lunedì 24 novembre 2025
LA MELONI STA CON TRUMP: FINE DELLA FARSA
La Presidente del Consiglio, che faceva la moderata, si è schierata a favore del piano americano/russo – possibilmente da emendare - a scapito di un piano europeo per por fine alla tremenda guerra di aggressione in Ucraina, scatenata dal capo del Cremlino e dalla sua banda. Questo piano redatto da quell’immobiliarista amico del Presidente statunitense, pregiudicato -in quanto condannato penalmente – più volte bancarottiere, utilizzando il famoso Capitolo 13, difensore della famiglia – ne ha più d’una- e al contempo amico e frequentatore di tal pedofilo Epstein, ‘suicidato’… per prudenza in carcere, in realtà dettato dall’inviato di Putin, sotto sanzioni dal Governo americano, ma tranquillamente recatosi in quel postaccio che è la Florida che solo gli americani possono considerare bella. Alcune frasi del piano, secondo la stampa americana, non stanno in piedi in inglese e sono chiaramente una traduzione pedissequa dal russo. L’Ucraina, che si difende eroicamente dall’aggressione, è punita, depredata e deve finire sotto tutela di russi, in primis, e americani che, sulla testa dell’Europa su cui ricade tutto il costo economico del piano, si spartiscono i profitti.
In altra parte di questo blog citavamo quattro anni fa la favola del lupo e dell’agnello: ’mi sporchi l’acqua’, ’hai parlato male di me’, ’tuo padre ha parlato male di me’ e si sa come andò a finire.
La logica è la stessa. Dove sono quelli che in questo paese, pieno di sciocchi o peggio, sostenevano che la Russia, poveretta, andava capita perché nel Donbass i russi erano discriminati e gli Ucraini erano nazisti? Addirittura ci fu chi parlò della NATO che abbaiava ai confini della Russia che, poveretta…, ha dovuto, in prosieguo, radere al suolo città, perpetrare stragi di civili inermi come quella di Bucha, bombardare la popolazione, in spregio a tutti gli accordi internazionali, stuprare, rapire bambini dalle famiglie per educarli al socialismo e al nazionalismo russo, come faceva peraltro Castro con i bambini africani che per 15 anni partivano per Cuba, strappati alle famiglie, e poi tornavano indottrinati nel loro paese o Pol Pot o gli islamisti in Africa con i bambini soldato.
Quindi la Meloni, che in tutte le circostanze in cui si prendono decisioni di rilievo da questa parte dell’Atlantico appare in secondo piano – pensiamo ai volenterosi: Francia, Germania Regno Unito, Polonia ed altri- adesso è chiaramente come la quinta colonna del famigerato Trump in Europa. Questo soggetto, il Presidente americano, è nemico dell’Europa e la Meloni può fare tutte le moine che vuole ma non lo smuove. È un affarista (soprattutto per gli affari di famiglia con le criptovalute, in perfetto conflitto di interessi con il suo ruolo) che considera l’Europa irrilevante rispetto a potenze come la Cina e l’Asia in generale e la Russia, spopolata ma ricca di minerali e… di bombe atomiche.
Principi non ne ha, come neanche Mussolini e i fascisti o i comunisti osservanti, e non è interessato alla tutela dei deboli e men che meno alla giustizia. Del resto nel suo paese la gente gira armata e se uno entra nella proprietà altrui, anche per sbaglio, e il proprietario gli dice ‘freeze’ (fermati) e quello si muove, gli spara a distanza e lo ammazza ma non succede nulla.
Chiaramente c’è un’accelerazione storica e bisogna rassegnarsi a difenderci da soli. Lo zio Sam non c’è più, se mai c’è stato dopo gli anni Sessanta. Anzi c’è un’America quasi ostile, di certo disinteressata al nostro destino. C’è il mare di mezzo.
Si capisce che all’interno della coalizione italiana si vada ora d’accordo: il Ministro da bar Sport di Milano Rogoredo è da un pezzo che vuole che gli Ucraini non rompano più le scatole: cuore d’oro! La Signora che porta la Garbatella in giro per il mondo difende la linea antieuropea di Trump. Per l’Europa non c’è nulla da negoziare bisogna sapere che il free lunch (pasto gratis) è finito. Principio di realtà e Calderòn de la Barca si sbagliava di grosso con la vita è sogno.
Invece di fare la Machiavelli all’amatriciana o Tartufo, aiuterebbe di più gli italiani se facesse un discorso di dignità come quello di Zelenski, l’altro giorno, che verrà ricordato nella Storia.
sabato 23 agosto 2025
SALVINI E LA LEGA SONO LA QUINTA COLONNA DEL GOVERNO?
Le ultime sparate del vice-Presidente del Consiglio, già partecipante al nobile gruppo del Leoncavallo, nonché leader dei comunisti padani, quando il capo si abbeverava - teorizzando una sorta di neopaganesimo - alle sorgenti 'celtiche' non italiane, non romane del 'sacro' fiume Po, al tempo della secessione del Nord Italia, contro l'odiato capo di Stato del paese europeo più affine a noi, la Francia, che ha giocato un ruolo non minore nell'Unità d'Italia, non ci stupiscono affatto. Gli ha detto di attaccarsi al tram, altrimenti detto 'vaffà', come colloquiava l'altro statista genovese, e un diplomatico di quella vivace brigata precisava, in proseguo, che se Macron rinuncia ai soldati sul campo, cioè in Ucraina, nessun problema per la Lega
E già perché la Lega ha un pensiero politico! Prima l'uscita dall'euro -ve lo immaginate come saremmo con la liretta in questo frangente?- poi le buone ragioni di Putin (non tralasciamo gli emissari a Mosca e il viaggio nella Svizzera (sic) nordcoreana di Kim Jong Un), poi l'uscita dall'Europa con la Italexit, inframmezzata da un aperitivo al Papeeté che fece cascare il governo del fraterno amico Conte. I dazi di Trump? Che sciocchezza: sono i nostri autodazi europei che ci danneggiano, una mirabile competenza politica ed economica, provata prima quale Ministro dell'Interno ora ai Trasporti dove riscontriamo blocchi della circolazione ferroviaria nazionale per via di un chiodo. Accantonati rosari, Vangeli, maneggiati come corpi contundenti e ricorsi alla Madonna, adesso ci spiega che il lodevole sforzo (siamo sicuri?) del piazzista Trump, che doveva risolvere la guerra in Ucraina in una settimana (sei mesi fa ), va sostenuto: soprattutto se l'Ucraina fa quel che vuole l'aggressore e cioè dargli quello che vuole, come apprendiamo da un certo Lavrov, Ministro degli Esteri russo.
Nella sua formazione, evidentemente basata su scarso rispetto per gli altri, non lo sfiora minimamente che ci sia gente pronta a morire per la propria famiglia, per gli affetti, per il proprio paese, come hanno fatto gli ucraini dal 2022 ad oggi, pur con forze ben minori. Lui teorizza, forse come si fa al bar Sport di Milano Rogoredo a commento delle partite di calcio.
Già ma è il vicepresidente del Consiglio del governo italiano non un passante. È vero che il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, sempre sorridente come la Vispa Teresa, ha fatto presente che la politica internazionale la fa lui con la sua capessa ma a Parigi sono di diverso avviso e non sopportano insulti da osteria dell'angiporto.
La capessa ha dimostrato sin qui serietà con l'Ucraina ma la difesa dell'Italia dai dazi di un soggetto con caratteristiche bipolari (...) non ha sortito grandi risultati col 15% generalizzato -senza trascurare la svalutazione del dollaro di oltre 10 punti- sulle esportazioni italiane in un paese già amico ma non più affidabile, nella smania di ridisegnare gli equilibri in base alla forza.
Draghi ha detto a Rimini che ci salveremo solo con l'Europa ma se convinceremo i partner a farlo seriamente. Salvini sembra lavorare come il suo compare Orbàn per altri e quindi non è di aiuto.
È un bene per tutti noi?
martedì 12 agosto 2025
JD VANCE SEDICENTE CATTOLICO SI ESPRIME SEMINANDO VENTO: RACCOGLIERA' TEMPESTA
Carlo Biancheri
Il defunto papa Francesco di cose ne ha dette tante e non tutte di aiuto ad affrontare i problemi del mondo, anche per l'incapacità di stabilire una 'distanza' dall'immediato, dal contingente, assorbito nell'ansia del 'fare' e, tuttavia, riteniamo corretto quel che disse sul cambio d'epoca: viviamo un cambio d'epoca in cui tutti i valori di riferimento sono oscurati sull'altare di un individualismo sfrenato, di una ossessione narcisistica, della ricerca di successo (in tutti i settori) per affermare il proprio io, la volontà di potenza, quella di Schopenhauer ma anche di Sartre e, ahimè..., di Camus. A ben vedere ne La peste ma anche ne L'homme revolté si tratta della lotta dell'io di fronte al 'niente' dell'esistenza per affermarsi, semplicemente esistere.
Il nostro è un tempo del niente: preoccupazione dominante il godimento, i piaceri materiali, l'affabulazione -un comico fa un partito di scappati da casa...- una sorta di omeostasi e un pensare politicamente corretto, a seconda della fazione di appartenenza.
C'è un paese che invade un altro e l'invasore, dopo aver provocato centinaia di migliaia di morti, inclusi i suoi soldati, e di distruzioni, in violazione di tutte le leggi internazionali vuole ancora aver ragione. Un altro per eliminare il terrorismo distrugge un paese e vuole deportare un popolo.
Nell'imminenza dell'incontro a due Trump, pregiudicato, Putin, ricercato per crimini di guerra e contro l'umanità, il neoconvertito al cattolicesimo JD Vance, vicepresidente USA, si esprime con un disprezzo per le ragioni dell'offeso che fa pensare.
Conoscendo gli americani, la freddezza è moneta corrente, alternata ad un sentimentalismo incontrollabile, tuttavia uno che cita a sproposito sant'Agostino per giustificare le sue idiozie -ci pensò l'allora cardinale Prevost a correggerlo- non può continuare a dire dinanzi ad un'aggressione vergognosa: ci sarà un accordo (imposto) che scontenterà sia la Russia che l'Ucraina oppure che agli Stati Uniti non importa nulla di questa guerra: basta armi, le paghino gli Europei. Forse nella parabola evangelica del Buon samaritano ha capito che bisogna adottare l'atteggiamento del sacerdote, del dottore della Legge che, vedendo il ferito, passarono oltre. Del resto il Vangelo rimaneggiato dal Vance direbbe che bisogna aiutare i propri famigliari, i connazionali, innanzitutto, loro sono il prossimo. È quel che dice Confucio in qualche modo... ma allora il Vance pratica una religione non cattolica!
