domenica 2 febbraio 2020

A PROPOSITO DI BREXIT


Carlo Biancheri

I commenti sui media riguardanti l’uscita del Regno Unito dalla UE rivelano una volta di più, se ce ne fosse bisogno, il generale pressapochismo, l’ignoranza dei cosiddetti esperti italici che generano disinformazione.
Ci sono giornalisti che sostengono che il negoziato tra il Regno Unito e l’Unione Europea, dopo la Brexit, potrebbe concludersi sul modello Norvegia, oppure sulla falsariga dell’accordo col Canada allo scopo di evitare una hard Brexit, cioè, in quest’ultimo caso, nessun accordo od un accordo marginale sulle merci che, tuttavia, dovrebbero corrispondere agli standards europei, o in materia doganale.
Si dà il caso che la Norvegia faccia parte dello Spazio Economico Europeo e cioè di un accordo internazionale  a cui partecipano anche Islanda e Liechtenstein, concluso con la UE e che consente a questi Stati  di accedere al mercato interno, cioè alla libera circolazione di persone, di capitali, di beni e di servizi e, specie per la prestazione di servizi transfrontaliera ma anche per lo stabilimento, mediante il sistema del riconoscimento reciproco delle autorizzazioni del Paese di origine del prestatore del servizio, prestazione che avviene sotto la vigilanza delle Autorità di controllo dello stesso Paese di origine nell’offerta transfrontaliera; soltanto in modo marginale sussiste anche un controllo da parte  del Paese ospitante e cioè quello dove risiede il cliente. Le condizioni  per poter accedere al mercato interno, caso unico al mondo  perché costituisce un vero libero mercato, ora copiato in parte da paesi di altre aree geografiche, sono l’armonizzazione della normativa e cioè il recepimento della legislazione comunitaria nello Stato membro che aderisce all’EEA (Spazio Economico Europeo), al fine  di evitare un dumping regolamentare, cioè una illecita concorrenza, e l’obbligo di cooperazione tra le Autorità di vigilanza dei paesi interessati, che non possono opporsi il segreto d’ufficio e, anzi, debbono fornire la cooperazione e persino condurre indagini o prendere provvedimenti su richiesta delle Autorità del paese ospitante. In caso di contenzioso tra gli Stati, esiste un’apposita Corte di Giustizia che controlla il recepimento della normativa armonizzata da parte degli Stati membri EEA ed eventuali violazioni. Ora a Londra si è festeggiata la liberazione (!) dalla UE – quella che vorrebbe il Salvini dal bar Sport- e, secondo i giornalisti in questione, il Regno Unito dovrebbe accettare di ritornare a sottoporsi ad un meccanismo come quello sopradescritto, senza neppure avere la possibilità di votare la nuova normativa dell’Unione? Ma chi parla non si vergogna di quel che dice? E i direttori di testata sono tutti dei somari a non riprendere i loro collaboratori?
Nulla a che vedere con l’Accordo con il Canada che non include, tra l’altro, la prestazione di servizi finanziari ma che si fonda piuttosto sul principio OCSE/WTO del trattamento nazionale e  della nazione più favorita.
Nella normativa comunitaria è, però, prevista l’equivalenza  che stabilisce una sorta di equiparazione delle normative con i paesi terzi all’Unione per consentire l’accesso al mercato interno, ma deve esser votata dal Consiglio e dal Parlamento europei e la Commissione deve aver verificato, non solo che ci sia reciprocità ma anche  cooperazione tra gli organi di controllo,  sempreché la normativa sia effettivamente equivalente a quella della  UE per mantenere il cosiddetto level playing field,cioè la parità di trattamento. Il Regno Unito ha sempre recepito formalmente (…) la legislazione comunitaria, ma ciò non ha impedito che, durante la crisi finanziaria, l’intero sistema bancario inglese fosse fallito, nazionalizzato e poi privatizzato nuovamente, perché le Autorità non controllavano un fico secco: Regulation by principles, dicevano… Un paese di Common Law e cioè di diritto consuetudinario, senza Costituzione scritta, fondato sui precedenti…, che coesisteva con Stati dell’Europa continentale  dotati di codici, dopo Napoleone… Tutti gentiluomini nel Regno Unito, membri dei famosi Clubs, basati sulle regole di condotta, ma l’enforcement, la sanzione, risulta sempre rarissima e i conflitti d’interesse diffusissimi.
Con queste premesse si spera bene che l’Europa non abbia al suo interno cavalli di Troia che lavorino per il re di Prussia…
Chi se ne intende, come Prodi, è il caso di dirlo, sa che il Regno Unito è sempre stato in Europa di malavoglia, attento a bloccare ogni iniziativa di maggiore integrazione perché interessato soltanto ad un libero mercato possibilmente con poche regole. È stato anche uno dei maggiori artefici di una globalizzazione selvaggia, perché, per far crescere il mercato stesso, ha messo sullo stesso piano paesi con condizioni di base diversissime, riconoscendo loro lo status di economie di mercato: basti pensare che all’epoca degli accordi del WTO c’erano Stati che non prevedevano sistemi pensionistici o di  sanità pubblica nazionali: facile intuire che il prezzo delle merci fosse ben più basso di quello dei paesi che sopportavano tali costi. Se non fosse stato per l’Italia –all’insaputa di Tremonti, allora Ministro dell’Economia e delle Finanze…- e pochissimi altri paesi del Club Med, ci sarebbe stata anche una certa liberalizzazione dei servizi finanziari, fortemente voluta dagli inglesi. Sono esportatori puri di servizi finanziari perché a casa loro non c’è risparmio: le famiglie si indebitano… BoJo vuole,adesso, fare di Londra una nuova Singapore cioè un imbroglio, fino al prossimo scandalo finanziario – nessuno si scordi che il primo grosso problema sugli ‘strumenti derivati’ scoppiò in Inghilterra col fallimento della Barings, la banca della regina…- mentre l’Europa dovrà difendersi.
Ciò detto, l’uscita del Regno Unito è un problema per l’Unione per il know –how internazionale degli inglesi e per le dimensioni dello Stato membro, ma la risposta è una sola: in un mondo globalizzato, bisogna rafforzare la solidarietà europea, quella che esisteva prima dell’allargamento, per non soccombere. Lo scriteriato  Farage ha già promesso che si dedicherà a noi, ai polacchi e ai danesi –il ventre molle- per propagandare le sue belle tesi e dividere l’Unione; va bene che la madre dei cretini è sempre incinta, ma speriamo per tutti che quelli che già abbiamo – e sono molti- non lo ascoltino.

