domenica 20 maggio 2018

IL CONTO DELLA SERVA

Carlo Biancheri

Lo steward dello stadio san Paolo Di Maio così si è espresso a proposito dei giusti calcoli effettuati sulle coperture che l’infantile programma di governo M5/Lega richiede per essere attuato.
La notazione è una sorta di lapsus in quanto denota quale considerazione il giovanotto, proveniente dalla terra del lavoro, così chiamata in altri tempi, abbia della povera ‘serva ‘, come la chiama lui. Il mestiere di servo – forse nel napoletano la Rivoluzione Francese è durata pochissimo, perché il re borbone non riconosceva diritti, ma faceva solo elargizioni, concessioni ai ‘pezzenti’… - senza dover scomodare il pensiero di san Paolo al riguardo, non ha nulla di disdicevole, perché il lavoro nobilita l’uomo e, per citare l’amato Manzoni, ricorderemo che il padre di fra’ Cristoforo si vergognava di esser stato mercante, «non riflettendo mai che il vendere non è cosa più ridicola del comprare» (I promessi sposi, cap.IV) e così il servire non è cosa più disdicevole dell’essere serviti; i conti che fà la ‘serva’ non si distinguono da tutti gli altri conti, Di Maio, aspirante fautore della giustizia  sociale!
La povera serva del resto i conti li fà meglio del pool di esperti di Roccacannuccia o di Abbiategrasso che hanno messo insieme il programma casereccio’, buono per il 60% dei minchioni che credono che vada bene e che il governo si debba fare.
Al riguardo occorre ancora una volta spendere qualche parola sui media e segnatamente sulla giornalista Annunziata, presa come emblema di una pletora di personaggi che sulla televisione pubblica parlano a vanvera e fanno propaganda per chi gli aggrada, senza rispondere a nessuno.
Per chi paga il canone non è un bel vedere che la RAI arruoli soggetti che non padroneggiano gli argomenti degli intervistati e che, tuttavia, insistono con protervia nel portare avanti le loro ideuzze.
La Annunziata, nella fattispecie, ha  intervistato tre economisti sul programma dello sciagurato governo che dovrebbe nascere e tutti e tre hanno sostenuto tesi sensate, ma lei, non paga, insisteva a sostenere ipotesi che palesemente risultavano delle idiozie.
Vediamole nel dettaglio.
La cancellazione del debito di 250 miliardi di Euro relativamente a titoli di Stato comprati dalla BCE.
Il più favorevole alla tesi ha sostenuto che si potrebbe fare solo se lo facessero tutti a livello mondiale, ma essendo stata proposta malissimo – non può un pierino da solo sostenere: cancelliamo il debito- non è attuabile. E subito la Annunziata, defensor vinculi, ribatte: ma l’idea è buona… e poi in Sud America ha funzionato. A scuola da noi si insegnava a stare attenti a non mettere assieme capra e cavoli e negli Stati Uniti, che la Annunziata conosce tanto bene, si dice di non mischiare pineapples and oranges; infatti, l’intervistato nota che nel caso del Sud America il debito pubblico era detenuto da entità estere non dalla Banca centrale… e tant’è…
La flat tax.
Perché non va bene, chiede l’Annunziata? Con Reagan ha funzionato.
La risposta è: funziona in paesi dove si è produttori di materie prime e poi la flat tax di Reagan ha lasciato buchi enormi negli Stati Uniti e ha aumentato il debito pubblico di venti punti percentuali; anche uno sciocco capirebbe che col debito pubblico italiano in essere non si può fare. Tra l’altro c’è il problema della costituzionalità, ma per la signora de minimis non curat praetor!
L’introduzione della flat tax comporterebbe, nel programma, la cancellazione di tutte le agevolazioni, a cominciare dagli sconti fiscali sui lavori  edilizi, sul risparmio energetico, sulle spese sanitarie, sull’assistenza ai disabili…, insomma una macelleria sociale.
Tutte queste considerazioni per la Annunziata sarebbero ‘il pensiero dominante’ e, alla ricerca dell’ebbrezza del nuovo, la signora si vuole avventurare ad esplorare le proposte  dei poveri eretici e patrocinare a tutti i costi le loro buone ragioni, in questo spalleggiata da uno dei tre che ha affermato che il voto è sacro e se il 60% degli italiani vuol uscire dall’Euro va fatto: questa è l’idea che gli economisti hanno della politica.... Già ma quel 60% di minchioni è al corrente di come sarà la loro vita il giorno dopo l’uscita dall’Euro? Il latte si andrà a prenderlo dalle mucche con la bottiglia perché la moneta sarà subito svalutata del 40% e che garanzia avremo di continuità dell’energia elettrica? Non sarà male studiare quel che succede in Venezuela o in Equador, il modello per i 5S, tenuto conto dell’ampia comunità di equadoriani a Genova, città del comico pregiudicato in disarmo.
La morale è che alla scuola degli asini il voto può decidere di qualsiasi cosa e non è così  perché il voto è all’interno dei limiti imposti dalla Costituzione.
Se la maggioranza dei votanti decidesse domani, a maggioranza, di mandare gli ebrei nelle camere a gas per noi quel voto non varrebbe una cicca.
Capito Annunziata?