Ormai tutte le organizzazioni multilaterali non contano: lo abbiamo già scritto, si ritorna ai sofisti che ritenevano che il giusto è la ragione del più forte, come si legge nel dialogo di Platone, La Repubblica.
L'arroganza del Trump, altro che alleato cara Meloni..., è insopportabile: forte con i deboli e debole coi forti.
Meno male che il papa ha ricordato che i governanti faranno bene a ricordarsi delle loro responsabilità dinanzi alle guerre!
Il papa è americano e appena eletto ma dinanzi allo scandalo Vance sarebbe bello sentire una sua parola.
domenica 13 luglio 2025
MA QUALE 10%! VA MOLTIPLICATO PER TRE...
Carlo Biancheri
A Washignton DC, alla Casa Bianca, siede un tale che vuole il premio Nobel. Si tratta di pregiudicato in quanto condannato penalmente, frequentatore di lavoratrici del sesso a pagamento, altrimenti dette puttane (e, per converso, i frequentatori…), bancarottiere in più occasioni, pluriammogliato ma sicuro credente, sciolto nel linguaggio da angiporto allorché invita gli altri a baciargli il deretano ,in conflitto di interessi con gli affari su stablecoin e…sul resto... Maleducato nel tratto, incolto e privo di ogni rispetto per la persona, non solo per le costanti ridicole gaffes che lo caratterizzano con i suoi interlocutori ma per il modo con cui si rivolge ai più deboli: esemplare al riguardo il trattamento riservato al presidente ucraino alla Casa Bianca. Violatore di tutte le norme stabilite dal diritto internazionale (non certo solo quelle dell’Organizzazione Mondiale del Commercio di Ginevra…), preoccupato solo del suo tornaconto e sostenuto da un partito repubblicano americano di yes man cioè di vigliacchi.
Questo soggetto, che vuol fare l’America di nuovo grande, segue una sola logica: il giusto è la ragione del più forte (v. i sofisti greci).
Non importa per quanto tempo, tanto lui se ne andrà e prima o poi anche da questa terra e allora misurerà quanto grande sia stata la sua avventura e quante vite porti sulla coscienza e disperazioni delle persone per il suo operare.
Dalla seconda guerra mondiale in poi gli Stati Uniti, in Occidente, hanno avuto un ruolo egemone, assicurandone la sicurezza con pochi costi per noi, ma nel contempo esercitando un potere incontrastato, in tutte le sedi. Nel suo calcolo dello sbilancio commerciale della bilancia US/UE si limita a prendere in considerazione le merci e trascura i servizi che pareggerebbero ampiamente la partita. Si tratta di un ricattatore che vuole che gli altri paghino i costi di una legge finanziaria che accrescerà moltissimo il già grandissimo debito americano e che assicurino il servizio del debito stesso.
L’Europa, la Commissione Europea, pur non avendo armi di ricatto come la Cina, si è mostrata troppo flessibile, burocratica, opponendogli uno sloveno che non ha certo il peso per trattare, con i suoi burocrati brussellesi, con gente spregiudicata, come certi americani che vanno stanati da subito, specie quelli dell’establishment.
Ha trascinato la trattativa quando era chiaro che l’Americano non ci avrebbe trattati diversamente dal Canada, dal Messico o dal Giappone, a meno che non si fosse trovato dinanzi gente dignitosa e disposta a difendere il proprio buon diritto. La von der Leyen, come molti dei suoi predecessori, ha poteri limitati, perché è il Consiglio – cioè i Governi nazionali- che è determinante col consenso del Parlamento, in base alla procedura di co-decisione, ma è anche ondeggiante e priva di visione. Abbiamo scritto in questo blog che la Merkel non è stata affatto grande ma solo un’opportunista, creando anche tanti pasticci. Sono pochi i tedeschi con una visione e non è più l’epoca degli Adenauer o, financo, di Kohl e lei si inserisce in questa linea pragmatista, attenta a guidare l’organizzazione, adeguandosi alle circostanze: tranne che negli affari, nella Repubblica Federale tutto è lento.
In compenso, da noi la pontiera si è rivelata la mosca cocchiera della favola di Lafontaine: si è affannata da ogni parte, andando da una parte all’altra, prodiga di telefonate e di annunci, con riunioni internazionali in cui noi ci siamo sicuramente distinti nel ruolo di albergatori di lusso ,lasciando credere che trainava il carro invece dei buoi… I risultati ci riportano a bomba a fare i conti con la realtà e a capire che, come dice il proverbio: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…l’amico Trump tanto amico non è dell’Europa forse della Meloni.
Peraltro, le due principali disgrazie nazionali: la Lega e il partito dell’Avvocato del popolo, già di Scientology, cioè i 5S, contribuiscono sensibilmente a peggiorare il ruolo dell’Italia con lo scopo acclarato di disfare l’Unione Europea che in un momento di pericolo costituisce la nostra sola ancora di salvezza. Un esponente della Lega, pieno di fantasia e di sicumera, già teorico dell’uscita dall’Euro, annuncia ‘bel, bello’ (come scriveva l’amato Manzoni) a tutte le televisioni che andava fatta una trattativa bilaterale con gli Stati Uniti: in chiaro, si tratterebbe di uscire dall’Unione Europea in quanto nei Trattati la materia spetta alla Commissione Europea e non agli Stati nazionali e ancora insistono! Sono associati al partito di Putin, sembra…, che si prefigge di smembrare l’Unione e nessuno si turba se parlano spudoratamente. Quanto agli altri e al loro giornale – si fa per dire…- ‘’Il fatto quotidiano’’, hanno votato con la Lega e l’estrema destra a Bruxelles contro la Commissione Europea e si oppongono all’invio delle armi in Ucraina per consentire alla Russia di arrivare agevolmente a Kiev. Dopo aver scassato i conti pubblici per anni con le loro trovate demenziali fanno pure i predicatori… Ci vuole la trattativa diplomatica tuonano: si vedono bene i risultati degli incontri, o no? Le bugie hanno le gambe corte, perché con buona pace di Nietzsche la Verità non è interpretazione. Del resto Giuseppi partecipa ai ricevimenti dell’Ambasciatore inviato da Trump… e meno male che pretendono di difendere l’interesse nazionale!
Della situazionista del Pd non parliamo perché non vale la pena.
Ci attendono tempi difficili, è evidente.
lunedì 16 giugno 2025
ALBA SULLA CHIESA, CIELO NERO ALTROVE
Carlo Biancheri
Il clima di
ubriacatura generale, fin dall'inizio del XIX secolo, è stato
generato dal massone/gnostico Hegel che sosteneva, tra l'altro, la tesi
della razionalità e del progresso della Storia, una sorta di fil rouge che
il successivo Marx credeva pure di sapere dove andasse: nella
liberazione, cioè, degli oppressi, del proletariato dopo un periodo
'transitorio'(...) di dittatura cui sarebbe seguito l'Eden in terra quando
il lupo e l'agnello s'abbracceranno, pace e giustizia regneranno e via
discorrendo. Questa bella teoria è arrivata fino a noi, infatti, nel nostro
Parlamento, i pochi che hanno studiato, capendo quel che leggevano
(...), proclamano spesso con tono stentoreo di essere 'dalla parte giusta'
della Storia... A ben vedere non è andata proprio così, giudicando gli eventi
dei duecento anni trascorsi dall'imbonitore delle folle di intellettuali: dove
sta il progresso - anche se non lineare - della Storia?
Non ci sono forse stati sterminii di popoli insieme alla Shoah, come, ad
esempio, tra i tanti, quelli Ucraini ed Armeni e, da ultimo, i musulmani
cinesi, gli Uiguri? E le guerre con le decine di milioni di morti, interi Paesi
distrutti? Non si parla forse di tortura ai nostri giorni, magari in certe
carceri speciali? E la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
delle Nazioni Unite è messa in pratica dagli Stati che aderiscono all'ONU? E la
'fase nuova', in esito alla 'dialettica della Storia', in che consiste quindi?
È una 'crisi organica' per usare il linguaggio gramsciano (ma mondiale...?):
non è chiaro, l'intreccio si infittisce.
Assistiamo oggi a violazioni della sovranità, invasioni di paesi vicini,
realizzate o minacciate, da parte di regimi dittatoriali, come quello di
Putin o di Xi Jing Ping, nell'assunto che il giusto è la ragione del più
forte, la tesi dei sofisti al tempo di Platone (solo duemilaquattrocento anni fa...). E ancora ci accorgiamo della sproporzione nell'uso dei mezzi di
difesa con vittime innocenti e dell'invasione di territori altrui come nel
caso di Netanyahu...
E, allora, dove è finita la razionalità? Una curiosa visione dell'uomo quella
in cui egli sarebbe eterodiretto dalle' idee' - Napoleone a cavallo a Jena un
'puntino' che rappresentava il farsi della Storia, lo Spirito del tempo... - e
a cui non sarebbe consentito altro che scegliere di adeguarsi al
'vento della Storia', come scelta etica.
Questo il quadro di riferimento culturale in cui si muovono i nostri reggitori
che sembrano esser guidati più dalle passioni che dalla ragione, come direbbe
Aristotele.
In America, uno Stato federale crogiuolo (melting pot),
dove, come ha scritto superbamente l'americana del Sud, Flannery O'Connor,
convivono ricchi, gangsters, squatters e persone marginali nella società,
quali, ad esempio, poveri o anziani, che spiazzano tutti
comportandosi con umanità e coraggio, dicendo il vero, in questo paese
ora prevalgono gli umanoidi, cioè gente che fa dell'aggressione e della
menzogna un mezzo di comportamento abituale e che ignora il rispetto per
sé stessi e per gli altri, che considera vincere lo scopo della vita. Trump è
l'esempio di quel che può diventare un uomo lasciando spazio agli istinti
animaleschi senza la guida della retta ragione: una quadriga di cavalli
senza auriga, direbbe Platone.
È stato eletto per protesta dinanzi alla debolezza e all'incultura dei
democratici, opportunisti fin dal tempo di Clinton, verbosi ed inconcludenti
con Obama. Dalle memorie di Adriano, conosciamo che non si reggono gli imperi
senza empatia, e la capacità di comprensione delle culture altrui in USA non è moneta corrente: forse è proprio la cultura che manca, generalmente
parlando.