sabato 25 gennaio 2020

UNA DESTRA PERICOLOSA E DI CIALTRONI

Carlo Biancheri


Siamo nati qui, ci ricordiamo delle generazioni che ci hanno preceduti, ci interessiamo alla Storia del Paese, molto spesso non gloriosa, per comprendere le ragioni che ci hanno condotti in questo frangente e, tuttavia, non riusciamo a rassegnarci ad una decadenza che si manifesta sul piano culturale, religioso, economico e politico: in una parola umano. Non bastano più i grandi che sono vissuti otto o cinque secoli fa a renderci orgogliosi di questo paese se tra noi e loro non esiste alcuna soluzione di continuità, alcun aggancio. Sembra che la gente, oggi, si preoccupi solo della pastasciutta, del corpo, delle vacanze, dell’apparenza, del godimento, di trovare un capro espiatorio per l’aggressività quando le cose vanno male; si parla tanto, senza mai saper veramente ascoltare: vince la semplice affermazione senza la dimostrazione di quel che si dice.
Siamo alla vigilia di un voto importante in Emilia Romagna ed anche in Calabria per le conseguenze che può avere sull’Italia. Il governo è fragilissimo, influenzato  dalla zavorra dalla setta in disgregazione che non rinuncia ‘a quel che resta del giorno’… alla sua identità, costruita su sciocchezze colossali: l’approccio da giustizia sommaria, come l’idea che chi sta in carcere sia sempre colpevole; la sentenza di condanna prima ancora che si celebri il processo oppure ‘dagli all’untore’, come scriveva l’amato Manzoni ne I promessi sposi, e gli untori di oggi  sarebbero i ‘privilegiati’ da sopprimere, se possibile, la decrescita felice, i vaccini dannosi, gli investimenti da bloccare perché fonte di ruberie e via discorrendo. Il paese è sempre più irrilevante sul piano internazionale mentre in passato ha giocato un ruolo di rilievo, ponendosi come mediatore tra le istanze del Nord Europa e quelle del Sud ed i paesi terzi all’Unione. Il Partito Democratico, ‘personaggio in cerca d’autore’…, si comporta come il Conte zio nel dialogo con il padre provinciale dei Cappuccini e cioè: «sopire e troncare e… troncare e sopire» in assenza di una visione chiara, non semplicemente rivolta alle categorie  del passato, capace di   affrontare il tema centrale degli investimenti e della trasformazione del lavoro connessa alle nuove tecnologie e, quindi,fornendo  la formazione necessaria, la produttività nelle imprese,  il disegno di uno Stato  regolatore e non fabbricante di panettoni o d’acciaio o contenitore di società decotte, una visione volta a   rendere la burocrazia cosciente della propria funzione di servizio alla collettività e non trincerata  sul rispetto delle procedure, senza comprendere il merito dei problemi, e poi facilitare una giustizia che non sia denegata perché  prodotta in tempi biblici; in pratica, una politica non preoccupata di rincorrere gli umori degli elettori ma sufficientemente forte per affrontare  i problemi di tutti come si deve fare dinanzi ad una ‘cosa’ comune, anche a rischio di perdere le elezioni.
Ma il pericolo è chiaramente quello di una destra che se ne infischia del bene del paese e che pur di riacciuffare il potere inganna i poveretti e la maggioranza priva di cultura. Fra un po’ si chiederà ad una bravissima casalinga se sia meglio rimanere nell’Euro o uscirne..., un po’ come porre a me un quesito di matematica superiore. Lo stesso metodo e lo stesso inganno usato dal Mussolini con l’autarchia –oggi sentiamo: gli italiani prima di tutto…- la difesa dei confini come se fossimo dinanzi ad un’invasione quando gli sbarchi diminuiscono e non grazie ai porti chiusi del tizio del bar Sport di Milano Rogoredo. Difende gli ebrei, il Salvini, perché si dice a favore dello Stato di Israele e nel contempo si permette di suonare ai citofoni dei magrebini, di chieder loro se sono spacciatori, del resto anche nel periodo fascista agli oppositori si faceva bere l’olio di ricino e si bastonavano pure e qualcuno moriva: ricordate don Minzoni? Chi lo conosce? Ormai la maggioranza è composta da analfabeti di ritorno e per questo aggressivi. Tuttavia, questi analfabeti è bene che sappiano che i loro soldi spariranno se il tizio del bar Sport torna al governo, magari con la damigella che vuol fare il blocco navale –sparando ai canotti? Ci spieghi…- e con il Cavaliere delle cene eleganti che sta in piedi poco e male ma non perde occasione di parlare di ‘quella cosa’ che una procace candidata non gli avrebbe mai dato -una battuta divertente avrebbe commentato la sventurata…-! Se questo è un uomo…