martedì 15 maggio 2018

STIAMO SCRIVENDO LA STORIA...

Carlo Biancheri


Così il giovane steward al San Paolo, che non ha passato molto tempo sulle ‘sudate carte’,  per dirla con il Leopardi, si è espresso su queste cosiddette trattative per formare il nuovo governo che sembrano gestite dal cappellaio matto di Alice del paese delle meraviglie. Sul passare alla storia l’amato Manzoni si esprime così a proposito del governatore di Milano, don Gonzalo Fernandez de Cordoba: «Da tutti i portamenti di don Gonzalo, pare che avesse una gran smania d’acquistarsi un posto nella storia, la quale infatti  non poté non occuparsi di lui; ma (come spesso le accade)non conobbe, o non si curò di registrare l’atto di lui più degno di memoria, la risposta  che diede al Tadino [conservatore della Sanità che rappresentava il pericolo enorme che per Milano sarebbe stato l’assedio di Mantova per via della peste, portata dall’esercito che veniva dai Grigioni e dalla Valtellina] in quella circostanza. Rispose che non sapeva cosa farci; che i motivi d’interesse e di riputazione, per i quali s’era mosso quell’esercito pesavano più che il pericolo rappresentato; che  con tutto ciò si cercasse di riparare alla meglio, e si sperasse nella Provvidenza» e aggiunge poi… «In quanto a don Gonzalo, poco dopo quella risposta, se ne andò da Milano; e la partenza fu trista per lui, come lo era la cagione. Veniva rimosso per i cattivi successi della guerra, della quale era stato il promotore e il capitano; e il popolo lo incolpava  della fame sofferta sotto il suo governo… » (I promessi sposi, cap. XXVIII). Verrebbe da dire: messaggio ai naviganti… Per la prima volta discutiamo di temi… affermano lui e l’altro, il Salvini  con quelli del suo gruppo o ghenga, a giudicare dal modo di esprimersi, sempre senza cravatta, e che a Milano  verrebbero definiti in fretta ‘bamba’ per la sfilza di sciocchezze  e  per la  semplicioneria con la quale trattano temi complessi. Ma non importa, ci provano per fare un favore, peraltro non richiesto, agli italiani: sarò sincero, dice il Salvini e questo per lui giustifica tutto anche se il paese non è rappresentato in sede internazionale, in quanto guidato da un governo che fà solo l’ordinaria amministrazione ed il ritardo comporta la perdita di occasioni utili alla collettività per ogni giorno trascorso (e ormai  sono  settanta). Discutiamo sui temi: una novità per i ragazzi che ignorano la storia politica del Paese dove nella cosiddetta prima Repubblica il presidente del Consiglio incaricato a formare il nuovo governo passava molto tempo a discutere i dettagli del programma con le forze politiche con le quali prevedeva di formare la maggioranza, come vuole la Costituzione. Non si capisce di che novità si tratti se non del tentativo di limitare i poteri del Presidente della Repubblica per confinarlo al ruolo di notaio, trascurando interamente nel merito il quadro internazionale in cui opera il Paese, nell’ambito cioè dell’Unione europea e degli accordi internazionali sottoscritti dal Paese stesso, specie in materia di difesa: dilettanti allo sbaraglio perché ritengono che l’Italia consenta loro di fare l’apprendistato per poi guidarla. Peraltro, questo ha espresso il voto degli hooligans e degli hobbit e richiede una riflessione. La demagogia fa sì che i cittadini vengano ingannati chiamandoli ad esprimersi su questioni che non sono in grado di valutare. Quanti sono quelli che possano stabilire se sia meglio restare nell’area Euro o uscirne? Chi è capace di fare una valutazione seria, tenendo conto delle conseguenze? È un inganno formulare una domanda del genere, sarebbe come chiedere alla casalinga se sia opportuno accettare la fisica quantistica… ne consegue che chi lancia queste proposte, come quelle di un governo che promette tutto a tutti, è un irresponsabile e fà il male del Paese.Ritorniamo a quello che abbiamo scritto più volte in questo blog. Viviamo in un tempo di apparenza, di equilibrio all’esterno della persona – direbbe Fromm- del fare  cose, del godere dei beni, dell’affermare  diritti, senza mai chiedersi alcunché sul significato del nostro agire, sulle conseguenze dell’operare sulle persone. Sin qui si è fatto troppo poco e si sono abbandonate intere collettività, si è trascurato l’inefficienza dello Stato,che in molti casi appare un mero flatus vocis, ponendo mano a riforme troppo timide, si sono fatte leggi inattuabili, mancano i controlli efficienti, si è ceduto troppo alle corporazioni, nelle emergenze, per quanto in situazioni difficili, non si sono trovate soluzioni per mettere insieme i particolarismi con l’interesse della gente di avere un aiuto subito. Lo Stato è fatto di troppe repubbliche indipendenti che si combattono tra loro e manca la sintesi. In una parola non si è  avuta fiducia nella gente, pensando, come il Guicciardini, che tanto tutti si occupano del loro ’particulare’.Finalmente ci si comincia ad accorgere del peso di media ignoranti e faziosi in tutto questo quadro – da ultimo Mieli e il Foglio- che fanno propaganda ed inseguono le ultime novità di successo: non faremo i nomi questa volta, ma sono arcinoti.Cerchiamo  un po’ di resipiscenza per opporci al dilagare dell’ immaturità, se non è troppo tardi…