Per contro in Europa abbiamo un criminale di guerra che vuole restaurare il
dominio della 'Santa Russia' quasi fosse suo diritto, spazio vitale, diceva
qualcun altro... Vico scriveva che i popoli sono come dei grandi animali,
ciascuno con il suo genio: bene, nel mondo slavo la rassegnazione e l'indifferenza per chi comanda è una costante perché il loro mondo quotidiano
non è scalfito, se non accidentalmente. Lo Zar in Russia ha continuato ad
esserci: ci sono stati Zar un po' più cattivi ma non c'è stata nessuna vera
rivoluzione. Se prima del 1917 c'erano i padroni e le anime morte (...) si
è sostituito lo Stato e i papaveri rossi e ora l'autocrate e i suoi boiardi. Nelle
campagne della sterminata Russia si va avanti con la Vodka per sopravvivere:
Mosca è lontana come ne Le tre sorelle. C'è la guerra, si muore ma
quante guerre ci sono state prima? Quanti patriarchi corrotti? Nel mondo slavo
non si crede veramente che la vita di ogni giorno possa cambiare
radicalmente, migliorare forse si.
Il discorso per la Cina è analogo e non si spiegherebbe altrimenti il controllo
che il regime mantiene su uno Stato così grande, anche se in certe
provincie i dirigenti di Pechino non vanno perché li lincerebbero, come già
avvenuto.
In questo contesto complesso come sta l'Italia? Nella mediocrità, aurea
mediocritas...
Un governo di apprendisti che tiene i conti in ordine aumentando le tasse e
facendo cassa sui pensionati, senza una visione che non sia quella dei social o
dei progetti faraonici come il ponte sullo stretto, fumo negli occhi di un
paese dove in molte regioni non funziona quasi niente.
Un governo dove opera tranquillamente col sabotaggio la componente putiniana
che ha fatto molto male al paese e che continua a farlo.
Le intenzioni di voto che premiano la giovine Meloni che si sente al
centro dello scacchiere internazionale ma che è regolarmente emarginata
quando si tratta di prendere decisioni di rilievo
dipendono dalla mancanza di alternativa e dalla decadenza culturale
del paese. Come si fa a volere che ‘l'Europa faccia' quando si passa il tempo a
parlare di nazione e di sovranismo? Un'Europa à la carte, insomma,
come al ristorante: prendo questo, quest'altro non va ma quando sentiamo
dire: l'Europa deve fare..., inclusa l’opposizione, c'è da chiedersi: ma gli
altri sono d'accordo? Chi decide? E le maggioranze come si formano? Il Governo
italiano ci ricorda il personaggio dei fumetti Superbone. L'appiattimento
sugli Stati Uniti di Trump è una favoletta inventata da sor Capanna che
teorizza l'indefettibile alleanza atlantica che fa acqua da tutte le parti:
essere adulti significa prendere atto della realtà che nella fattispecie
significa unirsi in Europa a chi ha un destino comune per fronteggiare il
peggio.
L'opposizione ha come guida una controfigura, molto ambiziosa, dell'americana Alexandria Ocasio-Cortéz, che parla con affanno
credendo di aggiungere valore alle insulsaggini che proferisce.
Lei e i suoi lupetti vagheggiano un mondo che non c'è più, il socialismo reale,
la nazionalizzazione dei mezzi di produzione, il manicheismo contro la finanza,
che è un'industria come le altre, anche se va regolamentata e vigilata
seriamente. Gente che ha fatto solo politica nella vita e, quindi, non ha esperienza, appare priva di una visione su quel che occorra
strutturalmente al paese, senza correre dietro alle ultime novità di
successo o giocando su dichiarazione ambigue, specie su grandi temi come
la difesa dell'aggredito di fronte all'aggressore. Ci sono le guerre? La
risposta è ‘diplomazia’. Bella trovata ma per far la pace occorre esser in due
a volerlo…
Non ci attarderemo a parlare dei Trotsky all'amatriciana o del partito già
di Scientology e ora dell'Avvocato del popolo, per tutte le stagioni, autore,
secondo la stampa internazionale, dell'intervento governativo più stupido che
si potesse concepire e che ha scassato i conti pubblici per anni: il
superbonus, la casa rifatta gratis. Quando tuona contro l’ingiustizia
sociale si toglie la pochette e sta in camicia.
Come costruire
un'alternativa agli incapaci al governo?
Soccorre la Chiesa che esce da un periodo a dir poco turbolento con un papato
gesuitico peronista.
In altra parte del blog ci siamo dilungati su Pascal e i gesuiti da lui
accusati di relativismo e di contrarietà alla dottrina dei padri della Chiesa.
La lettera apostolica Sublimitas et miseria hominis del papa
Francesco derubrica l'attacco ad un'intemperanza giovanile mentre in realtà
Pascal proferisce accuse gravi di pelagianesimo, funzionale alla logica del
'fare', di adeguamento al mondo per far proseliti, essendo gli uomini così
corrotti che se si prospettasse un ideale troppo alto farebbero molto peggio,
afferma Pascal, nel rappresentare la posizione gesuitica. Nessuna spiritualità né Trascendenza, essendo soppressa la ' grazia attuale' a
favore della 'grazia sufficiente' con la conseguenza di un orizzonte immanente
e oggi si direbbe una Chiesa Ong che realizza la fraternità in terra hic
et nunc.
È stato eletto un papa agostiniano che sa bene che la terra nuova e i cieli
nuovi non si compiranno qui, altrimenti bisognerebbe sopprimere quel
riferimento alla valle di lacrime del Salve Regina, preghiera dell' XI secolo, il che
sarebbe francamente sbagliato. Sa bene anche che la Storia umana non si
identifica con la Storia della Salvezza di Dio, e che la pace di Cristo non è
la pace umana, l'assenza di guerre. Non c'è risposta a tutti i problemi, a
tutti gli ostacoli in questo mondo, perché lo scopo della vita è la Gloria
di Dio, come nel caso del cieco nato: chi ha peccato, lui o i suoi genitori? Né
lui né i suoi genitori ma perché si faccia la Gloria di Dio (Gv,9,3). Come dice
san Giacomo la fede senza le opere è morta ma il papa ricorda giustamente che
un cristiano deve 'sparire' perché si manifesti il Cristo.
Questa è la speranza cristiana in tempi di guerra, di inganno, di illusione di
raggiungere la felicità con ogni licenza smarrendo il fine dell'uomo stesso: la
vita piena che non termina, la vera realizzazione dell'uomo.
mercoledì 16 aprile 2025
MA LA MELONI STA CON IL LUPO O CON L' AGNELLO?
Carlo Biancheri
Alla vigilia della visita alla Casa Bianca del nostro presidente del Consiglio, sembra che ella svolga il ruolo della mosca cocchiera che porta avanti il carro trainato da buoi, secondo Lafontaine, nel quadro politico di questa Pasqua angosciosa e c’è da chiedersi da che parte stia.
L’interlocutore, va ricordato, è un pregiudicato, bancarottiere, amante della famiglia (infatti ne ha costituite diverse), così fedele alle alleanze da considerare gli Stati europei degli scrocconi che hanno succhiato il sangue per decenni ai poveri americani, peraltro, consentendo loro di avere la valuta di riferimento per il mondo e, quindi, manipolabile…a seconda delle convenienze: mi indebito in dollari e poi restituisco il dovuto con soldi svalutati. Le mammolette statunitensi vivono al di sopra di quel che producono e quindi, secondo Trump, il resto del mondo deve pagare il debito americano, per riconoscenza, si intende.
Il presidente pro-tempore si prefigge di costruire un nuovo ordine mondiale e, quindi, è sulla lunghezza d’onda di un ricercato per crimini di guerra dalla CPI e cioè tal Putin, del KGB (servizi segreti sovietici). Quando quest’ultimo passa il limite con attacchi stragisti alla popolazione civile ucraina, come nella domenica delle Palme, cose che solo barbari come Hitler o Stalin o Pol Pot potevano fare, l’amico Trump dichiara che ‘si sono sbagliati’ i poveri russi, un incidente di percorso e, del resto, l’invasione e la guerra sono responsabilità dell’agnello che verrà mangiato dal lupo a cui sporcava l’acqua: per Trump il lupo ha ragione, si difende da agnelli ‘nazisti’. Del resto l’immobiliarista ha una tale profondità umana che dà dello stupido all’eroico presidente di un paese aggredito per avere ‘iniziato’ la guerra con un altro paese ‘venti volte più grande del suo’: la logica è che se sei più piccolo devi subire, sempre. Altro che Se questo è un uomo…di Levi.
Se non fosse incolto - e se ne vanta (…) - verrebbe da pensare che sia un buon discepolo di Nietzsche che sosteneva che la ‘Verità è interpretazione’; Così è (se vi pare)…direbbe Pirandello.
Con la vita e con la morte i conti non si fanno in questo modo e questo presidente sarebbe condannato al tempo dei Romani alla damnatio memoriae allorché toglierà il disturbo.
Nel frattempo ci manda il Vicepresidente convertito al cattolicesimo: dice di aver letto san Tommaso e Maritain ma con nessun profitto, considerata la sua aggressività che contraddice il Vangelo: ‘Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò…e imparate da me che sono mite e umile di cuore’ (Mt 11,25-30). Sprizza solo violenza nell’eloquio e supponenza molto, molto mal posta. Se questo nostro paese avesse dei cuori ardenti sarebbe bello organizzare una manifestazione venerdì per fargli capire che non è il benvenuto.
Con questi soggetti la nostra sicura Presidente va a rappresentare le buone ragioni dell’Europa (non dell’Italia come diceva il Ministro del bar Sport di Milano Rogoredo, ignorando che per farlo bisognerebbe prima metter su una Italexit, non proprio raccomandabile nel frangente attuale) che sono già state respinte al mittente: e allora? Cosa va a fare in un paese che dice apertamente di non esser più alleato alle condizioni attuali, cioè di parità.
Per far la pace occorre esser almeno in due a volerlo, non c’è diplomazia -abile scusa- che tenga, e così per evitare i dazi la trattativa deve essere tra chi si rispetta, non quella del gatto col topo.
Dura lex,sed lex!