Stiano bene attenti i cantori dell’alternativa che assicurano che nella Lega ci sono i competenti e moderati, come quello di Cazzago, il Giorgetti che sorride spesso: risus abundat… Bene questo signore ‘moderato’ è così integerrimo che scagiona il soggetto del bar Sport  per il caso Diciotti, nave militare italiana, tenuta ferma in un porto per cinque giorni senza poter sbarcare  migranti ed equipaggio, perché ‘la politica estera è fatta dal Ministro degli esteri’. Ma lui a palazzo Chigi cosa ha imparato? A parte il fatto che lo sbarco in questione era prerogativa del Ministro dell’Interno, dove stava l’avventore del Papeete (…), le questioni rilevanti di politica internazionale non si trattano forse in Consiglio dei Ministri? E il Presidente del Consiglio non ci mette bocca? Ma dove vive il Giorgetti? Meglio stare a Cazzago dove è nato. Salvini ha le idee chiare, sostiene, e per questo ha ottenuto risultati. Quali di grazia? Quando c’era lui lo spread era il doppio dell’attuale… Con quota 100 ha prosciugato tutte le risorse ed ha aumentato il debito pubblico italiano. La UE ha cambiato atteggiamento sui migranti grazie a Salvini! Questa poi… Chieda un po’ al Ministro dell’Interno del Lussemburgo che ha espresso l’opinione comune di tutti i paesi europei tranne un paio. Lui era all’Università quando c’era Craxi – evidentemente non capiva molto in quanto giovane- perché ha sostenuto che Craxi ha espresso la modernità. Chi è più vecchio di lui si ricorda, invece, benissimo la spregiudicatezza del personaggio che per far fuori la DC usava gli stessi metodi, cioè le tangenti e nominava tutti i suoi ‘clienti’ nei posti di potere. Non era il circo dei nani e delle ballerine ma qualcosa di comparabile al governo di Crispi. Il partito socialista, che aveva al suo interno fior di intellettuali del calibro di Lombardi, si trasformò sotto di lui in un sistema attivistico dove comandava solo uno, con consiglieri oscuri o preti tardivi e ‘fantasmagorici’ come Baget Bozzo: il dibattito interno era morto. Sempre il Giorgetti, grande economista…, ha sostenuto che alcune cose di Craxi erano positive come la scala mobile, omettendo di menzionare che sotto Craxi il debito pubblico passò dal 70 al 90% del PIL. Ma nel tempo in cui la gente non fa che dire: ovviamente, sicuramente, assolutamente, sostanzialmente…, tradendo insicurezza, queste affermazioni sono prese come arra per il futuro.
E già il futuro: noi siamo il futuro dice il Salvini, capo dei comunisti padani…, in Emilia con la facente funzione di segretaria e, infatti, proponiamo cose concrete, abbiamo un programma, questo: asili nido, punti nascita, infrastutture, agricoltura - e i fiori alla nonna o alla madonnina che cita sempre perché si sa che la sua fede è grande, dove sono?-. E va bene fatemi il processo: non è che abbia rubato soldi…; ah… la lingua batte dove il dente duole: i quarantanove milioni dove stanno? E Savoini, chi lo conosce? E la Russia, certi affari? Qui gioca la vera politica estera e la sua è stata quantomeno disastrosa.
Se vincerà il Salvini sarà peggio per noi, ma i mentecatti che lo voteranno non lo sanno.
La damigella, sua comare, che non ha dimestichezza, all’evidenza, con la religione non fà che dire: Dio, patria e famiglia. Ma tra i suoi amici notiamo che di famiglie ne hanno più di una e che il dio di cui parla sembra piuttosto il dio Baal, cioè sanguinario… quanto alla patria, beh…, su questo ne parleremo un’altra volta.





