmente, senza tanti sinodi inconcludenti, solo la fede viva dei fedeli laici potrà forse suscitare sacerdoti autentici, consapevoli del mistero che amministrano: non predicò diversamente da come visse, sintetizza così san Benedetto, il suo discepolo Gregorio Magno.
Si dice, infine, che c’è il rischio di una guerra atomica. Si cedette a Hitler nel secolo scorso con i Sudeti ma costui non si fermò nel suo disegno diabolico e Putin non è diverso. Non ci sono risposte razionali per fermare il male che è irrazionale, si può cercare di contenerlo e, certamente, se non si vuole essere disumani, bisogna soccorrere i più deboli, gli aggrediti.
C’è un’evidenza del bene, al di là delle chiacchiere, basta riconoscerlo.


martedì 5 aprile 2022

IL LUPO, L'AGNELLO E I SODALI DEL LUPO


Carlo Biancheri


Superior stabat lupus…
Perché mi sporchi l’acqua che sto bevendo?
Come posso fare quello di cui ti sei lamentato, o lupo? L’acqua scorre da te alle mie sorsate!
Sei mesi fa hai parlato male di me.
Ma veramente… non ero ancora nato…
Per Ercole! Tuo padre -disse il lupo- ha parlato male di me!
E così, afferratolo lo uccide (Fedro).

