lunedì 1 luglio 2024

NON BASTA DIRE: SIAMO UNO DEI PAESI FONDATORI DELL' EUROPA PER GUADAGNAR RISPETTO

Carlo Biancheri


   Qualche riflessione da condividere con i nostri venticinque lettori come li presumeva l’amato Manzoni per "I Promessi Sposi"...

Non si passa facilmente dalla Garbatella, quartiere di Roma, città di emigrati da ogni dove, priva di identità, in quanto i Romani, di origine contadina negli ultimi secoli ( indicative sono le belle stampe di Pinelli o gli acquarelli del grand tour), sono ormai marginale minoranza, allo scenario del mondo.
Primo requisito: la comprensione dell’universo simbolico altrui e dei loro ‘desiderata’ da sussumere sotto una dimensione universale per trovare convergenze, in altre parole sprovincializzarsi. E’ escluso, pertanto, partire in guerra come Guerin meschino, sostenuti magari dall’armata Brancaleone, composta da ministri formatisi al bar Sport o da giornalisti di quotidiani locali, prodighi di salamelecchi (salam alekum) al ‘caro estinto’ o da ministri di famiglia.
E già perché le posizioni si guadagnano sul campo. facendo dei ragionamenti sensati in cui anche altri possano riconoscersi e non conta se siamo discendenti di Michelangelo, di Leonardo e di quant’altri: i quattro quarti di nobiltà non esistono neppure più tra i sopravvissuti dell’Ordine di Malta e non vengono nemmeno riconosciuti legalmente: pesiamo, come paese (e non Nazione che è una sciocchezza per l’Italia) per quanto valiamo e per quel che sappiamo proporre. E il contenuto è pessimo.
Secondo requisito: inutile confondere la propria posizione di governo che rappresenta l’Italia intera con la propria fazione politica. Hanno fatto le nomine al ‘caminetto’ ma non hanno riconosciuto l’esito elettorale? E perché, di grazia? La maggioranza Ursula deve chinarsi alla Le Pen finanziata da Putin? O fare la riverenza a Giorgia? Non è forse stato deciso tutto in conformità ai Trattati UE? All’apparenza i numeri ci sono per la decisione del Consiglio e vedremo in Parlamento, a voto segreto. In Consiglio le querimonie portano all’isolamento.
Certo l’opposizione rappresentata da giganti alla Schlein che propala le ultime sciocchezze di successo o ‘quel che resta del giorno’ del ‘fu’ movimento di adepti di Scientology – abbiamo capito che l’avvocato del popolo si vanta di aver portato tanti miliardi (di debiti) al paese dall’UE ma ha anche scassato i conti pubblici per anni a venire - non sono di grande aiuto a sostenere la posizione di un paese in affanno.
Terzo requisito: c’è qualcuno che sia interessato a fare proposte serie al paese o in ambito internazionale invece di una sciocca propaganda? In Italia ci viene detto che nulla si può fare a Bruxelles senza la Giorgia altrimenti… son botte. E questo insieme a quotidiane lodi dell’ottimo operato del governo: chi si loda si imbroda, a casa mia…
Per esempio, c’è chi ripete in televisione come un ebete che il governo ha successo e lo prova la crescita della borsa: per fortuna che questa idiozia si dice in televisione e non a piazza Affari, in Borsa, perché susciterebbe l’ilarità degli addetti ai lavori. Tutti gli esperti sanno benissimo che la crescita corrisponde al trend europeo, all’andamento dell’inflazione, ai tassi d’interesse delle Banche centrali, ai prezzi delle materie prime, ai mercati internazionali e che la nostra ‘borsetta’, comparata per capitalizzazione a quella tedesca, francese o inglese, è cresciuta (con molta volatilità e…per ora…) per ben altri motivi che per l’autonomia differenziata o il premierato o per l’immobilità del ministro di Cazzago. Ma, come scrive Pascal ne Les lettres provinciales, pur essendo un mendacio, pochi verificano.
Quarto requisito: bisogna avere una strategia che è cosa diversa da una tattica da modesto cabotaggio. Non voto Ursula perché aspetto le elezioni francesi e così frego Macron e gli scippo la vice-Presidenza della Commissione con deleghe esecutive… Uhm… ma se la nera Le Pen non becca la maggioranza assoluta, come appare, che fare? L’intreccio si infittisce per chi è a corto di visioni, eccezion fatta per un programma in campagna elettorale demenziale che proponeva tagli di tasse, il blocco degli sbarchi, il paese del bengodi e compagnia cantante…
La strategia non c’è, al contrario si tratta di un approccio situazionista: un po’ di qua, un po’ di là… che nei paesi a Nord delle Alpi è considerato ciarlataneria o, se preferite: pizza e mandolino, come dicono.
Vediamo il prosieguo.