...
lunedì 24 marzo 2025
ITALIA: UN GREGGE DI PECORE SENZA PASTORE
Il riferimento evangelico non è alla Chiesa anche se la supponenza di certi prelati e la stupidità, il servilismo e l’ignoranza di molti commentatori fa sì che comunemente si assimili il ruolo alla santità: il papa stesso ebbe a dire, speriamo per celia (…), che il defunto papa Benedetto e lui stesso sono in lista d’attesa per la proclamazione sugli altari. Ci sono scandali colossali, specie in materia di morale sessuale, che denotano mancanza di fede, perché contraddicono quel che si predica, ma, dopo un rapido mea culpa, si procede nella routine quotidiana. La conseguenza è il disorientamento dei fedeli che si percepiscono come pecore senza pastore e, tuttavia, oggi l’attenzione alla gerarchia della Chiesa è inversamente proporzionale alla fede: sono soprattutto i non credenti a guardare ad un papa che predica fraternità e uguaglianza, trascurando non di rado di menzionare la croce – Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua, Mt 24 – che poi è la porta della Vita piena, l’altra vita (mai sentito?). Su questa Chiesa affannata nel ‘fare’ basti ricordare quel che scrisse nel Trecento un Dottore della Chiesa, Santa Caterina da Siena, ne Il dialogo della Divina provvidenza: ‘È vero che, per difetto di colui che tenesse il timone la fa andare a onde; ciò sono i gattivi e miserabili pastori, prelati posti dal Padrone di questa navicella’ (CLVIII), oppure Dante che nell’Inferno chiama Bonifacio VIII, 'lo Principe de li Novi Farisei' e, infine, senza scomodare nessun autore – e sono parecchi- basti richiamare i giudizi universali dentro alle Chiese medievali (si pensi al Duomo di Torcello) dove si vedono papi col triregno all’inferno insieme ad alti prelati, religiosi e suore. Senza alcuna contestazione del carisma, si vuole concludere che la funzione non fa il santo.
Lo smarrimento delle pecore, menzionato nel titolo, riguarda, soprattutto, la babele del bel paese in un momento in cui non si tornerà più come prima.
Negli Stati Uniti non c’è un amico, c’è un pregiudicato eletto presidente da una pletora di sconsiderati, che vuole stabilire un nuovo ordine mondiale tripolare: USA, Russia, Cina.
Per farlo non si guarda tanto per il sottile: menzogna, morte, minaccia, manipolazione, ricatto sono le armi usate da un soggetto aduso a non rispettare regole e non occorre rifarsi al Principe di Machiavelli che raccomandava ai reggitori di essere ad un tempo 'golpe e lione' perché l’arricchito di Mar a Lago Machiavelli, secondo noi, non lo ha letto e men che meno compreso. Comportarsi come lui, fa parte della natura/ombra dell’uomo, basti analizzare gli argomenti del lupo descritti da Fedro soltanto duemila anni fa: 'Mi sporchi l’acqua, non posso sono sotto di te, hai parlato male di me, non ero nato, tuo padre ha parlato male di me…' Così con l’Ucraina: Putin non ha iniziato la guerra (da chi è stata invasa l’Ucraina?), l’Ucraina stessa non esiste come paese: è Russia, Putin, ricercato per crimini di guerra, è tanto buono, ha persino pregato (!) dopo l’attentato al pregiudicato Trump, il presidente ucraino non è sostenuto dal popolo e va sostituito e via discorrendo.
E i nostri che fanno?
Abbiamo, come noto, una grande sventura che consiste nel partito della Lega, guidato da un manipolo di soggetti che si qualificavano comunisti padani, al tempo delle bevute dell’acqua alle sorgenti del Po con gli elmi con le corna nel revival celtico, aizzati dal Bossi, poi defenestrato. Non possiamo attardarci a descrivere tutte le malefatte compiute nel Lombardo Veneto (quest’ultima regione, guidata dall’azzimato Zaia, eterno Doge, che si vuole cultore del Manzoni e che pensa che I Promessi Sposi siano ambientati nella seconda metà del Seicento invece della prima, com’è in realtà (…), è stata distrutta dalla cementificazione della campagna veneta) basti pensare che ancora adesso dobbiamo parlare, dopo decenni, dell’autonomia differenziata per far sì che i ricchi del Nord siano sempre più ricchi. La Lega del Ministro di ispirazione bar Sport Milano Rogoredo, quello che mandava baci alla Madonnina e brandiva rosari e Vangeli come fossero corpi contundenti da lanciare, è alleata di Putin col cui partito non ha mai interrotto i rapporti e sta cercando di far le scarpe al conte zio del Frusinate – sopire e sedare…- Ministro degli Esteri nell’illusione, novella mosca cocchiera, di avere un rapporto privilegiato con la ghenga di Trump che mira a disunire l’Europa per comandare meglio. È contro la difesa dell’Europa perché i ‘compagni’ russi sono brava gente: lo ha studiato al bar. Noi che abbiamo qualche anno più di lui ci ricordiamo benissimo cosa volesse dire guerra fredda e Vienna occupata dai russi dopo la seconda guerra mondiale. La sua presenza, a nostro debol parere, è un cavallo di Troia al governo ma soprattutto in Italia.
Restano le donzelle leopardiane.
A Giorgia, trapezista, le è caduto il ponte sotto i piedi e così il Governo italiano, ciarliero in casa, all’estero conta il due di picche. Non sa che pesci prendere: spera di risparmiare dazi al vino italiano con Trump ma con l’alluminio e l’acciaio siamo già in braghe di tela, come si suol dire. All’opposizione faceva la parte dell’impunita, si dice a Roma, adesso fa la statista ma in modo casereccio, all’amatriciana. Scompare in Parlamento, è per la difesa ma non a scapito di altri debiti che il Governo intende fare, non vuole rispondere ai dazi troppo in fretta…, difende la nazione ma non ci sono proposte, disegni, non c’è una politica industriale: si adira con la Francia di Macron ma non propone un’alternativa. Tanta amicizia per l’Ucraina invasa ma… tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Forse alla Garbatella e a Colle Oppio ha imparato la tattica ma non la strategia di cui il Paese ha urgentemente bisogno.
Resta la situazionista, vestita dall’esperto di colori, che ricorda la public relations nel famoso film Monsieur Hulot che si adeguava ad ogni situazione.
È radicale la girl, eletta in un modo un po’ inusuale per un partito, ma per ora ha partorito soltanto un campo largo che sembra non avere confini perché non si vede nessuno dentro…come nel Deserto dei Tartari(?).
Si fionda in ogni situazione per manifestare che è pacifista, difensora dei diritti (doveri?), il riarmo europeo lo vorrebbe solo se ci fosse un esercito unico europeo, cioè tra quindici anni, se va bene, e nel frattempo…? Tutti al mare o a Ventotene…
Mala tempora…
sabato 1 marzo 2025
SIAMO SOLI, NON LO SAPEVATE?
L’incredibile vicenda occorsa ieri a Washington DC, alla Casa Bianca, dove il frequentatore di prostitute, difensore della famiglia tradizionale che ama, avendone, infatti, più di una, pregiudicato, mentitore abituale, nonché Presidente pro-tempore degli Stati Uniti, votato da una pletora di mentecatti, insieme ad un vice neoconvertito al cattolicesimo - dice lui… - che cita a sproposito sant’Agostino e san Tommaso, comportandosi come un salumaio dinanzi alla Divina Commedia aperta sul bancone: strappa una pagina ed incarta il salame…, hanno aggredito in diretta mondiale il Presidente di un popolo eroico che ha resistito con molti morti e feriti al criminale di guerra Putin per tre anni, ci ha resi edotti che con quei banditi c’è poco da sperare.
La violenza è il solo argomento cui tutto deve cedere: il giusto, lo fa dire Platone ad un sofista nel dialogo la Repubblica, è la ragione del più forte.
Nessun rispetto per alcunché in quei due con la loro sceneggiata, preparata a tavolino che fa capire più che mai cosa significasse quell’ ‘umanesimo’ che si proclamava negli anni ’50 del secolo breve, dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale che ha provocato 60-68 milioni di morti tra civili e militari e che portò alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Nietzsche sosteneva che la Verità è interpretazione – di questa bella teoria vediamo i frutti nel nostro tempo - ma i due alla Casa Bianca, che hanno il solo obiettivo di ricucire con la Russia per staccarla dalla Cina, più che ‘interpretare’, manipolano il reale.
Il gesto vale anche per noi europei e, tuttavia, c’è una fioritura di utili idioti nel nostro paese che sperano di esser risparmiati schierandosi con un violento privo di regole: chi non sa governare sé stesso non può neppure governare gli altri, scriveva san Tommaso, lo sapeva il cultore Vance che si permette di giudicare e di dare lezioni di morale agli altri?
Vale per noi perché lo scopo di Trump e del suo alleato Putin è quello di dividere l’Europa divenuta troppo ingombrante per le loro mire.
Il popolo americano reagisce blandamente a queste cose: si fanno i fatti loro, il paese è immenso e non pensano a quel che accade lontano.
Altro che scudo americano e articolo 5 della NATO, dobbiamo diventare adulti e non pensare più di avere qualcuno che in caso di emergenza intervenga.
A parte il solito comunista padano, formatosi al bar Sport di Milano Rogoredo, tra la Meloni cui è caduto il ‘ponte’ e che non potrà più sfoggiare ovunque il suo inglese garbatelliano e il Ministro degli Esteri che ricorda il Conte zio dell’amato Manzoni la cui filosofia era: sopire e sedare (anche con soggetti come Hitler?) l’Italia è diventata afona? Pensa di avere un ruolo in questo frangente? Oppure preferisce cantare Chist’è o Paese do Sole! e pensare che: a da passa la nuttata. No non passa la nuttata non si può sfuggire alla realtà che poi è una fuga dalla libertà, per dirla con Fromm.
Per associazione di idee ci torna alla memoria la sinfonia di Haydn, Les adieux (Sinfonia degli addii) dove gli strumenti se ne vanno uno alla volta…
Coraggio!
giovedì 20 febbraio 2025
SEI MESI FA HAI DETTO MALE DI ME... TUO PADRE DISSE MALE DI ME
Carlo Biancheri
La logica del presidente degli Stati Uniti in carica è precisamente quella del lupo nella favola di Fedro: semplicemente non c’è logica – mi sporchi l’acqua, ma come faccio se
l’acqua scende dalle tue labbra…, hai parlato male di me, non ero nato…- solo menzogna e prepotenza e cioè la ragione della forza.