     L’Ucraina vuole entrare nella Nato ed è una minaccia per la Russia. È pieno di nazisti e quindi noi ‘democratici’ dobbiamo denazificare l’Ucraina. Sicuramente gli Ucraini farebbero leggi per il matrimonio omosessuale, sono dei drogati che pervertono l’umanità e noi dobbiamo salvarla anche facendo stragi, donne, bambini e anziani inclusi, o distruggendo città intere perché bisogna difenderci. L’ordine mondiale non va bene, quindi occorre una guerra per stabilire nuovi equilibri. La legge dell’amore, si sa, comporta lo spargimento di sangue necessario…
     Questo il quadro tragico e vediamo le reazioni che sono la cartina di tornasole dello spessore umano di chi ci circonda e che indica la povertà intellettuale e morale diffusa in questo paese.
     C’è chi da subito ha compreso che c’era un aggressore ed un aggredito, un lupo ed un agnello e, invece, abbiamo passato quasi un mese, fino alle stragi acclarate, a discutere delle buone ragioni dell’aggressore che non veniva neppure nominato (v. papa): certo non doveva farlo, però sono stati provocati, poveretti! Siamo tutti colpevoli, tuona il papa Francesco! Perché poi…? Solo dei comunisti inveterati, afflitti da una malattia infantile, che Marx chiamava ‘estremismo’, sostengono, come fece Paietta del Pci, dopo l’invasione sovietica di Praga, che ‘la Verità è rivoluzionaria (…)’, anche se contraddice i fatti, e che Putin ha le sue ragioni (…), mentre l’occupazione dell’Ucraina dal Donbass fino alla Crimea è giustificata per motivi di sicurezza della Rus. Una bugia ripetuta mille volte diventa una verità, scrivevano i nazisti, e il metodo è lo stesso, adottato dai nostri sodali di Putin fascisti e comunisti che si incontrano in questa fattispecie. Senza saperlo divulgano un’idea hegeliana in base alla quale la Verità è dialettica e Nietzsche poi dirà che è ‘interpretazione’ e cioè tutto è ermeneutica, sta a voi ‘dare’ senso alle cose e ai fatti; in una parola è il soggetto che crea il reale: bel lascito dell’idealismo!
     Bisogna subito avviare colloqui di pace e non inviare armi agli Ucraini. Come no! Gli Ucraini sono il nostro scudo umano e si debbono opporre ai carri armati a mani nude sventolando bandiera bianca ma…, ahimé, sembra non servire, giacché le foto dimostrano che sono stati ammazzati lo stesso. Certo le trattative si possono fare se si accettano tutte le pretese del mascalzone Putin e della sua banda, come con Hitler dopo l’invasione dei Sudeti. Si dà il caso, tuttavia, che una simile soluzione sarebbe in violazione della Carta delle Nazioni Unite che non è una bagatella, in quanto scritta da fior di intellettuali e contestata ora dai paesi emergenti islamici e Russia e Cina che teorizzano che la democrazia deve essere ‘guidata’ (v. soppressa). Tuttavia l’autodeterminazione degli Stati, il divieto d’invasione, come il rifiuto della pretesa che ci siano Stati ‘serventi’ di altri ha carattere universale e non legato alla Storia. Così come la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, in cui il filosofo cristiano Maritain ebbe tanta parte: si può forse contestare che ‘Tutti gli uomini nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza’ (art. 1)?
     Si tratta forse di un’affermazione che possa essere rivista dalla Storia? E chi la contraddice non è forse colpevole?
     Credo che queste semplici considerazioni siano troppo complesse per i nostri politici amici del lupo, i pacifisti che vogliono mettere fiori nei cannoni, o gli utopisti che pensano che la fine della Storia sia qui e ora e quindi pensano, come Hegel, che ‘tutto sia razionale o razionalizzabile’, non capendo che la Storia invece è quella del contenimento del male e cioè dell’uso della prudenza, come insegna Aristotele, che non vuol dire inerzia ma scelta dei mezzi appropriati per raggiungere il fine, il bene comune.