lunedì 3 giugno 2024

NON VOTARE GLI AMICI DICHIARATI O NASCOSTI DI PUTIN ALLE EUROPEE

 Carlo Biancheri

Si tratta di elezioni europee?

Cosa c’entrano con l’Europa la sanità pubblica, il salario minimo, i salari bassi? Oppure il superbonus che sì, era giusto farlo per ‘Giusepi’ ma è stato gestito male dai soliti gnomi burocrati che lavorano per il re di Prussia…?

Armi all’Ucraina? Ma non scherziamo: abbiamo già dato abbastanza carri armati della seconda guerra mondiale, armi difettose, pasti caldi e ospitalità a go-go. L’Ucraina va aiutata perché è stata aggredita ma neanche una pallottola deve fare ingresso nel territorio dell’aggressore; Kharkiv deve rimanere il poligono di tiro o, se preferite, il tiro al piccione, animalisti permettendo, per addestrare le truppe non propriamente russe ma delle repubbliche periferiche dell’ex Unione Sovietica in modo da consentire loro di sfondare il fronte; in altri termini l’Ucraina deve combattere con un braccio legato dietro la schiena per arrivare prima alla resa e quindi alla trattativa. Naturalmente l’Italia non può far diverso, come emerso nell’approfondito dibattito tenutosi al bar Sport di Milano Rogoredo tra costituzionalisti di vaglia, in quanto la Repubblica ripudia la guerra come strumento di offesa (ma non parlavamo di legittima difesa dell’aggredito?) alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art.11 Cost). Peccato che l’Italia aderisca alle Nazioni Unite che prevedono in caso di aggressione armata una risposta proporzionata all’offesa nel territorio dell’aggressore… E noi abbiamo aderito: siamo proprio degli sventati! Uhm… l’intreccio si infittisce e le considerazioni del berlusconiano Tajani, già cronista de Il Tempo nella cronaca di Roma, non ci sembrano persuasive… in punto di diritto, né politicamente parlando. Il suo collega di governo di Milano ecc.. va oltre perché dà del guerrafondaio a Macron e a tutta questa Europa che ha scarrocciato dalla linea che doveva tenere: altro che cessione della sovranità! L'Europa deve essere un gruppo di Stati sovrani che in materie limitate devono mettersi d’accordo. E Buon Corpus Domini! L’incauto, non avendo alcuna dimestichezza con i credenti, ignora che non è uso augurarsi Buon Corpus Domini come ha fatto lui su Rai3 inopinatamente, forse come captatio benevolentiae per i votanti cattolici che l’hanno presa piuttosto come un’irrisione.

In generale, emerge un atteggiamento verso l’Europa di chi sia in credito e che sia stufo, come lo era la Thatcher, di fare il donatore di sangue. Si è ben visto come è andata con la Brexit… non proprio da brindare.

La storia d’Italia, ahimè, non è costellata di molti politici di vaglia e non c’è uno che si chieda dove andremo a finire nell’attuale contesto internazionale se l’Europa non si unisce ulteriormente in un contesto che ricorda a noi, ma non agli sbarbatelli, quello della guerra fredda e poi Cina e India con potere crescente. Inoltre, dopo il PNRR ci vuole anche molta ingratitudine, considerato l’ammontare del dono pagato da tutti gli altri, a criticare l’Europa.