 


giovedì 26 aprile 2018

UN GOVERNO PURCHESSIA?


Carlo Biancheri


I soliti Cacciari, filosofo del nulla e politico ad un tempo, sindaco di Venezia in occasione  del rogo de La Fenice, o il politologo Passigli, esponente della cultura radical chic, si chiedono che senso abbia esser votati per fare la minoranza e quindi spingono il Pd a concludere il governo con quelli del pianeta Gaia: a noi pare che i votanti si esprimano a sostegno di un partito e quel che avviene dopo dipende dal risultato del voto. Il ragionamento, tuttavia, si radica nella teoria hegeliana dell’Ottocento  per cui la Storia ha una sua razionalità  che va oltre i soggetti, essendo il farsi dell’Idea, ragione  per cui l’essenziale è essere protagonisti, gestire il potere…, altro che la Storia degli  ‘esclusi’ teorizzata dall’amato Manzoni! A questi si aggiunge l’irenista cardinale Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana in missione a Bruxelles, attentissimo a sostenere la linea papale che sta trasformando la Chiesa cattolica nella Compagnia di Gesù, inclusi i molti difetti di attivismo, autoritarismo e disinvoltura, specie nei confronti della Verità: bisogna fare un governo sostiene. Già, ma che governo? Si ricordi della Chiesa italiana che ha definito Mussolini “l’uomo della Provvidenza”; solo pochi intellettuali ed universitari cattolici (FUCI) salvarono l’onore della Chiesa stessa, opponendosi… Non è il caso di vedere i contenuti dell’azione politica ed il tipo di governo o è esercizio troppo difficile per i credenti?
Prescindiamo per un momento dal programma: abbiamo letto il Paper (paperino…) del prof. Della Cananea che in stile cassesiano giustappone, compara ed elimina i punti più controversi e qualificanti… inclusa la compatibilità economica delle proposte. Gli inglesi nei loro clubs comparano molto meglio perché aggiungono qualcosa, formulano proposte, diversamente dal tecnico (…) che, secondo la trovata del ragazzo Di Maio, come ‘esperto’ avrebbe dovuto sciogliere il nodo gordiano dei contrasti tra i partiti. Questo la dice lunga sulle idee confuse del capo politico pro-tempore della setta: le scelte le affidiamo ai tecnici perché noi non siamo capaci a farle!
Il Di Maio è arciconvinto (o fà finta) che gli italiani vogliano il governo del ‘suo’ cambiamento e critica il lepenista - dove sta l’antifascismo della Carnia?- Salvini che sta battendo il Friuli ma anche la Venezia Giulia che col Friuli non ha nulla a che fare, anzi… per convincere soprattutto i friulani gente laboriosa, indipendente, ma anche bizzarra, a votare lo scialbo Fedriga. Per Di Maio il Salvini, rifiutandosi di sacrificare Berlusconi, preferisce il bene dei suoi alleati al bene degli italiani che, secondo lui, consiste senz’altro nel realizzare il programma proposto dalla setta, omettendo di rilevare che il Salvini all’europeismo e all’atlantismo non ci crede… 
La setta che preconizza il pianeta Gaia è pura, come i Catari e cioè i Manichei (…) - tutto il bene da una parte, tutto il male dall’altra -, per cui non si allea; offre un ‘contratto’ con soggetti che sostengono tesi opposte; sarebbe  come dire: tu sei un mascalzone ma io ti affitto ugualmente il mio terreno con le dovute garanzie…; come premessa non c’è male, per il momento non c’è accordo sul canone ma neppure su chi voglia concludere con un proprietario così arrogante...