Questo tale che alterna un linguaggio da piazzista -mi compro la Groenlandia, il Canada deve diventare uno Stato in più degli Stati Uniti, mi riprendo il canale di Panama, Gaza deve diventare la riviera del Medio Oriente e due milioni di persone staranno meglio da un’altra parte (nel deserto egiziano?)- a quello di venditore di tappeti, si diceva un tempo, lo stesso che fa finta di pregare, attorniato da predicatori /sciamani, si è permesso di dire che l’Ucraina, cioè l’agnello della favola, si è rifiutata di negoziare dopo l’invasione (…) russa per tre anni e che bisogna sostituire il presidente che, a suo dire, ha il sostegno del 4% della popolazione. Un politico che ignora del tutto la gravitas, che un presidente degli Stati Uniti dovrebbe avere, rilascia interviste in modo cialtronesco con un soggetto, sudafricano di origine che ha tutta la cultura dell’apartheid. Ricordo che a Johannesburg ai primi degli anni ’80, quando esisteva ancora Soweto, le grandi società o le banche avevano un ristorante interno e la colazione era servita da cameriere nere in divisa con la crestina bianca in testa e che facevano la riverenza dopo aver chiesto se la carne doveva esser cotta raw medium o well done e i neri la sera non avevano il diritto di pernottare in città, pena l’arresto. Per chi è cresciuto da bianco in quel contesto il minimo che possa capitare è di essere uno squilibrato, di padre in figlio. E, infatti...
L’abbiamo già scritto in questo blog: nel 1968. in piena rivoluzione studentesca, il filosofo Alberto Caracciolo, cattedratico di Filosofia teoretica a Genova, ci consigliava di studiare i metodi delle assemblee naziste, pubblicate da Paideia, per comprendere come si possano manipolare le opinioni. Il bullo negli USA col suo fido uomo più ricco del mondo, autore di una sfilza di figli in provetta, di certo non ha effettuato letture al riguardo – ma legge…?- tuttavia usa metodi di comunicazione del tutto analoghi: menzogna ripetuta fino a che la gente creda che sia verità, negazione della realtà, attacco personale senza mai entrare nel merito dei problemi, uso sfacciato dei social media dove si comunicano solo stati d’animo o verità apodittiche.
Sarebbe uno stupido gioco se non avesse conseguenze importantissime non soltanto su vita e morte ma anche sulla vita della gente: l’economia, come diceva Marguerite Yourcenar, giustificando così il suo interesse per l’imperatore Adriano che si era preoccupato del vivere quotidiano dei suoi sudditi. E, soprattutto, se non avesse sdoganato il criminale di guerra che, poveretto (…), ha dovuto invadere un altro paese sovrano che lo aveva provocato con la minaccia della Nato - non risulta essere organizzazione offensiva…-
Le monde à l’envers dicono i francesi, alla rovescia, appunto.
Ovunque si parla di riarmo perché la guerra sembra esser diventata dinanzi alla volontà di potenza (…) la sola via; del resto in questi anni la vita nell’edonismo dilagante non è stata mai considerata il bene in sé o comunque è sempre stata posposta al
benessere individuale, alla performance, all’amore di sé.
Non mi pare che in questo contesto drammatico, la nostra signora Presidente del Consiglio si distingua per visione o per segnali di leadership ed abbia la men che minima influenza sul bullo di Mar a Lago o sull’italocubano di origine, ora facente funzione di Segretario di Stato, traditore dei suoi maggiori (…), glaciale come tutti i complessati. Anzi, si guarda bene dal criticare il bullo che insulta l’Europa: ma l’Italia dov’è?
Mala tempora currunt e bisognerebbe esser uniti e, invece..., abbiamo le consuete quinte colonne, immancabili nella nostra Storia. Non ci riferiamo soltanto a ministri formatisi al bar Sport di Milano Rogoredo, ora esperti di treni che arrivano troppo spesso in ritardo, diversamente da prima, le sue visite a Mosca e i legami col compagno Putin (del resto anche lui era comunista padano…) o in Corea del Nord, comparata alla Svizzera, sono arcinote. Ma anche Giuseppi e tanti pacifisti nostrani sono ben lieti che l’amico bullo dica: l’Ucraina deve diventare Russia, fine della storia. C’è stata Bucha, c’è stata Mariupol, centinaia di migliaia di morti? Colpa loro: mi sporchi l’acqua… tuo padre mi ha insultato anche se non eri nato… e lo divorò.
sabato 15 febbraio 2025
UNA PACE SENZA GIUSTIZIA NEGOZIATA DA UN CRIMINALE DI GUERRA E DA UN PREGIUDICATO PER TRUFFA
Carlo Biancheri
La nuova politica americana del bullo che è stato eletto presidente negli Stati Uniti segue e peggiora grandemente una linea già tracciata dal teorico Obama: priorità all’Asia e fastidio per un’Europa poco unita, incapace di avere una visione ed un ruolo attivo nel mondo. Le condizioni della pace in Ucraina, ingiustamente aggredita, le stabilisce lui col criminale Putin.
Da noi ci sono cantori della superiorità americana a causa del progresso tecnologico, trascurando del tutto la visione del mondo che oscilla tra il cinico negli ambienti sofisticati e l’infantile: deal, looser, performance le parole più ricorrenti, insieme a benedizioni e preghiere non si sa bene a quale divinità, se si tratti, cioè, del Dio cristiano o di Krishna, in un contesto di materialismo assoluto: cibo, soldi, sesso, football, alcool e successo. Lo avevano ben compreso quasi cento anni fa scrittori ed artisti come Flannery O’Connor – penso ai Racconti: La vita che salvi potrebbe essere la tua - Baldwin – Next time the fire, La prossima volta il fuoco -o un pittore come Hopper che manifesta tutta l’angoscia e la solitudine di quelle persone alla finestra che guardano nel vuoto, in un’attesa senza fine; solo l’oceano e le vele illuminano la vita, sembra suggerire, il vento, il mare senza confini.
Poi ci sono i manichei (cioè quelli che sostengono che tutto il bene sia da una parte e tutto il male dall’altra), gli estremisti (malattia infantile del comunismo li definiva Marx) che in modo aperto o subdolo accusano gli Stati Uniti di tutto quanto accade nel mondo di negativo.
I bulli del Maga, una compagine di miliardari opportunisti, di gente senza alcun rispetto per l’umano e di una cultura di bassissimo livello, incluso il giovanotto neoconvertito al cattolicesimo, il Vice Presidente, che ha creduto di dare lezioni di democrazia all’Europa a Monaco di Baviera. Ha scoperto sant’Agostino, san Tommaso, che avrà letto in chissà quali traduzioni perché dubitiamo fortemente che conosca il latino, e persino Maritain.
Nella sua sicumera ha di certo frainteso sia Agostino che Tommaso a proposito dell’amore del prossimo: certo che si ama naturalmente i più vicini – lo dice Aristotele- ma Cristo ha insegnato ad amare i più piccoli, gli ultimi se si intende amare Lui e persino i nemici! Non lo ha letto nelle traduzioni dei Vangeli? Come tutti gli americani va avanti a standards che usa in modo universale ma è privo non solo di umiltà - senza la quale, attenzione, non si va in paradiso, diceva san Filippo Neri nel XVI secolo a Roma… – ma anche della conoscenza dei contesti: è apparso chiaramente quando ha criticato l’annullamento del voto presidenziale in Romania da parte della Corte costituzionale rumena a seguito degli imbrogli russi. Ha qualche idea di come funzioni la democrazia in Romania – e in moltissimi paesi dell’Est diciamo noi…- di come assumano le decisioni i votanti? Li ha mai visti? C’è mai stato? Oppure gli bastano gli slogans insensati come il suo: Make America great again?
Il nostro amato Manzoni descrive benissimo i politici che turlupinano il popolo allorché il gran Cancelliere di Milano, durante la carestia, va a salvare il Vicario di provvigione, assediato nel suo palazzo dalla folla che voleva impiccarlo: ’Si; pane, pane,’ rispondeva Ferrer: ’abbondanza, lo prometto io’ e metteva la mano sul petto’ e poi, scendendo dalla carrozza: ’salutò con un inchino la moltitudine, come da un pulpito, e messa la mano sinistra sul petto, gridò: ‘pane e giustizia’ ‘.
Come a Yalta si intende tracciare linee, confini degli Stati perché quel che conta è la potenza non la gente che subisce le decisioni, a cominciare dagli eroici ucraini, e quindi la logica è come quella che descriveva Tacito circa l’atteggiamento dei Romani: Desertum fecerunt et pacem appellaverunt (fecero un deserto e lo chiamarono pace).
Dobbiamo imparare da questi maestri? O invece capire che ci inoltriamo in un terreno inesplorato nel quale dobbiamo diventare adulti e sapere che la vita è preziosa ma che si può perdere a causa della malvagità o della insania altrui.
Al governo va detto che troppe parti in Commedia per accontentare i comunisti padani, entusiasti di Putin, le cui posizioni sul punto sono vicine ai loro amici seguaci dell’Avvocato del popolo di Volturara Appula, non hanno più spazio: altro che mediatori coll’immobiliarista truffatore, impariamo ad essere uniti con i paesi d’Europa per affrontare pericoli futuri.
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mercoledì 30 ottobre 2024
PAESE SICURO: UNA MANICA DI INCOMPETENTI CHE FA DISPERARE SULLE SORTI DEL NOSTRO PAESE
Carlo Biancheri
A seguito della decisione del Tribunale di Roma che, in modo oscuro, ha disapplicato un provvedimento amministrativo, nell’assunto che gli emigranti inviati in Albania non potessero esser rimpatriati nel paese di origine in quanto i rispettivi paesi non sarebbero sicuri in tutte le loro parti, ai sensi della sentenza della Corte di Giustizia n. C406/22, emanata in risposta ad una questione pregiudiziale, sottoposta alla Corte dal Tribunale di Brno nella Repubblica Ceca e riguardante la richiesta d’asilo di un cittadino moldavo, avuto riguardo a quella parte della Moldavia, c.d, Repubblica di Transnistria, riconosciuta soltanto dalla Russia di Putin in ambito internazionale, in quanto occupata da truppe russe, dopo lo sfaldamento dell’Unione sovietica, ci siamo presi la briga di vedere la sentenza in questione.
Si tratta di argomento di urgente attualità in quando adesso il Tribunale di Bologna ha contestato dinanzi alla Corte di giustizia il decreto legge del governo sui paesi sicuri con dei quesiti che forse uno studente di legge che affronti il diritto comunitario al primo anno di giurisprudenza sarebbe reticente a formulare.