martedì 24 dicembre 2019

AUGURI di BUON NATALE E DI BUON ANNO


BUON ANNO

Con l'augurio di un Nuovo Anno proficuo e costruttivo!
Gabriele Fantini

Che il 2020 ci liberi da Salvini, dalla Meloni e dai loro sostenitori e affini...
Luigi Mazzoni

Speriamo che il Nuovo Anno ci porti lavoro, prosperità e sicurezza.
Federico Toso

Vi auguro tante belle idee per il nuovo anno, insieme a serenità e felicità di vita.
Guido Fiorentini

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BUON NATALE

Dobbiamo reciprocamente augurarci un Natale di intelligente illuminazione per la nostra situazione politica.
Luigi Taddei

La nostra tesi è che la politica sia soprattutto la conseguenza più che la causa del modo di essere di persone che vivono l'istante e non una storia e cioè un presente che crea un futuro, reclamando diritti, consapevole dei doveri, in una parola una dimensione umana e non virtuale.
Carlo Biancheri

Vi ringrazio per tutto il vostro impegno e vi auguro serenità per il Santo Natale e prosperità per l'Anno Nuovo.
Riccardo Castelli 

Auguri cordialissimi di Buon Natale.
Rodolfo Piana 

Perché non scrivete qualcosa sul fatto che ci abbiano espropriato di Gesù Bambino e impongano ai bambini il consumistico Babbo Natale?
Rodolfo Valeri

Babbo Natale deriva da San Nicola, vescovo di Myra nel IV sec., diventato Santa Claus da Sinterklaas in olandese, che portava doni ai bambini nell'area nord e orientale dell'Europa, "espulso" dall'immaginario collettivo da Martin Lutero in quanto i protestanti volevano cancellare il culto dei santi, ma, non volendo che i bambini perdessero i regali, introdussero la figura del Christkind (Gesù Bambino) che li portava. In Italia questa figura fu introdotta durante la dominazione austro-ungarica; infatti si diffuse quasi esclusivamente nel nord, mentre nel sud portatori di doni ai bambini rimasero San Nicola e Santa Lucia.
Rosa Elisa Giangoia

Io alla gente vorrei augurare soprattutto l'intelligenza di riuscire ad uscir fuori dalla melassa di Natale per capire che cos'è veramente questa festa.
Beppe Lepri

Auguro a tutti un Natale meraviglioso!
Daniela Chiappini

Vi auguro un Santo Natale di gioia e serenità con buone ispirazioni...
Francesco Pagano

Buon Natale! Con molta stima.
Franco Monti

Che il Natale ci aiuti a camminare insieme nella luce della Verità.
Emanule Perugini