Come interpreti del ‘nuovo’ - anche Hitler era nuovo al suo tempo…, anche Lenin…, anche Maduro  in Venezuela… - si arrogano il diritto di ‘primogenitura’ per guidare il governo perché sono il primo partito… eppure nessuno  ha spiegato loro che in una democrazia parlamentare non siamo alle Olimpiadi e  prevale chi è in grado di raccogliere voti sufficienti per avere la maggioranza parlamentare…, altrimenti si fà un nuovo sistema in cui, come sostenuto  da Rousseau, per l’appunto…, qualcuno interpreta la ‘volontà generale’ ed elimina, ad esempio,  quell’impostura della proprietà privata -sempre Rousseau-…: altro che democrazia rappresentativa, altro che delega! Come si sa Rousseau è finito pazzo, ma non importa, serve sempre per uscire dal ‘pantano’…, come lo chiama il Di Maio, costretto a riconoscere che ‘nessuna forza politica può fare da sola’ nell’attuale quadro, con citazione implicita di  Monsieur de La Palisse…
Alleanza di governo, a casa nostra, significa  che i motivi di accordo sui contenuti sono superiori a quelli di contrasto per cui si lavora insieme per un progetto concordato che diviene comune e ciò comporta fiducia reciproca, necessaria in qualsiasi associazione di persone, in qualsiasi progetto. Ci sono problemi enormi incombenti che ci riguardano, come le scelte in Europa a giugno prossimo, l’attesa dei mercati finanziari, per ora sotto controllo ma non per sempre…, con rischi di turbolenza  grave che inciderebbero sulla nostra vita quotidiana. In sede internazionale, malgrado i peana del conte Gentiloni che invita l’Europa a non decidere senza l’Italia, il ruolo del paese è sempre più residuale: fanno senza di noi e questo dipende anche da chi saremo rappresentati; non è vero che tutti sono interscambiabili come sostiene la setta –si vede dove amministrano che risultati producono!- o negli ambienti massonici che considerano le persone come soldatini, ispirandosi alla gerarchia militare: ognuno, invece, ha il suo carisma, le sue qualità.
Un governo con soggetti così eterogenei non potrebbe durare perché le idee hanno bisogno di gambe  e le persone rilevano; del resto basta guardare alla storia, neanche lontana, del nostro paese ed ai governi cosiddetti ‘balneari’ della prima Repubblica per capirlo.
Il Partito Democratico deve ripensare quel che intende fare e rinunciare a divulgare in Italia un blairismo che ha fallito nel Regno Unito;  ci vuole tempo, fiducia ed un confronto ideologico e tecnico, senza scorciatoie. L’opposizione ad un governo populista, se si formasse, consentirebbe la sedimentazione delle tensioni e di ritrovare una ragione di unità. Se poi non ci fossero maggioranze idonee a  formare un governo, bisognerà prepararsi ad una campagna elettorale ben diversa da quella condotta dal Pd e cercare di spiegare a quelli del ‘contado’ –per contrasto con la popolazione  delle aree urbane…-  che hanno votato per protesta che se persistono ne va di mezzo il loro pane quotidiano.
Purtroppo pochi sofisticati conoscono Aristotele che nell’Etica grande scrive: «Il comandare non è possibile a tutti: tu non hai nell’anima nulla per cui tu possa comandare e governare» e Tommaso d’Aquino chioserà: «chi non sa governare sé stesso non può neppure governare gli altri». Et de hoc satis.