Preliminarmente avvertiamo che la sentenza in questione è disponibile soltanto in lingua ceca e in francese: non esiste la versione inglese.
Siamo certi che al Tribunale di Roma conoscano perfettamente la lingua ceca giuridica ed il diritto comunitario … per essersi formati un’opinione.
Conoscendo la piazza dubitiamo fortemente, peraltro, che capiscano il jargon del francese comunitario, oltre a non essere avvezzi a trattare di direttive e di regolamenti abrogati in parte o tuttora vigenti: né ci sono a Roma interpreti che in così breve tempo dalla pubblicazione siano in grado di tradurre correttamente in italiano giuridico una sentenza redatta in francese, peraltro complessa. Dagli anni ’70 in poi in Italia pochissimi conoscono il francese decentemente…
La prima conseguenza è: fischi per fiaschi.
In Egitto e Bangladesh quali sono le parti di territorio cui non si applichi la legislazione di tutela che vige nelle altre parti del Paese, giacché di questo si tratta? Che elementi hanno i giudici per avventurarsi in simili considerazioni? Qualche turista italiano in vacanza li ha informati?
A Bologna invece hanno scoperto l’acqua calda.
I giudici si chiedono: prevale il diritto comunitario o quello nazionale? È inquietante la domanda in quanto formulata da giudici che dovrebbero ben conoscere queste cose perché obbligati ad applicarle. Non staremo a citare tutte le sentenze della Corte di giustizia che affermano che i giudici nazionali debbono disapplicare le norme dello Stato membro quando siano contrastanti esplicitamente con la normativa comunitaria. Inoltre, i Regolamenti comunitari sono direttamente applicabili anche senza necessità di norma di recepimento interno, quando precisi e quando non necessitino di chiarimenti, mentre le direttive, anche se non recepite allorché dispongono obblighi specifici, possono essere direttamente applicate dal giudice, disattendendo le norme nazionali. Altro che emendamento della Lega per sancire la superiorità del diritto interno su quello comunitario; ciò comporterebbe l’uscita dai Trattati europei e in questo contesto internazionale solo degli amici di Putin possono proporre una simile sciocchezza.
Non solo, a Bologna chiedono anche di conoscere quali siano gli Stati sicuri per i richiedenti asilo. Evidentemente anche nella dotta Bologna non si parla ceco ma neppure il francese perché è tutto ben indicato nella sentenza succitata.
La sentenza fa tutta la storia dell’acquis comunitario al riguardo.
Si parte dalla direttiva del 2005/85/CE (poi abrogata dalla direttiva 2013/22) che al paragrafo 1 dà facoltà agli Stati membri di designare i paesi sicuri (…). Ma i giudici di Bologna cosa chiedono?
Si mettano l’animo in pace: vale il principio di sussidiarietà.
Esistono tuttavia dei criteri che sono gli art.29 e 30:
il richiedente asilo deve esser originario del paese in questione, oppure apolide ma con residenza in quel paese e non deve aver fatto valere ragioni personali specifiche che portino a non considerare quel paese come sicuro.
Le condizioni minime per pretendere lo statuto di rifugiati sono contenute in un’altra direttiva 2004/85/CE.
Con direttiva 2011/95/UE vengono indicai gli atti persecutori all’art.9 dove compaiono anche vessazioni a carattere psicologico e sessuale e quindi il quesito sui gay del tribunale di Bologna appare del tutto ultroneo.
C’è di più.
La direttiva 2013/32 all’art.37, scrive la Corte di giustizia, al par.1 indica:
un paese di origine è considerato sicuro allorché sulla base dell’applicazione della legge e del diritto nel quadro di un regime democratico e delle circostanze politiche generali, come definita dall’art.9 della direttiva 2011/95, si può dimostrare che in modo generale ed uniforme non si è mai fatto ricorso alla persecuzione, né alla tortura né a pene e trattamenti inumani e degradanti e che non sussistono minacce a motivo di una violenza cieca, determinata da situazioni di conflitto armato internazionale o interno. Inoltre, nella valutazione del paese si fa rinvio alle decisioni e alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla tortura per il rispetto delle libertà fondamentali e se sussistano nel paese in questione sanzioni efficaci per punire eventuali violazioni.
Nel 2024 è stato, peraltro, approvato un Regolamento (2024/1348) che abroga la direttiva 2013/32 che consente agli Stati membri di considerare uno Stato sicuro anche se una delle sue parti non lo sia: quindi un allentamento della norma…
Detto Regolamento tuttavia entrerà in vigore il 12 giugno 2026,ne consegue che attualmente la normativa applicabile è ancora quella precedente.
Come appare a nostro debol parere, la quasi totalità dei quesiti dei giudici è contenuta nella famosa sentenza in questione che dubitiamo sia stata letta e compresa.
Ma questo è gravissimo per il Paese.
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domenica 1 settembre 2024
IL MINISTRO DEGLI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE NOVELLO CHAMBERLAIN
Carlo Biancheri
Nell’ultima riunione del Consiglio degli Affari Esteri Informale della UE il ben noto Vice Presidente del Consiglio italiano, nonché Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On.le Tajani, si è opposto, a nome nostro, alla proposta di togliere restrizioni all’uso di armi, consegnate all’Ucraina per difendersi dall’invasione russa, nel territorio del paese invasore.
Noi difendiamo l’Ucraina, non siamo in guerra con la Russia ha dichiarato in modo solenne, forse per passare alla Storia come voleva fare il governatore dello Stato di Milano ne I promessi sposi dell’amato Manzoni: ci passò alla Storia ma non per aver preso Casale dopo l’assedio, come sperava, anzi la sua carrozza fu presa a sassate dai ragazzi quando se n’andò da Milano.
Il giorno dopo la sua roboante dichiarazione il catalano Borrell, Alto rappresentante UE per gli Affari Internazionali, ha sommessamente rilevato che si trattava di affermazione ridicola, peraltro in linea con quella della quinta colonna della UE, l’ungherese Orbàn, che fa di tutto per aiutare l’amico Putin ed ostacolare gli aiuti al paese aggredito.
Si suppone che un Ministro degli Esteri conosca il diritto internazionale (…) anche se la sua formazione è quella di giornalista della cronaca di Roma del giornale Il Tempo, cioè omicidi, incendi et similia. Proprio questo diritto consente che lo Stato oggetto di aggressione risponda in modo proporzionato colpendo gli obiettivi militari nel territorio dell’aggressore. Una dichiarazione siffatta che ha poco fondamento con la realtà, in quanto l’On.le Ministro dovrebbe mandare i carabinieri italiani al confine russo-ucraino per verificare se le nostre bombe hanno passato il confine dell’Ucraina, denota quell’ambiguità tutta italiana di cercare sempre di tenere il piede in due scarpe, come si suol dire, per non scegliere mai: non si tratta di cinismo machiavellico ma piuttosto dell’arte di Michelaccio: altro che popolo di ‘eroi, santi, navigatori’ ecc…
Ricorderemo al Signor Ministro che non disdegna, da romano qual è, di richiamare la tradizione cattolica, per quanto sia stato famigliare per lustri del Berlusconi, massone piduista e quindi incompatibile per prassi di vita e credenze con il cattolicesimo, anche se ci ricordava di avere la zia suora (…), che sant’Agostino, Dottore della Chiesa – per non citare Tommaso d’Aquino…- nel De Civitate (Lb IV,4) scrive: Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati? È pur sempre un gruppo di individui che è retto dal comando di un capo, è vincolato da un patto sociale, e il bottino si divide secondo la legge della convenzione. Se la banda malvagia aumenta…possiede territori, occupa città, sottomette popoli, assume più apertamente il nome di Stato…’. Se ne deduce che non c’è nessuna pace vera senza giustizia e che un nuovo Consiglio di Vienna non sarebbe affatto la garanzia di una pace giusta dove l’aggressore ritiri le sue truppe e ripaghi, per quanto possibile, i danni inferti all’aggredito. La giustizia non è quella del sofista nella Repubblica di Platone, che definisce giusto il volere del più forte, ma suppone piuttosto concetti come quello di giustizia commutativa – a tutti lo stesso- e distributiva -ad ognuno ciò che gli spetta- come scrive bene Aristotele: in una parola è il rispetto della persona.
Per far la pace occorre essere in due e non sembra proprio che Putin intenda o possa fermarsi senza aver ottenuto quel che vuole: prima la Georgia, poi la Crimea, ora l’Ucraina e …poi?
Per la Corte penale internazionale Putin è ricercato come criminale di guerra, dopo le stragi compiute in Ucraina, e non è forse puro irenismo prefigurare accordi di pace con un soggetto che non sembra diverso da Hitler o Stalin – che, per inciso, ammira tanto…-?
Non è forse la logica condannata dalla prima lettera di san Giacomo a proposito della fede senza le opere: Se un fratello o una sorella sono nudi e hanno bisogno del pane quotidiano e uno di voi dice loro:’ Andate in pace, riscaldatevi nutritevi’, senza aver dato loro il necessario per il corpo, a che giova? (1,14-17). Lo stesso vale per gli aggrediti che non hanno bisogno di parole di incoraggiamento ma di aiuto per difendersi.
Chamberlain credeva di poter trattare con Hitler incominciando a lasciar correre sull’occupazione dei Sudeti e poi si è visto come andata.
Come scriveva don Milani, a proposito della Resistenza, la legittima difesa esiste e va applicata anche all’Ucraina senza ipocrisie o convenienze di coalizione, avendo in barca personaggi come Salvini.
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domenica 25 agosto 2024
IL GOVERNO AMATORIALE IN UN TEMPO DI CRISI
Carlo Biancheri
Il livello della nostra classe politica corrisponde generalmente a quello di una società che non spera più in un futuro migliore ma bada soltanto ad eternizzare l’istante e a parare i colpi che derivano dal contingente.
Sembra che dopo la sbandierata e ricorrente morte di Dio – anche al tempo dei presocratici si annunciava che le selve erano vuote e che il gran dio Pan era morto – adesso l’uomo non se la passi bene.