Cosa deve essere questa Europa? Un Bancomat per noi che non siamo in grado di fare una struttura in tempi ragionevoli, se non in deroga a tutte le leggi, come nel caso del ponte di Genova?

Ai nostri venticinque lettori raccomandiamo di non votare il partito del Conte che ha sinistrato i conti del Paese e sostiene di fatto Putin, né quello della svelta Schlein/Ocasio Cortez che arruola badesse ed irenisti che propongono trattative come Chamberlain con Hitler – attenti ai nuovi farisei per usare un’espressione dantesca-indipendenti si… ma allora chi sono gli astri del partito candidati? Il sindaco di Pesaro? Notiamo, per inciso, che la Schlein non fa che citare le cose da fare ma dimenticando di chiarire come si finanziano.

Né abbiamo alcuna stima per quel che resta di Berlusconi la cui partecipazione al partito popolare europeo ci pare scandalosa dopo tutti i disastri che l’uomo ha generato nel Paese e per un’ideologia non conforme a quella dei popolari.

Non penserete che ci convinca Giorgia! La donzelletta ripete che l’Europa deve: ma cosa deve? Ci sono ben 26 altri Stati membri oltre a noi che non sono mica i nostri camerieri… Delirio di onnipotenza? Affabulazione? Fate voi. Resta il fatto che l’approccio post-gollista dell’Europa delle nazioni è assolutamente astorica e inconcludente dinanzi a problemi come l’approvvigionamento energetico ,la transizione verde, la difesa comune, la competizione tecnologica ecc.

Resta poco ma è un segnale di protesta di una politica di professionisti che sembrano attori amatoriali poco interessati al bene comune.

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lunedì 27 maggio 2024

LUPO E AGNELLO PARI SONO?