mercoledì 11 aprile 2018

L’APPARENZA VINCE SULLA SOSTANZA NELLA CRISI POLITICA

Carlo Biancheri

Scemo tu, mille volte più di me… Questo lo stile da scuola elementare degli ultimi scambi di cortesie del grosso Salvini e del ragazzo Di Maio.
Si continua con i proclami: il governo spetta a me perché sono arrivato primo (partito); non sai contare! Io ho preso il 37% con la  coalizione e poi ci vuole il 51% per governare… Io voglio fare il cambiamento come auspicano i cittadini e se tu vuoi la conservazione, accomodati. Già, ma quale cambiamento? Non è dato saperlo, non si esce dalle parole, anzi, come in tutte le sette che si rispettino, i contenuti non contano rispetto al rapporto gerarchico, alla guida che ‘sa’ cosa occorra al popolo.
Quando si va sui contenuti, peraltro, c’è da rabbrividire: il  Salvini annuncia che manderà via non si sa quanti immigrati, che abolirà la legge Fornero sulle pensioni, che diminuirà le tasse, che rispetterà le regole di Bruxelles solo se sono utili agli italiani.
Riflettiamo: gli immigrati dove li porta? Forse anche lui ha imparato che gli accordi di rimpatrio conclusi dall’Italia con i paesi di origine sono tre o quattro  e poi molti arrivano senza documenti e  l’identificazione è spesso difficilissima e poi i costi di rimpatrio e  i nuovi arrivi… Pensa davvero che in Italia si possa fare come  Orbàn con i nove milioni di ungheresi? La geografia la conosce? Crediamo di no, perché all’evidenza ignora che lo stivale è una penisola nel mar Mediterraneo, accessibile da tre lati… Mare nostrum lo chiamavano i Romani; un freno all’emigrazione è ipotizzabile solo insieme alla UE, non da soli, a meno che… non si spari sui barconi: è un’opzione, Salvini?
La legge Fornero. I conti li sa fare? È sostenibile? Il debito pubblico lo vuole consolidare? E poi crede che gli stranieri che ne detengono quasi il 50% continueranno a finanziarci? Dove lo ha imparato, al bar del Giambellino da Cerruti Gino? O glielo ha detto l’ economista - si parva licet- Giorgetti?
Vuole diminuire le tasse. E già… e poi gli stipendi dei dipendenti pubblici e le pensioni le paghiamo col ricavato della vendita dei diamanti della Lega, quei fondi che i magistrati cercano e non trovano…, aspettando gli aspetti benefici sulla ripresa che l’abbassamento delle tasse genererebbe?
A Bruxelles, nei suoi proclami, le regole sono  à la carte, cioè uno prende quel che vuole come al ristorante. Uhm… ma gli altri ci stanno? Sono donatori di sangue? Sarete contenti di essere rappresentati dal Salvini  in quelle sedi? Vi rassicura?
Un saggio ed anziano prete lombardo, denunciato dalla Lega che, come si sa, è cattolicissima, perché impugna rosario e Vangelo come corpi contundenti, ha finalmente detto ai bambini: o si è cristiani o si è con Salvini e non ritratta! Modestamente lo avevamo scritto anche noi su questo blog, nel silenzio vergognoso dei vescovi, specie quelli lombardi, veneti e liguri.