Le Chiese che dovevano fornire un ‘supplemento d’anima’, in ambito cristiano, quelle ortodosse autoctone sono guidate da membri del servizio segreto locale, come ai tempi dell’URSS, del resto: i patriarchi di Bulgaria e Romania lo erano e Ceaucescu perseguitò ed uccise tutti i vescovi cattolici, perché si rifiutarono di fondersi con la Chiesa ortodossa, prona al potere, in linea con la tradizione cesaropapista di quelle Chiese. Il patriarca di Mosca, altrimenti definito ‘chierichetto di Putin’, non fa eccezione, anzi ne è la conferma, e usa nella sua Chiesa gli stessi metodi dell’amico, criminale di guerra, Putin: il paradosso del Vangelo d’amore che proclamano porta la guerra e la morte ad altri esseri umani.
La Chiesa cattolica, sotto la gestione gesuitica, è ridotta ad attivismo politico inconcludente e per lo più errato.
La predicazione è principalmente orizzontale col risultato che la Trascendenza e l’altra Vita si confondono, per lo più, col progresso umano.
Del resto il papa cita nelle sue Encicliche Teilhard de Chardin, gesuita antropologo arrogante, come spesso sono i membri della piccola nobiltà francese, quale egli era. Ora Teilhard con la sua teoria di Alfa ed Omega sembra far coincidere l’evoluzione con la terra nuova e i cieli nuovi del Vangelo. Cita anche il gesuita Rahner, il papa, che si affanna a descrivere la Trinità, il più alto mistero cristiano, nella relazionalità delle persone, ad extra, cioè la manifestazione storica del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, senza parlare della Trinità ab intra, cioè della vita di Dio, in altre parole della Trascendenza. Bisogna proprio esser dei seguaci di Prometeo o come Pelagio, fregarsene della grazia divina, per pensare di cambiare il mondo con la semplice volontà umana. I martiri del nostro tempo, per lo più dei Paesi emergenti, sono coloro che non esitano a dare la propria vita, perché credono sinceramente alla presenza di Dio e del Cristo, non gli attivisti che per sentirsi buoni (e ammirati come i farisei?) operano con la logica di donna Prassede de I Promessi sposi: ‘il bene si sa, bisogna farlo per forza…’
Nel mondo intellettuale il grigiore è plumbeo: romanzetti, filosofi definiti tali nei talk show, prodighi di castronerie, soprattutto quel che impera è l’affermare, mai il dimostrare la propria affermazione, come se il sentire individuale fosse di per sé sufficiente: il regno della doxa, dell’opinione. L’eternizzazione dell’istante provoca l’assenza d’aria perché non c’è il futuro, la speranza.
Nessuno lo dice ma l’idolatria dell’io di Ottocento e Novecento e la riduzione dell’essere all’esistente ci ha portato a questo.
In questo ambito noi siamo affidati a dei reggitori che sembrano gli attori di una compagnia da avanspettacolo o teatro di provincia. Non ci avventureremo ad affermare che Arianna abbia avuto un peso nelle nomine alle Ferrovie, né se il cognato di Giorgia detto ‘Lollo’, che cambia i dirigenti del suo ministero con la velocità della trottola, sia un valente ministro dell’Agricoltura e quant’altro. Non ci interessa che si siano lasciati con Arianna: fatti loro.
Sulle nomine che conosciamo possiamo tranquillamente dire che i Commissari alla Consob, la Commissione che controlla le società che fanno ricorso al pubblico risparmio e la borsa, da loro nominati non sono adeguati: una è la sorella del ben noto Alemanno la cui professionalità era legata alle tasse, avendo lavorato all’Agenzia delle Entrate – come dire i cavoli a merenda con il mercato di borsa – l’altro non sembra che abbia lo standing, e cioè quella esperienza professionale dei mercati mobiliari che vanno dal diritto societario, incluse le OPA, e la corporate governance, alla trasparenza informativa, agli abusi di mercato, alla negoziazione di borsa, al clearing e al settlement delle transazioni, ai principi contabili sottostanti ai bilanci, al lavoro dei revisori contabili ed ai loro principi di revisione e che un Commissario deve avere alla Consob: aver lavorato nell’istituzione stessa non è garanzia sufficiente. Sembra anche che il giornalista Ministro Sangiuliano, devoto di Croce -noi siamo felicissimi che sia finita la iattura della dittatura crociana – e solerte negli svarioni, allorché confonde un secolo con l’altro, faccia delle nomine curiose in ambito culturale, attribuendo responsabilità a gestori di servizi di autonoleggio... Lo spoil system amatoriale dei neogovernanti ha conseguenze negative sull’interesse generale.
Il Ministro dell’Economia è evasivo, cerca di scaricare la responsabilità sugli altri a fronte di una finanziaria dove mancano i soldi: un consiglio, li prenda di nuovo dal bancomat di quei ricconi dei pensionati: sono deboli! Le tasse non si riescono a far pagare e lo sbandierato aumento delle entrate è dovuto ad altri fattori, diversi da quello che consiste nello scovare gli evasori. Si lamenta anche del PNRR perché per lui è un Gosplan dell’era sovietica… L’Europa ci dà anche soldi a fondo perduto per fare cose necessarie a civilizzare un paese anarchico, incapace di fare opere che languono da decenni e i nostri eroi rispondono col tratto che li contraddistingue.
Si dà naturalmente la colpa, se le cose non vanno bene e se cresciamo troppo poco, alla Commissione Europea – brava Giorgia che ci ha isolati di nuovo!- e alle regole comunitarie, approvate peraltro dal Ministro di Cazzago (dov’era?). Avevamo capito che crescevamo più degli altri ma sembra che tra i G7 adesso, nel trimestre, siamo penultimi.
Non basta dire: gli italiani ci hanno votato e noi realizziamo il programma (pessimo). La percentuale degli italiani che vi hanno votato, visto il tasso di astensione, è bassa e la vostra performance al Governo è negativa.
Apprendiamo, altresì, che il candidato Commissario europeo Fitto sta approfondendo l’inglese tecnico. Confessiamo di non capirlo bene neppure quando parla in italiano, quindi temiamo che l’apprendistato cui si è sottoposto produrrà i suoi frutti fra qualche anno e non ora che sarebbe necessario.
Per noi poverini la politica è quella del quadro del buon governo a Siena e non l’apparenza e la declamazione e, pertanto, cerchiamo chi dica il vero e sia competente: vaste programme avrebbe detto il generale De Gaulle!
venerdì 19 luglio 2024
UN GOVERNO INETTO HA MESSO L' ITALIA ALL' ANGOLO IN EUROPA
Lo avevamo scritto: non si passa impunemente dalla Garbatella, quartiere di Roma, allo scenario internazionale prima di conoscerlo veramente. Il governo è riuscito ad isolare l'Italia in Europa presumendo di sé e continuando con la cantilena che la Von der Leyen non ha colto il presunto messaggio che sarebbe venuto dalle elezioni europee anche se i numeri non lo confermano. Così la donzelletta ha votato contro la candidata del partito popolare europeo che è uscita lo stesso e bene, senza i fratelli della c.d. Italia con l'ottimo risultato che bisognerà vedere cosa ci avrà guadagnato il paese in Europa per questa bella sceneggiata da 'impuniti' si direbbe a Roma, sfacciati si dice al Nord.
Noi siamo forti perché il governo è stabile? Davvero? Votando in modo diverso su temi tanto importanti con componenti che stanno col lupo invece che con l'agnello, cioè con l'aggressore e contro l'aggredito cui si chiede di difendersi con una mano legata dietro alla schiena: armi sì ma possibilmente da usarsi solo nei poligoni di tiro non contro chi spara missili supersonici su ospedali pediatrici o compie crimini di guerra.
Vedremo quale posto di prestigio avremo in Commissione e quali grandiosi rapporti con la Commissione intratterrà il governo. Certo a Bruxelles il messaggio del tipo: “mò te faccio vedere io...” risulta non pervenuto.
E, mentre il quadro internazionale si degrada, ci vorrebbe gente capace a rappresentarci e invece ritornano i soliti scandali endemici in un paese dove i colpi cascano sempre all'ingiù -scriveva l'amato Manzoni- e i controlli colpiscono soprattutto i rubagalline o quelli che ben sanno quanto i controlli latitino ma esagerano nel fare i loro affari: Genova e Venezia saranno solo gli epigoni, temiamo.
Difficile far tornare gli elettori al voto quando anche nell'opposizione il PD in buona parte, gli adepti della setta e i c.d. verdi e sinistri vogliono la resa di un paese aggredito come se l'aggressore si fermasse lì: forse nei loro sogni o nel paese delle meraviglie di Alice...
Il paese non è fatto di santi e di navigatori (...) ma non merita questo.
ggiungi reazione |
lunedì 8 luglio 2024
IL MINISTRO DI FORMAZIONE BAR SPORT HA PERSO UNA BUONA OCCASIONE PER TACERE
Carlo Biancheri
Abbiamo ascoltato con raccapriccio quanto il Salvini ha obiettato alle considerazioni assennate del Capo dello Stato in occasione della settimana sociale dei cattolici a Trieste.
Il Presidente Mattarella aveva rilevato quel che i cattolici di formazione – di altri tempi…- sanno benissimo e cioè che la volontà della maggioranza incontra dei limiti precisi e che tutto va sussunto nell’ambito del bene comune.
Il Ministro, scuola bar Sport Milano Rogoredo, si è affrettato a dichiarare che ci mancherebbe altro che la minoranza divenisse dittatura della maggioranza. Parole al vento…
L’ignaro non sa, ma glielo spieghiamo noi, che innanzitutto la sua maggioranza non è proprio rappresentativa atteso che un votante su due non si reca al voto… e quindi sarebbe bene finirla con la retorica degli italiani hanno votato ergo facciamo quello che ci pare ma se anche lo fosse, la maggioranza opera nel quadro della Costituzione dove ci sono dei principi fondamentali inviolabili a cominciare dalla dignità della persona umana. Si aggiunga che l’Italia, sempre in base alla Costituzione, aderisce alle Organizzazioni internazionali e si conforma al diritto internazionale generalmente riconosciuto (art.10 Cost.) e noi abbiamo sottoscritto la Dichiarazione Universale sui Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite, redatta in gran parte da Jacques Maritain, che certamente al bar Sport sarà stata oggetto di dibattito giacché sancisce, tra l’altro l’uguaglianza di ogni uomo, le libertà fondamentali, la non discriminazione ecc. ecc.
Supponiamo che la maggioranza decida che i bambini di religione ebraica o musulmana non possono frequentare la scuola: è legittimo?
Oppure che i bambini di colore nero debbano giocare in campi separati da quelli di colore bianco: si può fare?