Carlo Biancheri


Il contesto internazionale è degradato ma pochi dicono che il degrado è connesso a decenni di una cultura del soggettivismo, del narcisismo, della performance individuale e di una visione del mondo onirica ed immanente, la secolarizzazione definitiva: è tutto qui, prendete il piacere che potete, come dicevano gli Epicurei ma anche gli Stoici, senza danneggiare gli altri (neminem ledere). In sostanza, fate i fatti vostri…, anche trasgredendo, come insegna Nietzsche in Al di là del bene e del male.
Certo, prima c’erano le utopie cioè l’Eden, il paradiso terrestre, quando il lupo e l’agnello si abbracceranno, pace e giustizia regneranno ecc. e tra queste un’importanza maggiore ebbe quella marxista, di cui non mancano tutt’oggi gli affabulatori, nonostante gli esiti non proprio esaltanti, per chi non sia paranoico, dei sistemi socialisti storici. Il problema è strutturale, sosteneva Marx, soprattutto ne Il capitale – testo difficilissimo e letto interamente in Italia da un massimo di cinque persone…- per cui se si cambia la struttura, leggi il sistema di produzione socializzandone i mezzi, si risolverà il problema.
Naturalmente per li rami questa tesi si è divulgata tra la plebe culturale, stile teologia della liberazione, per cui la guerra è il frutto della produzione di armi: se si producono le armi per il fine ultimo di ricavarne un profitto, poi si useranno… Si tratta di una teoria rispettabile ma teoria resta e con scarse verifiche, perché finché il lupo è deciso a mangiare l’agnello, sarà difficile che quest’ultimo convinca a mettere fiori nei cannoni…
Tutto ciò che è reale è razionale (o razionalizzabile), insegnava il massone Hegel, ma questa razionalità come il progresso della Storia sembrano l’araba fenice, a giudicare dai fatti che si sono susseguiti, giacché non si rinviene questa presunta razionalità e neppure ci sono adepti pronti a divulgarla: noi non pretendiamo di scoprire il fil rouge della Storia ma modestamente, come Tacito, ci accontentiamo di analizzare le res gestae, gli eventi.
I ripetuti appelli alla pace per l’aggredito suonano beffardi ed ingiusti, a meno che non si reputi contro Socrate quel che sosteneva Trasimaco, ne La Repubblica di Platone, e cioè che ‘il giusto si identifica ovunque col potere del più forte’ e ancora ‘la giustizia e il giusto sono un bene altrui cioè l’interesse di chi è più forte e comanda e un male per chi obbedisce e serve’.
Noi per la verità crediamo invece con Socrate che ciò che rileva è il contenuto della giustizia presupposto della pace e Agostino non scrive che ‘se non è rispettata la giustizia non sono forse gli Stati se non delle grandi bande di ladri’ (De civ. Dei, lb IV)? Appunto bande di ladri, perché se l’aggredito non si difende perisce come un agnello sacrificale. E questo è giusto?
Subentra allora la legittima difesa, sostenuta per moltissimi secoli dai cristiani e l’uso controllato della violenza in risposta ad una violenza ingiusta subita. Anche Tommaso d’Aquino, Doctor comunis, nel De regimine principum sostiene che il brigante che si aggira con lo spadone nel villaggio va ucciso per il bene comune. Don Milani non scriveva a sua volta che la violenza va usata, nel caso della Resistenza, per la difesa della propria casa e della famiglia?
È vero che non c’è più guerra giusta quando si usino mezzi come le armi nucleari perché la distruzione è tale che non c’è più rapporto tra mezzi e fini ma il principio della legittima difesa non viene mai meno di fronte ad un male ingiusto. Questa è la retta ragione, il resto sono tutti sofismi di propagandisti di basso conio che ci vengono imbanditi dalle televisioni giornalmente.
Così il ministro, già comunista padano, di formazione bar Sport Milano Rogoredo, ci informa che è demenziale mandare armi offensive all’Ucraina, oppure il Conte artefice dei conti sinistrati del Paese - per chissà quanto tempo - a causa della ‘casa gratis’, pagata, grazie a lui, da noi tutti ai benestanti, è fiducioso nelle trattative diplomatiche, come la segretaria Pd, prodiga di parole ma con contenuto lontano dalla realtà: per una negoziazione entrambe le parti, debbono esser disposte a farla ed attualmente l’aggressore, il lupo, l’agnello se lo vuole mangiare e basta, altroché trattare.
Sostenere tesi diverse vuol dire stare con il lupo come fa Orban, a viso aperto non con sofismi involuti.

Ma noi  stiamo con l’agnello e come Davide confidiamo di affrontare Golia.

 

 

 

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lunedì 11 marzo 2024

LO STILE GESUITICO FA' BENE ALLA CHIESA?