Lo sapevate che Fico era di sinistra e che la setta ha raccolto tanti voti da chi ha di meno? Noi credevamo che la sinistra, dopo l’ubriacatura dittatoriale, rispettasse le regole democratiche e la tutela delle minoranze, ma la ripartizione delle poltrone ha dimostrato un’arroganza ed un disprezzo delle prassi di fair play impressionante: hanno spartito tutto col Salvini. Se questo è il nuovo…
Intanto, alla prima prova relativa alla condizione carceraria che, secondo la Costituzione italiana, la migliore del mondo (…), deve essere organizzata in modo che la pena debba tendere alla rieducazione del condannato, approvata dal governo uscente, non se ne farà nulla perché la Commissione speciale, secondo quanto deciso dai capigruppo, non se ne occuperà. Ci sono un po’ meno di cento bambini che vivono in carcere in Italia: come la chiamate questa, non è tortura sugli innocenti? Tale è lo stile della cosiddetta sinistra  5S e dei gonzi che li hanno sostenuti!
Già dal linguaggio tradiscono il modo di essere. Ci sono delle donzelle che sfoggiano un look molto curato, cambiano gli occhiali se costrette a portarli, che non esitano ad assicurare che loro sono contro le ‘ammucchiate’. Ora nel linguaggio comune l’ammucchiata, lo stiparsi, è per lo più usata con una connotazione erotica  e cioè come sinonimo di orgia particolarmente disordinata, senza distinzione di sessi. Esprimersi in questo modo, in televisione,  per una giovane donna che potrebbe esser madre è quantomeno inopportuno e certo non pedagogico nei confronti delle masse di votanti improvvidi loro seguaci. Va bene che siamo abituati ai vaffà, ma se si potesse uscire da un parlare da trivio, come si diceva nel Seicento, o da lupanare (v. ‘casino’…), non sarebbe male.
La sostanza è che per ora i mercati finanziari aspettano, ma presto, molto presto, verranno prese decisioni importanti in sede internazionale e voi credete veramente che i vincitori, novelli Pirro, siano capaci a far qualcosa? Si vede a Roma dove, dopo un mare di chiacchiere, la spazzatura si raccoglie nuovamente una volta la settimana, in certe zone, e gli alberi cascano, le macchine sprofondano nelle buche e il contenzioso con il Comune è elevatissimo. L’astuta donzella vuole mantenere il monopolio pubblico di un’azienda fallita – ATAC- che assicura un trasporto urbano ormai peggiore di quello del Cairo. E dopo due anni di incapacità nel governo della città, la colpa dei problemi risiede nella mancanza di fondi: un classico.
Siate certi che al governo nazionale sarà la stessa cosa, ma il rischio è che non essendo in grado di affrontare i problemi finiscano per imitare Orbàn o Erdogan.

