lunedì 5 novembre 2018

LA DISONESTA' DEL GOVERNO FASCIO-COMUNISTA


Carlo Biancheri

Non ci riferiamo all’argomento del condono edilizio di Ischia, zona ad alto rischio sismico, con ventimila case e diciassettemila abitanti (…) -non viene neppure richiesto il certificato di stabilità per gli immobili da condonare che di sicuro crolleranno  alla prossima scossa tellurica- né al limite elevato degli idrocarburi nei fanghi, da spargere nei terreni agricoli, che produrranno vegetali che finiranno sulle nostre tavole, il tutto nascosto dietro al ponte di Genova (…) ma al mendacio sistematico  di questi affabulatori che, all’evidenza, si rivolgono a dei  fanatici che li seguono come si faceva con Mussolini: «Duce, conduci!». Del resto il Salvini non fà che citare Mussolini; è di ieri “chi si ferma è perduto”…
Vediamo perché.
L’economia
Sono al governo da maggio di quest’anno e lo spread con i titoli tedeschi dei BTP si attesta sui trecento punti, un livello insostenibile alla lunga, a detta del Presidente di Banca d’Italia Visco e circa duecento punti in più del governo precedente. Danneggia soprattutto le banche -ma anche le assicurazioni- che detengono in portafoglio una quantità enorme di titoli pubblici italiani. Valgono di meno e gli intermediari dovranno, di conseguenza, ricapitalizzarsi prima o poi perché lo richiedono i requisiti patrimoniali e in bilancio, secondo i principi contabili internazionali, debbono svalutare i titoli in loro possesso ( investment portfolio) per adeguarli ai valori di mercato. Quali le conseguenze?I nuovi mutui a tasso fisso più cari come quelli a tasso variabile in essere e, inoltre, le banche ridurranno di nuovo il credito ecc., ecc. Dove troveranno i soldi per ricapitalizzarsi? Le condizioni di mercato non sembrano favorevoli ad  assorbire la richiesta…
Siamo stati graziati per ora dalle Agenzie di rating, probabilmente per qualche spallata politica tra camerati populisti negli USA (…), ma quanto durerà? E se i titoli pubblici italiani diventeranno spazzatura la BCE non potrà accettarli a garanzia dalle nostre banche mentre il ‘famigerato’ (…) Draghi a cui il ragazzetto di Pomigliano d’Arco, lo stesso che minacciava di iscriversi al Pd piuttosto di fare un condono ad Ischia (!), dà lezioni di italianità… alla fine del prossimo anno lascerà la BCE ed  il soggetto in questione si accorgerà in fretta quanto il nuovo Presidente vorrà aiutare l’Italia; del resto, il sostegno sostitutivo  da Russia, USA e Cina, arriverà di sicuro…  ma con la velocità dei cammelli in carovana nel deserto del Sahara. Nell’immediato gli investitori stranieri se ne vanno e quelli italiani fanno espatriare i capitali perché manca la fiducia in un governo di incapaci e chiacchieroni.
Il Vis-Conte dimezzato, Cavaliere inesistente, dialoga, dialoga per illustrare la sua bella finanziaria che gli piace sempre di più perché ‘pensata’, sostiene, ma finge di non capire che per dialogare bisogna essere in due, altrimenti è un monologo, e non mi pare che abbondino gli interlocutori europei che ripongano in lui la benché minima considerazione.
L’esperto della faccenda è quel signore ottuagenario del Cagliaritano che si esprime con lo stile dei pastori di Orgosolo quanto a convinzione sulle sue teorie. La crescita compenserà l’indebitamento e ci consentirà di rendere il debito sostenibilissimo. Ma quale crescita? Con l’assistenzialismo? Con i centri di collocamento? Con il maggior costo delle pensioni per le modifiche alla legge Fornero? I neofiti ci raccontano del moltiplicatore et similia ma nessuno condivide la terapia perché la diagnosi è fondata su presupposti errati. Si sospetta che si voglia creare uno scontro con i partner europei che faccia sì che il paese sia messo gentilmente fuori dalla moneta unica e del resto Draghi ha chiarito che non c’è più il rischio di contagio tra gli Stati aderenti all’Euro: un messaggio ai naviganti… se lo capiscono.
Gli investimenti delle grandi opere sono bloccati perché bisogna fare l’analisi costi/benefici: se Cavour l’avesse fatta per il valico del Frejus avrebbe raddoppiato la mulattiera, afferma giustamente Chiamparino. Anche lo smemorato di Collegno capirebbe che le opere in ballo sono tutte indispensabili ad un paese che non vuole condannarsi alla decrescita felice.