 Carlo Biancheri


In occasione del quarto centenario della nascita di Pascal, l’attuale pontefice ha scritto una lettera intitolata Sublimitas et miseria hominis, in data 19 giugno 2023.
È noto ai cultori l’avversione di Pascal nei confronti dei Padri gesuiti, espressa nelle Lettres provinciales nella controversia, non minore, tra i gesuiti da una parte e i giansenisti, di ispirazione calvinista, e i domenicani dall’altra in materia di grazia sufficiente e di grazia efficace. In pratica si tratta di determinare se l’uomo possa salvarsi con le sole forze della grazia di Dio c.d. sufficiente, ricevuta alla nascita, come sostenuto dal p. Molina e dal molinismo, oppure se abbia bisogno della grazia efficace per operare il bene.
Nella lettera succitata il pontefice regnante ritiene che non sia certo il luogo per riaprire la questione e che il ‘giovane’ Pascal voleva combattere il semipelagianesimo dei gesuiti molinisti. ’Facciamogli credito sulla franchezza e la sincerità delle intenzioni’, si legge, e ciò fa pensare che Pascal, se non era un poveretto, di certo si sbagliava di grosso.
Il nostro debil parere, per riprendere le parole di fra’ Cristoforo dell’amato Manzoni, è invece quello che la questione sia di maggior importanza perché sottende una visione teologica dell’uomo che può orientarlo verso un approccio che mira all’attivismo del fare, con uno sforzo volontaristico/prometeico, invece di un atteggiamento che i giansenisti di Port Royal volevano spirituale, rivolto al mistero della grazia, senza l’angoscia della predestinazione degli eletti, teorizzata dai calvinisti.
Anche Dostoevskij ne I fratelli Karamazov, allorché Ivan racconta ad Aljosa la leggenda de Il Grande Inquisitore col ritorno temporaneo di Gesù sulla terra, ritiene che i gesuiti siano soprattutto interessati a guidare l’umanità: ’Sono semplicemente l’armata romana per il futuro regno universale terreno, con l’imperatore, il pontefice romano alla testa… ecco il loro ideale, ma senza nessun mistero e nessuna sublime tristezza… La più semplice brama di potere, di sordidi beni terreni, di asservimento… una specie di futura servitù della gleba, nella quale essi sarebbero i proprietari fondiari’.
Del resto, nel XVI secolo, san Carlo Borromeo a Milano, alla guida della più grande diocesi del mondo dell’epoca che arrivava fin quasi a Ginevra, voleva abolirli da subito ‘perché pretendono di dar consigli ai principi’, in chiaro: fanno politica.
E vediamo cosa rimprovera il ‘giovane‘ Pascal ai gesuiti.
Nella seconda delle 
Lettere provinciali si legge che la Società di Gesù è troppo politica per comportarsi diversamente. Si contentano di aver vinto su quelli che ammettono la grazia sufficiente, anche se la intendono in modi diversi, e ciò consentirà loro di ritenere che la grazia efficace non è più necessaria. La Società è ben soddisfatta dell’accettazione da parte dei domenicani della grazia sufficiente. Non esige che essi neghino la necessità della grazia efficace… Non bisogna tiranneggiare gli amici… I gesuiti hanno guadagnato abbastanza perché il mondo si sazia di parole: pochi approfondiscono le cose…
Nella terza lettera Pascal scrive che quello che è eretico nei semi-pelagiani – da notare che Pelagio riteneva che ci si salva con le sole forze umane – diviene ortodosso negli scritti dei gesuiti: l’antica dottrina di sant’Agostino sarebbe una novità insopportabile, mentre le invenzioni nuove che si fabbricano tutti i giorni vengono fatte passare per la fede antica della Chiesa.
Nella quinta lettera si legge che il corpo dei gesuiti non ha nulla di definito, ciascuno ha la libertà di dire ciò che pensa.
Il loro scopo non è quello di corrompere i costumi ma neppure quello di riformarli: sarebbe una cattiva politica.