Oppure che non si debbano più soccorrere gli emigranti in difficoltà in mare: nessuna obiezione?
Ancora, se si decidesse che è vietato, come in Cina (ma anche in Russia e il Salvini lo sa bene dati i suoi contatti), insegnare nelle scuole la religione cattolica: tutto a posto?
È proprio anche sulla base della volontà della maggioranza che personaggi come Hitler, Stalin e il nostro squallido Mussolini hanno giustificato l’eliminazione/morte di milioni di ebrei, Rom, disabili ed omosessuali oppure la soppressione dei contadini ucraini (coincidenza…) oppure delitti politici (Matteotti) o gli inviati al confino per idee politiche ed altro, senza omettere le stragi nelle colonie.
Segnaliamo infine che sul punto esistono intere biblioteche di giuristi e filosofi del diritto: non si sa mai che tra una partita e l’altra al bar Sport si riesca a dare un’occhiata e se ne parli.
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lunedì 1 luglio 2024
NON BASTA DIRE: SIAMO UNO DEI PAESI FONDATORI DELL' EUROPA PER GUADAGNAR RISPETTO
Carlo Biancheri
Qualche riflessione da condividere con i nostri venticinque lettori come li presumeva l’amato Manzoni per "I Promessi Sposi"...
Non si passa facilmente dalla Garbatella, quartiere di Roma, città di emigrati da ogni dove, priva di identità, in quanto i Romani, di origine contadina negli ultimi secoli ( indicative sono le belle stampe di Pinelli o gli acquarelli del grand tour), sono ormai marginale minoranza, allo scenario del mondo.
Primo requisito: la comprensione dell’universo simbolico altrui e dei loro ‘desiderata’ da sussumere sotto una dimensione universale per trovare convergenze, in altre parole sprovincializzarsi. E’ escluso, pertanto, partire in guerra come Guerin meschino, sostenuti magari dall’armata Brancaleone, composta da ministri formatisi al bar Sport o da giornalisti di quotidiani locali, prodighi di salamelecchi (salam alekum) al ‘caro estinto’ o da ministri di famiglia.
E già perché le posizioni si guadagnano sul campo. facendo dei ragionamenti sensati in cui anche altri possano riconoscersi e non conta se siamo discendenti di Michelangelo, di Leonardo e di quant’altri: i quattro quarti di nobiltà non esistono neppure più tra i sopravvissuti dell’Ordine di Malta e non vengono nemmeno riconosciuti legalmente: pesiamo, come paese (e non Nazione che è una sciocchezza per l’Italia) per quanto valiamo e per quel che sappiamo proporre. E il contenuto è pessimo.
Secondo requisito: inutile confondere la propria posizione di governo che rappresenta l’Italia intera con la propria fazione politica. Hanno fatto le nomine al ‘caminetto’ ma non hanno riconosciuto l’esito elettorale? E perché, di grazia? La maggioranza Ursula deve chinarsi alla Le Pen finanziata da Putin? O fare la riverenza a Giorgia? Non è forse stato deciso tutto in conformità ai Trattati UE? All’apparenza i numeri ci sono per la decisione del Consiglio e vedremo in Parlamento, a voto segreto. In Consiglio le querimonie portano all’isolamento.
Certo l’opposizione rappresentata da giganti alla Schlein che propala le ultime sciocchezze di successo o ‘quel che resta del giorno’ del ‘fu’ movimento di adepti di Scientology – abbiamo capito che l’avvocato del popolo si vanta di aver portato tanti miliardi (di debiti) al paese dall’UE ma ha anche scassato i conti pubblici per anni a venire - non sono di grande aiuto a sostenere la posizione di un paese in affanno.
Terzo requisito: c’è qualcuno che sia interessato a fare proposte serie al paese o in ambito internazionale invece di una sciocca propaganda? In Italia ci viene detto che nulla si può fare a Bruxelles senza la Giorgia altrimenti… son botte. E questo insieme a quotidiane lodi dell’ottimo operato del governo: chi si loda si imbroda, a casa mia…
Per esempio, c’è chi ripete in televisione come un ebete che il governo ha successo e lo prova la crescita della borsa: per fortuna che questa idiozia si dice in televisione e non a piazza Affari, in Borsa, perché susciterebbe l’ilarità degli addetti ai lavori. Tutti gli esperti sanno benissimo che la crescita corrisponde al trend europeo, all’andamento dell’inflazione, ai tassi d’interesse delle Banche centrali, ai prezzi delle materie prime, ai mercati internazionali e che la nostra ‘borsetta’, comparata per capitalizzazione a quella tedesca, francese o inglese, è cresciuta (con molta volatilità e…per ora…) per ben altri motivi che per l’autonomia differenziata o il premierato o per l’immobilità del ministro di Cazzago. Ma, come scrive Pascal ne Les lettres provinciales, pur essendo un mendacio, pochi verificano.
Quarto requisito: bisogna avere una strategia che è cosa diversa da una tattica da modesto cabotaggio. Non voto Ursula perché aspetto le elezioni francesi e così frego Macron e gli scippo la vice-Presidenza della Commissione con deleghe esecutive… Uhm… ma se la nera Le Pen non becca la maggioranza assoluta, come appare, che fare? L’intreccio si infittisce per chi è a corto di visioni, eccezion fatta per un programma in campagna elettorale demenziale che proponeva tagli di tasse, il blocco degli sbarchi, il paese del bengodi e compagnia cantante…
La strategia non c’è, al contrario si tratta di un approccio situazionista: un po’ di qua, un po’ di là… che nei paesi a Nord delle Alpi è considerato ciarlataneria o, se preferite: pizza e mandolino, come dicono.
Vediamo il prosieguo.
lunedì 3 giugno 2024
NON VOTARE GLI AMICI DICHIARATI O NASCOSTI DI PUTIN ALLE EUROPEE
Carlo Biancheri
Si tratta di elezioni europee?
Cosa c’entrano con l’Europa la sanità pubblica, il salario minimo, i salari bassi? Oppure il superbonus che sì, era giusto farlo per ‘Giusepi’ ma è stato gestito male dai soliti gnomi burocrati che lavorano per il re di Prussia…?
Armi all’Ucraina? Ma non scherziamo: abbiamo già dato abbastanza carri armati della seconda guerra mondiale, armi difettose, pasti caldi e ospitalità a go-go. L’Ucraina va aiutata perché è stata aggredita ma neanche una pallottola deve fare ingresso nel territorio dell’aggressore; Kharkiv deve rimanere il poligono di tiro o, se preferite, il tiro al piccione, animalisti permettendo, per addestrare le truppe non propriamente russe ma delle repubbliche periferiche dell’ex Unione Sovietica in modo da consentire loro di sfondare il fronte; in altri termini l’Ucraina deve combattere con un braccio legato dietro la schiena per arrivare prima alla resa e quindi alla trattativa. Naturalmente l’Italia non può far diverso, come emerso nell’approfondito dibattito tenutosi al bar Sport di Milano Rogoredo tra costituzionalisti di vaglia, in quanto la Repubblica ripudia la guerra come strumento di offesa (ma non parlavamo di legittima difesa dell’aggredito?) alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art.11 Cost). Peccato che l’Italia aderisca alle Nazioni Unite che prevedono in caso di aggressione armata una risposta proporzionata all’offesa nel territorio dell’aggressore… E noi abbiamo aderito: siamo proprio degli sventati! Uhm… l’intreccio si infittisce e le considerazioni del berlusconiano Tajani, già cronista de Il Tempo nella cronaca di Roma, non ci sembrano persuasive… in punto di diritto, né politicamente parlando. Il suo collega di governo di Milano ecc.. va oltre perché dà del guerrafondaio a Macron e a tutta questa Europa che ha scarrocciato dalla linea che doveva tenere: altro che cessione della sovranità! L'Europa deve essere un gruppo di Stati sovrani che in materie limitate devono mettersi d’accordo. E Buon Corpus Domini! L’incauto, non avendo alcuna dimestichezza con i credenti, ignora che non è uso augurarsi Buon Corpus Domini come ha fatto lui su Rai3 inopinatamente, forse come captatio benevolentiae per i votanti cattolici che l’hanno presa piuttosto come un’irrisione.
In generale, emerge un atteggiamento verso l’Europa di chi sia in credito e che sia stufo, come lo era la Thatcher, di fare il donatore di sangue. Si è ben visto come è andata con la Brexit… non proprio da brindare.
La storia d’Italia, ahimè, non è costellata di molti politici di vaglia e non c’è uno che si chieda dove andremo a finire nell’attuale contesto internazionale se l’Europa non si unisce ulteriormente in un contesto che ricorda a noi, ma non agli sbarbatelli, quello della guerra fredda e poi Cina e India con potere crescente. Inoltre, dopo il PNRR ci vuole anche molta ingratitudine, considerato l’ammontare del dono pagato da tutti gli altri, a criticare l’Europa.
Cosa deve essere questa Europa? Un Bancomat per noi che non siamo in grado di fare una struttura in tempi ragionevoli, se non in deroga a tutte le leggi, come nel caso del ponte di Genova?
Ai nostri venticinque lettori raccomandiamo di non votare il partito del Conte che ha sinistrato i conti del Paese e sostiene di fatto Putin, né quello della svelta Schlein/Ocasio Cortez che arruola badesse ed irenisti che propongono trattative come Chamberlain con Hitler – attenti ai nuovi farisei per usare un’espressione dantesca-indipendenti si… ma allora chi sono gli astri del partito candidati? Il sindaco di Pesaro? Notiamo, per inciso, che la Schlein non fa che citare le cose da fare ma dimenticando di chiarire come si finanziano.
Né abbiamo alcuna stima per quel che resta di Berlusconi la cui partecipazione al partito popolare europeo ci pare scandalosa dopo tutti i disastri che l’uomo ha generato nel Paese e per un’ideologia non conforme a quella dei popolari.
Non penserete che ci convinca Giorgia! La donzelletta ripete che l’Europa deve: ma cosa deve? Ci sono ben 26 altri Stati membri oltre a noi che non sono mica i nostri camerieri… Delirio di onnipotenza? Affabulazione? Fate voi. Resta il fatto che l’approccio post-gollista dell’Europa delle nazioni è assolutamente astorica e inconcludente dinanzi a problemi come l’approvvigionamento energetico ,la transizione verde, la difesa comune, la competizione tecnologica ecc.
Resta poco ma è un segnale di protesta di una politica di professionisti che sembrano attori amatoriali poco interessati al bene comune.
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