Auguri cordialissimi di un felice Santo Natale.
Francesco Brandi

Auguri davvero speciali per persone speciali come voi, carissimi Carlo e
Rosa Elisa! Buon Natale.
Davide Pellegrini

domenica 8 dicembre 2019

LO SPECCHIO DEL VOLTO

Rosa Elisa Giangoia

Ora Salvini vuol far credere a tutti quegli italiani che sono privi di capacità critica di avere persino un filo diretto con la Madonna, che in verità, è una sola, ma che, per dialogare con gli uomini, appare in tempi, luoghi e modi diversi. Quella che manda i messaggi al nostro politico è quella di Medjugorje (naturalmente!), la più attuale, non ancora riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa, non bene accetta da papa Francesco, per cui Salvini la può usare per dividere i cattolici e raccogliere intorno a sé tutti quelli a cui pensa non piaccia l’attuale pontefice… E cosa gli avrebbe detto (tra le righe…) la Madonna? Che Conte è un bugiardo: basta guardarlo in faccia! Infatti secondo Salvini la Madonna avrebbe detto: «Le persone si giudicano dallo sguardo». Dal che lui, fine esegeta teologico, e sicuro che la Madonna abbia parlato per lui, con preciso riferimento al momento politico, avrebbe dedotto che «Conte ha lo sguardo di chi ha paura, non ha la coscienza pulita e scappa», in relazione a quanto aveva fatto e detto sul MES. Andando a vedere nel sito ufficiale delle apparizioni di Medjugorje, si legge che la Madonna nell’ultimo messaggio avrebbe detto: «È sufficiente uno sguardo per udire le parole non pronunciate e i sentimenti non espressi. Laddove regna l’amore, il tempo non conta più». Qualunque persona in buona fede avrebbe capito che la Madonna non inviterebbe al giudizio e alla critica, ma naturalmente il nostro politico, mentendo sapendo di mentire, ha rivoltato le parole a proprio uso e consumo, o meglio a proprio interesse.
Che dai volti e dagli sguardi delle persone si possano intuire e dedurre molte cose è vero, soprattutto se l’osservazione si fa con l’attenzione supportata da conoscenze scientifiche che rivelano abitudini e patologie personali. E questo serve davvero molto per valutare i nostri politici, guardandoli quando appaiono in TV, ripresi in primo piano.
Basta osservare con una certa attenzione e si vede chi sovente sembra sotto gli effetti psichici dell’uso di cocaina, per l’euforia, i comportamenti stereotipati, l’occhio con la pupilla dilatata, sempre vigile e sospettoso, la difficoltà di attenzione, magari anche con lievi tremori e contrazioni muscolari.
Si vedono anche quelli che soffrono di oftalmopatia e anche di esoftalmo, tanto da far supporre che siano affetti dal morbo di Basedow, con tutte le altre conseguenze e patologie che la malattia può comportare…, come, essendo un disturbo della tiroide, un’agitazione che si trasforma spesso in costante aggressività.
Poi si vedono quelli, ma soprattutto quelle, che si sono sottoposti a trattamenti di estetica facciale per avere la pelle liscia e ben tesa e così devono parlare aprendo poco la bocca, con notevole sforzo, e anche quelli che, quando devono parlare in TV, non saprebbero cosa dire e allora guardano fuori campo dove evidentemente hanno qualcosa (un video? un cartellone?) su cui qualcuno ha scritto per loro la frasetta che devono pronunciare con ostentata e, di conseguenza, innaturale sicurezza, per cui trapela tutta la loro ansia di performance…Sì, dicono molte cose le facce dei politici, ma non sono quelle che vorrebbe che dicessero Salvini, anche se si fa portavoce della Madonna! Per caso, qualche nemico non gli avrà mica fatto mangiare qualche nocciola venuta da lontano con poteri strani (magari come quelli della segala nei confronti delle streghe in tempi antichi)?
 