Hanno una buona opinione di loro stessi e vogliono che la loro fama sia diffusa per governare tutte le coscienze. E poiché le massime evangeliche servono per governare alcuni tipi di persone se ne servono nelle occasioni che sono loro favorevoli ma, siccome queste massime non vanno bene alla maggior parte delle persone, le lasciano da parte per quel tipo di persone in modo da soddisfare tutti. Avendo a che fare con persone di tutte le condizioni e nazioni così differenti è necessario disporre di casuisti per rispondere a tutte queste diversità. Se non avessero che dei casuisti permissivi distruggerebbero il loro principale disegno, quello di abbracciare tutto il mondo, perché i pii cercherebbero una condotta più sicura. Ma sono pochi…
Conservano tutti i loro amici e si difendono dai nemici: se accusati di rilassatezza, mostrano i loro direttori spirituali austeri e qualche libro sul rigore della legge cristiana e i semplici si contentano di queste prove. Così in paesi dove la croce è uno scandalo non ne parlano e predicano solo Gesù Cristo glorioso (v. India, Cina). Consentono l’idolatria pur di portare sotto il vestito un’immagine di Gesù e di pensare a lui quando fanno adorazioni pubbliche al Chacimchoan e a Keum-Fucum tanto che si dovette emanare un decreto della Congregazione nel luglio del 1646 (card. Capponi) per obbligare ad esibire il crocifisso in tutte le Chiese. Giustificano la loro prudenza umana e politica col pretesto della prudenza divina e cristiana, come se la fede e la Tradizione che la mantiene non fosse sempre una ed invariabile in tutti i tempi e in tutti i luoghi. La norma deve inchinarsi per convenire al soggetto che gli deve essere conforme. Tutti gli uomini hanno grazia sufficiente per vivere nella pietà nel modo che la intendono (Per associazione di idee viene alla mente la Dichiarazione di Dubai sulle religioni ‘benedette da Dio’). Essendo la loro morale pagana, la natura basta per osservarla. E qui Pascal aggiunge un’osservazione sulla grazia efficace che non serve a rispettare i doveri esteriori della religione ma ad ottenere una virtù migliore di quella farisaica o più saggia del paganesimo…
I Padri della Chiesa contrastano con i teologi moderni? I Padri andavano bene per la morale del loro tempo ma sono troppo lontani dal nostro… (non è dissimile da quel che sosterranno i modernisti secondo i quali i dogmi riflettono la religiosità del tempo).
Nella sesta lettera apprendiamo che l’obiettivo capitale della Società di Gesù per il bene della religione è quello di non respingere nessuno per non far disperare il mondo (Tutti dentro…). Per questo, considerati i vizi a cui si è più soggetti, in tutte le condizioni sono state stabilite dai casuisti delle norme così blande, senza ferire la Verità (…), che sarebbe difficile non esserne contenti (v. il bene possibile anche nei casi di intrinsice malum). Ciò che conta è l’intenzione soggettiva: così i servi che portano messaggi disonesti non sono responsabili se la loro intenzione è semplicemente quella di mantenere il guadagno.
Si arriva addirittura, nella settima lettera, a permettere ad un religioso di uccidere se l’azione è messa in opera per prevenire la maldicenza, altrimenti non contenibile: ciò che conta è l’intenzione.
Si potrebbe continuare con l’elenco e citare il famoso esempio di relativismo: ciò che non è consentito al di là del fiume, è permesso al di qua.
Quel che interessa rilevare, come allora, è che un credente sincero non cerca risultati umani perché non confonde il proprio desiderio con la volontà di Dio. Si legge a La Verna la frase di Francesco piccolino: la vostra pace sia nella Sua voluntade. Ormai tutti vanno rilevando che occorre un supplemento d’anima, si diceva un tempo nel secolo scorso, o di spiritualità per affrontare con la virtù della prudenza – la scelta adeguata dei mezzi per raggiungere il fine- le tragedie della vita del nostro tempo. Non si tratta di correr dietro alle ultime novità di successo, che col tempo si rivelano transeunti, né di credere che la Storia abbia una razionalità e un progresso lineare.
Nella spiritualità dei gesuiti c’è l’ubbidienza ma manca l’umiltà/povertà: l’opposto di Francesco piccolino e Pippo bono (san Filippo Neri). Di questo la Chiesa ha bisogno oggi, non di organizzazione, perché non è un’azienda.