Nella manovra si prevedono investimenti pari all’1% del Pil mentre l’ultima trovata del ragazzetto è quella di fare l’alta velocità in Sicilia in alternativa alla TAV: se avesse studiato un po’ forse avrebbe imparato che l’Italia è un paese con la testa nello sviluppo ed i piedi nel sottosviluppo e per far crescere il Sud occorre che il Nord sia in salute.
La disoccupazione aumenta di nuovo e ci sono segnali di perdita di velocità dell’economia e il decreto dignità è stato controproducente per favorire l’occupazione. C’è il rischio che, alle brutte, si faccia ricorso al famoso risparmio degli italiani come se fosse parte dei conti pubblici.
L’etica
La premessa è che la volata a questi signori è stata tirata dalla sinistra da salotto. Il padrone o dirigente de Il fatto quotidiano, Padellaro, intervistato da La 7, sosteneva tranquillamente che è ora di finirla di criticare la Raggi perché è stata votata dopo tutto dal 60% degli elettori a Roma, malgrado lo sfascio della città, aggiungiamo noi… Eccoci al punto. La morale è la seguente: se siamo stati votati comandiamo noi e possiamo fare qualsiasi cosa, anche se i votanti si sono pentiti: peggio per loro. Democratico, no? I contrappesi della democrazia rappresentativa vanno aboliti e, secondo il comico in disarmo, quello pregiudicato, i poteri del Presidente della Repubblica debbono essere ridotti. Atteso che i votanti non sono degli esperti dei problemi della cosa pubblica, bisogna trovare dei nemici immaginari che saranno di volta in volta i migranti/’clandestini’, i burocrati europei, la Merkel, Macron, gli speculatori ecc. I comprimari, peraltro, sono impegnati a diffondere l’odio sociale indicando come al tempo del libretto rosso di Mao le categorie da mettere alla gogna: i funzionari pubblici che boicottano il governo del cambiamento, i parassiti, i privilegiati da punire con l’esproprio mentre sono silenti sulle mafie, sull’evasione fiscale che continua alla grande. Di fiscalità generale da applicare secondo la capacità contributiva di ciascuno, come previsto in Costituzione, non si parla affatto. Anzi, la flat tax…?
Il mendacio
Fanno finta di esprimersi come la gente comune aggiungendo particolari del tutto insignificanti: sono andato ad Ischia con la mia ragazza e ho trovato la strada bloccata, dice un deputato della setta, che giustifica così l’accelerazione delle procedure per il condono…
‘Nessuno speculi sulle nostre banche perché milioni di italiani sono pronti ad intervenire’ afferma sicuro il tizio ‘concreto’, da bar Sport, che, a giorni alterni, brandisce una statuetta della Madonna- ignora l’incauto che questo modo di fare è puro paganesimo non cristianesimo- …Come, di grazia? Con un bel salasso per i correntisti e per i risparmiatori in generale?
Il ragazzetto di Pomigliano che viaggia in seconda classe in aereo e che, quindi, merita un premio (…) sostiene che la colpa della stagnazione attuale dipende dalla manovra posta in essere dal precedente governo nel dicembre 2017!
La RAI/EIAR non dovrà esser più in mano dei partiti sostenevano e, invece, da quando sono al governo si sono dimostrati abilissimi nel coprire tutte le caselle per occupare il potere.
Tutta questa sceneggiata è per gli allocchi che secondo i sondaggisti li sostengono ancora e che dovranno votarli a metà del prossimo anno.
Siccome noi allocchi non siamo, non crediamo che si possa governare con le chiacchiere quando si è contraddetti dai fatti, dai ‘numerini’.
Riteniamo che uno vale uno è un’idiozia perché ci sarà sempre chi è  più capace e più esperto in un dato settore: ci sono anche le doti naturali… Il salario uguale per tutti, indipendentemente dalla mansione svolta e dalla responsabilità, non è stato attuato neppure nei paesi del socialismo reale che pure hanno lasciato macerie umane – c’era la nomenklatura…-. Non ci importa niente che ci siano degli pseudo-catari che viaggino in carro bestiame per dimostrare la loro purezza: preferiamo gente capace e preparata che viaggi anche in prima classe ma faccia bene gli interessi generali.
La democrazia è un sistema delicato ma se la maggioranza dei votanti non è all’altezza ci troveremo nella situazione descritta da Aristotele più di duemila anni fa: in un mondo di pazzi, i savi sono considerati pazzi dagli altri.