     Tra i partiti politici italiani abbiamo subito notato i silenzi degli amici del lupo. Quel tale del non-matrimonio con la ‘donzelletta’ che ha ricevuto, a suo tempo, in regalo il lettone da usare, immaginiamo, per qualche cena elegante… ci ha messo un mese per fiatare, mentre quello della maglietta con la faccia di Putin cambia discorso e dice che lui vuole la pace: accipicchia! Anche noi la vogliamo, ma dica come, no? Eh…deve essere l’Unione Europea a costringere alle trattative, quella Unione Europea attaccata da loro per decenni, in sintonia con l’amico sovietico, e che tutti sanno che, essendo un’unione di Stati, non è affatto facile raggiungere posizioni comuni, specie se al suo interno ci sono Stati membri - voluti dalla ragazza dell’Est, la Merkel - che si distinguono per essere la quinta colonna del lupo, come l’Ungheria di Orbàn ed altri. Vanno cambiati subito i Trattati e modificato il principio di unanimità delle decisioni, richiesto in tante materie.
     L’invasione dell’Ucraina ha posto fine al periodo di pace durato in Europa più di settant’anni, salvo qualche eccezione come in Bosnia. Inoltre, ormai sappiamo che lo scudo americano che ci ha consentito di vivere tranquilli sta venendo meno e non possiamo più vivere a sbafo: occorre esser pronti a difendersi.
     Per questo la polemica del 2% sulle spese militari è stata avviata dai soliti sciagurati che hanno già dato prova di un governo pessimo del paese con scelte improvvide che stiamo pagando ancora adesso. Ci riferiamo alla solita setta di Scientology che si è buttata strumentalmente subito dietro al papa, inorridito per l’aumento delle spese militari – anche noi crediamo che le armi possano generare guerre ma non ci si difende a mani nude e la pace va costruita con la prudenza non semplicemente invocata - e quindi mette i bastoni tra le ruote anche all’invio di armi, incurante del fatto che gli Ucraini muoiono ora, ogni giorno. Puro populismo, buono per elettori vittime perché privi di cultura.
     Del resto la cultura in questo paese è diffusa dai ‘media’ dove abbiamo conduttori ignoranti che si vantano di non essere laureati – e si vede!- e che interrompono gli interventi per fare sintesi cretine o di parte, oppure Barbie attempate con labbra siliconate che ascoltano attonite dei mestatori bugiardi, ospiti fissi, o pseudofilosofi, politici falliti, che proferiscono normalmente sciocchezze, o ancora esagitati che conducono il dibattito nell’assunto che tutto è dialettica per cui bisognerebbe anche sentire le buone ragioni del lupo – come se le avesse!- per formarsi un’opinione. Ignorano tutti che per dialogare occorrono dei presupposti comuni nel condurre il discorso e regole che vanno rispettate, altrimenti è la cacofonia.
     All in all, dicono gli inglesi, il buon samaritano della Parabola evangelica – speriamo che sia così perché l’attuale generale dei Gesuiti, approvato dal papa, dubita delle parole di Cristo nei Vangeli ‘perché non c’era mica il registratore’…- quando ha visto il ferito se lo è caricato e non si è chiesto se fosse per caso un pericoloso zelota da lasciar crepare lì, sulla strada.
     Forse il consumismo, l’edonismo e un soggettivismo sfrenato ci hanno fatto smarrire il senso di ciò che è ‘umano’ ma la guerra ci costringerà a cambiare in fretta, comunque vada.