martedì 26 dicembre 2023

UN GOVERNO DI APPRENDISTI INETTI CHE CELEBRA UNA NAZIONE INESISTENTE

Carlo Biancheri 

È mai possibile che siamo ridotti a rimpiangere la prima Repubblica, quando tutti i partiti erano finanziati con una percentuale sugli appalti pubblici del 10%?
Eppure il confronto con i nostri esponenti politici attuali è impietoso.
La donzelletta ci intrattiene descrivendo una realtà che non esiste: la borsa va bene, le agenzie di rating hanno confermato il rating dell’Italia, anzi una ha cambiato l’outlook migliorandolo, le rate del PNRR sono regolarmente incassate, la Sanità ha ricevuto tanti soldi come mai in precedenza, il paese ha riacquistato un ruolo in sede internazionale, stiamo difendendo i confini nazionali, la 
disoccupazione è calata considerevolmente e tutto questo è merito del suo governo di… Giamburrasca.
Omette di dire:
la borsa è sì cresciuta in corso d’anno, similmente alle altre borse europee, ma quanto aveva perso in precedenza? Si direbbe che si tratti di un recupero se non fisiologico quantomeno possibile, del resto iniziato col governo Draghi, e probabilmente, motivato dalle incertezze sulle scelte di investimento in regime di inflazione. Il mercato, si dice, apprezza la stabilità e questo governo sembra avere ancora ben quattro anni, ahimè, ma chi se ne intende non si avventura a dichiarare queste cose, perché basta uno ‘stormir di fronde’ dell’economia tedesca per vedere subito le conseguenze sul nostro 
mercato finanziario, per tutte le implicazioni che ciò comporta; mi domando se i nostri campioni nazionali siano al corrente che l’economia tedesca raggiunge da sola quasi il 30% del PIL dell’Eurozona.
Le agenzie di rating sono giudice sicuro solo per i gonzi: ricorderemo soltanto che la famosissima S&P cambiò il rating di Parmalat in concomitanza con la denuncia per frode della Consob alla Procura di Milano e quando tutti i giornali già parlavano di una situazione fallimentare… Ci sono due guerre in corso e l’economia occidentale non sopporterebbe facilmente una crisi del debito italiano… e tanto basti per il giudizio.
Le rate del PNRR sono state incassate? Ma i progetti da finanziare sono in fase di espletamento avanzato? Sono stati messi a terra con i cantieri o siamo ancora alla fase cartacea? L’uomo per tutte le stagioni, cioè a guida di un governo giallo verde filo-Putin e poi giallo rosso, si attribuisce il merito di aver fatto confluire tanti soldi a prestito, per la gran parte, in Italia. Sembra che la UE avesse, peraltro, interesse a non fare annegare il Paese, dopo la pandemia, indipendentemente dal famoso Giuseppi, anche se la Commissione UE ignorava che i progetti che avremmo dovuto finanziare erano del calibro di quelli del raddoppio della biblioteca comunale di Treviso, trionfalmente annunciato, tra gli altri, dal sindaco leghista…: è noto che la biblioteca è sempre affollata.
Per la Sanità ci saranno tantissimi soldi: peccato che non ci siano i medici e che da Firenze in giù avventurarsi in un pronto soccorso, se si sta male, è a rischio della vita. Per un esame ci vogliono mesi e allora si spende di tasca propria, se si può, o ci si rassegna agli eventi, come in antico.
Quanto al ruolo dell’Italia, si è visto com’è andata con l’Expo a Roma. Dalla fine della seconda guerra mondiale uno smacco del genere l’Italia non l’aveva mai subito; non è bastata la conoscenza dell’inglese della Raggi – occorre sapere anche cosa dire…- né i buoni uffici di certe confraternite (…) internazionali: Roma non ha neppure avuto i voti degli altri partner europei! Del resto la donzelletta ha confessato nella telefonata con i russi che quelli che contano non le rispondono neppure al telefono…Si vedrà ora l’ascolto che avremo nell’Eurozona dopo il blocco, grazie al voto del Parlamento italiota, dell’estensione alle banche del Mes. A noi non serve dicono i Soloni, perché le nostre banche sono ben capitalizzate ma sarebbe meglio esser più prudenti perché in caso di uragani sul debito sovrano la capitalizzazione delle banche non basta…e si può ben prevedere quali tassi spunterebbe l’Italietta da sola sul mercato…
Il flusso dei migranti non si ferma, nonostante i proclami del nostro eroe del bar Sport di Milano Rogoredo, mentre sull’amicizia sempiterna italo-albanese va adoperata qualche cautela in più giacché in quel paese, oltre all’esistenza di mafie organizzate, collegate con le nostre, non sono mai state recuperate le armi che deteneva Enver Hoxha e il suo regime, armato da Mao… Ricordo agli inizi del 2.000, nel centro di Tirana, quando mostravo ai miei interlocutori albanesi le belle montagne che sovrastano la capitale e le foreste e chiedevo loro se andassero a camminare nel fine settimana, ne ebbi come risposta: non siamo mica matti… è pericoloso!
Anche con Vucic a Belgrado la donzelletta è in ottimi rapporti, nel paese dove si costruirà una vettura Stellantis e non in Italia…: peccato che il Presidente filorusso sia accusato di imbrogli e che il comune di Belgrado sia stato assaltato dalla folla un paio di giorni fa. Ma si sa la disinvoltura è una caratteristica del nostro Presidente senza bussola, come l’amicizia col filorusso Orbàn, la quinta colonna ungherese nella UE.
Quanto alla disoccupazione che è calata, occorre vedere anche la qualità dei contratti e il livello salariale, giacché i salari del Bel Paese sono molto bassi comparati con quelli in Europa; la causa è presto detta perché le tasse, grazie al cuneo fiscale, in Italia le pagano quasi interamente i lavoratori subordinati ed i pensionati con prelievo diretto. Su questi ultimi, il Bancomat di questo governo, forte con i deboli e debole con i forti, va ricordato che le pensioni percepite sono già diminuite per il mancato recupero dell’inflazione per i ricconi che percepiscono una pensione superiore a cinque volte il minimo (lorda però…). Adesso i giornali ci informano che sia i Fratelli che i comunisti padani vogliono tagliare quelle esistenti d’oro in violazione di tutte le norme e di un minimo di etica che si fonda sul principio che lo Stato deve rispettare i patti che ha stabilito col cittadino: Pacta servanda sunt. Si tratta di coloro che sono andati in pensione col retributivo, ormai ottantenni: ci si domanda se non sarebbe meglio obbligarli all’eutanasia, magari assistiti dal Servizio sanitario nazionale: si risparmia di più. Sembra impossibile, in alternativa, migliorare la fiscalità generale e contrastare l’evasione.
Non preoccupatevi. Tutto si fa per il bene della Nazione… Per associazione di idee viene in mente il discorso di Mussolini del ’22, quando affermò che la democrazia andava bene per il periodo liberale ma ‘adesso ci vuole un governo di pochi, un governo di eletti’ che serva la Nazione… Non è forse quello che scorgiamo tra le righe di un servizio di informazione pubblica ormai divenuto di propaganda?