mercoledì 24 ottobre 2018

NOT IN MY NAME

Carlo Biancheri

Non in mio nome, Salvini!
La Commissione Europea ha attaccato un popolo, secondo lui, quello italiano. Fino a prova contraria io sono italiano, ma approvo quel che ha fatto la Commissione, sostenuta dalla totalità degli Stati membri della UE e quindi dico: not in my name. Perché mai tutti dovrebbero osannare un’idiozia che serve solo ai governanti italiani per gabbare gli allocchi in vista delle elezioni europee?
La cultura fascista del personaggio che non ha alcun rispetto per l’essere umano, a giudicare da come si esprime, stravotato dagli ‘intellettuali’ trentini che tra un gotto e l’altro si sono affidati alle mani sapienti della Lega, elabora una identificazione del suo clan con il popolo. Se avesse, non dico studiato, ma almeno letto I promessi sposi si ricorderebbe di un tal Principe di Condé e della notte precedente la battaglia di Rocroi e, per converso, di don Goncalo Fernandez de Cordòba, governatore di Milano, e del suo assedio di Casale Monferrato e quali glorie a volte la Storia riservi a certi soggetti. Almeno legga Hegel, segnatamente l’astuzia della ragione per cui Napoleone pensava, conquistando la Russia, di stabilire la pace universale, mentre fu la sua rovina…
Si sa che una delle tentazioni maggiori dei giovani è la presunzione in cui si avventurano per mascherare la loro incertezza, connessa ad un sapere acerbo, acritico che non coglie l’essenziale.
Ascoltiamo quotidianamente sull’EIAR fascista dei personaggi del calibro di sottosegretari/viceministri incompetenti che ripetono come un disco rotto: il debito nei nove anni precedenti è aumentato perché lo potete riscontrare dal rapporto debito /PIL degli ultimi anni e, quindi, la ricetta non ha funzionato, perciò provate la nostra!
Rispondiamo agli incompetenti che, purtroppo, in ragione della più grave crisi economica verificatasi dal dopoguerra nel nostro paese, il PIL italiano dal 2008 è sceso di almeno 8 punti percentuali. Ora, se la matematica non è un’opinione e se il numeratore decresce ed il denominatore è costante, cioè il debito, quale sarà mai il rapporto debito/PIL? Capito, scienziati? E nessun conduttore osa fermarli…
Siamo stanchi del minuetto: dialoghiamo, confrontiamoci quando tutti sanno leggere e scrivere e la Commissione europea non è mica composta da ‘scemi’, per citare il Salvini: se volete portarci fuori dall’Euro e non siete dei gran vigliacchi, ditecelo! Verrà fuori tutto ma quando sarà tardi, come spesso accade nella storia…