lunedì 28 febbraio 2022

"CHI UCCIDE IL TIRANNO E' LODATO E MERITA UN PREMIO" (Super Sent. Ib II dist. 44 art. 2 ad 5)

Carlo Biancheri

Chi ha scritto questo?
Che Guevara?
Veramente è san Tommaso d’Aquino altrimenti detto Doctor communis e la cui Summa theologica fu messa sull’altare al Concilio di Trento, quel Concilio a cui per oltre un anno hanno partecipato anche i Luterani ma nessuno lo ricorda…
Lo si trova nel Commentario alle sentenze di Pier Lombardo, testo fondamentale nel Medio Evo e poi nella Summa e nel De regimine principum.
Lo citiamo perché viviamo in un tempo di analfabetismo di ritorno, dominati in questo paese dagli pseudodibattiti politico-culturali nei talk shows televisivi o sui media, degni del Circo Barnum tra Barbie attempate, ballerine, pseudoeconomisti, intellettuali da salotto non propriamente socratici ma sicurissimi di spargere il Verbo alle folle adoranti, scrittorelli e giornalisti tuttologi, spesso ignoranti o aggressivi che scambiano la loro sensibilità momentanea per certezza assoluta. Il principio è quello di presentare tutte le opinioni, trascurando il fatto che, come per il dialogo vero, se mancano i fondamenti comuni, come si fa a mettere insieme il diavolo e l’acqua santa, Hitler e Tommaso Moro?
È citato qui Tommaso, che aveva avuto il coraggio e la forza intellettuale di conciliare Aristotele, appena riscoperto, col messaggio cristiano - un po’ come fecero gli Arabi con Averroè e Avicenna - non a caso.
Anche l’attuale papa lo cita nelle sue Encicliche ma per dovere d’ufficio, associato al suo opposto e cioè l’arrogante nobile francese antropologo e gesuita Teilhard de Chardin, secondo il quale l’evoluzione (che resta una teoria…) e la Storia della Salvezza vanno, in ultima analisi e con qualche distinguo marginale, a coincidere, interpretando così Cristo alpha ed omega, col risultato di ingenerare una confusione non da poco nel mondo cattolico, un mondo che sembra aver smarrito la direzione nell’ansia di rincorrere la modernità la quale non è necessariamente un progresso con buona pace di Hegel: lo stiamo constatando in questi giorni drammatici.
Tommaso spiega nel De regimine principum perché si giustifica il tirannicida:
‘Il tiranno infatti, poiché, disprezzato il bene comune, ricerca il proprio, necessariamente graverà sui sudditi in modi diversi, a seconda delle diverse passioni cui è soggetto’
‘State lontani dall’uomo che ha il potere di uccidere (Eccl IX,18) poiché uccide non per la giustizia ma per esercitare il potere secondo la corrotta inclinazione della volontà.
E non solo grava sui sudditi nelle cose corporali ma ostacola anche il loro bene spirituale perché chi aspira più a primeggiare che a essere utile impedisce ogni progresso dei sudditi, sospettando che qualsiasi loro preminenza sia di ostacolo al suo ingiusto dominio. Ecco perché i tiranni sospettano più dei buoni che non dei cattivi e la virtù altrui fa sempre loro paura
’.
Ancora:
‘Quando l’uomo governa senza seguire la ragione ma secondo le proprie passioni sregolate non differisce in nulla dalle belve’ (cap. III).
‘Il bene della Comunità è più grande e più divino del bene di uno solo: ed è per questo che talvolta si ammette il male di un individuo ad es. si uccide il brigante per dare pace alla comunità’
Evidentemente nel XIII secolo le rotelle mentali funzionavano assai più delle nostre ma noi non trattiamo della legittimità del tirannicidio per invogliare ad uccidere Putin che è un brigante ma per
riflettere sulle vergognose reazioni di alcuni, politici, commentatori e intellettuali, in questi giorni dinanzi all’aggressione dell’Ucraina.
Abbiamo visto coloro che hanno capito subito che bisognava schierarsi dalla parte dell’aggredito e non credere che avesse ragione il lupo che accusava l’agnello che beveva alla sorgente sotto di lui di sporcargli l’acqua (!).Abbiamo invece ascoltato coloro che, pur rifiutando l’aggressione, ‘comprendevano’ le ragioni sottostanti all’invasione, come D’Alema e i criptomarxisti eterni, e, infine, abbiamo sentito gli irenisti e cioè quelli che sostenevano che bisognava far la pace e che avevano torto tutti e due i contendenti, l’aggredito e l’aggressore. La suora iperattiva, cosiddetta economista e messa in quanto donna cioè animale raro (…) a capo di qualcosa in Vaticano, sosteneva che l’unica via fosse la pace. Già ma don Milani, al passaggio della linea gotica nella seconda guerra mondiale, aveva ben capito e sostenuto che non fosse violenza sparare per difendere la propria casa, come quando i tedeschi in ritirata provocavano eccidi. Il principio secondo lui era quello di controllare il ‘mezzo’ e cioè la proporzionalità dell’uso delle armi per difendere gli inermi, concetto tomista.
Così nell’Enciclica Fratelli tutti (§ 256 a 262) il rifiuto della guerra giusta è sbrigativo come redatto dalla pletora di teologi à la page dell’attuale papa. Si omette infatti di distinguere la guerra di aggressione da quella difensiva e, ovviamente, con il controllo dei mezzi adoperati per difendersi. Basta la lezione che stiamo tragicamente vedendo per convincerli?
Non credo, l’orgoglio per le proprie idee che li caratterizza li rende ciechi.
Quanto ai politici nostrani a parte Letta, meno effimero questa volta, abbiamo sentito il signore formatosi al bar Sport di Milano Rogoredo sostenere che ‘bisogna costringere i due soggetti, uno che ha ragione e uno che ha invaso senza che se ne avvertisse il bisogno (!) a sedersi ad uno stesso tavolo’ e come no? Come dire che Hitler si dovesse sedere al tavolo con i polacchi occupati… Il lupo e l’agnello allo stesso tavolo. Questo succederà nell’Escaton, Salvini! Lo stesso Salvini, tra l’altro, non vuole mandare armi italiane in Ucraina e con la profonda cultura che ci imbandisce ad ogni occasione ha dichiarato: - non in mio nome...-, avendolo orecchiato dalle manifestazioni americane.
Quanto alla famiglia Adams – il gigante e la bassa di statura- ci riferiamo alla conservatrice attigua a Forza Nuova e sostenitrice del folle Putin in passato…. possiamo esser certi del sicuro atlantismo, solo che dai dibattiti in Parlamento i Fratelli d’Italia (dormiente…) hanno un atteggiamento con l’Unione Europea come se fossero dei creditori dinanzi ad un debitore inadempiente: l’UE per loro deve esser un Bancomat, le pretese sono sacre e loro (gli europei) debbono adempiere; diritti senza doveri.
Abbiamo sin qui vissuto per decenni giocando, votando per l’ultimo comico in disarmo che per cinque anni ha danneggiato il paese, e ora che la vita si fa dura non abbiamo i mezzi interiori per affrontarla.
Putin pensava che fossimo dei debosciati edonisti come alla caduta dell’Impero romano ma il coraggio e la forza degli Ucraini ci stanno facendo pensare.