domenica 1 dicembre 2019

IL MES E GLI IRRESPONSABILI SALVINI E MELONI

Carlo Biancheri

Voi pensate che il Salvini, tra una chiacchiera e l’altra al bar Sport di Milano Rogoredo, avesse capito che succedesse  col MES, cioè una modifica del Fondo salva Stati in essere nella UE dal 2011? O che la piccola Meloni che grida, grida ma sarebbe meglio che sussurrasse perché proferisce insensatezze  non essendo economista, conosca veramente la natura del MES in approvazione definitiva al Comitato dei Ministri economici della zona Euro del Consiglio ECOFIN, dopo oltre un anno di dibattiti a Bruxelles?
Ha cominciato il solito Visco, il Governatore della Banca d’Italia, che ancora una volta è caduto dal pero – vi ricordate l’audizione in Parlamento quando si parlava del Bail-in, cioè delle norme relative al salvataggio delle banche in crisi? Sembrava averlo scoperto allora, sebbene alle discussioni in sede UE avessero partecipato gli uffici di  Banca d’Italia, con i quali all’evidenza non parla-.
In un discorso pronunciato il 15 novembre 2019 ebbe a dire:
‘I piccoli ed incerti benefici di un meccanismo per la ristrutturazione dei debiti sovrani devono essere soppesati, considerando l’enorme rischio che il semplice annuncio della sua introduzione inneschi una reazione a catena di aspettative di default, che può diventare una profezia che si autoavvera’.
Inoltre, aggiungeva che ‘cresceva il consenso per rimandare l’entrata in vigore del MES al 2024’. Sebbene la relazione continuasse con proposte sensate, specie in materia di politica fiscale e di emissione di titoli garantiti collettivamente dagli Stati aderenti alla moneta unica senza, con ciò,  scaricare i rischi sugli altri Stati, le frasi sopracitate hanno fornito su un piatto d’argento carne per i loro denti a coloro che ringhiano, pronti ad azzuffarsi, per il bene degli italiani, si intende. Lo stile dei ‘gridatori’ ricorda  le buffonate di Mussolini che prometteva un avvenire radioso al paese di ‘santi, di poeti,di navigatori e di eroi’, entrando in guerra…: si è visto come è andata.
Inutile aggiungere su Visco che la supponenza abituale di Banca d’Italia faccia sì che  i funzionari e dirigenti della Banca stessa ritengano, da lustri, che il mondo giri attorno a loro e secondo i loro tempi; spesso autoreferenziali, elaborano teorie al loro interno e poi si stupiscono se gli altri non le accolgono.
Ma il Salvini e i suoi eccelsi consiglieri, che riteniamo ahimé degli pseudo-economisti, si debbono essere accorti di esser stati al governo proprio nel periodo cruciale della modifica al Fondo salva Stati e che, quindi, occorreva cambiare registro. Adesso il punto incriminato è l’estensione alle banche sistemiche della protezione del MES e cioè, per il Salvini e la piccola Meloni, le banche tedesche che ‘di certo falliranno dopo la Brexit’…; le  dovremo salvare con i nostri soldi, già versati per il MES,sostengono.
Chi scrive si è dato la pena di andare a vedere il testo del  MES, più volte citato, e ha rilevato che l’estensione della copertura alle banche sistemiche, cioè di dimensioni rilevanti, può intervenire solo quando il fondo nazionale, istituito a tal fine, non è sufficientemente dotato di risorse per risolvere la crisi.
Come si è visto nel caso della Grecia, la crisi delle banche greche si è ripercossa sulle quotazioni del comparto bancario del sistema Euro, anche su quelle banche che erano poco esposte, come le nostre. Non va dimenticato che il Monte dei Paschi di Siena è una banca  sistemica, come lo è la Carige, e cioè sottoposti alla vigilanza  della BCE, al cui vertice attualmente c’è l’italiano Enria, mentre prima c’era l’astuta, antiitaliana Nouy. Salvini e la piccola Meloni sono certi che in futuro le nostre banche in difficoltà e di grandi dimensioni potranno contare solo sul fondo nazionale? Un fondo con risorse illimitate e  ‘donatori di sangue di professione’? Non potrebbe giovare anche a noi l’estensione della copertura alle banche di rilevanza sistemica come ad esempio Unicredit, Banca Intesa ecc.?
Il nervosismo dello spread in questi giorni di dibattito e la copertura dell’ultima asta sui CTZ italiani non fanno stare tranquilli e la discussione da strapaese tra Salvini, Di Maio, o peggio il redivivo Dibba, e la Meloni  è bene che termini in fretta prima che  creino altri danni a noi tutti sui mercati finanziari;dicono di voler difendere i risparmi degli italiani – anche le signorine-modelle di Forza Italia lo sostengono…- ma come parlano la valutazione del paese peggiora. Il fatto è che questa gente, nell’infanzia, non ha letto la storia dell’apprendista stregone… La morale è: meglio non avventurarsi in ciò che non si controlla.