domenica 21 ottobre 2018

VOGLIAMO RESTARE NELL'EURO E NELLA UE MA... ALLE NOSTRE CONDIZIONI



Carlo Biancheri

Il governo fascio-comunista ha risolto le sue diatribe interne del tipo: non sono un bugiardo, non sono scemo… con un linguaggio piano, sincero che piace tanto agli allocchi che li hanno votati e li sostengono ma che dimenticano che gestire la cosa comune è un compito ‘sacro’, per dirla con Aristotele, perché si tratta del bene di tutti e la politica, come insegna Machiavelli, è per definizione ciò che riesce e non un apprendistato amatoriale dove gente senz’arte né parte - dei balordi si dice al Nord - impara i rudimenti sul come amministrare.
Il Vis-Conte dimezzato, Cavaliere inesistente, che ha fatto sentire la sua flebile voce da Bruxelles, come figurante, (si intende!), non certo da protagonista che non vuol essere, si ostina a dire che la manovra è molto bella, ben costruita, che va spiegata e che la Merkel è rimasta impressionata dalla profondità delle riforme mai fatte in trent’anni (o cento?) di storia d’Italia, e con Macron non è vero che si sono visti al bar in piedi per cinque minuti, ma per quaranta (li ha cronometrati?), comodamente seduti nel retro del bar (vicino al bagno?) e lui ha spiegato. E già lui e il piccolo Tria spiegano, ma gli altri non condividono… E allora? Bisogna iscriverli ad un training di rieducazione stile Scientology perché si convincano? Ha per caso chiesto lumi al Casaleggio su come fare?
L’approccio ricorda perfettamente l’atteggiamento nel comunismo reale dei capi: se qualcosa non era apprezzato dalla gente, andava spiegato perché era impossibile che la proposta non fosse valida, il leit-motiv era la disciplina di partito. Il dubbio non è ammesso e la frase ‘possiamo sbagliare’, ricorrente tra i due giovanotti…, va tradotta: anche se sbagliamo qui restiamo.
Che significa ‘vogliamo discutere la manovra’ se è già stato risposto che non va e se le cifre della crescita sono del tutto inattendibili e valgono solo per l’anziano di Bildenberg, con un milione di Euro in c/c in Svizzera e con l’assicurazione vita per sé e per la moglie? In una botte di ferro qualsiasi cosa succeda! Così il ragazzetto sostiene: noi non vogliamo uscire dall’Euro, né dalla UE, ma fra cinque mesi la cambieremo…; non siamo mica in Italia, uagliò! E quell’altro che si crede spirItoso che entra ed esce dal Consiglio dei Ministri dicendo altrimenti 'mia figlia di cinque anni mi denuncia’: la cosa pubblica è ‘cosa nostra’ come i soldi pubblici della Lega, volatilizzati.
Il Ministro Savona svolge un ragionamento analogo a quello succitato allorché sostiene, con spocchia mal riposta, che è vero che il debito pubblico italiano è quel che è, ma bisogna calcolare il risparmio privato che nessuno dei partner europei ha. E allora? Pubblico e privato sono vasi comunicanti? Dispone lui del risparmio privato? Ha in mente una patrimoniale, non ora ma quando occorrerà, dicendo 'scusate, adesso è necessaria'? L’equivoco sta nel fatto che l’aumento dello spread è solo colpa loro, mentre lo dipingono come un evento ineluttabile, anzi accusano l’opposizione di fomentarlo perché non sostiene il loro bel programma.
Del resto dal centro America, il seguace di Mussolini e di Che Guevara ci informa che l’atteggiamento di Di Maio è stato di spontaneità, di genuinità… Corrisponde perfettamente allo spirito del tempo dove molti giovani vivono senza un progetto, scambiano le pulsioni, gli istinti come  qualcosa di primario da soddisfare, alla stregua di mangiare, non come un’istanza da valutare alla luce della ragione. Già ma se si mangia troppo… ci ricordiamo del film La grande abbuffata… e, anzi, ormai leggiamo, purtroppo, che se uno è abbandonato dalla propria donna, la ammazza, o se i vicini fanno rumore li si uccide, o se sono antipatici, perché di razze diverse, li si uccide ancora. La leggerezza dell’essere… che non è altro che insicurezza, egolatria.
Per cambiare le regole europee ci vogliono alleati di peso ed il ‘truce’ -così denominato sulla stampa- si è alleato con Putin e Le Pen: non bastano. Non bisogna essere dei villani, ma questi neppure sanno come ci si debba comportare, malgrado i baciamano ridicoli del truce che non coglie le sottigliezze e cioé ignora che in molti paesi non si fà.
La situazione sui mercati finanziari peggiorerà e questi invece di riconoscere i loro errori faranno pagare il conto a noi. Noi siamo persone per bene dichiarano, ma, come si dice in Italia: chi si loda si imbroda…
Ricordiamo quel che è apparso sulla stampa e cioè una impressionante citazione di Prezzolini sul popolo italiano: ’Si fà guidare da imbecilli i quali hanno fama di essere machiavellici, riuscendo così ad aggiungere al danno la beffa,  ossia l’insuccesso alla disistima per il loro paese’. Chiaro il concetto? 