COMMENTI

Da quello che si sente in giro sembra che molti di quelli che l'hanno votata la Meloni siano delusi perché ha promesso molte cose che non riesce a mantenere, poi dà dei soldi ai poveri che poi se li prendono per lo più gli immigrati, è anche sempre malata e poi fa la vita privata come se fosse una velina.

Alfredo Sarti


Criticare è facile, bisognerebbe fare delle buone, valide e realizzabili proposte alternative, cosa che la sinistra (di oggi!), purtroppo non è assolutamente capace di fare, come neppure Renzi e Calenda!

Marco Bernardini


RISPOSTA

Le proposte esistono, come la centralità  di investimenti produttivi, condizione per aumentare la produttività che consente di rendere sostenibile il rimborso del debito dello Stato, che sarà  presto il maggiore tra gli Stati europei -la Grecia lo sta diminuendo-. Lo si faceva prima dell'avvento del governo Craxi... che ha scassato tutto.
Bisogna incominciare a dire la verità e smetterla con i populismi da cui non sono certo esenti quelli di Scientology o larghi settori del Pd e anche quei sindacati che prendono il posto dei partiti invece di difendere gli interessi dei lavoratori. È un lungo discorso. 
Il governo Draghi, compatibilmente con i compagni di viaggio (...), non aveva male operato.
Probabilmente questo non è un paese per bipolarismo, manca il senso del limite, il senso civico e cioè la coscienza dei doveri e quindi occorrono dei moderati responsabili che sappiano fare sintesi. Invece, dobbiamo sorbirci idiozie come la grandezza della Nazione, un protagonismo da dilettanti a livello internazionale dove i risultati si conseguono con duro lavoro negli anni, non sbattendo pugni sul tavolo come si faceva nelle osterie di paese. La Commissione europea è percepita dai bulli del Nord come nemica? Sono quarant'anni che è arcinoto che ci sono pochissimi italiani nei ruoli chiave e quelli che ci sono dimenticano di esserlo perché  il paese di origine è spesso impresentabile in quelle sedi. Tutto si riduce a improvvisazione e a sceneggiata: ne vediamo i frutti.

Carlo Biancheri