martedì 3 aprile 2018

LA VOLONTA' GENERALE NEL SISTEMA ROUSSEAU



Carlo Biancheri

Siamo nell’era delle conseguenze o meglio del non senso a causa di decenni vissuti in ‘allegria’.
Se apriamo la televisione  vediamo ad ogni ora dei conduttori, non pochi semi-ebeti, che con fare sereno ci informano delle ultime sciocchezze del Di Maio o del Salvini, nonché dei gloriosi destini dell’ istituendo governo le cui trattative sono complesse ma, essendo la ‘dialettica’ la chiave della realtà (per loro si intende…), i conduttori sono beatamente certi che approderanno a qualcosa e quel qualcosa è il nuovo, positivo per forza, perché è la Storia la maieutica del reale, è il suo ‘farsi’…
Sempre sui media, sentiamo i seguaci del comico pregiudicato, quello che bestemmia e poi si scusa, ripetere come delle macchinette: «noi siamo il partito più votato dai cittadini e sarebbe un tradimento del voto popolare se non venisse affidato l’incarico di governo al nostro candidato…» Anni fa, molti anni fa, esistevano dei pupazzetti caricati a molla nella schiena che ripetevano sempre gli stessi gesti e questi giovani dell’era digitale li ricordano da vicino: anche loro sono eterodiretti.
Nell’interpretazione dei commentatori la politica si esaurisce in tattica; il Pd ripete inutilmente che vuol parlare di contenuti: fin de non recevoir si dice in francese e che si potrebbe tradurre con ‘non recepito’. Il Pd lascia fare un governo al Di Maio  e a quel Salvini? Non sia mai, dicono molti pseudoSoloni, deve partecipare, fare cioè il donatore di sangue di professione. E per quali contenuti? E vediamoli questi contenuti.
Il reddito di cittadinanza, anzi non più il reddito di cittadinanza, ma un ‘sussidio temporaneo in attesa di trovare un lavoro’, sic l’intellettuale Salvini, ma il lavoro produttivo  non c’è in quelle parti del territorio nazionale dove lo Stato comanda di meno delle cosche e dove la legge prima è quella delle relazioni… Si lavora in perdita?
Gli economisti seri - e non quelli che provengono da posti esotici (…)- si affannano a ripetere che con le cifre non ci siamo, in particolare con l’abolizione /ora … trasformazione  della legge Fornero, se non imponendo  un bagno di sangue ed abolendo tutte le agevolazioni fiscali in essere (quelle relative all’edilizia, al risparmio energetico, all’acquisto di mobili, i famosi 80 Euro… ecc.,ecc.), specie se combinata con la flat tax, cioè una o più aliquote uguali per tutti. Un vento di  giustizialismo simbolico –in quanto residuale negli effetti economici ma devastante nei principi- si abbatte nelle dichiarazioni degli interpreti della volontà generale. Il neopresidente della Camera ha annunciato una sorta di programma di governo mediante il quale  intende favorire il percorso delle leggi di iniziativa popolare, abolire i privilegi, ecc., ignorando che il suo ruolo consiste invece nell’assicurare il funzionamento ed il corretto dibattito del ramo del Parlamento da lui presieduto e non altro. Abolire i privilegi significa sopprimere i vitalizi dei parlamentari  adottando il sistema contributivo - salario in base ai contributi versati- ma… qui casca l’asino, giacché il sistema contributivo è stato adottato nel ’94, che fare del periodo precedente? Come computarlo? Lo stesso criterio dovrebbe valere per le pensioni?
La retroattività dei giustizieri corrisponde a quei periodi della Storia che nella rivoluzione francese chiamiamo ‘il Terrore’ o nella rivoluzione bolscevica  l’impronta leninista; la Corte Costituzionale si è già espressa sul punto riconoscendo che i diritti acquisiti corrispondono ad aspettative della persona e che non possono esser cancellati con un tratto di penna sull’altare della volontà generale; diverso è legiferare per il futuro.
Già la volontà generale. Chi l’ha inventata? Lo svizzero Rousseau, morto evitato da tutti (o quasi) e riportato in auge da Robespierre, naturalmente…; già calvinista poi cattolico, poi di nuovo calvinista e poi deista, era affetto, come Kant del resto, da paranoia sembra in ragione della porfiria o di una malattia venerea; Voltaire scrive di lui che era diventato pazzo. Avrebbe avuto cinque figli dalla lavandaia Thérèse Levasseur,  tutti affidati ad orfanotrofi… Era profondamente convinto che l’uomo nascesse buono e che la società fosse la fonte della corruzione, della prepotenza, dell’apparenza a scapito della realtà e che la proprietà fosse un arbitrio, un sopruso. Il popolo è sovrano e può esser soggetto solo a sé stesso, non a magistrati e tanto meno al diritto divino. La volontà popolare che assicura che ad ogni individuo venga attribuito quel che gli spetta ed il soddisfacimento dei bisogni non può essere delegata alla rappresentanza… Suona familiare tutto ciò? Ricordate i partiti moribondi e l’espressione della volontà popolare tramite un click magari di mille persone? Casaleggio docet…
Chi interpreta la volontà popolare? Il guru/garante (di che?)? Chi decide che vada introdotto in Costituzione il vincolo di mandato?
Mentre noi ci  concentriamo in queste… gravi questioni, a fine giugno  a Bruxelles ci sarà un Consiglio europeo in cui si discuterà dell’avvenire dell’Euro e delle sue regole, del Ministro dell’Economia europeo, dei confini esterni alla UE e di una sorta di Fondo monetario internazionale europeo… scusate se è poco! Ne risulterà la traccia di un avvenire per la futura generazione nel quadro internazionale dove la Cina, gli USA, l’India, la Russia (politicamente) sono i nuovi protagonisti.
Manderemo Salvini o Di Maio a discutere? Successivamente faremo una missione a Tirana per allearci con l’Albania se ci vuole…