venerdì 19 ottobre 2018

L'ESPERTO DI MERCATI FINANZIARI

Carlo Biancheri

"Lo spread sale perché i mercati pensano che il governo sia diviso", afferma perentorio il vice-presidente del Consiglio pro-tempore Di Maio, giovinetto di Pomigliano d’Arco, che conosce benissimo i mercati finanziari internazionali, forte del suo stage a Blackrock o a Goldman Sachs invece che allo stadio San Paolo di Napoli.
Come no? I mercati puntano tutto sulla stabilità di questo governo del cambiamento che porterà senz’altro l’Italia nel burrone. Infatti, quando non si litigava all’arma bianca, come adesso, tra le due componenti ‘democraticissime’ di governo, lo spread era stazionario sui trecento punti:una quisquilia, solo tre punti in più dei tassi tedeschi, tanto per penalizzare particolarmente le imprese del bel paese che debbono competere con quelle tedesche e che, per ottenere finanziamenti dalle banche, pagheranno almeno tre punti in più dei concorrenti teutonici…  Ottimo, no?
Dove sono gli allocchi che credono ancora che  i mercati, quando si è materializzata la messa in mora dell’Italia da parte della Commissione Europea, si siano innervositi? I mercati sono profondamente convinti che la manovra del cambiamento, spiegata magistralmente dal Cavaliere inesistente, alias Vis-Conte dimezzato, e dal piccolo ministro Tria, porterà senz’altro ad un aumento cospicuo della crescita del prodotto interno lordo e ciò consentirà di ripagare serenamente il debito, che aumenta sì adesso, ma che diminuirà in forza dell’assistenzialismo che verrà erogato, dopo aver reso efficienti in un baleno i centri dell’impiego, i cui dipendenti sono un po’ meno dei centomila tedeschi (…). Le banche dati si parleranno tra loro, domani mattina (…) si intende, e così si eviteranno abusi da parte dei richiedenti il reddito di cittadinanza che saranno schedati in modo efficientissimo. Siamo ancora in Italia? O sul pianeta Gaia?
Ancora due settimane così e arriviamo al default, alla patrimoniale, al controllo dei movimenti di capitale e al congelamento nell’area Euro, con la troika, Salvini, altrimenti le Alpi torneranno ad essere la frontiera invalicabile e ci troveremo tra noi.
Quesito ai votanti: volevate tutto ciò?